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venerdì 1 gennaio 2016

BUON ANNO!

Ciao a tutti, come va?
Pronti per vivere un 2016 fiammeggiante?

Siccome il buon giorno si vede dal mattino, e siccome non voglio appesantirvi il primo giorno del 2016, il post di oggi sarà giusto una breve segnalazione che sembra confermare alcune delle ipotesi che avevo fatto nel corso dell'anno... E più precisamente quelle relative al fatto che, ora che l'omosessualità è stata ufficialmente sdoganata negli USA, la Disney non sarebbe stata a guardare...

E questo avrebbe creato un bel cortocircuito nelle nazioni come la nostra, che da decenni subiscono la colonizzazione culturale degli USA (e della Disney), ma che allo stesso tempo devono ancora fare i conti con una situazione che sotto diversi punti di vista resta pesantemente arretrata.

E infatti, in occasione delle feste, il Canale Disney Junior (che in Italia è presente nel pacchetto Mediaset Premium e su SKY), ha pensato bene di riciclare il messaggio di auguri che - evidentemente - è stato pensato per un pubblico internazionale prettamente occidentale, e che - siccome il marketing è una cosa seria - punta tutto sull'amore che si può trovare in tutti i tipi di famiglia... E ha pensato bene di utilizzare i personaggi di FROZEN e di inserirci anche una coppia gay con figlio...

E questo, inevitabilmente, ha attirato l'attenzione dei soliti politici conservatori... Che hanno subito chiesto a Disney Junior di non inserire più il suddetto spot... In quanto promuoverebbe un'idea di famiglia che per l'Italia è incostituzionale (CLICCATE QUI), e avrebbe lo scopo di indottrinare i bambini al concetto di "amore assoluto" (???)...

Senza voler entrare nel merito della definizione costituzionale di famiglia e sul concetto di indottrinamento (che comunque, a quanto pare, è ben accetto in molti altri casi), è evidente che una nazione che non garantisce parità di diritti e legittimità alle persone omosessuali lascia il fianco scoperto a tutta una serie di attacchi che, nel resto dei paesi occidentali, sarebbero inimmaginabili...

E così Disney Junior, con l'Italia, di certo non è in una situazione semplice... Visto che si trova alle prese con una nazione che, sotto certi punti di vista, è praticamente a metà strada fra le democrazie occidentali e i regimi totalitari.

Al momento Disney Junior non ha fornito una risposta ufficiale e non ha nemmeno preso provvedimenti (il messaggio è ancora sul suo canale youtube), ma è facilmente ipotizzabile che la cosa non avrà troppe ripercussioni, dato che il canale è della The Walt Disney Company Italia s.r.l. sta Milano, ma di fatto deve rispondere delle sue decisioni alla The Walt Disney Company Limited, che sta a Londra e che - presumo - non deve certo rendere conto ai politici italiani dei suoi messaggi di auguri... Anche se, lo ammetto, sarebbe interessante vedere cosa succederebbe se partisse un braccio di ferro fra la Disney e la politica italiana su questa questione...

In ogni caso qualcosa mi dice che, anche se in questo caso non dovesse succedere nulla, un'eventualità del genere non tarderà a verificarsi... E probabilmente non si tratterà nemmeno di un caso isolato.

Oggi siamo arrivati alle polemiche sui messaggi di auguri, ma cosa accadrà quando la Disney deciderà di inserire certi argomenti in maniera più esplicità nelle sue produzioni rivolte prettamente al mercato occidentale?

Di certo alla Disney americana non potranno sorvolare sulla rappresentazione delle coppie e delle famiglie omosessuali ancora a lungo, e in alcune delle loro sitcom l'argomento ha già trovato spazio... Quindi, probabilmente, è solo una questione di tempo prima che la questione venga ulterioremente sdoganata, anche nei prodotti per i più piccoli...

E a quel punto e facile ipotizzare che l'Italia sarà ancora molto indietro, e che le produzioni Disney non faranno altro che evidenziarlo (con tutte le inevitabili polemiche al seguito)... Così come evidenzieranno ulteriormente l'arretratezza dei fumetti disney prodotti in Italia (che, a differenza dei canali tematici della Disney, devono rispondere delle loro scelte ad editori italiani, e i risultati di questo conflitto di interesse sono sempre più evidenti).

Non so perchè, ma ho la sensazione che col tempo gli spunti per animare questo blog aumenteranno, e che forse già da quest'anno ne vedremo delle belle...

Ad ogni modo tanti auguri di un buon 2016 a tutti quanti :-)

mercoledì 30 dicembre 2015

PENSIERINI DI FINE ANNO...

Ciao a tutti, come va?

Fra una cosa e l'altra siamo arrivati all'ultimo post del 2015, e tutto sommato penso che questo blog quest'anno sia stato portato avanti in maniera più che dignitosa... Anche se ovviamente l'ultima parola spetta a voi che lo leggete, e che con la vostra costanza dimostrate che dopotutto il tempo che gli dedico è investito bene.

Anche se il fatto che di certe cose continuo a parlare solo io continua a lasciarmi perplesso... E avrei sperato che, almeno quest'anno, qualcuno dei miei post sarebbe stato ripreso in qualche spazio online un po' più "ufficiale"... E invece niente... E a tutt'ora non ho capito se questo accade perchè vengo liquidato come un visionario che parla a vanvera o se effettivamente quello che scrivo è ritenuto troppo compromettente e/o pericoloso per trovare spazio altrove... O se magari è un mix delle due cose (O__o).

Comunque gli argomenti da approfondire non mancano mai, ed è questo quello che conta.

Ad esempio: lo spunto per concludere in bellezza questo anno di post "alternativi" mi arriva dall'annuncio dell'ennesima serie di allegati a fumetti di Repubblica e l'Espresso che partirà in questi giorni... E che, per l'ennesima volta, verrà dedicata a TEX...

Ora: anche ammettendo che il personaggio sia molto amato, il fatto che le stesse storie siano ristampate per l'ennesima volta sotto forma di allegato (e addirittura in versione cartonata), mentre in edicola oltre alla serie regolare vengono riproposte due serie di ristampe, pone una serie di interrogativi... Anche perchè dal 2007 al 2014 l'Espresso e Repubblica hanno proposto una ristampa a colori di praticamente TUTTO il materiale di TEX uscito fino a quel momento...

E considerando che la serie regolare di TEX perde qualcosa come 10.000 lettori all'anno la sensazione è che questo genere di iniziative, più che a rilanciare il personaggio, serva a spremere come limoni i collezionisti di lunga data.

Tra l'altro, fra i tanti allegati che stanno proponendo a getto continuo settimanali e quotidiani vari, a quanto mi risulta quello di TEX è praticamente l'unico fumetto italiano che sta trovando spazio attualmente, e anche questo è un dato interessante da valutare... Nel senso che sembrerebbe dimostrare come, effettivamente, dietro a certe scelte ci sia tutto fuorchè l'intenzione di rilanciare il fumetto italiano in quanto tale (magari valorizzando nomi poco noti e riproponendo materiale DAVVERO irreperibile da tempo)...

Col risultato di NON contribuire - nei fatti -  a dare nuova linfa vitale ad un settore che non se la passa proprio benissimo, e men che meno aiutandolo a conquistare nuove fasce di pubblico... Preferendo spremere quelle vecchie finchè è ancora possibile farlo...

Ed è curioso che questo avvenga solo col fumetto Made in Italy, mentre - al contrario - gli allegati che propongono fumetto franco-belga stanno contribuendo a creare una nuova sensibilità attorno a produzioni che per decenni le edicole italiane avevano snobbato... E con buoni riscontri, evidentemente, visto che fra materiale inedito, saghe recenti e grandi classici nelle edicole italiane probabilmente non si era mai vista tanta bande dessinée tutta insieme.

Ad ogni modo, tornando al nocciolo del discorso, il fatto che si metta ancora al centro dell'attenzione un personaggio come TEX - anche in operazioni collaterali come gli allegati ai quotidiani - è abbastanza indicativo di come, dalle nostre parti, si dia ancora la precedenza ad un modo di intendere i fumetti che ha fatto il suo tempo... E che potenzialmente rischia di fare più danni che altro.

In un articolo pubblicato sul Washington Post lo scorso luglio (CLICCATE QUI) veniva fatta un'interessante indagine sullo stato dei lettori di fumetti del 2015, usando come riferimento i dati relativi ai biglietti della San Diego ComiCon (che possono essere acquistati solo in prevendita e compilando alcuni form). L'articolo metteva in luce il fatto che ormai le percentuali dei visitatori di ambo i sessi si equivalevano (e che c'era un 2% che non si riconosceva nei due sessi canonici).

In Italia un'indagine del genere non può essere fatta perchè anche nelle manifestazioni più importanti i biglietti possono essere acquistati in prevendita come all'ingresso... Tuttavia penso sia evidente per chiunque frequenti questo tipo di eventi che anche in Italia la percentuale di pubblico maschile e femminile tende al pareggio.

Eppure, incredibilmente, nessuno sta elaborando fumetti italiani pensati per avere un occhio di riguardo verso il pubblico femminile, ad eccezione di qualche goffo tentativo di ammiccare al pubblico preadolescenziale, che di solito si risolve in un nulla di fatto. Anche perchè, in Italia come negli USA, il pubblico femminile si è riavvicinato ai fumetti in generale grazie ai manga, e se negli USA gli editori - compresi quelli di supereroi - hanno fatto tesoro di questo dato di fatto, da noi le cose sono andate in modo molto diverso... Per il semplice fatto che i punti di forza di un manga, in realtà, sono in palese conflitto con alcuni limiti che il fumetto italiano non vuole assolutamente superare... E quando questo conflitto diventa evidente, inevitabilmente, i fumetti italiani preferiscono fare un passo indietro, anche a costo di trasformare una buona partenza in un clamoroso flop... Cosa che peraltro negli ultimi anni è avvenuta regolarmente.

In compenso, dalle nostre parti, si punta ancora su TEX... Magari anche con un nuovo supplemento annuale a partire dal gennaio 2016...

Ovviamente dai dati dei biglietti staccati alla San Diego ComiCon non si può capire quale sia la percentuale di persone gay e/o gay friendly, anche se è facilmente ipotizzabile che - per tutta una serie di fattori (come l'età media, la crescente presenza di personaggi lgbt nelle fiction televisive, lo sdoganamento dell'omoerotismo, la "normalizzazione" dell'omosessualità nell'immaginario pop, ecc) - la loro presenza nel contesto delle manifestazioni fumettistiche, e di conseguenza fra i lettori di fumetti, sia più alta rispetto alla media.

E forse non è proprio un caso se, al di fuori dell'ambito prettamente fumettistico, un editore di prestigio internazionale come la TASCHEN è arrivato a mettere i libri dedicati a Tom of Finland nella sezione del suo catalogo dedicata alla cultura POP, a fianco dei libri dedicati alla MARVEL e alla DC COMICS, come potete notare CLICCANDO QUI.

Eppure, di tutti questi mutamenti in atto, il fumetto italiano non sembra voler cogliere altro che una vaghissima eco, che comunque nella migliore delle ipotesi viene interpretata in maniera molto relativa.

Con buona pace del tanto auspicato ricambio generazionale, che infatti è sempre meno frequente.

E così siamo ancora al punto in cui, per quel che riguarda le edicole, la prima grande "novità" del 2016 sarà l'ennesima ristampa di TEX... E la seconda sarà il nuovo supplemento annuale TEX MAGAZINE...

E la cosa più ironica è che quando TEX debuttò, nel 1948, ebbe un grande successo proprio perchè era un fumetto innovativo sotto vari aspetti e incarnava al meglio lo spirito del suo tempo... Sfidando anche tutta una serie di convenzioni che dettavano legge in quel periodo...

Cosa che, per inciso, non sta facendo nessuno dei fumetti italiani attualmente in circolazione.

Ovviamente la speranza è che il 2016 possa compensare almeno in parte questa lacuna, anche se con certi presupposti non sarà facile.

Ci vediamo l'anno prossimo!

lunedì 28 dicembre 2015

CHI BOICOTTA CHI?

Ciao a tutti come va?

Al mio post di qualche settimana fa, in cui commentavo un messaggio che mi era arrivato da Associazione Culturale Teke Arcobaleno (CLICCATE QUI) si è sentito in dovere di ribattere Andrea "Damb" Bandin, co-autore di "A Cowboy's tale", e il seguito "A Cowboy's tale - Bandits", pubblicati da Teke qualche anno fa. Siccome solleva alcuni argomenti interessanti mi sembrava doveroso rispondergli in maniera approfondita...

"Ciao Wally, mi permetto di aggiungere qualche dato e qualche correzione al tuo esaustissimo articolo in virtù del fatto che sono/siamo autori ancora in collaborazione con le edizioni Teke. Nella parte che segue scriverò al plurale che non è "maestatis", ma solo perchè mi esprimerò anche a nome del mio amico e partner di lavoro Danilo. Non entrerò in merito alle questioni fiscali di cui non sono al corrente ne in merito alla questione delle scelte editoriali di un editore che stimo (anche se ancora in cerca di una collocazione ben precisa). Ci tengo tuttavia a fare alcune precisazioni:
Premesso che (purtroppo) non rientro nella fascia dei "giovani autori". Mi sono avvicinato a teke qualche anno fa attirato dal fatto di poter proporre storie a tematica gay/yaoi e stimolati dal fatto di avere pochi vincoli a livello creativo. Con teke abbiamo quindi pubblicato i due brevi volumi "A Cowboy's tale", e il seguito "A Cowboy's tale - Bandits". Progetto che tu conosci, perchè nato in funzione di un tuo progetto editoriale poi abortito (la rivista "splash").
Per questi due progetti avevamo il famoso contratto a percentuale e non ci è stato in alcun modo chiesto di autofinanziare le pubblicazioni. Attualmente stiamo lavorando ad un corposo volume (se confrontato agli altri) sempre a tema gay, tratto da un (ottimo) romanzo di Lucia Piera de Paola: Fuck diem. In parallelo ai Cowboys abbiamo terminato il volume "serial victim" (non-gay) con la casa editrice canadese Arcana comics, con un contratto simile (ma con percentuali diverse). Tutto questo lavorando comunque le nostre quotidiane 8 ore altrove poichè nessuno di questi contratti ci avrebbe permesso di sopravvivere. Questo per ricollegarmi al discorso dei sacrifici e delle rinunce che ti assicuro ci sono stati e continuano ad esserci. Tuttavia paragonare il mercato (e le possibilità) dell'editoria italiana con quella giapponese... e proprio fuori da ogni realtà (purtroppo). Come hai detto tu il mangaka che "produce storie che vanno avanti per migliaia e migliaia di pagine e che rinuncia senza troppi problemi alla sua vita sociale e alle sue ore di sonno" ha dalla sua, a controbilanciare le rinunce, ecc, dei contratti che in Italia probabilmente si può permettere solo Bonelli, realisticamente non certo la Teke ne altri editori minori. Per quanto riguarda il riscontro del pubblico e il lavoro che noi abbiamo proposto non so darti dati precisi. Noi abbiamo proposto un prodotto "ibrido" che voleva stare con il piede in due staffe, tra il fumetto gay porno e quello (stilisticamente difficile) dello yaoi. Con Lucia si era parlato di un terzo volume "Cowboys" ma in virtù del fatto che stiamo lavorando (sempre in contemporanea ai soliti lavori di "sopravvivenza") al voluminoso "Fuck Diem", per il momento non è realisticamente possibile (ma non del tutto escluso...) Per quanto riguarda Fuck Diem ci siamo accordati su un tipo di contratto diverso e apprezziamo molto lo sforzo fatto da Teke in questo senso. Per quanto riguarda l'aspetto promozionale ritengo che Teke abbia fatto il possibile per quanto concerne i mezzi a disposizione per un mercato (quello gay/yaoi) assolutamente di nicchia e che del resto non ha avuto decisamente nessun sostegno neanche dai blog altamente specializzati come il tuo. Per sostegno intendo che all'epoca delle varie pubblicazioni non c'è stata la minima segnalazione, critica, recensione per edizioni che al di là del livello qualitativo forse meritavano un minimo di sostegno in un mercato appunto difficile come quello italiano. Scusami se mi permetto, ma ritengo che il tuo blog abbia volutamente snobbato tutta la linea editoriale Teke nel momento creativo e propositivo e si sia degnato di spendere qualche riga solo nella fase critica. Come è avvenuto per altre iniziative italiane anche di maggiore pregio (Renbooks) sembra appunto che certi blog deputati alla critica e alla recensione fortemente di settore (lgbt) preferiscano da un lato concentrasi sul mercato estero in positivo e dall'altro piangere miseria sul mercato italiano ignorando sempre quello che c'è o che tenta di esserci in mezzo. E anche questo è un dato di fatto che non depone a favore di certe dinamiche che si sono instaurate nel nostro paese...

Ps: su amazon ci sono sia i "Cowboys" che il romanzo Fuck Diem!

Andrea "Damb" Bandini"

Intanto grazie per aver voluto condividere l'esperienza (positiva) portata avanti con Teke Arcobaleno. In secondo luogo, visto che mi viene imputato di avere boicottato di proposito le pubblicazioni Teke (e forse pure quelle Renbooks), vorrei chiarire meglio la mia posizione, onde evitare fraintendimenti.

Questo NON è un blog di recensioni, ma di segnalazioni e di approfondimento. Dal 2001 al 2012 ho avuto una rubrica di recensioni per il sito Gay.It, dove mi ero preso l'impegno di recensire tutto (o quasi) il mondo del fumetto LGBT, ma questo blog è un'altra cosa. Anche perchè in quel caso reinvestivo parte dei miei compensi per acquistare il materiale che gli editori non mi mandavano sotto forma di copie omaggio: così riuscivo a parlare un po' di tutto, anche di quello che non avrei mai comprato di mia iniziativa. Adesso non potrei più permettermelo. E comunque mi sono reso conto che buona parte del genere yaoi (e quindi anche lo yaoi Made in Italy) può definirsi "gay" in maniera molto marginale, e probabilmente - se avessi ancora una rubrica di recensioni - ne parlerei molto sporadicamente, delegando il compito a spazi molto più qualificati del mio, come il bel sito Yaoi Italia (CLICCATE QUI).

Detto ciò è pur vero che su questo blog non ho mai segnalato le uscite della Teke, nemmeno quando ha pubblicato cose che non erano yaoi in senso stretto, e il motivo è molto semplice: dalla Teke non mi è mai arrivato alcun comunicato che annunciasse novità, progetti o altro (e men che meno materiale in omaggio da recensire)... Anche perchè organizzava stand in varie manifestazioni e presentazioni in libreria/fumetteria, ma forse aveva un concetto di marketing un po' circoscritto...

Mi spiego meglio: quando recensivo per Gay.It (ribadisco: fino al 2012) non mi risulta che fossero mai arrivati i comunicati stampa di Teke che presentavano le sue produzioni, e comunque nemmeno sul loro sito erano presenti preview o approfondimenti degni di nota (se non ricordo male nella versione iniziale del sito le eventuali novità non erano neppure segnalate chiaramente nella home), inoltre non avevano un blog e non hanno avuto un profilo facebook prima della fine del 2011...

Eppure penso sia abbastanza ovvio che, se un piccolo editore (o un autore) vuole farsi conoscere, l'iniziativa dovrebbe partire da lui: coltivando i contatti e facendo presente se e quando ha prodotto qualcosa di nuovo... Soprattutto se i suoi fumetti sono difficilmente reperibili.

Se una persona cerca "fumetti gay" su google, ad esempio, il mio blog compare sempre fra i primi risultati in lista. Eppure Teke non mi ha mai segnalato nulla, anche se sapeva della mia esistenza almeno dal 2010, quando ne parlai nel POST CHE TROVATE CLICCANDO QUI e mi contattò per correggere alcune imprecisioni. Ne riparlai anche qualche tempo dopo (CLICCATE QUI), esprimendo alcune perplessità sul modo con cui stavano promuovendo le loro pubblicazioni, ma nessuno - da allora a oggi - si è mai fatto avanti per farmi presente che c'era questo o quel progetto in uscita...

E se una piccola realtà editoriale, o un autore, vuole affermarsi, logica vorrebbe che si assumesse l'onere di coinvolgere chi potrebbe segnalare il suo lavoro ad un pubblico mirato.

Esempio: qualche tempo fa mi sono imbattuto in un fumetto gay pubblicato da un altro piccolo editore, la EF Edizioni, che si chiamava "THE SPIRIT OF STEAM" (CLICCATE QUI). All'epoca lo segnalai e poco tempo fa il suo autore, Pasquale Celano, mi ha comunicato che a dicembre è uscito il secondo volume. Lui me l'ha comunicato e, di conseguenza, ora che l'ho saputo lo faccio presente agli interessati... Anche perchè avendo letto il suo lavoro precedente - che non era malvagio - posso avere un'idea di quello che sto segnalando. Generalmente in questi casi funziona così.
E comunque, per la cronaca, anche nel caso di Renbooks mi limito a fare degli interventi mirati di tanto in tanto: un po' perchè loro sono bravissimi a farsi pubblicità e a promuoversi da soli, con il loro sito e la loro pagina facebook, e un po' perchè altrimenti - considerando che è l'unico editore esclusivamente LGBT italiano e che organizza iniziative e promozioni a ritmo serrato - dovrei parlarne spessissimo, e sembrerei troppo di parte... Così mi limito a seguirli, anche solo sul loro profilo facebook, per annotare i loro progressi e dedicargli un post riassuntivo al momento giusto...

Una cosa che però, con Teke, sarebbe stato impossibile fare in ogni caso: guardando il loro profilo facebook (CLICCATE QUI), e lo dico senza nessuna intenzione di fare polemiche, quello che vedo è una pagina che è stata inaugurata solo il 22 settembre 2011 (anche se Teke debuttò a Lucca 2009) e in cui sono segnalati solo i titoli pubblicati da quella data in poi (praticamente solo quelli realizzati assieme ad Andrea "Damb" Bandini e i due volumi della serie SYNAPSIS)...
E, in quattro anni, sulla pagina facebook di Teke è stata mostrata solo una tavola a fumetti.
Tratta da Fuck Diem.
Questa.
Mentre per annunciare l'uscita di "A Cowboy's tale" ci si è limitati ad inserire la copertina in data 17 novembre 2012, accompagnandola con la scritta "novità"...

E più si va avanti e più si viene sommersi da notizie che riguardano prevalentemente il merchandising di Harry Potter, le pubblicazioni di "varia" e gli stand che la Teke allestisce in numerose manifestazioni italiane: alla fine qualche focus sulla copertina del sopracitato Fuck Diem - senza entrare mai troppo nei dettagli - è l'unico modo con cui la Teke ha usato facebook per promuovere lo yaoi negli ultimi quattro anni (anche se sul suo sito la "mission" di promuovere yaoi e yuri è ancora specificata chiaramente).

E, oltretutto, con questa impostazione gli yaoi si confondono facilmente con pubblicazioni e prodotti di tutt'altro genere.

Facendo un confronto con la pagina facebook di Renbooks, o anche solo con quella della EF Edizioni (CLICCATE QUI) di cui parlavo prima, penso che la differenza sia evidente. Se poi si va sull'account Twitter di Teke, che pure è stato aperto nel 2010 (CLICCATE QUI), lo spettacolo (dal punto di vista della segnalazione di pubblicazioni a fumetti) è ancora più desolante.

Paradossalmente, al momento, l'unico modo per avere un catalogo dei fumetti a tema gay pubblicati in passato dalla Teke - anche solo per provare a recuperarne qualcuno - è quello di consultare il sito della fumetteria Alessandro Distribuzioni di Bologna (trovate un pdf CLICCANDO QUI). Che, tra l'altro, è la stessa che ha messo in vendita su amazon uno dei due fumetti che Andrea "Damb" Bandini cita alla fine del suo messaggio (e quindi se questo fumetto è disponibile su amazon il merito non è nè di Teke nè del suo distributore)...

Mi dispiace fare la figura del pignolo, ma credo che puntualizzare certe cose sia importante perchè mi aiuta ad inquadrare un tipo di situazione che ho visto ripresentarsi ciclicamente con tante sfumature diverse, ma con un epilogo curiosamente simile..

Di solito il copione è sempre lo stesso: arriva qualcuno, a metà fra l'editore rampante e il sostenitore della causa gay, che si lancia in un progetto editoriale/fumettistico "gay friendly". Un po' per passione, un po' per istinto missionario e un po' con il sogno segreto di fare "il colpaccio" contando sul sostegno immediato e incondizionato del pubblico su cui ha puntato... Fino a quando prende atto che le cose non vanno nel modo sperato e che la situazione NON è quella che si aspettava, e così getta la spugna e si scatena la caccia al colpevole.

E di solito la tiritera è sempre quella: la colpa è degli autori/collaboratori, dei gay che non sostengono, dei lettori che non comprano, degli sponsor che non investono, dei siti che boicottano, della situazione italiana e di tutto l'universo mondo fuorchè dell'editore stesso... Che però, guardacaso, resta quello che sceglie gli autori da lanciare e i collaboratori a cui dare retta e che, in teoria, dovrebbe conoscere le dinamiche del mondo gay, le esigenze dei lettori, le mosse giuste da fare con internet e le criticità della situazione italiana... E che, soprattutto, dovrebbe avere elaborato una strategia di marketing. Possibilmente PRIMA di avventurarsi in un terreno minato come quello della pubblicazione dei fumetti LGBT in un paese come il nostro, e magari mettendo in conto che dovrà correggere il tiro strada facendo. Cosa che però il più delle volte, non avviene.

Negli anni l'ho visto accadere con la Echo Communications (e la collana BOYXBOY), con la Ecentodieci (l'ultimo editore di Babilonia), con Coniglio Editore (con cui lavorai a Happy Boys), con la FreeBooks (che provò addirittura a pubblicare yaoi realizzati in Europa), con Il Dito e la Luna (che fece una figura imbarazzante con la serie spagnola Fallen Angels), con le Edizioni Voilier (che si sono giocate Black Wade) e con molti altri ancora... E alla fine queste esperienze si sono sempre concluse con pile di pubblicazioni invendute e una buona dose di costernazione da parte dell'editore, che sosteneva di avere dato il massimo e di essere rimasto vittima dell'indifferenza del pubblico, del boicottaggio del mondo gay, dei problemi con gli autori e di tutta una serie di altre cose...

E ammetto che ad un certo punto, dopo tanti buchi nell'acqua, mi stava venendo il sospetto che in queste giustificazioni ci fosse un fondo di verità.

Se non che, ad un certo punto, il caso della Renbooks ha cambiato un po' le carte in tavola. Nel senso che, pur non essendo perfetta, è una casa editrice italiana specializzata in fumetti LGBT che sembra stare a galla in maniera dignitosa da diversi anni e che non giace sepolta da pile di copie invendute... E, anzi, se ha del materiale invenduto cerca periodicamente di rilanciarlo in qualche modo. Segno evidente che, forse, l'editoria LGBT in Italia è soprattutto una questione di approccio e di conoscenza diretta del pubblico a cui ci si rivolge.

Anche perchè in Italia la situazione è già di per sè complicata, e muoversi a caso - o, peggio ancora, aspettando che siano gli altri a garantire il sostegno adeguato ad un'iniziativa editoriale a base di fumetti gay - è a dir poco controproducente. Anche solo per il fatto che in Italia la comunità gay non è strutturata come quella americana (men che meno per quel che riguarda gli spazi informativi su internet) e la comunità delle fans di yaoi non è organizzata come quella giapponese.

E, ripeto, tutto questo lo dico senza alcun intento polemico.

Il problema, in realtà, è che siamo arrivati alle soglie del 2016 e a volte mi sembra ancora che, a parte qualche rara eccezione, la tendenza generale sia quella di non considerare gli ultimi quindici anni di esperienze editoriali LGBT in Italia (e nel mondo), finendo per dover ripartire daccapo ogni volta... Per poi commettere gli stessi errori di cinque, dieci e vent'anni fa.

 E non lo dico solo per quel che riguarda i piccoli editori, ma proprio in senso generale...

Anzi: a ben guardare è una situazione un po' inquietante, come se ci si trovasse di fronte ad un disco rotto e ad un vecchio grammofono che continua a saltare tornando all'inizio, man mano che cerca di andare avanti...

Il discorso è complicato e andrebbe sicuramente approfondito, ma credo questa tendenza a non fare tesoro delle esperienze passate, soprattutto se sono esperienze altrui, sia una delle principali ragioni per cui il fumetto italiano non riesce a rinnovarsi e a conquistare nuovo pubblico. E non solo a livello di fumetti LGBT.

Certo poi ci si può sbizzarrire nella ricerca di capri espiatori sempre nuovi, ma forse bisognerebbe lavorare su altro.

Alla prossima.

venerdì 25 dicembre 2015

AUGURI FELINI...

Ciao a tutti, come va?

Siccome questo post arriva proprio a Natale ho deciso di essere buono e vi segnalerò una buona notizia che arriva dagli USA, e più precisamente dal numero 1 della nuova serie dedicata a Patsy Walker, alias Hellcat, una supereroina MARVEL di seconda fascia che è stata una costante dell'universo narrativo della casa editrice fin dagli anni Quaranta (quando ancora non si chiamava MARVEL, ma Timely, e Patsy Walker era la protagonista di una serie di teen comics umoristico/sentimentali in stile Archie), ma che da allora non ha mai avuto l'occasione di farsi valere più di tanto... Anche perchè era sempre risultata eccessivamente pacchiana e "anomala" per gli standard supereroistici che andavano per la maggiore... Almeno finora...

Infatti un personaggio del genere, in un periodo particolare come questo, potrebbe trovare finalmente la sua giusta collocazione, anche perchè è evidente in questa sua nuova serie regolare la MARVEL ha tutta l'intenzione di farla diventare la concorrente diretta della Batgirl targata DC Comics... Puntando su diversi elementi che hanno reso Batgirl un successo di pubblico e critica, seppur con le opportune variazioni. E così, in questo primo numero (distribuito proprio l'antivigilia di Natale), vediamo che Hellcat si imbatte in un nuovo inumano che si fa chiamare Telekinian, ma che in realtà è solo un ragazzo di nome Ian Soo che tende ad abusare dei suoi nuovi poteri telecinetici...

Sorvolando sul fatto che, visto che i diritti cinematografici dei mutanti sono ancora in mano alla FOX, ora la MARVEL sta facendo di tutto per piazzare gli  inumani (che a differenza dei mutanti non nascono con poteri speciali, ma hanno una predispozione genetica di natura aliena che si attiva dopo l'esposizione alle "nebbie terrigene") da tutte le parti, può essere interessante notare che lo scontro fra Hellcat e Telekinian ha un epilogo insolito... Infatti, una volta che Ian Soo impara la lezione (anche perchè Hellcat gli fa un occhio nero) e decide di rigare dritto, diventa amico di Patsy Walker - con cui pare avere molti gusti in comune - e i due diventano amici... E coinquilini...

La cosa interessante è che, una volta tanto, Ian Soo non ha alcun bisogno di fare un coming out ufficiale per far capire che è gay, ed è evidente che non ne sente nemmeno la necessità... Dato che evidentemente vive la cosa senza particolari difficoltà. Tant'è che poco dopo chiede a Patsy di accompagnarlo in una libreria gay... Dove la protagonista pare apprezzare molto un libro fotografico dal titolo BUTTS vol.IX, e dove viene riconosciuta dal commesso bear...
Che si scopre essere Tom Hale, un suo vecchio amico (che condivideva con lei le avventure comparse sui suoi storici teen comics)...
E alla fine Patsy accetta l'invito di Tom e Ian per passare la serata in un locale, e fa venire anche la sua amica She Hulk...

E Tom annuncia che ha deciso di assumere Ian nella sua libreria (visto che i suoi poteri telecinetici saranno utilissimi per  sollevare libri e scatoloni)... Così non correrà più il rischio di diventare un criminale, utilizzando i suoi poteri per recuperare illecitamente il denaro che gli serve per pagare l'affitto...

Morale della favola: alla fine la MARVEL ha deciso di fare un bel regalo di Natale a tutti i suoi lettori gay, presentando il suo primo inumano gay dichiarato e il primo coinquilino gay del titolare di una sua testata... E a ben pensarci questo è anche il primo caso di coinquilino gay di una supereroina in generale...

Senza contare che ora nell'universo MARVEL è ufficialmente presente una libreria gay gestita da un simpatico bear, che probabilmente diventerà a sua volta un personaggio ricorrente nelle avventure di Hellcat...

Niente male.

Anche perchè il personaggio di Patsy Walker è già comparso nella serie televisiva di Jessica Jones, perciò non è detto che in un prossimo futuro il suo coinquilino gay non possa avere anche una versione "live"...

E siccome a Natale sono tutti più buoni oggi mi tratterrò dal fare paragoni imbarazzanti con la situazione italiana.

Alla prossima e auguri (se festeggiate).