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lunedì 19 settembre 2016

ANALISI E PRONOSTICI...

Ciao a tutti, come va?

Come ogni anno, più o meno in questo periodo, si inizia a parlare della nuova edizione di Lucca Comics & Games: infatti il tempo vola e ormai manca poco più di un mese a uno degli appuntamenti più importanti legati ai fumetti e all'immaginario pop... A livello nazionale e non solo.

Se seguite questo blog da qualche annetto saprete che al sottoscritto piace analizzare la questione affrontandone gli aspetti che di solito vengono trascurati, e magari mettendo in luce contraddizioni e criticità su cui di solito si tende a sorvolare. E di solito, devo dire, i miei post sull'argomento tendono ad avere un boom di visualizzazioni e poche contestazioni... Anche perchè, dato che riporto e collego dati verificabili, c'è ben poco da contestare.

Ad ogni modo, prima di fare il punto della situazione di quest'anno, volevo segnalarvi i risultati di uno studio commissionato da Lucca Comics & Games a LYNX - Centro per l'analisi interdisciplinare delle immagini - Scuola IMT Alti Studi Lucca (è un centro di ricerca e potete trovare il suo sito QUI). Purtroppo il suddetto studio è stato diffuso solo parzialmente (al momento), ma alcuni dati sono comunque interessanti...

Intanto il titolo dello studio è “Impact! Dalla fantasia di fumetti e giochi alla realtà socio-economica. Progetto sull'impatto socio-economico di Lucca Comics & Games", ed è stato condotto nell'edizione 2015 da uno staff di 38 ricercatori su un campione di 7000 visitatori muniti di biglietto (su un totale di circa 225.000).

Da questa indagine, innanzitutto, emerge che la percentuale dei visitatori paganti di sesso femminile non è ancora pari a quella maschile, ma è comunque un notevole 40%. Segno evidente che, col tempo, certe forme di intrattenimento sono diventate sempre meno un'esclusiva maschile... E prima o poi dovrò tornare sull'argomento, perchè queste percentuali sono interessanti per il mondo dell'editoria a fumetti in generale...
Comunque, a prescindere dal sesso, buona parte dei visitatori ha almeno una laurea (43%) e in maggioranza passa buona parte del suo tempo libero in attività culturali e/o in qualche modo connesse ai temi della manifestazione (cosa che può sembrare ovvia, ma che forse tanto ovvia non è visto che comunque il 45% pratica sport e quasi il 40% continua a guardare la TV... Anche se ben il 77% naviga su internet!). Da notare che oltre la metà apprezza gli eventi culturali.

Dato che questo studio è stato commissionato per valutare soprattutto l'impatto economico, ha messo in evidenza anche la percentuale di attività turistiche a cui si dedicano i visitatori nei giorni di Lucca Comics & Games, a prescindere dalla manifestazione (e visto che buona parte di loro fa anche altro viene da pensare che il visitatore tipo abbia un budget interessante)...

Inoltre, per l'edizione 2015, si sa che il 23% dei visitatori non era mai venuta prima e che l'11% aveva partecipato a dieci edizioni o più. Quindi, mediamente, il visitatore tipo del 2015 ha partecipato ad almeno quattro edizioni di Lucca Comics & Games.

E a quanto pare il 98% degli intervistati vorrebbe tornare...
C'è da dire che l'edizione del 2015 è stata anomala sotto vari aspetti, a partire proprio dalla vendita dei biglietti, visto che si prevedeva un tetto massimo per ciascuna giornata... Una situazione, questa, che sicuramente ha scoraggiato molti visitatori occasionali e ha reso la manifestazione molto meno congestionata rispetto agli anni precedenti. E, fattore da non sottovalutare, anche il tempo - che fino al giorno prima della manifestazione era alquanto preoccupante - alla fine è stato molto clemente (a differenza di alcune edizioni in cui diluviava o faceva un freddo polare, senza che fosse possibile ripararsi da nessuna parte). Ad ogni modo pare che l'impatto economico dei visitatori muniti di biglietto - per il 2015 - si sia aggirato intorno ai 27 milioni di euro...
Un altro dato confermato è che la maggior parte dei visitatori non risiede in zona: infatti il 52% pernotta a Lucca e provincia, quasi il 10% va a dormire in provincia di Pistoia, il 18% circa a Pisa e il 10% circa tra Prato e Firenze. Quindi, se questi sono dati attendibili, il 90% circa di chi paga il biglietto per accedere ai padiglioni viene da fuori... Mediamente i visitatori muniti di biglietto pernottano per tre giorni, ma alcuni arrivano a restare in zona per una decina di giorni.

Questi, per ora, sono i dati che sono trapelati dall'ufficio stampa della manifestazione. C'è tutta la parte ralativa ai commenti degli espositori di cui non si sa nulla, e non è neanche detto che  i dati relativi al pubblico pagante siano tutti qui... Anche perchè, ad esempio, l'età media degli intervistati non è emersa, e non avere indagato su questo dato arebbe stato assurdo...

Perciò sarebbe auspicabile che la versione integrale di questo studio prima o poi fosse resa pubblica, anche se magari non tutti gli aspetti su cui si è indagato hanno portato a conclusioni così lusinghiere.

Ad ogni modo credo che sia molto improbabile che in un sondaggio del genere, peraltro commissionato da Lucca Comics & Games, sia stata fatta una qualche domanda relativa all'orientamento sessuale dei partecipanti... Anche se, in un'indagine fatta per monitorare l'impatto economico di una manifestazione di questo tipo e di questa portata, sarebbe un dato tutt'altro che marginale. Anzi: probabilmente se un dato del genere avesse modo di emergere in un sondaggio condotto (anonimamente) a Lucca Comics & Games è facile ipotizzare che i risultati relativi alla manifestazione di cui stiamo parlando sarebbero tutt'altro che scontati.

E a questo punto sarebbe stata interessante anche una domanda sullo stato civile dei visitatori, e su quanti di loro sono venuti alla manifestazione portandosi appresso mogli/mariti e/o figli. Non foss'altro perchè ci sono alcune fasce d'età in cui buona parte di chi è eterosessuale è già sposato e con prole, e difficilmente può permettersi il lusso di sottrarre soldi al bilancio famigliare per una "vacanza" personale  di almeno tre giorni... E in effetti Lucca Comics & Games, più che una manifestazione per famiglie (anche se questo è il taglio che vorrebbe dargli il Comune) è una manifestazione per appassionati, tant'è che basta aguzzare l'orecchio per accorgersi che la stragrande maggiornaza delle famiglie che si aggirano per la fiera hanno tutte uno spiccato accento locale.

Quindi, a rigor di logica, fra tanti turisti over 25 che si aggirano per Lucca Comics senza portarsi appresso partner del sesso opposto (o magari figlioletti e figliolette) è legittimo sospettare che una buona percentuale rientri nella categoria LGBT. Anche perchè il profilo del tipico turista LGBT si sovrappone almeno in parte a quello del visitatore tipo di Lucca Comics & Games, perlomeno stando ai dati di una ricerca condotta dall'AITGL (Associazione Italiana Turismo Gay e Lesbico). Da questa ricerca, che risale al 2013 (CLICCATE QUI), emerge che i turisti omosessuali che hanno almeno una laurea sono il 37% e che mediamente possono permettersi più vacanze dei loro coetanei eterosessuali, e per periodi più lunghi. Anche perchè, non avendo famiglie a carico, possono permettersi di spendere mediamente più soldi nell'ambito del tempo libero. Inoltre emerge anche che più l'età si abbassa e più vivono con disinvoltura la dimensione gay delle loro vacanze, e pertanto preferiscono frequentare delle località che abbiano delle attrattive in questo senso... O che perlomeno risultino accoglienti per un certo tipo di clientela, che non è disposta a nascondere il suo orientamento sessuale per quieto vivere...

Ufficialmente Lucca Comics & Games NON ha attrattive LGBT (anzi: in qualche caso ha anche cercato di limitarle, come quando l'anno scorso ha impedito a Immanuel Casto di esibirsi in un concerto già concordato), ma è innegabile il fatto che durante la manifestazione si crei un clima da Gay Pride dove è permesso un po' di tutto, anche solo per via dei cosplayer e di alcuni ospiti che a tutti gli effetti sono icone gay. Ed è evidente che nel corso degli anni questo abbia contribuito ad attirare anche un certo tipo di turismo gay e gay friendly... Anche se è altrettanto innegabile che tutto questo, per ora, rimanga sottotraccia.

Anche perchè, e lo dico da anni, a differenza di quanto avviene nelle altre grandi manifestazioni di questo tipo che si tengono nel resto del mondo, e in particolare negli USA, a Lucca Comics & Games non c'è traccia di associazioni per la promozione delle tematiche LGBT che facciano da catalizzatore... E men che meno di un'organizzazione a monte che sia dichiaratamente gay friendly, di quelle che - per intenderci - promuovono un certo tipo di iniziative e di approfondimenti su un certo tipo di contenuti...

E sul perchè e sul percome di questa situazione mi sono già dilungato molto in passato (ad esempio QUI), quindi non mi ripeterò.

Ovviamente, se escludiamo l'ennesimo super concerto di Cristina D'Avena, per ora non si sa nulla di eventi, iniziative o ospiti che in qualche modo possano risultare di interesse LGBT. La cosa più vicina ad un ospite gay friendly è l'illustratore spagnolo Joan Cornellà (vero nome Renato Valdivieso), per il fatto che di tanto in tanto affronta argomenti LGBT nelle sue tavole e perchè suo zio è Jesus Vazquez (foto sotto): un conduttore televisivo gay dichiarato famosissimo in Spagna... Nonchè sex-symbol per la comunità gay locale e uno dei primi omosessuali ad usufruire della Legge spagnola sul matrimonio ugualitario...

Ad ogni modo a Lucca Comics & Games non ci sarà lui, ma suo nipote, quindi è anche abbastanza curioso che nella sua biografia sul sito della manifestazione  (CLICCATE QUI) sia riportata questa parentela... Tra l'altro non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia l'unica parte del sito in cui si legge la parola "gay"... E comunque non si legge che Joan Cornellà tratta direttamente l'argomento gay nei suoi lavori...

Ovviamente, come da tradizione, a poco più di un mese di distanza non c'è ancora uno straccio di programma delle varie giornate... E questa volta la  mancanza risulta particolarmente odiosa, dato che la manifestazione dovrebbe durare cinque giorni e magari i visitatori non vorrebbero organizzare la loro permanenza a caso... E in effetti, a questo punto, verrebbe anche il sospetto che se il programma viene ufficializzato sempre a poche settimane di distanza dall'evento è proprio per cercare di spingere il pubblico ad organizzarsi per restare il più a lungo possibile, a prescindere da quello che gli interesserebbe vedere...

Tuttavia, come ogni anno, non mancano nemmeno i dettagli che fanno sorgere qualche inquietante interrogativo qua e là... Scartabellando con attenzione nel sito della manifestazione, ad esempio, si scopre che forse quest'anno non è stato ancora assegnato l'appalto per gli impianti elettrici (CLICCATE QUI). In poche parole, a poco più di un mese di distanza dall'evento non si sa chi e come fornirà illuminazione, cavi elettrici e tutto il resto... E questo bando dovrebbe valere per il 2016, il 2017 e il 2018. Nel momento in cui scrivo il bando risulta ancora aperto... Ed è curioso perchè sul modulo (CLICCATE QUI) c'è scritto che le domande dovevano pervenire entro il 27 luglio, e che l'assegnazione doveva diventare effettiva dal 10 ottobre...

Ad ogni modo, ad oggi, pare che sia ancora aperto anche il bando per chi vuole offrire un punto di ristorazione nell'area GAMES e presso il palco che viene allestito lungo le mura... E in questo caso la raccolta delle proposte per la gara di appalto (per il periodo 2016/2020) doveva concludersi il 5 agosto. Il modulo da compilare è ancora online (CLICCATE QUI)... A distanza di oltre un mese dalla scadenza del termine ultimo per compilarlo.

Chi gestisce il sito non ha avuto modo di aggiornare la sezione dei bandi? Non si è ancora deciso a chi assegnarli? Ci sono state poche proposte e si spera che si faccia ancora avanti qualcuno?

Staremo a vedere... Anche perchè se si presentassero problemi di fornitura elettrica e di foraggiamento non passerebbero inosservati...

In ogni caso - bandi a parte - pare che alla fine sia successo proprio quello che avevo ipotizzato l'anno scorso (CLICCATE QUI).

A cosa mi riferisco? Il limite giornaliero posto alla vendita dei biglietti l'anno scorso (anche se il raggiungimento del suddetto limite avrebbe garantito un'affluenza numericamente maggiore rispetto a tutte le edizioni precedenti) ha scoraggiato molti visitatori, che erroneamente hanno pensato che senza prenotazione sarebbero potuti rimanere senza biglietto e hanno preferito non rischiare... Anche perchè non tutti avevano voglia di comprare il biglietto in prevendita a prezzo maggiorato (cosa, che evidentemente, era proprio quello che l'organizzazione si augurava potesse accadere grazie a questo stratagemma).

La manifestazione 2015, con qualche visitatore in meno rispetto al 2014 (diciamo almeno 20.000), è stata molto più fruibile rispetto quelle precedenti, ma evidentemente ha portato in cassa meno liquidità del previsto... E così a Lucca Comics & Games, quest'anno, on hanno fatto particolare pubblicità al limite giornaliero dei biglietti (che è rimasto 80.000)...

A cosa potrebbe portare questa situazione? Difficile prevederlo... Sicuramente questa strategia non sarà un deterrente per le fiumane di persone che si possono riversare per le vie della cittadina (ed è prevedibile che i 20.000 visitatori in meno dell'edizione 2015 si rifaranno vivi con gli interessi). E comunque, anche se negli ultimi anni il tempo è stato davvero generoso, non mi risulta che sia stato approntato alcun piano B in caso di nubifragi o altro, men che meno per quel che riguarda gli spostamenti di chi non è automunito e magari deve muoversi in treno, sperando ogni volta che la stazione ferroviaria di Lucca non si trasformi in un girone dantesco...

Chi vivrà vedrà...

Le uniche cose certe sono che, ancora nel 2016, Lucca Comics & Games preferisce ignorare (perlomeno ufficialmente) il rapporto fra tematiche LGBT e immaginario pop... Che le associazioni LGBT non la considerano una manifestazione in cui ritagliarsi uno spazio e che il turismo LGBT nel corso di questa manifestazione è un concetto che - a quanto pare - non viene preso in considerazione da nessuno.

E meno male che da quest'anno abbiamo una Legge sulle Unioni Civili anche in Italia...

*SIGH*

Sicuramente il confronto con la San Diego ComiCon e le altre grandi manifestazioni di questo tipo, da questo punto di vista, resta alquanto impietoso...

Alla prossima!

venerdì 16 settembre 2016

ANNIVERSARIO LEATHER...

Ciao a tutti, come va?

Proprio questo fine settimana, a Chicago, ricorre il venticinquesimo anniversario di un Museo molto particolare: il Leather Archives & Museum... E cioè un Museo a tutti gli effetti, con biblioteca annessa, tutto dedicato alla cultura festish e all'estetica leather (CLICCATE QUI per il sito ufficiale).

Il Museo copre un po' tutti gli aspetti di questo ambito, ma siccome l'ideatore del tutto è stato l'attivista ed editore gay Chuck Renslow (che nell'ambiente è talmente famoso da essersi meritato una  biografia), è abbastanza ovvio che buona parte delle collezioni del Museo è incentrato sulla cultura leather e fetish nel senso più gay del termine.

Ad ogni modo, se avrete la possibilità di essere a Chicago questo fine settimana, sappiate che l'ingresso sarà completamente gratuito per celebreare i primi venticinque anni di questo bel progetto... Che è un po' il fiore all'occhiello della comunità gay leather di Chicago (che, fra parentesi, è una delle più numerose degli USA e ha anche inventato il concorso di Mr. Leather, che poi si è fatto largo in tutto il mondo). E comunque, giusto per chiarire le idee, in questo museo non ci sono solo manette, attrezzi e completini di vario genere. Infatti ha anche una discreta raccolta di foto e opere d'arte...







E, come ogni Museo che si rispetti, ha anche i suoi percorsi didattici...

Una raccolta di testi con numerose rarità...



E, per finire, dispone anche di un bell'auditorium da 164 posti, in cui vengono presentati incontri ed iniziative culturali a tema, nonchè una serie di progetti aperti al pubblico per sdoganare questo tipo di passione presso chi non conosce bene l'argomento. Anche perché uno degli scopi di questo Museo è proprio quello di combattere i pregiudizi e gli stigmi legati a chi ha una visione poco convenzionale del sesso e di tutto quello che gli gira attorno.

Quindi tanto di cappello, anche perchè il suddetto Museo è riconosciuto ufficialmente come una fondazione culturale dall'Internal Revenue Service, e quindi tutte le donazioni che vengono fatte per permettergli di andare avanti sono detraibili dalle tasse.

Eppure, mentre il Chicago il Leather Archives & Museum festeggia i suoi primi venticinque anni di vita - contribuendo a sdoganare le pratiche leather fetish, nonchè gli eventuali imbarazzi e sensi di colpa ad essa relativi - bisogna prendere atto che in Italia non esiste niente del genere.

Anzi, può essere drammaticamente ironico il fatto che, proprio in questi giorni, stia tenendo banco la notizia di una trentunenne che si è tolta la vita dopo che un suo video "hot" è diventato virale su internet, rendendola oggetto di scherno e denigrazione... In particolare nel contesto un po' provinciale in cui viveva (l'hinterland di Napoli).... Esattamente la stessa dinamica che porta alcuni ragazzini gay (o presunti tali) a suicidarsi dopo essere stati portati all'esasperazione da chi li prende di mira...

E le cose difficilmente cambieranno se il sesso vissuto liberamente, e in particolare quello ritenuto "trasgressivo" (anche solo per il fatto che è stato filmato), verrà considerato qualcosa di morboso che legittima un' atteggiamento denigratorio e di condanna sociale... In particolare se si è donne o omosessuali in un contesto maschilista (in cui solo i maschi etero - forse - possono vivere liberamente la loro sessualità e vantarsene senza ripercussioni).

A maggior ragione, quindi, iniziative come il Leather Archives & Museum possono dare un contributo a cambiare le cose, e forse anche ad evitare qualche tragedia...

Però la triste realtà è che in Italia non è mai stata fatta nemmeno una mostra su Tom of Finland, che in televisione impera ancora una censura imbarazzante e che le lobby bigotte hanno ancora un influenza eccessiva sulle istituzioni e sui media. Tant'è che la Regione Lombardia ha appena inagurato un numero verde, gestito peraltro da associazioni di genitori cattolici, per monitorare il pericolo "gender", in particolare nelle scuole...

Il tutto, ripeto, mentre negli USA (che pure sono una nazione notoriamente puritana) il Leather Archives & Museum festeggia venticinque anni di attività... E qui sotto - giusto per completezza - potete vedere un filmato che riassume le sue tappe e la sua mission...
Forse varrebbe la pena di fermarsi un attimo a pensarci su... Anche perchè, evidentemente, un altro mondo è possibile.


Alla prossima!

mercoledì 14 settembre 2016

IL SOLITO TRAN TRAN...

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che oggi ero indeciso se mettere tutto in un post o suddividere il materiale che avevo per le mani in due post diversi... Alla fine, però, mi sono deciso a fare un post unico, perchè volevo darvi l'occasione per fare un confronto immediato.

Partiamo dall'estero: sta per uscire All-New X-Men #13, serie incentrata perlopiù sulle versioni giovanili degli X-Men che provengono dal passato e si ritrovano a muoversi ai nostri giorni. Su questa serie la versione giovanile di Bobby Drake/Iceman ha fatto coming out (CLICCATE QUI) e su questo argomento ha avuto persino un confronto con la sua versione adulta, che a quanto pare non è riuscita ancora ad emanciparsi come lui (CLICCATE QUI).

Ad ogni modo, su All-New X-Men di questo mese, il giovane Bobby Drake si trova a fare vita notturna a Miami assieme agli amici/colleghi Oya e Genesis, che vedendolo ancora insicuro e inibito in fatto di rapporti con la comunità omosessuale decidono di accompagnarlo in un locale gay della zona... E Oya, in particolare, sembra tenerci particolarmente a fargli capire che dovrebbe essere più sciolto e che la sua è un'esigenza comprensibile. Parte della sequenza è circolata in anteprima, e ve la mostro qui di seguito...


Già da queste poche tavole si può intuire che si è voluto rappresentare un contesto tutto sommato realistico e per nulla inquietante, in cui ci si può relazionare senza problemi e dove ci sono persone allegre e socievoli che si stanno divertendo in maniera molto naturale (senza peraltro guardare storto Oya, in quanto femmina)... E, ovviamente, non c'è stato modo per enfatizzare aspetti tristi o deprimenti della condizione gay, e men che meno per giocare sui soliti stereotipi.

E questa diciamo che, a grandi linee, è la prassi per buona parte dei fumetti americani di quest'ultimo periodo, che non a caso cercano normalizzare  e includere il discorso LGBT in maniera sempre meno ghettizzante... Anche perchè questo approccio pare particolarmente gradito dalle nuove generazioni.

D'altra parte siamo pur sempre nel settembre del 2016.

Tuttavia - nello stesso settembre 2016 - in Italia è stato appena ripropostoun  personaggio a fumetti che prende spunto dal mondo LGBT, che non si muove esattamente sullo stesso registro. Si tratta di una strip umoristica ideata da Marcello Toninelli (che è un nome molto noto nel settore, con un curriculum di tutto rispetto), che - per ora - ha trovato spazio sul magazine online Giornale Pop. La protagonista è una prostituta transessuale (che coabita con due colleghi: uno gay e una etero), di nome Tinì Trantran, e le sue storie apparvero inizialmente sulla Gazzenda della Gazzetta dello Sport, fra il 2007 e il 2008.

Qui sotto vi faccio vedere le prime strip, per le successive dovrete andare su Giornale Pop (CLICCATE QUI).







Ora: la satira di costume è un diritto e giocare sugli stereotipi e i luoghi comuni è legittimo... Tuttavia in questo caso è difficile non notare un umorismo sottilmente denigratorio... Tipo quello che anima le chiacchiere ai bar dello sport quando si parla di certi argomenti, per intenderci... E infatti pare che questa striscia, sulla Gazzenda, abbia avuto un certo successo.

Ad ogni modo gli anni passano e mentre all'estero la rappresentazione delle tematiche LGBT nei fumetti si sta evolvendo e diversificando noi ci ritroviamo, ancora nel settembre 2016, a fare i conti con uno scenario italiano in cui la tendenza (al di fuori delle fumetterie e dei contesti strettamente gay friendly) è quella di proporre personaggi LGBT che si reprimono, sono vittima di disgrazie (confermando la natura intrinsecamente dannosa del loro stile di vita) o rispecchiano sterotipi tendenzialmente avvilenti... Che, eventualmente, possono essere lo spunto principale per una serie umoristica a strisce.

E la riproposta di  Tinì Trantran si inserisce perfettamente in questo clima.

La cosa curiosa, comunque, è che in un'intervista (che potete vedere CLICCANDO QUI), Marcello Toninelli ha rivelato che il tema della protagonista prostituta era stato caldeggiato direttamente da La Gazzenda della Gazzetta dello Sport...

Ad ogni modo il punto non è tanto che si sia ancora in circolazione un fumetto come Tinì Trantran, che magari vuole essere politicamente scorretto, ma il fatto che - al momento - il fumetto italiano non proponga praticamente nessuna alternativa in fatto di personaggi transessuali... E men che meno approfondisca il discorso LGBT (in generale) in maniera moderna.

E non so quanto questo sia un bene.

Non tanto per la comunità LGBT, che a questo trattamento si è abituata (e infatti in buona parte si tiene a debita distanza dai fumetti italiani), quanto per il fatto che il pubblico potenziale - e soprattutto quello giovane - difficilmente finirà per apprezzare certe scelte, e finirà col pensare che TUTTO il fumetto italiano sia qualcosa di vecchio e stantito, che si rivolge ad un pubblico con cui le nuove gerenazioni non hanno niente a che spartire... Un pubblico che, ad esempio, si diverte ancora vedendo una prostituta trans che viene raffigurata con la barba di tre giorni, mentre si prostituisce a fianco di un gay frou frou...

Poi, ripeto, a modo loro le strisce di Tinì Trantran possono pure essere divertenti, ma è l'effetto d'insieme che risulta datato e inopportuno. Soprattutto in un'epoca in cui la sensibilità generale si sta evolvendo, persino in Italia...

Forse varrebbe la pena di rifletterci sopra.

Alla prossima!

lunedì 12 settembre 2016

MUSICA, MAESTRO!

Ciao a tutti, come va?

Come avrete notato è da diverso tempo che non punto l'attenzione su Topolino. Purtroppo la casa editrice ha deciso di non comunicare i dati di vendita del settimanale all'agenzia per gli Accertamenti Diffusione Stampa da più di un anno, e quindi ora non è semplice capire quando e quanto certe scelte influiscono sull'andamento della testata... O se i contenuti di Topolino incontrano davvero i gusti di un pubblico, giovane o meno, che vive la sua quotidianità in una dimensione che ha sempre meno punti in comune con quella dei personaggi Disney rielaborati in Italia..

Ad ogni modo, nonostante i dati secretati, qualche spunto di riflessione interessante Topolino lo offre ancora. Lo spunto di oggi, ad esempio, arriva dalla copertina del numero attualmente in edicola... In cui compare Paperino che si fa un selfie assieme ai Pooh, a cui viene dedicata un'intervista esclusiva all'interno...

I Pooh sono un gruppo musicale che si è formato nel 1966, e i suoi membri (o perlomeno quelli che stanno partecipando all'attuale reunion e che sono raffigurati sulla copertina) sono Roby Facchinetti (1944), Dodi Battaglia (1951), Red Canzian (1951), Stefano D'Orazio (1948) e Riccardo Fogli (1947). Quindi si parla di cantanti che vanno dai 66 ai 72 anni. Non che ci sia niente di male ad avere quell'età, e sicuramente si parla di un gruppo musicale che ha fatto la storia della musica italiana e tutto il resto... Eppure la domanda nasce spontanea: che senso ha, per Topolino, dedicargli una copertina?

L'intervista all'interno viene presentata come un'iniziativa della redazione, che ha voluto mandare 4 ragazzini fra i 7 e i 12 anni (accompagnati dalle loro madri, a quanto pare fans molto accanite del gruppo) a fargli qualche domanda in occasione dei loro primi cinquant'anni di carriera... Con tanto di tavola celebrativa che ne riassume la storia...

La tavola è stata realizzata da Paolo Campinoti, che in occasione di Sanremo 2015 aveva già realizzato per Topolino un'inquietante foto di gruppo con tutti i cantanti che partecipavano alla manifestazione (prego notare anche la presenza di Mauro Coruzzi, alias la drag queen Platinette... Ovviamente in versione rigorosamente maschile)...

Una trovata che è stata riproposta in versione aggiornata anche per l'edizione 2016... Con tanto di (lampadatissimo) conduttore Carlo Conti incluso...

E nello stesso periodo Carlo Conti ha avuto anche l'onore di comparire sulla copertina di uno speciale tutto dedicato alle storie Disney ispirate al Festival di Sanremo (assieme a Vincenzo Mollica, un giornalista Rai che - con il nome di Paperica - da alcuni anni è diventato a tutti gli effetti un personaggio ricorrente nelle pagine di Topolino...)... 

E varrebbe davvero la pena di chiedersi se, con queste operazioni, sono stati maggiori i benefici promozionali per il Festival o i danni di immagine per i prodotti Disney Panini in generale...

Lo stesso discorso si può applicare alla copertina con i Pooh per Topolino: che l'idea sia partita davvero dalla redazione, o che in realtà sia stata "suggerita" (sponsorizzata?) dal management del gruppo, non fa molta differenza... Nel senso che, oltre ad essere alquanto fuori luogo, rischia anche di danneggiare ulteriormente l'immagine di un settimanale che - perlomeno stando agli ultimi dati pervenuti - continua a perdere lettori (e lettrici).

Il fatto che i piccoli intervistatori avessero un'età compresa fra i 7 e i 12 anni, inoltre, può anche darci un'idea di quale sia ancora il target principale a cui mira la testata, esaltando ancora di più il grossolano errore di markenting rappresentato da un'operazione del genere...

Tantopiù che, quando i Pooh dicono di essersi ispirati ad un personaggio Disney per il loro nome, dimenticano (o magari non hanno mai saputo) che Winnie the Pooh (che oltretutto su Topolino non compare mai) è stato solo animato dalla Disney... Visto che è un personaggio inventato dallo scrittore inglese Alan Alexander Milne per i suoi romanzi, e che solo dopo la sua morte è stato concesso in licenza alla Disney dai suoi eredi...


Tant'è che gli eredi di terza generazione hanno iniziato ad agire per vie legali contro la Disney per rivedere i termini del contratto, e la situazione si è risistemata solo nel 2007... Quindi, a ben guardare, il legame dei Pooh con la Disney è molto relativo, e comunque inizia e finisce con il loro nome...  

Intendiamoci: i Pooh fanno bene a cercare di promuoversi ovunque, anche per rinnovare il loro pubblico, ma se Topolino arriva a dare tanto spazio ad un gruppo di cantanti sulla settantina c'è qualcosa che non funziona più... Anche perchè i Pooh, di fatto, non hanno davvero niente a che spartire col settimanale che gli ha dedicato la copertina e con quello che dovrebbe essere il suo target di riferimento principale... Anche se in effetti, in fatto di copertine, Topolino sembra avere perso un po' il senso della misura da diverso tempo (ne ho accennato QUI).

Nei pur eccessivi anni Ottanta, ad esempio, queste operazioni si verificavano molto raramente e solo in casi particolari. Ad esempio quando Maurizio Nichetti conduceva la trasmissione PISTA sulla Rai. In quel caso, però, la trasmissione era sponsorizzata dalla Disney, ospitava cartoni Disney e ogni settimana estraeva i numeri per giocare al SISTEMONE DI PAPERONE (un antenato del Gratta e Vinci, allegato a Topolino), quindi aveva senso...



Oppure poteva capitare che Romina Power finisse in copertina perchè, fra il primo e il secondo tempo dei film che presentava nel ciclo CINEMA INSIEME (dedicato ai lungometraggi prodotti dalla Disney), estraeva i numeri per giocare alla TOPOTOMBOLA...

O ancora, in copertina, ci poteva finire la giovane cantante/show-girl Arianna Bergamaschi (con cui si tentò di esportare in Italia il modello del Mickey Mouse Club statunitense), che fra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta era una testimonial Disney onnipresente...

Erano tutte copertine molto trash, ma avevano senso, e sicuramente non rischiavano di indisporre il pubblico, visto che comunque si riferivano a prodotti e personaggi che avevano qualche legame concreto con il mondo Disney (e con Topolino). Poi, col passaggio alla Panini (e con il conseguente peso spropositato dato al calcio e ai calciatori) la situazione è degenerata, e successivamente - in concomitanza con l'arrivo dei canali tematici Disney, prima sul satellite e poi sul digitale terrestre - deve essersi verificato un vero e proprio corto circuito. Perchè, evidentemente, la Rai non aveva più modo di sfruttare i diritti Disney per realizzare iniziative e programmi di un certo tipo, ma EVIDENTEMENTE c'è ancora un qualche tipo di rapporto esclusivo che lega Topolino alla Rai... 

E così, invece di ritrovarci con delle copertine di Topolino dedicate alle nuove produzioni (animate e/o live) lanciate da Disney Channel e Disney XD, quest'anno ci siamo ritrovati una copertina dedicata a Fabio Fazio e al suo tentativo di riproporre IL RISCHIATUTTO... E tra l'altro, siccome gli anni passano per tutti, questa volta Fabio Fazio sfoggia pure un bel pizzetto grigio...

Praticamente un suicidio commerciale.

E d'altra parte se Topolino, in Italia, preferisce dedicare una copertina ai Pooh (o a Fabio Fazio) piuttosto che ai giovani cantanti lanciati da Disney Channel, come quelli dell'ormai famosissima serie Alex & Co. (che tra l'altro utilizza per la prima volta un cast ITALIANO), vuol dire che a monte c'è qualcosa che non torna... Non foss'altro perchè SICURAMENTE il giovane pubblico di Topolino sarebbe più interessato ad uno speciale sugli attori/cantanti di Alex & Co., e magari sul loro film che dovrebbe essere uscire a novembre, che non alla reunion dei Pooh o al Rischiatutto versione Fabio Fazio...

Detto ciò, a scanso di equivoci, non è affatto detto che un fumetto che si rivolge ad un pubblico di ragazzini non debba anche considerare cantanti e gruppi musicali storici... Tuttavia c'è modo e modo per farlo. 

Se ci spostiamo per un attimo negli USA, per vedere come si comporta al riguardo la Archie Comics (che negli USA è l'editore di riferimento per il pubblico dai 7 ai 14 anni), possiamo notare qualche "piccola" differenza... Ad esempio: proprio quest'anno i personaggi della Archie Comics sono finiti nel passato e hanno incontrato i Ramones (1974-1996) agli inizi della loro carriera...

Ora: i Ramones sono stati un gruppo punk rock, e non si sono mai posti esattamente come dei bravi ragazzi... Però la loro musica e il loro stile risultano ancora estremamente "giovani" e accattivanti, anche per le nuove generazioni. Così alla Archie Comics hanno pensato bene fosse il caso di farli riscoprire dal loro pubblico, senza alterarne più di tanto lo spirito e l'immagine trasgressiva... Cosa che, peraltro, la stessa casa editrice aveva già fatto nel 2012, quando aveva portato nella tranquilla cittadina di Riverdale nientemeno che il gruppo hard rock dei Kiss, che dal 1972 ha fatto della trasgressione e dell'originalità (nonchè della sua presenza nel mondo dei fumetti) il suo marchio di fabbrica...


In questo caso i personaggi si prestavano anche ad una storia un po' surreale: infatti la streghetta Sabrina fa un po' di pasticci e i Kiss vengono richiamati magicamente nella ridente cittadina di Riverdale per salvare la situazione, e sventare una specie di apocalisse zombie guarendo i contagiati con la loro musica...

Così alla fine il gruppo si è fatto pubblicità, il pubblico ha avuto una storia divertente da leggere (USA TODAY l'ha definita "meravigliosamente bizzarra") e la casa editrice ha contribuito a far conoscere un po' di storia della musica alle nuove generazioni... Senza peraltro farsi problemi a proporre al suo pubblico dei cantanti che hanno sempre sfoggiato un look eccentrico e ricco di sottotesti sessuali ambigui... E comunque, per la cronaca, nella miniserie speciale in cui Archie incontra i Kiss compare anche Kevin Keller, il primo personaggio gay dichiarato della casa editrice (che, ricordo, presenta principalmente storie umoristiche rivolte ad un pubblico che va dai 7 ai 14 anni, anche se ultimamente sta provando ad ampliare il suo target)...

D'altra parte la Archie Comics, negli USA, continua a far parlare di sè e a vendere bene (e quando arrivera il serial Riverdale sul canale CW probabilmente andrà anche meglio), e se la Disney Panini - che pure può contare sull'immensa popolarità di un settimanale come Topolino - non riesce a fare altrettanto un motivo deve pur esserci...

Tra l'altro il fatto che la Disney Panini continui a prediligere il rapporto con la Rai rispetto a quello con Disney Channel (sempre ammesso che non sia Disney Channel a pensare che sia meglio tenere la Disney Panini a debita distanza...), e continui ad avere un approccio di un certo tipo verso i suoi personaggi, potrebbe essere fonte di ulteriori guai non appena arriverà la versione aggiornata della serie animata Duck Tales... Visto che metterà definitivamente in soffitta lo stile grafico e narrativo dei fumetti Disney prodotti in Italia...

Cosa succederà quando il giovane pubblico si accorgerà che i personaggi che ha conosciuto e apprezzato sui canali tematici Disney non sono gli stessi che compaiono su Topolino (cosa che, peraltro, sta già iniziando ad accadere)? 

Non è difficile immaginarlo...

E comunque, mentre la Disney Panini dedica ai Pooh la copertina di Topolino, vale la pena ricordare che l'attrice/cantante Ludovica Comello, meglio nota come Francesca nello strafamoso serial argentino Violetta (prodotto di punta di Disney Channel per diversi anni), è stata la madrina del Gay Pride di Milano lo scorso giugno... E si è pure esibita dal palco (facendo infuriare i soliti bigotti, come potete leggere QUI)...



Che è un po' come dire che, volenti o nolenti, prima o poi bisogna fare i conti con un mondo reale che avanza e che non fa sconti a chi si ostina a indossare i paraocchi... Soprattutto se spera davvero di rivolgersi alle nuove generazioni... Quelle che, per inciso, hanno dei nomi di riferimento che finiscono per cantare al Gay Pride e che non necessariamente passano dalla Rai (a proposito: il concerto/evento per la reunion dei Pooh è stato trasmesso proprio da Rai Uno... Incredibile coincidenza, vero?)...

Non so perchè, ma qualcosa mi dice che prima o poi tutti i nodi verranno al pettine...

Alla prossima!