SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

lunedì 26 settembre 2016

AUGURI DA COPERTINA...

Ciao a tutti, come va?

Per la seconda volta nel giro di un mese mi tocca parlare di Topolino, e per giunta devo tornare a parlarne per via delle sue copertine... Quindi ci tengo a precisare che anche se potrebbe sembrare che voglio accanirmi sulla questione delle copertine di Topolino, in realtà non è così... Anche perchè non sono io che scelgo le copertine che finiscono per motivare i miei post...

Ad ogni modo, alla fine, sarete voi a giudicare se è valsa la pena di analizzare anche la copertina di Topolino 3174... Che a quanto pare celebra il compleanno del calciatore Francesco Totti, nella sua versione paperizzata meglio nota come "Papertotti", mentre si fa un selfie (di nuovo) assieme a una rappresentanza della cittadinanza di Paperopoli... Che gli ha preparato anche una torta di compleanno a tema (presumibilmente con l'aiuto di Nonna Papera)...

Da che parte comincio?

La prima cosa che mi viene da dire, d'istinto, è che in questa copertina c'è un errore di marketing davvero ciclopico. Nel senso che "Papertotti",  che pure è riconosciuto come un bravissimo calciatore a livello internazionale, qui indossa la maglia della Roma (con cui ha segnato centinaia di reti)... Quindi, per proprietà transitiva, si festeggia Papertotti non in quanto calciatore, ma in quanto capitano della Roma...

Anche perchè qui non si vede Papertotti ripreso in qualche azione, magari in compagnia di qualche collega paperizzato/topolizzato proveniente da altre squadre (come in alcune copertine viste in passato), ma molto semplicemente mentre festeggia il suo compleanno...

E questo, come minimo, comporterà il boicottaggio del settimanale da parte di tutti i tifosi della Lazio, nonchè il livore di tutti quei tifosi che finora non hanno avuto una copertina dedicata al compleanno dei loro calciatori di riferimento... Senza contare che una copertina del genere, automaticamente, fa passare Topolino dallo status di settimanale connotato calcisticamente (che già non era esattamente un punto a favore) allo status di settimanale calcisticamente schierato... E magari, anche se non era questa l'intenzione, è innegabile che una copertina del genere sarebbe stata più adatta ad un magazine per tifosi romanisti, che non ad un settimanale di fumetti "per tutti". E penso che chiunque conosca qualcuno davvero tifoso possa giungere alla stessa conclusione...

Anche perchè una scelta del genere avrà sicuramente delle ripercussioni nel lungo periodo, e - in un momento in cui ogni lettore è prezioso - direi che è stata una scelta perlomeno azzardata...

Tuttavia ci sono anche altri livelli di lettura per una copertina del genere, che sono persino più inquietanti.

Nel senso che, se il compleanno di Papertotti è stato messo in primo piano, non si può certo dire che i compleanni e gli anniversari dei personaggi Disney - paradossalmente - abbiano ottenuto lo stesso trattamento in anni recenti. Ad esempio: Paperino (Donald Duck) è comparso la prima volta in un cortometraggio che debuttò il 9 giugno del 1934... E pertanto il 9 giugno 2014 ha festeggiato il suo ottantesimo compleanno anche su Topolino... Con una copertina un po' anonima che richiama il primo cortometraggio sonoro di Topolino (???)...

In realtà da questa criptica copertina non si capisce bene se e cosa si stia festeggiando... Tuttavia, invece di dedicare a questo anniversario un intero mese di festeggiamenti, e magari una serie di copertine speciali e ben connotate, si è preferito dare spazio ai mondiali di calcio (che in quel momento erano in Brasile)... E così queste sono state le copertine dei numeri precedenti...


E questa la copertina del numero successivo...

Con buona pace del fatto che Paperino è un cittadino americano, e in teoria tutto avrebbe dovuto fare fuorchè essere la mascotte dell'Italia ai Mondiali... E non è che gli altri anniversari recenti di Paperino siano stati festeggiati in maniera tanto diversa... Questa è la copertina di Topolino 2950 del 6 giugno 2012...

Qui invece vedete la copertina di Topolino 3106, del 3 giugno 2015 (prego notare il logo celebrativo dei cortometraggi di Paperino)...

E poi c'è quella di Topolino 3159 dell'8 giugno 2016, che forse è la più triste di tutte... Con Paperino sullo sfondo che cerca di ricordare ai lettori che è il suo compleanno con un cartello, mentre tutta l'attenzione è puntata su Paperoga che palleggia...

Quindi, paradossalmente, su Topolino Papertotti può festeggiare il suo compleanno con una bella copertina dedicata, ma Paperino non ha diritto ad una copertina che celebra chiaramente l'anniversario del suo debutto... E se non c'erano di mezzo i campionati di calcio c'era di mezzo qualcos'altro... Infatti nel 2013 la settimana del suo compleanno ha avuto una copertina dedicata al basket (Topolino 3002 del 5 giugno)...

Comunque la Panini avrebbe iniziato ad amministrare Topolino solo a partire dall'ottobre del 2013... E da quel momento in poi - caso strano - non ci sarebbe più stato modo di "festeggiare" il compleanno di Paperino con una copertina che non avesse dei risvolti calcistici... Anche se, per amor di verità, bisogna dire che il rapporto delle copertine di Topolino col mondo del calcio si era intensificato anche quando la cessione alla Panini non era ancora effettiva, ma evidentemente era già nell'aria... Qui sotto, ad esempio, potete vedere cosa c'era sulla copertina del numero 2999 (appena prima dello storico 3000) del 15 maggio 2013...

Tuttavia dall'arrivo della Panini in poi la situazione ha preso una piega molto più marcata: nel 2014 e nel 2015 tutte le copertine di Topolino con soggetti sportivi sono state dedicate unicamente al calcio...




Nel 2016, per fortuna, la situazione aveva iniziato ad evolvere... E così dopo il primo numero dell'anno dedicato al calcio...

C'è stata una copertina dedicata al tennis...

E, dopo la copertina calcistica del compleanno di Paperino (quella con Paperoga) di cui vi ho parlato, ci sono state ben cinque copertine dedicate alle discipline delle Olimpiadi... Tra le quali, per fortuna, c'è stato spazio anche per una Minnie che si dedica alla ginnastica artistica...





Forse qualcuno ha fatto notare, a chi di dovere, che abbinare il concetto di sport unicamente al calcio poteva essere uno dei motivi dietro al calo delle vendite che si è acuito negli ultimi anni? Che anche se il calcio è uno sport seguitissimo puà rivelarsi un'arma a doppio taglio, su un settimanale come Topolino? Ad ogni buon conto, con la copertina dedicata al compleanno di Papertotti, gli sforzi fatti in questo senso rischiano di essere vanificati...

Ora: io non ho la minima idea di quali siano gli accordi fra la Panini e Francesco Totti per lo sfruttamento di Papertotti (che, prima di questa settimana, era comparso solo in tre storie, sui numeri 2721/2792/2878)...



E ovviamente non entro nel merito della decisione di sfruttare un calciatore che, al di là delle sue doti calcistiche, è noto per non essere particolarmente acuto e per alcune uscite un po' infelici... Tant'è vero che, ancora nel 2009 (in un'intervista a LE IENE) disse che se avesse scoperto di avere un figlio gay si sarebbe ammazzato... Lo disse ironicamente, però lo disse... Certo poi ritrattò (anche perchè nel frattempo si scatenò una mezza bufera), e a quanto pare adesso ha partecipato persino ad un documentario sull'omofobia nel calcio di prossima distribuzione... Quindi forse ha cambiato idea sul serio...

Però resta io fatto che è di lui che parliamo quando ci riferiamo a Papertotti, e di tutto il contesto e il retroterra culturale che si porta appresso il mondo del calcio quando viene simpaticamente rilanciato, promosso e incensato da Topolino e dalle sue copertine... Per motivi di marketing (nella speranza di agguantare tutto il pubblico dei tifosi?), evidentemente, e per il fatto che la Panini continua ad essere legata soprattutto al mondo del calcio... Però alla fine le giustificazioni legate al marketing, al pubblico, interessano relativamente.

Nel senso che, se un genitore è davvero tifoso per qualche squadra NON comprerà Topolino se mette regolarmente in evidenza una squadra che non è la sua... Mentre se un genitore non è particolarmente tifoso e compra Topolino a suo figlio, magari lo fa perchè cerca una lettura divertente... E non perchè vuole dare a suo figlio un prodotto che indirizzi le sue passioni sportive... O le sue simpatie in fatto di squadre di calcio e calciatori. Se poi ha una figlia femmina, per come siamo messi in Italia oggi, è facile che con copertine del genere Topolino inizi ad essere considerato semplicemente una lettura inadeguata...

E comunque non è nemmeno detto che al giorno d'oggi TUTTI i genitori pensino che l'unico modello di riferimento sportivo per i loro figli maschi debba essere il calcio... Con tutto il suo carico di misoginia, omofobia, maschilismo e tutto il resto (per non parlare delle tifoserie connotate politicamente e del problema della violenza negli stadi)... Che forse non sarà la sua caratteristica principale, ma che sicuramente per più di qualche genitore inizia a rappresentare una connotazione da non sottovalutare...

Inoltre non bisogna dimenticare il modello educativo offerto da alcuni campioni che, solo perchè sanno giocare bene, possono permettersi di non saper articolare una frase, di non coltivare altri interessi e di avere comportamenti tutt'altro che esemplari... Forse i genitori che danno peso alla cosa non sono tantissimi, ma sicuramente - fra quelli che ci tengono davvero alla formazione dei propri figli - non sono nemmeno pochi...

Tantopiù che ai bambini stessi, in particolare a quelli più grandicelli, non è detto che piaccia poi molto l'idea di essere "pilotati" in una direzione piuttosto che in un'altra... Soprattutto se hanno già una squadra per cui tifare... O magari se hanno già manifestato interesse per altri tipi di sport... O ancora se, nel caso delle bambine, hanno iniziato ad apprezzare sport tradizionalmente maschili che hanno anche una versione femminile, che però su Topolino si preferisce ignorare del tutto...

Tuttavia la cosa più ironica di tutta questa situazione è che la politica di Topolino è improntata alla produzione di contenuti leggeri e privi di appigli polemici, onde evitare di sollecitare questa o quella fazione di pubblico... Eppure, manifestando palesemente la preferenza per uno sport piuttosto che un altro, per una squadra piuttosto che un'altra o addirittura per un calciatore al posto di un altro, stanno ottenendo esattamente l'effetto che vogliono evitare escludendo dai loro fumetti delle tematiche su cui il pubblico potrebbe dividersi...

Con la differenza che un conto sarebbe affrontare - con gli opportuni filtri - un qualche argomento serio e delicato (che magari nel lungo periodo potrebbe attirare più pubblico di quanto ne allontana), e un conto è festeggiare i quarant'anni di Papertotti in copertina...

Tant'è che sono abbastanza convinto che questa copertina con Papertotti farà molti più danni rispetto a quelli che avrebbe fatto quella dedicata a Charlie Hebdo di qualche anno fa, e che forse era stata sostituita all'ultimo momento proprio per non correre rischi di questo tipo... Soprattutto dopo che qualcuno ventilò l'ipotesi che sarebbe stata l'apripista alla rivendicazioni del movimento LGBT nelle pagine del settimanale (CLICCATE QUI).

Quello che spiace di più, però, è che con tutto il patrimonio di personaggi Disney che si potrebbe valorizzare, attualizzare e riproporre presso le nuove generazioni, si senta la necessità di mettere al centro dell'attenzione cose come Papertotti... Il che, in effetti, sembra un modo come un altro per alzare bandiera bianca e per ammettere che i personaggi Disney in copertina, da soli, non bastano più... E che i loro compleanni non interessano più a nessuno (a proposito: lo sapevate che anche Pluto festeggiava il suo anniversario a settembre?)...


E in effetti, se si arriva a pensare che il pubblico di un settimanale a fumetti sia più attratto dal compleanno di un calciatore che non dagli anniversari dei protagonisti abituali delle sue storie, forse varrebbe la pena di rifletterci sopra... Prima che sia troppo tardi...

Alla prossima!

venerdì 23 settembre 2016

IN DIFESA DELLA LIBERTÀ...

Ciao a tutti, come va?

Spesso si dà per scontato che negli USA la libertà di espressione sia una questione di principio, anche solo per via del famoso Primo Emendamento della Costituzione Americana, ma in realtà non è così... Bigotti e puritani sono sempre in agguato, e regolarmente si verificano casi di libri e fumetti che vengono boicottati o vietati in scuole, biblioteche e altri luoghi di formazione culturale... Tuttavia, siccome - per fortuna - non tutti accettano a testa bassa questa situazione, negli USA ci sono anche molte associazioni che lottano perchè questo non avvenga, e dal 1982 fanno rete per sensibilizzare il pubblico tramite l'annuale Banned Books Week: una settimana di iniziative finalizzate a puntare l'attenzione su un problema che spesso passa inosservato...
La Banned Books Week parte l'ultimo lunedì di settembre e la segnalo qui per diversi motivi...

Il primo riguarda il Comic Book Legal Defense Fund (CBLDF), ovvero l'associazione no profit che dal 1986 si batte per la libertà di espressione nell'editoria a fumetti americana (e per la tutela degli autori che ad essa si appellano)...Tant'è che il "fondo legale" che tiene da parte viene utilizzato anche per le spese legali di quegli autori che hanno avuto problemi con la censura e magari sono stati messi in una posizione difficile.

Il CBLDF è molto attivo su vari fronti: altre ad avere un sito molto aggiornato pubblica anche un bollettino trimestrale e vari speciali, come il supplemento annuale che fa il punto della situazione in occasione della Banned Books Week. Quello del 2016 (che potete consultare QUI) è particolarmente interessante perchè, a quanto pare, mette in luce il fatto che negli USA buona parte dei fumetti che quest'anno hanno avuto problemi con scuole e biblioteche sono stati proprio quelli con contenuti LGBT...

E la cosa ironica, se vogliamo, è che i titoli che hanno avuto problemi sono anche riconosciuti unanimamente come dei capolavori del fumetto (e della letteratura in senso lato)...




Ovviamente questi problemi non si sono verificati in tutte le scuole e in tutte le biblioteche, tuttavia è evidente che certe situazioni sono sintomatiche di una realtà che è meno idilliaca di quello che sembra a prima vista... E sulla quale sarebbe bene tenere gli occhi aperti e non abbassare mai la guardia. Cosa che, appunto, aiutano a fare associazioni come il CBLDF...

E in questi giorni, per poter dare supporto alla sua causa, è possibile partecipare ad una nuova promozione del sito HUMBLE DUBLE: con un'offerta minima di 15 dollari (circa 13 euro) potrete scaricare una ventina di pubblicazioni "proibite", che negli USA (e non solo) hanno avuto problemi con la censura o che hanno messo in luce il problema della libertà di espressione nell'ambito dei fumetti... Se vi va potete partecipare al tutto CLICCANDO QUI...

Detto ciò ammetto che sono molto curioso di vedere cosa succederà nelle biblioteche e nelle scuole americane quando entrerà in circolazione il volume speciale LOVE IS LOVE annunciato dalla IDW per dicembre: 144 pagine di storie brevi per ricordare le vittime della strage di Orlando... In collaborazione con la casa editrice DC Comics che ha concesso agli artisti coinvolti di utilizzare i suoi personaggi (anche perchè si tratta di un'iniziativa benefica, e tutto il guadagno andrà all'associazione Equality Florida)...

Sicuramente di questo progetto tornerò a parlare quando saranno disponibili maggiori dettagli... E quando magari qualcuno avrà scoperto perchè la MARVEL - a differenza della DC Comics - non fa parte del progetto (anche perchè sarebbe strano che l'organizzatore del tutto, e cioè lo sceneggiatore gay dichiarato Marc Andreyko, non si fosse fatto avanti anche con lei...).
Ad ogni modo, se  mi conoscete, avrete intuito che in conclusione di un post come questo non posso fare a meno di fare un piccolo paragone con la situazione italiana... Visto che il rapporto fra le nostre Università e il mondo del fumetto è pressochè inesistente (per non parlare dei Licei e delle scuole di grado inferiore, che considerano i fumetti come un mezzo didattico o poco più), e che le biblioteche hanno un rapporto estremamente discrezionale e soggettivo con tutto quello che non fa parte della cultura "ufficiale"....

E quindi, prima di tutto, ci sarebbe proprio da svecchiare il concetto stesso di fumetto... Un'operazione a dir poco titanica, vista la situazione attuale nel nostro paese...

E comunque, da noi, bisogna considerare che ci sono ancora troppi fumetti (italiani) che vengono censurati a monte da curatori ed editori che non vogliono correre il rischio di suscitare polemiche... E che i fumetti che magari osano un po' di più (anche solo dal punto di vista LGBT) vengono  in buona parte boicottati dai canali "ufficiali".

Forse il mio è un parere di parte, ma penso che se anche da noi ci fosse una Banned Books Week e in quell'occasione qualcuno volesse compilare un annuario dei fumetti che hanno avuto problemi di censura e/o che sono stati boicottati... Probabilmente ogni anno avremmo per le mani un volumetto bello corposo e ricco di approfondimenti...

Alla prossima!

mercoledì 21 settembre 2016

VENT'ANNI INSIEME!

Ciao a tutti, come va?

Forse anche voi, leggendo fumetti americani a strisce, avrete notato che su ciascuna striscia viene apposto - in piccolo - il marchio del suo Syndacate di riferimento. I Syndacate sono, fondamentalmente, delle agenzie che negli USA forniscono - ovviamente a pagamento - materiale editoriale per la stampa locale (servizi fotografici, articoli, interviste, ecc). Sono fondamentalmente un tramite fra chi produce materiale da pubblicare e chi lo pubblica, senza pubblicarlo direttamente. Col tempo ce ne sono state diverse che si sono specializzate nelle strisce a fumetti e nei relativi supplementi domenicali, promuovendone autori e personaggi, e amministrandone i diritti negli USA e all'estero.

Quello che magari non sapevate è che negli USA ci sono anche dei Syndacate specializzati in materiale a tematica LGBT per la stampa LGBT locale e nazionale, che ovviamente amministrano e promuovono anche comic strip a tema. Uno di questi, ad esempio è il Q Syndacate (CLICCATE QUI), che rifornisce di contenuti le testate LGBT di USA e Canada da diverso tempo... E che in catalogo ha anche delle comic strip e delle vignette a tematica LGBT.

Parliamo, ad esempio, della serie A COUPLE OF GUYS di Dave Brousseau, che l'11 settembre scorso ha festeggiato i suoi primi vent'anni di vita...

Molto in sintesi è la storia di una coppia di gay newyorkesi e del mondo che gli ruota attorno: Joey Romelli è un poliziotto italo americano ed Eric Parker è un aspirante attore e scrittore. Siccome non sono pazzo non cercherò di riassumervi qui venti anni di strisce anche perchè si tratta di una storia che si è sviluppata nel tempo (tant'è che i protagonisti sono invecchiati assieme ai lettori).

Mi limito a segnalare che i personaggi principali di questa serie sono almeno una dozzina, e che altrettanti sono i personaggi secondari ricorrenti... E questo potrebbe spiegare perchè - dopo vent'anni - la serie continua ancora a trovare spunti per andare avanti su varie riviste e su vari siti web.

In questa sede, più che altro, mi sembrava carino fare i complimenti all'autore (che vedete qui sotto), anche perchè riuscire a lanciare una comic stip del genere nel 1996 non era poi così scontato... E magari potrebbe essere  interessante ripercorrere brevemente le vicissitudini editoriali di A COUPLE OF GUYS, che secondo me possono offrire degli spunti molto interessanti per confrontare la situazione americana di quel periodo con quella italiana di oggi...

Per cominciare il buon Dave Brousseau aveva sempre avuto una certa passione per i fumetti a strisce, e la sua prima "pubblicazione" era avvenuta sul giornalino del suo College. Tuttavia la folgorazione è arrivata dopo che ha avuto modo di vivere a New York per un po', imbattendosi anche nelle tavole  di Leonard & Larry di Tim Barela (del tutto inedite in Italia)... Che lo avevano colpito per il loro approccio da sit-com alla realtà di una coppia gay della classe media...

Tuttavia nel 1996 non c'era internet (o perlomeno non c'era come lo intendiamo oggi) e il buon Dave Brousseau - che sognava di lanciare la sua serie a tema gay - si era procurato l'indirizzario delle case editrici e dei locali gay del 1994, facendo una selezione e spedendo una piccola presentazione della sua proposta...


Alla fine gli unici a dargli spazio furono quelli del The Weekly News di Miami...

Se non che, siccome nella vita tutto può accadere, nel giro di un annetto fu proprio il Q Syndacate a notarlo e a proporgli un contratto per distribuire i suoi lavori... E dal 1997, come si suol dire, il resto è storia. Tant'è che adesso A COUPLE OF GUYS è uno dei fiori all'occhiello del Q Syndacate e alla recente convention dell'editoria gay che si è tenuta a Miami, organizzata dalla National Lesbian and Gay Journalists Association, Dave Brousseau era accreditato come "Lifetime Member"...

E in effetti c'è da dire che questa serie ha avuto diversi meriti, non ultimo quello di rispecchiare la storia e l'evoluzione della comunità gay americana, tant'è che i due protagonisti principali sono partiti come una coppia di giovani conviventi di belle speranze nel 1996...
E hanno finito per sposarsi nel 2011, non appena a New York è diventato possibile...

Inoltre in questa serie si è parlato spesso di temi di attualità e di omofobia... E persino di come i gay in cosplay da supereroi possono fronteggiarla...

Di come una coppia di lungo corso può vivere le parate del Gay Pride...
Dei vari modi in cui si può esprimere il mondo gay... Tant'è che la coppia protagonista ha una certa passione per il mondo leather... Anche se vive la cosa in maniera totalmente spontanea e senza alcuna morbosità...

E persino dei gusti della sorella suora di uno dei protagonisti...
L'unico limite di una striscia del genere, se vogliamo, è che spesso è talmente inserita nel contesto LGBT americano che per essere compresa pienamente all'estero (ad esempio in Italia) necessiterebbe di qualcuno (di competente) che la fornisse di un ampio corredo di note a margine. Comunque direi che il problema, di fatto, non si pone... Visto che la suddetta serie - in vent'anni - non ha mai avuto una traduzione italiana...

In realtà avrei voluto inserirla nel progetto che stavo portando avanti con l'ormai defunta Coniglio Editore tanti anni fa (HAPPY BOYS, qualcuno se lo ricorda?), ma non c'erano soldi da spendere (*SIGH*) e comunque il tutto si fermò dopo solo due numeri e un'antologia, quindi non se ne fece nulla... E questo succede quando ci si affida ad editori che non hanno la minima idea di cosa sia un fumetto LGBT, di come andrebbe promosso e del pubblico che potrebbe intercettare...

D'altra parte se A COUPLE OF GUYS è una serie che avuto modo di andare avanti per due decenni è anche perchè negli USA c'è stato un Q Syndacate che l'ha appoggiata e promossa...

E in Italia - nel mondo LGBT - non c'è mai stato niente del genere... Anzi: per quel che vale la mia esperienza personale posso dire che in Italia la situazione è ancora drammaticamente arretrata (e gestita in maniera imbarazzante), e che solo negli ultimi anni si sono viste delle schiarite all'orizzonte...

Ad ogni modo in Italia non si è letto su nessun sito di informazione fumettistica che in questi giorni una  striscia a tematica gay ha tagliato il pur ragguardevole traguardo dei vent'anni, nemmeno sui siti che riportano se alla MARVEL qualcuno starnutisce o se qualche attore di superhero movies si è espresso a favore della cucina thailandese... E stendiamo un velo pietoso sui siti di informazione gay.

Quindi diciamo pure che nulla accade per caso...

I miei complimenti e le mie congratulazioni, ad ogni modo, ci sono (^__^).

Magari fra una ventina d'anni anche noi potremo festeggiare qualcosa di simile (messaggio sibillino)...

Alla prossima!

lunedì 19 settembre 2016

ANALISI E PRONOSTICI...

Ciao a tutti, come va?

Come ogni anno, più o meno in questo periodo, si inizia a parlare della nuova edizione di Lucca Comics & Games: infatti il tempo vola e ormai manca poco più di un mese a uno degli appuntamenti più importanti legati ai fumetti e all'immaginario pop... A livello nazionale e non solo.

Se seguite questo blog da qualche annetto saprete che al sottoscritto piace analizzare la questione affrontandone gli aspetti che di solito vengono trascurati, e magari mettendo in luce contraddizioni e criticità su cui di solito si tende a sorvolare. E di solito, devo dire, i miei post sull'argomento tendono ad avere un boom di visualizzazioni e poche contestazioni... Anche perchè, dato che riporto e collego dati verificabili, c'è ben poco da contestare.

Ad ogni modo, prima di fare il punto della situazione di quest'anno, volevo segnalarvi i risultati di uno studio commissionato da Lucca Comics & Games a LYNX - Centro per l'analisi interdisciplinare delle immagini - Scuola IMT Alti Studi Lucca (è un centro di ricerca e potete trovare il suo sito QUI). Purtroppo il suddetto studio è stato diffuso solo parzialmente (al momento), ma alcuni dati sono comunque interessanti...

Intanto il titolo dello studio è “Impact! Dalla fantasia di fumetti e giochi alla realtà socio-economica. Progetto sull'impatto socio-economico di Lucca Comics & Games", ed è stato condotto nell'edizione 2015 da uno staff di 38 ricercatori su un campione di 7000 visitatori muniti di biglietto (su un totale di circa 225.000).

Da questa indagine, innanzitutto, emerge che la percentuale dei visitatori paganti di sesso femminile non è ancora pari a quella maschile, ma è comunque un notevole 40%. Segno evidente che, col tempo, certe forme di intrattenimento sono diventate sempre meno un'esclusiva maschile... E prima o poi dovrò tornare sull'argomento, perchè queste percentuali sono interessanti per il mondo dell'editoria a fumetti in generale...
Comunque, a prescindere dal sesso, buona parte dei visitatori ha almeno una laurea (43%) e in maggioranza passa buona parte del suo tempo libero in attività culturali e/o in qualche modo connesse ai temi della manifestazione (cosa che può sembrare ovvia, ma che forse tanto ovvia non è visto che comunque il 45% pratica sport e quasi il 40% continua a guardare la TV... Anche se ben il 77% naviga su internet!). Da notare che oltre la metà apprezza gli eventi culturali.

Dato che questo studio è stato commissionato per valutare soprattutto l'impatto economico, ha messo in evidenza anche la percentuale di attività turistiche a cui si dedicano i visitatori nei giorni di Lucca Comics & Games, a prescindere dalla manifestazione (e visto che buona parte di loro fa anche altro viene da pensare che il visitatore tipo abbia un budget interessante)...

Inoltre, per l'edizione 2015, si sa che il 23% dei visitatori non era mai venuta prima e che l'11% aveva partecipato a dieci edizioni o più. Quindi, mediamente, il visitatore tipo del 2015 ha partecipato ad almeno quattro edizioni di Lucca Comics & Games.

E a quanto pare il 98% degli intervistati vorrebbe tornare...
C'è da dire che l'edizione del 2015 è stata anomala sotto vari aspetti, a partire proprio dalla vendita dei biglietti, visto che si prevedeva un tetto massimo per ciascuna giornata... Una situazione, questa, che sicuramente ha scoraggiato molti visitatori occasionali e ha reso la manifestazione molto meno congestionata rispetto agli anni precedenti. E, fattore da non sottovalutare, anche il tempo - che fino al giorno prima della manifestazione era alquanto preoccupante - alla fine è stato molto clemente (a differenza di alcune edizioni in cui diluviava o faceva un freddo polare, senza che fosse possibile ripararsi da nessuna parte). Ad ogni modo pare che l'impatto economico dei visitatori muniti di biglietto - per il 2015 - si sia aggirato intorno ai 27 milioni di euro...
Un altro dato confermato è che la maggior parte dei visitatori non risiede in zona: infatti il 52% pernotta a Lucca e provincia, quasi il 10% va a dormire in provincia di Pistoia, il 18% circa a Pisa e il 10% circa tra Prato e Firenze. Quindi, se questi sono dati attendibili, il 90% circa di chi paga il biglietto per accedere ai padiglioni viene da fuori... Mediamente i visitatori muniti di biglietto pernottano per tre giorni, ma alcuni arrivano a restare in zona per una decina di giorni.

Questi, per ora, sono i dati che sono trapelati dall'ufficio stampa della manifestazione. C'è tutta la parte ralativa ai commenti degli espositori di cui non si sa nulla, e non è neanche detto che  i dati relativi al pubblico pagante siano tutti qui... Anche perchè, ad esempio, l'età media degli intervistati non è emersa, e non avere indagato su questo dato arebbe stato assurdo...

Perciò sarebbe auspicabile che la versione integrale di questo studio prima o poi fosse resa pubblica, anche se magari non tutti gli aspetti su cui si è indagato hanno portato a conclusioni così lusinghiere.

Ad ogni modo credo che sia molto improbabile che in un sondaggio del genere, peraltro commissionato da Lucca Comics & Games, sia stata fatta una qualche domanda relativa all'orientamento sessuale dei partecipanti... Anche se, in un'indagine fatta per monitorare l'impatto economico di una manifestazione di questo tipo e di questa portata, sarebbe un dato tutt'altro che marginale. Anzi: probabilmente se un dato del genere avesse modo di emergere in un sondaggio condotto (anonimamente) a Lucca Comics & Games è facile ipotizzare che i risultati relativi alla manifestazione di cui stiamo parlando sarebbero tutt'altro che scontati.

E a questo punto sarebbe stata interessante anche una domanda sullo stato civile dei visitatori, e su quanti di loro sono venuti alla manifestazione portandosi appresso mogli/mariti e/o figli. Non foss'altro perchè ci sono alcune fasce d'età in cui buona parte di chi è eterosessuale è già sposato e con prole, e difficilmente può permettersi il lusso di sottrarre soldi al bilancio famigliare per una "vacanza" personale  di almeno tre giorni... E in effetti Lucca Comics & Games, più che una manifestazione per famiglie (anche se questo è il taglio che vorrebbe dargli il Comune) è una manifestazione per appassionati, tant'è che basta aguzzare l'orecchio per accorgersi che la stragrande maggiornaza delle famiglie che si aggirano per la fiera hanno tutte uno spiccato accento locale.

Quindi, a rigor di logica, fra tanti turisti over 25 che si aggirano per Lucca Comics senza portarsi appresso partner del sesso opposto (o magari figlioletti e figliolette) è legittimo sospettare che una buona percentuale rientri nella categoria LGBT. Anche perchè il profilo del tipico turista LGBT si sovrappone almeno in parte a quello del visitatore tipo di Lucca Comics & Games, perlomeno stando ai dati di una ricerca condotta dall'AITGL (Associazione Italiana Turismo Gay e Lesbico). Da questa ricerca, che risale al 2013 (CLICCATE QUI), emerge che i turisti omosessuali che hanno almeno una laurea sono il 37% e che mediamente possono permettersi più vacanze dei loro coetanei eterosessuali, e per periodi più lunghi. Anche perchè, non avendo famiglie a carico, possono permettersi di spendere mediamente più soldi nell'ambito del tempo libero. Inoltre emerge anche che più l'età si abbassa e più vivono con disinvoltura la dimensione gay delle loro vacanze, e pertanto preferiscono frequentare delle località che abbiano delle attrattive in questo senso... O che perlomeno risultino accoglienti per un certo tipo di clientela, che non è disposta a nascondere il suo orientamento sessuale per quieto vivere...

Ufficialmente Lucca Comics & Games NON ha attrattive LGBT (anzi: in qualche caso ha anche cercato di limitarle, come quando l'anno scorso ha impedito a Immanuel Casto di esibirsi in un concerto già concordato), ma è innegabile il fatto che durante la manifestazione si crei un clima da Gay Pride dove è permesso un po' di tutto, anche solo per via dei cosplayer e di alcuni ospiti che a tutti gli effetti sono icone gay. Ed è evidente che nel corso degli anni questo abbia contribuito ad attirare anche un certo tipo di turismo gay e gay friendly... Anche se è altrettanto innegabile che tutto questo, per ora, rimanga sottotraccia.

Anche perchè, e lo dico da anni, a differenza di quanto avviene nelle altre grandi manifestazioni di questo tipo che si tengono nel resto del mondo, e in particolare negli USA, a Lucca Comics & Games non c'è traccia di associazioni per la promozione delle tematiche LGBT che facciano da catalizzatore... E men che meno di un'organizzazione a monte che sia dichiaratamente gay friendly, di quelle che - per intenderci - promuovono un certo tipo di iniziative e di approfondimenti su un certo tipo di contenuti...

E sul perchè e sul percome di questa situazione mi sono già dilungato molto in passato (ad esempio QUI), quindi non mi ripeterò.

Ovviamente, se escludiamo l'ennesimo super concerto di Cristina D'Avena, per ora non si sa nulla di eventi, iniziative o ospiti che in qualche modo possano risultare di interesse LGBT. La cosa più vicina ad un ospite gay friendly è l'illustratore spagnolo Joan Cornellà (vero nome Renato Valdivieso), per il fatto che di tanto in tanto affronta argomenti LGBT nelle sue tavole e perchè suo zio è Jesus Vazquez (foto sotto): un conduttore televisivo gay dichiarato famosissimo in Spagna... Nonchè sex-symbol per la comunità gay locale e uno dei primi omosessuali ad usufruire della Legge spagnola sul matrimonio ugualitario...

Ad ogni modo a Lucca Comics & Games non ci sarà lui, ma suo nipote, quindi è anche abbastanza curioso che nella sua biografia sul sito della manifestazione  (CLICCATE QUI) sia riportata questa parentela... Tra l'altro non vorrei sbagliarmi, ma credo che sia l'unica parte del sito in cui si legge la parola "gay"... E comunque non si legge che Joan Cornellà tratta direttamente l'argomento gay nei suoi lavori...

Ovviamente, come da tradizione, a poco più di un mese di distanza non c'è ancora uno straccio di programma delle varie giornate... E questa volta la  mancanza risulta particolarmente odiosa, dato che la manifestazione dovrebbe durare cinque giorni e magari i visitatori non vorrebbero organizzare la loro permanenza a caso... E in effetti, a questo punto, verrebbe anche il sospetto che se il programma viene ufficializzato sempre a poche settimane di distanza dall'evento è proprio per cercare di spingere il pubblico ad organizzarsi per restare il più a lungo possibile, a prescindere da quello che gli interesserebbe vedere...

Tuttavia, come ogni anno, non mancano nemmeno i dettagli che fanno sorgere qualche inquietante interrogativo qua e là... Scartabellando con attenzione nel sito della manifestazione, ad esempio, si scopre che forse quest'anno non è stato ancora assegnato l'appalto per gli impianti elettrici (CLICCATE QUI). In poche parole, a poco più di un mese di distanza dall'evento non si sa chi e come fornirà illuminazione, cavi elettrici e tutto il resto... E questo bando dovrebbe valere per il 2016, il 2017 e il 2018. Nel momento in cui scrivo il bando risulta ancora aperto... Ed è curioso perchè sul modulo (CLICCATE QUI) c'è scritto che le domande dovevano pervenire entro il 27 luglio, e che l'assegnazione doveva diventare effettiva dal 10 ottobre...

Ad ogni modo, ad oggi, pare che sia ancora aperto anche il bando per chi vuole offrire un punto di ristorazione nell'area GAMES e presso il palco che viene allestito lungo le mura... E in questo caso la raccolta delle proposte per la gara di appalto (per il periodo 2016/2020) doveva concludersi il 5 agosto. Il modulo da compilare è ancora online (CLICCATE QUI)... A distanza di oltre un mese dalla scadenza del termine ultimo per compilarlo.

Chi gestisce il sito non ha avuto modo di aggiornare la sezione dei bandi? Non si è ancora deciso a chi assegnarli? Ci sono state poche proposte e si spera che si faccia ancora avanti qualcuno?

Staremo a vedere... Anche perchè se si presentassero problemi di fornitura elettrica e di foraggiamento non passerebbero inosservati...

In ogni caso - bandi a parte - pare che alla fine sia successo proprio quello che avevo ipotizzato l'anno scorso (CLICCATE QUI).

A cosa mi riferisco? Il limite giornaliero posto alla vendita dei biglietti l'anno scorso (anche se il raggiungimento del suddetto limite avrebbe garantito un'affluenza numericamente maggiore rispetto a tutte le edizioni precedenti) ha scoraggiato molti visitatori, che erroneamente hanno pensato che senza prenotazione sarebbero potuti rimanere senza biglietto e hanno preferito non rischiare... Anche perchè non tutti avevano voglia di comprare il biglietto in prevendita a prezzo maggiorato (cosa, che evidentemente, era proprio quello che l'organizzazione si augurava potesse accadere grazie a questo stratagemma).

La manifestazione 2015, con qualche visitatore in meno rispetto al 2014 (diciamo almeno 20.000), è stata molto più fruibile rispetto quelle precedenti, ma evidentemente ha portato in cassa meno liquidità del previsto... E così a Lucca Comics & Games, quest'anno, on hanno fatto particolare pubblicità al limite giornaliero dei biglietti (che è rimasto 80.000)...

A cosa potrebbe portare questa situazione? Difficile prevederlo... Sicuramente questa strategia non sarà un deterrente per le fiumane di persone che si possono riversare per le vie della cittadina (ed è prevedibile che i 20.000 visitatori in meno dell'edizione 2015 si rifaranno vivi con gli interessi). E comunque, anche se negli ultimi anni il tempo è stato davvero generoso, non mi risulta che sia stato approntato alcun piano B in caso di nubifragi o altro, men che meno per quel che riguarda gli spostamenti di chi non è automunito e magari deve muoversi in treno, sperando ogni volta che la stazione ferroviaria di Lucca non si trasformi in un girone dantesco...

Chi vivrà vedrà...

Le uniche cose certe sono che, ancora nel 2016, Lucca Comics & Games preferisce ignorare (perlomeno ufficialmente) il rapporto fra tematiche LGBT e immaginario pop... Che le associazioni LGBT non la considerano una manifestazione in cui ritagliarsi uno spazio e che il turismo LGBT nel corso di questa manifestazione è un concetto che - a quanto pare - non viene preso in considerazione da nessuno.

E meno male che da quest'anno abbiamo una Legge sulle Unioni Civili anche in Italia...

*SIGH*

Sicuramente il confronto con la San Diego ComiCon e le altre grandi manifestazioni di questo tipo, da questo punto di vista, resta alquanto impietoso...

Alla prossima!