Ciao a tutti, come va?
Pochi giorni fa La Repubblica ha dedicato un breve articolo alla situazione economica del fumetto in Italia (CLICCATE QUI), e i dati che mette sul tavolo meritano una piccola analisi...
Molto in sintesi, La Repubblica riporta che:
1) L'Italia è il quarto paese al mondo per il giro di affari legato ai fumetti (anche se al riguardo ho qualche dubbio, ma tant'è). Infatti con i suoi 200.000.000 di euro annui arriva dopo Francia (495 milioni), USA (840 milioni) e Giappone (4 miliardi). E arriva appena prima della Spagna (90 milioni di euro). In Italia i fumetti rappresentano il 10% del mercato editoriale nel suo insieme.
2) In Italia ci sono 3600 librerie di varia, che con la loro sezione dedicata ai fumetti hanno contribuito per 9.600.000 euro al fatturato complessivo, che nel 2015 è aumentato del 37% rispetto al 2014.
3) In Italia, comunque, il grosso delle vendite di fumetti avviene ancora nelle nostre 30.000 edicole (caso ormai unico nel mondo occidentale) e, in maniera più relativa, nelle 200/300 fumetterie sparse nel territorio nazionale.
Alla luce di questi dati, in effetti, gli spunti di riflessione non mancano.
La prima cosa che mi viene da pensare è che, anche se l'Italia è al quarto posto nella classifica mondiale (sempre che sia vero), fattura comunque meno della metà della Francia che è al terzo posto, e meno di 1/4 di chi sta al secondo posto (gli USA). C'è da dire che in Francia buona parte dei fumetti vengono venduti in edizioni cartonate da libreria, e quindi i prezzi dei singoli fumetti sono mediamente più alti rispetto ai nostri. Tuttavia è un dato di fatto che i francesi, in fatto di fumetti, siano disposti a spendere più soldi degli italiani. Il che, intuitivamente, porterebbe a pensare che i fumetti prodotti in Francia sono più vicini ai gusti dei francesi di quanto i fumetti italiani non siano vicini ai gusti del loro pubblico di riferimento...
Ad ogni modo è un dato di fatto anche che il mercato USA, che pure negli ultimi anni ha avuto vari alti e bassi, continua a fare numeri interessanti... Soprattutto considerando che - a differenza di quanto avviene in altre parti del mondo - ormai è concentrato nelle fumetterie, e le fumetterie - negli USA - determinano le sorti del mercato attraverso prenotazioni e prevendite... Peraltro fatte su serie che, in buona parte dei casi, vengono poi pubblicate sotto forma di raccolte per il circuito delle librerie, costituendo di fatto un mercato parallelo rispetto a quello delle fumetterie: un mercato che spesso ha anche un pubblico diverso (e più ampio, considerando il crescente successo delle librerie online come AMAZON). Per capire un po' meglio questo meccanismo vi rimando all'articolo che trovate CLICCANDO QUI.
Curiosamente il Giappone, che in fatto di fumetti ha un fatturato superiore di venti volte a quello italiano, ha comunque la situazione più simile a quella del nostro paese dal punto di vista della distribuzione. Nel senso che la maggior parte dei fumetti viene ancora prepubblicata su carta economica e in bianco e nero, su riviste che vengono distribuite anche nelle edicole e nei convenience store (mini empori in stile autogrill dove si trove di tutto e che sono aperti giorno e notte). Solo successivamente le singole serie sono raccolte in volumetti distribuiti nel circuito delle fumetterie (ne ho parlato nel dettaglio QUI). Quindi è particolarmente interessante notare come la differenza fra il mercato giapponese e quello italiano, nonostante un punto di partenza relativamente simile, sia così abissale... Anche se non è un segreto per nessuno il fatto che in Giappone - fin dagli anni Cinquanta - il primo obbiettivo dei manga è sempre stato quello di incontrare i gusti del pubblico... E non certo quello di tenersi buone le lobby di potere - e in particolare quelle conservatrici - per evitare ritorsioni di vario tipo, come invece accade da noi...
Il dato più interessante, comunque, è sicuramente quello relativo alle vendite dei fumetti nelle librerie italiane. Nel senso che, mentre si piangono lacrime di sangue per il calo delle vendite dei fumetti nelle edicole, nelle librerie di varia (che pure in Italia sono circa 1/10 delle edicole) questo settore ha avuto un incremento del 37% in un anno.
Cosa vorrà dire?
Tecnicamente i fumetti in libreria sono sempre stati venduti, a fasi alterne, ma fino a qualche anno fa i fumetti che si vendevano nelle librerie italiane di varia erano ristampe o raccolte di cose già viste (in versione economica e/o in versione superlusso). Però, da qualche anno, le librerie sono diventate anche un circuito distributivo in cui gli editori - soprattutto quelli medio piccoli - hanno iniziato a puntare anche e soprattutto per proporre materiale inedito. Tutte cose reperibili anche in fumetteria, ma che - a differenza delle fumetterie - nelle librerie ppossono essere intercettate da un pubblico occasionale che non necessariamente frequenta le fumetterie...
E questo sicuramente ha aiutato.
Tuttavia è probabile che ci sia anche dell'altro. Nel senso che, obbiettivamente, una buona parte dei fumetti che arrivano nel circuito delle librerie di varia non arriva nelle edicole... O meglio: tratta temi, generi e autori che gli editori che arrivano nelle edicole italiane, generalmente, si rifiutano di trattare. Che poi questi editori, ultimamente, si siano resi conto che vale la pena di investire sul circuito delle librerie, ripresentando i loro titoli in una nuova edizione, non cambia il fatto che le librerie sono state colonizzate (e valorizzate) da fumetti e case editrici che in edicola, generalmente, non si trovano.... E che, guarda caso, hanno portato ad un incremento delle vendite del 37% in un anno.
E non bisogna essere dei geni per intuire che, probabilmente, fra le due cose c'è un collegamento. Nel senso che, se i fumetti che si trovano in libreria (che tra l'altro sono mediamente più cari di quelli che arrivano in edicola), si vendono sempre di più forse è anche una questione di contenuti.
Tant'è che lo scorso aprile, alla Feltrinelli di Roma, per l'anteprima serale del nuovo libro di Zerocalcare c'erano in fila 700 persone...
Cosa succederebbe se certi contenuti, che per ora sono variamente distribuiti in 3600 librerie, trovassero uno spazio fisso anche nelle 30.000 edicole del nostro paese? Ci sarebbe un incremento di fatturato del 37% annuo anche in questo circuito distributivo?
Giusto per fare un esempio: i fumetti italiani a tematica LGBT sono praticamente assenti dal circuito delle edicole (mentre la tematica LGBT viene ancora trattata in maniera anacronistica), ma da qualche anno iniziano a ritagliarsi una nicchia negli scaffali delle librerie (e, ovviamente, delle fumetterie). Se tematiche di questo tipo, intese nel senso moderno e non stereotipato del termine, avessero libero accesso anche nelle edicole siamo davvero sicuri che non contribuirebbero a movimentare la situazione...?
Ovviamente non sto dicendo che quel 37% in più del fatturato nelle librerie è stato determinato solo dai fumetti con tematiche LGBT... Tuttavia direi che la varietà dei temi e degli stimoli non è un fattore da sottovalutare, soprattutto se si torna a fare dei paragoni con la situazione giapponese di cui sopra... Dove, ad esempio, i fumetti a tematica gay di Gengoroh Tagame (o perlomeno quelli soft che parlano di famiglie omogenitoriali) hanno trovato posto su una rivista di manga per tutti, che arriva nelle edicole e nei convenience store... E dove, per inciso, i lettori sono tenuti a votare le storie di mese in mese per garantirne la prosecuzione (o determinarne la sostituzione).
Se poi si volesse dare un'occhiata al mercato statunitense, dove i lettori determinano il successo di un nuovo titolo tramite preordini fatti sulla fiducia, direi che è molto interessante notare che quest'anno - oltre al grande successo della DC comics rappresentato dalle oltre 400.000 copie del primo numero di Harley Quinn (ne ho parlato nel dettaglio QUI) - ci sono stati gli oltre 400.000 ordini relativi al primo numero della nuova serie MARVEL intitolata THE CHAMPIONS... E cioè il nuovo supergruppo della casa editrice: tutti supereroi adolescenti e/o appartenenti a minoranze etniche e/o religiose... Il nuovo Hulk koreano, la nuova Miss Marvel musulmana, il nuovo Spider-Man afroamericano e via dicendo... E considerando che nessuno di questi eroi ha alle spalle gli anni di carriera di Harley Quinn, e men che meno può contare sul traino di un film per il grande schermo come SUICIDE SQUAD, direi che il successo di THE CHAMPIONS andrebbe sicuramente preso seriamente in esame da tutti quelli che si occupano di editoria a fumetti... Anche e soprattutto in Italia... Visto che ormai i lettori - soprattutto quelli più giovani - vivono in un contesto in cui i gusti e le sensibilità si stanno globalizzando sempre di più...
Il che mi porta a una domanda (ovviamente retorica): quanti fumetti prodotti in Italia hanno protagonisti under 20 e/o che affrontano in maniera continuativa - e moderna - il tema delle minoranze?
Tra l'altro è molto curioso il fatto che, nel nostro paese, i grandi editori di fumetti che si stanno interessando al mercato delle librerie non abbiano ancora capito che il grande potenziale di questo circuito si esprime proprio attraverso la proposta di materiale inedito e/o di un genere che abitualmente non riesce a trovare spazio in edicola... E infatti continuano a riproporre cose che si sono già viste e straviste... Magari per dare una seconda possibilità a dei titoli che in edicola non sono andati troppo bene. Anche se poi, più che nuovo pubblico, finiscono per intercettare i collezionisti all'ultimo stadio...
Cosa che, peraltro, inizia ad accadere anche nel settore degli allegati ai quotidiani.
A fine mese La Gazzetta dello Sport inizierà a proporre le raccolte della serie ORFANI della Bonelli, mentre la serie mensile non si è ancora del tutto conclusa... Su ORFANI erano stati investiti molti soldi (si parla di un budget iniziale di due milioni di euro), ma il risultato in termini di vendite è stato decisamente inferiore alle aspettative. Cercare di tamponare le perdite attraverso i diritti di pubblicazione delle ristampe ceduti alla Gazzetta dello Sport, che magari non è molto addentro a certe dinamiche e si fida dei suggerimenti della Bonelli, può anche avere senso in termini di rientro economico (per la Bonelli, non certo per la Gazzetta dello Sport), ma di certo non contribuirà a rianimare il mercato delle edicole... Senza contare che una proposta del genere, a così breve distanza dalla pubblicazione della prima edizione, è un mezzo suicidio... Soprattutto considerando che i lettori di ORFANI sono in caduta libera da mesi... E quindi tutta questa operazione di preannuncia come un clamoroso insuccesso, di quelli che potrebbero anche finire per compromettere il rapporto di fiducia fra La Gazzetta dello Sport e la Sergio Bonelli Editore...
Staremo a vedere.
Di certo le alternative non sarebbero mancate.
Sicuramente, dati alla mano, la situazione italiana si dimostra un po' anomala... Anche perchè il quadro generale è abbastanza chiaro, ma chi di dovere sembra non essere proprio in grado di accorgersene... O magari sceglie più o meno inconsciamente di non accorgersene, perchè teme di doversi assumere il carico di responsabilità che questa nuova consapevolezza porterebbe con sè...
Chissà...
Alla prossima.
lunedì 17 ottobre 2016
mercoledì 12 ottobre 2016
WONDER WOMEN
Ciao a tutti, come va?
Oggi volevo aggiornarvi brevemente su quanto è avvenuto dopo che l'attuale sceneggiatore di Wonder Woman ha dichiarato che la bisessualità fa parte integrante del personaggio (ne ho parlato QUI). A quanto pare la suddetta dichiarazione ha suscitato reazioni contrastanti, e diciamo pure che ci sono state persone che l'hanno aspramente contestata, con qualcuno che è arrivato persino a rigirare l'intervista per cercare di dimostrare che lo sceneggiatore voleva dire l'esatto contrario, cioè che Wonder Woman era assolutamente e tradizionalmente eterosessuale (!)...
Fatto sta che qualcun altro ha avuto la bontà di ricontattare lo sceneggiatore Greg Rucka per avere ulteriori chiarimenti sulla questione e sulla sua gestione del personaggio (CLICCATE QUI), e ovviamente gli ha chiesto come ha giudicato le reazioni alle sue dichiarazioni sulla bisessualità di Wonder Woman...
A quanto pare tutto il polverone che si è sollevato ha stupito lui per primo, anche perchè era convinto di avere solo ribadito l'ovvio, tuttavia ha precisato il concetto dicendo che:
"Io sospetto che tutto questo casino sia causato da una minoranza di persone molto chiassose... Un po' come quelle che hanno gridato allo scandalo vedendo le nuove Ghostbusters al femminile, considerandole un attentato ai loro valori e al loro background culturale... Tutte persone che probabilmente neanche leggono (e conoscono) Wonder Woman. Siamo nel 2016 e io ho risposto ad una domanda che mi hanno fatto. Punto. Però diciamo che sono stato sorpreso e al tempo stesso non lo sono stato, perchè se c'è il rischio che Trump diventi Presidente c'è un motivo... E quel motivo è che Trump convoglia le furia e la disperazione dei dinosauri che si stanno estinguendo... Ed è un fenomeno globale. Un numero crescente di persone si sta rendendo conto che il mondo sta cambiando, ma non lo accetta, e non accetta il fatto che dovrebbe rivedere il suo punto di vista e i suoi punti fermi. Non ha alcun senso che una persona dica "Io amo il personaggio di Wonder Woman, ma non accetto che possa amare consapevolmente chiunque voglia"... Se una persona non accetta questa cosa vuol dire che non ha capito il personaggio. Proprio per niente. "
E, come se tutto ciò non bastasse, questa discussione ha finito per coinvolgere Gal Gadot, l'attuale interprete di Wonder Woman al cinema, che in un'intervista a Variety ha detto:
"Non è un lato che abbiamo approfondito nel film, non è mai stato in progetto farlo. Ma basandosi sulle teorie delle donne di Themyscira e su quanto tempo effettivamente lei sia stata sull’isola, le dichiarazioni di Rucka potrebbero essere fondate. Wonder Woman, nel film, non dimostra di essere bisessuale, ma non perchè effettivamente non lo sia, quanto perchè ama indistintamente tutti gli esseri umani, specialmente la loro anima.”
E questo è quanto...
Ad ogni modo non si può nemmeno dire che il caso di Wonder Woman sia poi così isolato... Infatti alla DC Comics hanno annunciato da poco l'arrivo di una nuova serie dedicata a Batwoman, che - vi ricordo - è stata la prima supereroina dichiaratamente lesbica ad essere titolare di una propria testata...
Mentre alla MARVEL hanno deciso di concedere una serie alla nuova Miss America, alias America Chavez, la giovane supereroina lesbica (e un po' manesca) proveniente da una dimensione alternativa (in cui era nata in una famiglia composta da due mamme)...
Inoltre, siccome non c'è due senza tre, è stato da poco confermato che nel giugno 2017 vedrà finalmente la luce il sequel (a fumetti) della serie animata The Legend of Korra, che qualche hanno fa si era conclusa proprio con l'inizio della prima relazione omosessuale della protagonista (e della prima relazione lesbica mai comparsa in una serie animata per tutti)...
Quindi, alla fine, può anche essere che Greg Rucka abbia proprio ragione quando dice che i dinosauri in via d'estinzione fanno un gran baccano, ma che alla fine il mondo va avanti... Con o senza di loro.
Alla prossima.
Oggi volevo aggiornarvi brevemente su quanto è avvenuto dopo che l'attuale sceneggiatore di Wonder Woman ha dichiarato che la bisessualità fa parte integrante del personaggio (ne ho parlato QUI). A quanto pare la suddetta dichiarazione ha suscitato reazioni contrastanti, e diciamo pure che ci sono state persone che l'hanno aspramente contestata, con qualcuno che è arrivato persino a rigirare l'intervista per cercare di dimostrare che lo sceneggiatore voleva dire l'esatto contrario, cioè che Wonder Woman era assolutamente e tradizionalmente eterosessuale (!)...
Fatto sta che qualcun altro ha avuto la bontà di ricontattare lo sceneggiatore Greg Rucka per avere ulteriori chiarimenti sulla questione e sulla sua gestione del personaggio (CLICCATE QUI), e ovviamente gli ha chiesto come ha giudicato le reazioni alle sue dichiarazioni sulla bisessualità di Wonder Woman...
A quanto pare tutto il polverone che si è sollevato ha stupito lui per primo, anche perchè era convinto di avere solo ribadito l'ovvio, tuttavia ha precisato il concetto dicendo che:
"Io sospetto che tutto questo casino sia causato da una minoranza di persone molto chiassose... Un po' come quelle che hanno gridato allo scandalo vedendo le nuove Ghostbusters al femminile, considerandole un attentato ai loro valori e al loro background culturale... Tutte persone che probabilmente neanche leggono (e conoscono) Wonder Woman. Siamo nel 2016 e io ho risposto ad una domanda che mi hanno fatto. Punto. Però diciamo che sono stato sorpreso e al tempo stesso non lo sono stato, perchè se c'è il rischio che Trump diventi Presidente c'è un motivo... E quel motivo è che Trump convoglia le furia e la disperazione dei dinosauri che si stanno estinguendo... Ed è un fenomeno globale. Un numero crescente di persone si sta rendendo conto che il mondo sta cambiando, ma non lo accetta, e non accetta il fatto che dovrebbe rivedere il suo punto di vista e i suoi punti fermi. Non ha alcun senso che una persona dica "Io amo il personaggio di Wonder Woman, ma non accetto che possa amare consapevolmente chiunque voglia"... Se una persona non accetta questa cosa vuol dire che non ha capito il personaggio. Proprio per niente. "
E, come se tutto ciò non bastasse, questa discussione ha finito per coinvolgere Gal Gadot, l'attuale interprete di Wonder Woman al cinema, che in un'intervista a Variety ha detto:
"Non è un lato che abbiamo approfondito nel film, non è mai stato in progetto farlo. Ma basandosi sulle teorie delle donne di Themyscira e su quanto tempo effettivamente lei sia stata sull’isola, le dichiarazioni di Rucka potrebbero essere fondate. Wonder Woman, nel film, non dimostra di essere bisessuale, ma non perchè effettivamente non lo sia, quanto perchè ama indistintamente tutti gli esseri umani, specialmente la loro anima.”
E questo è quanto...
Ad ogni modo non si può nemmeno dire che il caso di Wonder Woman sia poi così isolato... Infatti alla DC Comics hanno annunciato da poco l'arrivo di una nuova serie dedicata a Batwoman, che - vi ricordo - è stata la prima supereroina dichiaratamente lesbica ad essere titolare di una propria testata...
Mentre alla MARVEL hanno deciso di concedere una serie alla nuova Miss America, alias America Chavez, la giovane supereroina lesbica (e un po' manesca) proveniente da una dimensione alternativa (in cui era nata in una famiglia composta da due mamme)...
Inoltre, siccome non c'è due senza tre, è stato da poco confermato che nel giugno 2017 vedrà finalmente la luce il sequel (a fumetti) della serie animata The Legend of Korra, che qualche hanno fa si era conclusa proprio con l'inizio della prima relazione omosessuale della protagonista (e della prima relazione lesbica mai comparsa in una serie animata per tutti)...
Quindi, alla fine, può anche essere che Greg Rucka abbia proprio ragione quando dice che i dinosauri in via d'estinzione fanno un gran baccano, ma che alla fine il mondo va avanti... Con o senza di loro.
Alla prossima.
lunedì 10 ottobre 2016
PROGETTI GIOVANI...
Ciao a tutti, come va?
Un giorno, forse, qualcuno scriverà un saggio sui motivi per cui, in Italia, è così difficile guardare in faccia alla realtà... In particolare in questo periodo storico e soprattutto in quelle produzioni legate all'entertainment che - in teoria - dovrebbero conquistare le giovani generazioni per garantire un ricambio di pubblico nel lungo periodo.
E non mi riferisco solo ai fumetti (anche se ormai sono diventati la dimostrazione più evidente di questo stato di cose).
Dal 13 al 16 settembre, a Tolosa, c'è stato il tradizionale Cartoon Forum (CLICCATE QUI), un evento molto importante per gli addetti ai lavori, che si tiene dal 1990 e che serve a mettere in contatto gli studi di animazione europei - o comunque chi produce animazione - con i grandi finanziatori. E siccome si parla di gente che non ha molto tempo da perdere, ogni progetto deve essere presentato in trenta minuti (comprensivi di trailer)...
Dalla Francia, ad esempio, sono arrivate 21 proposte (più altre 7 in co-produzione con altre nazioni), e a quanto pare la Francia ha avuto anche il maggior numero di presenze alle sue presentazioni... Per la cronaca: il progetto che ha destato l'interesse maggiore fra i potenziali finanziatori (370 presenze alla presentazione) era proprio francese e se vi interessa conoscerlo potete vedere il trailer CLICCANDO QUI.
Il che è anche comprensibile: la Francia considera l'animazione un importante investimento culturale (e d'altra parte è così anche per il fumetto), e comunque è consapevole che si tratta di un mercato molto interessante a livello globale, nonchè di una vetrina per la nazione nel suo insieme. Senza contare che, attraverso l'animazione, si conquista e si forma il pubblico di domani...
Anche perchè l'animazione europea (a differenza di quella prodotta in altre aree del mondo) si concentra soprattutto sul pubblico infantile... Un pubblico che comunque - anche quando è giovanissimo - è sempre più attento ed esigente.
Quindi, a rigor di logica, verrebbe da pensare che al Cartoon Forum di Tolosa ci fossero anche tanti progetti italiani interessanti, con trailer accattivanti e tutto il resto, magari pensati prendendo in considerazione le tendenze del momento e i gusti del pubblico di oggi...
E invece a Tolosa l'Italia era presente con una sola proposta, portata dallo studio Matitanimata, e relativa al progetto di una serie dal titolo "Supermimmo", di cui potete vedere il trailer di presentazione qui sotto...
Capite cosa intendo quando dico che ce ne sarebbe abbastanza per scrivere un saggio?
E il discorso relativo a "Supermimmo" si potrebbe applicare a buona parte delle produzioni italiane legate all'entertainment, che in teoria avrebbero un target preciso, ma alla fine non si sa bene a chi dovrebbero piacere, per chi sono state pensate sul serio e/o se tengono davvero in considerazione il contesto in cui si muove il pubblico che dovrebbero raggiungere... Soprattutto se il pubblico che dovrebbero raggiungere è giovane o giovanissimo, ed è abituato a confrontarsi con produzioni di tutt'altro genere (e livello).
Se poi ci si sposta nell'ambito del fumetto la situazione diventa ancora più surreale, anche perchè - dalle nostre parti - il concetto stesso di "giovane" sembra quasi del tutto slegato dalla realtà dei fatti. Prendiamo il caso di Martin Mystere, un personaggio Bonelli che ultimamente in fatto di vendite se la vede maluccio e che necessitava di un rilancio, anche presso un nuovo pubblico... Il personaggio in questione - tecnicamente - è un signore sulla sessantina (anche se la sua prima biografia ufficiale lo vorrebbe nato nel 1942, e pertanto adesso avrebbe ben 74 anni), e per novembre è stato annunciato il primo numero di una nuova miniserie a colori che lo svecchierà - anche anagraficamente - per renderlo più accattivante e commercialmente spendibile per un nuovo pubblico...
L'idea, di per sè, non sarebbe neanche malvagia... Se non che, in una recente intervista al curatore del progetto Giovanni Gualdoni (CLICCATE QUI), si legge che la versione "ringiovanita" di Martin Mystere avrà 35 anni... Ok: sono pur sempre una trentina di anni in meno rispetto alla versione ufficiale, ed è pur vero che al giorno d'oggi 35 anni sono un'età molto relativa, ma è evidente che 35 anni sono comunque troppi per coinvolgere un pubblico nuovo e giovane, che sicuramente si identificherebbe più facilmente in una fascia d'età diversa... Senza contare che, dalle tavole che si possono vedere in anteprima, si intuisce che il nuovo Martin Mystere avrà pure 35 anni, ma si veste come la sua controparte ultrasessantenne... E ha conservato anche il suo (ormai) anacronistico taglio di capelli, nonchè la sua aria seria e impostata...
La cosa ironica, se vogliamo, è che nel frattempo i disegnatori sono stati liberi di affiancargli personaggi con un look moderno, accentuando ancor di più - se possibile - la sua parvenza da nerd anni Ottanta/Novanta vagamente disadattato...
Un dettaglio che, aggiunto alla sua età non propriamente giovanile, sicuramente NON contribuirà più di tanto ad attirare nuove schiere di giovani lettori... E, dato che se i lettori di fumetti non si conquistano quando sono giovani molto difficilmente li si recupera in età matura, il ricambio generazionale continuerà ad essere un miraggio... E con le vendite di Martin Mystere, probabilmente, la Bonelli si ritroverà da punto accapo...
In tutta questa storia, però, è particolarmente interessante notare che questo personaggio già era stato fatto ringiovanire (e questa volta sul serio) in occasione della sua trasposizione animata ad opera dei francesi (sempre loro), con la serie Martin Mistery (2003)... In cui il protagonista si ritrovava ad avere sedici anni!
Questa serie, come le altre prodotte dalla Marathon Media, puntava quasi esclusivamente sulle gag, sulla grafica e sul ritmo sincopato in stile manga (anche in previsione di un lancio sul mercato asiatico e internazionale), mantenendo una certa frivolezza di fondo (essenziale per non avere problemi con la diffusione del prodotto nelle nazioni più bigotte) che - nel lungo periodo - non ha saputo tenere vivo l'interesse del pubblico... E infatti dopo tre stagioni gli ascolti sono calati, e la produzione del cartone si è interrotta dopo 66 episodi (che comunque è un numero di episodi ragguardevole, considerando la media delle produzioni europee di questo tipo)...
Da notare che, mentre veniva serializzato il cartone animato, in Bonelli nessuno pensò di ottimizzare la cosa proponendo una versione alternativa di Martin Mystere, più adatta al pubblico giovane... Anche se, molto banalmente, col traino della serie animata si sarebbe presentata un'ottima occasione per conquistare giovane pubblico e persino per ampliare il mercato estero, magari al di fuori delle solite nazioni che storicamente si sono dimostrate interessate ai fumetti Bonelli (come Turchia, Serbia e Croazia, ad esempio)... Ma tant'è...
Inoltre c'è da notare che, pur essendo una serie per giovanissimi prodotta da Marathon Media nell'ormai lontano 2003, gli sceneggiatori - che conoscevano i loro polli - non hanno mancato di inserire di tanto in tanto dei fanservice per il pubblico più grandicello che non era insensibile al fascino del protagonista...
Strategia, questa, che sicuramente in Bonelli nessuno avrà preso in considerazione per il nuovo rilancio "a colori" del personaggio... Che molto facilmente si rivelerà più adatto ai suoi lettori storici che non ad un'ipotetica nuova generazione che ha tutt'altro genere di riferimenti e aspettative in fatto di entertainment... E che magari potrebbe anche dare per scontato che in una serie davvero moderna ci dovrebbe essere qualche comprimario dichiaratamente gay, e non solo dei personaggi con un look che (volente o nolente) potrebbe suggerire l'appartenenza ad una qualche nicchia della cultura LGBT...
Al di là di questo, comunque, può essere interessante notare come in altre nazioni la fascia d'età dei 35 anni - che in Bonelli è considerata ancora "giovanile" - per la media dei personaggi a fumetti che puntano ad un pubblico giovane è considerata al limite del pensionamento. Tony Stark/Iron Man, ad esempio, è considerato uno dei supereroi più maturi della MARVEL, e nell'ultima postdatazione delle sue origini (in International Iron Man #6) è emerso che i suoi genitori si sono conosciuti nel 1980... Pertanto nel 2016 avrebbe al massimo 35/36 anni...
E comunque alla MARVEL - dopo i buoni riscontri dei primi esperimenti in questo senso - sono proprio nel pieno di una super operazione di svecchiamento del loro parco supereroi... Visto che al fianco di quelli storici (che comunque subiscono periodiche operazioni di ringiovanimento) si sta affacciando una nuova generazione di supereroi adolescenti o poco più, che - come è giusto che sia - sta facendo presa soprattutto sul pubblico dei ragazzini e delle ragazzine che si identificano nelle loro vicissitudini...
Forse non tutti sono titoli che (per ora) sono campioni di incasso, ma alla MARVEL (dove non sono proprio gli ultimi arrivati in fatto di marketing) sanno che questi personaggi sono un investimento per il lungo periodo... Anche perchè sanno che con questi fumetti - molto lentamente - stanno facendo avvicinare ai loro prodotti una tipologia di pubblico che fino a una decina di anni fa non avrebbe mai messo piede in una fumetteria, e oltretutto riescono a farsi pubblicità anche in contesti che abitualmente li snobbavano...
E a riprova di questo stato di cose vale la pena ricordare che alla DC Comics, per tagliare la testa al toro, sono arrivati a proporre direttamente il figlio preadolescente di Superman... Che sta ottenendo un crescente numero di consensi...
Ad ogni modo è bene precisare che questa tendenza di puntare su personaggi molto giovani è ampiamente condivisa da tutta l'editoria a fumetti americana, anche quella che non punta sui supereroi (e d'altra parte i manga hanno fatto scuola)...
E, siccome la suddetta editoria vuole rimanere competitiva nei confronti degli altri media, anche le parentesi LGBT si stanno facendo sempre più frequenti ed esplicite... Come potete intuire da quello che si vede nel primo numero della nuova miniserie di Apollo e Midnighter... Due eroi che in questa nuova versione - guarda caso - sono decisamente under 30...
A scanso di equivoci è bene precisare che nel fumetto seriale americano di oggi, al di là della rappresentazione più o meno esplicita di certe tematiche, i fanservice per un certo tipo di pubblico possono sbucare anche in contesti decisamente inaspettati... Come prova la sequenza sottostante, tratta da una miniserie del 2014 dedicata all'inossidabile Zorro...
Che peraltro - in questa storia - si dimostra ben consapevole del fatto che circolano delle vocì sull'ambiguità sessuale della sua leziosa identità di copertura... E ironizza sulla cosa mentre il suo fedele servo Bernardo ispeziona lo stato di salute dei suoi glutei... Ovviamente a favore di pubblico...
Al di là di queste trovate in quanto tali, che possono essere più o meno riuscite, è evidente che se vengono inserite con crescente frequenza non è una caso, ma è una conseguenza del cambio di sensibilità (e di prospettiva) del pubblico che si vuole raggiungere con questo tipo di produzioni. Un pubblico che - a differenza di quanto avviene in Italia - non è considerato principalmente quello dei collezionisti tendenzialmente moralisti dai quarant'anni in sù... Anche se poi, ovviamente, i più recenti fumetti seriali prodotti negli USA si prestano a vari livelli di lettura (e un bravo sceneggiatore si riconosce anche dalla sua capacità di trovare il giusto compromesso).
Ad ogni modo è palese che una priorità per questo tipo di industria resta sempre quella di puntare a conquistare il pubblico dei giovani e dei giovanissimi... E infatti quando a Stan Lee - l'ideatore dell'universo MARVEL - è stato chiesto di elaborare un supereroe per l'etichetta Graphic India (divisione della Liquid Comics, casa editrice specializzata in fumetti per i mercati emergenti), il prodotto finale è stato l'invicibile Chakra... Un ragazzino di Mumbai che ottiene il potere di sfruttare al massimo i centri energetici presenti in ogni essere umano...
E badate che l'età non è stata una scelta secondaria, perchè i primi concept del personaggio prevedevano un supereroe adulto, che poteva essere inserito meglio nel contesto multimediale dell'entertainment indiano tradizionale...
Perchè dunque, si è scelto di trasformare Chakra in un ragazzino?
Forse perchè, molto banalmente, chi di dovere si è accorto che i supereroi - in India - sono ancora una novità... E siccome le vecchie generazioni non sono sintonizzate su questo tipo di prodotto era meglio investire da subito le energie sul nuovo pubblico, quello dei giovani che - ad esempio - hanno più famigliarità con un certo tipo di contenuti...
Una scelta che pare essere stata assennata: infatti il buon successo del personaggio ha spinto alla realizzazione di un film in semianimazione (in cui compare lo stesso Stan Lee) ed entro un paio d'anni dovrebbe arrivare anche un film dal vivo... Che sarà anche il primo film di supereroi (nel senso tradizionale del termine) mai girato a Bollywood. In questo film l'età del protagonista dovrebbe essere leggermente alzata, per poter utilizzare un registro che - altrimenti - un film di Bollywood non potrebbe facilmente utilizzare senza banalizzare il tutto e/o scadere nel trash (per gli standard indiani, ovviamente)...
E d'altra parte se in India arrivano ad avere Chakra l'invincibile e in Italia - sul fronte dei supereroi per ragazzi - siamo fermi a IL RAGAZZO INVISIBILE e Supermimmo, probabilmente non è un caso.
Così come non è un caso se per "ringiovanire" un personaggio nella speranza di renderlo più accattivante per le nuove generazioni lo si rende al massimo trentacinquenne e si continua a presentarlo, vestirlo e pettinarlo come un distinto ospite di Villa Arzilla...
E quasi certamente il suddetto personaggio verrà "rinnovato" senza prendere in considerazione l'inserimento di determinati elementi (che avrebbero contribuito sul serio a dare un appeal giovane e moderno a tutto il progetto) e ignorando l'importanza dei fanservice in grado di attirare davvero il nuovo pubblico potenziale... Anzi: per gli autori è molto meglio - come da essi stessi dichiarato nell'intervista che ho già citato - inserire richiami e omaggi alla serie storica di Martin Mystere...
Ignorando del tutto, tra l'altro, la serie animata... Che per quanto trash - e solo vagamente ispirata alla serie a fumetti - avrebbe rappresentato l'unico, flebile, collegamento fra questo personaggio e la preziosissima generazione dei ventenni e degli under 20... Anche perchè, ancora nel 2008, Martin Mistery aveva avuto un suo vedeogame per Nintendo DS...
Quindi la domanda, a monte, resta: che senso ha aspirare al ricambio del pubblico, quando nei fatti il concetto di "giovane" rimane perlopiù un'astrazione molto relativa, nella mente di chi giovane non è più e che probabilmente nemmeno è in grado di indagare sulle reali aspettative del pubblico giovanile di oggi?
Al momento di risposte non me ne vengono, ma non penso che le strategie che in Italia sono state messe in campo negli ultimi anni rappresentino la soluzione... E, anzi, la sensazione è che siano parte integrante del problema.
Alla prossima.
Un giorno, forse, qualcuno scriverà un saggio sui motivi per cui, in Italia, è così difficile guardare in faccia alla realtà... In particolare in questo periodo storico e soprattutto in quelle produzioni legate all'entertainment che - in teoria - dovrebbero conquistare le giovani generazioni per garantire un ricambio di pubblico nel lungo periodo.
E non mi riferisco solo ai fumetti (anche se ormai sono diventati la dimostrazione più evidente di questo stato di cose).
Dal 13 al 16 settembre, a Tolosa, c'è stato il tradizionale Cartoon Forum (CLICCATE QUI), un evento molto importante per gli addetti ai lavori, che si tiene dal 1990 e che serve a mettere in contatto gli studi di animazione europei - o comunque chi produce animazione - con i grandi finanziatori. E siccome si parla di gente che non ha molto tempo da perdere, ogni progetto deve essere presentato in trenta minuti (comprensivi di trailer)...
Dalla Francia, ad esempio, sono arrivate 21 proposte (più altre 7 in co-produzione con altre nazioni), e a quanto pare la Francia ha avuto anche il maggior numero di presenze alle sue presentazioni... Per la cronaca: il progetto che ha destato l'interesse maggiore fra i potenziali finanziatori (370 presenze alla presentazione) era proprio francese e se vi interessa conoscerlo potete vedere il trailer CLICCANDO QUI.
Il che è anche comprensibile: la Francia considera l'animazione un importante investimento culturale (e d'altra parte è così anche per il fumetto), e comunque è consapevole che si tratta di un mercato molto interessante a livello globale, nonchè di una vetrina per la nazione nel suo insieme. Senza contare che, attraverso l'animazione, si conquista e si forma il pubblico di domani...
Anche perchè l'animazione europea (a differenza di quella prodotta in altre aree del mondo) si concentra soprattutto sul pubblico infantile... Un pubblico che comunque - anche quando è giovanissimo - è sempre più attento ed esigente.
Quindi, a rigor di logica, verrebbe da pensare che al Cartoon Forum di Tolosa ci fossero anche tanti progetti italiani interessanti, con trailer accattivanti e tutto il resto, magari pensati prendendo in considerazione le tendenze del momento e i gusti del pubblico di oggi...
E invece a Tolosa l'Italia era presente con una sola proposta, portata dallo studio Matitanimata, e relativa al progetto di una serie dal titolo "Supermimmo", di cui potete vedere il trailer di presentazione qui sotto...
Capite cosa intendo quando dico che ce ne sarebbe abbastanza per scrivere un saggio?
E il discorso relativo a "Supermimmo" si potrebbe applicare a buona parte delle produzioni italiane legate all'entertainment, che in teoria avrebbero un target preciso, ma alla fine non si sa bene a chi dovrebbero piacere, per chi sono state pensate sul serio e/o se tengono davvero in considerazione il contesto in cui si muove il pubblico che dovrebbero raggiungere... Soprattutto se il pubblico che dovrebbero raggiungere è giovane o giovanissimo, ed è abituato a confrontarsi con produzioni di tutt'altro genere (e livello).
Se poi ci si sposta nell'ambito del fumetto la situazione diventa ancora più surreale, anche perchè - dalle nostre parti - il concetto stesso di "giovane" sembra quasi del tutto slegato dalla realtà dei fatti. Prendiamo il caso di Martin Mystere, un personaggio Bonelli che ultimamente in fatto di vendite se la vede maluccio e che necessitava di un rilancio, anche presso un nuovo pubblico... Il personaggio in questione - tecnicamente - è un signore sulla sessantina (anche se la sua prima biografia ufficiale lo vorrebbe nato nel 1942, e pertanto adesso avrebbe ben 74 anni), e per novembre è stato annunciato il primo numero di una nuova miniserie a colori che lo svecchierà - anche anagraficamente - per renderlo più accattivante e commercialmente spendibile per un nuovo pubblico...
L'idea, di per sè, non sarebbe neanche malvagia... Se non che, in una recente intervista al curatore del progetto Giovanni Gualdoni (CLICCATE QUI), si legge che la versione "ringiovanita" di Martin Mystere avrà 35 anni... Ok: sono pur sempre una trentina di anni in meno rispetto alla versione ufficiale, ed è pur vero che al giorno d'oggi 35 anni sono un'età molto relativa, ma è evidente che 35 anni sono comunque troppi per coinvolgere un pubblico nuovo e giovane, che sicuramente si identificherebbe più facilmente in una fascia d'età diversa... Senza contare che, dalle tavole che si possono vedere in anteprima, si intuisce che il nuovo Martin Mystere avrà pure 35 anni, ma si veste come la sua controparte ultrasessantenne... E ha conservato anche il suo (ormai) anacronistico taglio di capelli, nonchè la sua aria seria e impostata...
La cosa ironica, se vogliamo, è che nel frattempo i disegnatori sono stati liberi di affiancargli personaggi con un look moderno, accentuando ancor di più - se possibile - la sua parvenza da nerd anni Ottanta/Novanta vagamente disadattato...
Un dettaglio che, aggiunto alla sua età non propriamente giovanile, sicuramente NON contribuirà più di tanto ad attirare nuove schiere di giovani lettori... E, dato che se i lettori di fumetti non si conquistano quando sono giovani molto difficilmente li si recupera in età matura, il ricambio generazionale continuerà ad essere un miraggio... E con le vendite di Martin Mystere, probabilmente, la Bonelli si ritroverà da punto accapo...
In tutta questa storia, però, è particolarmente interessante notare che questo personaggio già era stato fatto ringiovanire (e questa volta sul serio) in occasione della sua trasposizione animata ad opera dei francesi (sempre loro), con la serie Martin Mistery (2003)... In cui il protagonista si ritrovava ad avere sedici anni!
Questa serie, come le altre prodotte dalla Marathon Media, puntava quasi esclusivamente sulle gag, sulla grafica e sul ritmo sincopato in stile manga (anche in previsione di un lancio sul mercato asiatico e internazionale), mantenendo una certa frivolezza di fondo (essenziale per non avere problemi con la diffusione del prodotto nelle nazioni più bigotte) che - nel lungo periodo - non ha saputo tenere vivo l'interesse del pubblico... E infatti dopo tre stagioni gli ascolti sono calati, e la produzione del cartone si è interrotta dopo 66 episodi (che comunque è un numero di episodi ragguardevole, considerando la media delle produzioni europee di questo tipo)...
Da notare che, mentre veniva serializzato il cartone animato, in Bonelli nessuno pensò di ottimizzare la cosa proponendo una versione alternativa di Martin Mystere, più adatta al pubblico giovane... Anche se, molto banalmente, col traino della serie animata si sarebbe presentata un'ottima occasione per conquistare giovane pubblico e persino per ampliare il mercato estero, magari al di fuori delle solite nazioni che storicamente si sono dimostrate interessate ai fumetti Bonelli (come Turchia, Serbia e Croazia, ad esempio)... Ma tant'è...
Inoltre c'è da notare che, pur essendo una serie per giovanissimi prodotta da Marathon Media nell'ormai lontano 2003, gli sceneggiatori - che conoscevano i loro polli - non hanno mancato di inserire di tanto in tanto dei fanservice per il pubblico più grandicello che non era insensibile al fascino del protagonista...
Strategia, questa, che sicuramente in Bonelli nessuno avrà preso in considerazione per il nuovo rilancio "a colori" del personaggio... Che molto facilmente si rivelerà più adatto ai suoi lettori storici che non ad un'ipotetica nuova generazione che ha tutt'altro genere di riferimenti e aspettative in fatto di entertainment... E che magari potrebbe anche dare per scontato che in una serie davvero moderna ci dovrebbe essere qualche comprimario dichiaratamente gay, e non solo dei personaggi con un look che (volente o nolente) potrebbe suggerire l'appartenenza ad una qualche nicchia della cultura LGBT...
Al di là di questo, comunque, può essere interessante notare come in altre nazioni la fascia d'età dei 35 anni - che in Bonelli è considerata ancora "giovanile" - per la media dei personaggi a fumetti che puntano ad un pubblico giovane è considerata al limite del pensionamento. Tony Stark/Iron Man, ad esempio, è considerato uno dei supereroi più maturi della MARVEL, e nell'ultima postdatazione delle sue origini (in International Iron Man #6) è emerso che i suoi genitori si sono conosciuti nel 1980... Pertanto nel 2016 avrebbe al massimo 35/36 anni...
E comunque alla MARVEL - dopo i buoni riscontri dei primi esperimenti in questo senso - sono proprio nel pieno di una super operazione di svecchiamento del loro parco supereroi... Visto che al fianco di quelli storici (che comunque subiscono periodiche operazioni di ringiovanimento) si sta affacciando una nuova generazione di supereroi adolescenti o poco più, che - come è giusto che sia - sta facendo presa soprattutto sul pubblico dei ragazzini e delle ragazzine che si identificano nelle loro vicissitudini...
Forse non tutti sono titoli che (per ora) sono campioni di incasso, ma alla MARVEL (dove non sono proprio gli ultimi arrivati in fatto di marketing) sanno che questi personaggi sono un investimento per il lungo periodo... Anche perchè sanno che con questi fumetti - molto lentamente - stanno facendo avvicinare ai loro prodotti una tipologia di pubblico che fino a una decina di anni fa non avrebbe mai messo piede in una fumetteria, e oltretutto riescono a farsi pubblicità anche in contesti che abitualmente li snobbavano...
E a riprova di questo stato di cose vale la pena ricordare che alla DC Comics, per tagliare la testa al toro, sono arrivati a proporre direttamente il figlio preadolescente di Superman... Che sta ottenendo un crescente numero di consensi...
Ad ogni modo è bene precisare che questa tendenza di puntare su personaggi molto giovani è ampiamente condivisa da tutta l'editoria a fumetti americana, anche quella che non punta sui supereroi (e d'altra parte i manga hanno fatto scuola)...
E, siccome la suddetta editoria vuole rimanere competitiva nei confronti degli altri media, anche le parentesi LGBT si stanno facendo sempre più frequenti ed esplicite... Come potete intuire da quello che si vede nel primo numero della nuova miniserie di Apollo e Midnighter... Due eroi che in questa nuova versione - guarda caso - sono decisamente under 30...
A scanso di equivoci è bene precisare che nel fumetto seriale americano di oggi, al di là della rappresentazione più o meno esplicita di certe tematiche, i fanservice per un certo tipo di pubblico possono sbucare anche in contesti decisamente inaspettati... Come prova la sequenza sottostante, tratta da una miniserie del 2014 dedicata all'inossidabile Zorro...
Che peraltro - in questa storia - si dimostra ben consapevole del fatto che circolano delle vocì sull'ambiguità sessuale della sua leziosa identità di copertura... E ironizza sulla cosa mentre il suo fedele servo Bernardo ispeziona lo stato di salute dei suoi glutei... Ovviamente a favore di pubblico...
Al di là di queste trovate in quanto tali, che possono essere più o meno riuscite, è evidente che se vengono inserite con crescente frequenza non è una caso, ma è una conseguenza del cambio di sensibilità (e di prospettiva) del pubblico che si vuole raggiungere con questo tipo di produzioni. Un pubblico che - a differenza di quanto avviene in Italia - non è considerato principalmente quello dei collezionisti tendenzialmente moralisti dai quarant'anni in sù... Anche se poi, ovviamente, i più recenti fumetti seriali prodotti negli USA si prestano a vari livelli di lettura (e un bravo sceneggiatore si riconosce anche dalla sua capacità di trovare il giusto compromesso).
Ad ogni modo è palese che una priorità per questo tipo di industria resta sempre quella di puntare a conquistare il pubblico dei giovani e dei giovanissimi... E infatti quando a Stan Lee - l'ideatore dell'universo MARVEL - è stato chiesto di elaborare un supereroe per l'etichetta Graphic India (divisione della Liquid Comics, casa editrice specializzata in fumetti per i mercati emergenti), il prodotto finale è stato l'invicibile Chakra... Un ragazzino di Mumbai che ottiene il potere di sfruttare al massimo i centri energetici presenti in ogni essere umano...
E badate che l'età non è stata una scelta secondaria, perchè i primi concept del personaggio prevedevano un supereroe adulto, che poteva essere inserito meglio nel contesto multimediale dell'entertainment indiano tradizionale...
Perchè dunque, si è scelto di trasformare Chakra in un ragazzino?
Forse perchè, molto banalmente, chi di dovere si è accorto che i supereroi - in India - sono ancora una novità... E siccome le vecchie generazioni non sono sintonizzate su questo tipo di prodotto era meglio investire da subito le energie sul nuovo pubblico, quello dei giovani che - ad esempio - hanno più famigliarità con un certo tipo di contenuti...
Una scelta che pare essere stata assennata: infatti il buon successo del personaggio ha spinto alla realizzazione di un film in semianimazione (in cui compare lo stesso Stan Lee) ed entro un paio d'anni dovrebbe arrivare anche un film dal vivo... Che sarà anche il primo film di supereroi (nel senso tradizionale del termine) mai girato a Bollywood. In questo film l'età del protagonista dovrebbe essere leggermente alzata, per poter utilizzare un registro che - altrimenti - un film di Bollywood non potrebbe facilmente utilizzare senza banalizzare il tutto e/o scadere nel trash (per gli standard indiani, ovviamente)...
E d'altra parte se in India arrivano ad avere Chakra l'invincibile e in Italia - sul fronte dei supereroi per ragazzi - siamo fermi a IL RAGAZZO INVISIBILE e Supermimmo, probabilmente non è un caso.
Così come non è un caso se per "ringiovanire" un personaggio nella speranza di renderlo più accattivante per le nuove generazioni lo si rende al massimo trentacinquenne e si continua a presentarlo, vestirlo e pettinarlo come un distinto ospite di Villa Arzilla...
E quasi certamente il suddetto personaggio verrà "rinnovato" senza prendere in considerazione l'inserimento di determinati elementi (che avrebbero contribuito sul serio a dare un appeal giovane e moderno a tutto il progetto) e ignorando l'importanza dei fanservice in grado di attirare davvero il nuovo pubblico potenziale... Anzi: per gli autori è molto meglio - come da essi stessi dichiarato nell'intervista che ho già citato - inserire richiami e omaggi alla serie storica di Martin Mystere...
Ignorando del tutto, tra l'altro, la serie animata... Che per quanto trash - e solo vagamente ispirata alla serie a fumetti - avrebbe rappresentato l'unico, flebile, collegamento fra questo personaggio e la preziosissima generazione dei ventenni e degli under 20... Anche perchè, ancora nel 2008, Martin Mistery aveva avuto un suo vedeogame per Nintendo DS...
Quindi la domanda, a monte, resta: che senso ha aspirare al ricambio del pubblico, quando nei fatti il concetto di "giovane" rimane perlopiù un'astrazione molto relativa, nella mente di chi giovane non è più e che probabilmente nemmeno è in grado di indagare sulle reali aspettative del pubblico giovanile di oggi?
Al momento di risposte non me ne vengono, ma non penso che le strategie che in Italia sono state messe in campo negli ultimi anni rappresentino la soluzione... E, anzi, la sensazione è che siano parte integrante del problema.
Alla prossima.
venerdì 7 ottobre 2016
YABBA-DABBA-DOO!
Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che ogni tanto anche io scopro di avere dei pregiudizi... Ad esempio ne ho avuti quando ho saputo che, nel piano di rilancio e aggiornamento dei personaggi delle vecchie serie animate targate Hanna-Barbera, ci sarebbero stati anche i Flintstones... Sulle altre serie in produzione non avevo dubbi: i supereroi degli anni Sessanta creati da Alex Toth si prestavano molto ad un remake, così come la serie Wacky Races in versione Mad Max e la serie si Scooby Doo ambientata nello stesso contesto post apocalittico. Però, ribadisco, sui Flintstones avevo delle perplessità... Anche perchè, dopo le produzioni sciapette che li hanno coinvolti negli ultimi decenni, avevo dimenticato quale fosse il loro spirito originale...
Questo mese, però, mi sono dovuto ricredere con gli interessi...
Anche perchè questa serie è stata affidata a Mark Russel (foto sotto), uno scrittore specializzato in satira sociale che - fra le altre cose - ha all'attivo anche una rivisitazione della Bibbia (!) dal titolo God Is Disappointed in You (che ovviamente non è stata tradotta in italiano nemmeno per scherzo)... E di recente si è fatto notare per il rilancio di una vecchia serie della DC Comics, Prez!, in cui si immagina cosa accadrebbe se un'adolescente riuscisse a diventare la Presidente degli USA...
Fatto sta che, con la nuova serie a fumetti dei Flintstones, questo autore è andato a riscoprire il concept originale, che ne fece un grande successo nei pur castigatissimi anni Sessanta (la prima serie era proprio del 1960)... E che prevedeva un'abbondante dose di satira di costume, seppur mitigata da gag comiche ambientate in una preistoria surreale (tant'è che questa fu la prima serie animata americana ad essere considerata "adulta", al punto da essere trasmessa in prima serata dalla ABC)...
Disgraziatamente, per tanti motivi che sarebbe troppo lungo spiegare qui, col tempo finì per essere declassata a prodotto per bambini, e così le ultime produzioni legate a questo franchise sono state estremamente insipide... Anche perchè, evidentemente, nessuno pensava che sarebbe stato ancora possibile fare satira di costume con personaggi di questo tipo...
Perlomeno fino all'arrivo dei fumetti scritti da Mark Russel, che hanno dedicato la loro quarta uscita al tema del matrimonio... Riuscendo nel non facile compito di parlarne in modo originale e offrendo degli spunti di riflessione interessanti (come solo la satira di serie A riesce a fare)...
Infatti, in questa serie dei Flintstones, si parte dal presupposto che il matrimonio - inteso come unione monogamica ufficialmente celebrata - nella preistoria sia una grande novità... E che per questo l'opinione pubblica sia molto divisa al riguardo... Tant'è che la stessa famiglia Flintstone,in cui Fred e Wilma sono sposati, non è poi così ben vista dai concittadini di Bedrock...
E anche i loro vicini Rubble vivono la stessa situazione, tant'è che quando i rispettivi figlioli vanno a scuola si scambiano pareri su cosa voglia dire essere i figli di due famiglie così alternative, e spesso criticate dai benpensanti poligami e promiscui che rappresentano la maggioranza...
Nella storia di questo numero Fred e Wilma decidono di prendersi una vacanza e di andare ad un seminario sul matrimonio... Un'iniziativa che però sconvolge buona parte della comunità locale, che vuole organizzare azioni di disturbo e protesta per contestare le copie sposate, ritenute immorali e perverse!
Tuttavia la trovata davvero geniale è che, mentre Fred e Wilma si recano al seminario, si imbattono in una coppia gay che faceva parte della tribù d'origine di Fred... E che ha aiutato molto sua madre a crescerlo... I due gay in questione si chiamano Adam e Steve (!), e si trovano di fronte al locale che frequentano abitualmente... L'Homo Erectus... Dove confidano a Fred e a Wilma che anche loro avrebbero una mezza idea di sposarsi...
E infatti, alla fine, si presentano anche loro al seminario, ma il predicatore che lo tiene non sembra molto d'accordo con l'idea che il matrimonio si applichi anche alle coppie omosessuali, visto che uno dei fini del matrimonio è facilitare la procreazione e la cura della prole... E a quel punto Fred insorge, e gli racconta di come Adam e Steve siano stati importanti ed essenziali per la sua crescita...
In poche parole lo sceneggiatore Mark Russel riesce persino a cogliere l'occasione per inserire in questa storia una delle teorie più accreditate dagli esperti per spiegare come l'omosessualità, che non è una predisposizione genetica finalizzata alla procreazione, nella specie umana non si sia estinta con la selezione naturale...
E cioè la teoria secondo cui gli omosessuali, non avendo una propria prole, hanno sempre fornito un supporto supplementare a tutto il loro gruppo sociale, aiutando a crescere la prole altrui, avendo più tempo per aiutare chi era in difficoltà e per produrre beni da condividere con tutti... Contribuendo, quindi, non tanto al benessere del proprio nucelo famigliare, quanto al benessere di tutta la loro comunità.
Quindi, volendo, diciamo che questa storia ha pure un certo valore didattico...
Siccome qualcuno di voi potrebbe anche voler leggere l'albo in questione non vi dirò come va a finire, e mi limito a sottolineare come questa sia l'ennesima riprova che - quando si hanno le qualità e quando si ha la libertà - i fumetti possono essere ancora un passatempo competitivo.
Sempre che siano gestiti dalle persone giuste, ovviamente...
Arriveranno queste storie in Italia, magari in un'edizione economica da edicola accessibile a tutti???
Non ne ho la minima idea...
Di sicuro di storie simili realizzate in Italia non ne vedremo in tempi brevi, e questo è molto indicativo del concetto di fumetto che tiene banco dalle nostre parti...
D'altra parte la speranza non muore mai...
Alla prossima.
Devo ammettere che ogni tanto anche io scopro di avere dei pregiudizi... Ad esempio ne ho avuti quando ho saputo che, nel piano di rilancio e aggiornamento dei personaggi delle vecchie serie animate targate Hanna-Barbera, ci sarebbero stati anche i Flintstones... Sulle altre serie in produzione non avevo dubbi: i supereroi degli anni Sessanta creati da Alex Toth si prestavano molto ad un remake, così come la serie Wacky Races in versione Mad Max e la serie si Scooby Doo ambientata nello stesso contesto post apocalittico. Però, ribadisco, sui Flintstones avevo delle perplessità... Anche perchè, dopo le produzioni sciapette che li hanno coinvolti negli ultimi decenni, avevo dimenticato quale fosse il loro spirito originale...
Questo mese, però, mi sono dovuto ricredere con gli interessi...
Anche perchè questa serie è stata affidata a Mark Russel (foto sotto), uno scrittore specializzato in satira sociale che - fra le altre cose - ha all'attivo anche una rivisitazione della Bibbia (!) dal titolo God Is Disappointed in You (che ovviamente non è stata tradotta in italiano nemmeno per scherzo)... E di recente si è fatto notare per il rilancio di una vecchia serie della DC Comics, Prez!, in cui si immagina cosa accadrebbe se un'adolescente riuscisse a diventare la Presidente degli USA...
Fatto sta che, con la nuova serie a fumetti dei Flintstones, questo autore è andato a riscoprire il concept originale, che ne fece un grande successo nei pur castigatissimi anni Sessanta (la prima serie era proprio del 1960)... E che prevedeva un'abbondante dose di satira di costume, seppur mitigata da gag comiche ambientate in una preistoria surreale (tant'è che questa fu la prima serie animata americana ad essere considerata "adulta", al punto da essere trasmessa in prima serata dalla ABC)...
Disgraziatamente, per tanti motivi che sarebbe troppo lungo spiegare qui, col tempo finì per essere declassata a prodotto per bambini, e così le ultime produzioni legate a questo franchise sono state estremamente insipide... Anche perchè, evidentemente, nessuno pensava che sarebbe stato ancora possibile fare satira di costume con personaggi di questo tipo...
Perlomeno fino all'arrivo dei fumetti scritti da Mark Russel, che hanno dedicato la loro quarta uscita al tema del matrimonio... Riuscendo nel non facile compito di parlarne in modo originale e offrendo degli spunti di riflessione interessanti (come solo la satira di serie A riesce a fare)...
Infatti, in questa serie dei Flintstones, si parte dal presupposto che il matrimonio - inteso come unione monogamica ufficialmente celebrata - nella preistoria sia una grande novità... E che per questo l'opinione pubblica sia molto divisa al riguardo... Tant'è che la stessa famiglia Flintstone,in cui Fred e Wilma sono sposati, non è poi così ben vista dai concittadini di Bedrock...
E anche i loro vicini Rubble vivono la stessa situazione, tant'è che quando i rispettivi figlioli vanno a scuola si scambiano pareri su cosa voglia dire essere i figli di due famiglie così alternative, e spesso criticate dai benpensanti poligami e promiscui che rappresentano la maggioranza...
Nella storia di questo numero Fred e Wilma decidono di prendersi una vacanza e di andare ad un seminario sul matrimonio... Un'iniziativa che però sconvolge buona parte della comunità locale, che vuole organizzare azioni di disturbo e protesta per contestare le copie sposate, ritenute immorali e perverse!
Tuttavia la trovata davvero geniale è che, mentre Fred e Wilma si recano al seminario, si imbattono in una coppia gay che faceva parte della tribù d'origine di Fred... E che ha aiutato molto sua madre a crescerlo... I due gay in questione si chiamano Adam e Steve (!), e si trovano di fronte al locale che frequentano abitualmente... L'Homo Erectus... Dove confidano a Fred e a Wilma che anche loro avrebbero una mezza idea di sposarsi...
E infatti, alla fine, si presentano anche loro al seminario, ma il predicatore che lo tiene non sembra molto d'accordo con l'idea che il matrimonio si applichi anche alle coppie omosessuali, visto che uno dei fini del matrimonio è facilitare la procreazione e la cura della prole... E a quel punto Fred insorge, e gli racconta di come Adam e Steve siano stati importanti ed essenziali per la sua crescita...
In poche parole lo sceneggiatore Mark Russel riesce persino a cogliere l'occasione per inserire in questa storia una delle teorie più accreditate dagli esperti per spiegare come l'omosessualità, che non è una predisposizione genetica finalizzata alla procreazione, nella specie umana non si sia estinta con la selezione naturale...
E cioè la teoria secondo cui gli omosessuali, non avendo una propria prole, hanno sempre fornito un supporto supplementare a tutto il loro gruppo sociale, aiutando a crescere la prole altrui, avendo più tempo per aiutare chi era in difficoltà e per produrre beni da condividere con tutti... Contribuendo, quindi, non tanto al benessere del proprio nucelo famigliare, quanto al benessere di tutta la loro comunità.
Siccome qualcuno di voi potrebbe anche voler leggere l'albo in questione non vi dirò come va a finire, e mi limito a sottolineare come questa sia l'ennesima riprova che - quando si hanno le qualità e quando si ha la libertà - i fumetti possono essere ancora un passatempo competitivo.
Sempre che siano gestiti dalle persone giuste, ovviamente...
Arriveranno queste storie in Italia, magari in un'edizione economica da edicola accessibile a tutti???
Non ne ho la minima idea...
Di sicuro di storie simili realizzate in Italia non ne vedremo in tempi brevi, e questo è molto indicativo del concetto di fumetto che tiene banco dalle nostre parti...
D'altra parte la speranza non muore mai...
Alla prossima.
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