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lunedì 21 novembre 2016

...E SIAMO ANCORA QUI!

Ciao a tutti, come va?

So bene che, quando passate da queste parti, è anche perchè siete curiosi di verificare quali sono le ultime novità italiane in fatto di censure omofobe e slanci eterosessisti che hanno a che fare col mondo dell'immaginario pop... Tuttavia oggi ho deciso che vi risparmierò il mio solito post che mette al centro la situazione delle tematiche LGBT in Italia, per ampliare lo sguardo e dimostrarvi (di nuovo) che - in effetti - si tratta giusto della punta dell'iceberg.

Anche perchè, generalmente, un paese che ha un rapporto conflittuale con le tematiche LGBT ha difficoltà a rapportarsi anche con tutta con una serie di altre cose... Finendo poi per cacciarsi in situazioni obbiettivamente imbarazzanti... Tipo quelle che sono diventate evidenti negli ultimi giorni.

La prima notizia che vado a riportarvi, e che è passata sotto silenzio praticamente ovunque, è che in Italia è stato omesso un altro episodio della serie MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC, e più precisamente l'episodio numero 23 della sesta stagione. Come avrete notato non ho scritto "censurato" o "adattato", ma proprio OMESSO... E, come è già avvenuto in passato, pare che la sua colpa sia stata quella di puntare un'eccessiva attenzione al sidro di mele prodotto e commerciato dalla famiglia Apple...

Probabilmente, come era già avvenuto con l'episodio 15 della seconda stagione (anch'esso incentrato sul sidro di mele), anche questo episodio deve essere stato comunque doppiato e, presto o tardi, sarà disponibile in italiano con l'uscita della relativa stagione in DVD... Però questo non rende meno surreale il fatto che non sia passato in TV. A quanto pare è stato del tutto irrilevante il fatto che siano passati quattro anni da quella prima censura, e che nei fatti il sidro prodotto dalla famiglia Apple è assolutamente analcolico: il solo fatto che venga utilizzata la parola "sidro" deve avere delle implicazioni che chi di dovere reputa rischiose... Anche se, in effetti, in questi casi è sempre difficile capire fino a che punto queste decisioni siano prese per una questione di principio e quanto siano determinate dalla paura di incorrere nelle multe dell'AGCOM (che a quanto pare sono inappellabili)... Resta il fatto che siamo probabilmente uno dei pochi paesi al mondo in cui vengono omessi degli episodi di una serie come questa per motivi di questo genere...

E la cosa ironica è che un mezzo per aggirare il problema, in realtà, ci sarebbe anche... Visto che nel primo film della serie Equestria Girls (ambientata in un mondo parallelo in cui i pony sono esseri umani) la parola sidro era stata tradotta come "succo di mele frizzante", e nessuno ebbe niente da ridire... O da censurare...

Forse il contesto "umano" poteva aiutare a camuffare meglio la pericolosa bevanda? Non ci è dato saperlo. Sicuramente se nella televisione italiana sono arrivati a porsi problemi di questo tipo è evidente che a monte c'è qualcosa che non funziona... E che continua a non funzionare da almeno quattro anni.

Comunque, se il caso dei MY LITTLE PONY è stato notato solo dai fans della serie, c'è un altro "caso" che sta avendo molta più visibilità. E mi riferisco al prossimo film Disney in animazione digitale, che arriverà nei cinema a dicembre... E cioè OCEANIA, che in realtà NON si chiama OCEANIA...

Siccome la storia è un po' complicata è meglio partire dall'inizio. Sta per essere distribuito in tutto il mondo un nuovo film Disney, ambientato in Polinesia e avente come protagonista una fanciulla di nome Moana (che nella lingua locale significa più o meno "mare profondo"). In quasi tutto il mondo il titolo del film sarà MOANA, ma in alcune nazioni la Disney a deciso di ribattezzare la protagonista Vaiana (che in lingua polinesiana significa "grotta di mare").

La spiegazione ufficiale, nel caso della Francia e della Spagna, è che il marchio Moana è stato depositato da altri, ma la situazione dell'Italia è leggermente più complessa (tanto per cambiare)... Anche perchè, come vi dicevo prima, da noi il film verrà distribuito come OCEANIA, e non come VAIANA. Comunicati ufficiali dalla Disney non ce ne sono stati, ma secondo l'autorevole sito CARTOONBREW, che ha chiesto lumi direttamente ai registi durante il festival di Annecy (cliccate QUI), la scelta italiana è stata determinata in buona parte dalla paura che il film fosse associato in qualche modo al nome di Moana Pozzi... Che, per chi non lo sapesse, è stata una famosa pornostar italiana, morta prematuramente nel 1994 (a 33 anni)...

E che in italia il problema relativo al marchio "Moana" andasse ben al di là del copyright lo si può intuire facendo una ricerchina sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (CLICCATE QUI): se cercate il nome "Moana" noterete che è stato depositato ben sette volte, dal 1982 al 2012, con alcune varianti... Quindi se quelli della Disney avessero voluto depositare la loro personale versione del marchio "MOANA" in Italia probabilmente non ci sarebbero stati problemi... Tant'è che se cercate "Oceania" si trovano depositati ben 35 marchi e nessuno di questi mi pare sia riferito alla Disney... Tra l'altro, se questa storia di Moana Pozzi, probabilmente si sarebbero dati la zappa sui piedi da soli... Visto che con questo cambio di titolo hanno fatto in modo che in tutto il mondo di parlasse del nuovo film Disney associandolo in qualche modo ad una pornostar italiana...

Una pornostar che, essendo morta la bellezza di ventidue anni fa, sicuramente non avrebbe rappresentato un grande problema se il titolo del film fosse rimasto invariato... Chi e perchè, quindi, potrebbe aver preso questa decisione così avventata? Il grande capo della Disney Italiana, dal 2012, è il signor Daniel Frigo (foto sotto)...

Mentre da giugno Stefano Bethlen è stato nominato chief marketing officer della company, Davide Romani è diventato head of theatrical marketing e Giulio Carcano ha assunto il ruolo di head of theatrical distribution... Li vedete tutti in foto sotto...

Effettivamente, a giudicare dall'età che mostrano in foto, è altamente probabile che (per motivi prettamente anagrafici) quando hanno letto il titolo del nuovo film che avrebbero dovuto distribuire lo abbiano istantaneamente associato ad un personaggio simbolo della loro generazione... Pensando subito ad un modo per correre ai ripari.

Questo però non spienga perchè in Italia il film verrà distribuito come OCEANIA e non come VAIANA...

Forse sbaglio, ma se tanto mi dà tanto potrei anche pensare che - ricordandosi dei film che replicavano a getto continuo quando erano ragazzini - questi signori possano anche avere pensato che in Italia non fosse proprio il caso di usare il titolo VAIANA, come in Francia o in Spagna... Visto che ricordava troppo la canzoncina cantata da Alberto Sordi e Monica Vitti nel film "Polvere di Stelle" (1973)... Quella che faceva "Bell'aVaiana... Attacchete a 'sta banana"...

Così, probabilmente, saremo l'unico paese al mondo che a Natale si ritroverà ad andare al cinema per vedere un film intitolato OCEANIA, invece di MOANA o VAIANA (anche se la protagonista dovrebbe chiamarsi Vaiana anche in italiano)... E tutto per "colpa" di una pornostar passata a miglior vita ventidue anni fa e, quasi certamente, per via di un film che ha più di quarant'anni...O forse, più banalmente, per la paura di dover distribuire un film intitolato Moana o Vaiana in un paese ormai ostaggio di bigotti e puritani di una certa età e con un'ottima memoria... Anche se il film principalmente si rivolge ad un pubblico nato quando Moana Pozzi non era più su questa terra... E che probabilmente non ha nemmeno mai visto "Polvere di Stelle"...

E direi che tutta questa storia, a modo suo, è estremamente emblematica... Così come sono emblematiche anche altre forme di censura e rimozione molto più sottili e difficilmente individuabili... Qualche mese fa vi avevo parlato delle storie di Topolino realizzate in Francia per la Glénat da autori che hanno voluto dare un taglio diverso, e più maturo, al personaggio (CLICCATE QUI)...

Ordunque: finalmente quelle storie iniziano ad essere disponibili anche in Italia... Però non sono pubblicate dalla Disney Panini, bensì dalla Giunti Editore e direttamente per il mercato delle librerie... Alla non proprio modica cifra di venti euro l'una (però se le ordinate atramite il sito dell'editore CLICCANDO QUI potete risparmiare qualcosina). Ora: lungi da me l'idea di pensare male o di subodorare complotti strani, ma a che serve proporre delle storie innovative di Topolino se poi si rivolgeranno solo ai collezionisti disposti a spendere una ventina di euro per volumi dalle 48 alle 64 pagine? Non so quali sono i rapporti fra Disney, Panini, Glénat e Giunti, ma mi sembra molto inverosimile che la Panini non avesse il diritto di prelazione su queste opere (anche se, dal 1 ottobre 2014, Giunti Editore ha acquisito il ramo d'azienda Disney Libri)...

E se le cose stessero così perchè non ne ha usufruito? Forse perchè queste storie erano troppo distanti dal taglio del "suo" Topolino? Si è voluta risparmiare degli scomodi confronti che, inevitabilmente, sarebbero arrivati se avesse proposto le storie Glénat in un'edizione economica e fruibile a tutti?

Ovviamente si possono fare solo delle ipotesi... Certo è che presentare le storie di Topolino in questa edizione di lusso non ne incentiverà certo la diffusione nel nostro paese, e viene davvero da chiedersi se tutto questo non sia stato pianificato a tavolino per una qualche ragione precisa... Anche perchè, diciamocelo, alla Disney Panini non si sono mai fatti grandi problemi quando c'era da pubblicare materiale di qualità molto più bassa, quindi tutta questa storia qualche sospetto lo fa venire...

Non so perchè, ma qualcosa mi dice che - quando arriverà il momento - gli spunti di riflessione per questo blog non mancheranno.
Alla prossima.

venerdì 18 novembre 2016

SDOGANAMENTO LESBICO...?

Ciao a tutti, come va?

Da qualche anno la città di Milano organizza una tre giorni per la promozione dei libri e della lettura, di nome Bookcity (CLICCATE QUI), dislocata in vari punti della città. Segnalo l'edizione di quest'anno perchè proprio oggi, venerdì 18 novembre, è previsto un incontro per fare il punto sui fumetti a tematica lesbica in Italia.

L'incontro viene così presentato: "Un'(in)visibile corrente. Personaggi lesbici nel fumetto italiano - Dalle fanzine alle autoproduzioni dei primi anni '90, fino ad arrivare alle pubblicazioni mainstream degli ultimi anni, in Italia i personaggi lesbici e bisessuali hanno faticato non poco per conquistare il mondo dei fumetti. Una strada tortuosa e spesso invisibile al grande pubblico, ma fondamentale per costruire un immaginario inclusivo, in grado di rappresentare l'universo femminile in tutte le sue sfaccettature."

Partendo dalla presentazione del libro "Cronache dall'Ombra" di Patrizia Mandanici (che ovviamente sarà presente) ci sarà spazio per gli interventi di  Luca Enoch (che ripresenterà i volumi di Sprayliz editi da Edizioni BD) e Antonio Serra (il creatore di Legs Weaver, di cui ho parlato più volte anche su questo blog), ma anche per quelli di Milena Cannavacciuolo, direttrice di Lezpop.it, e Laura Magno, blogger e fumettista....

Il tutto  nella sala D di Base Milano, in Via Bergognone 34, alle ore 18.00 alle ore 20.00.

Un paio d'ore basteranno per snocciolare la questione come si deve? In effetti solo Patrizia Mandanici, Luca Enoch e Antonio Serra meriterebbero un'oretta a testa per raccontare e commentare la propria esperienza... E in effetti discutendo anche della situazione in generale, quando ci sono tanti ospiti, il rischio di lasciare in sospeso molte questioni è dietro l'angolo.

Speriamo in bene...

Ad ogni modo devo ammettere che leggendo la presentazione dell'incontro sono rimasto un po' perplesso. Nel senso che, se fossi un profano, mi verrebbe da pensare che in Italia siamo arrivati ad un punto in cui i personaggi lesbici si sono ritagliati finalmente il loro spazio nelle produzioni a fumetti italiane, quando in realtà non è così. E per rendersene conto basta considerare che i libri di Patrizia Mandanici e Luca Enoch raccolgono storie che erano state pubblicate più o meno vent'anni fa, o il fatto che Antonio Serra - per sua stessa ammissione - è stato praticamente obbligato a "ritoccare" Legs Weaver e ha combattuto da sempre una battaglia contro un "muro di gomma" (parole sue) per cercare di inserire certi temi nelle sue storie... Solo per arrivare a dei compromessi che spesso e volentieri lo hanno lasciato con un certo senso di frustrazione (CLICCATE QUI per avere conferma).

E ora che Antonio Serra ha abbandonato l'aspetto prettamente creativo di Nathan Never non si sa nemmeno se qualcun altro vorrà portare avanti la sua battaglia per l'inclusione dei temi LGBT con la sua stessa determinazione...

Quindi tutte queste "conquiste" lesbiche nel fumetto popolare italiano di oggi si riducono alle sporadiche apparizioni di Legs Weaver (e colleghe) nell'universo di Nathan Never e all'occasionale presenza della sorella di Dragonero sull'omonima serie? Possibilmente senza mai puntare troppo i riflettori sulla loro dimensione lesbica e senza dare loro modo di manifestarla troppo apertamente? Anche aggiungendo qualche comprimario "usa e getta" comparso in Dylan Dog e altrove, non è un po' pochino per dire che le lesbiche hanno conquistato il mondo dei fumetti?

Intendiamoci: i fumetti a tematica lesbica, in fumetteria (e libreria, ma NON in edicola), negli ultimi anni sono aumentati, ma si è trattato quasi esclusivamente delle edizioni italiane di volumi già pubblicati all'estero con successo... Mentre la quota lesbica, se di "quota" si può parlare, nelle produzioni italiane non solo si è mantenuta estremamente marginale, ma è stata anche caratterizzata da una rappresentazione ormai anacronistica dell'argomento, e da una certa certa involuzione delle strategie editoriali con cui lo si propone... Tant'è che, ad oggi, non c'è in giro alcun fumetto che possa essere paragonato alla Sprayliz dei primi anni Novanta...

D'altra parte, giusto per ribadire il concetto, non bisogna dimenticare che - a differenza di quanto avveniva negli anni Novanta - al momento in edicola non c'è alcuna serie avente come titolare un personaggio lesbico o bisessuale... E, a questo proposito, all'incontro di oggi non sarebbe stato male invitare anche Luciano Secchi (che sta pure dalle parti di Milano), per fargli raccontare la sua esperienza con Kerry Kross e Beverly Kerr, che tra l'altro ha provato a ristampare anche di recente (CLICCATE QUI)...

Se poi si volesse proprio andare a fondo col discorso direi che "rappresentare l'universo femminile in tutte le sue sfaccettature" non sembra proprio l'obbiettivo dei fumetti italiani di oggi... Tant'è che le poche volte che compaiono personaggi lesbici si tratta comunque della proiezione delle aspettative del pubblico eterosessuale maschile... E in particolare di quello che ha una conoscenza molto marginale e stereotipata della realtà lesbica (e soprattutto della sua comunità)...

Su questo blog, anche solo negli ultimi due anni, ho raccolto un ampia casistica, e non mi dilungherò oltre sulla questione.

Intendiamoci: un incontro del genere nella tre giorni di Bookcity è comunque una cosa positiva, ma  - per quel che vale la mia opinione - sono portato a pensare che siamo ben lontani dal poter celebrare il fatto che i fumetti italiani propongono "un immaginario inclusivo"... E presentare l'incontro in questi termini sembra un modo come un altro per dire che arrivati a questo punto la comunità LGBT, e in particolare quella lesbica, possa ritenersi soddisfatta...

E sinceramente non penso che sia il caso.

Alla prossima.

mercoledì 16 novembre 2016

CONFERME E RITORNI...

Ciao a tutti, come va?

A quanto pare, mentre nei fumetti italiani continuano ad esserci delle remore a presentare dei personaggi gay che siano davvero moderni e "cool", negli USA la tendenza diametralmente opposta continua a farsi largo. Anche e soprattutto quando bisogna rinnovare personaggi già esistenti. Tant'è vero che posso permettermi di dedicare l'intero post di oggi al rilancio di tre personaggi che erano spariti dalla circolazione da un po', e che ora potrebbero diventare delle nuove piccole icone per il pubblico omosessuale.

Partiamo dalla MARVEL, che proprio in questi giorni (su Sam Wilson - Captain America #15) ha deciso di far tornare in scena un personaggio secondario che si aggira nel suo universo fin dal 1985: si tratta di Dennis Dunphy, alias D-MAN... Un personaggio che in effetti aveva lanciato dei segnali  un po' ambigui fin dal suo debutto...

Inizialmente era stato presentato come un giocatore di football americano che non si sentiva all'altezza dei suoi compagni di squadra, e che per questo aveva accettato di sottoporsi ad un processo di potenzialmento fisico da parte di un'associazione criminale specializzata nella creazione di superumani da impiegare in combattimenti clandestini.

Infatti, dopo il trattamento, Dennis Dunphy divenne troppo forte per il football e a quel punto fu praticamente costretto a combattere come wrestler clandestino, sfoggiando una cresta abbastanza appariscente e riuscendo a dare del filo da torcere persino alla Cosa dei Fantastici Quattro.

La sua vita cambia quando si imbatte in Capitan America: i due diventano amici e lui si offre di diventare la sua nuova spalla ufficiale, indossando un costume che riprende in parte il primissimo costume di Daredevil e in parte la prima maschera di Wolverine...

Il suo gusto in fatto di tutine aderenti fu poi determinante per la realizzazione del costume nero che indossò per un certo periodo Capitan America/Steve Rogers quando dovette abbandonare il suo costume storico. Ad ogni modo già in quel periodo era evidente che Dennis Dunphy aveva una certa tendenza ad essere molto affettuoso ed espansivo con i supereroi di sesso maschile, mentre era relativamente indifferente al sesso femminile in generale... Anche se la cosa passò abbastanza inosservata...
Successivamente gli sceneggiatori iniziarono a ritenerlo una presenza un po' ingombrante e tutto sommato inutile e venne fatto sparire dalla circolazione con vari stratagemmi. Ad ogni modo, anche se fu ritenuto morto in più occasioni, ha sempre finito per tornare (seppure in ruoli molto marginali e stentando sempre a trovare la sua giusta collocazione). Il suo ennesimo ritorno, questo mese, coincide però con la presentazione del suo compagno, mentre tenta di indossare ancora la sua prima tenuta da lottatore in vista del suo rilancio sul ring...

Anche se per fortuna, alla fine, opta per una tenuta più sobria e al passo coi tempi...

Come e quanto il personaggio verrà presentato nei prossimi mesi è ancora tutto da vedere... Sicuramente è interessante constatare che si tratta del primo partner di Capitan America di cui è stata confermata l'omosessualità (o perlomeno la bisessualità).

Sul fronte DC COMICS, nel frattempo, c'è stato il ritorno del primo personaggio gay dichiarato della casa editrice, ovvero Gregorio De La Vega alias Extrano... In una veste inedita e sulle pagine della nuova miniserie dedicata a Midnighter e Apollo.

Qualche precisazione: il personaggio comparve per la prima volta nel 1988 durante l'evento MILLENIUM, in cui alcuni rappresentanti dell'umanità vennerò selezionati per realizzare il loro pieno potenziale e diventare i nuovi guardiani dell'universo. Uno di questi fu proprio Gregorio De La Vega, un gay peruviano che rispecchiava tutti i più classici stereotipi legati all'omosessualità... Tant'è che in seguito si scoprì anche che era sieropositivo...

Ad ogni modo il suo potenziale si realizzò, e così divento Extrano il mago supremo... E in considerazione del fatto che Extrano è l'equivalente spagnolo della parola inglese "strange", fu subito abbastanza evidente che voleva essere una parodia  del Dr. Strange della MARVEL... Tant'è che la prima tenuta di Extrano sembrava proprio voler parodiare in maniera un po' barocca il look - già di per sè appariscente - del suo più illustre collega...

Successivamente alla DC tentarono di vilirilizzarlo quel tanto che bastava per renderlo commercialmente interessante... Senza però ottenere dei grandi risultati, tant'è che Extrano e quasi tutti i nuovi guardiani sparirono dalla circolazione  nel 1993, quando l'isola su cui si trovavano venne distrutta e si pensò che fossero tutti passati a miglior vita...

Fatto sta che, proprio in questi mesi (dopo l'ennesima crisi spazio-tempo-dimensionale), alla DC Comics hanno pensato di reinserire il personaggio di Extrano nella continuity ufficiale, e proprio sulle pagine della prima miniserie della casa editrice dedicata ad una coppia di supereroi gay. La cosa interessante è che stavolta il personaggio si presenta in maniera più sobria, e come una vera e propria versione alternativa del Dr. Strange...

E a quanto pare il personaggio è destinato ad avere un ruolo di una certa importanza nella miniserie (aiuterà Midnighter a salvare Apollo addirittura dall'inferno)... Quindi non è detto che dopo questa esperienza non possa tornare a far parlare di sè. Da notare che, essendo lo scrittore della serie Steve Orlando (che è gay dichiarato), forse dietro a questo rilancio di Extrano c'è proprio l'intento di dargli una seconda possibilità e di far dimenticare tutti gli stereotipi e i risvolti macchiettistici che lo avevano caratterizzato in passato.

Comunque non solo la MARVEL e la DC COMICS si stanno dando da fare per rilanciare e/o svecchiare la loro riserva di personaggi gay... Anche la piccola casa editrice canadese Chapterhouse Comics (CLICCATE QUI), ad esempio, ha deciso di puntare su queste tematiche... E ha deciso di farlo rilanciando un avventuriero canadese comparso in alcuni fumetti degli anni Quaranta: Freelance...

Il suddetto personaggio, che è nella lista di quelli che sono diventati di pubblico dominio, era stato allevato da una tribù primitiva in una misteriosa valle tropicale collocata in Antartide, diventando più forte e resistente di qualsiasi altro essere umano. Tornato alla civiltà ha cominciato a combattere i nemici della democrazia assieme alla spia russa Nathasha e dall'ex pirata Big John.

Nella versione che sarà presentata dalla Chapterhouse Comics a partire da gennaio, però, questo eroe sarà dichiaratamente gay (mentre Natasha e Big John diventeranno una scienziata e un ex contrabbandiere)... E girerà per il mondo risolvendo misteri e sventando minacce fra il fantascientifico, il magico e il paranormale...

Da notare l'opera di svecchiamento in stile manga operata sul personaggio principale...


E sui suoi due amici...


Non so perchè, ma ho la sensazione che questo fumetto potrebbe avere un discreto successo...

In ogni caso direi che siamo lontani diversi anni luce dall'approccio che contraddistingue chi elabora e realizza i fumetti Made in Italy... Soprattutto quando e se vuole provare ad inserire tematiche e personaggi di un certo tipo... Forse, in questo caso, almeno in parte ha influito il fatto che uno dei due sceneggiatori dietro al rilancio di Freelance si chiama Andrew Wheeler (foto sotto) ed è gay dichiarato?

Forse ha aiutato il fatto che l'altro sceneggiatore, Jim Zub (foto sotto), ha all'attivo anche diverse serie in cui non si è mai fatto problemi riguardo all'introduzione di personaggi LGBT, anche in coppia (come ad esempio nelle sue storie ispirate al mondo di Pathfinder)?

Chissà...

Certo è che tutto questo perenne movimento oltreoceano, a fronte della solita calma piatta dalle nostre parti, lascia sempre più perplessi...

Alla prossima.

lunedì 14 novembre 2016

...TUTTO QUI?

Ciao a tutti, come va?

Uno degli argomenti su cui questo blog punta spesso l'attenzione, quando si parla delle manifestazioni italiane dedicate ai fumetti, è la cronica mancanza di spazi di approfondimento dedicati al rapporto fra fumetto e temi eticamente sensibili.

Anche perchè, nei fatti, i fumetti italiani che toccano argomenti eticamente sensibili - e che lo fanno in maniera diretta e moderna - sono davvero pochi.

Così, quando ho saputo che a XMAS Comics 2016 (l'anteprima di Torino Comics, che si terrà al Lingotto di Torino il 17-18 dicembre) ci sarebbe stata una tavola rotonda sul tema della violenza di genere, sono rimasto abbastanza colpito... Anche perchè poteva essere un primo segnale di apertura verso argomenti che tradizionalmente le fiere di fumetto italiane schivano come la peste (uno per tutti la questione LGBT)... Poi, però, ho approfondito un po' meglio la cosa e diciamo che sono rimasto più che altro perplesso.

Tutto parte dalla constatazione che la tavola rotonda in questione parte dal fumetto dedicato a Lady Tabata... O meglio: alla versione a fumetti di Barabara Delmastro Meoni, in arte Lady Tabata, personaggio di cui ammetto che non sapevo assolutamente nulla, ma che si presenta come imprenditrice, ex modella, cantante, DJ e regina della nightlife di Torino e dintorni... Anche se precisa più volte che lei promuove la nightlife sana e lontana dal consumo di droghe (e, stando a quanto riporta il suo sito, per questo ha ricevuto anche dei premi).

A quanto pare è anche una paladina della lotta contro la violenza sulle donne, e per questo ha pensato di prestarsi a diventare un fumetto in cui si presenta come un'immortale da sempre impegnata per la difesa del sesso debole (perlomeno dai tempi della scienziata Ipazia, massacrata dai fanatici cristiani ad Alessandria d'Egitto nel 415 d.C), che ha il superpotere di fermare il tempo aprendo un boccetta di profumo magico... Che a quanto pare le torna particolarmente utile quando deve affrontare tutti quei vampiri che, a quanto pare, spingono da sempre l'umanità verso la violenza di genere (!)...

I due capitoli del suo fumetto realizzati finora si possono leggere CLICCANDO QUI, e sono in italiano, inglese, francese e persino giapponese...

Ora: io non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma se non siamo ai livelli di LADY MAFIA (fumetto di cui ho parlato più volte), poco ci manca... Anche se, in questo caso, la cosa che lascia più perplessi è lo stridente contrasto fra il messaggio che dichiarano di lanciare queste storie e il modo in cui si pone la protagonista (e il personaggio a cui la protagonista si ispira)...

Tra l'altro basta fare una semplice ricerchina su Google per imbattersi in interviste come quella rilasciata a Dagospia (CLICCATE QUI), in cui Lady Tabata si lascia andare a pensieri e confidenze che a tutto fanno pensare fuorchè a una paladina della lotta alla violenza di genere. Qui sotto, ad esempio, vi riporto un estratto in cui esprime il suo pensiero sul sesso maschile (in senso lato):

"Cosa non perdona ad un uomo?
Il pene piccolo. Non riesco ad avere rapporti con uomini minidotati. Se mi ritrovo un fallo infantile a letto mi assale il malumore ed entro in uno stato di inconsolabile sconforto.

Addirittura?
Si. Un pene deve essere vigoroso, rigoglioso, potente.

Qual e' il pene perfetto?
Lunghezza media ma spesso, cicciotto, doppio. Adoro I falli dalle circonferenze importanti. E poi deve essere sempre disposto a soddisfare i miei ordini.

Di un uomo guarda solo il suo "gingillo"?
No, anche la sua abilità orale. Non parlo solo di capacità dialettica..."

E questo è quanto.

In occasione della conferenza prevista per XMAS Comics 2016 saranno presenti, oltre allo sceneggiatore Nico Vassallo e alla disegnatrice Elena Bia, la disegnatrice Lola Airaghi, l’illustratrice e pittrice Marilisa Serra, la cabarettista Viviana Porro e la dj di Radio M2O Chiara Robiony. All’evento è stata invitata anche la Sindaca di Torino Chiara Appendino...

Inoltre pare che si stiano perfezionando accordi per organizzare una sfilata di cosplayer che si ispireranno a Lady Tabata (CLICCATE QUI), mentre la Vittorio Pavesio raccoglierà in volume cartaceo le due storie pubblicate finora e la terza che verrà presentata a  XMAS Comics 2016... 

La stessa Vittorio Pavesio che ha tradotto in italiano i volumi sulla teoria del fumetto di Scott McLoud? Esatto... Proprio quella.

Tra l'altro, giusto per non farrci mancare nulla, gli omosessuali che si intravedono nelle storie di Lady Tabata sono estremamente stereotipati e tratteggiati in maniera quantomeno retrò... E anche questo contribuisce a dare un certo retrogusto grottesco a tutta questa operazione, soprattutto se si considera che - in un secondo tempo - dovrebbe accompagnarsi ad altre iniziative per sensibilizzare alla questione della violenza di genere (come ad esempio la proposta di raccogliere lavori sul tema della violenza sulle donne, da esporre nella prossima edizione di Torino Comics ad aprile).

So che non bisognerebbe giudicare il taglio di una conferenza (men che meno sul tema della violenza sulle donne) prima di averla vista, ma devo ammettere che il contesto in cui questa idea è nata e ha preso forma mi lascia leggermente scorato.

Che il mondo del fumetto italiano debba riprendere il contatto (e il confronto) con la realtà è un dato di fatto, così come è un dato di fatto che le manifestazioni fumettistiche possano avere un ruolo importante in questo processo... Però, se devo essere sincero, questo primo approccio alla questione dopo tanto tempo è alquanto desolante... Visto che lo scopo di tutta questa operazione, più che altro, sembra quello di creare un piccolo caso mediatico di portata locale per avere un po' di successo presso il pubblico occasionale (quello dei discotecari?), e non certo quello di svecchiare il fumetto italiano o di toccare argomenti particolarmente scottanti...

Anche se, è bene precisarlo, almeno in questo fumetto si condanna esplicitamente il fondamentalismo cristiano e l'ipocrisia della società in cui viviamo... Cosa, questa, che molti editori ben più quotati evitano accuratamente di fare.

Il problema è che, con tutto quello che ci sarebbe davvero da fare in questo senso, tutta questa operazione finisce essenzialmente per dimostrare come la situazione continui ad essere pericolosamente arretrata... Anche e soprattutto quando arriva qualcuno che sostiene di fare qualcosa di nuovo e importante.
Detto ciò vi lascio con l'ultimo video di Lady Tabata, in cui compaiono anche alcune sequenze tratte dal suo fumetto... E infatti presumo che, fra le righe, si ispiri ai suoi temi...
Ovviamente la speranza è che la situazione si evolva quanto prima... Anche perchè gli anni Novanta sono finiti da un pezzo.

Alla prossima.