SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

sabato 17 dicembre 2016

CIRCOLI VIRTUOSI...

Ciao a tutti, come va?

Per il post di oggi volevo trarre spunto da una notizia che arriva dalla ridente località di Fort Wayne, nell'Indiana (USA), e che - molto stranamente - ha avuto una certa eco persino negli spazi italiani dedicati al mondo del fumetto. Ad ogni modo l'episodio è diventato un piccolo caso dopo che una delle sue protagoniste lo ha raccontato sul suo profilo Twitter (che trovate QUI). Lei si chiama Mary Swangin, lavora in una delle fumetterie della sua cittadina (che vedete nella foto sotto) ed è lesbica dichiarata... Tant'è che, essendo anche molto appassionata di fumetti, non manca mai di segnalare le ultime novità lesbo friendly che le capitano sott'occhio...


I fatti sono questi: in un giorno come tanti nel negozio di Mary si presenta una ragazzina, dall'aria un po' spaventata e disorientata, che si fionda a cercare qualcosa negli scaffali dei nuovi arrivi, anche se è evidente che non sa dove guardare... A quel punto Mary le si avvicina per chiederle se le serve una mano, e la ragazzina le dice che cerca qualcosa su Supergirl e che il suo personaggio preferito è Alex (la sorella adottiva della protagonista), e così Mary coglie l'occasione per sottolineare che anche lei, da quando Alex ha fatto coming out e ha iniziato ad avere una ragazza, è diventata una sua grande fan...

E a qual punto la giovane cliente scoppia in lacrime, e Mary si rende conto che aveva di fronte una giovane ragazzina lesbica che faceva ancora molta fatica ad accettarsi. Così, dopo averla lasciata sfogare, si siede con lei nella zona bar (che ormai è nelle fumetterie americane è un classico) e iniziano a parlare un po'. La ragazzina così, le racconta, che da quando ha scoperto di essere lesbica ha pensato più volte al suicidio, ma che da quando ha iniziato a seguire la storia di Alex in Supergirl ha iniziato a rendersi conto che poteva essere felice anche in quanto lesbica. Una volta abbandonati i suoi propositi suicidi, quindi, aveva deciso di conoscere meglio i personaggi che le avevano fatto cambiare prospettiva, e così era passata in fumetteria per cercare un fumetto di Supergirl...

A quel punto Mary l'ha stupita, rivelandole che di fumetti con tematiche LGBT ormai ne circolavano parecchi, e siccome la ragazzina aveva i soldi per comprarsi un fumetto solo alla fine ha deciso di comprargliene qualcuno lei, facendole promettere che in cambio si sarebbe impegnata ad aiutare un altro giovane omosessuale in difficoltà fra una decina d'anni...

Poi, quando si sono lasciate, Mary è corsa in bagno e ha pianto a sua volta, ripensando a come si sentiva lei quando aveva l'età della sua giovane cliente, e a quanto fosse bello quello che era appena riuscita a fare... Tutta la storia, raccontata via Twitter, la potete leggere CLICCANDO QUI... Quindi tanti complimenti a Mary Swangin, che si è appena meritata il premio di fumettara dell'anno.

Personalmente credo che questa storia sia abbastanza emblematica sotto diversi punti di vista, non foss'altro perchè conferma una serie di cose che sostengo da anni. Da una parte c'è il fatto che le nuove serie televisive, e il loro approccio moderno a tanti temi, possono contribuire ad avvicinare al mondo del fumetto un grande pubblico potenziale che cerca lo stesso tipo di contenuti... E dall'altra c'è il fatto che la sinergia gay friendly fra le produzioni fumettistiche e i prodotti derivati porta, effettivamente, ad una serie di benefici collaterali (sia per la comunità LGBT che per la realtà circostante, che diventa più inclusiva).

Quindi, anche se c'è chi continua a minimizzare e a criticare un certo tipo di approccio, la rappresentazione esplicita, positiva e inclusiva della comunità LGBT a qualcosa serve. Serve agli editori che vogliono raggiungere un pubblico più ampio e alle persone LGBT e LGBT friendly che cercano prodotti multimediali che siano in sintonia con le loro esigenze (e che magari possano anche rappresentare un riferimento negli anni dell'adolescenza, o persino un sostegno emotivo nei momenti difficili).

E non penso che sia un caso se la DC COMICS, nonostate la grande operazione di rinnovamento chiamata REBIRTH (con cui quest'anno ha abbondantemente superato la MARVEL in fatto di vendite), abbia già dimostrato di voler continuare a portare avanti la politica gay friendly che l'ha contraddistinta negli ultimi anni. Tant'è che - giusto per fare un esempio - per il prossimo anno ha già iniziato a pubblicizzare l'inserimento della nuova versione gay di Aqualad (che aveva debuttato nella bella serie animata di qualche anno fa, e di cui è stata appena annunciata la terza stagione) nella serie dei TEEN TITANS...

A questo punto la domanda nasce spontanea: quando arriverà il momento in cui anche chi produce fumetti in Italia si renderà conto di come vanno le cose e di quanto potrebbe essere importante e utile parlare di certi argomenti in un certo modo? E non mi riferisco solo alle tematiche LGBT, ovviamente, ma anche a tutta una serie di argomenti e situazioni che SICURAMENTE renderebbero il panorama fumettistico italiano più attuale e intrigante, ma che EVIDENTEMENTE entrano ancora in conflitto con un certo tipo di approccio tradizionalista che detta legge, anche se ormai il suddetto approccio tradizionalista sta facendo più danni che altro.

Di esempi positivi. comunque, ce ne sono... Se solo li si volesse prendere in considerazione.

Alla prossima.

giovedì 15 dicembre 2016

RIPENSAMENTI?

Ciao a tutti, come va?

Ultimamente si dice spesso che i fumetti, e i loro personaggi, non hanno più l'impatto e la popolarità che avevano un tempo, e che al giorno d'oggi hanno ceduto il loro ruolo di indicatore sociale ad altri media. Poi, però, possono succedere delle cose che - nel bene o nel male - rimettono in discussione  queste affermazioni.

Ad esempio può succedere che Wonder Woman venga nominata Ambasciatore Onorario dell'ONU per la promozione del Potenzialmento della Condizione Femminile e della Parità di Genere il 21 ottobre, e che il 13 dicembre dello stesso anno l'ONU ritorni sui suoi passi, privandola del titolo...

Delle polemiche, per lo più insensate, che erano seguite a questa nomina avevo già parlato a suo tempo (CLICCATE QUI), ma a quanto pare nella scelta del 13 dicembre è risultata determinante una petizione online, che - in due mesi - ha raccolto poco più di 44.600 firme (la trovate QUI). La sottoscrizione di questa petizione, promossa da alcuni non meglio precisati "membri dello staff dell'ONU" (???), era finalizzata a chiedere al Segretario Generale di privare Wonder Woman del titolo che le era appena stato concesso, per poi individuare una donna reale a cui assegnarlo.

Perchè?

Perchè Wonder Woman non era reale, perchè indossa un costume ispirato alla bandiera americana (cosa sempre meno vera) e perchè mette troppo in risalto le sue forme, presentandosi come una "donna oggetto" sexy che non rispetta tutte le culture e tutte le religioni che l'ONU dovrebbe rappresentare.

Ora: premesso che l'immagine scelta dalla DC Comics per celebrare l'evento era stata studiata proprio per non urtare le sensibilità di nessuno...

Direi che quello che è avvenuto può avere diverse chiavi di lettura... Nessuna delle quali è particolarmente incoraggiante. La prima cosa che mi viene da pensare leggendo questa petizione, ad esempio, è che buona parte delle critiche che sono state mosse all'ONU siano più che altro un corollario alla critica principale... E cioè al fatto che Wonder Woman ha il problema di essere troppo bella, troppo sexy e troppo emancipata... E badate che è davvero curioso come quello che una volta era considerato un suo punto a favore - tanto da farla andare sulle copertine delle riviste femministe - oggi sia considerato un problema...


Sul fatto che sia un personaggio immaginario, e non una donna reale, si può certo discutere... Però è abbastanza interessante notare che nessuno ha mai fatto petizioni per far ritirare le carica di Ambasciatore Onorario ONU a Winnie The Pooh o a Red degli Angry Birds... Con la differenza che Wonder Woman è stata effettivamente un simbolo delle rivendicazioni femministe per decenni, mentre il ruolo di Winnie The Pooh come Ambasciatore Onorario dell'Amicizia (1998) e di Red degli Angry Birds come Ambasciatore Onorario della Felicità (2016) è estremamente discutibile...

L'ONU, nel 2009, aveva addirittura nominato Campanellino (la fatina di Peter Pan, ovviamente in versione Disney) Ambasciatrice Onoraria per l'Ambiente e la Natura... E anche in questo caso nessuno ha mai avuto niente da ridire!

Forse sbaglierò, ma credo che - al di là del paravamento rappresentato da tutte le critiche che sono state mosse a Wonder Woman - il principale motivo che ha spinto tante persone a protestare sia legato ad una buona dose di sessuofobia... Accompagnata, ovviamente, ad una straripante dose di ignoranza e di superficialità (e d'altra parte la sessuofobia da qualche parte deve pur partire, no?). Poi, certo, si può discutere della legittimità o meno di alcune osservazioni... Però la sensazione è che, se al posto di Wonder Woman ci fosse stato un personaggio femminile sessualmente represso (o perlomeno "innoquo") non sarebbe successo niente di tutto questo...

Il che, però, mi porta ad un'altra constatazione. Se l'ONU prende una decisione - si presume in maniera meditata - possono davvero bastare meno di 50.000 firme, delle femministe che fanno irruzione e qualche polemica sui giornali per fargli cambiare idea nel giro di due mesi? Forse mi sbaglio, ma penso che se l'ONU avesse scelto di portare avanti la sua decisione - cercando di spiegare meglio i motivi per cui era stata presa - avrebbe fatto una figura migliore...

Anche perchè adesso passa il messaggio che le decisioni dell'ONU possono essere influenzate da un qualsiasi gruppo che sceglie di contestarle... E questo non va bene... Anche perchè l'ONU deve farsi portavoce di una serie di istanze che - per ovvi motivi - non possono essere condivise da tutti, ma che nel lungo periodo dovrebbero proprio contribuire al raggiungimento di una serie di obbiettivi che possono migliorare le cose in generale.

Quindi, se sceglie come Ambasciatore Onorario un personaggio che ha un determinato valore simbolico, nel momento in cui torna sui suoi passi dimostra di non credere davvero in quello che fa... E soprattutto dimostra che non ha la forza di portare avanti le sue convizioni nemmeno di fronte ad un gruppo di persone che probabilmente NON HANNO LA MINIMA IDEA di chi sia Wonder Woman davvero...

Cosa succederebbe se un domani l'ONU dimostrasse la stessa debolezza di carattere nei confronti di una petizione di omofobi? O magari di persone che non sono a favore della libertà di scelta in qualche ambito eticamente sensibile?

Inquietante interrogativo...

Anche perchè è abbastanza evidente che le persone che hanno criticato Wonder Woman per certi elementi hanno dimostrato che, nei fatti, si sono basate su dei pregiudizi e su delle analisi superficiali che le mettono sullo stesso livello delle persone che - presumibilmente - sono solite condannare per i loro pregiudizi e la loro superficialità.

Probabilmente ora l'ONU sceglierà una nuova Ambasciatrice debitamente intabarrata, sessualmente repressa e magari non più nel fiore degli anni, e tutti saranno contenti... E poco importa se non sarà una portabandiera storica del femminismo, un'icona per la comunità LGBT, un simbolo dell'amancipazione femminile da 75 anni, una portavoce delle minoranze sessuali, di quelle religiose e molto altro ancora... L'importante è che non urti l'ego e le convizioni di chi pensa che i fumetti non sono una cosa seria e che il sex-appeal sia un disvalore...

E a rendere tutto ancora più triste c'è il fatto che la DC Comics aveva già messo in cantiere tutta una serie di iniziative speciali con Wonder Woman, che poi avrebbe proposto nelle sei lingue ufficiali dell'ONU (arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo)...

 Di certo l'ONU non ci ha fatto una bella figura.

Sia come sia adesso è partita una contro petizione per chiedere che il titolo di Ambasciatrice Onoraria torni a Wonder Woman... E se volete firmarla anche voi vi basta CLICCARE QUI...

Se ci saranno novità vi terrò informati.

Alla prossima.

martedì 13 dicembre 2016

UN PICCOLO APPELLO...

Ciao a tutti, come va?

Di solito, quando su questo blog parlo della situazione italiana, lo faccio dopo che ho potuto visionare e/o valutare qualcosa che esiste già, o che comunque è già stato progettato in un certo modo. Oggi, invece, cercherò di giocare d'anticipo, nella speranza che i miei suggerimenti possano servire da spunto per qualcuno che fa ancora in tempo ad evitare degli errori di valutazione...


Partiamo dall'inizio... Come saprete, se seguite questo blog, la situazione dei fumetti prodotti in Italia non è esattamente improntata al rinnovamento e alla sperimentazione, e uno dei motivi principali è la paura di non vendere abbastanza per giustificare l'investimento su una nuova idea. Meglio puntare sul pubblico consolidato che cercarne di nuovo, insomma, e anche quando se ne cerca di nuovo è sempre bene strizzare l'occhio al pubblico "tradizionale" (che, diciamo, è ormai considerato alla stregua di una polizza sulla vita)... Anche se questa strategia, fondamentalmente, finisce per non accontentare nessuno, e l'andamento dell'editoria italiana a fumetti (soprattutto in edicola) lo sta confermando da diversi anni. D'altra parte il cosiddetto "pubblico tradizionale", su cui - soprattutto in tempo di crisi - si è fatto affidamento da almeno una quarantina d'anni a questa parte, sta diminuendo rapidamente... Anche solo per una questione prettamente anagrafica (e di questo ho parlato in molte occasioni).

C'è da dire che, per via dei meccanismi dell'editoria, giocare d'azzardo non è certo una scelta da prendere alla leggera. Dopotutto i soli distributori possono arrivare  a chiedere il 60% del ricavo sul prezzo di copertina, e a quel punto bisogna sottrarre i costi di stampa, il compenso per gli autori, i grafici, i letteristi e tutto il resto... E sono tutti soldi che l'editore deve pagare con un anticipo di diversi mesi, nella speranza che il rientro giustifichi l'investimento. Quindi diciamo pure che un po' di prudenza è giustificata, anche se poi la bravura di un editore non si misura  tanto dalla sua capacità di giocare sul sicuro, quanto dalla sua capacità di intercettare i gusti del nuovo pubblico e di valutare le nuove idee... E infatti, fino a venti o trenta anni fa, in Italia c'erano diversi editori che - pur essendo appassionati di fumetti - si circondavano di consulenti editoriali e/o collaboratori poco più che ventenni, per elaborare prodotti che fossero più in linea con le nuove generazioni. Adesso che le cose non vanno più così (per tanti motivi, che un giorno mi piacerebbe indagare), e che si è soliti affidare a squadre di cinquanta/sessantenni il compito di rinnovare il pubblico e/o di lanciare nuove idee succede quel che succede...

Comunque non era di questo che volevo parlare, ma del fatto che - anche per via di determinati meccanismi - tanti piccoli editori hanno iniziato a guardare al crowdfunding con rinnovato interesse, nella speranza di portare a compimento dei progetti su cui altrimenti avrebbero dovuto mettere una pietra sopra.

E a questi editori, di recente, si è aggiunta anche Annexia, anche se tecnicamente non è una casa editrice, ma un'associazione culturale...

La storia di Annexia è un po' particolare: era nata, anni fa, principalmente per recuperare fumetti vintage che non venivano ristampati da anni, e in particolare quelli umoristici per bambini realizzati da Giorgio Rebuffi, che aveva accordato a questa associazione i diritti per stampare delle raccolte dei suoi personaggi più famosi (che negli anni Cinquanta e Sessanta, ma anche Settanta, avevano effettivamente un certo seguito), come Cucciolo e il lupo Pugaciòff...

Se non che, alla morte di Giorgio Rebuffi (nel 2014), gli eredi avevano preteso di riottenere i diritti di pubblicazione (probabilmente nella speranza di lucrarci sopra rivendendoli a qualche editore più grosso, cosa che comunque non si è ancora verificata e ben gli sta)... E sembrava proprio che a quel punto Annexia fosse sparita dalla circolazione... Se non che - più o meno all'inizio del 2016 - sulla sua pagina facebook avevano cominciato a comparire dei misteriosi annunci, riguardo ad una possibile conversione verso i personaggi dei tascabili erotici italiani, e in particolare quelli degli anni Settanta/Ottanta... E non con delle semplici ristampe, ma proprio con delle nuove storie realizzate da autori contemporanei.

Il tutto, appunto, facendo partire un progetto di crowdfunding (lo trovate CLICCANDO QUI), che per ora comprende principalmente le eroine sexy horror lanciate dalla Ediperiodici... Tutto chiaro? A questo punto, però, qualcuno di voi si chiederà perchè sto dando spazio a questo genere di fumetto proprio su questo blog... La risposta è molto semplice, e se mi seguite da qualche anno forse avrete intuito anche voi qual'è... Anche se in realtà le risposte sono due.

La prima - e più evidente - è che fra le eroine che rientrano in questa operazione di recupero c'è anche Sukia Dragomic, titolare della serie SUKIA... Una serie di cui ho parlato molto spesso perchè il comprimario fisso della vampira, che in copertina aveva le fattezze di Ornella Muti, era Gary: il primo gay realmente emancipato del fumetto italiano (e il primo attivista per i diritti gay, tant'è che andò a manifestare addirittura nella Piazza Rossa di Mosca)... E infatti la serie di SUKIA è diventata un piccolo cult per i gay appassionati di fumetti, e non solo in Italia (visto che era pubblicata anche in Francia e Sudamerica)... Tant'è che - giusto per rinfrescarvi la memoria - neanche tanti anni fa accompagnai a Lucca l'artista spagnolo Francesc Ruiz per raccogliere materiale per un'installazione tutta incentrata su Gary (che ebbe anche un certo risalto, e buoni riscontri di pubblico e critica, anche se in Italia non ne parlò praticamente nessuno)...

E lo stesso artista, proprio l'anno scorso, venne selezionato per portare alla Biennale di Venezia un progetto in cui, guardacaso, interagivano i vari personaggi gay che erano comparsi nelle pubblicazioni della Ediperiodici (ne ho parlato anche QUI)... Quindi, visto che siamo nel 2016 e che Gary era un personaggio cult già negli anni Settanta, penso che sia abbastanza evidente che sarebbe cosa buona e giusta dargli il dovuto spazio all'interno del progetto di Annexia... Anche solo per il fatto che, spesso e volentieri, il vero protagonista della serie (e delle copertine, in cui Sukia aveva una funzione prettamente decorativa) era lui...





Il che mi porta al secondo punto nodale: visto che Annexia ha ottenuto i diritti per i personaggi della Ediperiodici che rientrano nell'operazione di crowdfunding di cui stiamo parlando, presumo che non ci sarebbero particolari problemi ad ottenere anche quelli di personaggi gay come MACHO e ROLANDO DEL FICO e - già che ci siamo - anche bisessuali come KARZAN... Che tra le altre cose non aveva nemmeno particolari problemi ad avere coiti interspecie..

Forse sbaglio, ma sono abbastanza convinto che un loro rilancio, in una chiave moderna e accattivante, potrebbe andare ben oltre alla ristretta cerchia degli appassionati e dei collezionisti...

Poco tempo fa sono venuto in possesso di una pubblicazione datata 1994, una GUIDA AL FUMETTO EROTICO ITALIANO in due parti che era uscita come supplemento a Fumo di China, e che - tra le altre cose - presentava una lunga intervista a Renzo Barbieri (1930-2007), il fondatore della Ediperiodici.

In quell'intervista si legge questo passaggio, che secondo me è molto interessante...

Domanda: Lei è stato il primo a presentare molte cose...
Risposta: Io sono stato il primo a fare i fumetti gay, il primo fumetto gay che ho fatto è stato Rolando Del Fico, poi ne ho fatto un altro molto più pesante che era Macho, qui in redazione avevo una processione di associazioni  gay entusiaste che adoravano Macho...

Se già a metà anni Ottanta c'erano processioni di associazioni gay entusiaste forse varrebbe davvero la pena di chiedersi cosa potrebbe accadere, oggi, se venisse proposta una versione riveduta e corretta di certi personaggi... Magari affidandoli a qualcuno che potrebbe conoscere davvero i gusti e la sensibilità di quello che sarebbe il loro pubblico di riferimento.

Ecco: diciamo che questo post, fondamentalmente, vuole essere un invito a prendere coscienza del fatto che c'è anche questa possibilità... E che, visto che siamo nel 2016 e non più negli anni Settanta/Ottanta, magari sarebbe il caso di valutarla attentamente e di non sprecarla dando per scontato che non avrebbe abbastanza appeal.... Anche perchè, in realtà, personaggi come Gary avevano dei guizzi decisamente moderni anche in tempi non sospetti...

Morale della favola: siccome ogni lasciata è persa spero che questo post possa servire perlomeno come spunto di riflessione, e se voi la pensate come me potete sempre mandare un messaggio ad Annexia andando sulla sua pagina facebook (che trovate QUI). Non si sa mai che in futuro facciano partire un nuovo crowdfunding più mirato...

Dopotutto la speranza non muore mai.

Alla prossima.

P.S. Fra le varie eroine che vuole provare a rilanciare Annexia c'è anche la diavolessa Belzeba, che tecnicamente è ermafrodita... Quindi - siccome il buongiorno di vede dal mattino - l'augurio è che in questo nuovo progetto non ci si riferisca a lei come transessuale, ma - più correttamente - come intersessuale...

sabato 10 dicembre 2016

STREET FIGHTER T

Ciao a tutti, come va?

Anche se spesso il mondo dei videogames, e dei cosiddetti gamers, viene liquidato come un contesto incapace di produrre, diffondere e supportare valori di un certo tipo, di tanto in tanto è bello verificare che i fatti parlano da soli.

Il 2 e il 3 dicembre, ad esempio, si è tenuta (fra Santa Ana e Anaheim, in California) la Capcom Cup 2016, ovvero il torneo che assegna la coppa di miglior giocatore dell'ultima edizione di STREET FIGHTER in circolazione (in questo caso STREET FIGHTER V)... Con un primo premio di ben 120.000 dollari!

Se parlo di questa competizione qui, però, non è per i contenuti del videogioco in quanto tale (una volta tanto), ma per il fatto che la seconda classificata, che si è portata a casa un non proprio disprezzabile bottino di 60.000 dollari, è stata una risoluta gamer transgender, di nome Ricki Sophie Ortiz (che vedete qui sotto)...

La cosa interessante è che ha iniziato il suo percorso di transizione dopo essere entrata ufficialmente nel mondo dei gamers professionisti, più o meno nel 2010... E infatti da diverse parti le foto che compaiono per corredare il suo personale medagliere si riferiscono ancora al suo aspetto precedente (come potete vedere CLICCANDO QUI)... E infatti sarebbe cosa buona e giusta che qualcuno provvedesse ad aggiornarle.

Ad ogni modo direi che la cosa davvero importante è che Ricki Sophie Ortiz sta contribuendo, probabilmente senza neanche rendersene troppo conto, a sensibilizzare l'universo dei gamers nei confronti di tutta una serie di tematiche, e sicuramente il fatto che risulta un modello vincente può anche contribuire a rendere questo ambito più accogliente ed inclusivo per la minoranza a cui appartiene... Tant'è che i commentatori dei suoi incontri stanno ben attenti a parlare di lei al femminile.

In ogni caso, se siete appassionati di STREET FIGHTER, qui sotto vi posto un assaggio del suo stile di combattimento...
Sicuramente il fatto che in Italia il mondo LGBT propriamente detto sia abbastanza scollato da certi contesti, che non hanno mai avuto molte cose a che spartire con la "cultura gay" così come viene tradizionalmente intesa nel nostro paese, non aiuta a diffondere certe notizie... Ed è un peccato, anche perchè l'idea di una professional gamer transgender potrebbe contribuire anche da noi a svecchiare tutta una serie di pregiudizi e luoghi comuni (ormai superati) sugli interessi e sulle prospettive delle persone transgender.

Ad ogni modo tanti complimenti a Ricki Sophie Ortiz.

E complimenti anche agli organizzatori della Capcom Cup e di tutti i tornei annessi.

Alla prossima.