Ciao a tutti, come va?
La notizia che devo darvi oggi, lo ammetto, è di quelle che speravo di dare da quando ho inaugurato questo piccolo blog (anni e anni fa)... Eppure, adesso che posso darla, il fatto che sia la prima notizia italiana del 2017 rende il tutto ancora più curioso e - volendo - benaugurale per tutti... Infatti questa volta devo annunciarvi che in tutte le edicole italiane arriverà una prima miniserie Made in Italy avente come protagonisti due giovani omosessuali...
Dell'Editoriale Cosmo ho sempre parlato bene anche in tempi non sospetti, ma devo dire che questo slancio è andato al di là delle mie aspettative (o perlomeno di quelle a breve termine), anche perchè finora non avevo mai avuto occasione di verificare il loro effettivo livello di apertura nei confronti di certe tematiche... Ad ogni modo, vedendo di che fumetto si tratta (al di là della tematica omosessuale), la sorpresa cresce ulteriormente.
Ad ogni modo ora parto dall'inizio e vediamo di capire assieme cosa sta succedendo...
Prima di tutto c'è un brava fumettista e illustratrice, che si chiama Sara Spano e ha un bel blog dove pubblica i suoi lavori (lo trovate CLICCANDO QUI). Come molte fumettiste della sua generazione è stata influenzata da manga e anime, e - riportando quello che mi ha detto nella nostra chiacchierata su facebook di ieri - ha una certa dipendenza dai BOYS LOVE, i manga a tematica omoerotica realizzati da ragazze per un pubblico di ragazze di cui anche su questo blog ho parlato fino allo sfinimento... Ed è da quando aveva quattordici anni che aveva iniziato ad elaborare il soggetto della storia di cui stiamo parlando oggi, che si chiama NINE STONES e che ha deciso di condividere gratuitamente su una pagina facebook dedicata (CLICCATE QUI) e su Tapastic in inglese (CLICCATE QUI)...
Da quello che mi ha raccontato, quando ha iniziato a condividerlo su facebook (lo scorso settembre) si aspettava di raggiungere al massimo un migliaio di lettori fissi entro la fine dell'anno, ma a quanto pare la situazione ha preso una piega del tutto diversa. Di certo per via dell'alta qualità dei disegni, che probabilmente calamitano anche l'attenzione e la curiosità di chi non è un appassionato all'ultimo stadio, ma SICURAMENTE anche per via della storia, visto che pur ispirandosi allo stile e ai contenuti tipicamente BOYS LOVE li rielabora in uno stile decisamente particolare... Qualcosa che, per intenderci, ha molta più familiarità la crudezza e l'italianità di prodotti come "Lo chiamavano Jeeg Robot", "Gomorra" e via discorrendo, che non con i classici BOYS LOVE... Con la differenza che i protagonisti sono due ragazzi gay molto giovani che all'inizio non si sopportano e poi scoprono un'attrazione reciproca dai risvolti un po' inquietanti, mentre sullo sfondo si intravedono elementi che potrebbero sfociare nell'horror e nel paranormale...
Quindi abbiamo a che fare con un bel linguaggio giovanile scurrile, con un ambiente degradato e con situazioni estreme (e pure un po' gore), che a me - per esempio - hanno ricordato abbastanza i primi capitoli del manga AKIRA di Otomo... Con suoi ragazzini disadattati e lasciati a loro stessi, che si ritrovano a fracassare teste a colpi di mazza senza neanche sapere bene perchè... In un contesto che li abbruttisce e soffoca i loro sentimenti. Sulla trama non mi dilungo, perchè tanto il fumetto è visionabile gratuitamente, però penso si sia intuito che è un prodotto abbastanza forte, che non è mediato da buonismi, momenti politically correct o altro... Nel senso che - evidentemente - è stato elaborato da una persona che prima di tutto lo ha fatto per assecondare la sua ispirazione, e non per piacere a questo o a quell'editore, magari considerando quali sono le fasce di pubblico che gli editori italiani considerano più appetibili e via dicendo... E men che meno lo ha realizzato per promuovere l'immagine della comunità gay, o cose del genere.
Tuttavia si tratta comunque di un fumetto a tematica gay, in cui il fatto che i protagonisti sono gay non è la causa dei loro problemi (cosa assai rara in un fumetto italiano), ma che anzi rappresenta una delle poche cose positive della loro vita: violenta, squallida e condizionata dalle regole della malavita.
E qui arriviamo alla parte più interessante di tutta questa storia... Dato che questa produzione è diventata virale quel tanto che basta da spingere ben QUATTRO editori italiani a farsi avanti con l'autrice, e per la precisione parliamo di Shockdom, Mangasempai, Star Comics e - appunto - Editoriale Cosmo... Che si è aggiudicata la firma sul contratto perchè era l'unica che proponeva un'edizione da edicola in due parti (seguita da un'edizione integrale cartonata da presentare probabilmente alla prossima edizione di Lucca Comics), e dato che Sara Spano ci teneva particolarmente a fare in modo che la sua opera avesse la possibilità di smuovere le acque (e a provare che c'è spazio per questi temi anche in edicola) la scelta è stata automatica... Anche perchè, appunto, nelle nostre edicole un fumetto italiano che trattasse questi temi (per giunta in questo modo) non si era ancora visto.
Ad ogni modo direi che è alquanto indicativo il fatto che gli editori che si sono fatti avanti per un fumetto di questo genere, peraltro già leggibile gratuitamente su facebook, siano stati quattro (e neanche degli editori da poco): segno evidente che nell'aria qualcosa ha iniziato a cambiare. Anche perchè, se è vero che in Italia i BOYS LOVE sono stari relativamente sdoganati è anche vero che questo non può definirsi propriamente un BOYS LOVE, quindi sarà davvero molto interessante seguire gli sviluppi di tutta questa vicenda.
Anche perchè se le vendite in edicola di NINE STONES in edicola dovessero andare particolarmente bene si aprirebbero tutta una serie di scenari interessanti e inediti per il prossimo futuro... Che magari potrebbero lasciare spazio anche ad un più variegata rappresentazione della condizione omosessuale nei fumetti italiani che arrivano in edicola...
In ogni caso per il momento non resta da fare altro che aspettare, anche perchè la miniserie dovrebbe essere proposta in edicola fra MAGGIO e GIUGNO (e cioè, guardacaso, fra il mese per la lotta all'omofobia e quello del Gay Pride).
Piccola nota a margine: l'Editoriale Cosmo fino a qualche anno fa aveva un altro nome e si occupava di editare prodotti legati al mondo dei Giochi di Ruolo, quindi - e per fortuna - non è la tipica casa editrice italiana di fumetti popolari da edicola, gestita da persone che sono rimaste traumatizzate da decenni di interventi censori, compromessi obbligati, intromissioni varie e tutto il resto... E non deve nemmeno rendere conto delle sue scelte ad uno zoccolo duro di lettori ultrasessantenni...
La cosa curiosa è che, al momento, l'Editoriale Cosmo è l'eccezione che conferma la regola, mentre a rigor di logica dovrebbe essere il contrario.
Sia come sia direi che qualcosa, alla fine, si sta iniziando a muovere sul serio...
Alla prossima.
martedì 10 gennaio 2017
sabato 7 gennaio 2017
TRANS DA ANTOLOGIA...
Ciao a tutti, come va?
Forse vi siete preoccupati per il fatto che questa settimana - dopo anni - è stato saltato un aggiornamento: in quel caso vorrei tranquillizzarvi, dato che in realtà sono solamente stato travolto dall'epidemia influenzale che è in giro in questo periodo. Poco male, quindi.
Anche perchè oggi vado a segnalarvi una nuova iniziativa che offre degli spunti di riflessione abbastanza interessanti.
Negli USA, tanto per cambiare, è da poco attiva una piccola realtà editoriale che nasce per promuovere contenuti LGBT+, si chiama Stacked Deck Press e al momento ha in catalogo quattro pubblicazioni.
Nella fattispecie si tratta di pubblicazioni come la storia di un cavaliere della Tavola Rotonda che diventa donna per via di un incantesimo, con tutte le implicazioni sociali del caso...
La storia di una madre che cerca di crescere la figlia senza troppi pregiudizi di genere...
Una classica antologia di storie "underground" a tematica LGBT (di cui parlai a suo tempo)...
E per finire un benl libro di disegni da colorare per adulti (di quelli che vanno tanto di moda ultimamente), in cui i soggetti sono personaggi molto iconici per la cultura e la storia LGBT (ovviamente da un punto di vista prettamente statunitense).
Se questi articoli vi interessano lo shop della casa editrice lo trovate CLICCANDO QUI. In ogni caso oggi non vi parlo di questa piccola casa editrice per quello che ha già fatto, ma per quello che ha intenzione di fare. Infatti sul suo sito si legge che sta cercando materiale da inserire nella sua prossima antologia, che sarà un po' diversa dal solito. Infatti vuole ospitare solo da fumettisti e fumettiste trans, che potranno utilizzare il linguaggio del fumetto per trattare diverse tematiche dal proprio punto di vista. Come si legge sulla pagina che annuncia l'iniziativa (CLICCATE QUI se volete maggiori informazioni) le storie dovranno essere al massimo di otto pagine, ed è prevista anche una piccola retribuzione (20$ a pagina) per quanti verranno selezionati. Al momento sulla pagina si danno per certe una ventina di adesioni, ma dalla discussione sottostante si evince che l'iniziativa potrebbe avere un riscontro molto più ampio.
Staremo a vedere.
Sicuramente mentre leggevo di questa cosa non ho potuto fare a meno di pensare che, se pure in Italia iniziamo ad avere editori che hanno un occhio di riguardo per le tematiche LGBT, e anche se abbiamo qualche fumettista omosessuale che non lo nasconde (ma che, d'altra parte, in buona parte dei casi preferisce non compromettersi troppo con storie e contenuti troppo "schierati"), alla fine dalle nostre parti fumettisti o fumettisti trans non mi risulta che ce ne siano... O perlomeno non mi risulta che siano dichiaramente trans nel loro specifico ambito lavorativo.
E questo penso sia abbastanza indicativo di tutta una quantità di cose che chi non è trans dà per scontate, ma che poi tanto scontate non sono, soprattutto nel mondo dell'editoria a fumetti italiana.
Comunque se qualche fumettista trans italian* volesse farsi avanti con la Stacked Deck Press, una volta che è in grado di comunicare in inglese non penso che dovrebbe farsi problemi.
Anzi...
Ad ogni modo vi terrò aggiornati anche su questa cosa, e se volete aggiornarvi un po' su tutta la questione dei generi e degli orientamenti vi ricordo che su National Geographic di questo mese si parla proprio di questo... Con tanto di (doppia) copertina dedicata.
E infatti nel nostro paese (tanto per cambiare) per via delle copertine e per via del contenuto del dossier interno è scoppiato un tale casino che il sito italiano ha sentito la necessità di autointervistarsi, per chiarire la sua posizione e il suo punto di vista (se vi interessa CLICCATE QUI)...
Così adesso rischiamo anche di entrate nel Guinness dei primati per essere il primo paese occidentale in cui una rivista prestigiosa come National Geographic ha sentito la necessità di giustificare le sue scelte contenutistiche...
*SIGH*
Alla prossima... Ora torno a curarmi i postumi dell'influenza.
Forse vi siete preoccupati per il fatto che questa settimana - dopo anni - è stato saltato un aggiornamento: in quel caso vorrei tranquillizzarvi, dato che in realtà sono solamente stato travolto dall'epidemia influenzale che è in giro in questo periodo. Poco male, quindi.
Anche perchè oggi vado a segnalarvi una nuova iniziativa che offre degli spunti di riflessione abbastanza interessanti.
Negli USA, tanto per cambiare, è da poco attiva una piccola realtà editoriale che nasce per promuovere contenuti LGBT+, si chiama Stacked Deck Press e al momento ha in catalogo quattro pubblicazioni.
Nella fattispecie si tratta di pubblicazioni come la storia di un cavaliere della Tavola Rotonda che diventa donna per via di un incantesimo, con tutte le implicazioni sociali del caso...
La storia di una madre che cerca di crescere la figlia senza troppi pregiudizi di genere...
Una classica antologia di storie "underground" a tematica LGBT (di cui parlai a suo tempo)...
E per finire un benl libro di disegni da colorare per adulti (di quelli che vanno tanto di moda ultimamente), in cui i soggetti sono personaggi molto iconici per la cultura e la storia LGBT (ovviamente da un punto di vista prettamente statunitense).
Se questi articoli vi interessano lo shop della casa editrice lo trovate CLICCANDO QUI. In ogni caso oggi non vi parlo di questa piccola casa editrice per quello che ha già fatto, ma per quello che ha intenzione di fare. Infatti sul suo sito si legge che sta cercando materiale da inserire nella sua prossima antologia, che sarà un po' diversa dal solito. Infatti vuole ospitare solo da fumettisti e fumettiste trans, che potranno utilizzare il linguaggio del fumetto per trattare diverse tematiche dal proprio punto di vista. Come si legge sulla pagina che annuncia l'iniziativa (CLICCATE QUI se volete maggiori informazioni) le storie dovranno essere al massimo di otto pagine, ed è prevista anche una piccola retribuzione (20$ a pagina) per quanti verranno selezionati. Al momento sulla pagina si danno per certe una ventina di adesioni, ma dalla discussione sottostante si evince che l'iniziativa potrebbe avere un riscontro molto più ampio.
Staremo a vedere.
Sicuramente mentre leggevo di questa cosa non ho potuto fare a meno di pensare che, se pure in Italia iniziamo ad avere editori che hanno un occhio di riguardo per le tematiche LGBT, e anche se abbiamo qualche fumettista omosessuale che non lo nasconde (ma che, d'altra parte, in buona parte dei casi preferisce non compromettersi troppo con storie e contenuti troppo "schierati"), alla fine dalle nostre parti fumettisti o fumettisti trans non mi risulta che ce ne siano... O perlomeno non mi risulta che siano dichiaramente trans nel loro specifico ambito lavorativo.
E questo penso sia abbastanza indicativo di tutta una quantità di cose che chi non è trans dà per scontate, ma che poi tanto scontate non sono, soprattutto nel mondo dell'editoria a fumetti italiana.
Comunque se qualche fumettista trans italian* volesse farsi avanti con la Stacked Deck Press, una volta che è in grado di comunicare in inglese non penso che dovrebbe farsi problemi.
Anzi...
Ad ogni modo vi terrò aggiornati anche su questa cosa, e se volete aggiornarvi un po' su tutta la questione dei generi e degli orientamenti vi ricordo che su National Geographic di questo mese si parla proprio di questo... Con tanto di (doppia) copertina dedicata.
E infatti nel nostro paese (tanto per cambiare) per via delle copertine e per via del contenuto del dossier interno è scoppiato un tale casino che il sito italiano ha sentito la necessità di autointervistarsi, per chiarire la sua posizione e il suo punto di vista (se vi interessa CLICCATE QUI)...
Così adesso rischiamo anche di entrate nel Guinness dei primati per essere il primo paese occidentale in cui una rivista prestigiosa come National Geographic ha sentito la necessità di giustificare le sue scelte contenutistiche...
*SIGH*
Alla prossima... Ora torno a curarmi i postumi dell'influenza.
martedì 3 gennaio 2017
DISEGNI ANIMATI...
Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che fino all'ultimo ero abbastanza indeciso sull'argomento con cui avrei inaugurato il 2017 di questo blog, ma alla fine ho pensato che poteva essere interessante un post che avesse un qualche valore simbolico... Qualcosa che desse la misura del fatto che siamo nel 2017 e che le cose sono cambiate sul serio rispetto a qualche anno (o decennio fa), insomma...
Così ho pensato che, ad esempio, poteva essere carino cogliere l'occasione per segnalarvi che il 27 di questo mese debutterà ufficialmente il primo musical dedicato alla vita di Tom of Finland... Ebbene sì: non solo quest'anno la vita di uno dei capostipiti dell'illustrazione omoerotica moderna arriverà al cinema, ma si è guadagnata anche un vero e proprio musical, che verrà rappresentato per la prima volta al Logomo City Theatre di Turku... Ovviamente in Finlandia (maggiori informazioni le trovate QUI)...
Casomai foste in loco e vi interessasse, sappiate che il musical verrà presentato con i sottotitoli in inglese.
Ad ogni modo, come accade sempre più spesso, le iniziative che coinvolgono Tom of Finland non vengono mai sole. Infatti il famoso DJ tedesco Helmut Josef Geier (in arte DJ Hell), che mi dicono essere un vero e proprio vate europeo per la musica di genere electroclash, ha contattato la Tom of Finland Foundation per avere il permesso di utilizzare i disegni originali di Tom of Finland nel suo ultimo video... E così, nel 2017, finalmente possiamo vedere le iconiche illustrazioni dell'artista prendere vita, magicamente animate con un apposito software...
Qui sotto potete vedere il video in versione soft...
Mentre se volete vedere lo stesso video in versione super esplicita potete andare direttamente nella home page della Tom of Finland Foundation (CLICCATE QUI). Non male come traguardo, direi, considerando che parliamo di un'artista che dalla metà degli anni Cinquanta ai primi anni Ottanta aveva lavorato nella semiclandestinità... Mentre adesso i suoi disegni si trovano davvero ovunque (dalle buste del caffè ai francobolli, dai profumi ai copriletto), mentre gli vengono dedicate mostre personali in prestigiose gallerie d'arte in tutto il mondo...
E in effetti continuo a chiedermi che cosa avrebbe pensato il diretto interessato di tutto questo, se non fosse venuto a mancare nell'ormai lontano 1991...
Così come continuo a chiedermi cosa avrebbe pensato del fatto che, a tutt'oggi, in Italia nessuno ha ancora osato dedicargli una mostra come si deve.
Ad ogni modo direi che il suo caso sta diventando la prova migliore di come la situazione si sia evoluta.
Per fortuna.
Alla prossima.
Devo ammettere che fino all'ultimo ero abbastanza indeciso sull'argomento con cui avrei inaugurato il 2017 di questo blog, ma alla fine ho pensato che poteva essere interessante un post che avesse un qualche valore simbolico... Qualcosa che desse la misura del fatto che siamo nel 2017 e che le cose sono cambiate sul serio rispetto a qualche anno (o decennio fa), insomma...
Così ho pensato che, ad esempio, poteva essere carino cogliere l'occasione per segnalarvi che il 27 di questo mese debutterà ufficialmente il primo musical dedicato alla vita di Tom of Finland... Ebbene sì: non solo quest'anno la vita di uno dei capostipiti dell'illustrazione omoerotica moderna arriverà al cinema, ma si è guadagnata anche un vero e proprio musical, che verrà rappresentato per la prima volta al Logomo City Theatre di Turku... Ovviamente in Finlandia (maggiori informazioni le trovate QUI)...
Casomai foste in loco e vi interessasse, sappiate che il musical verrà presentato con i sottotitoli in inglese.
Ad ogni modo, come accade sempre più spesso, le iniziative che coinvolgono Tom of Finland non vengono mai sole. Infatti il famoso DJ tedesco Helmut Josef Geier (in arte DJ Hell), che mi dicono essere un vero e proprio vate europeo per la musica di genere electroclash, ha contattato la Tom of Finland Foundation per avere il permesso di utilizzare i disegni originali di Tom of Finland nel suo ultimo video... E così, nel 2017, finalmente possiamo vedere le iconiche illustrazioni dell'artista prendere vita, magicamente animate con un apposito software...
Qui sotto potete vedere il video in versione soft...
Mentre se volete vedere lo stesso video in versione super esplicita potete andare direttamente nella home page della Tom of Finland Foundation (CLICCATE QUI). Non male come traguardo, direi, considerando che parliamo di un'artista che dalla metà degli anni Cinquanta ai primi anni Ottanta aveva lavorato nella semiclandestinità... Mentre adesso i suoi disegni si trovano davvero ovunque (dalle buste del caffè ai francobolli, dai profumi ai copriletto), mentre gli vengono dedicate mostre personali in prestigiose gallerie d'arte in tutto il mondo...
E in effetti continuo a chiedermi che cosa avrebbe pensato il diretto interessato di tutto questo, se non fosse venuto a mancare nell'ormai lontano 1991...
Così come continuo a chiedermi cosa avrebbe pensato del fatto che, a tutt'oggi, in Italia nessuno ha ancora osato dedicargli una mostra come si deve.
Ad ogni modo direi che il suo caso sta diventando la prova migliore di come la situazione si sia evoluta.
Per fortuna.
Alla prossima.
sabato 31 dicembre 2016
ITALIA DI FINE ANNO...
Ciao a tutti, come va?
Questo ultimo post del 2016, come vi a vevo annunciato, proverà ad offrire una breve riflessione sulla situazione italiana, ovviamente dal punto di vista delle tematiche che affronta questo sito. In realtà, anche se non bisognerebbe mai esprimere giudizi troppo frettolosi, la sensazione è che l'anno appena trascorso sia stato un anno di transizione. Nel senso che qualcosa, forse, ha iniziato a cambiare e la situazione non è rimasta immobile come negli anni precedenti... Anche se per ora si è trattato di cambiamenti quasi impercettibili, che sono passati un po' inosservati in una situazione d'insieme che resta ancora abbastanza problematica.
Partiamo da un dato di fatto: a differenza di quanto è avvenuto negli scorsi anni, adesso non ho per le mani abbastanza materiale per evidenziare quanto è stato omofobo e arretrato è il panorama dei fumetti Made in Italy negli ultimi dodici mesi. Intendiamoci: anche nel 2016 non sono mancate varie perle (che ho sempre cercato di segnalare), e numerose sono state le omissioni e/o le occasioni mancate, tuttavia è innegabile come - perlomeno dal punto di vista quantitativo - la rappresentazione delle tematiche LGBT nel fumetto italiano non abbia raggiunto i picchi di omofobia, pregiudizi e stereotipi del 2015 e del 2014... E anche se è presto per dire se si tratta dell'eccezione che conferma la regola o di una reale inversione di tendenza è comunque un dato interessante, da tenere in debito conto. Anche perchè, se è pur vero che non siamo ancora arrivati ad avere una rappresentazione particolarmente positiva, assertiva e disinvolta di certi argomenti, è anche vero che - piuttosto che parlarne nella solita maniera poco friendly, diciamo - in molti casi si è preferito non parlarne affatto... E, considerando la situazione di partenza, non è poi una cosa da poco...
Anche perchè considerando la crisi generale dell'editoria a fumetti (soprattutto fra i giovani), il fatto che gli argomenti LGBT non sono più il tabù di un tempo (soprattutto fra i giovani) e l'arrivo di una Legge sulle Unioni Civili anche in Italia (che sicuramente è percepita come "naturale" soprattutto dai giovani)... Forse qualcuno deve avere iniziato perlomeno a prendersi una pausa di riflessione nell'attesa di decidere se è davvero il caso di rivedere alcune posizioni storiche, e magari valutando l'ipotesi di fare piccoli dei passi in direzioni che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili.
Anche perchè c'è un altro piccolo dettaglio da non sottovalutare: una casa editrice può omettere e censurare quanto vuole, ma il pubblico di oggi ha libero accesso a molteplici forme di intrattenimento che non omettono e censurano nulla... E quindi, prima o poi, deve fare i conti col fatto che un conto è l'immagine che vuole mantenere, magari per non indisporre i poteri forti e i lettori più conservatori e/o maturi, e un conto è il pubblico che ha davvero il potere di farla andare avanti in un periodo di concorrenza spietata da parte - ad esempio - di internet... E di tutto quello che un utente può visionare GRATUITAMENTE per occupare il suo tempo libero.
L'altro giorno stavo rileggendo il bel saggio "Illustrated Comics of Superhero Comics of the Golden Age", e in particolare mi ha colpito quello che c'era scritto a pagina 58, quando si citava una dichiarazione di C.C. Beck (il creatore di Capitan Marvel) nel 1945... Secondo lui il crollo delle vendite dei fumetti su supereroi, dopo la guerra, era dovuto al fatto il pubblico di riferimento dei fumetti - molto semplicemente - era cambiato... I giovani soldati e i marinai, ad esempio, erano tornati a casa e non avevano più tempo (e soldi) da investire in fumetti, mentre l'arresto dell'industria bellica aveva cambiato l'assetto dell'economia e la sensibilità generale...
Così, nel giro di pochi anni, le vendite di fumetti di supereroi colarono a picco... E il settore rifiorì grazie ai fumetti umoristici per adolescenti, ai fumetti romantici per ragazze, ai western, ai polizieschi e - più tardi - agli horror... Perlomeno fino a quando non si alzarono gli scudi della censura e non venne creato il Comics Code... Che favorì indirettamente la ripresa delle tematiche fantastiche e dei supereroi, ma questa è un'altra storia.
In realtà la situazione che si sta verificando in Italia in questi anni è abbastanza simile, per alcuni aspetti (e per tutt'altro genere di motivi) a quella che si verificò negli USA alla fine degli anni Quaranta, perlomeno dal punto di vista dei fumetti... Nel senso che la sensibilità del pubblico sta cambiando molto rapidamente su tutta una serie di questioni, e chi si occupa di intrattenimento non può davvero permettersi di fare finta di niente. A meno che non voglia che i suoi prodotti facciano la fine dei supereroi americani degli anni Quaranta, che in buona parte dei casi sono finiti nel dimenticatoio... Fatti salvi - appunto - quelli che poi sono stati recuperati e periodicamente aggiornati...
Aggiornati e rilanciati sfruttando al meglio i temi che possono essere sfruttati al giorno d'oggi, ovviamente... Cosa che purtroppo, in Italia, si fa poco e male. E lo si nota anche da come - dalle nostre parti - nelle serie a fumetti la presenza di tematiche LGBT (in particolare se presentate in maniera moderna) sia inversamente proporzionale alla popolarità e al prestigio dei protagonisti. Quasi come se non esporsi troppo, e non risultare troppo "audaci", sia considerato ancora oggi più vantaggioso del riscontro di pubblico in quanto tale...
E questo non riguarda solo l'ambito dei fumetti.
Negli scorsi mesi ho accennato spesso anche al problema delle censure televisive, e sono tornato diverse volte sul tema della sparizione delle nuove produzioni animate giapponesi dai palinsesti italiani. Eppure, a conferma della teoria di cui sopra, certe produzioni offrono dei riscontri alquanto vantaggiosi: questo mese su RAI GULP è arrivata SAILOR MOON CRYSTAL (che nella trasmissione della mattina supera il 2% di share, ed il programma più visto dell'emittente... Anche se è bene ricordare che ogni puntata viene trasmessa ben tre volte al giorno), mentre DRAGON BALL SUPER nel primo pomeriggio di Italia Uno ha conquistato l'8% di share... E in entrambi i casi le serie sono state lanciate nel pieno delle festività natalizie e di tutte le loro distrazioni.
Qualcosa vorrà pur dire, soprattutto considerando che gli appassionati hanno avuto già modo di vedere entrambe le serie sottotitolate in italiano e/o doppiate dai fans... E pertanto la teoria secondo cui l'animazione giapponese in Italia non ha più futuro per colpa dello streaming illegale perde automaticamente di validità... E assomiglia tanto ad una scusa che finora serviva per coprire tutt'altro genere di motivazioni... E forse non è un caso...
Così come come non deve essere un caso se, per pubblicizzare la nuova serie de "Le Regole del Delitto Perfetto" (Get Away With Murder), SKY abbia scelto di realizzare un promo che mostra chiaramente due dei protagonisti maschili nell'intimità mentre la voce che commenta il tutto ribadisce che su SKY non ci sarà nessuna censura... Giusto per lanciare una frecciatina alla RAI e al putiferio che suscitò quando scelse di censurare il suddetto genere di scene durante la prima trasmissione in chiaro della serie... E per rimarcare che è ben consapevole del fatto che il pubblico di oggi è molto attento a questi dettagli, e alla libera rappresentazione di un certo tipo di tematica (che sicuramente ora fa più tendenza rispetto al passato, soprattutto quando le viene dato spazio in maniera moderna).
Quindi, anche la situazione italiana è ben lontana dall'essere idilliaca e al passo coi tempi, sarei tentato di pensare che forse, con l'arrivo del 2017, qualcosa potrebbe essere davvero sul punto di cambiare... Soprattutto che è il pubblico di oggi a richiederlo.
Anche se ovviamente è tutto da verificare, e le spinte contrarie non mancheranno...
E ovviamente questo blog si divertirà a monitorare la situazione.
Ad ogni modo Buon Anno a tutti e a prestissimo!
Questo ultimo post del 2016, come vi a vevo annunciato, proverà ad offrire una breve riflessione sulla situazione italiana, ovviamente dal punto di vista delle tematiche che affronta questo sito. In realtà, anche se non bisognerebbe mai esprimere giudizi troppo frettolosi, la sensazione è che l'anno appena trascorso sia stato un anno di transizione. Nel senso che qualcosa, forse, ha iniziato a cambiare e la situazione non è rimasta immobile come negli anni precedenti... Anche se per ora si è trattato di cambiamenti quasi impercettibili, che sono passati un po' inosservati in una situazione d'insieme che resta ancora abbastanza problematica.
Partiamo da un dato di fatto: a differenza di quanto è avvenuto negli scorsi anni, adesso non ho per le mani abbastanza materiale per evidenziare quanto è stato omofobo e arretrato è il panorama dei fumetti Made in Italy negli ultimi dodici mesi. Intendiamoci: anche nel 2016 non sono mancate varie perle (che ho sempre cercato di segnalare), e numerose sono state le omissioni e/o le occasioni mancate, tuttavia è innegabile come - perlomeno dal punto di vista quantitativo - la rappresentazione delle tematiche LGBT nel fumetto italiano non abbia raggiunto i picchi di omofobia, pregiudizi e stereotipi del 2015 e del 2014... E anche se è presto per dire se si tratta dell'eccezione che conferma la regola o di una reale inversione di tendenza è comunque un dato interessante, da tenere in debito conto. Anche perchè, se è pur vero che non siamo ancora arrivati ad avere una rappresentazione particolarmente positiva, assertiva e disinvolta di certi argomenti, è anche vero che - piuttosto che parlarne nella solita maniera poco friendly, diciamo - in molti casi si è preferito non parlarne affatto... E, considerando la situazione di partenza, non è poi una cosa da poco...
Anche perchè considerando la crisi generale dell'editoria a fumetti (soprattutto fra i giovani), il fatto che gli argomenti LGBT non sono più il tabù di un tempo (soprattutto fra i giovani) e l'arrivo di una Legge sulle Unioni Civili anche in Italia (che sicuramente è percepita come "naturale" soprattutto dai giovani)... Forse qualcuno deve avere iniziato perlomeno a prendersi una pausa di riflessione nell'attesa di decidere se è davvero il caso di rivedere alcune posizioni storiche, e magari valutando l'ipotesi di fare piccoli dei passi in direzioni che fino a pochi anni fa sarebbero state impensabili.
Anche perchè c'è un altro piccolo dettaglio da non sottovalutare: una casa editrice può omettere e censurare quanto vuole, ma il pubblico di oggi ha libero accesso a molteplici forme di intrattenimento che non omettono e censurano nulla... E quindi, prima o poi, deve fare i conti col fatto che un conto è l'immagine che vuole mantenere, magari per non indisporre i poteri forti e i lettori più conservatori e/o maturi, e un conto è il pubblico che ha davvero il potere di farla andare avanti in un periodo di concorrenza spietata da parte - ad esempio - di internet... E di tutto quello che un utente può visionare GRATUITAMENTE per occupare il suo tempo libero.
L'altro giorno stavo rileggendo il bel saggio "Illustrated Comics of Superhero Comics of the Golden Age", e in particolare mi ha colpito quello che c'era scritto a pagina 58, quando si citava una dichiarazione di C.C. Beck (il creatore di Capitan Marvel) nel 1945... Secondo lui il crollo delle vendite dei fumetti su supereroi, dopo la guerra, era dovuto al fatto il pubblico di riferimento dei fumetti - molto semplicemente - era cambiato... I giovani soldati e i marinai, ad esempio, erano tornati a casa e non avevano più tempo (e soldi) da investire in fumetti, mentre l'arresto dell'industria bellica aveva cambiato l'assetto dell'economia e la sensibilità generale...
Così, nel giro di pochi anni, le vendite di fumetti di supereroi colarono a picco... E il settore rifiorì grazie ai fumetti umoristici per adolescenti, ai fumetti romantici per ragazze, ai western, ai polizieschi e - più tardi - agli horror... Perlomeno fino a quando non si alzarono gli scudi della censura e non venne creato il Comics Code... Che favorì indirettamente la ripresa delle tematiche fantastiche e dei supereroi, ma questa è un'altra storia.
In realtà la situazione che si sta verificando in Italia in questi anni è abbastanza simile, per alcuni aspetti (e per tutt'altro genere di motivi) a quella che si verificò negli USA alla fine degli anni Quaranta, perlomeno dal punto di vista dei fumetti... Nel senso che la sensibilità del pubblico sta cambiando molto rapidamente su tutta una serie di questioni, e chi si occupa di intrattenimento non può davvero permettersi di fare finta di niente. A meno che non voglia che i suoi prodotti facciano la fine dei supereroi americani degli anni Quaranta, che in buona parte dei casi sono finiti nel dimenticatoio... Fatti salvi - appunto - quelli che poi sono stati recuperati e periodicamente aggiornati...
Aggiornati e rilanciati sfruttando al meglio i temi che possono essere sfruttati al giorno d'oggi, ovviamente... Cosa che purtroppo, in Italia, si fa poco e male. E lo si nota anche da come - dalle nostre parti - nelle serie a fumetti la presenza di tematiche LGBT (in particolare se presentate in maniera moderna) sia inversamente proporzionale alla popolarità e al prestigio dei protagonisti. Quasi come se non esporsi troppo, e non risultare troppo "audaci", sia considerato ancora oggi più vantaggioso del riscontro di pubblico in quanto tale...
E questo non riguarda solo l'ambito dei fumetti.
Negli scorsi mesi ho accennato spesso anche al problema delle censure televisive, e sono tornato diverse volte sul tema della sparizione delle nuove produzioni animate giapponesi dai palinsesti italiani. Eppure, a conferma della teoria di cui sopra, certe produzioni offrono dei riscontri alquanto vantaggiosi: questo mese su RAI GULP è arrivata SAILOR MOON CRYSTAL (che nella trasmissione della mattina supera il 2% di share, ed il programma più visto dell'emittente... Anche se è bene ricordare che ogni puntata viene trasmessa ben tre volte al giorno), mentre DRAGON BALL SUPER nel primo pomeriggio di Italia Uno ha conquistato l'8% di share... E in entrambi i casi le serie sono state lanciate nel pieno delle festività natalizie e di tutte le loro distrazioni.
Qualcosa vorrà pur dire, soprattutto considerando che gli appassionati hanno avuto già modo di vedere entrambe le serie sottotitolate in italiano e/o doppiate dai fans... E pertanto la teoria secondo cui l'animazione giapponese in Italia non ha più futuro per colpa dello streaming illegale perde automaticamente di validità... E assomiglia tanto ad una scusa che finora serviva per coprire tutt'altro genere di motivazioni... E forse non è un caso...
Così come come non deve essere un caso se, per pubblicizzare la nuova serie de "Le Regole del Delitto Perfetto" (Get Away With Murder), SKY abbia scelto di realizzare un promo che mostra chiaramente due dei protagonisti maschili nell'intimità mentre la voce che commenta il tutto ribadisce che su SKY non ci sarà nessuna censura... Giusto per lanciare una frecciatina alla RAI e al putiferio che suscitò quando scelse di censurare il suddetto genere di scene durante la prima trasmissione in chiaro della serie... E per rimarcare che è ben consapevole del fatto che il pubblico di oggi è molto attento a questi dettagli, e alla libera rappresentazione di un certo tipo di tematica (che sicuramente ora fa più tendenza rispetto al passato, soprattutto quando le viene dato spazio in maniera moderna).
Quindi, anche la situazione italiana è ben lontana dall'essere idilliaca e al passo coi tempi, sarei tentato di pensare che forse, con l'arrivo del 2017, qualcosa potrebbe essere davvero sul punto di cambiare... Soprattutto che è il pubblico di oggi a richiederlo.
Anche se ovviamente è tutto da verificare, e le spinte contrarie non mancheranno...
E ovviamente questo blog si divertirà a monitorare la situazione.
Ad ogni modo Buon Anno a tutti e a prestissimo!
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