Ciao a tutti e ciao a tutte, come state?
Siccome questo è il blog che vi dice tutto quello che gli altri non vi dicono oggi volevo colmare una piccola lacuna che si trascinava da circa un annetto... Infatti circa un annetto fa avevo parlato del cartone di JEM, dei suoi risvolti gay friendly (che ne hanno fatto una specie di icona per tanti gay in boccio degli anni 80, ma non solo) e di come la cantante che interpretava le canzoni di JEM (Britta Philips), in America fosse ancora una cantante melodica di tutto rispetto. In quell'occasione, però, avevo omesso di segnalarvi che fine aveva fatto la cantante che nel cartone interpretava le canzoni di Pizzazz, leader del gruppo avversario delle Misfits (che a tanti, in effetti, piaceva più di quello della titolare della serie). Sarà stato per il look più trasgressivo e camp, fra glam e punk, sarà stato per l'atteggiamento ribelle e scazzato, sarà stato per i loro modi politicamente scorretti o sarà stato perchè sembravano davvero delle drag queen per bambini, a tanti sono rimaste impresse molto di più di Jem e delle Holograms, che al confronto risultavano persino un po' insipide... Qui di seguito vi faccio un esempio abbastanza calzante di quello che intendo, con le Misfits che dicono la loro sulla vita di provincia...
La voce di Pizzazz, Ellen Bernfeld, adesso è una simpatica signora sulla cinquantina, che non ha mai smesso di cantare e ha persino una sua etichetta. La cosa interessante è che ultimamente si fa chiamare Norma Human e si sta dando alle canzoni politicamente impegnate e di denuncia sociale (si definisce una giornalista neo dance). La sua ultima fatica è un brano disco rap sulla crisi economica globale e sui colpevoli della suddetta crisi. Siccome questo è un blog serio, per non farvi pensare che sto vaneggiando vi posto il video della canzone qui di seguito.
Che dire? Questi americani (e americane) una ne pensano e cento ne fanno! E soprattutto: hanno grinta da vendere e non hanno paura di mettersi in gioco... Persino duettando nelle loro canzoni con la voce campionata di Obama! Ma ce la vedete Cristina D'Avena a fare altrettanto? Con i nostri leader politici, poi...? BRRRRRRRRRRR... Agghiacciante prospettiva! In ogni caso non so voi, ma a me Ellen Bernfeld (pardon! Norma Human!) sta davvero simpatica, e mi fa sinceramente piacere che "Pizzazz" stia ancora in buona salute e abbia ancora tanta voglia di darci dentro... Peraltro con canzoni di un certo spessore e senza sentirsi in dovere di ritoccarsi chirurgicamente, di essere fisicamente perfetta o di essere diversa da quello che è :-) Come icona gay ce la vedrei proprio bene, voi che ne dite?
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
venerdì 15 maggio 2009
mercoledì 13 maggio 2009
IL VIDEO DI OGGI
Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? Siccome i fatti valgono più di mille parole, oggi volevo farvi fare un giro nella casetta-studio del fumettista Jacopo Camagni (che dovreste conoscere se seguite questo blog) e della sua dolce metà Marco Felicioni (che oltre ad essere il suo compagno e anche un suo collega, e insieme stanno lavorando a un mucchio di cose in qualità di Studio Dronio). Sigh! Beati loro... Tra l'altro, oltre a lavorare per la Francia (che sta producendo anche una serie di cartoni tratta dal loro fumetto MAGNA VERITAS, che tanto per cambiare in Italia è inedito), per la Marvel e sicuramente per tante altre cose, da bravi artisti bolognesi sono pure multimediali... Per farvi un'idea qui vi posto i titoli di testa di un progetto a cui stanno lavorando (come Studio Dronio), in cui potete ammirare le scarpe di Jacopo Camagni... Così i feticisti che seguono questo blog non potranno più dire che li trascuro...
Troppo avanti! Anche se non ho ben capito di cosa si tratta... In ogni caso, se siete più tradizionalisti e vi interessa sapere com'è la casa dell'unica coppia di fumettisti gay dichiarati attualmente residente in Italia (anche se mi sa che ci resteranno ancora per poco) CLICCATE QUI e - se siete dei fumettisti single e senza una casa propria come il sottoscritto - sospirate assieme a me... Scherzi a parte (ok, lo ammetto... In realtà non scherzo, e i sospiri mi vengono sul serio, ma questo è irrilevante...) penso che sia comunque bello che 'sti due figlioli si facciano portabandiera di come si può essere una coppia gay realmente creativa in Italia...
Ah! per dovere di cronaca vi informo che il video è riportato da un bel servizio comparso sul magazine bolognese online LA STEFANI e potete leggerlo integralmente CLICCANDO QUI. Anche se mi dicono che ultimamente Bologna si sta un po' rabbuiendo fa sempre una bella figura, vero?
Ciao e alla prossima :-)
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
Troppo avanti! Anche se non ho ben capito di cosa si tratta... In ogni caso, se siete più tradizionalisti e vi interessa sapere com'è la casa dell'unica coppia di fumettisti gay dichiarati attualmente residente in Italia (anche se mi sa che ci resteranno ancora per poco) CLICCATE QUI e - se siete dei fumettisti single e senza una casa propria come il sottoscritto - sospirate assieme a me... Scherzi a parte (ok, lo ammetto... In realtà non scherzo, e i sospiri mi vengono sul serio, ma questo è irrilevante...) penso che sia comunque bello che 'sti due figlioli si facciano portabandiera di come si può essere una coppia gay realmente creativa in Italia...
Ah! per dovere di cronaca vi informo che il video è riportato da un bel servizio comparso sul magazine bolognese online LA STEFANI e potete leggerlo integralmente CLICCANDO QUI. Anche se mi dicono che ultimamente Bologna si sta un po' rabbuiendo fa sempre una bella figura, vero?
Ciao e alla prossima :-)
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
martedì 12 maggio 2009
GAY PRIDE
Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? Ma lo sapete che a volte la mancanza di autostima fa proprio dei brutti scherzi? Mentre ero allo stand della Coniglio a Fullcomics si avvicinavano spesso dei bei ragazzotti con i loro books per chiedere consigli, pareri e cose simili... E io, pensando di non essere adeguato a darli, visto che lì c'ero solo in veste di standista, generalmente li dirottavo verso altri stand... In particolare mi aveva colpito sto ragazzotto che veniva da Verona (Verona-Piacenza è un gran bel pezzo di strada! E 'sto poveretto era venuto fin lì per la sua prima fiera...) e al quale ho finito per fare i complimenti senza dare alcun vero consiglio, dando per scontato di essere inadeguato. Adesso, col senno di poi, mi sento un po' in colpa perchè forse ero abbastanza adeguato dopotutto, se non altro per dargli qualche consiglio tecnico... Acci! Acci! Questa è l'ultima volta che mi faccio fregare dalla mia bassa autostima... E lo dico anche perchè la rivista GLBT spagnola (dell'area delle Canarie) Uxxsmag mi ha appena dedicato 4 pagine di intervista sul numero di maggio... A quanto pare ci tenevano a pubblicarla sul numero che usciva nel momento di massimo boom di turismo gay alle Canarie per via del gay pride locale... Ma io dico: un fumettista (per quanto non navighi nell'oro) a cui dedicano 4 pagine di intervista su una rivista straniera avrà titolo per dare consigli agli aspiranti fumettisti, no? Caro ragazzotto di Verona di cui so solo che hai 21 anni, probabilmente queste pagine non le leggerai mai, ma se le leggerai e vorrai qualche consiglio pratico dal sottoscritto sappi che sono a disposizione! Comunque se conoscete lo spagnolo e volete leggere l'intervista potete scaricare gratuitamente il pdf della rivista: vi basta andare sul sito di Uxxsmag... Qui di seguito vi posto la copertina.
Prego notare che la mia prima e ultima intervista su una rivista gay italiana risale ad un numero di Pride del 2003.... Ed era una pagina sola... Voi che dite... Sarà sintomatico di qualcosa?
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
Prego notare che la mia prima e ultima intervista su una rivista gay italiana risale ad un numero di Pride del 2003.... Ed era una pagina sola... Voi che dite... Sarà sintomatico di qualcosa?IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
lunedì 11 maggio 2009
LA RIFLESSIONE DI OGGI
Ciao a tutti e ciao a tutte... Come state???
Sono sopravvissuto a questi tre giorni di Fullcomics (la fiera dei fumetti di Piacenza), in cui ho dovuto fare più che altro - e a sorpresa - lo standista (e spero per chi di dovere che mi paghino profumatamente, visto che per farlo non me la sono goduta granchè, e non godermi granchè le fiere di fumetti è qualcosa che odio). Detto questo oggi volevo esternarvi una breve riflessione a margine della suddetta fiera. Premessa numero uno: si tratta di una piccola fiera di provincia, senza particolari motivi di attrazione, ma chi è appassionato di fumetti sà che una fiera di fumetti - per piccola che sia - ha sempre un clima irrinunciabile e corroborante, e non ci rinuncerebbe per nulla al mondo. Stavolta, poi, è stata la prima edizione in cui si è fatto pagare il biglietto e ci sono state circa 5000 persone che lo hanno pagato, e anche questo non è un brutto segno per una cittadina piccola come quella in cui sto (soprattutto considerando lo sciopero dei treni di domenica e il fatto che lo stesso giorno ci fosse Fumettopoli a Milano). Detto questo ammetto che una delle cose che mi ha stupito di più è stata la palese quantità di gay e lesbiche fra i visitatori. Intendiamoci: in tante fiere di fumetti che ho visto questa componente è sempre stata alta, ma mi aspettavo che fosse una particolarità delle fiere di fumetti delle grandi città... E invece - evidentemente - non è così. La cosa veramente imbarazzante, però, è che quasi tutti tentavano di dissimulare e/o di passare inosservati, e questa cosa un pochetto mi ha lasciato triste, perchè segnalava una carenza di autostima e di sicurezza. Non so se rendo l'idea, ma l'omofobia interiorizzata (che in questi contesti, fortunatamente, non è opprimente come in altri) - nonostante i numeri che avrebbero consentito un piccolo gay pride - aleggiava un po' ovunque. E qui mi vengono da fare almeno tre riflessioni: la prima è che non mi stupisce più di tanto se gli editori non pubblicano fumetti a tema gay, visto che il pubblico non si manifesta all'occhio inesperto. La seconda è che anche in contesti potenzialmente molto friendly tanta gente è tremendamente insicura. La terza è che - perlomeno da noi - non si è diffusa la cutura dei segni di riconoscimento (tipo bandierine arcobaleno sulle magliette e via dicendo) in contesti non prettamente gay, e questo contribuisce a quel senso di isolamento e insicurezza di cui sopra... In una sorta di perverso circolo vizioso. Mi rendo conto che è un concetto un po' difficile da spiegare, ma secondo me è molto importante che venga a galla, perchè probabilmente è anche all'origine di tanti disagi che non hanno niente a che fare con le fiere di fumetto. Anche perchè, ripensando alla giornata di ieri, mi sta venendo il sospetto che un paio di persone - a modo loro - con me ci abbiano pure provato (e uno dei due era particolarmente caruccio...)... Ma siccome io sono tonto e certi segnali non li colgo (per uscire con me uno deve proprio dirmi "usciamo insieme?" altrimenti non ci arrivo... E ammetto che è un mio grave difetto, che mi fa perdere tanti treni). Dal quel punto di vista sono obbiettivamente rintronato, lo ammetto, e la mia scarsa autostima fa il resto (della serie: "ma quello ci sta provando con me? Figuriamoci! Meglio evitare figuraccie e fare finta di niente... Tiriamo dritto che è meglio..."). Per ovviare parzialmente a questo problema negli ultimi due giorni di fiera sono andato in giro con la mia magliettina di Robin Hoog e in effetti un paio di lettori sono usciti allo scoperto (di cui uno è caduto dal pero, visto che facendo lo stand a Fullcomics da 4 anni già mi conosceva, ma non lo avrebbe mai detto... E questo ci riporta al discorso dell'importanza delle magliettine di riconoscimento di cui sopra). Ci è scappato anche un disegnino di Robin Hoog con dedica :-) Però vedete... Questi due si son fatti avanti giusto perchè uno era uno standista che conoscevo già e l'altro era un suo amico. C'era qualcun altro? Chissà... Comunque per precauzione mi sa che d'ora in poi alle fiere ci vado sempre con la magliettina di Robin Hoog (o con le altre che ho progettato), e magari cercherò di cogliere un po' meglio certe occasioni (un ragazzotto carino mi ha pure fatto l'occhiolino adesso che ci penso... Dite che ci stava provando?).... Vah beh... Comunque visto che ve l'ho menata tanto con 'sta storia della magliettina vi faccio vedere una foto che mi hanno scattato ieri allo stand...
Cliccandoci sopra potete vedermi più grande e potete intuire la mia espressione sotto al berrettino (con cui mi proteggevo dalla luce dei faretti dello stand).
Ciao e alla prossima...
P.S. Se ripenso a quel tipo che mi ha fatto l'occhiolino... Che rabbia!
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
Sono sopravvissuto a questi tre giorni di Fullcomics (la fiera dei fumetti di Piacenza), in cui ho dovuto fare più che altro - e a sorpresa - lo standista (e spero per chi di dovere che mi paghino profumatamente, visto che per farlo non me la sono goduta granchè, e non godermi granchè le fiere di fumetti è qualcosa che odio). Detto questo oggi volevo esternarvi una breve riflessione a margine della suddetta fiera. Premessa numero uno: si tratta di una piccola fiera di provincia, senza particolari motivi di attrazione, ma chi è appassionato di fumetti sà che una fiera di fumetti - per piccola che sia - ha sempre un clima irrinunciabile e corroborante, e non ci rinuncerebbe per nulla al mondo. Stavolta, poi, è stata la prima edizione in cui si è fatto pagare il biglietto e ci sono state circa 5000 persone che lo hanno pagato, e anche questo non è un brutto segno per una cittadina piccola come quella in cui sto (soprattutto considerando lo sciopero dei treni di domenica e il fatto che lo stesso giorno ci fosse Fumettopoli a Milano). Detto questo ammetto che una delle cose che mi ha stupito di più è stata la palese quantità di gay e lesbiche fra i visitatori. Intendiamoci: in tante fiere di fumetti che ho visto questa componente è sempre stata alta, ma mi aspettavo che fosse una particolarità delle fiere di fumetti delle grandi città... E invece - evidentemente - non è così. La cosa veramente imbarazzante, però, è che quasi tutti tentavano di dissimulare e/o di passare inosservati, e questa cosa un pochetto mi ha lasciato triste, perchè segnalava una carenza di autostima e di sicurezza. Non so se rendo l'idea, ma l'omofobia interiorizzata (che in questi contesti, fortunatamente, non è opprimente come in altri) - nonostante i numeri che avrebbero consentito un piccolo gay pride - aleggiava un po' ovunque. E qui mi vengono da fare almeno tre riflessioni: la prima è che non mi stupisce più di tanto se gli editori non pubblicano fumetti a tema gay, visto che il pubblico non si manifesta all'occhio inesperto. La seconda è che anche in contesti potenzialmente molto friendly tanta gente è tremendamente insicura. La terza è che - perlomeno da noi - non si è diffusa la cutura dei segni di riconoscimento (tipo bandierine arcobaleno sulle magliette e via dicendo) in contesti non prettamente gay, e questo contribuisce a quel senso di isolamento e insicurezza di cui sopra... In una sorta di perverso circolo vizioso. Mi rendo conto che è un concetto un po' difficile da spiegare, ma secondo me è molto importante che venga a galla, perchè probabilmente è anche all'origine di tanti disagi che non hanno niente a che fare con le fiere di fumetto. Anche perchè, ripensando alla giornata di ieri, mi sta venendo il sospetto che un paio di persone - a modo loro - con me ci abbiano pure provato (e uno dei due era particolarmente caruccio...)... Ma siccome io sono tonto e certi segnali non li colgo (per uscire con me uno deve proprio dirmi "usciamo insieme?" altrimenti non ci arrivo... E ammetto che è un mio grave difetto, che mi fa perdere tanti treni). Dal quel punto di vista sono obbiettivamente rintronato, lo ammetto, e la mia scarsa autostima fa il resto (della serie: "ma quello ci sta provando con me? Figuriamoci! Meglio evitare figuraccie e fare finta di niente... Tiriamo dritto che è meglio..."). Per ovviare parzialmente a questo problema negli ultimi due giorni di fiera sono andato in giro con la mia magliettina di Robin Hoog e in effetti un paio di lettori sono usciti allo scoperto (di cui uno è caduto dal pero, visto che facendo lo stand a Fullcomics da 4 anni già mi conosceva, ma non lo avrebbe mai detto... E questo ci riporta al discorso dell'importanza delle magliettine di riconoscimento di cui sopra). Ci è scappato anche un disegnino di Robin Hoog con dedica :-) Però vedete... Questi due si son fatti avanti giusto perchè uno era uno standista che conoscevo già e l'altro era un suo amico. C'era qualcun altro? Chissà... Comunque per precauzione mi sa che d'ora in poi alle fiere ci vado sempre con la magliettina di Robin Hoog (o con le altre che ho progettato), e magari cercherò di cogliere un po' meglio certe occasioni (un ragazzotto carino mi ha pure fatto l'occhiolino adesso che ci penso... Dite che ci stava provando?).... Vah beh... Comunque visto che ve l'ho menata tanto con 'sta storia della magliettina vi faccio vedere una foto che mi hanno scattato ieri allo stand...
Cliccandoci sopra potete vedermi più grande e potete intuire la mia espressione sotto al berrettino (con cui mi proteggevo dalla luce dei faretti dello stand).Ciao e alla prossima...
P.S. Se ripenso a quel tipo che mi ha fatto l'occhiolino... Che rabbia!
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.
Iscriviti a:
Post (Atom)