SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

sabato 10 settembre 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vado a presentarvi un cantautore australiano che ha debuttato col suo primo album nel 2008, e che stato definito uno dei migliori cantanti gay dichiarati di Sidney. Il suo nome è Brett Every ed è specializzato nelle canzoni che parlano di amore gay, relazioni gay e situazioni relative ai sentimenti gay.
Il brano che vedete qui di seguito, ad esempio, parla di un tema abbastanza tipico del mondo gay, ovvero il rapporto col tempo che passa e la possibilità di costruire relazioni intergenerazionali. In questo video ho trovato particolarmente interessante l'idea di usare vari modelli di cellulare come metafora delle varie generazioni e del rapporto col tempo che passa...

Non so cosa ne pensate voi, ma credo che anche questo sia un ottimo esempio di come essere se stessi e parlare delle proprie esperienze in maniera onesta possa rivelarsi una miniera di ispirazione, e possa anche essere un modo interessante per mettere in comunicazione la cultura gay col resto del mondo.
Ovviamente in Italia questo approccio alla questione non è propriamente diffuso, ma tant'è...
Alla prossima.

giovedì 8 settembre 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi parto segnalandovi l'ennesimo brutto episodio di censura omofoba avvenuto nella televisione italiana. Allora: tutto parte da una serie TV tedesca dal titolo Um Himmels Willen, che in italiano viene trasmessa dal 2004 con il titolo di Un Ciclone in Convento. Personalmente avrò visto si e no un paio di episodi, più che altro perchè avevo notato che uno dei protagonisti era interpretato da Fritz Wepper, già famoso in Italia per il ruolo di aiutante dell'Ispettore Derrick (forse l'unico serial tedesco che divenne un cult nell'Italia degli anni '80 e '90).
Ora: poichè Un Ciclone in Convento è la storia di un convento della provincia tedesca animato da un gruppo di suore determinate ed emancipate, spesso alle prese con il Sindaco del paese (che vorrebbe rilevare il Convento e farne un'attrazione turistica), alla RAI devono aver pensato che questa serie - che rivisitava il mito di Don Camillo e Peppone in salsa teutonica - andasse bene per animare il mattino di RAI UNO, col vantaggio di accontentare il pubblico cattolico e - soprattutto - le tanto influenti gerarchie cattoliche (che vedono sempre di buon occhio il fatto che la TV gli faccia una buona pubblicità). E infatti tutto è andato bene fino all'ottava puntata della decima stagione, che NON è andata in onda qualche giorno fa. Il motivo? La puntata era incentrata su una coppia gay che voleva affittare il convento per celebrare la sua Unione Civile (officiata dal Sindaco).
La cosa interessante è che, nella suddetta puntata, dopo alcune discussioni sull'opportunità di concedere il convento per una simile iniziativa le suore sono passate tutte dalla parte della coppia, contribuendo a sensibilizzare la cittadinanza del paesino e ad organizzare i festeggiamenti per l'evento. Ovviamente in RAI devono essersi rizzati i capelli in testa a più di qualche dirigente, e così - probabilmente grazie anche a qualche suggerimento piovuto dall'alto - la puntata è stata omessa e il Direttore Generale ha detto che è stato fatto per evitare la polemica, che di fatto c'è stata comunque... Con la differenza che ora la RAI ha fatto l'ennesima figura barbina. Per la cronaca: Anja Konen Praxl (foto sotto), la portavoce dell'emittente tedesca NDF (che produce il serial), si è detta "stupefatta" dall'accaduto, sottolineando il disappunto suo e dell'emittente che rappresenta...
Inoltre ha aggiunto: "In Germania abbiamo ricevuto moltissime mail di telespettatori che ci hanno voluto ringraziare. Qualche polemica c'è stata, ma solo da parte degli ultracattolici. Per questo ritengo che la scelta della Rai sia stata esagerata. Forse non hanno visto bene l'episodio". Mi spiace disilluderla, ma se c'è una cosa di cui sono convinto è che alla RAI quell'episodio lo hanno visto benissimo, anche perchè generalmente le compagnie di doppiaggio consegnano le serie complete e non lavorano sui singoli episodi. In ogni caso non è stata nemmeno la prima volta che si adotta la tecnica dell'omissione degli episodi ritenuti "troppo gay" nei serial stranieri, tantopiù che succede anche in quei serial che si rivolgono al pubblico giovane. Certo si preferisce tagliare le scene più esplicite, tipo quelle dei baci, ma se l'episodio è troppo gay friendly è buona prassi saltarlo direttamente... Anche se per fortuna, anche grazie ad internet, i dirigenti televisivi troppo omofobi non riescono più a farla franca come una volta... E può anche succedere che nelle repliche successive reintegrino gli episodi scabrosi, come avvenne con la famosa puntata di Buffy l'Ammazzavampiri in cui la strega Willow fece coming out...
Il punto è proprio questo: la TV, come qualsiasi altro circuito mediatico, risente delle pressioni a cui viene sottoposto. Certo le pressioni più costanti sono quelle che arrivano dall'alto, ma quelle determinanti arrivano ancora dal basso, per fortuna. Se la gente si fa sentire con forza, determinazione e - soprattutto - coordinazione, alla lunga le cose possono anche cambiare. Nel caso delle censure anti gay il discorso in Italia è complesso, perchè non abbiamo associazioni adeguate a coordinare proteste contro le emittenti televisive o a promuovere iniziative per favorire l'integrazione di personaggi e tematiche LGBT. Un po' perchè le associazioni gay italiane vivono fuori dal mondo, un po' perchè sottovalutano limportanza della TV e un po' perchè tutte vogliono occuparsi di tutto, col risultato di non occuparsi davvero bene di nulla (o quasi)... E magari finiscono per premiare Iva Zanicchi per aver interpretato il ruolo della madre di un gay nel serial CATERINA E LE SUE FIGLIE...
Logico, no? Come dire che gli ebrei dovrebbero accusare di crimini contro l'umanità tutti quegli attori che hanno interpretato almeno una volta un gerarca nazista nei campi di sterminio... Sigh... Con queste premesse, e mancando associazioni gay che si occupano di media in maniera competente e incisiva, è ovvio che le emittenti televisive italiane fanno un po' quello che vogliono, o magari quello che vogliono gruppi di pressione meglio organizzati (come ad esempio i genitori del MOIGE, che tanto hanno contribuito alla censura delle serie animate giapponesi trasmesse in Italia)...
Eppure anche il caso del MOIGE è emblematico: fino alla fine degli anni '90 ha dettato legge, dopodichè gli appassionati di cartoni e fumetti giapponesi hanno iniziato ad organizzarsi e a fare sentire la loro voce. Così, molto lentamente, hanno iniziato a ritagliarsi degli spazi in cui il MOIGE non ha più alcun potere... Come ad esempio i canali tematici su SKY o sul digitale terrestre, senza contare che ormai l'universo dei manga è diventato talmente vasto e popolare che, anche volendo, al MOIGE non saprebbero da che parte cominciare per monitorare tutto quello che si trova in circolazione. Se ci fosse un'associazione gay competente e ben gestita, in grado di coordinare e convogliare le proteste del pubblico gay e gay friendly, siamo davvero sicuri che la televisione italiana continuerebbe ad avere il suo tradizionale atteggiamento prevenuto verso i gay e sottomesso nei confronti dei potentati omofobi? Prima di omettere un episodio troppo gay friendly in un serial in corso ci penserebbe due volte o lo farebbe con la stessa leggerezza dimostrata di recente?Difficile dirlo, perlomeno fino a quando un'associazione del genere non ci sarà sul serio, però forse le cose andrebbero diversamente. Quel che è certo è che lo stesso discorso si potrebbe applicare al mondo del fumetto, e probabilmente richiederebbe azioni meno complesse e impegnative. Inche modo? Un suggerimento interessante, ad esempio, arriva dalla casa editrice Northwest Press, che - come dovreste sapere se seguite questo BLOG - è un piccolo editore americano che ha deciso di dedicarsi solo ai fumetti gay. Siccome prende molto sul serio i suoi obbiettivi, ha avuto la bella pensata di lanciare un appello a tutte le fumetterie americane: se si sentono gay friendly possono parlare del loro approccio alla questione (e farsi un po' di pubblicità) direttamente sul sito della casa editrice. Lo scopo è di segnalare le fumetterie che non hanno pregiudizi a farsi arrivare certi tipi di fumetti, che magari hanno una sezione dedicata ai temi gay e in cui i clienti LGBT possono sentirsi a casa. L'iniziativa è partita da pochissimo tempo, ma sono già arrivate le prime segnalazioni... Come ad esempio quella di All About Books and Comics nella città di Phoenix, e quella di Mission: Comics and Art a San Francisco...
Un'idea carina, vero? Ma anche un modo intelligente per orientare il pubblico gay a premiare chi lo considera e a lasciar perdere gli altri, per creare un circuito virtuoso che fa bene ai gay appassionati di fumetti, agli editori di fumetti gay e alle fumetterie gay friendly. Quel che si dice collaborare per un obbiettivo condiviso, con conseguenti benefici per tutti. Sicuramente la tipica mentalità italiana non ragiona in questi termini, ma forse iniziative di questo tipo si potrebbero sperimentare anche da noi, prima o poi... Chessò... Magari partendo da qualche piccolo editore specializzato in fumetti LGBT e con le idee chiare al riguardo... Qualcuno si sente preso in causa? Suvvia... Non fate i timidi...
Alla prossima.

martedì 6 settembre 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi inizio questo post con una sorpresa, o meglio: con un bel pacco dono. Infatti hanno iniziato a circolare le prime immagini davvero chiare del costume che Henry Cavill indosserà nel prossimo film di Superman... Un costume più alieno, sexy e "smutandato" di quello classico, che non manca di puntare l'attenzione su alcuni dettagli decisamente interessanti. Quali? giudicate voi...
Ovviamente non possiamo sapere quanto ci sia di genuino e quanto sia frutto di un'abile strategia di marketing, tuttavia - considerando quanto sono pudici gli americani in certe cose - è altamente probabile che tanto rigonfiamento sia dovuto alle effettive dimensioni degli attributi dell'attore, che ovviamente non potevano passare inosservati in una tutina così aderente...
Non so perchè, ma ho la netta sensazione che questo film avrà molto più successo di Superman Returns, dove le grazie di Brendon Routh erano state abilmente nascoste dai classici mutandoni, che per l'occasione erano stati arricchiti da delle imbottiture strategiche per rendere tutto più piatto e meno evidente...
La cosa interessante, però, è che il caso del nuovo Superman non è isolato. Infatti anche il nuovo Spider-Man, che arriverà nel 2012, vedrà il giovane Andrew Garfield inguainato in una tutina aderentissima che esalterà anche le sue doti più nascoste... E lo farà da entrambi i lati...
Non male, vero? Scommetto che adesso siete diventati ancora più impazienti di vedere questi film nello splendore del 3D. Di certo pellicole come queste stanno contribuendo e non poco allo sdoganamento del corpo maschile e della sua sensualità, così come hanno fatto i fumetti da cui sono tratti prima di loro. Con una sostanziale differenza, appunto: nei fumetti i disegnatori erano obbligati a rendere pressochè piatte le parti basse, mentre al cinema questo non è possibile... E anche se lo fosse - magari grazie ai ritocchi digitali - renderebbe tutto meno verosimile e persino inquitante... Quindi, almeno in questo senso, i film di supereroi hanno superato i fumetti a cui si ispirano, e continueranno a mostrare supereroi di sesso maschile con tutti gli attributi.
Ora bisogna vedere se e quanto questo influirà sui fumetti e sulla rappresentazione grafica degli attributi maschili (i primi segnali ci sono già stati). In compenso bisogna segnalare che il mondo del porno gay non ha ancora mostrato alcun segno di interesse verso il mondo dei supereroi, a differenza del porno etero, che ha appena lanciato l'ennesima parodia di Batman (questa volta ispirandosi ai film più recenti, e non al classico serial TV)...

Perchè? Potrei azzardare qualche spiegazione. La prima cosa che mi viene in mente è che il porno gay, a differenza di quello etero, non ha mai avuto una grande tradizione di parodie... Anche perchè i suoi protagonisti tendono ad essere considerati delle icone in quanto tali, e l'idea di fargli interpretare delle parodie di supereroi potrebbe intaccare la loro immagine e farli sfociare nel ridicolo. D'altra parte non penso sia un caso se le poche parodie che sono arrivate nel mondo del porno gay sono state realizzate quasi sempre da case di produzione di secondo piano. E comunque le parodie porno gay che ci sono state negli ultimi anni hanno riguardato fatti di cronaca, film horror e... Harry Potter (ma giusto perchè è diventato un fenomeno di costume)...
Il che mi porta a pensare che il porno gay si tenga a debita distanza dalle parodie di supereroi anche per una questione di budget (più ridotto rispetto al porno etero), soprattutto in questo periodo di crisi generalizzata. Il che spiegherebbe anche perchè i porno etero si è sempre potuto parodie di tutti i generi, senza badare a spese per quel che riguarda costumi e location, mentre il porno gay no, soprattutto in questo ultimo periodo. Ed è un vero peccato, perchè il materiale interessante da parodiare non mancherebbe. E poi ci sarebbe sempre la soddisfazione inpagabile di vedere gli attori porno gay che si scattano le foto insieme agli attori dei film a cui si sono ispirati... Come nel caso di Cameron Adams, che in Whorrey Potter interpretava Himmione Grainghim e che lo scorso luglio ha avuto modo di conoscere Emma Watson, che nei film di Harry Potter ha dato il volto a Hermione Granger...
Carini, vero? Tra l'altro pare che, quando l'attrice ha saputo chi aveva di fronte, la cosa l'abbia parecchio divertita. D'altra parte parliamo di una generazione di attori decisamente più aperta rispetto a quelle che le hanno precedute: basti pensare all'impegno gay friendly dello stesso Daniel Radcliffe, alias Harry Potter... Che non a caso si è guadagnato diverse copertine sui più noti magazine gay del mondo...
D'altra parte è anche testimonial dell'associazione americana The Trevor Project, che da anni lotta per prevenire i suicidi fra i giovani omosessuali...
In effetti, con queste premesse, l'onore di una delle poche parodie porno gay degli ultimi anni se l'è guadagnato tutto. Resta il fatto che la distanza che separa il mondo del fumetto dal mondo del porno gay sembra ancora grandissima, nonostante quella fra il mondo del fumetto e la comunità gay si stia accorciando sempre di più, perlomeno a giudicare dal clima gay freindly delle maggiori manifestazioni fumettistiche del mondo, e dal crescente numero di spazi sul web che si occupano di fumetti dal punto di vista gay.
Davvero strano che il mondo del porno gay non se ne sia ancora accorto...
Alla prossima.

sabato 3 settembre 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Finito agosto questa rubrica torna a segnalarvi i cantanti gay dichiarati di cui non vi ha ancora parlato, e oggi è il turno di Jonny McGovern, noto anche col nome di Gay Pimp.
Caratterista e attore di musical, ha iniziato a cimentarsi nel mondo del gay pop a partire dal 2000. I suoi testi giocano spesso sui doppi sensi sporchi e sui sottotesti espliciti, e tramite internet è riuscito a diventare decisamente popolare anche grazie ai suoi video. Proprio grazie al web la sua popolarità ha travalicato i confini statunitensi, facendogli portare i suoi show musicali anche in paesi come il Giappone. Ultimamente, col tramonto del look metrosexual e l'affermazione di una moda gay un po' più virile, si si è presentato munito di barba e con un brano dedicato ad una delle nuove sottoculture del mondo gay, quella dei gay nerd... Che effettivamente si sta affermando molto proprio grazie ad internet.

Che dire? Il mondo va avanti e il mondo gay, in particolare, sta imparando a non ragionare per compartimenti stagni e non trascurare anche le sue tendenze controcorrente (perlomeno al di fuori dell'Italia).
Ciao e alla prossima.