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venerdì 20 novembre 2015

PAPER PRIDE

Ciao a tutti, come va?

Oggi vi segnalo una notizia che  più che altro ha un valore simbolico, ma che comunque non è da sottovalutare.

L'editore Bruno Gmuender, che ha da poco rinnovato il suo sito, ha deciso di condividere con il suo pubblico anche una visita presso il suo nuovo tipografo di riferimento, che sta a Bolzano e si chiama Longo Media (CLICCATE QUI), ed è attivo dal 1957.

L'occasione è stata offerta dalla pubblicazione di due libroni fotografici dedicati agli scatti omoerotici di Michael Stokes: Always Loyal (che ha come soggetti i reduci della Guerra in Iraq del 2003) e Exhibition (che utilizza dei modelli più classici).

Per l'occasione, quindi, l'editore ha realizzato (e condiviso sul suo sito) un breve reportage in cui mostra alcune fasi della lavorazione dei suddetti libroni... E  tipografi che mostrano orgogliosi il risultato delle loro prove di stampa.
Apparentemente non ci dovrebbe essere niente di straordinario in tutto questo, ma a ben guardare questo piccolo caso rappresenta un segnale decisamente positivo per diversi motivi...

Intendiamoci: Bolzano è una città italiana che risente dell'influenza delle nazioni limitrofe più di altre, ma resta pur sempre una città italiana. E in questa città italiana, ora, c'è una tipografia che non solo non ha paura di essere associata ad una casa editrice nota a livello internazionale per le sue pubblicazioni omoerotiche, ma che accetta di realizzare un video in cui  mette pure la faccia di chi ci lavora... Mostrando con orgoglio i risultati ottenuti dai suoi macchinari per la stampa a dieci colori...

Considerando che siamo anche la nazione in cui Kappa Edizioni (ora Kappa Lab), neanche troppi anni fa, si era vista sbattere le porte in faccia dal suo tipografo solo perchè doveva pubblicare dei semplicissimi manga BOYS LOVE in bianco e nero direi che qualche passo avanti è stato fatto.

Certo: non tutte le tipografie italiane ragioneranno come dalle parti della Longo Media di Bolzano, ma da quel che mi ricordo è la prima volta che dei tipografi sono così disponibili ad essere associati pubblicamente ad un certo tipo di prodotto, e senza farsi mille problemi per le eventuali ripercussioni negative di questa scelta... Che comunque, anche ammesso che ci siano, non è detto che siano più di quelle positive... Nel senso che, con la pubblicità a livello globale che gli sta facendo l'editore Bruno Gmuender, sicuramente i vantaggi (sicuri) sono più degli (ipotetici) svantaggi.

Tantopiù che dei nuovi libri di Michael Stokes ne hanno già parlato, fra gli altri, CNN, Cosmopolitan, The Daily Mail, Metro e MTV...

Ad ogni modo direi che è molto positivo che, nonostante il clima non proprio progressista del nostro paese, sia ancora possibile cogliere dei segnali di questo tipo... Se si sa dove andarli a cercare.

E comunque, a margine di tutta questa storia, non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto lavoro in più ci sarebbe per l'Italia tutta se il mercato LGBT del nostro paese non fosse ancora così ampiamente (e volutamente) sottovalutato (e sottosviluppato)...

Alla prossima.

mercoledì 18 novembre 2015

SILENZIO ARTISTICO

Ciao a tutti, come va?

La notizia di oggi si ricollega ad un mio post del 2011, che riguardava la scultura "Modern Heroes" realizzata dallo scultore italiano Mauro Perucchetti, all'epoca esposta a Villa Borghese per la Biennale di Roma (CLICCATE QUI)....

Prima di essere esposta alla Biennale di Roma, però, era stata esposta a Londra (in foto sotto con l'artista, che risiede nella capitale inglese da diversi anni)...

E successivamente la sua popolarità è cresciuta, tant'è che nel 2013 è risbucata presso i cortili del Louvre...

E, a partire dallo scorso giugno, è in bella mostra al West Hollywood Park (647 N San Vicente Blvd, West Hollywood, California), dove rimarrà in mostra permanente fino alla fine dell'anno.

Questa sua ultima collocazione ha fatto parte delle iniziative legate al Gay Pride di Los Angeles, e tutta l'operazione è stata sponsorizzata dalla Commissione Affari Culturali della municipalità di West Hollywood, nell'ambito del programma di valorizzazione artistica “One City One Pride Art Ops”, e cioè l'annuale Festival dedicato all'arte a tematica LGBT che si tiene nella città (e di cui trovate maggiori informazioni CLICCANDO QUI).

Sorvolando sulla deprimente constatazione che in Italia non abbiamo niente di simile ad un Festival dell'arte LGBT può essere interessante notare che l'opera è stata scelta anche perchè lo stesso artista, in un'interivtsa (CLICCATE QUI) ha ammesso che:

"É il mio monumento alla comunità gay e alla sua lotta per i diritti gay. La cosa buffa è che l'ambiguità di questo lavoro ha sempre fatto parte della scultura classica."

Come dargli torto? Ad ogni modo chi passerà a West Hollywood avrà ancora un mesetto per godersi la suddetta scultura in vetroresina (l'originale è in marmo), che a quanto pare in questi mesi era diventata una specie di meta di pellegrinaggio gay...


E in effetti la cosa non mi stupisce granchè... Quello che mi stupisce, invece, e che dal 2009 (quando la scultura è stata ultimata) ad oggi nessun sito italiano che si occupa di fumetti abbia segnalato la sua crescente popolarità... Soprattutto considerando che ormai i siti italiani che si occupano di fumetti parlano un po' di tutto, e possono arrivare a segnalare anche lo scultore di banane Keisuke Yamada (CLICCATE QUI)...

E infatti ho aspettato a segnalare la ricomparsa di questa statua lo scorso giugno proprio per verificare se in Italia qualcuno ne avrebbe parlato oppure no... Non che ci sia niente di male a segnalare uno scultore di banane giapponese, intendiamoci... Però questa situazione fa spiccare ancora di più il fatto che dalle nostre parti non c'è stato nessuno che ha parlato del caso di una scultura di Superman e Batman a grandezza naturale, realizzata da uno scultore italiano,  che è stata esposta anche al Louvre...

Certo, può anche darsi che nessun sito italiano che parla di fumetti ne sia mai venuto a conoscenza (...), però il dubbio che dietro a questa omissione ci siano motivi di altro genere è abbastanza forte...

A questo punto, ovviamente, attendo di essere clamorosamente smentito... E mi auguro che dopo aver letto la mia segnalazione qualcuno dei suddetti siti si faccia avanti per rilanciarla, magari prima che la scultura venga trasferita di nuovo... Allungando il suo prestigioso curriculum e rendendo ancora più imbarazzante il fatto che dalle nostre parti non è stata mai segnalata (a differenza delle banane del pur bravissimo Keisuke Yamada)...

Ad ogni modo vorrei segnalare che più recentemente Mauro Perucchetti ha realizzato anche una scultura simile a tema lesbico (e leggermente più esplicita), che si intitola Modern Heroes 2, che mette al centro della scena Catwoman e una non meglio precisata versione della mitologica Medusa...

Di questa i siti italiani parlerebbero più volentieri? Staremo a vedere...

Alla prossima.

lunedì 16 novembre 2015

IN MEMORIAM

Ciao a tutti, come va?

Per oggi avevo programmato un altro post, ma dopo il weekend abbastanza pesante che - suppongo - abbiamo avuto tutti quanti mi sono detto che sarebbe stato un po' troppo cinico fare finta di niente... E così oggi volevo fare una piccola riflessione personale, partendo da una notizia che, stranamente, è rimbalzata anche su vari siti gay italiani.

Il 5 novembre scorso è morto l'illustratore francese noto come Sven de Rennes (foto sotto), aveva solo 44 anni ed è morto a causa di un infarto...

In realtà non ne ho mai parlato su questo blog perchè non mi è mai sembrato particolarmente originale e/o degno di nota, anche se - e bisogna rendergliene merito - probabilmente è stato il primo illustratore francese che agli inizi del 2000 aveva cercato di dare una rappresentazione solare e serena dell'erotismo gay... E in quel periodo non era certo una cosa da poco!


A dire la verità ho sempre pensato, e sarei ipocrita se mi esprimessi diversamente solo perchè è passato a miglior vita, che fosse un emulatore di Joe Phillips, senza peraltro avere la sua scioltezza e la sua espressività... E credo che con gli anni questa sua tendenza ad emulare Joe Phillips fosse persino aumentata, facendogli perdere un'ulteriore dose di originalità... Anche se magari la sua tecnica col tempo era migliorata (il suo sito lo trovate CLICCANDO QUI)...


Anche se questo non toglie nulla ai suoi meriti.

Anche perchè, e ci tengo a ribadirlo, nel suo piccolo ha contribuito a svecchiare il mondo dell'illustrazione omoerotica europea, e detiene il non proprio irrilevante primato di essere stato il primo illustratore a collaborare ufficialmente con la casa di produzione BelAmi...


Ad ogni modo volevo segnalare la dipartita di Sven de Rennes proprio oggi (e con un po' di ritardo), per due motivi che mi hanno fatto particolarmente riflettere. Il primo è che è morto improvvisamente, poco prima che la Francia fosse sconvolta da quello che è successo lo scorso venerdì a Parigi, e la seconda è che, anche se era dichiarato e anche se su di lui si trovano tante informazioni... Il suo vero nome non si trova da nessuna parte!

Si sa che era nato il 25 agosto 1971, si sa che aveva un compagno, si sa che lavorava per un'agenzia turistica LGBT... Ma si conosce solo il suo nome d'arte, che si ispirava a quello utilizzato da "Tom of Finland" (e non era il solo, visto che negli anni abbiamo avuto "Martin of Holland", "John of Australia" e molti altri)... Con la differenza che Tom of Finland aveva iniziato lavorando sotto copertura negli anni '50, e comunque non aveva mai fatto mistero del suo vero nome (che non utilizzava anche perchè in inglese era poco pronunciabile)... Il caso di Sven de Rennes, invece, è più difficile da inquadrare, anche perchè non ha mai mancato di esporsi in prima persona in diverse occasioni importanti...

Sulla pagina facebook dell'agenzia turistica con cui collaborava viene ricordato come Sven, ma effettivamente non si può dire se quello fosse davvero il suo nome o se era il suo soprannome ufficiale... Intendiamoci: non sto dicendo che è una colpa, anche perchè da quello che so e da come viene ricordato era anche una persona che si spendeva in prima persona per i diritti LGBT e tutto il resto...

Tuttavia questa particolare situazione mi ha fatto pensare molto. Al fatto che non serve un attentato terroristico per morire improvvisamente,  e al fatto che un'iniziale paura di esporsi può innescare un meccanismo perverso per cui, in caso di morte, le persone che ti apprezzano non sappiano nemmeno come ti chiami davvero. Io non ho mai avuto a che fare direttamente con Sven de Rennes, ma questo pseudonimo sembra nato effettivamente per garantirgli un minimo di anonimato agli inizi... E conosco la sensazione, perchè siamo più o meno coetanei e ho iniziato a farmi conoscere con internet negli stessi anni in cui lo aveva fatto lui...

E non erano esattamente anni facili come quelli attuali.

Quando ho iniziato a farmi chiamare Valeriano Elfodiluce mi sembrava che un cognome new age si sposasse meglio col mio nome (che è davvero Valeriano)... E, al di là di tutto, il mio cognome vero ho preferito non diffonderlo perchè è cacofonico, è imbarazzante e mi ricorda quando lo usavano per prendermi in giro alle medie... Poi ho iniziato a usare Wally Lightelf quando ho provato a fare fumetti che speravo avessero più riscontro internazionale, e infine Wally Rainbow per sottolineare il mio impegno "rainbow"... E adesso molta gente che conosco mi chiama effettivamente Wally... Ad ogni modo chi segue il mio profilo facebook sa che non nascondo la mia faccia e che non uso pseudonimi per rimanere in incognito (e comunque rintracciare il mio vero cognome non è particolarmente impegnativo, tantopiù che sono il presidente dell'unica associazione LGBT della mia città)... Anzi...

Però devo ammettere che all'inizio, quando non sapevo se espormi come disegnatore omoerotico mi avrebbe creato dei problemi (anche perchè ero praticamente il primo italiano a farlo su intenret), ho scelto uno pseudonimo (parziale) anche perchè avevo una punta di paura...

E adesso, ripensando al caso di Sven de Rennes (qualunque sia il suo vero nome) e al clima di insicurezza e di incertezza che si sta profilando all'orizzonte dopo i fatti di venerdì scorso, mi sto rendendo conto di quanto sia sbagliato lasciare che la vita sia condizionata dalle paure, piccole o grandi che siano. Un po' perchè la vita va e viene come meglio crede, e un po' perchè è una cosa troppo importante e fuggevole per lasciare che sia il riflesso delle paure e delle insicurezze a cui lasciamo spazio, magari senza nemmeno rendercene conto...

Lo so che se venite su questo BLOG cercate post di altro genere, ma ogni tanto il mio lato umano emerge e mi va di condividere anche questo genere di riflessioni.

Alla prossima.

P.S. E comunque ho trovato un po' inquietante, e leggermente di cattivo gusto, il fatto che una gran quantità di siti gay italiani che di solito non calcolano minimamente cose come arte, fumetto e illustrazione abbiano dato spazio a Sven de Rennes solo in occasione della sua morte...

venerdì 13 novembre 2015

CORAGGIO SAILOR

Ciao a tutti, come va?

Siccome non mi piace ribadire l'ovvio, e siccome non voglio impazzire, anche se Sailor Moon è un'icona gay pop da almeno due decenni non uso questo blog per aggiornarvi sulle innumerevoli iniziative che continuano a coinvolgere questo personaggio e il suo mondo... Anche perchè ci sono interi siti che si occupano solo di questo, e che sono sicuramente più esperti di me.

Tuttavia oggi farò un'eccezione che mi pare doverosa... Anche perchè questa volta Sailor Moon si appresta a diventare - fra le altre cose - una vera paladina dei diritti gay anche dove quei diritti sono negati...

Per capire meglio a cosa mi riferisco volevo giusto ricordarvi che in Russia, dal 2013, è presente una legge contro la "propaganda gay" che ha fatto ripiombare la nazione in una sorta di medioevo omofobo e repressivo, che punisce anche solo chi mostra o indossa i colori della bandiera arcobaleno...

Tra l'altro, proprio in questi giorni, alcuni politici russi hanno anche proposto di punire chi fa semplicemente coming out (con una multa e quindici giorni di reclusione).... E purtroppo questo clima sta influenzando pesantemente anche diverse regioni limitrofe, che evidentemente hanno scoperto che per distrarre la popolazione dai problemi veri (che ovviamente il Governo non sa risolvere) è opportuno inventare dei problemi immaginari... Dando l'impressione di saperli gestire brillantemente e con il pugno di ferro.

Una strategia vecchia come il mondo, che tende a riemergere sempre nei momenti storici più difficili, e in particolare nei contesti più vulnerabili alle manipolazioni e alle strumentalizzazioni di chi vuole mantenere il potere.

Cosa c'entra tutto questo con Sailor Moon?

Il fatto è che qualche settimana fa si è tenuta la settimana della moda a Mosca, e - fra le tante collezioni per la primavera/estate 2016 - ha sorpreso un po' tutti la scelta del marchio SORRY, I'M NOT di San Pietroburgo (il suo sito lo trovate QUI), che si occupa di streetwear e che ha deliberatamente sfidato la censura antigay russa... Proponendo una collezione di moda femminile e MASCHILE ispirata (anche) a Sailor Moon...








Audace, vero?

E alla fine lo stilista è uscito per pochi secondi alzando lo scettro lunare di Sailor Moon e indossando un passamontagna... E sinceramente non ho capito fino a che punto lo ha fatto per lanciare un messaggio (e far eun po' di scena) e fino a che punto lo ha fatto per limitare il rischio di essere identificato (ed essere prelevato di peso dalla polizia alla fine della sfilata)...
Io, in effetti, opterei proprio per una prevalenza dell'istinto di autoconservazione... Un po' perchè anche sul sito ufficiale il nome dello stilista - molto prudentemente - non compare da nessuna parte, e un po' perchè la passerella è stata animata da una serie di performances con connotazioni PALESEMENTE gay...

Con tanto di modelli sui tacchi che - molto simbolicamente - incitavano il pubblico a fare silenzio (per non attirare la polizia?)... E, presumo, anche a non fare la spia...

E non penso di passare per un visionario se dico che a me è sembrato di cogliere un messaggio abbastanza chiaro, e una presa di posizione decisa nei confronti del clima pesante che sta caratterizzando la Russia degli ultimi anni. Forse sbaglio, ma credo che lo stilista abbia voluto utilizzare deliberatamente Sailor Moon come un linguaggio in codice, e come un simbolo gay che - per ora - le autorità russe non sono in grado di riconoscere...

Voglio dire: quanti omofobi possono avere colto il messaggio che si nasconde dietro a una maglietta MASCHILE in cui il marchio SORRY, I'M NOT va  proprio a tappare la bocca a una Sailor Moon palesemente inquieta???

Comunque, per capire meglio quello che è successo, qui di seguito potete vedere il video integrale della sfilata (con tanto di DJ androgino che metteva su cover di Lady Gaga)...
Che dire? Evidentemente in Russia c'è chi non si arrende e vuole continuare a lanciare dei segnali di incoraggiamento, nonostante tutto... E personalmente trovo che sia una cosa ammirevole. Anche perchè in questo caso è stato sfruttato un linguaggio in codice legato all'immaginario pop, a riprova del fatto che - effettivamente - manga e anime sono stati capaci di creare un alfabeto sovranazionale e ricco di simboli condivisi... Che possono persino essere usati per sfidare le leggi omofobe della Russia.

Tanto di cappello.

Ad ogni modo alcuni di questi capi sono già disponibili sul sito di SORRY, I'M NOT (CLICCATE QUI) e se vi piacciono vi consiglio di procuraveli subito, anche perchè quando di mezzo ci sono le leggi omofobe russe non si può mai sapere...

Alla prossima.