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martedì 5 ottobre 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Inizio la settimana con qualche piccola riflessione sull'andamento del volume di BLACK WADE durante la presentazione in anteprima a ROMICS, di cui vi ho parlato anche su questo blog... Ebbene: dai diretti interessati ho scoperto che ne sono state vendute ben... Dodici copie in tre giorni! Stupiti? Io non più di tanto, a dire la verità, anche perchè mi hanno detto che tramite il sito dell'editore ne sono state vendute quindici copie nello stesso lasso di tempo...
Come interpretare questi dati? Forse a ROMICS sono passati solo dodici gay in tre giorni? Forse tutti i potenziali aquirenti avevano già l'edizione inglese o francese? Forse la notizia dell'anteprima non era circolata a sufficienza? Forse sbaglierò, ma io sono portato a pensare che il motivo principale sia stata la paura di gironzolare per una fiera molto frequentata con una copia di BLACK WADE in mano o nel sacchetto della spesa... Tantopiù che in certe fiere (che hanno una dimensione tuttosommato "cittadina") si possono incontrare tutta una serie di conoscenti (o magari parenti) coi quali non è sempre facile giustificare certi acquisti... Quindi è meglio fare finta di niente, tirare dritto e non dare nell'occhio...
Perciò, più che di un flop, parlerei di un'occasione poco funzionale alle vendite dirette, ma senz'altro una valida vetrina. Lucca Comics & Games dovrebbe rappresentare già qualcosa di diverso, visto che il pubblico è molto più numeroso e disinibito per tutta una serie di motivi... Staremo a vedere. Certo è che questo episodio fa riemergere, in tutta la sua attualità, il problema della mancanza di un circuito gay nel nostro paese che vada al di là di internet e dei locali... E senza il quale è MOLTO difficile riuscire a piazzare liberamente certi prodotti. Comunque, a proposito di nuovi circuiti, potrebbe farvi piacere sapere che l'editore Black Velvet (che pubblica Gengoroh Tagame in Italia) è entrato ufficialmente nel gruppo editoriale Giunti... Questo significa, forse, che in futuro vedremo Gengoroh Tagame in bella vista nelle librerie Giunti? È presto per dirlo, ma sperare non costa nulla... Così come non costa nulla sperare che il regista Zack Snyder (foto sotto), ci regali ancora qualche piacevole sorpresa...
Infatti sembra che sia stata ufficializzata la sua partecipazione al prossimo film dedicato a Superman, che a differenza dell'ultimo (quello diretto da Brian Synger) , non avrà alcun rapporto con la pesante eredità dei film degli anni '70 e '80 e potrà ripartire daccapo. La speranza a cui mi riferivo prima è quella di poter apprezzare ancora la generosità con cui questo regista ha esibito il corpo maschile nei suoi ultimi film tratti da fumetti di successo (che, ricordo ai più distratti, sono stati 300 e WATCHMEN, dove è arrivato addirittura al nudo integrale del Dr. Manhattan)...
Qualcuno potrebbe dire che effettivamente il nudo maschile è stato inserito perchè era presente nei fumetti, però c'è da dire che questo regista (pur essendo un etero in grado di fare sei figli con la seconda moglie) non si è mai fatto problemi al riguardo e ha dimostrato una certa capacità nel cogliere la sensualità del corpo maschile desnudo... Restiamo quindi in attesa di eventuali conferme... E, a proposito di attesa, crescono anche le aspettative sul film dedicato a Capitan America, soprattutto dopo che hanno iniziato a circolare le prime immagini "rubate" di Chris Evans nei panni (sempre più stretti) del protagonista...
Devo ammettere che, sapendo quanto è "grosso" Capitan America nei fumetti, non vedevo molto bene questo attore in questo ruolo... E invece mi sono dovuto ricredere: evidentemente i personal trainers di Hollywood sanno fare miracoli. Anche in questo caso la speranza è quella di vedere almeno una o due scene perlomeno senza maglietta... Che in effetti - se si dovesse seguire il fumetto originale - dovrebbero essere garantite... Un po' meno garantita, ma alquanto interessante, è stata la dichiarazione del produttore televisivo David E. Kelley (foto sotto), che si è detto sul punto di realizzare una nuova serie televisiva dedicata a Wonder Woman!
Stando alle sue parole, però, la sua idea di Wonder Woman dovrebbe essere "completamente nuova" rispetto ai prodotti che hanno coinvolto questo personaggio finora... A questo punto i fans del personaggio (soprattutto quelli omosessuali di ambo i sessi, per i quali Wonder Woman è una vera e propria icona) sono alquanto perplessi: si tratterà di un aggiornamento tuttosommato apprezzabile come è avvenuto per il serial SMALVILLE dedicato al giovane Superman, o si rivelerà una terribile schifezza? In attesa si ulteriori sviluppi l'augurio di tutti è che - perlomeno - NON si prenda in considerazione il costume che la supereroina ha sfoggiato negli ultimi numeri della sua serie a fumetti (foto sotto)...
Speriamo in bene... Nel frattempo vi segnalo una notizia un tantino inquietante che riguarda Joe Phillips (foto sotto), uno dei maggiori responsabili del "rinascimento" che ha caratterizzato l'illustrazione e il fumetto gay dal 2000 in poi...
Se andate sul suo SITO UFFICIALE potrete notare che sono sparite TUTTE le illustrazioni omoerotiche che lo hanno reso famoso... E la parola "gay" è scomparsa anche dalla sua breve presentazione. Forse trovava limitante la fama che si era guadagnato negli ultimi dieci anni? Forse è successo qualcosa che lo ha spinto a cambiare l'impostazione che aveva dato da sempre al suo lavoro? Difficile dirlo... In attesa di un eventuale chiarimento prendiamo atto che il suo contributo al rinnovamento dell'illustrazione gay è stato enorme, e sarebbe un vero peccato se lui non se ne rendesse conto e decidesse di voltare pagina...
Anche in questo caso staremo a vedere cosa riserverà il futuro... Nel frattempo, a proposito di cose che sarebbe un peccato lasciar perdere, vi faccio notare che sul sito www.robinhoog.com è presente una nuova chat (sul modello di quella di facebook), fatemi sapere cosa ne pensate e - nel caso ve lo chiedeste - vi confermo che dovrebbe essere un piccolo antipasto in vista di... Altro per ora non aggiungo.
Alla prossima.

9 commenti:

Awakening Art ha detto...

Sicuramente l'elemento d'imbarazzo nell'acquistare questo tipo di prodotti c'è, considerando poi che non tutti si possono permettere una sezione gay nella propria libreria dato che molti vivono con i propri genitori...
Però posso aggiungere che il fumetto non era assolutamente visibile, i volumetti erano posti ad un lato dello stand, senza nessun poster o cartone che attirasse l'attenzione. Se non fosse stato per un fumetto fantascientifico di mio interesse nello stesso stand (in posizione centrale), Barbara non si sarebbe mai accorta che su un lato di questo c'era BLACK WADE! quindi posso affermare che la cosa è stata molto fortuita e che consiglierei agli editori di portarsi un pò di poster da mettere in bella vista per Lucca!

Albireo ha detto...

concordo con quanto detto da Awakening Art, anche se a mio parere Black Wade non aveva un ' immagine così spinta nella copertina o cmq non faceva intendere nulla più di un qualsiasi fumetto, questo ovviamente tutto a vantaggio di noi acquirenti !

Anonimo ha detto...

Al di là del caso specifico e di quanto scrive Awakening Art sul fatto che il fumetto alla fiera se ne stava mezzo nascosto, penso che chi pubblica fumeti tipo Black Wade dovrebbe cominciare a riflettere seriamente che i fumetti gay non sono fumetti come gli altri, e che quindi portarli a una fiera del fumetto OVVIAMENTE non è la mossa più astuta per promuoverli. Molto meglio partire da dove i gay sono più a loro agio, e se in Italia il circuito gay non va oltre a locali e internet significa chiaramente partire da lì. D'altra parte Valeriano, altri ambiti -librerie, edicole- hanno fatto in ogni caso il loro tempo, i giorni in cui si andava ad acquistare la rivista gay in un'edicola fuori mano per fortuna sono finiti.

Anonimo ha detto...

Una domanda... da un pò di tempo vedo il tuo blog in differita, per esempio il post di sabato lunedì non era visibile. hai idea di perché può essere?

Wally Rainbow ha detto...

Riferirò le perplessità sulla scarsa visibilità a chi di dovere!

Dispari ha detto...

Secondo me oltre ai problemi di visibilità del prodotto (che non sono da sottovalutare visto il sovraffollamento di proposte editoriali) bisognerebbe tenere conto anche di altri fattori ugualmente importanti, ad esempio che gli editori NON sembrano aver idea di come sia composto davvero il mercato di possibili acquirenti di fumetti gay. Chi si sente a proprio agio in fumetteria o li compra in fiera e che non ha problemi a lasciarli in bella vista sullo scaffale di casa è per età, livello di scolarizzazione o reddito la persona interessata a leggere di "lievi" storielle adolescenziali disegnati (spesso con tratti piuttosto acerbi) e sceneggiati in modo banalotto?

Le proposte in italiano mi paiono il più delle volte timidi tentativi, timidi perché spesso ammiccano al sexy ma non hanno il coraggio di essere davvero erotici, perché vogliono far ridere ma al massimo strappano un sorriso, perché cercano di essere profondi ma finiscono per essere piuttosto superficiali. E soprattutto perché spesso il loro fine ultimo è essere gay-themed e non essere (buon) fumetto gay-themed.
Nell'ultimo anno gli unici fumetti gay che sono entrati a casa mia sono il volume di Gengoro Tagame (che come autore apprezzo più per i disegni e meno per le sceneggiature piuttosto pretestuose) , Il libro dell'amore di Gus e Waldo e qualcosa di Ralf Konig (perché riesce a essere sexy e grottesco e ironico e acido in un'unica formula) a Lucca potrei comprare Wade perché ho un debole per i pirati ma se dopo una sfogliata il disegno not-so-manga mi lascerà freddino e la sceneggiatura mi sembrerà fare il verso alla più trita storia di d'amore contrastato etereo in salsa picara, allora lo lascerò lì, gay o non gay.

Wally Rainbow ha detto...

Ma così per curiosità... Delle mie storie che ne pensi?

dispari ha detto...

Premetto che di te seguo con più interesse il blog e gli articoli su Gay it... Di tuo leggevo solo Rainbows e Robin Hoog. Il primo non riuscivo tanto a capire dove andava a parare, quindi preferivo il secondo (e non necessariamente perché più esplicito) mi dava l'idea di essere più "fresco" ... forse il tema pseudofantasy e la distanza dal portale contenitore ti lasciava un po' più di libero di sperimentare? Secondo me l'ambientazione e il tono "frivolo" di RH davano quella giusta dose di leggerezza alle - inevitabili - forzature dei siparietti "hard". Ci sarebbe poi un discorso su come la forma webcomic "ammazzi" il fumetto seriale ma uscirei fuori tema :-)

Anonimo ha detto...

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