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giovedì 28 aprile 2011

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Se seguite questo blog sapete che i post della serie "Italia nostra" sono sempre un pochetto polemici nei confronti della situazione italiana, ma siccome non voglio passare per una persona monotona oggi vorrei partire da una notizia positiva. Come forse saprete il 12 giugno a Roma ci sarà la parata dell'Europride, il gay pride europeo itinerante che di anno in anno si svolge in una diversa capitale europea.
Tra l'altro quest'anno il titolo di Mr. Gay Europe è stato appena vinto da Mr. Gay Italia 2010 (che si chiama Giulio Spatola e che vedete nella foto sotto durante la sfilata in costume da bagno), ed è la prima volta che un Mr. Gay Italia viene "promosso" a livello europeo. Sta a vedere che questa volta si parte col piede giusto?Comunque, e questo è il motivo per cui parlo dell'Europride oggi, c'è stato anche un concorso per selezionare lo spot ufficiale della manifestazione e questa volta devo ammettere che sono rimasto stupito. In primo luogo perchè è stato scelto un filmato in animazione 2D, e in secondo luogo perchè si tratta di un filmato molto ben realizzato, con una grafica di ultima generazione che - una volta tanto - dimostra che in Italia si può anche stare al passo coi tempi. Se non lo avete ancora visto eccovelo qui di seguito...

Carino vero? Tuttavia, tanto per cambiare, un volta che il mondo gay italiano ha a disposizione qualcosa di valido comincia a fare confusione. Dico questo perchè su tutti i siti gay in cui si parla di questo spot si attribuisce la sua paternità ad un certo "Team Laviosa", che però non esiste... O meglio: non esiste con questo nome. Infatti, come indicato anche alla fine dello spot, si tratta di una produzione dello studio CARTOBALENO (cliccate QUI per il sito ufficiale) di Firenze, che in effetti è stato fondato da quattro animatori (che vedete nella foro sotto) tra cui Mattia Francesco Laviosa... Ma se cercate Team Laviosa su internet non trovate nulla...
Qualcuno potrebbe accusarmi di essere troppo puntiglioso, ma non posso fare a meno di pensare che il pressapochismo tipico dei gay italiani sia uno dei motivi che portano alla situazione non proprio felice della comunità gay nel nostro paese. Voglio dire: poniamo che a qualcuno piaccia lo spot e voglia commissionare qualcosa a chi lo ha realizzato, ma gli sfuggano i titoli di coda e vada alla ricerca del "Team Laviosa" di cui sopra. Non lo trova e rinuncia alla sua idea, Cartobaleno perde una commissione e si innesca un circolo vizioso che non premia chi fa qualcosa di buono per la causa gay, che magari la prossima volta preferirà concentrarsi su altri tipi di progetti. Capite che intendo? E di esempi così se ne potrebbero fare molti altri. E si possono fare anche tanti esempi su come il mondo del fumetto italiano riflette una situazione molto difficile da inquadrare. Facciamo un esempio concreto: i fumetti allegati ai quotidiani, ultimamente, vanno particolarmente bene. Ad esempio la collana LE GRANDI SAGHE MARVEL ha totalizzato qualcosa come 1.330.000 volumi, e per quanto economici rispetto alla media dei volumi a fumetti non costavano esattamente poco (dieci euro l'uno).
Per la cronaca: l'iniziativa ha avuto un tale successo che a maggio ripartirà con una nuova serie.
Anche gli allegati dedicati a Diabolik, che pure presentavano storie viste e straviste, hanno venduto mediamente 30.000 copie a settimana, e hanno fatto da traino anche alla serie regolare che ha aumentato le sue vendite di un buon 3%. Ora: se io fossi un editore medio piccolo cercherei di considerare tutto questo - nei limiti del mio gusto e delle mie possibilità - proverei a cogliere la palla al balzo, visto che SICURAMENTE queste iniziative hanno avvicinato tanti nuovi lettori ad un certo tipo di fumetto maturo, dinamico, diretto e con più livelli di lettura. Invece sembra proprio che dalle nostre parti gli editori medio piccoli preferiscano proseguire per la loro strada, ignorando quello che succede attorno per poi ritrovarsi regolarmente a piangere miseria. E così, nella primavera del 2011, la grande novità del fumetto italiano è rappresentata dalla nuovissima versione a fumetti di Don Camillo... E non sto scherzando!
Massimo rispetto per i 347 racconti scritti da Giovannino Guareschi nel secondo dopoguerra e per i film degli anni '50 che ne sono stati tratti, e complimenti all'editore ReNoir per aver voluto riscoprire la narrativa popolare italiana del secondo dopoguerra... Tuttavia non posso fare a meno di pensare che questa scelta vada a riflettere la famosa tendenza all'immobilità e all'autoreferenzialità del fumetto italiano e la più generale situazione della cultura italiana, ripiegata da decenni su se stessa. Magari è un confronto un po' improprio, però non ho proprio potuto fare a meno di pensare all'ennesima anticipazione sulle copertine dell'imminente miniserie americana dedicata a Kevin Keller (il teenager gay dichiarato della Archie Comics)... Che questa volta omaggia proprio i fumetti che la Archie Comics realizzava negli anni '50...
Come dire che per il fumetto italiano di oggi gli anni '50 di Don Camillo sono ancora attuali, mentre negli USA i personaggi gay dichiarati vanno a riappropriarsi simbolicamente degli spazi che gli sono stati negati in uno dei periodi più bigotti della storia del fumetto americano. Probabilmente anche questo vuol dire qualcosa.
Ciao e alla prossima.

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