SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

PREMIO GLAD 2017

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

giovedì 20 ottobre 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Prima notizia di oggi: a quanto pare alla MARVEL la politica gay friendly inizia ad avere anche dei risvolti retroattivi. Nel senso che, sempre più spesso, la casa editrice propone serie e miniserie che sono ambientate nel passato dell'universo MARVEL, che quindi viene perennemente integrato e - in alcuni casi - riscritto (con tanto di parentesi gay, come nel caso del pistolero Rawhide Kid). Anche perchè, per mantenere i personaggi MARVEL con un'età accettabile, le loro vicende vengono periodicamente slittate in avanti di qualche anno, col risultato che - ad esempio - all'inizio Captain America si era ibernato nella II Guerra Mondiale per risvegliarsi negli anni '60, mentre nell'ultima versione ufficiale il suo risveglio è avvenuto una decina di anni fa (o forse meno, visto che in una recente miniserie il suo risveglio sembra essere avvenuto sotto l'amministrazione Obama!). Questo slittamento, inevitabilmente, crea sempre nuovi buchi narrativi nei decenni passati che - teoricamente - erano stati già coperti dai fumetti MARVEL usciti in quel periodo... Inoltre c'è anche il problema, non proprio indifferente, di rendere più accattivante anche il passato "ufficiale" dei supereroi MARVEL che non può essere postdatato, che altrimenti continuerebbe ad essere rappresentato da storie troppo datate, come quelle di Captain America realizzate nella II Guerra Mondiale o giù di lì. Oltretutto, con l'uscita del film di Captain America ambientato per buona parte proprio nella II Guerra Mondiale, era inevitabile che questo tipo di operazioni sarebbe stato incentivato. Così, a partire dallo scorso giugno, è partita una miniserie mensile di otto numeri che rivisita l'esperienza di Captain America alla guida della All Winner Squad, una squadra di supereroi messa insieme per la prima volta nel 1946...
La miniserie che esce in questi mesi, però, presenta una formazione diversa della All-Winner Squad, antecedente a quella "ufficiale" e che opera proprio durante gli anni della II Guerra Mondiale (anche se, a rigor di logica, in quel periodo Captain America era già membro del supergruppo degli Invaders, ma questa è un'altra storia). Fatto sta che nella nuova versione della All-Winners Squad compaiono diversi supereroi praticamente sconosciuti, risalenti alla storia remota della MARVEL (quando ancora si chiamava Timely) e qualche new entry creata per l'occasione.
Tutto questo preambolo mi serviva per inquadrare meglio il fatto che, in questa miniserie, compare una coppia di supereroi gay, che diventa - da un punto di vista cronologico - la prima coppia di supereroi gay nella storia dell'universo MARVEL! La suddetta coppia di supereroi è composta da American Ace e Captain Flame. In realtà solo il primo è comparso brevemente in alcune storie del 1939, e in effetti - col senno di poi - aveva già un nonsochè di allusivo...Captain Flame, invece, debutta proprio con questa miniserie con tutto il suo campionario di poteri pirocinetici e detonanti, e molto probabilmente se ne sentirà ancora parlare.
Ovviamente la relazione fra i due personaggi ha un ruolo del tutto marginale nella storia, ma è comunque molto interessante notare come alla MARVEL abbiano voluto inserire questa tematica in un contesto "storico" e abbastanza militarizzato (questa versione della All Winner Squad è alle dipendenze dell'esercito). Probabilmente anche per strizzare l'occhio alla recente abolizione del divieto di dichiararsi gay nell'esercito. E questo dovrebbe farci riflettere tutti su quanto un fumetto può riflettere il clima sociale, politico e culturale della propria nazione. Altro piccolo, ma molto significativo, dettaglio è il fatto che la miniserie è disegnata da un fumettista italiano: Carmine Di Giandomenico (foto sotto), a riprova del fatto che in Italia non sono certo i disegnatori che si fanno problemi a realizzare storie che affrontano certi argomenti (tant'è che Captain Flame e American Ace finiscono anche per baciarsi), ma sono proprio gli editori italiani che non contemplano certe possibilità nelle loro pubblicazioni.
Che dire? Prendiamo atto della cosa e del fatto che alla MARVEL hanno dimostrato una volta di più che ci tengono ad affermare la loro politica gay friendly. E, a proposito di politiche gay friendly, questo BLOG non può fare a meno di segnalare anche il recente coming out di Zachary Quinto, un attore non proprio popolarissimo, ma molto noto nell'ambito degli appassionati di fantastico pop (i cosiddetti geeks)... Anche perchè ha avuto il non facile compito di dare il nuovo volto ad una icona della fantascienza come il Signor Spock di Star Trek...
Senza contare il suo importante ruolo nel serial cult HEROES, in cui interpretava il malvagio ed enigmatico Sylar...
Pare che la sua decisione di fare coming out sia nata dopo aver appreso dell'ennesimo suicidio di un adolescente gay, che lo ha particolarmente turbato e che lo ha spinto a voler dimostrare che non bisogna vergognarsi di essere gay, e nemmeno di dirlo, perchè così facendo non si fa che confermare che è una cosa negativa, alimentando il disagio che può portare gli adolescenti (e non solo) a compiere dei gesti estremi. Certo l'idea che sia stata necessaria la morte di un ragazzino per motivare questo coming out non è esaltante, ma se non altro bisogna rendere merito a Zachary Quinto di aver colto l'occasione per prendere coscienza di sè... Cosa che in effetti non è da tutti. Detto ciò è altamente probabile che adesso le SLASH NOVEL (i racconti omoerotici amatoriali che prendono spunto dai serial TV, e che sono realizzati prevalmentemente da donne per donne) incentrate sui personaggi da lui interpretati avranno una notevole impennata. Soprattutto quelli incentrati sulle relazioni fra il Signor Spock e il Capitano Kirk, che alimentano da decenni un vero e proprio filone a parte nell'ambito delle SLASH NOVEL...
Ora: io non voglio essere malizioso più di quanto già non sono, ma mi viene da pensare che tutti questi segnali di apertura da parte del mondo del fumetto e delle sue icone nei confronti della questione omosessuale stiano iniziando a intimorire, o perlomeno a disturbare, chi vorrebbe promuovere un altro tipo di approccio alla questione e tutt'altro genere di icone. E alcune recenti proposte editoriali promosse dalla Chiesa Cattolica sembrano essere state studiate proprio per cercare di ribattere a questa deriva laica del mondo del fumetto. Dico questo perchè quest'anno, oltre ad avere avuto il global manga di Benedetto XVI (realizzato in California e poi ditribuito in Spagna in occasione della Giornata della Gioventù), dal titolo HABEMUS PAPAM (ne vedete un assaggio qui sotto), hanno preso piede anche diverse altre iniziative a metà strada fra il kitch e il trash...
L'ultima, ma solo in ordine di tempo, è una collana di libri illustrati per l'infanzia incentrata sulle avventure infantili (del tutto inventate, ovviamente) di Giovanni Paolo II e di Padre Pio da Pietralcina... Che ovviamente anche a sei anni si vestivano da papa e da frate francescano. Devo ammettere che dopo aver visto il cartone animato sull'infanzia dei giudici Falcone e Borsellino pensavo di averle viste tutte, ma la serie "Piuccio e Lolek" promette di tagliare nuovi e impensabili traguardi...
É una mia impressione o cose come queste finiscono inevitabilmente per ridicolizzare e banalizzare quello che vorrebbero valorizzare? Inoltre fa un po’ dispiacere leggere negli articoli di presentazione di queste opere un confronto spietato tra questa produzione editoriale e quei “fumetti o cartoni animati da cui sono invasi i media, dai quali giungono ai bambini messaggi negativi ed esempi di vita insidiosi, basati sulla violenza, sulla prepotenza, sull’aggressività, sulla litigiosità, sulla prevaricazione, creando nei genitori non poche preoccupazioni”. Ora: il mio è forse un parere di parte, ma prepotenza, aggressività, litigiosità e prevaricazione non sono esattamente le cose che le gerarchie cattoliche mettono in campo ogni volta che si relazionano con l'omosessualità e gli omosessuali, in particolare quando questi reclamano i diritti che gli sono negati?
Si attendono pareri...

1 commento:

Mauro Padovani ha detto...

Imperdibile Band of Heroes!