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martedì 8 maggio 2012

LA RIFLESSIONE DI OGGI...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questa volta inauguro la settimana con un post ricco di news dal mondo e conseguenti riflessioni. Da che parte cominciamo? Forse può essere carino iniziare parlando dell'ennesimo bacio gay che compare su un fumetto della Marvel... Il fumetto in questione è Astonishing X-Men #49, e il bacio in questione arriva dopo un'intensa dichiarazione d'ammore fra Northstar e il suo futuro marito Kyle... E siccome so che siete romantici eccovi qui di seguito un estratto in anteprima...





 Ovviamente questa storia è destinata ad arrivare in tutte le edicole italiane fra poco più di un annetto, con buona pace degli editori italiani che a tutt'ora non osano toccare l'argomento nei fumetti prodotti nel nostro paese. Ci sono però dei fumetti che in Italia sembrano proprio destinati a non arrivare, e a costo di essere ripetitivo oggi devo tornare a parlare della Archie Comics, perchè a quanto pare - dopo il successo di Kevin Keller - sta iniziando a sperimentare delle idee che fino a poco tempo fa erano del tutto impensabili. Infatti farà cambiare temporaneamente sesso ad alcuni dei suoi personaggi principali! Qualche premessa è d'obbligo: intanto la Archie Comics, fin dagli anni '40, ha lanciato il tormentone del triangolo fra Archie, Betty e Veronica... Con Archie eterno indeciso (anche se sessualmente sembra più attratto da Veronica, mentre con Betty ha più complicità) e le due amiche/rivali alla perenne ricerca di un modo per avere l'esclusiva.
Obbiettivo non semplice da raggiungere, anche perchè nel frattempo Archie non si fa problemi ad uscire con altre ragazze (con tutti i sottointesi del caso)... Fra i personaggi della Archie Comics, però, c'è anche una giovane strega di nome Sabrina, che è proprio la stessa Sabrina che una dozzina di anni fa aveva ottenuto una rinnovata popolarità grazie alla serie di telefilm interpretati da  Melissa Joan Hart  (che nel momento di maggior popolarità della serie girò persino un film per la TV ambientato a Roma: Sabrina Goes to Rome)...
Tornando ai giorni nostri, però, Sabrina va a trovare i suoi amici di Riverdale e assiste ad una furibonda litigata fra Archie e le ragazze, che sostengono che la vita è sempre più facile per le persone del sesso opposto...
 Così la streghetta decide di risolvere la questione andando alla radice del problema, e invertendo i sessi delle persone coinvolte nella discussione... Così Archie si trasformerà in Archina, Veronica in Ronnie e Betty in Billy, ma la situazione non cambierà di una virgola...
Quello che cambia, però, è che - seppur col filtro dell'ironia e della magia - nei fumetti della Archie Comics, che vi ricordo si indirizzano ad un pubblico molto giovane, si inizia a parlare della possibilità di cambiare sesso e vengono coinvolti dei personaggi che per gli USA sono delle vere e proprie istituzioni... Tutto questo avverà in agosto, su ARCHIE #636, e probabilmente anche questa storia farà molto discutere, facendo vendere alla Archie Comics un mucchio di copie. E questo, in effetti, mi spinge a fare una piccola riflessione sulla situazione italiana. Da noi i teen comics come quelli della Archie non esistono, anche se in passato furono fatti diversi tentativi di dedicare fumetti alla quotidianità degli adolescenti... Tentativi che però, col tempo, si sono rivelati incapaci di seguire i gusti del pubblico. Qualche esempio? Il caso che probabilmente ebbe il successo più meritato e duraturo fu quello di Valentina Melaverde, fumetto realizzato da Grazia Nidasio fra 1969 e il 1976, per il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi...
Questa bella serie, che è stata recentemente ristampata in tre volumi, era una rappresentazione verosimile e garbata degli adolescenti italiani di quel particolare periodo storico, con i loro problemi e le loro conquiste, ma dal punto di vista dei sentimenti e delle relazioni era infinitamente più castigato dei fumetti della Archie Comics, e probabilmente non è un caso se le sue avventure cessarono proprio quando gli adolescenti italiani stavano diventando più espliciti e disinibiti di un tempo e - forse - iniziavano a non ritrovarsi più di tanto nelle avventure di questo personaggio. Da notare che, nello stesso periodo, i fumetti che avevano come protagonisti degli adolescenti maschi continuavano a puntare tutto sull'avventura, senza dare spazio ai sentimenti o agli ammiccamenti sessuali, anche se -  paradossalmente - dagli anni '70 orde di adolescenti maschi (e presumibilmente molti preadolescenti) iniziarono a buttarsi a capofitto nella "lettura" dei tascabili erotici comici (anche solo per il fatto che andava molto di moda leggerli a scrocco dal barbiere), che presto avrebbero virato verso la pornografia più esplicita...
A quel punto fumetti come Valentina Melaverde erano diventati troppo adulti per i più piccoli e troppo soft per il pubblico adolescente (visto che, tra l'altro, nel 1972 arrivò anche in Italia la piccola anciconcezionale, portando ad un cambio di prospettiva abbastanza radicale nell'approccio delle donne - anche molto giovani - alla sessualità), e forse non è un caso se il Corriere dei Ragazzi, nel 1976, ritornò Corriere dei Piccoli, ospitando contenuti che si rivolgevano esclusivamente ai giovanissimi. Dopo la scomparsa di Valentina Melaverde (che sul nuovo Corriere dei Piccoli venne sostituita dalla sorellina Stefi) ci furono altri tentavi di proporre dei fumetti sulla quotidianità degli adolescenti, ma evitando sempre con cura gli ammiccamenti sessuali... Probabilmente il caso più paradossale, in questo senso, è stato quello di Nicoletta, personaggio umoristico creato da Claudio Nizzi e Claudio Onesti per il settimanale cattolico IL GIORNALINO qualche anno dopo, che - come impostazione e grafica - sembrava richiamarsi proprio ai fumetti americani della Archie Comics...
Ritrovandosi su un settimanale cattolico, però, non solo eliminava a priori il concetto di "sessualità", ma nelle sue pagine l'amore - rigorosamente platonico nonostante non mancassero le cotte e le infatuazioni - è un concetto quasi astratto e le ragazze protagoniste si vestono come le educande di un collegio... Evidentemente per dare il buon esempio alle lettrici e per non suscitare strani pruriti ai lettori... Oltretutto nel 1975, sempre su IL GIORNALINO, iniziarono a comparire le improbabili vicende avventurose di una ragazzina adolescente che girava il mondo assieme allo zio e che effettivamente - pur non avendo una vita sessuale - era disegnata in maniera molto sensuale da Ferdinando Tacconi (sui testi di Gino D'Antonio): Susanna...
Il fumetto durò per 20 anni, con 72 storie e 569 tavole, ma poichè la protagonista era solita indossare jeans e canotta, quando gli autori pensarono che era arrivato il momento di farla crescere (anche di seno), la serie - guardacaso - arrivò al capolinea...
Qualcuno potrebbe dire che - essendo IL GIORNALINO un settimanale cattolico - si è trattata di una scelta prevedibile, ed è vero, ma quello che stupisce è che in effetti il suo caso rappresenta un modo di porsi tipico dei nostri editori di fumetti in generale, che evidentemente pensano che gli ammiccamenti e i riferimenti sessuali, per quanto soft,  non possono esistere nei fumetti che si rivolgono ufficialmente a chi ha meno di 18 anni... Più o meno il contrario di quello che è sempre accaduto nei fumetti della Archie Comics, diciamo, che infatti in Italia non sono mai arrivati (tranne una BREVISSIMA edizione italiana dei fumetti si Sabrina)... Sarà un caso?
E questo potrebbe spiegare anche perchè i fumetti della Archie Comics, negli USA, non sono mai passati di moda e hanno saputo riciclarsi all'infinito, mentre in Italia i fumetti che raccontano la quotidianità degli adolescenti - umoristici o meno - sono semplicemente spariti... Evidentemente ad un certo punto il fumetto italiano si era trovato ad un bivio: o prendere atto che gli adolescenti si erano "svegliati", producendo fumetti che consideravano certi aspetti e certi interessi, o continuare a fare finta di niente... E ovviamente si è preferito non rischiare. A questo punto non stupisce se, in questo triste scenario, i manga giapponesi (e le relative serie animate), che guardacaso non censurano i riferimenti legati alla sessualità, hanno conquistato tantissimi adolescenti italiani diventando il fenomeno di costume che conosciamo oggi. 
La cosa ironica è che le poche volte che certi ammiccamenti sessuali - anche solo a livello di grafica -  hanno caratterizzato delle serie animate italiane rivolte ai giovanissimi (che guardacaso si richiamavano all'immaginario manga), hanno portato idee decisamente banali al successo... Come nel caso delle WINX, che di certo non si sono mai vestite e atteggiate come delle aspiranti suore...
 Quando faccio queste riflessioni, che in effetti mi sembrano abbastanza ovvie, non posso fare a meno di chiedermi perchè tanti editori italiani continuano a lamentarsi della crisi del mercato senza andare al nocciolo della questione, e cioè il fatto che hanno fondamentalmente paura di sfidare una società culturalmente arretrata e caratterizzata da una forte sessuofobia di fondo... Da cui deriva anche una buona dose di omofobia... Quel che è certo è che l'assenza dei teen comics, in Italia, non è un caso isolato. Infatti c'è un altro genere fumettistico che da noi ha sempre faticato a trovare i suoi spazi: la classica comic strip che affronta temi di attualità. E guardacaso, mentre in Italia questo genere non viene valorizzato, negli USA rappresenta ancora una realtà effervescente che resta al passo coi tempi. E infatti la popolare serie Funky Winkerbean, portata avanti da Tom Batiuk fin dal 1972, dallo scorso 30 aprile ha iniziato ad trattare anche tematiche omosessuali...
Nel corso del tempo questa serie ha affrontato diversi temi di attualità come il suicidio, le gravidanze giovanili, la censura, la dislessia, l'alcolismo e molti altri, riuscendo comunque sempre a mantenere lo spirito originale della serie, incentrato a storie umoristiche ma senza disdegnare eventi reali del mondo contemporaneo. Interpellato nei giorni scorsi, Tom Batiuk (foto sotto) ha dichiarato di avere voluto creare questa storyline dopo avere assistito agli atteggiamenti  degli studenti delle scuole superiori nei confronti della comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender.
 "Ho visto come l'atteggiamento della generazione più giovane nei confronti dei gay sia più aperto e verso l'accettazione rispetto a quello dei loro predecessori. Ciò dimostra la promessa che questa generazione emergente un giorno porterà questa guerra culturale alla fine. Fino ad allora, questa storia è un tentativo di parlare del divario e dell'intolleranza che ancora esiste dall'altra parte".

Che altro aggiungere? Evidentemente atteggiamenti come il suo possono spiegare almeno in parte perchè la comic strip, che è un genere che nasce per i quotidiani e che quindi è portato a trattare tematiche sociali, in Italia non ha spazi (a parte il magazine LINUS), men che meno sui nostri quotidiani. E qui bisognerebbe aprire una lunga parentesi sui veri obbiettivi dei quotidiani italiani, ma non mi sembra il caso di parlarne qui. Quel che è certo è che, effettivamente,  finchè non si inizierà a fare qualcosa per cambiare le cose, di certo le cose non cambieranno da sole... E per questo motivo alla fine è successo che io e qualche altro cavallo pazzo abbiamo deciso di iniziare a sperimentare qualcosa di nuovo... E cioè un gruppo informale per la promozione del fumetto LGBT... Che abbiamo deciso di chiamare Queer Comics e del quale potete vedere il logo qui sotto...

Per ora non è un'associazione vera e propria, ma più che altro un esperimento, nato in seguito della bella esperienza della tavola rotonda organizzata alla fiera Bilbobul di Bologna quest'anno. Con questo logo io, Massimo Basili e Jacopo Camagni ci presenteremo a FULLCOMICS 2012 a Milano (per maggiori info CLICCATE QUI), per fare una mini conferenza che si intitolerà: OMOFOBIA NEL FUMETTO ITALIANO: UN MALE NECESSARIO? E ovviamente siete tutti invitati sabato 19 maggio, anche perchè l'evento è gratuito... Intanto potete seguire la cosa anche sulla pagina FACEBOOK dell'evento, che trovate CLICCANDO QUI.
Che ne pensate?
A qualcuno di voi piacerebbe collaborare in qualche modo a future iniziative?
Ovviamente più si è e più cose si possono fare...
Alla prossima.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

OAIC!

Wally, perchè ci sono sempre meno commenti ai tuoi post? Ci fu una situazione più florida qualche anno fa e sono sicuro che l'affluenza al tuo sito sia aumentata più che diminuita!!! Prima forse risultava più facile scrivere sotto al post una volta terminato di leggere? :) Simpatica l'iniziativa a Milano; perchè non punti anche su Napoli? Credo che come clima culturale sia molto aperto alla tematica omosessuale. Un saluto!

Nicola
CIAO!

Wally Rainbow ha detto...

Guarda, se avessi una risposta sarei felice di dartela, ma non ce l'ho! PIù di qualche volta ho esortato la gente ad esprimersi su quello che dicevo, ma senza risultati apprezzabili... In effetti la cosa curiosa è che, anche se ho diminuito la frequenza dei post, i lettori sono aumentati, ma continuano ad essere silenziosi... Non so se è pigrizia o la mancanza di argomenti, o il fatto che quello che dico è talmente nuovo e "strano" che lascia tutti senza parole... BOH! In effettii un po' mi spiace... Per Napoli vediamo un po' come vanno le cose e se l'idea funziona... Io problemi non ne avrei, anzi...

Wally Rainbow ha detto...

Ah! Dimenticavo! Non penso che dipenda da difficoltà tecniche: questo blog ha una pagina su facebook e anche lì i lettori sono in aumento, ma la gente non commenta quasi mai... BOH!