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venerdì 4 gennaio 2013

CONTRASTI

Ciao a tutti, come va?
Passando nell'edicola sotto casa mi è venuta spontanea una riflessione che vorrei condividere con voi. Scrutando nella sezione dei fumetti ho realizzato che, di tanti fumetti che arrivano nelle edicole italiane, praticamente nessuno è ambientato nell'Italia di oggi. A parte quelli stranieri che vengono tradotti nella nostra lingua, che ovviamente preferiscono altre ambientazioni, anche quelli prodotti in Italia schivano l'ambientazione italiana, soprattutto se contemporanea, come la peste.
Perchè se i manga sono ambientati in Giappone e i comics negli USA, i fumetti italiani non possono proprio essere ambientati in Italia? La risposta, forse, mi è arrivata controllando meglio e verificando che - oggi - l'unico fumetto italiano ambientato in Italia è questo...
Ebbene sì: la seconda serie di UNITÀ SPECIALE, dedicata al rutilante (!) mondo dell'Arma dei Carabinieri,  è arrivata ad impreziosire le nostre edicole, nonostante la prima serie - che debuttò nel 2008 - si fosse interrotta dopo meno di venti uscite a causa delle scarse vendite. Anche stavolta la serie si avvale della preziosa collaborazione dell'Arma per quel che riguarda i soggetti e la consulenza tecnica: staremo a vedere se anche stavolta la serie chiuderà prima del ventesimo numero.
Il punto, però, è un altro: sarà un caso se l'unico fumetto ambientato in Italia che circola oggi in Italia mette in risalto le doti e le abilità dell'Arma dei Carabinieri? Me lo sono chiesto perchè nello stesso mese in cui debuttava questa tanto attesa (!) serie italiana, la Panini ha provato a distribuire la versione da edicola della serie THE BOYS... E cioè una serie che ha il suo punto di forza proprio nella rappresentazione dei lati più grevi, gretti e meschini dei supereroi, della società e del sistema in generale...
Definirla politicamente scorretta sarebbe riduttivo, visto che in questo fumetto lo sceneggiatore Garth Ennis cerca di infrangere ogni sorta di tabù, spingendo il confine del rappresentabile sempre più in là. Volendo THE BOYS (che vi consiglio caldamente) si può leggere come una spietatissima satira della società di oggi, dei suoi costumi, delle sue debolezze e delle sue ossessioni, anche sessuali. Senza remore e senza peli sulla lingua. Tant'è che si parla spesso e volentieri anche di omosessualità e omofobia, senza buonismi e senza filtri per indorare la pillola.
Inoltre, a ben guardare, questa serie è assolutamente critica nei confronti delle autorità costituite, dei politici e delle forze armate... E, forse, una serie di fumetti che oggi vuole avere un'ambientazione vagamente realistica non può comportarsi diversamente, anche perchè per raccogliere pubblico deve cercare di incanalare anche le sue emozioni negative, le sue ansie, le sue paure ed eventualmente il suo malcontento nei confronti del mondo in cui vive. E deve farlo senza vincoli, per risultare coinvolgente e non provocare nel lettore la brutta sensazione di essere preso in giro. E confrontando UNITÀ SPECIALE e THE BOYS, la prima cosa che si nota è proprio che la prima serie ha dei vincoli molto pesanti e la seconda non ne ha. D'altra parte UNITÀ SPECIALE viene addirittura supervisionato dall'Ente Editoriale dell'Arma dei Carabinieri, e questo dice tutto...
E spiega anche perchè fumetti italiani ambientati nell'Italia di oggi non ce ne sono: prendere spunto dall'Italia di oggi vorrebbe dire - inevitabilmente - parlare di fatti di cronaca estremamente scomodi per le autorità del nostro paese, che in un modo o nell'altro interverrebbero per mettere i bastoni fra le ruote agli editori che osassero criticarli o anche solo metterli in cattiva luce... Magari ispirandosi alla storia, vera, di un caporale recentemente condannato per aver ucciso la moglie, che aveva rifiutato un rapporto sessuale con lui in un parco, mentre avevano lasciato la loro bambina in macchina...
Storie come questa, e come decine di altre che vedono coinvolte le forze dell'ordine nel ruolo dei "cattivi", in UNITÀ SPECIALE non troveranno spazio probabilmente mai. Perchè un fumetto italiano che vuole concedersi il lusso di essere ambientato nel nostro paese deve scendere a compromessi ridicoli, anche se segnano inevitabilmente il suo insuccesso commerciale. Così non si possono criticare le autorità, ma nemmeno promuovere troppo la realtà omosessuale... Perchè poi si scatenerebbe l'inferno, e gli editori italiani non avrebbero i mezzi - e gli appoggi - per difendere il loro diritto alla libertà di stampa contro i poteri forti del nostro paese. E questo è quanto. A riprova di questo vi faccio notare che l'Editoriale Aurea, la stessa di UNITÀ SPECIALE, dovrebbe debuttare a febbraio con un altro fumetto ambientato in Italia, e più precisamente a Milano... Dove però si parlerà di criminalità organizzata, corruzione e varie bassezze umane... Ma guarda caso sarà ambientato nella comunità cinese della città!
Come dire che con i cinesi gli autori possono permettersi di mettere in luce anche i lati peggiori della nostra società, mentre con i Carabineri no. E direi che questo è abbastanza indicativo del bel clima in cui viviamo. Tra l'altro per questo fumetto, che si chiama Long Wei dal nome del protagonista, non mi pare che qualcuno si sia preso la briga di chiedere la supervisione e l'approvazione della comunità cinese di Milano... Che probabilmente finirà per essere rappresentata come nei film di arti marziali degli anni '70...
Quando si dice usare due pesi e due misure...
Qualcuno, in effetti, mi ha fatto notare che da un paio di mesi (singolare coincidenza, vero?) in edicola si trova anche un altro fumetto realistico ambientato in Italia: DAVVERO (scritto da Paola Barbato). Però è anche vero che questo fumetto è stato pubblicato da Star Comics DOPO il buon successo della sua pubblicazione online e gratuita, iniziata oltre un anno fa, quindi rappresenta una caso a parte...
Il caso di DAVVERO, peraltro, dimostra che gli sceneggiatori possono avere idee originali (il fumetto parla di Martina, una diciannovenne bresciana che si mette in gioco, provando a vivere coi suoi mezzi nella frenetica Milano, nonostante provenga da una famiglia benestante che l'ha sempre viziata) anche  e soprattutto quando fanno di testa loro e non devono passare al vaglio degli editori... Che magari si fanno avanti quando sanno già che certi fumetti hanno avuto un buon riscontro attraverso canali alternativi.
Certo ora bisognerà vedere se Paola Barbato racconterà una Milano in cui esiste anche una vita gay, magari verosimile, o se *MAGICAMENTE* la Milano di Martina sarà abitata unicamente da ragazzi eterosessuali... Questa, però, è un'altra storia, e forse avrò modo di parlarne in seguito.
Comunque le cose non possono andare avanti in questo modo in eterno, e l'editoria italiana dovrà accorgersene, prima o poi...
Alla prossima.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

ciao! da due mesi è in edicola il fumetto "Davvero" di Paola Barbato edito da Star Comics; è ambientato nell'Italia contemporanea.

ST

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Wally Rainbow ha detto...

Ok! Davvero di Paola Barbato mi era sfuggito :-) Ora approfondisco!

Awakening Art ha detto...

Tra l'altro si muove nell'ambiente universitario, voglio vedere se metteranno personaggi gay

Wally Rainbow ha detto...

Siccome non lo seguo mi tieni aggiornato tu? Ci conto, eh!

Diego Cajelli ha detto...

Long Wei è stato scritto sotto la supervisione di un mediatore culturale cinese e l'appoggio di due associazioni che operano sul territorio.
Il protagonista è cinese e rappresenta ideali positivi.
E' sempre spiacevole, in tutti i sensi, essere giudicati in base a un pregiudizio, visto che quello che hai scritto non corrisponde a quello che si troverà nelle pagine del fumetto.
Fumetto che tu, al momento, non hai ancora letto e non hai elementi per sostenere quanto affermi nell'articolo.