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lunedì 24 febbraio 2014

FUORI DAL MONDO...

Ciao a tutti, come va?
Vivere in Italia in questo periodo ci abitua a vedere tante cose che una volta erano considerate assurde... Quindi, in teoria, uno dovrebbe finire per abituarsi a tutto, ma non è così (per fortuna).
E comunque quando la soglia dell'assurdo si alza possono accadere cose sempre più assurde, come ad esempio ritrovarsi in edicola il fumetto Lady Mafia...
Da che parte cominciamo? Forse è meglio premettere che non voglio urtare la sensibilità di nessuno, e che non ho niente di personale contro gli autori di questo fumetto. Quindi tutto quello che dirò in questo post non vuole essere in alcun modo offensivo verso nessuno.

Detto ciò tutto è partito quando su alcuni blog e siti italiani di fumetti leggo che in edicola esce questo fumetto, e che parlerà anche di omofobia, quindi quando l'ho visto nell'edicola sotto casa ne ho comprato una copia... E sono rimasto senza parole, in senso letterale. Intediamoci: nell'ambito delle autoproduzioni avevo già  visto cose realizzate da persone che non sapevano disegnare o raccontare storie in maniera professionale, ma in ogni caso non arrivavano al di fuori del circuito delle autoproduzioni, dove finivano per estinguersi spontaneamente. Lady Mafia sovverte questa regola aurea, e molte altre.

Qui si parla di un fumetto che dopo tre numeri di prova distribuiti nelle edicole pugliesi viene riproposto in tutte le edicole italiane, in albi di 132 pagine su carta patinata, per un totale previsto di dieci uscite bimestrali... Oltre 1000 pagine per un fumetto che è semplicemente inqualificabile.

Disegnato in maniera inqualificabile e sceneggiato in maniera inqualificabile. Per darvi un'idea: se esistesse un dio dei fumetti Lady Mafia sarebbe una bibbia di bestemmie. Uno schiaffo a oltre cento anni di storia del fumetto. Una presa in giro di tutto ciò in cui un aspirante fumettista dovrebbe credere e di tutti coloro che si impegnano seriamente per creare qualcosa di professionale. Un insulto per tanti onesti e bravi fumettisti che non hanno mai avuto la possibilità di farsi notare, di arrivare in edicola, o anche solo di autoprodursi.

Troppo critico? Sfogliatene una copia e sappiatemi dire.

Anzi, credo di poter affermare che nelle edicole italiane non si è mai vista una cosa disegnata in maniera così approssimativa, nemmeno durante il boom dei tascabili porno. Disegni a parte, però, la storia (dialoghi compresi) è davvero sgradevole, e il fatto che ci sia di mezzo la mafia non c'entra nulla.

Molto in sintesi Lady Mafia è la storia dell'ultima superstite di una famiglia, sterminata (e stuprata, bambini compresi) dai sicari di un clan mafioso, che per attuare la sua vendetta (anni dopo) si fa passare per suo fratello sotto falso nome (a che serve farsi passare per suo fratello, se poi deve comunque usare un falso nome?!?), cercando di fare carriera nella famiglia mafiosa che le ha sterminato la famiglia. Per questo non si fa problemi a compiere crimini e azioni di tutti i tipi ("illustrate" nei dettagli), sfruttando la sua identità femminile per assassinare quelli che sono i suoi boss mentre si veste da uomo. Apparentemente lo spunto non sarebbe neanche male, se la trama non fosse sviluppata in maniera del tutto impropria e inverosimile, adottando peraltro scelte assurde (tipo Lady Mafia che da maschio si veste come un gangstern degli anni '30, con tanto di armi nascoste nella custodia del violino!).

La storia è ambientata in Puglia e gli autori sono molto orgogliosi di presentare luoghi reali e facilmente riconoscibili (anche se poi sono riconoscibili in maniera molto relativa, con quei disegni). Buon per loro (e per il portale di promozione turistica beautifulpuglia.com, che a quanto pare è stato felice di essere segnalato sul suddetto albo, assieme ad una serie di locali ed esercizi commerciali che fanno da sfondo ad accordi illeciti, omicidi, squartamenti e altro... Contenti loro...).
Io sono mezzo pugliese, e non ce l'ho con la Puglia o i pugliesi (ci mancherebbe!). Non ce l'ho nemmeno con gli autori (che non conosco), ma è più forte di me: è la prima volta che mi sento in dovere di riassumere un fumetto con l'aggettivo "squallido".

Il problema, però, non è nel fumetto in quanto tale (se uno vuole ha il diritto di proporre quello che vuole come vuole), ma nelle reazioni che sta suscitando e nel fatto che, nonostante tutto, sta diventando un caso editoriale.

Mi spiego meglio: questo albo è stato segnalato da alcuni fra i maggiori siti e blog di fumetti italiani, come un qualsiasi altro fumetto, senza peraltro risparmiare lodi e complimenti agli autori per la loro originalità, e qualcuno ha avuto il coraggio di presentare la protagonista come la versione femminile di Diabolik... Per qualche motivo, probabilmente per la tematica (che nessun grande editore italiano ha mai osato affrontare), ne hanno parlato anche dei quotidiani nazionali (persino ILSOLE24ORE, che è un quotidiano economico e coi fumetti a poco e niente a che fare), e reti televisive locali e nazionali. Su facebook la sua pagina ha superato gli 8000 fans (i "mi piace" solo nell'ultimo week-end sono stati un centinaio) e il suddetto albo è comparso anche nell'episodio di una fiction RAI (Braccialetti Rossi, ambientata in Puglia anch'essa), che viene mandata in onda proprio in questo periodo.
Ha sollecitato l'interesse (e soprattutto le critiche) di una quantità di associazioni antimafia e persino di qualche deputato che ne ha auspicato il ritiro immediato... E le hanno dedicato persino una canzone (che non è neanche brutta)...
E la cosa più assurda in tutta questa storia è che se ne parla ovunque sempre di più, senza che nessuno entri nel merito del fumetto in quanto tale, che è obbiettivamente un obbrobrio sotto tutti i punti di vista. E ripeto: la mafia è proprio l'ultima cosa che dovrebbe essere considerata nella valutazione di questo albo. Al di là del fatto che - pare - la protagonista sia bisessuale (anche se per lei le donne non possono essere più che amiche) e che nei prossimi numeri si parlerà più nello specifico di omosessualità e omofobia, nonchè di altri temi molto delicati (e già tremo), ne parlo qui perchè tutto questo dimostra tutta una serie di teorie che ho esposto nel corso degli anni.
E lo fa nel peggiore dei modi.

La prima cosa che dimostra è che se qualcuno ha le possibilità, in questo paese, può autoprodursi un fumetto e arrivare in edicola (o altrove) senza problemi e senza filtri, pur presentando qualcosa di inguardabile e/o affrontando temi scomodi. Se però uno ha talento e non ha soldi deve adeguarsi - nella migliore delle ipotesi - ai vincoli dei grandi editori, o magari appendere la carriera al chiodo per mancanza di visibilità.

La seconda è che in questo paese i media più popolari non hanno alcuna competenza in fatto di fumetti, perchè non è davvero possibile segnalare Lady Mafia sorvolando sul fatto che è un fumetto inguardabile.

La terza è che si intuisce che per i giornalisti i fumetti "veri" sono solo quelli che arrivano in edicola, perchè tutto questo casino non è mai stato fatto per cose simili, ma molto più interessanti, come la versione a fumetti del romanzo ACQUA STORTA, che peraltro parlava di mafia e omosessualità maschile.

La quarta è che se c'è una protagonista femminile sexy, per quanto disegnata male, riesce comunque a calamitare l'attenzione di molte persone che, evidentemente, dalle nostre parti non guardano tanto per il sottile a certe cose (e qui si potrebbero aprire molte parentesi) e/o sono totalmente disabituate ad avere un minimo di senso estetico.

La quinta è che ci sono aspiranti autori di fumetti che non hanno senso critico e/o accettano il fatto che bisogna raggiungere un minimo sindacale di preparazione prima di lanciarsi, ma in compenso hanno un'autostima notevole: quelli di questo fumetto si dichiarano disponibili anche a tenere dei workshop!
Quindi il fatto che il disegnatore abbia prodotto tavole come queste pur essendo nato nel 1985 (fate un po' voi i conti), evidentemente è considerato nella norma per un buon professionista... Il che non sarebbe neanche una cosa nuova, ma se albi come Lady Mafia arrivano in edicola e attirano l'attenzione rischiano di rovinare la reputazione dei fumetti in generale. E non perchè parlano di mafia, ripeto.

La sesta è che certi argomenti attirano l'attenzione, anche se sono considerati dei tabù dai grandi editori, che pur di non rischiare preferiscono perdere vagonate di lettori presentando ambientazioni sciapette e situazioni in cui il pubblico italiano non si identifica più. Se la Bonelli, con i suoi mezzi, realizzasse un fumetto ambientato nell'Italia della mafia farebbe i milioni... Ma non lo farà MAI.

La settima è che i blog e i siti di fumetti italiani non si fanno problemi a segnalare Lady Mafia con dovizia di particolari, ma su altri argomenti - ad esempio i fumetti a tema gay - sono ipercritici e spesso pongono dei filtri a monte parlandone il meno possibile.

La cosa più inquietante di tutte, però, è che - se nell'Italia del 2014 siamo arrivati ad una situazione del genere - vuol dire che qualcosa di essenziale si è inceppato in maniera imbarazzante, e ad un livello più profondo di quanto si pensasse. Se è vero che i fumetti sono il riflesso della società e della cultura che li produce, essere arrivati a parlare di una cosa del genere in questi termini vuol dire che la situazione sta andando completamente fuori controllo.

Forse è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche sul serio.
Voi cosa ne pensate?

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Premettendo che in una frase hai scritto "a" quando ci voleva "ha" e in un'altra il contrario, devo dire che sono pienamente d'accordo con le tue paure.
Sapere che vogliono parlare di omosessualità e omofobia, avendo già chiarito che la protagonista è una bisessuale molto all'italiana (ovvero bisessuale, sì, ma le donne sono solo amiche, eh... che cavolo vuol dire non si sa) è già abbastanza inquietante. Se poi ci aggiungiamo una tecnica scadente, una trama orrenda e degli argomenti seri trattati in maniera così superficiale e grossolana, allora la cosa si fa veramente drammatica.
Comunque, già dal fatto che offrano di fare workshop, che tutti i siti ne parlino, che abbiano tutta questa promozione, che ottengano visibilità grazie ad una fiction ecc viene da pensare a un bel gruppetto di raccomandati che avranno il successo facile grazie ai media che, come hai detto anche tu, non conoscono i fumetti e si limitano a parlare di questo in maniera approssimativa, senza indagare sulla qualità del prodotto in sé.
Queste persone ci sono in ogni ambito, dall'editoria, ai fumetti e poi al cinema e così via. Come hai detto tu, basta avere le possibilità economiche (soldi o in natura, poi non so) per ottenere risultati come questo

PS: vedendo il video di presentazione, il disegno e la trama, sentire il paragone con Diabolik e vedere la protagonista di questo fumetto presentata come la sua controparte femminile (della serie: Eva Kant? Mai sentita nominare? Chi era costei?), suscita in me una reazione incontrollabile: AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH AH
Non mi pare di aver mai visto Diabolik trucidare persone per il semplice gusto di farlo, giurando odio verso Dio e cose simili. Mi pareva che fosse un ladro (che uccide tutte le volte che gli serve, sia chiaro), il signore del brivido, e che la sua vita da criminale fosse dovuta alla sua esigenza di non seguire il sistema che lo aveva tradito e per ottenere il brivido della vita illecita, unica cosa che lo facesse sentire vivo... o ricordo male io?

PPS: Che cavolo c'entra il look da gangster anni '30 (tipo Al Capone) con la malavita/mafia pugliese?

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Ti quoto anche le virgole (e anche gli "a" e "ha" sbagliati ^____^).
E' un fumetto inqualificabilmente brutto.
Ma sta ottenendo il suo scopo: ne parlano tutt* ...

La Città di Kitezh ha detto...

Ti segnalo in proposito questo articolo, molto ben scritto, che parla del fenomeno Lady Mafia:

http://prontoallaresa.blogspot.it/2014/02/la-lezione-di-lady-mafia.html