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domenica 4 maggio 2008

L'ARTISTA DI OGGI

Finalmente sono riuscito a capire perchè questo blog non era segnalato sui motori di ricerca...Così ho cambiato alcune impostazioni e adesso *magia* è reperibile da chiunque su google (per gli altri motori di ricerca ci vorrà un po' più di tempo, credo). Nel frattempo ho controllato sulla classifica di www.alexa.com, che - se non lo sapete - è il sito che monitorizza la posizione dei siti online, e ho scoperto che è nella posizione 801842...Considerando i milioni e milioni di siti e blog presenti su internet non è poi tanto male (per darvi un'idea: il sito nazionale di arcigay è nella posizione 868492...Circa 67000 posizioni dopo!). Vedremo un po' se e quanto migliorerà col tempo. Proprio per renderlo più appetibile e culturalmente stimolante mi piacerebbe di tanto in tanto parlare di arte gay in senso lato (non solo fumetti e illustrazioni, insomma), visto che se ne parla sempre poco e male, ed è un peccato. Comunque state tranquilli, saranno dei post brevi e sintetici, al limite se vorrete approfondire potrete farlo altrove. Vorrei iniziare parlandovi di Thomas C. Eakins (1844-1916).

Chi è mai costui? Probabilmente anche molti studenti e appassionati d'arte non hanno la minima idea di chi si tratti, visto che è stato un pittore americano e in quanto tale sicuramente esula dai tipici percorsi accademici italiani. D'altra parte non ha realizzato capolavori che gli valessero menzioni d'onore nei libri di storia dell'arte. In compenso ha avuto diversi meriti. Intanto è stato uno dei primi pittori a usare metodicamente le fotografie per realizzare i suoi dipinti, e soprattutto è stato uno strenuo difensore della rappresentazione del nudo maschile integrale. Non ci è dato sapere quale fosse il suo reale orientamento sessuale: era regolarmente sposato, ma sosteneva che "il nudo femminile è la cosa più bella del mondo, dopo quello maschile". Sia come sia per difendere i suoi principi affrontò anche dei guai: quando insegnava all'Accademmia di Belle Arti della Pennsylvania, a Philadelphia, decise che nelle sue lezioni i modelli dovevano posare completamente nudi. Peraltro lo stesso pittore posava nudo per i suoi studenti e incoraggiava gli stessi a posare gli uni per gli altri, in studio o all'aria aperta, magari fotografandoli mentre giocano insieme. Il suo quadro più famoso rappresenta proprio i suoi studenti che fanno il bagno presso il lago Dove di Philadelphia, e lo stesso pittore ci si è ritratto in basso a destra.

Il suo comportamento era a rischio, ma non venne più tollerato quando, nel 1886, fece posare un modello senza veli nella sua classe femminile (all'epoca le classi erano separate per sesso). Venne accusato di "violenza sulle donne" e altre amenità del genere, per poi essere allontanato dalla scuola. E qui accadde una cosa curiosa, perchè per protesta una quarantina di suoi allievi lo seguirono e insieme fondarono una scuola d'arte a parte: la Art Student League of Philadelphia, che durò dal 1887 al 1893. In seguito l'artista tenne lezioni a Washington fino al 1898, per poi ritirarsi dall'insegnamento e lavorare soprattutto come ritrattista (anche perchè la sua "fama" lo aveva compromesso irrimediabilmente). Però non smise mai di dipingere e fotografare nudi maschili, spesso con la scusa dei ritratti sportivi (i suoi soggetti preferiti erano i pugili e i lottatori...Che all'epoca gareggiavano praticamente nudi).


Oggi Thomas C. Eakins viene considerato il capostipite della pittura omoerotica moderna, ma anche il primo pittore che ha osato sfidare pubblicamente il tabù del nudo maschile integrale nell'arte moderna. Se persone come lui non si fossero messe in gioco, probabilmente oggi vivremmo in un mondo peggiore. A questo punto non posso fare a meno di chiedermi quanta gente sia disposta a mettersi davvero in gioco al giorno d'oggi, e se questo sia direttamente proporzionale al livello culturale di una società come la nostra...

sabato 3 maggio 2008

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Il mio sogno segreto è di fondare una casa editrice (da anni avrei anche in mente il nome che vorrei darle)...O almeno di diventare curatore editoriale per un editore competente e disposto a mettersi in gioco, cosa che non mi è ancora capitato di fare. Non tanto per pubblicare i miei fumetti, quanto per valorizzare tante storie e tanti autori che non hanno mai avuto la possibilità di farsi conoscere nel nostro paese. Uno dei tanti autori che porterei in Italia sarebbe Ivàn Garcìa (potete raggiungere il suo sito ufficiale cliccando sul titolo di questo post), che oltre ad essere un bel figliolo (vedi foto) fa dei fumetti gay decisamente interessanti e sopra le righe. Fra parentesi il ragazzo lavora anche nel campo dell'illustrazione per bambini e ragazzi, e persino nell'ambito dell'illustrazione anatomica, e questo dimostra che - in un paese civile come la Spagna - non ci sono conflitti d'interesse a realizzare fumetti gay mentre si opera su altri fronti. In ogni caso oggi volevo segnalare in particolare la sua serie Las Aventuras del Capitàn Eclipse. Qui di seguito posto qualche immagine promozionale (in cui non posso fare a meno di notare una certa somiglianza fra l'autore e il protagonista della serie...).


In un futuro remoto, ma non troppo, l'umanità ha imparato a viaggiare nello spazio, a colonizzare altri pianeti e a relazionarsi con altre civiltà. Il capitano Eclipse è un fuorilegge che a bordo della sua nave spaziale Divine si propone di offire aiuto ai gay e alle lesbiche perseguitati e deportati. Eh, già...Perchè in questo futuro la chiesa cattolica si è trasformata in una sorta di impero intergalattico (la galactoteocrazia) che dà la caccia agli omosessuali per convertirli in modo coatto (o eliminarli nei casi non "curabili"). Dell'equipaggio del Divine fanno parte anche il ragazzo del capitano, Greg (il giovane rampollo di una famiglia nobile, rinnegato a causa della sua omosessualità), la transgender Miss Tèrica e la meccanica lesbica Lupita. La cosa interessante di questo fumetto è che di sesso esplicito non se ne vede, ma in compenso i personaggi hanno un notevole spessore psicologico, un grande sex-appeal e, soprattutto, danno modo di fare una satira spietata alle lobby religiose cristiane e alla repressione della diversità. Non so perchè, ma qualcosa mi dice che in Italia non verrà pubblicato tanto facilmente...Comunque per quanti già si fossero innamorati dello stile di questo autore, segnalo che recentemente ha realizzato anche un fumetto a tema supereroistico in cui il sesso si vede: il titolo è XY ed è una specie di X-MEN in versione gaylesbica.


Lo scorso 29 Aprile, inoltre, è stata presentata (in contemporanea a Barcellona e Madrid) un'antologia di fumetti gay dal titolo GAY TALES (di cui penso proprio che tornerò a parlare), in cui c'è una sua storia liberamente ispirata alla Sirenetta di Andersen.

Forse anche voi come me state pensando che è un vero peccato che cose di questo genere non siano disponibili anche da noi, mentre magari le edicole e le fumetterie strabordano di cose trite e ritrite...Una cosa buffa che ho notato dell'editoria italiana è che tutti si lamentano da anni della crisi del mercato e delle vendite dei fumetti che continuano a calare, ma nessuno sembra voler proporre idee originali e autori davvero innovativi e di "rottura". Probabilmente, però, il discorso è molto ampio e il fatto che manchi l'innovazione nelle edicole è solo un riflesso della mancanza di innovazione che investe il nostro paese in tutti i campi.

venerdì 2 maggio 2008

GLI ARCHIVI DI WALLY

D'ora in poi mi piacerebbe condividere su questo blog con regolarità non solo le cose che realizzo oggi, ma anche le idee e le cose che ho fatto in passato (e di cui non mi vergogno particolarmente). Questa volta vorrei condividere con voi la storia con la quale ho vinto per la prima e ultima volta un concorso di fumetti. Il concorso in questione era stato indetto nel 1999 da Wyrd Edizioni, che oggi si occupa solo di giochi di ruolo, mentre all'epoca voleva provare anche la carta dei fumetti cercando giovani collaboratori. Anche in quel caso per me è stata un po' una scommessa, visto che partivo praticamente da zero e l'unico sostegno morale mi veniva dal fatto di essermi classificato fra i primi 10 al concorso Pierlambicchi di Prato l'anno prima. In questo caso ero vincolato ad una storia di 4 pagine al massimo e non è stato semplicissimo, però il risultato lo trovo ancora dignitoso. Il soggetto doveva essere una storia fantasy (genere che a me è sempre piaciuto). Purtroppo anche di questa storia non ho più avuto indietro gli originali (mi sa che li hanno persi), ma fortunatamente ho conservato delle fotocopie (anche se la qualità non è eccelsa è sempre meglio di niente). Ecco qui la storia.




Qualche tempo dopo averla spedita (poco dopo averla spedita ho anche causato un tamponamento a catena perchè mi è piombata davanti una vecchietta che ha attraversato senza guardare la strada...Per fortuna non si è fatto male nessuno), mi è arrivata una lettera che diceva che mi ero classificato primo e mi invitava alla premiazione ufficiale (che si teneva in un castello....Ma questa è un'altra storia...). Forse a questo punto qualcuno si chiederà perchè e percome non ho cominciato a pubblicare tonnelalte di fumetti con la Wyrd...La storia è un po' complicata. Fondamentalmente diciamo che provenendo loro dal mondo dei giochi di ruolo non eravamo molto in sintonia dal punto di vista lavorativo. Intendiamoci...Bravissime persone con cui ho trascorso dei bellissimi momenti (anche quando disegnavo al loro stand durante qualche fiera), però loro mi davano le sceneggiature, io le disegnavo e generalmente non riuscivo a farle come piaceva a loro, non mi approvavano le tavole ed è finita che c'è stata una mutua rinuncia. Se devo essere sincero a tutt'ora non ho ben capito come mai sia finita così, forse il problema è che io rendo come autore completo e se devo seguire sceneggiature troppo dettagliate finisce che mi blocco. D'altra parte loro non volevano rinunciare a sceneggiare in stile "master da gioco di ruolo" (che per chi non lo sapesse è il tizio che descrive gli scenari e le situazioni in questo tipo di giochi) e quindi non siamo riusciti a fare granchè insieme. Avevano anche un magazine su cui avevo provato a scrivere qualcosa, ma loro mi rimaneggiavano i pezzi e anche lì non siamo andati molto lontano. Anche le illustrazioni che gli mandavo per il suddetto magazine di solito finivano per essere ritoccate o ridotte all'inverosimile...Non so...Ripensandoci mi viene da pensare che non avessero le idee molto chiare e che, se fossero stati più disposti a scendere a compromessi, le cose sarebbero andate diversamente. Non vorrei peccare di presunzione, ma se mi avessero fatto gestire un albo con il seguito della storia che gli avevo spedito qualcosa di buono ne sarebbe potuto venire fuori...Pazienza! Di certo la mia gratitudine nei loro confronti sarà sempriterna e di loro avrò comunque un bellissimo ricordo. Vi lascio con un illustrazione del protagonista delal storia, il dralfo Kram...Chissà...Magari un giorno tornerò a disegnarlo...Anche perchè il titolo della storia era LE CRONACHE DI PANDARIA...E se siete miei attenti lettori il nome Pandaria non dovrebbe giungervi del tutto nuovo...

P.S. Per chi fosse mio fan all'ultimo stadio questa storia è stata pubblicata su Scuola di Fumetto #7, edito da Coniglio Editore e reperibile in fumetteria o presso la casa editrice.

giovedì 1 maggio 2008

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Allucinante! A un certo punto il mio modem nuovo aveva smesso di funzionare e io sono piombato nel panico! Per quanti sforzi facessi non ne venivo a capo...Più o meno alle 11,00 di sera mi stavo rassegnando all'idea di essere nella pupù...Se non che...Se non che mi sono accorto che era tutto un problema di cavi...Adesso il modem funziona e se gli dei vorranno riprenderò a produrre...Però me la sono vista brutta eh! Considerando il momento particolare che sto attraversando mi sono visto andare in fumo la carriera...E invece il pericolo sembra fortunatamente rientrato...Così ora posso cambiare argomento e parlare di cose un po' più interessanti...Ad esempio...Forse quelli della mia generazione, che hanno subito in pieno la prima ondata (anche se sarebbe più giusto chiamarla tsunami) di cartoni animati giapponesi in Italia si ricorderanno che una volta venivano trasmessi senza le odiose censure che, dalla fine degli anni 80, sono diventate un elemento imprescindibile per le serie animate trasmesse dalle TV italiane (perlomeno fino all'arrivo di MTV, che però da sola non può fare miracoli). Tra le cose che non venivano censurate c'erano le scene di nudo, anche maschile. Per la legge giapponese non si possono mostrare i genitali degli adulti, ma questo non rendeva meno accattivanti certe sequenze e certe situazioni, che risultavano tremendamente allupanti per i ragazzini gay alle prese coi primi bollori. Il fatto che poi i personaggi maschili fossero sempre così accattivanti, simpatici e in un certo senso "amici" dei giovani spettatori, rendeva il tutto ancora più godurioso. Io per esempio avevo un debole per le scene di convivialità ambientate nelle terme o nei bagni pubblici. Stando a quello che mi viene riferito degli effetti vagamente simili vengono prodotti anche dalle serie trasmesse oggi, con i vari Naruto, Dragon Ball, ecc...Però si tratta comunque di serie con un taglio al massimo pre-adolescenziale, che si svolgono in contesti decisamente poco stuzzicanti e che anche là dove potrebbero offrire qualcosa di davvero stuzzicante vengono preventivamente censurate dagli adattatori italiani. D'altra parte è indicativo il fatto che è da anni che sulle nostre reti non vengono importate serie animate di un certo tipo, come ad esempio Hajime no Ippo (1999), tratta dal manga di George Morikawa. Questa serie racconta la vicenda di Ippo, un ragazzino sensibile, timido e impacciato (sarà anche un po' gay? A me il dubbio è venuto...) che scopre la passione per il pugilato. Serie come questa offrono esattamente gli spunti ai quali mi riferivo, come nella scena che posto qui di seguito e che si svolge negli spogliatoi della palestra di Ippo, dopo un duro allenamento.

Forse sarò un nostalgico, ma mi manca un po' l'idea di imbattermi in cose di questo tipo facendo zapping in TV, e non posso fare a meno di pensare che questa progressiva demonizzazione del nudo o della giocosità del sesso stia creando intere generazioni di persone frustrate, represse e potenzialmente pericolose. Per completezza e per gli interessati posto anche la prima sigla di questo cartone, che molto difficilmente vedremo in Italia...Non foss'altro perchè cartoni sulla boxe da noi non ne sono più arrivati dai tempi di Rocky Joe e Forza Sugar...Più o meno venti anni fa...