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mercoledì 27 maggio 2009

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutte e a tutti, come state?
Avete presente quando qualche grosso cetaceo risale per sbaglio il corso di un fiume e muore? O quando si spiaggia e agonizza dibattendo le pinne nel vuoto? Ecco... Questa è la sensazione che ho avuto seguendo le vicissitudini della rivista Babilonia negli ultimi 4 anni (quelli dell'ultima gestione): 4 anni nei quali ho avuto modo di collaborare con lei, seguendo passo passo il suo declino e accompagnandola alla capitolazione finale. Ebbene sì: stavolta Babilonia - la rivista a tematica GLBT che dal 1982 era presente nelle edicole italiane - ha cessato le pubblicazioni, e così siamo diventati l'unico paese europeo/occidentale che non ha una rivista gay nella propria lingua distribuita nelle edicole. Non male vero? In effetti da molte parti si sente dire che non è poi una perdita così grave, che i tempi cambiano, che ora c'è internet, ecc... Ma è davvero così? In numeri assoluti SICURAMENTE internet e l'informazione a tematica gay raggiungono una platea che Babilonia (o qualsiasi altra rivista gay al mondo) non ha mai raggiunto nemmeno nei suoi sogni più sfrenati. Analiziamo però qualche dato: in Italia il 25% dei Comuni non ha l'ADSL o una qualche forma di connessione veloce, mentre le riviste a tematica gay (PRIDE, Clubbing, Out) arrivano solo nei locali gay (o meglio: nei locali gay che hanno acquistato spazi pubblicitari sulle suddette riviste) e nelle associazioni (e molto difficilmente, mancando un vero sistema distributivo, arrivano al di sotto di Roma). Aggiungiamo che tanti omosessuali - per scelta o per motivi di forza maggiore - non hanno modo di consultare siti gay, e aggiungiamo il fatto che - anche quando potrebbero consultare siti gay - in tanti vanno direttamente sui siti hard, nelle chat o sui personals... Mentre i mass media italiani sono quello che sono. Capirete anche voi che la chiusura di Babilonia non è esattamente un buon segnale. E sinceramente mi fanno anche un po' ridere quelli che dicono che i gay italiani grazie a internet non vanno più in edicola, visto che le riviste di annunci "personali" funzionano ancora molto bene, mentre Vanity Fair e i vari Men's Health, For Men e quant'altro hanno un seguito imbarazzante presso il pubblico omosessuale. Qualcuno dirà: si tratta di riviste che ufficialmente non sono "gay" e questo le aiuta. Vero. Tuttavia la Babilonia degli ultimi 4 anni era proprio in quella direzione fashion-glamour che stava andando, e non è servito assolutamente a nulla... Anzi: questa scelta di mettersi in competizione con le riviste "velatamente gay" (ma con enormi gruppi editoriali alle spalle) ne ha solo accelerato la fine. Perchè, allora, in tutto il mondo le riviste gay (non porno) stanno in buona salute (solo in Francia Têtu certifica 50000 copie vendute al mese)? Secondo la direzione di Babilonia il problema è che all'estero i danarosi inserzionisti per quelle riviste esistono e in Italia no... Ma sarà proprio questo il motivo? In effetti è stata la stessa identica giustificazione tirata fuori da Gay.TV quando è caracollata nella sua versione "emittente satellitare", e le sue formule erano più o meno le stesse che stava utilizzando Babilonia... Sarà un caso che entrambe abbiano trovato un fine ingloriosa? Qualcosa mi dice di no. A parte il fatto che, secondo me, portare in Italia un modello (o meglio una speranza) di finanziamento straniero senza considerare le peculiarità del nostro paese è già indice di superficialità e scarsa lungimiranza, devo dire che ho notato in entrambi i casi una scarsa volontà di mettersi in discussione, accettare i propri limiti e prepararsi adeguatamente. Ad esempio avendo la modestia di prendere atto che - per far funzionare certe cose come in altri paesi - bisognerebbe perlomeno "studiare" (e tanto) la storia e la cultura gay dei suddetti paesi, anche perchè trapiantare una pianta senza le radici - magari in un terreno ostile - non garantisce automaticamente che la pianta attecchisca, dico bene? Intendiamoci: non ho niente di personale da rinfacciare a chi ha gestito Babilonia, e in particolare alla cara direttora Lucia Contin, che con me si è sempre comportata in maniera più che corretta (e anzi, quando nel 2005 ho avuto dei seri problemi di salute mi chiamava pure a casa per sentire come stavo)... Però mentirei se dicessi che non avevo da tempo la sensazione che viaggiassero a tutta velocità su un binario morto (ne avevo parlato anche qui), e che su certi argomenti la loro preparazione fosse decisamente lacunosa (talvolta non capivano nemmeno a cosa mi riferivo quando esponevo qualche idea)... Anche se non se ne rendevano conto e procedevano imperterriti per la loro strada, cercando le cause delle loro traversie editoriali all'esterno piuttosto che all'interno... E questo lo facevano sia gli elementi etero che quelli gay della redazione... E qui bisognerebbe aprire una parentesi su chi è stato coinvolto nella realizzazione della rivista e su come costoro hanno gestito la cosa, dato che veniva dato un peso spropositato a personaggi e argomenti che - a mio modesto parere - erano totalmente inadeguati a rendere la rivista accattivante. Anche perchè agganciare i gay di oggi richiede una competenza e una preparazione non da poco... Soprattutto per non risultare banali e giustificare un acquisto di questo tipo in edicola...Mi spiace dirlo, ma ammetto che in più di un'occasione ho avuto la sensazione che tanta gente si sia approfittata della buona fede di Lucia Contin per avere una vetrina in più (e magari per raggranellare qualche spicciolo supplementare) piuttosto che per dare un reale contributo alla rivista. C'è poi da considerare che Babilonia (come Gay.TV prima di lei) aveva adottato la politica della rimozione pressochè totale dell'erotismo e della sessualità che non fosse patinata e ultra soft (e anche in quel caso era utilizzata col contagoccie)... Cosa che nel contesto italiano aveva ben poco senso. Per non parlare di alcune scelte estetiche decisamente opinabili (come ad esempio quella di mettere in copertina ragazzi che non accennano mai un sorriso...). La tentazione di approfondire ulteriormente l'argomento è tanta, ma non voglio annoiarvi, quindi mi limiterò a ribadire che il nostro paese ha finito per fare un altro passettino indietro... Cosa di cui, soprattutto in questi tempi, non aveva affatto bisogno. La cosa che mi dà di più da pensare, però, è che tutto ciò è avvenuto nella totale indifferenza del movimento gay... Che, per inciso, ha sede perlopiù in città dove Babilonia non è indispensabile (Milano, Roma, Bologna, ecc), e che non sembra proprio in grado di guardare al di là del proprio naso e della propria esperienza... Forse i gay che vivono in quel 25% di comuni senza ADSL valgono meno di quelli di Milano, Roma e Bologna? E' così scontato che un gay vada in discoteca e quindi possa avere accesso alla sua copia mensile di PRIDE? Siamo davvero sicuri che non abbia un'importanza intrinseca il fatto di andare in edicola a comprare una rivista gay piuttosto che consultare siti in privato e riviste gratuite in contesti "protetti" (e ghettizzanti) come le discoteche gay? Io una mia idea ce l'ho, però ci tenevo a sapere cosa ne pensavate voi...
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martedì 26 maggio 2009

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e a tutte... Se il mio post di ieri vi ha coinvolto in qualche modo volevo segnalarvi che su facebook è nato un gruppo che l'AIB (Asssociazione Italiana Biblioteche) ha dedicato alla lotta alla censura, con particolare riferimento all'episodio di Genova... Se volete iscrivervi al suddetto gruppo (ovviamente se usate facebook) CLICCATE QUI. Sono già iscritte circa 900 persone... Non male! So che magari è un sogno, però sarebbe bello se - con quei 30 anni di ritardo - anche in Italia si iniziasse a promuovere la cultura GLBT partendo direttamente dalle biblioteche... A proposito di libri e cultura, vi segnalo che sul sito della TASCHEN trovate un bel videodocumentario che presenta e contestualizza la loro ultima supermega antologia dedicata a Tom of Finland... Per vederlo potete CLICCARE QUI. So che c'entra poco, ma forse vi farà piacere sapere che, nel frattempo, il profumo firmato Tom of Finland e lanciato l'anno scorso dalla francese Etat Libre d'Orange sta continuando ad avere un buon riscontro... Così per curiosità: qualcuno di voi l'ha già visto circolare dalle nostre parti o nessuno ha ancora avuto il coraggio di importarlo?
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lunedì 25 maggio 2009

GAY PRIDE

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? State sopravvivendo a questa sfiancante estate anticipata? Io per ora sì, ma spero vivamente che non avremo un'estate in stile 2003... In ogni caso oggi volevo partire da un'esternazione che ha fatto il mio personal couch Bruce dopo che l'ho aggiornato sulle ultime novità dall'Italia (lui vive fra San Diego e Tjuana e ovviamente ne ha solo una vaga eco). Secondo lui i casi sono due: o l'Italia cambia o l'Italia colerà a picco e poi cambierà. Quando si dice il dono della sintesi. Ho ripensato a questa frase quanto ho saputo quello che sta succedendo a Genova in questi giorni. Molto in sintesi: fra le iniziative che anticipano il Gay Pride c'è stata anche la collaborazione con la biblioteca per ragazzi DeAmicis. Nella suddetta biblioteca era stato organizzato un laboratorio sulle favole omoaffettive, dal titolo "DUE REGINE E DUE RE" e la distribuzione di due opuscoli informativi: uno per i bambini e uno per gli adolescenti. In questi opuscoli erano indicati anche alcuni siti per approfondire l'argomento, tra cui il sito Beyourself , gestito dal gruppo giovani di Arcigay, e diversi siti patrocinati dall'Unione Europea. Inoltre nella biblioteca era stato riproposto un libro pubblicato da Il Dito e la Luna qualche anno fa. Si tratta di un libricino di origine spagnola per tutte le età dal titolo CI PIACCIAMO, e per promuoverlo all'epoca venne organizzato anche un CI PIACCIAMO DAY (che passò quasi inosservato, ma questa è un'altra storia). Il libricino è un'idea carina anche se ha quel genere di grafica "cessa" (ovvero sgraziata e grottesca) che va tanto di moda nei prodotti per l'infanzia di oggi e che io non sopporto.In ogni caso tutto ciò è avvenuto sabato 16 maggio e nel giro di una settimana ha scatenato, nell'ordine:

- Un esposto al Consiglio Comunale (‘iniziativa schifosa e sporcacciona’, la famiglia implica il concetto di amore fra un uomo e una donna ed è fortemente turbativo proporre ai bambini altri modelli’, ‘istigazione alla pedofilia’, e via discorrendo).

- Un esposto alla Procura della Repubblica (affinché verifichi se ‘oltre i limiti del buon gusto, della decenza e della natura siano stati travalicati anche quelli del Codice Penale, attraverso la perpetrazione di reati con particolare riferimento alla tutela dei diritti dei minori e della loro salute psichica’, ‘a questo punto è giusto e doveroso che a pronunciarsi sia la Magistratura. Se ci sono delle responsabilità penali occorre individuarle e sanzionarle anche a futura memoria’).

- Un'interrogazione in Consiglio Regionale.

- Un'accusa formale per tutte le persone coinvolte di «pubblicizzazione di materiale pornografico minorile, divulgazione di notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento di minori di anni 18».

- Una richiesta di sequestro.

- Tre interrogazioni parlamentari.

Per finire - ma solo per ora - è arrivato anche l'interessamento del Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. Per inciso il Ministro così ha commentato: I bambini vanno esentati, la tematica omosessuale non li riguarda, non ci sono episodi di omofobia nell’età infantile, e ha aggiunto che indagherà sull'episodio. Che dire? Quando il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha preso le difese dell'iniziativa si è sentita commentare da un consigliere: «Non ha la più pallida idea di quello che dice. Come fa a sostenere che non ci sia stata alcuna violazione quando la biblioteca stessa diffondeva oltre che libri a tematiche lesbico-omosessuali, anche brochure con rimando a siti internet "di settore" che illustrano fumetti pedopornografici, invitano al transessualismo o esaltano la pornografia e la prostituzione? Sono siti ai quali per esempio dal computer della Regione Liguria non si può neppure accedere»... Mi limito a dire che chiunque lavora in uffici pubblici sa che i sistemi di filtraggio tendono a bloccare tutti i siti con la parola gay anche se non hanno contenuti pornografici (e questa forse è una concausa del clima che c'è nel nostro paese). Non si sa come andrà avanti questa vicenda, ma è evidente che mette in luce molte sfaccettature del termine "omofobia", e soprattutto le sue basi di ignoranza e provincialismo. E per dimostrarvi che questo mio giudizio si basa su prove concrete qui di seguito voglio postarvi le copertine di alcuni libri per l'infanzia che nel mondo anglofono parlano di omosessualità e famiglie omogenitoriali (anche perchè i bambini delle suddette famiglie hanno un particolare bisogno di non sentirsi emarginati). Ormai è da decenni che questi libri rappresentano una vera e propria nicchia di mercato... Che ovviamente in Italia nessuno ha mai considerato pubblicabile...

















Cos'altro aggiungere? Sperando che tutta questa fosca vicenda si concluda nel modo migliore non posso fare a meno di constatare che, con tutte le cose gravi e urgenti a cui bisognerebbe pensare, ci sono persone che non trovano di meglio da fare che aggrapparsi al nulla per dare sfogo alla loro omofobia, magari sperando in un tornaconto politico ed elettorale... Sarebbe proprio ora di cambiare registro, non trovate? Tra l'altro vi ricordo che la prima - e più longeva - associazione GLBT statunitense di categoria (cliccate qui) è stata proprio quella dei bibliotecari, ed è nata da una costola dell'associazione nazionale dei bibliotecari statunitensi proprio per garantire un accesso non pregiudizievole alla tematica GLBT attraverso questi luoghi... A giudicare dalle reazioni genovesi direi che si tratta effettivamente di un punto di affermazione importante anche nel nostro paese... Perchè, allora, dalle nostre parti non ci aveva pensato ancora nessuno?
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venerdì 22 maggio 2009

IL VIDEO DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? Oggi volevo condividere con voi un cortometraggio animato in 3D particolarmente toccante. Ammetto che per come la vedo io il 3D è ampiamente sopravvalutato, però è anche vero che ha delle valenze espressive tutte sue particolari... Non aggiungo altro e attendo i vostri commenti, perchè secondo me questo video qualcosa smuove...Io poi mi ci identifico particolarmente.

Tra l'altro, per una sorta di strana sincronicità junghiana ieri - quando avevo già preparato questo video da montare - sono andato a Parma per la presentazione del documentario 2 VOLTE GENITORI promosso dall'Agedo (sapete tutti cos'è, vero?), e una delle testimonial più determinate e rappresentative di questa associazione, la carissima signora Flavia, che già conoscevo perchè è la mamma di un mio amico, mi ha ricordato che se ha conosciuto l'Agedo è merito del sottoscritto che gliene aveva parlato anni fa (e, visto quanto era in gamba, le aveva anche consigliato di prendere contatto con loro)... Sapete che non avevo proprio idea di avere questo merito? Ma la cosa davvero bella è che alla fine della fiera tutto partiva dal fatto che suo figlio mi ha conosciuto per via dei miei fumetti :-) E questo fa il paio con l'avvocato Francesco Bilotta, che mi ha confessato di essere diventato un attivista di livello nazionale anche grazie alla lettura dei miei fumetti, visto che hanno contribuito a risolvere alcuni suoi conflitti interiori... WOW! Alla faccia di chi tratta i fumetti gay (quelli veri) con sufficenza e pensa che non abbiano il potenziale per cambiare concretamente le cose...
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