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lunedì 25 maggio 2009

GAY PRIDE

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? State sopravvivendo a questa sfiancante estate anticipata? Io per ora sì, ma spero vivamente che non avremo un'estate in stile 2003... In ogni caso oggi volevo partire da un'esternazione che ha fatto il mio personal couch Bruce dopo che l'ho aggiornato sulle ultime novità dall'Italia (lui vive fra San Diego e Tjuana e ovviamente ne ha solo una vaga eco). Secondo lui i casi sono due: o l'Italia cambia o l'Italia colerà a picco e poi cambierà. Quando si dice il dono della sintesi. Ho ripensato a questa frase quanto ho saputo quello che sta succedendo a Genova in questi giorni. Molto in sintesi: fra le iniziative che anticipano il Gay Pride c'è stata anche la collaborazione con la biblioteca per ragazzi DeAmicis. Nella suddetta biblioteca era stato organizzato un laboratorio sulle favole omoaffettive, dal titolo "DUE REGINE E DUE RE" e la distribuzione di due opuscoli informativi: uno per i bambini e uno per gli adolescenti. In questi opuscoli erano indicati anche alcuni siti per approfondire l'argomento, tra cui il sito Beyourself , gestito dal gruppo giovani di Arcigay, e diversi siti patrocinati dall'Unione Europea. Inoltre nella biblioteca era stato riproposto un libro pubblicato da Il Dito e la Luna qualche anno fa. Si tratta di un libricino di origine spagnola per tutte le età dal titolo CI PIACCIAMO, e per promuoverlo all'epoca venne organizzato anche un CI PIACCIAMO DAY (che passò quasi inosservato, ma questa è un'altra storia). Il libricino è un'idea carina anche se ha quel genere di grafica "cessa" (ovvero sgraziata e grottesca) che va tanto di moda nei prodotti per l'infanzia di oggi e che io non sopporto.In ogni caso tutto ciò è avvenuto sabato 16 maggio e nel giro di una settimana ha scatenato, nell'ordine:

- Un esposto al Consiglio Comunale (‘iniziativa schifosa e sporcacciona’, la famiglia implica il concetto di amore fra un uomo e una donna ed è fortemente turbativo proporre ai bambini altri modelli’, ‘istigazione alla pedofilia’, e via discorrendo).

- Un esposto alla Procura della Repubblica (affinché verifichi se ‘oltre i limiti del buon gusto, della decenza e della natura siano stati travalicati anche quelli del Codice Penale, attraverso la perpetrazione di reati con particolare riferimento alla tutela dei diritti dei minori e della loro salute psichica’, ‘a questo punto è giusto e doveroso che a pronunciarsi sia la Magistratura. Se ci sono delle responsabilità penali occorre individuarle e sanzionarle anche a futura memoria’).

- Un'interrogazione in Consiglio Regionale.

- Un'accusa formale per tutte le persone coinvolte di «pubblicizzazione di materiale pornografico minorile, divulgazione di notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento di minori di anni 18».

- Una richiesta di sequestro.

- Tre interrogazioni parlamentari.

Per finire - ma solo per ora - è arrivato anche l'interessamento del Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. Per inciso il Ministro così ha commentato: I bambini vanno esentati, la tematica omosessuale non li riguarda, non ci sono episodi di omofobia nell’età infantile, e ha aggiunto che indagherà sull'episodio. Che dire? Quando il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha preso le difese dell'iniziativa si è sentita commentare da un consigliere: «Non ha la più pallida idea di quello che dice. Come fa a sostenere che non ci sia stata alcuna violazione quando la biblioteca stessa diffondeva oltre che libri a tematiche lesbico-omosessuali, anche brochure con rimando a siti internet "di settore" che illustrano fumetti pedopornografici, invitano al transessualismo o esaltano la pornografia e la prostituzione? Sono siti ai quali per esempio dal computer della Regione Liguria non si può neppure accedere»... Mi limito a dire che chiunque lavora in uffici pubblici sa che i sistemi di filtraggio tendono a bloccare tutti i siti con la parola gay anche se non hanno contenuti pornografici (e questa forse è una concausa del clima che c'è nel nostro paese). Non si sa come andrà avanti questa vicenda, ma è evidente che mette in luce molte sfaccettature del termine "omofobia", e soprattutto le sue basi di ignoranza e provincialismo. E per dimostrarvi che questo mio giudizio si basa su prove concrete qui di seguito voglio postarvi le copertine di alcuni libri per l'infanzia che nel mondo anglofono parlano di omosessualità e famiglie omogenitoriali (anche perchè i bambini delle suddette famiglie hanno un particolare bisogno di non sentirsi emarginati). Ormai è da decenni che questi libri rappresentano una vera e propria nicchia di mercato... Che ovviamente in Italia nessuno ha mai considerato pubblicabile...

















Cos'altro aggiungere? Sperando che tutta questa fosca vicenda si concluda nel modo migliore non posso fare a meno di constatare che, con tutte le cose gravi e urgenti a cui bisognerebbe pensare, ci sono persone che non trovano di meglio da fare che aggrapparsi al nulla per dare sfogo alla loro omofobia, magari sperando in un tornaconto politico ed elettorale... Sarebbe proprio ora di cambiare registro, non trovate? Tra l'altro vi ricordo che la prima - e più longeva - associazione GLBT statunitense di categoria (cliccate qui) è stata proprio quella dei bibliotecari, ed è nata da una costola dell'associazione nazionale dei bibliotecari statunitensi proprio per garantire un accesso non pregiudizievole alla tematica GLBT attraverso questi luoghi... A giudicare dalle reazioni genovesi direi che si tratta effettivamente di un punto di affermazione importante anche nel nostro paese... Perchè, allora, dalle nostre parti non ci aveva pensato ancora nessuno?
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4 commenti:

loran ha detto...

Mi sa che ha ragione il tuo personal couch prima o poi l'italia colerà a picco, speriamo di non ritornare al confino e ai campi di concentramento, almeno che non ci pensi l'Europa è qualche nazione più democratica ci assorbi come colonia.

Ulisse ha detto...

Ne stavo giusto parlando stamane con una mia amica, soprattutto in Italia c'è la tendenza a considerare i bambini come dei bambolotti e non giovani persone che invece capiscono meglio e più di quanto ci immaginiamo. Un comportamento responsabile quindi non è quel genitore che mette il figlio sotto una campana di vetro ma colui che lo accompagna spiegandogli le cose della vita, compresa l'omosessualità perchè prima o poi si troverà ad affrontare questo tema e le strade sono solo due, o gli si insegna l'odio (come coloro che si sono scagliati contro l'iniziativa) o gli si insegna il rispetto. Tutto dipende dagli adulti perchè nessun bambino nasce omofobo, lo si diventa solo se un adulto ce lo insegna.

francesco ha detto...

l omosessualità non riguarda i bambini come l orientamento politico non riguarda gli elettori. vorrei tener presente che fino a prova contraria,anche i gay sono stati bambini,e in genere,gay lo erano già.o almeno,io ero già gay a 5 anni.se poi vogliono tenersi le fette di salalme sugli occhi e dire che questo è perchè io fossi un bimbo turbato,allora facciano.non cambia quello che ero e che sono,che è un dato di fatto.

loran ha detto...

L'omosessualità non riguarda i bambini ma solo dal punto di vista del sesso in se, ma li riguarda dal punto di vista della comprensione della diversità della vita.
Ogni genitore divorziato o che ha formato una coppia interrazziale deve spiegare al proprio figlio come rispondere alle domande dei propri coetanei.

In italia c'è ancora gente ce non adotta bambini di colore dicendo che si troverebbero imbarazzati alle domande dei compagni di scuola, in altri paesi questi problemi sono stati affrontati come nel caso delle coppie omosessuali con una letteratura dedicata all'infanzia che certamente non conterrà scene di sesso ma presenterà al bambino la questione dal punto di vista della diversità della vita.

Solo da noi queste cose vengono viste come qualcosa di morboso come se si volesse insegnare ai bambini a essere omosessuali.