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mercoledì 2 giugno 2010

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Prima di tutto qualche aggiornamento: il primo riguarda questo blog, che nel mese di maggio ha superato gli 11.000 visitatori mensili. Non so se è stato il record assoluto, ma di certo è stato il record degli ultimi dodici mesi, quindi mi sento in dovere di ringraziarvi per l'apprezzamento che gli state dimostrando. L'altro aggiornamento riguarda il sondaggio che si è appena concluso e che serviva a capire un po' meglio i gusti in fatto di fumetti dei visitatori di questo blog. Al primo posto ci sono i fruitori dei miei fumetti (com'era prevedibile), al secondo i fruitori di fumetti gay su internet, al terzo quelli che leggono fumetti omoerotici, al quarto quelli che leggono bara manga. Seguono, a una certa distanza, i lettori di fumetti gay non erotici e - a parimerito - quelli che leggono fumetti italiani e comics di supereroi. Le restanti categorie hanno guadagnato poche decine di voti e ci sono anche dodici persone che leggono solo questo blog e non leggono fumetti. Quello che emerge da questo sondaggio (al quale hanno partecipato oltre 300 persone) è che, effettivamente, i fumetti gay erotici tengono bene e i miei fumetti piacciono ancora. Per fortuna. Ora inizierò a pensare ad un nuovo sondaggio per cercare di conoscervi un po' meglio.
Nel frattempo volevo rispondere ad un commento al mio ultimo post.
Un anonimo scrive:

"Valeriano, i tuoi pregiudizi - artistici e non - non sono certo cosa nuova per chi legge questo blog ma mi infastidiscono ugualmente, soprattutto perché col tuo modo pacato fai passare delle banalità come fossero giudizi critici, e non mi pare sia giusto.
Il primo difetto del fumetto di cui hai parlato oggi per insultarlo sarebbe che i disegni non sono all'altezza. Opinione assolutamente legittima, se non fosse che per te tutti i fumetti a meno che non riducano il corpo umano a uno sgorbietto come fa Koning devono essere fatti in un certo modo. Come se ci fosse una regola su come deve essere fatto un fumetto! Non è la prima volta che lo suggerisci: quando qualche tempo fa sei arrivato a dire che i fumetti underground non sono tenuti a rispettare le proprozioni anatomiche giuro che ti avrei strozzato. Come un fumetto underground? Perché gli altri no? La storia dell'arte dal cubismo in poi non ha proprio alcun peso per te?
Un fumetto vale per ciò che comunica, quali che siano le scelte artistiche di chi lo produce. Che tali scelte siano spesso dettate più dai limiti dell'artista oltre che dal suo talento è un dato di fatto e credo valga anche per te, o forse sei un esperto di realismo, profondità e prospettiva e ce l'hai sempre tenuto nascosto?
Discorso che peraltro divenata quasi ozioso se uno guarda agli altri pregiudizi che trasudano dalle tue parole. Intendiamoci, non sto dicendo tu abbia qualcosa contro i gay più effemminati, ma perché per dire che non tutti i gay lo sono devi attaccare un fumetto che li rende protagonisti di una storia? Magari sarebbe anche plausibile se il mondo traboccasse di fumetti pieni di gay effemminati e sculettanti ma non mi pare che sia così.
Quindi la reale ragione del tuo post è semplicemente piagnucolare per il fatto che gli altri sono valorizzati e tu no. Cosa senz'altro vera, però non dire "forse sbaglio qualcosa io" come se non fosse certo quello il problema ma solo la grettezza dell'ambiente in cui vivi. Perché non è così.
Di scelte poco logiche se non si errori non solo ne hai fatti, ma continui a farne. Il fatto che tu non abbia un vero sito, o che non sia presente alla fiere del fumetto con la tua roba (possibile tu non riesca a trovare uno stand che ti ospiti!), o che preferisca lamentarti qui che i siti dei quotidiani italiani parlano di qualcun altro anziché annunciare di aver scritto ai responsabili di questi sit chiedendogli di parlare anche di te, secondo me sono tutte occasioni mancate perché le vuoi mancare."

Mhhh.... Vediamo un po'... La prima cosa che mi viene da dire è che noto un lieve livore e che evidentemente ci sono persone che di me non hanno capito granchè. La seconda cosa è che, sinceramente parlando, buona parte delle accuse che mi vengono fatte mi sembrano talmente campate in aria da non suscitarmi alcuna reazione, la terza è che - per correttezza - mi sento in dovere di spiegare meglio alcune mie posizioni. Personalmente mi rendo conto di avere dei limiti, ma penso che questo non mi impedisca di esprimere dei giudizi da "lettore informato dei fatti". Nel senso che, seguendo fumetti di supereroi da sempre e leggendo regolarmente saggi sulla tecnica del fumetto, penso di poter affermare con una certa cognizione di causa che in SPANDEX si vede il tentativo di raccontare una storia di supereroi da parte di un aspirante autore che non ha le basi tecniche per farlo...E forse neanche la volontà per imparare, visto che ci sono dozzine di manuali che insegnano a disegnare i fumetti di supereroi, ma evidentemente lui non ne ha consultato nemmeno uno. Detto questo la libertà stilistica è una cosa sacrosanta, però non dovrebbe essere una scusa per giustificare qualsiasi cosa. Anche il paragone con l'arte regge fino a un certo punto, visto che il fumetto - a differenza della pittura, ma anche dell'illustrazione - è una forma di arte sequenziale con delle dinamiche e delle regole a parte, che richiedono delle capacità specifiche. Piccolo esempio: a un pittore non si richiede di disegnare lo stesso personaggio più volte e di renderlo sempre riconoscibile in una sequenza coerente di vignette, mentre per un fumettista è essenziale. Ultimamente c'è un vero e proprio exploit di fumettisti (o sedicenti tali) che utilizzano uno stile elementare e si giustificano dicendo che ciò che conta è quello che vogliono comunicare: peccato che in un fumetto quello che si vuole comunicare sia importante quanto il modo in cui lo si fa. Il problema con i fumetti e i fumettisti gay, nello specifico, è che con la scusa della tematica gay e del "messaggio" che vogliono lanciare riescono ad attirare l'attenzione anche quando i loro fumetti - a mio modesto parere - non lo meriterebbero, salvo rari casi. Eric Owner, ad esempio, è autodidatta e porta avanti la sua comic strip The Mostly Unfabulous Social Life of Ethan Green dal 1989. Il suo stile è povero e incerto, però è funzionale alla storia e, siccome la sua storia ha qualcosa da dire, nel 2005 ne è stato tratto anche un divertente film dal vivo.
Per par condicio segnalo anche che un esempio positivo di fumetto a tematica etero realizzato con uno stile elementare potrebbe essere rappresentato dal personaggio di Scott Pilgrim, portato avanti dal canadese Bryan Lee O'Malley, che a sua volta si è appena guadagnato un film dal vivo.
Volendo estendere il discorso anche al Giappone dovrei doverosamente citare il grande successo rappresentato da Crayon Shin-chan di Yoshito Usui (autore recentemente scomparso, con un tratto elementare quanto espressivo).

Poi, sul versante opposto, ci sono fumettisti come Abby Denson, che ha scritto una storia a base di liceali gay vittima di omofobia e crisi depressive, per poi concludere le loro traversie facendoli partecipare al classico ballo di fine anno... E tanto le è bastato a farle ottenere pubblicità, qualche premio e la partecipazione a conferenze di un certo prestigio... Anche se poi il suddetto fumetto è tutto disegnato nello stile della tavola seguente...
E lo stesso discorso si potrebbe applicare a Brian Andersen e al suo supereroe Psyche, protagonista della serie SoSuperDuper... Brian Andersen, abitando dalle parti di San Francisco e proponendo un fumetto a base di supereroi gay, sfonda una porta aperta (al punto da essere invitato regolarmente alle iniziative del Museo del Fumetto di San Francisco) anche se il suo stile è quello della tavola seguente...
SPANDEX, in un certo senso, segue proprio il solco tracciato da questi fumetti ed è la prova che la comunità gay (laddove esiste davvero) può fare da cassa di risonanza, mentre il politically correct nei confronti dei gay impone anche ai media tradizionali di dare spazio a certi fumetti quando parlano di problematiche o rivendicazioni omosessuali... A prescindere da COME lo fanno. Tant'è che, prima di SPANDEX, lo stesso autore aveva portato avanti un altro fumetto a base di supereroi (e molto meno gay) intitolato O-Men, di cui nessuno ha mai parlato granchè...
Non sta certo a me dire se è giusto o sbagliato che in certi contesti i fumetti gay possano affermarsi solo perchè mettono i gay in primo piano, ma credo che sia scorretto nei confronti di tutti quei fumettisti che cercano di farsi largo provando a migliorare le loro capacità, e - soprattutto - penso che sia scorretto nei confronti di chi propone fumetti gay partendo da contesti più svantaggiati. Oltretutto il risultato è quello di "indebolire" la credibilità del fumetto a tematica gay in generale, tantopiù che i giornalisti con competenze in fatto di fumetto sono ben pochi. A questo proposito volevo raccontarvi un piccolo aneddoto: nel 2002 ero stato invitato ad una conferenza sul fumetto gay, alla quale partecipava anche la giornalista Delia Vaccarello (foto sotto)...
Per chi non lo sapesse è una giornalista lesbica militante e tiene da anni una bella pagina GLBT sul quotidiano L'UNITÁ. Ha anche curato varie antologie di racconti e ha persino sceneggiato alcuni fumetti ispirati ad altrettante storie vere di adolescenti (omosessuali e non) nell'antologia SCIO' (con i disegni di Giulia Argnani). In ogni caso, in occasione di quella conferenza, mostrò con orgoglio alcune tavole del "primo superoe gay italiano"... FROCIK! Tutti i presenti strabuzzarono gli occhi: non tanto per il fatto di non averlo mai sentito nominare, quanto per il fatto che si presentava così...
Questo "fumetto" era stato sceneggiato nel 1979 dallo storico militante gay Massimo Consoli e disegnato (si fa per dire) da un certo Enrico Verde per la rivista Ompo (Massimo Consoli prima
della sua morte diede gli originali a Delia Vaccarello per la rivista Fuorispazio, che raccoglie ampio materiale donato da Massimo Consoli e raccolto su richiesta diretta della Fondazione a lui titolata). Si trattava di un "vendicatore degli oppressi" che puniva gli omofobi col suo gatto a nove code e... E punto. Non c'era altro da aggiungere. Però ricordo che Delia Vaccarello era particolarmente entusiasta mentre lo presentava, anche se di fatto - al di là del valore simbolico - si trattava davvero di un nulla fumettistico. Niente da dire su Delia Vaccarello e la sua esposizione, ma credo che questo episodio possa darvi un'idea di come nell'ambiente gay può diventare molto difficile essere obbiettivi, soprattutto quando c'è di mezzo il "messaggio" e un certo processo di identificazione. Però oltre al messaggio deve esserci anche dell'altro, altrimenti si dà ragione a tutti quelli che pensano che per i gay l'omosessualità è un valore in quanto tale, e che per questo tendono a mettersi su un piedistallo "in quanto omosessuali", a fare sempre la parte dei geni incompresi, ad avere atteggiamenti arroganti e pretenziosi, ecc... Il che, in parte, spiega perchè talvolta tendo a criticare i fumetti in cui compaiono gay fortemente stereotipati o tratteggiati in modo troppo trendy/fashion... Premesso che i pochi fumetti a tema gay realizzati in Italia tendono a puntare esclusivamente su questi modelli (e gli altri modelli dove stanno?), la mia sensazione è che in quei fumetti certe caratteristiche vengono proposte come un "valore" in sè, magari per compensare caratterizzazioni un po' insipide e trame un po' inconcludenti... Un po' come accade nella vita reale, in cui tanti omosessuali - invece di lavorare su sè stessi e puntare ad obbiettivi concreti - compensano i loro vuoti dividendosi fra moda e frivolezze... Finendo esattamente per confermare certi stereotipi non proprio gradevoli. Riguardo poi al fatto che io non mi so promuovere... Ammetto di avere dei grossi limiti (sono un fumettista, non un addetto marketing!), ma il discorso è molto più complesso di quello che sembra e magari lo riaffronterò in un post a parte. Per il resto non provo invidia per l'autore di SPANDEX e, siccome la qualità media dei quotidiani italiani è quella che è, penso che il fatto di non essere mai stato nominato da loro sia un punto di merito. A questo punto spero almeno di aver chiarito che non mi esprimo a pregiudizi e che questo blog non serve ad affermare il mio punto di vista, ma ad ampliare quelli altrui.
Alla prossima.
Cari lettori e lettrici: questo blog vi piace? Ci trovate notizie e informazioni che non trovate da nessuna parte? Non potete più farne a meno ? Non date per scontato che che questo idillio possa durare in eterno senza la vostra partecipazione! Onde evitare brutte sorprese guardate in alto a destra e troverete la possibilità di sostenere questo BLOG con un abbonamento simbolico. In parole povere: se vi iscrivete, ogni mese contribuirete alla salute di questo blog con la cifra di un euro. Se questo blog vi piace e se pensate che vada supportato questo è un modo comodo e sicuro per farlo...

lunedì 31 maggio 2010

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
C'è stato un fumetto a tematica gay del quale finora non ho voluto parlare di proposito. Non ne ho voluto parlare perchè, nonostante se ne sia parlato parecchio un po' ovunque e abbia trovato spazio persino sui siti dei nostri quotidiani nazionali... Beh.. Non ne ho voluto parlare perchè secondo me - al di là delle buone intenzioni e al di là del fatto che è un fumetto indipendente - ci deve essere un limite a quello che è doveroso segnalare, soprattutto se l'obbiettivo di questo blog è quello di legittimare i fumetti a tematica gay... Mi riferisco a SPANDEX, il fumetto supereroistico realizzato dall'inglese Martin Eden...
Non ne ho voluto parlare anche perchè, al di là del fatto che è disegnato in maniera abbastanza approssimativa e infantile, affronta la tematica gay in una maniera terribilmente banale e stereotipata. In poche parole parla di un gruppo di supereroi composto da due lesbiche, tre gay e un travestito (che si chiamano Liberty, Diva, Glitter, Mr Muscles, Butch e Prowler), e che nella prima storia devono vedersela con una lesbica mutante alta alcune decine di metri che sta distruggendo la città di Brighton (dove i supereroi risiedono)...
L'autore tenta di rendere interessante il fumetto inserendo una certa ironia e dando ai protagonisti una personalità ben definita e un certo background... Ma a mio modesto parere non riesce a coinvolgere o a far dimenticare che il fumetto sembra disegnato da uno studente delle medie. Ci tengo a precisare che non ce l'ho con Martin Eden (che vedete nella foto sotto) e che il mio è un giudizio prettamente tecnico.
Forse sarò malizioso, ma non posso fare a meno di pensare che questo suo progetto abbia avuto tutta questa eco nella stampa britannica (e di conseguenza in buona parte del mondo) fondamentalmente perchè si è trattato del primo fumetto inglese con dei supereroi gay dichiarati... Cosa, questa, che di fatto intacca il monopolio statunitense dei supereroi gay, e conoscendo il patriottismo britannico e il rapporto di amore/odio con gli USA, credo che la stampa inglese abbia pensato che era il caso di dare alla notizia il maggior risalto possibile. Martin Eden, dal canto suo, ha rincarato la dose, e così nel secondo numero ha pensato bene di far comparire sua maestà la regina d'Inghilterra (oltre ad un superninja gay vestito di giallo fluorescente di nome Neon, che spicca fra i tanti ninja rosa fuksia della storia, giusto per rimanere in ambito trash)!
A questo punto voi vi chiederete perchè ve ne parlo adesso visto che finora non ne avevo mai parlato... Ve ne parlo perchè il suddetto fumetto è stato appena candidato agli Eagle Awards, gli oscar del fumetto inglese, come miglior fumetto dell'anno!!! Gli Eagle Awards sono una manifestazione molto importante per il fumetto inglese, e dal 1977 promuovono e valorizzano autori e titoli di tutto rispetto, cercando di includere e promuovere anche le realtà indipendenti. Il fatto che SPANDEX, dopo soli due numeri e senza poter realmente contare su qualcosa che vada al di là della sua tematica (e del suo appeal sul patriottismo inglese), mi dà molto da pensare... Anche perchè il fumetto indipendente inglese, soprattutto in fatto di supereroi, una volta produceva geni come Alan Moore e disegnatori del calibro di Alan Davis, che tutti i veri appassionati di fumetti dovrebbero conoscere bene. Altra cosa che mi ha dato da pensare è che in effetti io ho creato un supereroe gay italiano (Capitan Gel), e nessun media se l'è mai filato, nemmeno di straforo, mentre di SPANDEX ne ha parlato pure il sito di Repubblica...
Evidentemente il mondo del giornalismo opera per vie misteriose... O magari, più semplicemente, io non sono capace di promuovermi come Martin Eden. Comunque, cambiando completamente argomento, volevo segnalarvi una notizia curiosa che proviene dagli Stati Uniti, e più precisamente da New York, dove si sta preparando la nuova edizione di OSO ORO, la manifestazione artistica e ricreativa che ogni anno viene messa in piedi dalla comunità bear newyorkese, e che questa volta è prevista per il 5 giugno.
La manifestazione di quest'anno, in particolare, dimostra come i bara manga stiano entrando a far parte - lentamente, ma inesorabilmente - nella cultura gay statunitense e del suo immaginario omoerotico. Infatti, proprio a seguito della crescente popolarità dei bara manga (manga omoerotici gay per gay), pare che negli USA si stia diffondendo un certo apprezzamento per il fundoshi: la tradizionale fascia di lino che per secoli ha rappresentato l'unica forma di intimo maschile della penisola nipponica. Così, siccome questa passione sembra diffondersi in particolare fra la popolazione bear, all'OSO ORO di quest'anno ci sarà anche un concorso di bellezza per orsetti in fundoshi!
Devo ammettere che questa cosa mi ha favorevolmente sorpreso e al tempo stesso l'ho trovata molto interessante, visto che ha provato per l'ennesima volta come i fumetti possono incidere sui gusti e sulle mode di una comunità gay ricettiva e aperta... Senza contare che, crescendo fra tanti cartoni animati giapponesi ed avendo sempre trovato i fundoshi un capo d'abbigliamento terribilmente sexy, adesso posso iniziare a sperare che si inizi a diffondere anche al di fuori del Giappone...
In attesa che, con quei venti o trent'anni di ritardo canonico, anche i gay italiani si accorgano del fascino del fundoshi vi lascio con uno dei numerosi video realizzati dalla comunità bear americana per spiegare come indossare il fundoshi giapponese nel modo corretto (anche se, a quanto mi risulta, in Giappone ci sono varie "scuole" a seconda delle zone geografiche e delle ricorrenze)...

The fundoshi project video 1 from David and Louis on Vimeo.


Come vedete questo blog, oltre a dirvi quello che gli altri non vi dicono, ha anche dei risvolti spiccatamente culturali.
Ciao e alla prossima.
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venerdì 28 maggio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Mentre dalle nostre parti si allunga la lista dei giovani cantanti che negano le voci di una loro presunta omosessualità (anche se - obbiettivamente - chi ha il fiuto un po' allenato ha ben poco da presumere), all'estero si rinfoltiscono regolarmente le fila dei giovani cantanti gay dichiarati che realizzano video in cui si divertono a giocare con la cosa... Come nel caso di Adam Barta...
Questo rampante giovanotto è ormai sulla breccia da qualche anno (se non altro negli USA, dove ha partecipato anche alla colonna sonora della versione locale del serial QUEER AS FOLK) e nonostante sia partito dal circuito indipendente ha rapidamente scalato diverse classifiche dance e pop, e ovviamente si è piazzato benissimo nelle classifiche delle radio gay e dei canali televisivi gay americani (primo fra tutti LOGO). Qui di seguito potete vedere il suo ultimo video, che mi sembra anche un modo simpatico per inaugurare l'estate (anche se dubito vivamente che in Italia verrà mai promosso come tormentone estivo)...

Che dire? Nel suo genere Adam Barta si difende bene, ma è evidente che poter contare su un vero circuito gay per farsi conoscere lo ha aiutato e magari, se fosse nato e cresciuto in Italia, il suo destino non sarebbe stato dissimile da quello di tanti cantanti nostrani che piuttosto di fare coming out (o di ammiccare direttamente al pubblico omosessuale) cambierebbero sesso (^__^). D'altra parte il mondo è bello perch'è vario...
Alla prossima.
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mercoledì 26 maggio 2010

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi per prima cosa vorrei segnalarvi una buona notizia (che risale a un mese fa e che finora mi era sfuggita, ma che sicuramente è degna di nota), che dovrebbe farci tutti riflettere sulle molteplici sfaccettature dell'Unione Europea. Nel 1971 il regista omosessuale di origine lettone Holger Bernhard Bruno Mischwitzky, nato Holger Radtke e meglio noto come Rosa von Praunheim distribuì in Germania un documentario che fece molto discutere e il cui titolo in italiano suonerebbe come: "Non sono i gay ad essere perversi, ma il mondo che li circonda". Non mi risulta che il suddetto documentario sia mai arrivato in Italia (strano, vero?), ma qui di seguito vi mostro un frame per darvi un'idea...
Fatto sta che nei paesi di lingua tedesca il suddetto documentario (che cercava di indagare il senso di essere gay, mostrando l'evoluzione di un ragazzo che parte vivendo la sua omosessualità in maniera superficiale e "sessuale" per poi capire quanto è importante ritagliarsi un posto nel mondo) smosse molte coscienze, e secondo alcuni il moderno movimento gay tedesco (e svizzero) sarebbe partito proprio da lì. Fatto sta che la città tedesca di Osnabrück è stata particolarmente coinvolta dalla cosa e dal 1978 il suo assessorato alla cultura promuove un premio che si chiama Rosa Coraggio, e che le autorità cittadine assegnano ai personaggi più meritevoli nel campo della lotta all'omofobia e ai pregiudizi in generale. Fantascientifico, vero? La cosa che mi spinge a parlarne qui, però, è il fatto che quest'anno il suddetto premio è andato nientepopodimenochè al simpatico fumettista Ralf König, ricevuto con tutti gli onori lo scorso 28 aprile dalle autorità cittadine di Osnabrück...
Complimenti! Ovviamente sarebbe troppo facile fare degli imbarazzanti paragoni con la situazione italiana, quindi mi tratterrò, anche perchè oggi le vittime delle critiche di questo blog saranno ben altre... Ordunque: dovete sapere che Ralf Konig, in Germania, è pubblicato - tra gli altri - dall'editore Männerschwarm, che ha pubblicato anche la versione in inglese di un libro del fumettista olandese Tom Bouden, ispirato al classico di Oscar Wilde conosciuto in Italia come "L'importanza di chiamarsi Ernesto"...
I fatti sono questi: siccome la nuova frontiera del fumetto sembra rappresentata da iPhone, iPad e chi più ne ha più ne metta, in diverse parti del mondo ci sono editori che cercano di convertire i loro prodotti in un formato facilmente visionabile sulle piattaforme della Apple, che però si riserva di decidere cosa è pubblicabile e cosa no in base al suo codice deontologico (che, per inciso, esclude la pornografia). Quando la Apple ha vagliato il fumetto di Tom Bouden ha deciso inizialmente di rifiutarlo perchè alcune pagine presentavano "materiale che può essere considerato osceno, pornografico, diffamatorio", e hanno accettato di distribuirlo solo dopo che l'editore ha applicato pesanti censure... Siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano, qui di seguito potete fare un confronto fra le due versioni del fumetto (per ingrandire le immagini cliccateci sopra)...

Che dire? Evidentemente la moda talebana fa tendenza... Tuttavia la cosa più irritante di questa fosca vicenda è che la Apple ha già a disposizione dei filtri parentali (quelli che possono applicare i genitori di minorenni) per il materiale non ritenuto idoneo ai giovanissimi, e quindi tollera comunque una moderata dose di nudità e allusioni sessuali... Come nel caso del fumetto marvel Kick-Ass, che è acquistabile anche in versione iPhone e iPad senza problemi... Nonostante alcune pagine decisamente poco caste, come quella seguente...
Senza contare che nel suddetto fumetto (che per inciso è un BEL fumetto) abbondano le scene fortemente e spietatamente violente, anche perchè è pubblicato da una sottoetichetta della Marvel (la ICON) che concede piena libertà ai suoi autori a partire dalla copertina...
Forse alla Apple usano due pesi e due misure a seconda che i fumetti siano gay o etero? A quanto pare è proprio così, visto che problemi simili a quelli di Tom Bouden sono stati riscontrati da alcuni piccoli editori di BOYS LOVE Made in USA come la Yaoi Press, che - pur non proponendo fumetti con nudi o scene esplicite di sesso - hanno dovuto modificare i testi e i dialoghi delle loro produzioni per poter passare il vaglio censorio. A questo punto sembra evidente che una multinazionale globale come la Apple non vuole compromettersi agli occhi delle nazioni omofobe (mi viene da pensare a India e Cina, ad esempio), che purtroppo rappresentano la maggior parte del potenziale mercato per questo tipo di tecnologia... E questo dimostra che il monopolio dei media non è mai una bella cosa, soprattutto se è nelle mani di chi ha degli interessi prettamente commerciali...
Insomma, a quanto pare il primato del media più democratico rimane al caro vecchio computer e alle infinite possibilità che garantisce internet... Compresa la possibilità di fruire di fumetti gay senza censure, e magari espliciti fino in fondo...
Per fortuna!
NOVITA' IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete la possibilità di sostenere questo BLOG con un abbonamento simbolico. In parole povere: se vi iscrivete, ogni mese contribuirete alla salute di questo blog con la cifra di un euro. Se questo blog vi piace e se pensate che vada supportato questo è un modo comodo e sicuro per farlo...