Prima di tutto qualche aggiornamento: il primo riguarda questo blog, che nel mese di maggio ha superato gli 11.000 visitatori mensili. Non so se è stato il record assoluto, ma di certo è stato il record degli ultimi dodici mesi, quindi mi sento in dovere di ringraziarvi per l'apprezzamento che gli state dimostrando. L'altro aggiornamento riguarda il sondaggio che si è appena concluso e che serviva a capire un po' meglio i gusti in fatto di fumetti dei visitatori di questo blog. Al primo posto ci sono i fruitori dei miei fumetti (com'era prevedibile), al secondo i fruitori di fumetti gay su internet, al terzo quelli che leggono fumetti omoerotici, al quarto quelli che leggono bara manga. Seguono, a una certa distanza, i lettori di fumetti gay non erotici e - a parimerito - quelli che leggono fumetti italiani e comics di supereroi. Le restanti categorie hanno guadagnato poche decine di voti e ci sono anche dodici persone che leggono solo questo blog e non leggono fumetti. Quello che emerge da questo sondaggio (al quale hanno partecipato oltre 300 persone) è che, effettivamente, i fumetti gay erotici tengono bene e i miei fumetti piacciono ancora. Per fortuna. Ora inizierò a pensare ad un nuovo sondaggio per cercare di conoscervi un po' meglio.
Nel frattempo volevo rispondere ad un commento al mio ultimo post.
Un anonimo scrive:
"Valeriano, i tuoi pregiudizi - artistici e non - non sono certo cosa nuova per chi legge questo blog ma mi infastidiscono ugualmente, soprattutto perché col tuo modo pacato fai passare delle banalità come fossero giudizi critici, e non mi pare sia giusto.
Il primo difetto del fumetto di cui hai parlato oggi per insultarlo sarebbe che i disegni non sono all'altezza. Opinione assolutamente legittima, se non fosse che per te tutti i fumetti a meno che non riducano il corpo umano a uno sgorbietto come fa Koning devono essere fatti in un certo modo. Come se ci fosse una regola su come deve essere fatto un fumetto! Non è la prima volta che lo suggerisci: quando qualche tempo fa sei arrivato a dire che i fumetti underground non sono tenuti a rispettare le proprozioni anatomiche giuro che ti avrei strozzato. Come un fumetto underground? Perché gli altri no? La storia dell'arte dal cubismo in poi non ha proprio alcun peso per te?
Un fumetto vale per ciò che comunica, quali che siano le scelte artistiche di chi lo produce. Che tali scelte siano spesso dettate più dai limiti dell'artista oltre che dal suo talento è un dato di fatto e credo valga anche per te, o forse sei un esperto di realismo, profondità e prospettiva e ce l'hai sempre tenuto nascosto?
Discorso che peraltro divenata quasi ozioso se uno guarda agli altri pregiudizi che trasudano dalle tue parole. Intendiamoci, non sto dicendo tu abbia qualcosa contro i gay più effemminati, ma perché per dire che non tutti i gay lo sono devi attaccare un fumetto che li rende protagonisti di una storia? Magari sarebbe anche plausibile se il mondo traboccasse di fumetti pieni di gay effemminati e sculettanti ma non mi pare che sia così.
Quindi la reale ragione del tuo post è semplicemente piagnucolare per il fatto che gli altri sono valorizzati e tu no. Cosa senz'altro vera, però non dire "forse sbaglio qualcosa io" come se non fosse certo quello il problema ma solo la grettezza dell'ambiente in cui vivi. Perché non è così.
Di scelte poco logiche se non si errori non solo ne hai fatti, ma continui a farne. Il fatto che tu non abbia un vero sito, o che non sia presente alla fiere del fumetto con la tua roba (possibile tu non riesca a trovare uno stand che ti ospiti!), o che preferisca lamentarti qui che i siti dei quotidiani italiani parlano di qualcun altro anziché annunciare di aver scritto ai responsabili di questi sit chiedendogli di parlare anche di te, secondo me sono tutte occasioni mancate perché le vuoi mancare."
Mhhh.... Vediamo un po'... La prima cosa che mi viene da dire è che noto un lieve livore e che evidentemente ci sono persone che di me non hanno capito granchè. La seconda cosa è che, sinceramente parlando, buona parte delle accuse che mi vengono fatte mi sembrano talmente campate in aria da non suscitarmi alcuna reazione, la terza è che - per correttezza - mi sento in dovere di spiegare meglio alcune mie posizioni. Personalmente mi rendo conto di avere dei limiti, ma penso che questo non mi impedisca di esprimere dei giudizi da "lettore informato dei fatti". Nel senso che, seguendo fumetti di supereroi da sempre e leggendo regolarmente saggi sulla tecnica del fumetto, penso di poter affermare con una certa cognizione di causa che in SPANDEX si vede il tentativo di raccontare una storia di supereroi da parte di un aspirante autore che non ha le basi tecniche per farlo...E forse neanche la volontà per imparare, visto che ci sono dozzine di manuali che insegnano a disegnare i fumetti di supereroi, ma evidentemente lui non ne ha consultato nemmeno uno.



Detto questo la libertà stilistica è una cosa sacrosanta, però non dovrebbe essere una scusa per giustificare qualsiasi cosa. Anche il paragone con l'arte regge fino a un certo punto, visto che il fumetto - a differenza della pittura, ma anche dell'illustrazione - è una forma di arte sequenziale con delle dinamiche e delle regole a parte, che richiedono delle capacità specifiche. Piccolo esempio: a un pittore non si richiede di disegnare lo stesso personaggio più volte e di renderlo sempre riconoscibile in una sequenza coerente di vignette, mentre per un fumettista è essenziale. Ultimamente c'è un vero e proprio exploit di fumettisti (o sedicenti tali) che utilizzano uno stile elementare e si giustificano dicendo che ciò che conta è quello che vogliono comunicare: peccato che in un fumetto quello che si vuole comunicare sia importante quanto il modo in cui lo si fa. Il problema con i fumetti e i fumettisti gay, nello specifico, è che con la scusa della tematica gay e del "messaggio" che vogliono lanciare riescono ad attirare l'attenzione anche quando i loro fumetti - a mio modesto parere - non lo meriterebbero, salvo rari casi. Eric Owner, ad esempio, è autodidatta e porta avanti la sua comic strip The Mostly Unfabulous Social Life of Ethan Green dal 1989. 
Il suo stile è povero e incerto, però è funzionale alla storia e, siccome la sua storia ha qualcosa da dire, nel 2005 ne è stato tratto anche un divertente film dal vivo.
Per par condicio segnalo anche che un esempio positivo di fumetto a tematica etero realizzato con uno stile elementare potrebbe essere rappresentato dal personaggio di Scott Pilgrim, portato avanti dal canadese Bryan Lee O'Malley, che a sua volta si è appena guadagnato un film dal vivo.
Volendo estendere il discorso anche al Giappone dovrei doverosamente citare il grande successo rappresentato da Crayon Shin-chan di Yoshito Usui (autore recentemente scomparso, con un tratto elementare quanto espressivo). 
Poi, sul versante opposto, ci sono fumettisti come Abby Denson, che ha scritto una storia a base di liceali gay vittima di omofobia e crisi depressive, per poi concludere le loro traversie facendoli partecipare al classico ballo di fine anno... E tanto le è bastato a farle ottenere pubblicità, qualche premio e la partecipazione a conferenze di un certo prestigio... Anche se poi il suddetto fumetto è tutto disegnato nello stile della tavola seguente...
E lo stesso discorso si potrebbe applicare a Brian Andersen e al suo supereroe Psyche, protagonista della serie SoSuperDuper... Brian Andersen, abitando dalle parti di San Francisco e proponendo un fumetto a base di supereroi gay, sfonda una porta aperta (al punto da essere invitato regolarmente alle iniziative del Museo del Fumetto di San Francisco) anche se il suo stile è quello della tavola seguente...
SPANDEX, in un certo senso, segue proprio il solco tracciato da questi fumetti ed è la prova che la comunità gay (laddove esiste davvero) può fare da cassa di risonanza, mentre il politically correct nei confronti dei gay impone anche ai media tradizionali di dare spazio a certi fumetti quando parlano di problematiche o rivendicazioni omosessuali... A prescindere da COME lo fanno. Tant'è che, prima di SPANDEX, lo stesso autore aveva portato avanti un altro fumetto a base di supereroi (e molto meno gay) intitolato O-Men, di cui nessuno ha mai parlato granchè...
Non sta certo a me dire se è giusto o sbagliato che in certi contesti i fumetti gay possano affermarsi solo perchè mettono i gay in primo piano, ma credo che sia scorretto nei confronti di tutti quei fumettisti che cercano di farsi largo provando a migliorare le loro capacità, e - soprattutto - penso che sia scorretto nei confronti di chi propone fumetti gay partendo da contesti più svantaggiati. Oltretutto il risultato è quello di "indebolire" la credibilità del fumetto a tematica gay in generale, tantopiù che i giornalisti con competenze in fatto di fumetto sono ben pochi. A questo proposito volevo raccontarvi un piccolo aneddoto: nel 2002 ero stato invitato ad una conferenza sul fumetto gay, alla quale partecipava anche la giornalista Delia Vaccarello (foto sotto)...
Per chi non lo sapesse è una giornalista lesbica militante e tiene da anni una bella pagina GLBT sul quotidiano L'UNITÁ. Ha anche curato varie antologie di racconti e ha persino sceneggiato alcuni fumetti ispirati ad altrettante storie vere di adolescenti (omosessuali e non) nell'antologia SCIO' (con i disegni di Giulia Argnani). In ogni caso, in occasione di quella conferenza, mostrò con orgoglio alcune tavole del "primo superoe gay italiano"... FROCIK! Tutti i presenti strabuzzarono gli occhi: non tanto per il fatto di non averlo mai sentito nominare, quanto per il fatto che si presentava così...


Questo "fumetto" era stato sceneggiato nel 1979 dallo storico militante gay Massimo Consoli e disegnato (si fa per dire) da un certo Enrico Verde per la rivista Ompo (Massimo Consoli prima
della sua morte diede gli originali a Delia Vaccarello per la rivista Fuorispazio, che raccoglie ampio materiale donato da Massimo Consoli e raccolto su richiesta diretta della Fondazione a lui titolata). Si trattava di un "vendicatore degli oppressi" che puniva gli omofobi col suo gatto a nove code e... E punto. Non c'era altro da aggiungere. Però ricordo che Delia Vaccarello era particolarmente entusiasta mentre lo presentava, anche se di fatto - al di là del valore simbolico - si trattava davvero di un nulla fumettistico. Niente da dire su Delia Vaccarello e la sua esposizione, ma credo che questo episodio possa darvi un'idea di come nell'ambiente gay può diventare molto difficile essere obbiettivi, soprattutto quando c'è di mezzo il "messaggio" e un certo processo di identificazione. Però oltre al messaggio deve esserci anche dell'altro, altrimenti si dà ragione a tutti quelli che pensano che per i gay l'omosessualità è un valore in quanto tale, e che per questo tendono a mettersi su un piedistallo "in quanto omosessuali", a fare sempre la parte dei geni incompresi, ad avere atteggiamenti arroganti e pretenziosi, ecc... Il che, in parte, spiega perchè talvolta tendo a criticare i fumetti in cui compaiono gay fortemente stereotipati o tratteggiati in modo troppo trendy/fashion...
Premesso che i pochi fumetti a tema gay realizzati in Italia tendono a puntare esclusivamente su questi modelli (e gli altri modelli dove stanno?), la mia sensazione è che in quei fumetti certe caratteristiche vengono proposte come un "valore" in sè, magari per compensare caratterizzazioni un po' insipide e trame un po' inconcludenti... Un po' come accade nella vita reale, in cui tanti omosessuali - invece di lavorare su sè stessi e puntare ad obbiettivi concreti - compensano i loro vuoti dividendosi fra moda e frivolezze... Finendo esattamente per confermare certi stereotipi non proprio gradevoli. Riguardo poi al fatto che io non mi so promuovere... Ammetto di avere dei grossi limiti (sono un fumettista, non un addetto marketing!), ma il discorso è molto più complesso di quello che sembra e magari lo riaffronterò in un post a parte. Per il resto non provo invidia per l'autore di SPANDEX e, siccome la qualità media dei quotidiani italiani è quella che è, penso che il fatto di non essere mai stato nominato da loro sia un punto di merito. A questo punto spero almeno di aver chiarito che non mi esprimo a pregiudizi e che questo blog non serve ad affermare il mio punto di vista, ma ad ampliare quelli altrui.
Alla prossima.
Cari lettori e lettrici: questo blog vi piace? Ci trovate notizie e informazioni che non trovate da nessuna parte? Non potete più farne a meno ? Non date per scontato che che questo idillio possa durare in eterno senza la vostra partecipazione! Onde evitare brutte sorprese guardate in alto a destra e troverete la possibilità di sostenere questo BLOG con un abbonamento simbolico. In parole povere: se vi iscrivete, ogni mese contribuirete alla salute di questo blog con la cifra di un euro. Se questo blog vi piace e se pensate che vada supportato questo è un modo comodo e sicuro per farlo...
E lo stesso discorso si potrebbe applicare a Brian Andersen e al suo supereroe Psyche, protagonista della serie SoSuperDuper... Brian Andersen, abitando dalle parti di San Francisco e proponendo un fumetto a base di supereroi gay, sfonda una porta aperta (al punto da essere invitato regolarmente alle iniziative del Museo del Fumetto di San Francisco) anche se il suo stile è quello della tavola seguente...
SPANDEX, in un certo senso, segue proprio il solco tracciato da questi fumetti ed è la prova che la comunità gay (laddove esiste davvero) può fare da cassa di risonanza, mentre il politically correct nei confronti dei gay impone anche ai media tradizionali di dare spazio a certi fumetti quando parlano di problematiche o rivendicazioni omosessuali... A prescindere da COME lo fanno. Tant'è che, prima di SPANDEX, lo stesso autore aveva portato avanti un altro fumetto a base di supereroi (e molto meno gay) intitolato O-Men, di cui nessuno ha mai parlato granchè...
Non sta certo a me dire se è giusto o sbagliato che in certi contesti i fumetti gay possano affermarsi solo perchè mettono i gay in primo piano, ma credo che sia scorretto nei confronti di tutti quei fumettisti che cercano di farsi largo provando a migliorare le loro capacità, e - soprattutto - penso che sia scorretto nei confronti di chi propone fumetti gay partendo da contesti più svantaggiati. Oltretutto il risultato è quello di "indebolire" la credibilità del fumetto a tematica gay in generale, tantopiù che i giornalisti con competenze in fatto di fumetto sono ben pochi. A questo proposito volevo raccontarvi un piccolo aneddoto: nel 2002 ero stato invitato ad una conferenza sul fumetto gay, alla quale partecipava anche la giornalista Delia Vaccarello (foto sotto)...
Per chi non lo sapesse è una giornalista lesbica militante e tiene da anni una bella pagina GLBT sul quotidiano L'UNITÁ. Ha anche curato varie antologie di racconti e ha persino sceneggiato alcuni fumetti ispirati ad altrettante storie vere di adolescenti (omosessuali e non) nell'antologia SCIO' (con i disegni di Giulia Argnani). In ogni caso, in occasione di quella conferenza, mostrò con orgoglio alcune tavole del "primo superoe gay italiano"... FROCIK! Tutti i presenti strabuzzarono gli occhi: non tanto per il fatto di non averlo mai sentito nominare, quanto per il fatto che si presentava così...

Questo "fumetto" era stato sceneggiato nel 1979 dallo storico militante gay Massimo Consoli e disegnato (si fa per dire) da un certo Enrico Verde per la rivista Ompo (Massimo Consoli primadella sua morte diede gli originali a Delia Vaccarello per la rivista Fuorispazio, che raccoglie ampio materiale donato da Massimo Consoli e raccolto su richiesta diretta della Fondazione a lui titolata). Si trattava di un "vendicatore degli oppressi" che puniva gli omofobi col suo gatto a nove code e... E punto. Non c'era altro da aggiungere. Però ricordo che Delia Vaccarello era particolarmente entusiasta mentre lo presentava, anche se di fatto - al di là del valore simbolico - si trattava davvero di un nulla fumettistico. Niente da dire su Delia Vaccarello e la sua esposizione, ma credo che questo episodio possa darvi un'idea di come nell'ambiente gay può diventare molto difficile essere obbiettivi, soprattutto quando c'è di mezzo il "messaggio" e un certo processo di identificazione. Però oltre al messaggio deve esserci anche dell'altro, altrimenti si dà ragione a tutti quelli che pensano che per i gay l'omosessualità è un valore in quanto tale, e che per questo tendono a mettersi su un piedistallo "in quanto omosessuali", a fare sempre la parte dei geni incompresi, ad avere atteggiamenti arroganti e pretenziosi, ecc... Il che, in parte, spiega perchè talvolta tendo a criticare i fumetti in cui compaiono gay fortemente stereotipati o tratteggiati in modo troppo trendy/fashion...
Premesso che i pochi fumetti a tema gay realizzati in Italia tendono a puntare esclusivamente su questi modelli (e gli altri modelli dove stanno?), la mia sensazione è che in quei fumetti certe caratteristiche vengono proposte come un "valore" in sè, magari per compensare caratterizzazioni un po' insipide e trame un po' inconcludenti... Un po' come accade nella vita reale, in cui tanti omosessuali - invece di lavorare su sè stessi e puntare ad obbiettivi concreti - compensano i loro vuoti dividendosi fra moda e frivolezze... Finendo esattamente per confermare certi stereotipi non proprio gradevoli. Riguardo poi al fatto che io non mi so promuovere... Ammetto di avere dei grossi limiti (sono un fumettista, non un addetto marketing!), ma il discorso è molto più complesso di quello che sembra e magari lo riaffronterò in un post a parte. Per il resto non provo invidia per l'autore di SPANDEX e, siccome la qualità media dei quotidiani italiani è quella che è, penso che il fatto di non essere mai stato nominato da loro sia un punto di merito. A questo punto spero almeno di aver chiarito che non mi esprimo a pregiudizi e che questo blog non serve ad affermare il mio punto di vista, ma ad ampliare quelli altrui.Alla prossima.
Cari lettori e lettrici: questo blog vi piace? Ci trovate notizie e informazioni che non trovate da nessuna parte? Non potete più farne a meno ? Non date per scontato che che questo idillio possa durare in eterno senza la vostra partecipazione! Onde evitare brutte sorprese guardate in alto a destra e troverete la possibilità di sostenere questo BLOG con un abbonamento simbolico. In parole povere: se vi iscrivete, ogni mese contribuirete alla salute di questo blog con la cifra di un euro. Se questo blog vi piace e se pensate che vada supportato questo è un modo comodo e sicuro per farlo...

















