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mercoledì 26 maggio 2010

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi per prima cosa vorrei segnalarvi una buona notizia (che risale a un mese fa e che finora mi era sfuggita, ma che sicuramente è degna di nota), che dovrebbe farci tutti riflettere sulle molteplici sfaccettature dell'Unione Europea. Nel 1971 il regista omosessuale di origine lettone Holger Bernhard Bruno Mischwitzky, nato Holger Radtke e meglio noto come Rosa von Praunheim distribuì in Germania un documentario che fece molto discutere e il cui titolo in italiano suonerebbe come: "Non sono i gay ad essere perversi, ma il mondo che li circonda". Non mi risulta che il suddetto documentario sia mai arrivato in Italia (strano, vero?), ma qui di seguito vi mostro un frame per darvi un'idea...
Fatto sta che nei paesi di lingua tedesca il suddetto documentario (che cercava di indagare il senso di essere gay, mostrando l'evoluzione di un ragazzo che parte vivendo la sua omosessualità in maniera superficiale e "sessuale" per poi capire quanto è importante ritagliarsi un posto nel mondo) smosse molte coscienze, e secondo alcuni il moderno movimento gay tedesco (e svizzero) sarebbe partito proprio da lì. Fatto sta che la città tedesca di Osnabrück è stata particolarmente coinvolta dalla cosa e dal 1978 il suo assessorato alla cultura promuove un premio che si chiama Rosa Coraggio, e che le autorità cittadine assegnano ai personaggi più meritevoli nel campo della lotta all'omofobia e ai pregiudizi in generale. Fantascientifico, vero? La cosa che mi spinge a parlarne qui, però, è il fatto che quest'anno il suddetto premio è andato nientepopodimenochè al simpatico fumettista Ralf König, ricevuto con tutti gli onori lo scorso 28 aprile dalle autorità cittadine di Osnabrück...
Complimenti! Ovviamente sarebbe troppo facile fare degli imbarazzanti paragoni con la situazione italiana, quindi mi tratterrò, anche perchè oggi le vittime delle critiche di questo blog saranno ben altre... Ordunque: dovete sapere che Ralf Konig, in Germania, è pubblicato - tra gli altri - dall'editore Männerschwarm, che ha pubblicato anche la versione in inglese di un libro del fumettista olandese Tom Bouden, ispirato al classico di Oscar Wilde conosciuto in Italia come "L'importanza di chiamarsi Ernesto"...
I fatti sono questi: siccome la nuova frontiera del fumetto sembra rappresentata da iPhone, iPad e chi più ne ha più ne metta, in diverse parti del mondo ci sono editori che cercano di convertire i loro prodotti in un formato facilmente visionabile sulle piattaforme della Apple, che però si riserva di decidere cosa è pubblicabile e cosa no in base al suo codice deontologico (che, per inciso, esclude la pornografia). Quando la Apple ha vagliato il fumetto di Tom Bouden ha deciso inizialmente di rifiutarlo perchè alcune pagine presentavano "materiale che può essere considerato osceno, pornografico, diffamatorio", e hanno accettato di distribuirlo solo dopo che l'editore ha applicato pesanti censure... Siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano, qui di seguito potete fare un confronto fra le due versioni del fumetto (per ingrandire le immagini cliccateci sopra)...

Che dire? Evidentemente la moda talebana fa tendenza... Tuttavia la cosa più irritante di questa fosca vicenda è che la Apple ha già a disposizione dei filtri parentali (quelli che possono applicare i genitori di minorenni) per il materiale non ritenuto idoneo ai giovanissimi, e quindi tollera comunque una moderata dose di nudità e allusioni sessuali... Come nel caso del fumetto marvel Kick-Ass, che è acquistabile anche in versione iPhone e iPad senza problemi... Nonostante alcune pagine decisamente poco caste, come quella seguente...
Senza contare che nel suddetto fumetto (che per inciso è un BEL fumetto) abbondano le scene fortemente e spietatamente violente, anche perchè è pubblicato da una sottoetichetta della Marvel (la ICON) che concede piena libertà ai suoi autori a partire dalla copertina...
Forse alla Apple usano due pesi e due misure a seconda che i fumetti siano gay o etero? A quanto pare è proprio così, visto che problemi simili a quelli di Tom Bouden sono stati riscontrati da alcuni piccoli editori di BOYS LOVE Made in USA come la Yaoi Press, che - pur non proponendo fumetti con nudi o scene esplicite di sesso - hanno dovuto modificare i testi e i dialoghi delle loro produzioni per poter passare il vaglio censorio. A questo punto sembra evidente che una multinazionale globale come la Apple non vuole compromettersi agli occhi delle nazioni omofobe (mi viene da pensare a India e Cina, ad esempio), che purtroppo rappresentano la maggior parte del potenziale mercato per questo tipo di tecnologia... E questo dimostra che il monopolio dei media non è mai una bella cosa, soprattutto se è nelle mani di chi ha degli interessi prettamente commerciali...
Insomma, a quanto pare il primato del media più democratico rimane al caro vecchio computer e alle infinite possibilità che garantisce internet... Compresa la possibilità di fruire di fumetti gay senza censure, e magari espliciti fino in fondo...
Per fortuna!
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6 commenti:

Awakening Art ha detto...

la censura di Tom Bouden è veramente inquietante, non c'era nulla di pornografico... messo poi a confronto di Kics-Ass...
Apple, mi cade un mito.

Wally Rainbow ha detto...

Le mele cadono sempre... Prima o poi... :-)

loran ha detto...

All'anima della censura, certe vignette sono quasi totalmente oscurate, mi domando cosa ne pensi l'autore.

Anonimo ha detto...

Ho fatto caso a un strano effetto... le vignette censurate risultano molto pornografiche, perché lasciano immaginare particolari che le vignette originali non mostrano. In realtà i disegni originali sono molto "casti". Come a dire che la censura (in questo come in molti altri casi) vorrebbe limitare la (presunta) pornografia e invece la esalta!
T.

Wally Rainbow ha detto...

I fumetti porno giapponesi è da decenni che giocano su sta cosa :-)Speriamo che sia come dici e che in tanti poi aquistino la versione integrale... Che poi, fra parentesi, è quello che spero che accada con la nuova versione di TROY.

Luca ha detto...

La versione in vendita tramite Aplle è censurata in modo ridicolmente eccessivo, io la vedo come una provocazione dell'autore per protestare contro la censura del colosso americano.