Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questa settimana il vostro blog preferito (^__^) inizia con un po' di news, a partire da una dichiarazione del signore che vedete nella foto sotto, che è di origini polacche e che si chiama
Andreas Deja... Un nome che probabilmente non dirà nulla alla maggior parte di voi, anche se forse potete intuire che ha qualcosa a che fare con il mondo del disegno, e per la precisione col disegno di animazione...

Infatti Andreas Deja è l'ideatore grafico e il responsabile dell'animazione di alcuni popolarissimi personaggi Disney degli ultimi anni, e soprattutto di alcuni cattivi particolarmente incisivi, come quelli che vedete qui di seguito.




Forse avrete notato anche voi che i suoi cattivi hanno sempre quel certo nonsochè di gay, e infatti questo si spiega col fatto che il signor Andreas Deja è gay dichiarato, e nei suoi cattivi ha voluto concentrare una buona dose delle peggiori caratteristiche che ha avuto modo di notare nel mondo gay... Dal narcisismo alle movenze sinuose, dalla perfidia a certe smorfie del viso particolarmente viscide. Ai tempi le associazioni gay si lamentarono abbastanza di questo fatto, visto che i suoi cattivi Disney rispecchiavano tutta una serie di stereotipi gay, ma d'altra parte non di trattava di individui malvagi in quanto gay, quanto piuttosto di persone malvagie nel senso gay del termine. Il che non è necessariamente un segno di omofobia, soprattutto se si considera che questi personaggi sono stati concepiti da un gay dichiarato.

A riprova del fatto che Andreas Deja non soffre di omofobia interiorizzata e non pensa che il mondo gay sia il peggiore possibile, ha appena rilasciato una dichiarazione al sito australiano
news.com.au, che gli aveva chiesto se la Disney era pronta per un film di animazione con famiglie gay. L'animatore ha risposto così:
"Ci sono sempre più famiglie che hanno due papà o due mamme? Il tempo ce lo dirà. Credo che una volta che in Disney verrà trovata la storia giusta per questo tipo di discorso, il film si farà senza problemi."Ha poi aggiunto che la Disney, attualmente, è un'azienda decisamente gay friendly (e vorrei ben dire: attualmente è diretta da un gay dichiarato di nome Rich Ross!). Ovviamente queste dichiarazioni vanno prese per quello che sono, però penso che la cosa in sè abbia una certa rilevanza simbolica, e che oltretutto chiarisca una volta per tutte che l'aria gay di certi cattivi Disney non era da interpretare necessariamente come un gesto di disprezzo nei confronti dell'omosessualità e degli omosessuali.

Fra parentesi, di fronte a un personaggio come Andreas Deja, non ho potuto fare a meno di pensare a tutti quei creativi gay che, anche in Italia, lavorando per un pubblico prevalentemente di bambini (o più in generale non dichiaratamente gay friendly) vivono nel costante terrore di essere scoperti e di veder compromessa la propria carriera.

Non sta certo a me giudicare, ma credo che sia importante segnalare che ci sono delle alternative. E, come me, lo pensano anche gli animatori gay e lesbiche che lavorano alla PIXAR (la compagnia specializzata in animazione digitale, che ha realizzato successi come ALLA RICERCA DI NEMO, e che è molto legata alla Disney), che hanno realizzato un intero video in cui parlano della loro esperienza, del loro coming out e di come sia importante sentirsi accettati per quello che si è. Ovviamente, siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano, lo potete vedere qui di seguito... Ovviamente in inglese.
Il video è stato girato per contribuire all'associazione
THE TREVOR PROJECT, che ha l'obbiettivo di prevenire il suicidio nei giovani gay. Devo essere sincero: quando vedo certe cose mi sembra davvero che in Italia siamo rimasti a livelli preistorici, sia a livello di associazioni che a livello di testimonial, ma soprattutto a livello di collaborazione fra i vari aspetti del mondo gay. Ovviamente la speranza è che le cose cambino. Nel frattempo prendo atto che alla PIXAR ce ne sarebbe abbastanza per organizzare un piccolo Gay Pride. Negli studi di animazione italiani si respira la stessa aria? Fra di voi che leggete questo blog c'è qualcuno che può offrire una testimonianza di prima mano al riguardo? Resto in attesa. In ogni caso, per restare in tema di anomalie italiane, volevo segnalare anche qui una notizia di cui ha parlato persino qualche TG nazionale. Forse non lo sapete, ma a Pisa si trova uno dei più grandi murales dipinti dall'artista (e attivista) gay
Keith Haring.

Quest'opera si chiama TUTTOMONDO ed è stata anche l'ultima opera pubblica realizzata dall'artista: infatti fu dipinta nel 1989 e lui morì un anno dopo per complicazioni dovute all'AIDS. Il murales si trova sulla parete esterna del Convento di S.Antonio a Pisa, e purtroppo inizia a risentire del tempo che passa, visto che i suoi brillanti colori stanno inevitabilmente sbiadendo (confrontate la foto precedente con quella sotto).

Ovviamente qualcuno ha ipotizzato la necessità di un restauro, ma - poichè nel nostro paese non si trovano nemmeno i fondi per impedire a Pompei di cadere a pezzi - è altamente improbabile che il murales di Haring possa tornare allo splendore originario in tempi brevi. Finirà per sbiadire del tutto? Ovviamente spero di no, ma credo che il suo degrado abbia un significato simbolico notevole, così come lo abbia il totale disinteresse della comunità gay italiana alla questione. Ognuno può trarre le sue conclusioni. Chiudo questo post con una nota di allegria, visto che oggi è la festa della donna e - puntualissimo come sempre - l'illustratore
Marco Albiero ha preparato anche quest'anno la sua personale cartolina di auguri.

Carina vero? Lui diventa sempre più bravo, e io continuo a chiedermi quanto sarebbe bello che in Italia ci fossero degli spazi gay friendly per valorizzare meglio degli artisti dotati come lui. Ovviamente la speranza non muore mai, ma forse è arrivato il momento di cambiare strategia.
Ciao e alla prossima.