Ciao a tutti, come va?
Per quel poco che vale la mia esperienza a contatto con il mondo del fumetto professionale, e con chi ci lavora, penso di poter dire che i fumettisti si possono suddividere in tre grandi macrocategorie.
Quelli che realizzano fumetti perchè si divertono, quelli che lo fanno per sentirsi gratificati e quelli che lo fanno perchè vogliono mettere a frutto le loro capacità. Spesso queste tre componenti sono presenti in diversa misura in ciascun autore, ma la preminenza di una componente rispetto alle altre è determinata dal panorama editoriale in cui questi professionisti si muovono.
Se, ad esempio, portano avanti questo mestiere in un contesto che ha molti vincoli è evidente che quelli che lo fanno soprattutto per divertirsi (e nel "divertimento" ci inserisco anche cose come la voglia di essere creativi e il piacere di sentirsi ispirati) avranno molte meno occasioni rispetto agli altri. Anche perchè in una situazione del genere (con tanti veti e schemi prefissati) si innescano dei meccanismi tali per cui - alla fine - non c'è spazio per trasformare il divertimento, la creatività e l'ispirazione in un lavoro remunerato...
E così, alla fine, chi vuole fare il fumettista per divertirsi e dare sfogo alla propria creatività, o anche solo per raccontare storie che sente "sue", facilmente nel giro di qualche anno verrà eliminato da una sorta di selezione naturale, che ovviamente predilige chi si accontenta di sentirsi gratificato a prescindere da quello che fa e chi è disposto a mettere a frutto le proprie capacità adeguandosi a ciò che gli viene commissionato. E in una situazione del genere, il "fumetto" in senso lato tende a ristagnare, soprattutto nell'ambito del cosiddetto "fumetto popolare", quello cioè destinato al grande pubblico (che poi è il vero motore di tutta l'industria fumettistica).
Forse avrete intuito che, tanto per cambiare, mi riferisco alla tipica situazione italiana...
Una situazione che però, grazie a internet, forse sta iniziando a lanciare dei segnali di speranza. Più nello specifico mi sto riferendo alla 24 del fumetto lanciata a promossa da tre fumettisti che si sono fatti conoscere tramite internet e che adesso vengono pubblicati con successo dall'editore Shockdom: Sio (Simone Albrigi), Bigio (Luigi Cechi) e Dado (Davide Caporali). Si è trattato di un'iniziativa nata sull'esempio di alcuni fumettisti americani, che si erano dati 24 ore di tempo per realizzare una storia a fumetti completa, solo per il gusto di farlo e per mettersi alla prova.
Sio, Bigio e Dado hanno realizzato la loro "24 ore del fumetto" fra il 30 e il 31 agosto, aggiornando le loro storie in tempo reale tramite facebook e invitando tutti gli interessati ad aggiungersi alla performance con i propri lavori...
Parlo di tutto questo perchè la storia realizzata in 24 ore da Bigio merita assolutamente una segnalazione su questo blog... E siccome non dò per scontato che tutti i lettori di questo blog utilizzino facebook, ma penso che questa storia vada letta e diffusa il più possibile, spero che l'autore non se se la prenda se la riporto integralmente qui di seguito...
In poco pù di venti pagine si parla di omofobia, insegnanti coraggiosi, bigotti, fanatici "anti gender", eterosessuali picchiati perchè aperti di mente, suore naziste, angeli dalla parte dei diritti umani, bambini educati a discriminare e riflessioni sul senso della vita...
E tutto realizzato in sole 24 ore! Non so se Bigio aveva visualizzato la storia prima che scattassero le 24 ore necessarie per metterla nero su bianco, ma la sensazione è che l'abbia utilizzata per togliersi qualche sassolino che aveva nelle scarpe da un po' e - per quel che vale la mia opinione - si tratta di una di quelle storie che vanno lette, anche solo perchè ti ricordano quanto può essere bello leggere un fumetto che vuole raccontare qualcosa...
Una storia estremamente "sentita" e "ispirata" dal suo autore, che ha saputo trasmettere il suo punto di vista ai lettori, strafregandosene di risultare troppo "schierato" a favore di cose come l'integrazione e il buon senso.
Certo si è trattato di una storia senza fini commerciali, e quindi - per definizione - aveva meno vincoli, ma ciò non toglie che è la prova che anche in Italia possono essere realizzati fumetti "liberi" e con sottotesti gay friendly, se agli autori non viene messa la museruola ogni volta che si toccano argomenti di un certo tipo.
E la cosa diventa ancora più evidente se si pensa che questa storiellina di 24 pagine è stata buttata giù in 24 ore, mentre in Italia vengono prodotte regolarmente storie di centinaia di pagine, spesso richiedendo una pianificazione di mesi (se non di anni), che alla fine risultano insipide e asettiche... E tremendamente banali...
E generalmente poco azzeccate ogni volta che affrontano tematiche LGBT.
Storie che, peraltro, non si sognerebbero MAI di toccare uno solo degli argomenti comparsi in "SECONDO NATURA": troppe le lobby prese di mira e troppi i conflitti di interesse.
Quindi tanto di cappello a Bigio (foto sotto) che ha dimostrato che c'è un altro mondo possibile, e che se in Italia certi fumetti non trovano spazio non è tanto colpa degli autori, quanto del sistema in cui sono costretti a muoversi...
E infatti Bigio si è fatto conoscere con un fumetto che è completamente fuori da questo sistema... E cioè il fantasy umoristico DRIZZIT, che ha superato le 1350 striscie e che potete leggere su facebook (CLICCANDO QUI)...
Oppure, se volete contribuire a sostenere la sua causa, potete sempre acquistare le raccolte cartacee pubblicate da Shockdom (al momento ne sono uscite cinque, e se vi interessa ci sono anche un gioco di ruolo e un gioco di carte)...
Morale della favola: forse non tutto è perduto... E, anche se in Italia la situazione continua a non essere favorevole per chi vuole sbrigliare liberamente la propria creatività, inizia ad esserci un piccolo margine di manovra anche per quelli che non accettano di mettersi la museruola e il paraocchi di ordinanza...
Staremo a vedere cosa succederà, e chi avrà l'ultima parola nel lungo periodo.
Alla prossima.
lunedì 7 settembre 2015
venerdì 4 settembre 2015
GAY FAN SERVICE
Ciao a tutti, come va?
Mi sono reso conto che ultimamente, concentrandomi molto sulla segnalazione dei fumetti con risvolti dichiaratamente LGBT, ho trascurato un aspetto non meno interessante del fumetto mainstream americano... E cioè i fan service (leggi "strizzatine d'occhio non indispensabili ai fini della storia finalizzate ad accattivarsi una determinata fetta di pubblico") che sembrano pensati apposta per il pubblico gay e gay friendly, e che ultimamente sembrano essere persino aumentati...
In particolare se si considerano le allusioni e le inquadrature vagamente omoerotiche, gli omaggi all'estetica gay o le situazioni che si prestano a un certo tipo di interpretazione. E questo fenomeno non riguarda solo i fumetti, visto che nel videogame STREET FIGHTER V, per la prima volta, arriverà un Ryu a torso nudo e munito di barba...
In realtà questa tendenza, che potrebbe sembrare apparentemente banale, forse tanto banale non è... Soprattutto se si cosidera che nel fumetto mainstream italiano (e più in generale nel nostro entertainment) questo tipo di fan service è praticamente assente (essendo il nudo maschile legato essenzialmente a situazioni erotiche eterosessuali o a momenti in qualche modo sgradevoli, per tutta una serie di motivi sui quali mi sono dilungato lungamente in passato).
Così mi sono detto che, a livello "educativo", poteva essere interessante fare una breve panoramica su come l'estetica e le allusioni gay si sono manifestate "fra le righe" nei fumetti americani degli ultimi mesi, senza peraltro suscitare particolari polemiche... Anzi... Semmai solleticando l'immaginazione di un certo tipo di pubblico, che ne ha ampiamente discusso sui forum dedicati...
Cominciamo dalla MARVEL e dal suo super evento SECRET WARS, ormai prossimo alla conclusione. Nelle sue ultime avventure Thor ha iniziato ad agire in coppia con il supereroe Hyperion (sulla cui intricata biografia non provo nemmeno a dilungarmi), e fra i due si è creata da subito una certa affinità...
Che nelle ultime storie si è concretizzata con la scelta di Hyperion di portare la barba e i capelli lunghi esattamente come Thor (cosa che però, a differenza di Thor, lui non aveva mai fatto)... Finendo per formare una coppia che probabilmente ha già iniziato a turbare i sogni di diversi amanti dei muscle bear...
Nell'intricata storia che li vede muoversi in coppia (e che non provo nemmeno a spiegarvi) i due finiscono anche per "adottare" alcuni bambini zebra scoperti nel territorio noto come Terra Selvaggia...
E non è la sola coppia dai risvolti interessanti che inizia a farsi largo nel nuovo marvel universe... Infatti è stata da poco annunciata una testata dedicata alle nuove versioni di Starbrand e Nightmask (che originariamente avevano debuttato negli anni '80, nella linea narrativa alternativa nota come New Universe), che nel marvel universe post-secret wars sono due adolescenti... Uno dei quali si presenta a torso nudo e con la gonna...
E a quanto pare la tendenza a presentare supereroi a torso nudo (o con i vestiti stracciati) in copertina è anche una caratteristica delle copertine realizzate da Kris Anka per House of M...
Lo stesso Kris Anka che, in Secret Love, ha disegnato un ballo di supereroi con diverse coppie gay sullo sfondo... Sia ufficiali che create "ufficiosamente" dal pubblico nel corso degli anni...
Un ballo in cui Squirrel Girl offre un pretesto per mettere in bella mostra gli addominali di Thor (sempre lui)...
Sarà anche vero che Kris Anka, con certe cose, gioca in casa, ma se questo trend non fosse rientrato nella politica della casa editrice questi fan service non avrebbero mai trovato posto... E d'altra parte Kris Anka sa bene che per questo genere di ammiccamenti c'è un pubblico molto attento, visto che in occasione delle fiere in cui è presente continuano ad essergli commissionati disegni come quelli che vedete qui sotto...
E disegni come quelli che vengono commissionati al suo amico e collega Kevin Wada, tipo il Dick Grayson che vedete qui sotto...
Una tendenza che, probabilmente, sta contribuendo a spingere anche la DC Comics verso una politica di maggior tolleranza nei confronti delle operazioni di fan service gay... Tant'è che proprio Dick Grayson ha finito per eseguire una missione speciale in sauna assieme a Midnighter (in MIDNIGHTER #4)... E probabilmente un fan service del genere, qualche anno fa, sarebbe stato impensabile...
E d'altra parte nella serie speciale WONDER WOMAN '77, ambientata nell'universo della serie televisiva degli anni '70 (quella con Lynda Carter), la storia del primo numero si concludeva in una discoteca di nome STUDIO 52 (evidente omaggio allo STUDIO 54, uno dei ritrovi cult per la comunità gay newyorkese degli anni '70), con una pletora di icone gay sullo sfondo (tra cui spiccano Cher e i Village People)...
Segno evidente che anche dalle parti della DC si stanno rendendo conto che i fan service sono una cosa seria... E non è da escludere che nel secondo numero di Wonder Woman '77, in uscita a fine mese, se ne troveranno altri... Soprattutto considerando che Wonder Woman è diventata un'icona gay grazie anche alla sua storica serie televisiva...
In ogni caso i fan service gay non sono una prerogativa dei due editori maggiori, e scrutando qua e là si trovano diverse cosette interessanti... Come i rappresentanti della Endless Nation comparsi di recente nella serie EAST OR WEST della Image, che sembrano usciti da un servizio fotografico smaccatamente queer...
O le divinità in stile Conchita Wurst comparse sullo sfondo in ODY-C, sempre della Image...
In ogni caso c'è un nuovo personaggio della Dark Horse Comics che, a prima vista, sembrerebbe addirittura pensato in funzione del fandom gay... Il suo nome è Adam.3, ed è un incrocio fra Tarzan e un tipico cubista da serata gay a tema etnico... Munito di orecchino, shorts aderenti rosa (con bracciali e cavigliere in coordinato) e con un sari damascato che gli cade sulla spalla...
Non ci è dato sapere se il proposito del suo creatore, Scott Kolins, fosse effettivamente quello di creare un personaggio che risultasse una specie di fan service gay semovente, ma può essere indicativo il fatto che l'idea di un tarzanide in shorts rosa non sia stata troncata di netto... Cosa che una volta sarebbe accaduta automaticamente. Tra l'altro è anche un animo molto sensibile ed è in grado di comunicare con gli animali (che per lui parlano un linguaggio del tutto comprensibile)...
Il che lo rende tremendamente simile ad un altro tarzanide, questa volta di produzione italiana... Quell'Akim che, dal 1950 a 1983, sicuramente entrò nei sogni proibiti di tanti giovani omosessuali che - non avendo a disposizione niente di meglio - lo avevano eletto loro icona omoerotica personale... Grazie anche a quelle copertine che mettevano regolarmente in evidenza i suoi strizzatissimi attributi...
Ovviamente nel caso di Akim non si può parlare di fan service gay (che ai tempi era qualcosa di inconcepibile), ma è indubbio che buona parte del suo fascino (e del suo successo commerciale) fosse dovuto al fatto che si aggirava dall'inizio alla fine di ogni albo in un aderentissimo slippino leopardato... Tant'è che il suo declino - guardacaso - coincise anche con l'ascesa del fumetto italiano propriamente erotico e con i suoi personaggi maschili, decisamente più sovraesposti e disinibiti.
Peccato che nel fumetto popolare italiano le espressioni di fan service gay, in effetti, non siano mai andate al di là di personaggi come Akim... Sparendo quasi del tutto man mano che gli editori italiani si sono resi conto che certi dettagli potevano essere interpretati in un certo modo.
E questo è quanto.
Alla prossima.
Mi sono reso conto che ultimamente, concentrandomi molto sulla segnalazione dei fumetti con risvolti dichiaratamente LGBT, ho trascurato un aspetto non meno interessante del fumetto mainstream americano... E cioè i fan service (leggi "strizzatine d'occhio non indispensabili ai fini della storia finalizzate ad accattivarsi una determinata fetta di pubblico") che sembrano pensati apposta per il pubblico gay e gay friendly, e che ultimamente sembrano essere persino aumentati...
In particolare se si considerano le allusioni e le inquadrature vagamente omoerotiche, gli omaggi all'estetica gay o le situazioni che si prestano a un certo tipo di interpretazione. E questo fenomeno non riguarda solo i fumetti, visto che nel videogame STREET FIGHTER V, per la prima volta, arriverà un Ryu a torso nudo e munito di barba...
In realtà questa tendenza, che potrebbe sembrare apparentemente banale, forse tanto banale non è... Soprattutto se si cosidera che nel fumetto mainstream italiano (e più in generale nel nostro entertainment) questo tipo di fan service è praticamente assente (essendo il nudo maschile legato essenzialmente a situazioni erotiche eterosessuali o a momenti in qualche modo sgradevoli, per tutta una serie di motivi sui quali mi sono dilungato lungamente in passato).
Così mi sono detto che, a livello "educativo", poteva essere interessante fare una breve panoramica su come l'estetica e le allusioni gay si sono manifestate "fra le righe" nei fumetti americani degli ultimi mesi, senza peraltro suscitare particolari polemiche... Anzi... Semmai solleticando l'immaginazione di un certo tipo di pubblico, che ne ha ampiamente discusso sui forum dedicati...
Cominciamo dalla MARVEL e dal suo super evento SECRET WARS, ormai prossimo alla conclusione. Nelle sue ultime avventure Thor ha iniziato ad agire in coppia con il supereroe Hyperion (sulla cui intricata biografia non provo nemmeno a dilungarmi), e fra i due si è creata da subito una certa affinità...
Che nelle ultime storie si è concretizzata con la scelta di Hyperion di portare la barba e i capelli lunghi esattamente come Thor (cosa che però, a differenza di Thor, lui non aveva mai fatto)... Finendo per formare una coppia che probabilmente ha già iniziato a turbare i sogni di diversi amanti dei muscle bear...
Nell'intricata storia che li vede muoversi in coppia (e che non provo nemmeno a spiegarvi) i due finiscono anche per "adottare" alcuni bambini zebra scoperti nel territorio noto come Terra Selvaggia...
E non è la sola coppia dai risvolti interessanti che inizia a farsi largo nel nuovo marvel universe... Infatti è stata da poco annunciata una testata dedicata alle nuove versioni di Starbrand e Nightmask (che originariamente avevano debuttato negli anni '80, nella linea narrativa alternativa nota come New Universe), che nel marvel universe post-secret wars sono due adolescenti... Uno dei quali si presenta a torso nudo e con la gonna...
E a quanto pare la tendenza a presentare supereroi a torso nudo (o con i vestiti stracciati) in copertina è anche una caratteristica delle copertine realizzate da Kris Anka per House of M...
Lo stesso Kris Anka che, in Secret Love, ha disegnato un ballo di supereroi con diverse coppie gay sullo sfondo... Sia ufficiali che create "ufficiosamente" dal pubblico nel corso degli anni...
Un ballo in cui Squirrel Girl offre un pretesto per mettere in bella mostra gli addominali di Thor (sempre lui)...
Sarà anche vero che Kris Anka, con certe cose, gioca in casa, ma se questo trend non fosse rientrato nella politica della casa editrice questi fan service non avrebbero mai trovato posto... E d'altra parte Kris Anka sa bene che per questo genere di ammiccamenti c'è un pubblico molto attento, visto che in occasione delle fiere in cui è presente continuano ad essergli commissionati disegni come quelli che vedete qui sotto...
E disegni come quelli che vengono commissionati al suo amico e collega Kevin Wada, tipo il Dick Grayson che vedete qui sotto...
Una tendenza che, probabilmente, sta contribuendo a spingere anche la DC Comics verso una politica di maggior tolleranza nei confronti delle operazioni di fan service gay... Tant'è che proprio Dick Grayson ha finito per eseguire una missione speciale in sauna assieme a Midnighter (in MIDNIGHTER #4)... E probabilmente un fan service del genere, qualche anno fa, sarebbe stato impensabile...
E d'altra parte nella serie speciale WONDER WOMAN '77, ambientata nell'universo della serie televisiva degli anni '70 (quella con Lynda Carter), la storia del primo numero si concludeva in una discoteca di nome STUDIO 52 (evidente omaggio allo STUDIO 54, uno dei ritrovi cult per la comunità gay newyorkese degli anni '70), con una pletora di icone gay sullo sfondo (tra cui spiccano Cher e i Village People)...
Segno evidente che anche dalle parti della DC si stanno rendendo conto che i fan service sono una cosa seria... E non è da escludere che nel secondo numero di Wonder Woman '77, in uscita a fine mese, se ne troveranno altri... Soprattutto considerando che Wonder Woman è diventata un'icona gay grazie anche alla sua storica serie televisiva...
In ogni caso i fan service gay non sono una prerogativa dei due editori maggiori, e scrutando qua e là si trovano diverse cosette interessanti... Come i rappresentanti della Endless Nation comparsi di recente nella serie EAST OR WEST della Image, che sembrano usciti da un servizio fotografico smaccatamente queer...
O le divinità in stile Conchita Wurst comparse sullo sfondo in ODY-C, sempre della Image...
In ogni caso c'è un nuovo personaggio della Dark Horse Comics che, a prima vista, sembrerebbe addirittura pensato in funzione del fandom gay... Il suo nome è Adam.3, ed è un incrocio fra Tarzan e un tipico cubista da serata gay a tema etnico... Munito di orecchino, shorts aderenti rosa (con bracciali e cavigliere in coordinato) e con un sari damascato che gli cade sulla spalla...
Non ci è dato sapere se il proposito del suo creatore, Scott Kolins, fosse effettivamente quello di creare un personaggio che risultasse una specie di fan service gay semovente, ma può essere indicativo il fatto che l'idea di un tarzanide in shorts rosa non sia stata troncata di netto... Cosa che una volta sarebbe accaduta automaticamente. Tra l'altro è anche un animo molto sensibile ed è in grado di comunicare con gli animali (che per lui parlano un linguaggio del tutto comprensibile)...
Il che lo rende tremendamente simile ad un altro tarzanide, questa volta di produzione italiana... Quell'Akim che, dal 1950 a 1983, sicuramente entrò nei sogni proibiti di tanti giovani omosessuali che - non avendo a disposizione niente di meglio - lo avevano eletto loro icona omoerotica personale... Grazie anche a quelle copertine che mettevano regolarmente in evidenza i suoi strizzatissimi attributi...
Ovviamente nel caso di Akim non si può parlare di fan service gay (che ai tempi era qualcosa di inconcepibile), ma è indubbio che buona parte del suo fascino (e del suo successo commerciale) fosse dovuto al fatto che si aggirava dall'inizio alla fine di ogni albo in un aderentissimo slippino leopardato... Tant'è che il suo declino - guardacaso - coincise anche con l'ascesa del fumetto italiano propriamente erotico e con i suoi personaggi maschili, decisamente più sovraesposti e disinibiti.
Peccato che nel fumetto popolare italiano le espressioni di fan service gay, in effetti, non siano mai andate al di là di personaggi come Akim... Sparendo quasi del tutto man mano che gli editori italiani si sono resi conto che certi dettagli potevano essere interpretati in un certo modo.
E questo è quanto.
Alla prossima.
mercoledì 2 settembre 2015
PIRATI INTERGALATTICI...
Ciao a tutti, come va?
Infatti dopo diversi anni è finalmente riuscito ad autoprodurre il primo albo completo a colori di Capitan Eclipse, il personaggio che aveva fatto debuttare una decina di anni fa sulla defunta serie antologica spagnola CLARO QUE SI COMICS...
Siccome possiedo tutti i numeri della suddetta serie antologica penso di poter dire, con cognizione di causa, che la serie del pirata spaziale Capitan Eclipse era probabilmente uno dei prodotti più interessanti che avevano trovato spazio su quelle pagine (seppure con delle avventure molto brevi, che facevano solo intuire il grande potenziale del personaggio e le idee che c'erano dietro)...
Infatti Ivan Garcia, che evidentemente è un appassionato di fantascienza, aveva ideato un'ambientazione spaziale curata nei minimi dettagli, con tanto di schede tecniche e mappe stellari...
E tutto per ricreare il futuro distopico in cui si muoveva un pirata spaziale gay, perseguitato da una sorta di impero intergalattico che aveva più cose in comune con la Santa Inquisizione che con i classici imperi spaziali... Infatti se intercettava individui omosessuali riteneva essere suo dovere "convertirli" all'eterosessualità e alla sottomissione con i propri macchinari... E anche per questo buona parte di quelli che non accettavano questa possibilità diventavano pirati spaziali di Stonewall, vivendo al di fuori della "legalità" e ai margini dei territori colonizzati, nella zona denominata "periferia"...
Nelle storie compare su CLARO QUE SI COMICS il Capitano faceva già coppia con Gregor, rampollo rinnegato di una nobile famiglia che non accettava il suo orientamento sessuale (e gli avrebbe imposto un matrimonio di interesse), e i due avevano vissuto una serie di avventure a bordo della nave spaziale Divine, che col tempo aveva ampliato il suo equipaggio raccogliendo un po' tutte le sfumature del mondo LGBT...
Dopo la chiusura della testata, però, Ivan Garcia non si è dato per vinto, e dopo aver messo in piedi un bellissimo sito tutto dedicato al suo personaggio (CLICCATE QUI), ha deciso di ripartire da zero, autoproducendo le storie di Capitan Eclipse (e del suo universo narrativo) a partire dalle sue origini mai narrate... Anche se ovviamente solo il tempo rivelerà se questo Capitan Eclipse è effettivamente quello comparso su CLARO QUE I COMICS, o se si tratta di una sorta di una versione "alternativa" dello stesso...
Di buono c'è che CAPITAN ECLIPSE - RESCATE EN LA PERIFERIA, l'albo che finalmente Ivan Garcia ha potuto tenere fra le mani (per poi spedirlo direttamente a chi lo acquista tramite QUESTO SITO), sembra avere tutte le premesse per diventare il primo capitolo di una saga molto interessante (e che meriterebbe più attenzione anche da parte dell'editoria ufficiale)...
Certo la Spagna, in fatto di autoproduzioni, non ha lo stesso mercato degli USA, ma per fortuna non ha nemmeno alcuni problemi tipici dell'Italia, quindi sarà molto interessante verificare la risposta che otterrà CAPITAN ECLIPSE - RESCATE EN LA PERIFERIA... Nella speranza che che presto possa avere un seguito (a magari un'edizione italiana).
Anche perchè, piccolo e non irrilevante dettaglio, i fumetti di genere fantascientifico con protagonisti LGBT sono decisamente pochi, e quelli con un'ambientazione accurata sono ancora meno... Quindi l'eventuale successo di questo progetto potrebbe anche fare da apripista per un nuovo modo di intendere questo genere di produzioni...
E di certo non sarebbe un male.
E comunque se un progetto portato avanti con tanta caparbietà, e che ha necessitato una decina d'anni per vedere la luce, avesse il successo sperato, potrebbe anche essere un incentivo per tutti quegli autori che si sentono soverchiati dalle battute d'arresto e dalle avversità...
Quindi staremo a vedere.
Alla prossima.
Vorrei iniziare settembre con una bella segnalazione che arriva dalla Spagna, e che getta una luce di speranza su tutto il mondo del fumetto LGBT (e sui suoi aspiranti autori). Infatti oggi vorrei tornare a parlare (dopo veramente tanto tempo) del camaleontico fumettista e illustratore Ivan Garcia (che vedete qui sotto con il suo ultimo taglio di capelli)... Che ad agosto ha sorpreso un po' tutti...
Infatti dopo diversi anni è finalmente riuscito ad autoprodurre il primo albo completo a colori di Capitan Eclipse, il personaggio che aveva fatto debuttare una decina di anni fa sulla defunta serie antologica spagnola CLARO QUE SI COMICS...
Siccome possiedo tutti i numeri della suddetta serie antologica penso di poter dire, con cognizione di causa, che la serie del pirata spaziale Capitan Eclipse era probabilmente uno dei prodotti più interessanti che avevano trovato spazio su quelle pagine (seppure con delle avventure molto brevi, che facevano solo intuire il grande potenziale del personaggio e le idee che c'erano dietro)...
Infatti Ivan Garcia, che evidentemente è un appassionato di fantascienza, aveva ideato un'ambientazione spaziale curata nei minimi dettagli, con tanto di schede tecniche e mappe stellari...
E tutto per ricreare il futuro distopico in cui si muoveva un pirata spaziale gay, perseguitato da una sorta di impero intergalattico che aveva più cose in comune con la Santa Inquisizione che con i classici imperi spaziali... Infatti se intercettava individui omosessuali riteneva essere suo dovere "convertirli" all'eterosessualità e alla sottomissione con i propri macchinari... E anche per questo buona parte di quelli che non accettavano questa possibilità diventavano pirati spaziali di Stonewall, vivendo al di fuori della "legalità" e ai margini dei territori colonizzati, nella zona denominata "periferia"...
Nelle storie compare su CLARO QUE SI COMICS il Capitano faceva già coppia con Gregor, rampollo rinnegato di una nobile famiglia che non accettava il suo orientamento sessuale (e gli avrebbe imposto un matrimonio di interesse), e i due avevano vissuto una serie di avventure a bordo della nave spaziale Divine, che col tempo aveva ampliato il suo equipaggio raccogliendo un po' tutte le sfumature del mondo LGBT...
Dopo la chiusura della testata, però, Ivan Garcia non si è dato per vinto, e dopo aver messo in piedi un bellissimo sito tutto dedicato al suo personaggio (CLICCATE QUI), ha deciso di ripartire da zero, autoproducendo le storie di Capitan Eclipse (e del suo universo narrativo) a partire dalle sue origini mai narrate... Anche se ovviamente solo il tempo rivelerà se questo Capitan Eclipse è effettivamente quello comparso su CLARO QUE I COMICS, o se si tratta di una sorta di una versione "alternativa" dello stesso...
Di buono c'è che CAPITAN ECLIPSE - RESCATE EN LA PERIFERIA, l'albo che finalmente Ivan Garcia ha potuto tenere fra le mani (per poi spedirlo direttamente a chi lo acquista tramite QUESTO SITO), sembra avere tutte le premesse per diventare il primo capitolo di una saga molto interessante (e che meriterebbe più attenzione anche da parte dell'editoria ufficiale)...
Certo la Spagna, in fatto di autoproduzioni, non ha lo stesso mercato degli USA, ma per fortuna non ha nemmeno alcuni problemi tipici dell'Italia, quindi sarà molto interessante verificare la risposta che otterrà CAPITAN ECLIPSE - RESCATE EN LA PERIFERIA... Nella speranza che che presto possa avere un seguito (a magari un'edizione italiana).
Anche perchè, piccolo e non irrilevante dettaglio, i fumetti di genere fantascientifico con protagonisti LGBT sono decisamente pochi, e quelli con un'ambientazione accurata sono ancora meno... Quindi l'eventuale successo di questo progetto potrebbe anche fare da apripista per un nuovo modo di intendere questo genere di produzioni...
E di certo non sarebbe un male.
E comunque se un progetto portato avanti con tanta caparbietà, e che ha necessitato una decina d'anni per vedere la luce, avesse il successo sperato, potrebbe anche essere un incentivo per tutti quegli autori che si sentono soverchiati dalle battute d'arresto e dalle avversità...
Quindi staremo a vedere.
Alla prossima.
Iscriviti a:
Post (Atom)












































































