SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

mercoledì 16 settembre 2015

GAY STELLARI...

Ciao a tutti come va?

La notizia di oggi forse l'avrete già sentita in giro, visto che - molto stranamente - anche nel web italiano sta avendo un certo risalto. I fatti sono questi: il 4 settembre è stato distribuito il primo romanzo di STAR WARS che si inserisce nel nuovo canone stabilito dalla trilogia in arrivo, ed ha un protagonista omosessuale.

Si chiama Sinjir Rath Velus, ed è un ex ufficiale dell'Impero che ha sposato la causa dei ribelli dopo gli eventi raccontati nel sesto capitolo della saga cinematografica (che, per chi non lo sapesse, è il terzo ad essere stato realizzato, e cioè IL RITORNO DELLO JEDI).

Se siete assidui lettori di questo blog (o se siete appassionati dei romanzi di STAR WARS) saprete che non si tratta del primo personaggio in assoluto ad essere comparso nel cosiddetto "universo espanso" (quello che comprende romanzi, fumetti, ecc) della saga: infatti abbiamo già avuto un ufficiale imperiale lesbica e una coppia di mercenenari (ne ho parlato QUI).

Cosa c'è di così sconvolgente nel romanzo STAR WARS: AFTERMATH scritto da Chuck Wendig, allora? Sicuramente il fatto che, questa volta, il personaggio gay in questione è uno dei protagonisti principali, e anche se la sua vita sessuale non ha un ruolo preminente non può fare a meno di emergere in diverse situazioni... Come quando, ad esempio, respinge le avances del personaggio femminile di turno (uno degli altri tre co-protagonisti) e preferisce spiegarne le ragioni.

Tuttavia il "caso" c'è stato anche perchè, guardacaso, il primo romanzo di STAR WARS con un protagonista gay è stato pubblicato in un clima di eccitazione generale dovuto all'imminente uscita del nuovo film, e poco dopo la legittimazione dei matrimoni gay su tutto il territorio americano... E sicuramente qualcuno ha voluto cogliere l'occasione per far eun po' di polemica sulla presunta deriva gay friendly della saga (e della Disney, che ne detiene i diritti).

Inoltre i giornalisti hanno voluto rincarare la dose, dicendo che le prime recensioni su amazon (al momento in cui scrivo sono già oltre settecento, e le trovate CLICCANDO QUI) sono state di persone deluse e quasi orripilate all'idea di un personaggio apertamente gay in STAR WARS.

In particolare la stampa italiana ha voluto puntare molto l'accento su questa cosa, anche se - tanto per cambiare - il suo tentativo di far passare la fan base di STAR WARS come una manica di tradizionalisti bigotti ed eterosessisti è un po' una forzatura. Ci sono state anche delle critiche dovute all'orientamento sessuale di Sinjir Rath Velus, è vero, ma buona parte della disapprovazione di chi ha stroncato il romanzo pare sia dovuta allo stile dello scrittore (alla sua prima esperienza con l'universo di STAR WARS), che secondo i puristi si conciliava malissimo con la tradizione dei romanzi precedenti.

D'altra parte Chuck Wendig (classe 1976, che vedete qui sotto) ha all'attivo diversi romanzi horror e di fantascienza che hanno avuto un buon successo (anche per via del loro particolare stile, diretto e adulto), ed ha esordito nel 2002 come sceneggiatore di giochi di ruolo abbastanza estremi... Quindi non è il tipo che piega il suo modo di scrivere per venire incontro alle aspettative del pubblico di una saga che non è stata ideata da lui, omologandosi allo stile dei suoi predecessori...

E comunque per lavorare su STAR WARS non ha dovuto pregare nessuno, e si è limitato a scrivere sul suo blog che gli sarebbe piaciuto tanto lavorare ad un romanzo ufficale di STAR WARS: nel giro di un annetto non solo è stato contattato da chi di dovere, ma aveva anche ultimato STAR WARS: AFTERMATH... E sicuramente chi gestisce i romanzi di STAR WARS sapeva con chi aveva a che fare, e lo ha scelto per quello.

In ogni caso puristi e non puristi dovranno farsene una ragione, perchè STAR WARS: AFTERMATH è solo il primo capitolo di una trilogia a cui Chuck Wendig sta lavorando... E probabilmente le reazioni degli omofobi spingeranno lo scrittore ad enfatizzare ulteriormente le sfumature gay friendly dei suoi romanzi... Perlomeno a giudicare dalle sue reazioni piccate: infatti ha voluto rispondere per le rime a quanti hanno criticato l'inserimento di un personaggio gay nella squadra dei protagonisti, sostenendo che in questo modo la saga non è più "per bambini" e che vuole sposare "la propaganda gay".

In una discussione sul suo seguitissimo e schiettissimo blog (che trovate QUI) risponde così:

“Se siete arrabbiati perché ho messo un protagonista gay nel romanzo, non posso farci niente. Mi dispiace, dinosauri lagnosi, il meteorite sta arrivando. Ed è un meteorite Nyan Cat favolosamente gay con una scia arcobaleno dietro di lui e il vostro modo di ragionare si estinguerà. Voi non siete l’Alleanza Ribelle. Non siete i buoni. Siete il fottuto Impero. Siete un Impero di merda, totalitario ed oppressivo. Se riuscite ad immaginare un mondo in cui Luke Skywalker possa essere infastidito dalla gente gay, non avete capito nulla di Star Wars. Sarebbe come cercare di rappresentare Gesù mentre picchia un lebbroso invece di guarirlo. Smettetela di essere l’Impero. Unitevi all’Alleanza Ribelle. Abbiamo amore, integrazione, musica grandiosa e droidi carini”.

Nota: Nyan Cat era un meme molto popolare qualche anno fa e rappresentava un gatto-meteora con il corpo a forma di biscotto candito.

 E poi ha aggiunto:

"Se il vostro problema con questo libro è solo l'inclusione di un personaggio gay non abbiamo niente da dirci. Perchè questa è omofobia e bigottaggine, e non ci posso fare niente. Se qualcuno vuole discutere a proposito del mio stile o cose del genere ne possiamo discutere, ovviamente. Della questione gay no."

Quando si dice avere le idee chiare.

Sia come sia il suo romanzo è già entrato nella lista dei bestseller del New York Times (CLICCATE QUI), e pare che sui siti che si occupano di fantascienza le recensioni siano tendenzialmente positive, e qualcosa vorrà pur dire.

A margine, comunque, c'è da dire che se a Chuck Wendig è stato consentito di inserire un personaggio gay in un romanzo di STAR WARS, e per giunta proprio alla vigilia della nuova trilogia, forse non è stata una svista. Nel senso che, molto probabilmente, alla Disney sono disposti a tastare il terreno gay friendly un po' in tutti i marchi che amministrano attualmente... In vista di ulteriori e più esplicite aperture? Forse anche nei nuovi fumetti di STAR WARS della MARVEL (che stanno avendo un ottimo riscontro) arriveranno presto personaggi omosessuali?

Staremo a vedere...

lunedì 14 settembre 2015

ALIX IN ITALIA!

Ciao a tutti, come va?

Incredibile a dirsi, ma per due lunedì di fila mi ritrovo a parlare della situazione italiana per dare delle buone notizie. Questa volta, in particolare, non potevo proprio mancare di segnalarvi che - proprio a partire da questa settimana - in tutte le edicole italiane inizieranno ad arrivare le avventure del giovane Alix... Noto (anche) per essere uno dei più famosi fumetti cripto gay mai pubblicati nell'area francofona.

Anche se il personaggio nacque nel 1948, per il settimanale Tintin (gloriosa rivista che tenne banco dal 1946 al 1993), in Italia era arrivato solamente in un paio di volumi per le fumetterie diversi anni fa, e così la quasi totalità delle sue (per ora) 33 avventure, in Italia, era del tutto inedita... Però, un po' a sorpresa, la Mondadori Comics ha deciso di colmare questa lacuna, rivolgendosi direttamente al mercato delle edicole, per cui aveva giù iniziato a pubblicare la serie Alix Senator (dedicata ad Alix in versione adulta).

Siccome questo personaggio in Italia è praticamente sconosciuto, e siccome dalle nostre parti quasi certamente NESSUNO riporterà che in Francia è considerato da decenni un personaggio di riferimento per i lettori omosessuali, mi sembrava giusto scrivere due righe per approfondire l'argomento.

Partiamo dall'inizio: quando Jacques Martin (1922-2010) era agli inizi bussò alle porte del direttore di Tintin, André Fernez, con l'idea di una serie incentrata su di un giovane gallico adottato da un generale agli ordini di Giulio Cesare... Aveva con se solo alcuni bozzetti e non aveva le idee molto chiare sullo sviluppo del personaggio, ma al direttore l'idea piaque così tanto che gli commissionò subito la prima storia, da realizzare in tempi brevissimi e senza particolari vincoli... Bei tempi!

Fatto sta che in poco tempo il personaggio guadagnò le simpatie del pubblico, anche perchè presentava un mondo romano ricostruito nei minimi dettagli, e senza censurare aspetti come il rapporto abbastanza disinvolto del protagonista con la nudità...


Ovviamente non si parla di nudo ostentato o con valenze erotiche, quanto piuttosto di nudo inteso come elemento decorativo e di pertinenza storica... Visto che nell'epoca in cui viveva Alix non era visto in maniera particolarmente scandalosa, soprattutto se si trattava di nudo maschile.




E così, su Tintin (che, vi ricordo, era un settimanale per ragazzi), potevano comparire anche copertine involontariamente sexy come quella che vedete sotto... Che probabilmente in Italia, anche oggi, sarebbe ritenuta IMPUBBLICABILE su una qualsiasi rivista per ragazzi (sempre che al giorno d'oggi  avessimo riviste per ragazzi in Italia, ovviamente, ma questa è un'altra storia)...

Questo insieme di cose, ovviamente, conferiva alle storie di Alix un certo spessore omoerotico, ma la consacrazione definitiva da parte del pubblico omosessuale arrivò quando Alix trovò un inseparabile compagno di avventure nel giovane egiziano Enak, che lo avrebbe seguito in tutte le sue peregrinazioni attraverso il mondo antico...

Condividendo con lui anche cose come la già citata nudità e la camera da letto... Cose molto banali nel contesto storico in cui vivevano due giovani della Roma classica, ma che per i giovani lettori omosessuali della seconda metà dello scorso secolo avevano una rilevanza del tutto particolare...


E forse non è un caso se Enak, che era stato concepito per fare il comprimario in una sola storia, fece subito presa sui lettori, che chiesero in massa il suo ritorno al fianco di Alix... Al punto che, con una telefonata perentoria, il direttore impose all'autore di farlo diventare la spalla ufficiale del protagonista... E forse qualcosa di più...

Oltretutto, a partire dagli anni '80, Jacques Martin iniziò a pubblicare una serie di illustrazioni "fuori serie" in cui raffigurava Alix e Enak in situazioni decisamente più disinibite rispetto a quelle presentate nelle storie pubblicate a puntate o in volume...

Con tanto di nudi frontali alle terme...

Momenti di divertimento in orge romane (piene di ragazzini nudi e gente ubriaca, come ci tramandano le cronache del tempo)...

Tinterella integrale sul fiume Nilo...

Passeggiate presso filosofi circondati da giovinetti nudi...

Offerte votive al tempio di Marte presentate con poco e niente addosso...

E via discorrendo, ma sempre in coppia...

A quel punto fu abbastanza naturale, per il settimanale gay Gai Pied, rivolgere una domanda diretta a Jacques Martin, e così sul numero 315 del gennaio del 1988 (copertina sotto) venne pubblicata una storica intervista (con Alix nudo in copertina), in cui l'autore espresse la sua posizione in maniera molto salomonica...

E cioè dicendo che non era sua intenzione alludere in maniera esplicita ad una relazione fra Alix ed Enak, ma che considerando l'epoca in cui vivevano sarebbe stata del tutto naturale, e che pertanto i lettori erano liberi di interpretare la loro amicizia nel modo che preferivano...

Certo non si tratta di una vera e propria dichiarazione, ma considerando che Alix fino al 1985 veniva prepubblicato su un settimanale per ragazzi, che nel 1988 la percezione dei gay non era certo quella di oggi e che all'epoca dell'intervista il suo autore aveva già 66 anni, si potrebbe definire una risposta molto illuminata e gay friendly... Peraltro riproposta in altre occasioni...

In una delle sue ultime interviste, datata ottobre 2004 (la trovate CLICCANDO QUI), Jacques Martin aveva già 84 anni, ma si dimostrava molto più sveglio di buona parte dei suoi (ben più giovani) colleghi italiani di oggi... Tra le altre cose ammettendo di essere molto felice del fatto di avere anche numerosi lettori omosessuali, e che non ha mai voluto dichiarare l'orientamento sessuale di Alix per non rischiare di schierarsi troppo da una parte o dall'altra. Quando il giornalista gli chiede una riflessione finale, Jacques Martin dice proprio che:

"Bisogna ammettere che una parte del mondo omosessuale si è "appropriata" di Alix ed Enak facendone due icone, anche se il mio obbiettivo non è mai stato quello. In ogni caso penso che non si possa tornare indietro, perchè molti omosessuali hanno bisogno di figure di riferimento, e hanno scelto di identificarsi in questa coppia libera, fiera ed esteticamente gradevole. Questo non mi disturba, perchè voglio coinvolgere più lettori possibili, ma è evidente che i miei personaggi si rivolgono tutti coloro che vogliono sognare. Punto."

Quel che si dice una lezione di stile.

Jacques Martin è morto qualche anno dopo, e purtroppo non può dire di aver visto la pubblicazione integrale della sua saga (che in patria sta proseguendo grazie ad altri autori) in italiano...

In compenso gli italiani del 2015 potranno iniziare a farlo ogni settimana a partire dal 16 settembre, anche se - come dicevo all'inizio - è probabile che non verrà riportato da nessuna parte (escludendo questo blog, ovviamente) che Alix è considerato anche un'icona gay da diversi decenni... E che, anche se il suo autore non si è mai sbilanciato al riguardo, è evidente che a un certo punto iniziò a giocare un po' con questo (presunto) aspetto del personaggio... Lanciando una serie di allusioni fra le righe (ad esempio: dove punta lo sguardo di Enak nella vignetta seguente, secondo voi?)...

Inoltre, giusto per la cronaca, alcuni di questi elementi sono stati conservati anche nella serie animata di Alix del 1999: un prodotto a bassissimo costo (ed è un peccato), che però non mancava di mostrare il protagonista poco vestito (cosa da non dare mai per scontata in una serie animata per bambini, nonostante il contesto storico possa richiederlo)...


E che magari indugiava anche sul posteriore suo e di Enak con inquadrature strategiche...

Ad ogni modo, parlando di Alix, non posso proprio fare a meno di pensare a come il fumetto italiano non abbia mai sfruttato appieno le ambientazioni della Roma antica (fumetto erotico a parte), nonostante appartengano al suo passato e siano ricche di spunti e ambientazioni interessanti... E tutto questo mentre in Francia, ad esempio, i fumetti ambientati nel mondo classico (e comprensivi di nudi maschili integrali) siano ancora molto popolari e alimentino una vera e propria nicchia di mercato (che probabilmente ha avuto in Alix il suo apripista e il suo modello di riferimento).

Indubbiamente sarebbe interessante indagarne le ragioni...

In effetti verrebbe da pensare che le cause di questa lacuna siano da ricercare anche nelle lobby di potere del nostro paese. Come quelle religiose, che non vedrebbero di buon occhio un fumetto che presenta in maniera positiva (soprattutto ai giovani) una cultura pagana e sessualmente più emancipata della nostra, e forse anche quelle politiche, per tutta una serie di associazioni di idee fra la cultura romana e alcune situazioni storiche poco felici che si sono verificate in Italia nella prima metà dello scorso secolo.
In ogni caso, per come vengono intesi i fumetti in Italia, ho dei seri dubbi sul fatto che gli autori sarebbero liberi di descrivere l'antica Roma senza dover rendere conto delle proprie scelte alla "sensibilità" del pubblico bigotto e conservatore... O magari ignorando gli strilli del pubblico omofobo... E così, probabilmente, ci ritroveremmo per le mani un prodotto edulcorato e ingodibile, e con personaggi che non avrebbero nemmeno la metà dell'appeal "storico" di Alix ed Enak... E che in ogni caso non verrebbero MAI raffigurati senza vestiti addosso o in situazioni ambigue (men che meno se fossero adolescenti).

E d'altra parte questo potrebbe anche spiegare perchè Alix e Enak - in oltre sessant'anni - non sono mai comparsi sui periodici italiani per ragazzi (nemmeno nel loro momento di massima diffusione)... Forse, molto semplicemente, gli sono sempre stati attribuiti dei sottotesti troppo "trasgressivi" per gli standard del nostro paese...

Quindi, a ben vedere, se il fumetto italiano non si cimenta con personaggi e ambientazioni di questo tipo potrebbe essere una grande fortuna, dopotutto: se non altro possiamo risparmiarci qualche ulteriore disastro e l'ennesima serie a prova di oratorio...

Alla prossima.

venerdì 11 settembre 2015

PETIZIONI CONTRASTANTI

Ciao a tutti, come va?

Proprio questa settimana, negli USA, è partita la nuova stagione di Steven Universe, uno dei cartoni per bambini più gay friendly degli ultimi anni (CLICCATE QUI se non sapete di cosa parlo)... E questa serie ora è al centro di un piccolo conflitto, che vale la pena di analizzare.

Infatti, sul noto sito di petizioni change.org, qualcuno ha pensato bene di mettere in piedi una petizione per chiedere a Cartoon Network di non inserire più elementi gay friendly in Steven Universe e nella serie Clarence, che essendo ambientata in un contesto più realistico presenta sia coppie gay che coppie lesbiche (con figli)...


Premesso che, adesso che negli USA i matrimoni gay sono garantiti per legge, una petizione del genere ha lo stesso valore simbolico di una petizione per rimuovere i matrimoni misti o le coppie di colore dalle serie per bambini, è comunque interessante analizzare la risposta del pubblico alla suddetta petizione, e soprattutto la sua capacità di diventare virale.

Nel giro di un mesetto, infatti, la petizione omofoba (che trovate CLICCANDO QUI) ha raccolto poco più di cento sottoscrizioni, ma nel frattempo è stata messa in piedi una seconda petizione, questa volta CONTRO LA CENSURA dei temi LGBT in Steven Universe e Clarence (CLICCATE QUI), che ha superato le 4000 firme.

Quindi, se si volesse dare un valore statistico a queste petizioni, si potrebbe dire che attualmente il rapporto fra omofobi e sostenitori della causa LGBT è di 1 a 40.

Il punto più interessante, però, è un altro. Infatti, proporzioni a parte, queste due petizioni stanno avendo pochissima diffusione e pochissime sottoscrizioni (per gli standard di change.org) e questo dimostra che fondamentalmente siamo arrivati ad un punto in cui le tematiche LGBT nelle serie animate lasciano fondamentalmente indifferente il grande pubblico.

Nel senso che, evidentemente, l'inserimento di certe tematiche anche nei cartoni che si rivolgono alla prima infanzia non è più considerato un argomento su cui vale la pena dibattere o schierarsi. Non più di quanto avrebbe senso schierarsi pro o contro la rappresentazione delle persone di colore, per l'appunto...

Questo vuole forse dire che anche nei cartoni per bambini certi argomenti, presentati con il dovuto garbo, iniziano ad essere sdoganati? Probabilmente sì... E a questo punto sarà molto interessante verificare come si evolverà da qui a qualche anno la situazione, anche in considerazione del fatto che alcune di queste serie potrebbero arrivare anche in Italia (come già avviene nel caso di Steven Universe).

In effetti devo ammettere che è abbastanza curioso il fatto che, dopo tante crociate contro i contenuti dei cartoni animati giapponesi, in Italia stiano passando praticamente inosservate diverse serie per bambini che lanciano dei messaggi tutt'altro che canonici... E il tutto mentre, parallelamente, le lobby omofobe in Italia sono più attive che mai, arrivando a censurare libri per bambini dai toni molto meno espliciti di Steven Universe o Shezow...

Anzi: nelle battaglie contro la "teoria gender", che vi ricordo essere un'invenzione delle suddette lobby omofobe, non si citano nemmeno di striscio le serie animate di ultima generazione... Ed è obbiettivamente strano.

La sensazione è che queste serie esprimano i loro concetti LGBT attraverso un linguaggio talmente moderno da risultare incomprensibile per il tipico bigotto italiano, passando del tutto inosservate... Anche perchè, essendo serie con sottotesti spesso umoristici, deviano l'attenzione di chi - a monte - non è in grado di sintonizzarsi sul loro registro comunicativo.

Quindi, di fatto, potrebbe anche essere che - almeno nel caso di queste serie animate - gli omofobi italiani siano penalizzati da una sorta di "analfabetismo funzionale" che non gli fa nemmeno capire cosa hanno di fronte.

Il che è tutto dire.

Alla prossima.

mercoledì 9 settembre 2015

DAL BANGLADESH CON AMORE

Ciao a tutti, come va?

Ci sono nazioni che tutti conoscono per via del loro peso culturale o economico, e ce ne sono altre che tutti imparano a conoscere per via dei loro conflitti e per via dell'influenza che possono avere negli equilibri geopolitici mondiali...

E poi ci sono nazioni talmente piccole e modeste da essere rimosse in maniera quasi automatica dalla coscienza collettiva, un po' come accade nel caso del Bangladesh. Eppure anche il Bangladesh ha la sua comunità LGBT, che peraltro non se la passa particolarmente bene.

Infatti in un paese per il 90% musulmano, in cui NON esistono leggi che puniscono i crimini d'odio e in cui gli atti contronatura possono essere puniti con il carcere a vita, è evidente che non è il caso di fare i salti di gioia...

In realtà la massima pena per gli atti contro natura viene applicata raramente (anche perchè, in teoria, andrebbe applicata anche agli atti contro natura compiuti fra eterosessuali), ma questo non cambia granchè la situazione... O la tipica mentalità bengalese sulle questioni legate all'omosessualità.

Tuttavia può essere interessante notare che in Bangladesh esistono comunque delle associazioni che si danno da fare per sensibilizzare la popolazione nei confronti della questione LGBT, e che scelgono di farlo attraverso dei fumetti...

Infatti l'associazione Boys of Bangladesh, proprio in questi giorni, ha presentato un fumetto dagli intenti educativi che vuole spiegare l'omosessualità attraverso le esperienze di una ragazzina che si scopre lesbica.

La protagonista del fumetto (che da il nome alla storia) si chiama Dehh (in bengalese “intelligenza”, “saggezza”), e siccome su internet circolavano poche informazioni riguardo a questo bel progetto ho chiesto a Boys of Bangladesh di mandarmi qualche foto e qualche info per la stampa, e - prodigi di internet - in poche ore mi hanno risposto...

E così ho scoperto che non si tratta di un fumetto nel classico formato occidentale, ma di una confezione che raffigura il viso della protagonista... E che si apre mostrando una storia sotto forma di strisce "sfuse", dando al tutto anche un certo valore simbolico...




Nel materiale che mi hanno inviato si legge che questo fumetto sarà proprio al centro di un progetto di sensibilizzazione che, partendo da Dakha (la capitale), dovrebbe toccare molte altre località, e attraverso le sue striscie cercherà di spiegare concetti non facili come l'angoscia di contrarre matrimoni per venire incontro alle aspettative sociali, la tentazione di suicidarsi, il rapporto con la famiglia e via dicendo...

Il progetto (che QUI ha una pagina su facebook) è stato presentato ufficialmente sabato scorso, presso la sede del British Council, con l'introduzione della direttrice dell'American Center, Ann McConnell, e con alcune performance artistiche di contorno...

E, nel frattempo, le forze di polizia controllavano che l'evento non fosse preso di mira da fanatici religiosi o altro.

Al di là del valore intrinseco dell'iniziativa, che ha avuto una certa eco in tutto il mondo, penso sia interessante il fatto che per spiegare certi concetti in un paese difficile come il Bangladesh si sia scelto proprio il linguaggio del fumetto...

Una scelta di campo che le associazioni LGBT italiane non hanno mai fatto, e devo ammettere che la cosa mi ha dato leggermente da pensare. Nel senso che, anche quando in queste associazioni di soldi ne circolavano una discreta quantità, mai a nessuno è venuto in mente di finanziare un progetto a fumetti degno di questo nome... Nemmeno in quei periodi storici in cui, di fatto, nel nostro paese non c'era traccia di fumetti esplicitamente gay o gay friendly.

E questo mi porta a pensare che, forse, le associazioni LGBT del Bangladesh - pur fra mille difficoltà - hanno una sintonia col mondo reale e con i suoi linguaggi che, a tutt'ora, nelle associazioni LGBT italiane scarseggia.

Forse perchè in Bangladesh hanno capito da subito che le battaglie di sensibilizzazione si combattono investendo risorse ed energie prima di tutto sul piano culturale, cercando di parlare la lingua delle persone che si vogliono raggiungere?

O forse perchè le associazioni gay italiane - storicamente - hanno sempre dato la priorità ai confronti politici, attirando una discreta quantità di persone che aspiravano ad usarle soprattutto come trampolino per avere una carriera politica (o contigua alla politica), impedendo che le loro energie potessero essere sfruttate per valorizzare altri tipi di competenze e sensibilità?

Chissà... Chissà... Chissà...

Durante la presentazione di Dehh l'attivista Khushi Kabirha (foto sotto) ha detto che la sua speranza è che la prossima volta eventi come questo possano tenersi all'aperto, perchè nessuno vuole vivere una vita segreta e al chiuso...

Eppure, per oltre vent'anni, il punto di forza delle associazioni gay italiane sono stati proprio locali chiusi in cui i loro iscritti potevano vivere in segreto la propria omosessualità...

Meditate, gente, meditate...

Alla prossima.