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sabato 12 febbraio 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questa settimana non può mancare l'ormai classico appuntamento con un cantante gay dichiarato, e anche il cantante che ho scelto oggi è legato in qualche modo ad un tema di attualità, visto che ha da poco dichiarato di essere interessato a diventare padre... Infatti oggi vi parlerò di Will Young...
Forse qualcuno di voi si ricorderà di lui, visto che nei primi anni del 2000 aveva ottenuto una certa popolarità anche in Italia. Forse sarò malizioso, ma sono portato a pensare che tutta la promozione che ebbe dalle nostre parti fosse dovuta soprattutto al fatto che era stato scoperto dal talent show inglese POP IDOL, in un periodo in cui i talent show italiani erano ancora in piena fase promozionale e non avevano ancora lanciato dei cantanti di successo. Sicuramente Will Young ha del talento, ma penso che sia indicativo il fatto che - dopo che i talent show italiani hanno iniziato ad ingranare - sia scomparso improvvisamente dalle nostre radio e dalle nostre classifiche. Inoltre ha deciso di fare coming out molto presto (anche per evitare che qualche ex un po' avido speculasse su di lui), e - guarda caso - dopo il lancio in pompa magna in Italia non se l'è davvero più filato nessuno... Sarà un caso? Fortunatamente per lui non è italiano, ma inglese, e nel Regno Unito la sua carriera è proseguita senza problemi... Tra l'altro il ragazzo guadagna decisamente bene e fa anche un sacco di beneficenza, tant'è che è diventato ambasciatore ufficale della Mood Foundation (che aiuta chi soffre di depressione), dell'associazione Catch22 (che vuole recuperare i ragazzi cresciuti in contesti disagiati) e del The Prince's Trust (che offre sostegno ai bambini poveri)... Un ragazzo altruista, non c'è che dire... Altruista e ottimista, perlomeno a giudicare dal brano che vi propongo oggi, in cui ci canta che tutto è possibile...

Will Young - Anything Is Possible on MUZU.
Che dire? Probabilmente il suo caso è abbastanza esemplificativo di quello che può succedere in una nazione moderna, dove se un ragazzo gay vince un talent show non è tenuto a fare finta di essere etero, e dove il fatto che è gay non incide sulla sua credibilità come testimonial per associazioni, iniziative benefiche e quant'altro. A questo punto evito di fare paragoni, perchè sarebbe davvero come sparare sulla croce rossa.
Alla prossima.

giovedì 10 febbraio 2011

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Se c'è una cosa che ho notato in questi anni in cui ho avuto a che fare con le piccole realtà imprenditoriali che si rivolgono al mondo omosessuale, è che dalle nostre parti non si riesce proprio a guardare al di là del proprio naso. Non si riesce ad avere una visione d'insieme, a fare sistema e ad ampliare i propri orizzonti, anche se ci dovrebbe essere tutto l'interesse a collaborare e a fare comunità. D'altra parte non si può costituire una vera comunità gay quando le persone omosessuali vivono la propria omosessualità in maniera nascosta, non dichiarandosi (o dichiarandosi solo in certi ambiti) e stando bene attente a non fare nulla che possa tradirle in qualche modo. In questo modo non si crea una rete di persone che fanno circuito, ma un insieme instabile di individui che interagiscono solo in caso di necessità, spesso in modo superficiale e discontinuo. Senza contare che la mentalità italiana, in generale, è abbastanza individualista e diffidente, e ha una certa tendenza a non interagire in maniera troppo stretta col prossimo per paura di qualche fregatura...
Siccome su questi comportamenti sono stati scritti diversi saggi non mi dilungherò oltre, però volevo portarvi un esempio concreto di cosa può succedere quando qualcuno si comporta in maniera diversa. Prendiamo ad esempio il caso del fumettista e illustratore Jason Bone (che vedete nella foto sotto).
J.Bone, come si fa chiamare dagli amici, è un artista che risiede a Toronto e che (illustrazioni a parte) ha all'attivo anche i disegni per storie di un certo livello come Spiderman: Tangled Web (Marvel) e Batman / The Spirit (DC Comics). Siccome è un artista gay dichiarato ha anche un bellissimo blog (CLICCATE QUI) dove pubblica regolarmente schizzi, disegni e tavole a fumetti in cui celebra la sensualità del corpo maschile con il suo inconfondibile stile cartoonesco. Nel corso del tempo ha proposto anche diversi personaggi palesemente gay friendly come l'alieno Jet Vector (che qui sotto vedete in compagnia del suo creatore)...
Le storie e i disegni di J.Bone sono eccezionalmente sexy proprio perchè, nonostante siano palesemente gay, giocano tutto sugli ammiccamenti e non puntano mai sui contenuti troppo espliciti, preferendo le allusioni e un garbato umorismo... Come potete intuire dalla parodia di Batman che potete vedere qui di seguito (per ingrandire le immagini cliccateci sopra).
Ora: siccome J.Bone è gay dichiarato, sul suo blog non fa mistero della sua passione per il gay porn performer texano Colby Keller, un simpatico trentunenne con l'aria da bravo ragazzo, che negli ultimi anni è diventato molto popolare proprio grazie al suo fascino da giovanotto della porta accanto...
Siccome J.Bone ha un debole per Colby Keller, e siccome non si fa certo problemi a rendere pubblico il suo apprezzamento, gli ha anche dedicato tantissimi disegni in cui ha cercato di cogliere la sua aria semplice e genuina...
Dal blog di J.Bone ci sono diversi collegamenti a quello di Colby Keller (CLICCATE QUI), che oltre ad essere un apprezzato porn performer è anche un blogger arguto e molto seguito, e che a sua volta è un gay porn performer dichiaratemente gay: cosa che non bisognerebbe dare per scontata di questi tempi, dove i gay for pay - e cioè i ragazzi etero che fanno video gay per soldi - abbondano e sono professionali quanto i loro colleghi omosessuali (come potete intuire dai due gay for pay che stanno alle spalle di Colby Keller nella foto qui sotto)...
Ora: siccome Colby Keller è a sua volta gay dichiarato, e siccome è un gay dichiarato che si sente parte della sua comunità, spesso e volentieri parla di arte gay contemporanea (anche perchè, nonostante tutto, è discretamente nerd), e ci tiene anche a segnalare le iniziative benefiche a favore della comunità gay, in particolare se coinvolgono in qualche modo delle espressioni artistiche. Così io, che seguo il blog di J.Bone, sono stato dirottato sul blog di Colby Keller, dove è segnalata un'iniziativa decisamente interessante... Infatti per il prossimo 7 aprile, a New York, è prevista un'asta benefica per raccogliere fondi per l'Ali Forney Center, una casa di accoglienza per giovani gay cacciati di casa. Per raccogliere fondi, però, è richiesto il contributo di tutti gli artisti che sono disposti ad offrire gratuitamente le loro opere da mettere all'asta, e la cosa davvero originale e che le suddette opere devono avere come tema... La serie di giocattoli MASTERS OF THE UNIVERSE (cliccate sull'immagine sotto per leggere i dettagli)!
Penso che, se ancora qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che quella serie di giocattoli (e relativi cartoni animati) fosse diventata un cult per la comunità gay, ora siano del tutto fugati. Il punto, però è un altro. Poichè io, J.Bone e Colby Keller non ci facciamo problemi a parlare di queste cose sui nostri blog ora la notizia di questa iniziativa è giunta anche a voi, che volendo potete diffonderla (in particolare se conoscete degli artisti appassionati dei MASTERS OF THE UNIVERSE) o addirittura partecipare concretamente con un vostro disegno. In questo modo il nostro e vostro apporto, per quanto piccolo, avrà contribuito ad aiutare un centro di accoglienza per giovani gay in difficoltà... E tutto questo è stato possibile perchè alla base c'è una rete di persone che non vivono nascondendosi e non vedono la vita a compartimenti stagni. Non so se ho reso l'idea, ma penso che questo piccolo esempio renda l'idea dell'enorme potenziale che si può sviluppare, o che può andare sprecato, in base all'atteggiamento di ciascuno di noi.
Voi che ne pensate?

martedì 8 febbraio 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Inizio il post di oggi parlando di giocattoli, cosa che non facevo da un po' di tempo, per segnalarvi che sono iniziati ufficialmente i festeggiamenti per i primi cinquant'anni di Ken Carson, meglio noto come "Ken", lo storico fidanzato/accessorio di Barbie di cui ho parlato diverse volte anche su questo BLOG (a proposito: vi piacerebbe che riprendessi la mia analisi a puntate sui vari modelli di Ken??? S enon sapete di cosa parlo CLICCATE QUI). I primi a rendere il giusto tributo al bambolotto più chiacchierato della storia sono stati i tedeschi, alla sessantaduesima edizione della fiera del giocattolo di Nuremberg... Dove erano presenti anche diversi modelli vestiti (e svestiti) come alcune storiche versioni di Ken.
Un'idea simpatica, vero? Sicuramente questo anniversario sarà una buona occasione per tornare a parlare di questo bambolotto e dei suoi (ipotetici) risvolti gay. A quanto pare, complice anche il rilancio in TOY STORY 3, questa piccola icona pop potrebbe tornare a far parlare di sè, anche se negli ultimi anni era stato messo un po' da parte per dare a Barbie la possibilità di frequentare bambolotti maschili dal taglio più moderno, e forse un po' meno ambigui (come quel gran bel figliolo di Blaine, che vedete nelle foto sotto)...
Evidentemente alla Mattel - dove non sono proprio stupidi, altrimenti non sarebbero sul mercato da sessant'anni - hanno pensato che fosse il momento buono per rilanciare il caro vecchio Ken Carson, che proprio lo scorso dicembre ha debuttato in una nuova versione decisamente al passo coi tempi (prego notare la magliettina con la scritta "IL RAGAZZO PERFETTO", anche in italiano... Per vederla vi basta cliccare sull'immagine sotto).
Un po' troppo magro per i miei gusti, ma sicuramente si porta più che bene i suoi primi sessant'anni... E comunque gli anni passano, ma quell'aria vagamente gay che lo ha accompagnato dagli esordi è ben lungi dall'abbandonarlo. Meglio così. Cambiando decisamente genere di giocattolo, ma continuando a parlare di personaggi che nel tempo hanno animato una buona dose di fantasie omoerotiche (ispirando anche oggi tantissimi disegni omoerotici più o meno professionali), volevo segnalarvi che stanno iniziando a circolare le prime immagini ufficiali relative alla nuova serie animata dei THUNDERCATS...
Questo remake della storica (e lunghissima) serie animata degli anni ottanta, che all'epoca naque proprio per accompagnare l'omonima linea di giocattoli, verrà curato dai giapponesi dello Studio 4°C (Animatrix, Batman: Gotham Knight), quindi dovrebbe trattarsi di un prodotto di qualità. La speranza è che venga accompagnato da un merchandising di qualità altrettanto alta, altrimenti la suddetta serie animata rischierà di fare la stessa squallida fine della bella serie che avrebbe dovuto rilanciare HE-MAN nel 2002...
In quel caso la linea di giocattoli (alquanto approssimativa) si rivelò un flop commerciale e di conseguenza la serie animata venne troncata di netto, nonostante fosse un vero e proprio giellino sotto diversi punti si vista. D'altra parte gli standard delle action figures si sono alzati tantissimo negli ultimi anni, e non ha davvero senso lanciare una linea di giocattoli men che perfetta, soprattutto se è la versione aggiornata di qualche linea classica di culto. Infatti la Mattel ha lanciato da qualche anno una linea di action figures MASTERS OF THE UNIVERSE per collezionisti, curata nei minimi dettagli e aggiornata mensilmente, che sta avendo un successo impressionante... Tant'è che nella suddetta linea hanno iniziato ad essere introdotti anche i personaggi che, negli anni '80, rientravano nella linea gemella per bambine PRINCESS OF POWER...
Inoltre, per non scontentare nessuno, più di un personaggio viene prodotto in diverse versioni o con parti intercambiabili, per renderlo più o meno simile alla versione presente nei cartoni animati piuttosto che a quella che caratterizzava il giocattolo negli anni ottanta... Come potete vedere nel caso dell'arciere Bow (sopra con la testa "giocattolo anni '80", e sotto con la testa baffuta che si vedeva nei cartoni di She-Ra)... Quando si dice trattare i clienti coi guanti! Forse sbaglierò, ma - visto che parliamo di un piccolo cult per la cultura gay pop di mezzo mondo - qualcosa mi dice che la percentuale appassionati gay che stanno collezionando questa linea di action figures di lusso non è proprio insignificante (se io avessi avuto più soldi e più spazio ci avrei messo subito la firma, ad esempio). Giusto per curiosità: fra di voi che leggete questo blog c'è qualcuno che rientra nella categoria?
Al di là di tutto, però, questo gran parlare di remake di grandi successi non può fare a meno di farmi notare che in Italia siamo tagliati fuori anche da questo punto di vista. L'ultimo (e unico) caso di remake di una serie animata di successo è stato quello di Calimero, nel 1992, dove peraltro debuttava la rondine Valeriano (l'unico personaggio dei cartoni animati che si chiama come me... Infatti quando mi capitava di guardare quella serie ero sempre un po' a disagio...).
In realtà si trattava di una produzione giapponese, quindi diciamo che l'Italia ci ha messo il nome e poco altro. Tuttavia, anche senza scomodare il mondo dell'animazione (che in Italia, purtroppo, ha una tradizione gloriosa quanto travagliata), basta dare un'occhiata a quello che succede nel mondo del fumetto, dove la parola ramake... O anche solo aggiornamento... È pressochè sconosciuta. Anche perchè una caratteristica dei personaggi del fumetto italiano è proprio quella di essere sempre uguali a sè stessi. La cosa inquietante è che, invece di puntare su personaggi e idee nuove, si continuano a riproporre serie di ristampe... Anche perchè il grande pubblico si è ormai assuefatto alle storie dal taglio vetusto, e quindi leggere storie di venti o trenta anni fa piuttosto che storie prodotte recentemente non fa un grande differenza, dopotutto...Ad esempio: l'ennesima serie di ristampe partirà a marzo, e coinvolgerà SATANIK (in allegato a "Sorrisi e Canzoni" e a "Panorama"), una delle protagoniste della grande stagione del fumetto "nero" italiano degli anni sessanta. All'epoca era diventata talmente famosa che nel 1968, a soli quattro anni dal suo debutto fumettistico, le venne dedicato persino un film... Erano decisamente altri tempi...
Fatto sta che, in quel periodo, questa specie di diabolico Mr. Hyde in gonnella era decisamente un personaggio trasgressivo e, come buona parte dei suoi colleghi (da Diabolik in poi), metteva in bella vista tutto il marcio che albergava nella società e nell'animo umano. Spietata, sadica, avida e sessualmente disinibita Satanik non si faceva problemi ad utilizzare i mezzi più efferati per raggiungere i suoi scopi... Ricorrendo anche al soprannaturale, e non di rado ritrovandosi alle prese con avversari del calibro di Dracula... All'epoca si trattava decisamente di una serie trasgressiva, anche se al giorno d'oggi l'impatto di quelle storie - anche a causa di un contesto storico, estetico e culturale completamente diverso - è pressochè nullo e a tratti alienante...
E forse è proprio questo il punto. Perchè proporre al pubblico storie nuove e stimoli nuovi, magari con fumetti che - oggi - potrebbero avere lo stesso impatto che ha avuto SATANIK negli anni '60 e '70? Molto meglio continuare a proporre (e riproporre) fumetti che nel tempo hanno perduto la loro carica eversiva e che, purtroppo, con gli anni sono stati superati da una realtà che è diventata molto più complessa, drammatica e sconvolgente di quella presentata nel fumetto italiano dello scorso secolo. SATANIK non parlerà mai dei problemi di oggi, del marcio che c'è nella società attuale, della situazione - per certi versi disastrosa - dell'Italia in cui viviamo... Ben diversa dal clima tuttosommato ottimista e ingenuo degli anni '60 e '70. Inoltre, a parte tutto questo spazio che le edicole riservano alle ristampe in allegato, anche le nuove storie dei personaggi popolari italiani continuano a mantenere una dimensione decisamente retrò. Più passa il tempo e più mi viene da pensare che non sia proprio un caso. Se da una parte tutto questo può dipendere dal fatto che chi gestisce i fumetti popolari in Italia non riesce a stare al passo coi tempi per una questione anagrafica (visto che i direttori editoriali sono tutti, o quasi, sulla settantina), è anche vero che gli editori che sposano la linea retrò di cui sopra lo fanno anche per risparmiarsi di dover trattare in maniera moderna tutta una serie di temi che oggi sono ritenuti sconvenienti o perlomeno scomodi. Tipo l'omosessualità maschile intesa in senso positivo, ad esempio... La sensazione è proprio quella di trovarsi di fronte a un panorama fumettistico molto attento a non spingersi troppo oltre, onde evitare di scrollare il lettore dal suo torpore e da ciò a cui viene abituato dagli altri media. A questo punto la domanda nasce spontanea: il fatto che il fumetto popolare italiano giaccia ripiegato su sè stesso da qualche decennio riflette una tendenza generale del nostro paese? Perchè un editore dovrebbe avere paura di spingersi troppo oltre (pur nei limiti della legalità)? Forse c'è la paura di toccare temi scottanti e di urtare qualcosa o qualcuno? E se persino la stampa a fumetti di una nazione si pone certi problemi e comincia ad avere "paura" di risultare sgradita alle autorità e al potere costituito, magari temendo ripercussioni di qualche tipo, cosa significa? I libri di storia una risposta ce l'hanno, e non è molto gradevole.
Voi cosa ne pensate?

sabato 5 febbraio 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come sapete questo appuntamento settimanale dedicato al mondo dei cantanti gay dichiarati può essere influenzato anche dall'attualità (come peraltro accade per tutti i post di questo blog), come potrebbe essere ad esempio il coming out di un cantante più o meno affermato... E infatti l'appuntamento di oggi è dedicato al coming out di Jonathan Knight...
Probabilmente se avete meno di venticinque anni questo nome vi dirà poco e niente, visto che parliamo di uno dei membri della boy band che - dalla seconda metà degli anni ottanta ai primi anni novanta - inaugurò il concetto di boy band come la intendiamo oggi... Ovvero i New Kids On The Block (nella foto sotto lui è quello in alto)...
Per quanto possa sembrarvi inverosimile questi cinque ragazzotti dall'aria decisamente qualunque (soprattutto per gli standard di oggi), riuscivano a smuovere milioni di fans urlanti in tutto il mondo, proponendo un modello di musica (e spettacolo) che all'epoca era alquanto innovativo. Sviluppando un modello che, fino a quel momento, era una prerogativa dei gruppi musicali composti dai membri di una stessa famiglia (come i Jackson Five), questo gruppo di cinque ragazzi inaugurò un trend che tenne banco per oltre vent'anni (con infinite varianti sul tema: i Take That, gli East17, i Boyzone, gli N'sink, i Five, gli MN8, i Blue, i Westlife e i chi volete voi)... In ogni caso i New Kids On the Block furono i capostipiti, e fra tante boy band furono gli unici che si guadagnarono una serie animata (arrivata anche in Italia e trasmessa solo una volta di prima mattina, per fortuna)...
Come potete vedere anche in questa immagine Jonathan Kight (in basso a destra) è raffigurato in una posa che - all'occhio attento - non è troppo maschile. Non è un caso. Il cartone doveva cercare di cogliere il carattere e gli atteggiamenti dei cantanti in carne e ossa, e fin dall'inizio Jonathan Knight era quello più "delicato"... Non sono così addentro al settore, quindi non so dirvi se il loro impresario avesse scelto un ragazzo come lui di proposito o se si fosse accorto delle sue particolarità quando era già troppo tardi... Tuttavia era evidente che funzionava, e infatti da allora in poi in tutte le boy band è stato prevalente il modello "quattro ragazzi maschili + uno un po' ambiguo"... E in qualche caso il suddetto ragazzo ambiguo ha poi anche fatto coming out. Il caso di Jonathan Knight, però, è stato un po' atipico... Visto che le voci su di lui circolavano da tempo, e un paio di anni fa venne anche "smascherato" da un suo ex...
Lui, però, non si è espresso fino alla scorsa settimana... Quando ha deciso di fare un bel coming out pubblico, dichiarando che è sempre stato gay e che se finora non ne aveva parlato era stato unicamente per una questione di privacy e non perchè ammettere di essere gay gli creasse problemi... Sarà... Tuttavia io sono portato a pensare che se l'ha fatto adesso, nell'era post Ricky Martin, non sia proprio un caso. Tantopiù che da qualche anno i New Kids On the Block si sono ricostituiti e puntano ad un pubblico più maturo e affezionato, e non certo su torme di ragazzine sconvolte dagli ormoni della crescita...
Oltretutto lui potrà dira quello che vuole, però basta fare un giretto su internet per vedere che durante la sua militanza giovanile nella boy band soffriva regolarmente di crisi di panico (dovute alla paura di essere scoperto?), e che a un certo punto, per placare le voci sul suo conto, aveva iniziato ad uscire con una giovane collega di quegli anni, una certa Tiffany...
Oltretutto nei New Kids On The Block era presente anche il fratello di Jonathan, Jordan (quello che cantava in falsetto), e non è da escludere che questa situazione esercitasse una pressione psicologica supplementare. Inoltre, piccolo e non irrilevante dettaglio, Jonathan Knight fu il primo a lasciare la boy band nel 1994 (dopo dieci anni di successi), procurandone di fatto lo scioglimento, per poi lanciarsi nel mercato immobiliare... Forse non ne poteva più di dover sacrificare la sua vita per il bene del gruppo? La musica per lui era diventata una gabbia dorata? Probabilmente solo lui sa come sono andate davvero le cose. Certo è che un coming out in più nel mondo della musica non fa male, e di certo anche lui ora si sentirà più tranquillo e sereno...
In ogni caso, per ricordare quel periodo un po' strambo - ma tuttosommato allegro e spensierato - a cavallo fra gli anni ottanta e novanta, e per portare all'attenzione dei più giovani le coreografie dei New Kids On The Block (e sui loro video vagamente gay friendly), vi lascio con uno dei loro cavalli di battaglia...

New Kids On The Block - Step By Step
Caricato da Stella78. - Scopri altri video musicali
Certo è che pensare che adesso se ne vanno in giro vestiti come degli impiegati mette un po' di tristezza... Sicuramente non possono più presentarsi come dei ragazzini sbarazzini, però un look un po' meno serioso non avrebbe guastato... Se non altro quelle inqualificabili chiome a cespuglio sono passate di moda... Forse c'è ancora un po' di giustizia, dopotutto.
Alla prossima.