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venerdì 2 aprile 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Siccome l'occasione fa l'uomo ladro, questa volta non potevo proprio fare a meno di dedicare il post settimanale del cantante gay dichiarato a Enrique Martín Morales, meglio noto come RICKY MARTIN... Che si è deciso a fare coming out proprio questa settimana!
Ammetto che dopo averlo visto insensibile a tutte le voci che circolavano da anni sul suo conto, e dopo averlo visto diventare padre di due gemelli ottenuti con un utero in affitto, ero abbastanza convinto che sarebbe rimasto uno di quei cantanti gay che avrebbero mantenuto il "riserbo" fino alla morte... E invece ha fatto una bella dichiarazione sul suo sito (che ovviamente poi è stato assalito dai fans ed è andato in tilt)... Non so se il suo sito è ancora inagibile, ma in ogni caso qui di seguito vi riporto la traduzione in italiano delle sue parole:

Qualche mese fa avevo deciso di scrivere le mie memorie, un progetto che sapevo mi avrebbe avvicinato ad un punto cruciale della mia vita. Dal momento in cui scrissi la prima frase, sapevo che il libro sarebbe stato lo strumento che mi avrebbe aiutato a liberarmi da certe cose che ho portato con me per lungo tempo. Cose che erano troppo pesanti perchè le tenessi dentro di me. Scrivendo questo resoconto della mia vita, mi sono avvicinato molto alla mia verità. E questo è qualcosa degno di essere celebrato.Per molti anni vi è stato un solo luogo dove ero in contatto con le mie emozioni senza paura, e questo luogo è il palcoscenico. Essere sul palco riempie la mia anima in molti modi, quasi completamente. E’ il mio vizio. La musica, le luci e il boato della folla sono elementi che mi fanno sentire in grado di fare qualunque cosa. Questa carica di adrenalina crea una dipendenza incredibile. Non voglio che queste emozioni finiscano mai. Ma è la serenità che mi porta dove sono in questo momento. Un luogo emotivo meraviglioso di comprensione, riflessione e illuminazione. In questo momento sento la stessa libertà che solitamente sento sul palco, e senza dubbio ho bisogno di condividerla.
Molta gente mi ha detto: “Ricky non è importante”, “non ne vale la pena”, “tutti gli anni di duro lavoro e tutto quello che hai costruito crolleranno”, “molta gente nel mondo non è pronta ad accettare la tua verità, la tua realtà, la tua natura”. Dal momento che questi consigli provenivano da persone a cui voglio molto bene, ho deciso di andare avanti con la mia vita senza condividere con il mondo tutta la mia verità. Lasciarmi sedurre dalla paura e dall’insicurezza era diventata una profezia di auto-sabotaggio. Oggi mi assumo la piena responsabilità delle mie decisioni e delle mie azioni.
Se oggi qualcuno mi chiedesse, “Ricky, di cosa hai paura?” risponderei “del sangue che scorre per le strade dei paesi in guerra…della schiavitù minorile, del terrorismo…del cinismo di alcune persone in posizioni di potenza, del fraintendimento della fede.” Ma paura della mia verità? Assolutamente no! Al contrario, mi riempie di forza e coraggio. Questo è tutto ciò di cui ho bisogno soprattutto ora che sono padre di due bellissimi bambini che sono così pieni di luce e che con il loro modo di vedere il mondo mi insegnano cose nuove ogni giorno. Continuare a vivere come ho fatto finora, significherebbe indirettamente diminuire la luce con cui i miei bambini sono nati. Quando è troppo è troppo. Bisogna cambiare questa situazione. Questo non doveva succedere 5 o 10 anni, doveva succedere adesso. Oggi è il mio giorno, questo è il mio tempo e questo è il mio momento.
Questi anni di silenzio e riflessione mi hanno reso più forte e mi hanno ricordato che l’accettazione deve arrivare dall’interno e che questo tipo di verità mi da la potenza di conquistare delle emozioni che nemmeno sapevo esistessero.
Cosa succederà ora? Non importa. Posso solo concentrarmi su quello che sta succedendo in questo momento. La parola “felicità” assume un nuovo significato per me oggi. E’ stato un processo molto intenso. Ogni parola che scrivo in questa lettera nasce dall’amore, dall’accettazione, dall’imparzialità, e da una vera soddisfazione. Scrivere questa lettera è un passo fermo verso la mia pace interiore e una parte vitale della mia evoluzione.
Sono orgoglioso di dire che sono un uomo gay fortunato. E sono molto fortunato ad essere chi sono.

RM

Che dire? Ce ne fossero... L'affitto dell'utero è una pratica che non condivido perchè penso che tolga dignità alle donne, ma a parte quello bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare e a Ricky quel che è di Ricky... In attesa che snoccioli qualche nuova canzone un po' più gay friendly, o magari che aggiorni qualcuno dei suoi cavalli di battaglia (una bella "HE BANGS" magari)... Nel frattempo vi lascio con la sua canzone che ha fatto da inno ai mondiali di calcio del 1998... Non so perchè, ma riascoltarla col senno di poi dà una certa soddisfazione...

Ciao e alla prossima.
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1 commento:

Anonimo ha detto...

CIAO!
Una tarda presa di coraggio...non credo che la sua vita da cantante fosse chissà quanto bella e fragile e quindi da difendere rispetto al coming out di ogni singolo. Per ognuno è un grande passo...nè più nè meno...più o meno siamo noi per come lo gestiamo.
OAIC!
NICOlA