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giovedì 16 agosto 2012

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Devo ammettere che ero un po' indeciso se fare una pausa per la settimana di Ferragosto oppure no, considerando che sicuramente la gente ha di meglio da fare che passare di qui, ma poi mi sono detto che effettivamente gli altri BLOG non vanno in vacanza, e che comunque oggi potete rosolarvi al sole anche con iPad, iPhone e tutto quanto vi serve per collegarvi ad internet... Quindi eccomi qui, e per oggi ho deciso di rimandare la solita carrellata di NEWS per un mix di riflessioni cinematografico-fumettistiche che prendono spunto da fatti abbastanza attuali. Visto che siamo in tema di spiaggie, e di tipi da spiaggia, forse vi farà piacere sapere che è in produzione un nuovo film di Tarzan, che vedrà Kellan Lutz nei (pochi) panni del protagonista...
L'immagine sopra è un fotomontaggio (fatto con una copertina di MEN'S HEALTH, come potete vedere qui sotto), ma dovrebbe rendere l'idea di quello che potremo aspettarci.
In ogni caso il film scritto e diretto a Craig Brewer dovrebbe essere girato assieme ad altri due sequel, in modo da avere una trilogia fatta e finita, pronta per essere diluita in tre anni. Quindi, per un bel po', gli ammiratori di Kellan Lutz e dei suoi addominali avranno pane per i loro denti. Considerando che dopo il boom degli anni '50, '60 e '70 i film su Tarzan si sono rivelati una lunga sequela di flop (ad eccezione di Greystoke del 1984, che riprendeva pari pari la trama del primo libro che E.R. Burroughs dedicò al personaggio, e che quindi aveva poco a che fare con la classica immagine cinematografica di Tarzan), sarà interessante vedere cosa succederà stavolta: per almeno due motivi. Il primo è che i film di Tarzan, per decenni, ebbero successo anche in funzione del pubblico omosessuale (in un'epoca in cui era molto raro vedere liberamente bei ragazzoni poco vestiti), che infatti smise di supportarlo non appena gli fu possibile vivere meglio la propria condizione e accedere alla pornografia gay legalmente e con più facilità. Il secondo è che i produttori del nuovo film, che tanto scemi non devono essere, hanno evidentemente considerato questo dettaglio e hanno puntato su qualcuno con un fisico da attore porno gay, che peraltro è molto ben visto dal pubblico gay.
Infatti, al di là del suo aspetto, il simpatico Kellan in più di un'occasione si è lanciato in dichiarazioni gay friendly, soprattutto quando gli veniva chiesto se lui era gay. Per esempio: in un'intervista rilasciata al mensile gay THE ADVOCATE l'anno scorso ha confermato di non essere gay, ma che le voci che girano su di lui non lo infastidiscono e che, anzi, si diverte a vedere che  è la prima cosa che pensano le ragazze che vengono rifiutate da lui. Inoltre, riguardo ai suoi ammiratori gay ha detto che:

"Oh! Sono i migliori! Adoro quando mi capita di incontrare i fan gay in giro, ci si parla benissimo... E mi viene spotaneo salutarli con un grande abbraccio, perché io vengo dal Midwest e ho  un modo di fare spontaneo e campagnolo... Sono orgoglioso di averli  come fans, e il loro supporto significa molto per me: non voglio solo ragazze che vengono ai miei film, voglio anche tanti ragazzi!"
 

E poi ha aggiunto che :

"Onestamente, preferisco coabitare con ragazzi gay. Sono più puliti, ordinati, rispettosi  e sanno prendersi cura delle cose. Lo dico perché io sono sempre via, e tornare a casa in una casa pulita e ben tenuta significa molto per me. Fidatevi: ho vissuto con un sacco di compagni di stanza, e i ragazzi etero hanno sempre avuto poca cura di se stessi"

Dichiarazione apprezzabile, però presumo che i suoi coinquilini gay ci tenessero particolarmente a  fare contento un ragazzo del genere, a differenza dei coinquilini etero. Sia come sia dichiarazioni come queste di certo non sfuggono a chi vuole produrre un film che faccia presa sul pubblico gay, che sicuramente sceglierà gli attori da scritturare tenendone conto. Peccato, però, che succeda anche il contrario. L'attore Matt Bomer (foto sotto), infatti, sta provando a diventare un sex symbol a tutto tondo anche se è gay dichiarato, e non è proprio semplice...
Infatti anche se ha dato prova di essere un etero credibile nel serial White Collar, e probabilmente farà altrettanto nell'imminente film Magic Mike, sembra proprio che la sua candidatura al ruolo di protagonista nel film tratto dal best seller erotico 50 SFUMATURE DI GRIGIO (che è diventato il tormentone letterario dell'anno) non abbia l'approvazione della scrittrice E. L. James (foto sotto), che del libro è la fortunata autrice.
Infatti secondo lei il ruolo del protagonista deve essere affidato assolutamente ad un attore a cui le donne piacciono davvero. Di solito non giudico le opinioni altrui, ma questa volta mi permetto di farle notare che, se un attore dovesse avere sempre esperienze dirette per i ruoli che interpreta, Hollywood dovrebbe essere piena di persone con la fedina penale più lunga dei suoi romanzi. Evidentemente il fatto di aver tirato su qualcosa come 16 milioni di dollari dal nulla, e avendo alle spalle solo delle fanfictions (romanzi apocrifi) ispirate alla saga di Twilight, deve averle dato un po' alla testa... Pazienza... Di certo Matt Bomer non si giocherà la carriera a causa sua... E, a proposito di attori che non si giocano la carriera col coming out, pare proprio ufficiale che il prossimo maggio sarà pronto il sequel del nuovo ciclo cinematografico di Star Trek, che vedrà ancora Zachary Quinto nei panni del sempreverde signor Spock...
Certo il cinema che coinvolge un pubblico di appassionati di immaginario pop (quali sono i fans di Star Trek e dei personaggi pulp in stile Tarzan) è decisamente più gay friendly di quello di un romanzone come 50 SFUMATURE DI GRIGIO,  quindi in un certo senso gli attori gay dichiarati giocano in casa... E forse è un bene: perchè gli appassionati del genere sono sempre si più, soprattutto fra le nuove generazioni, e a lungo andare non è da escludere che proprio la presenza di attori gay dichiarati, o comunque gay friendly in simili produzioni, non contribuisca indirettamente ai progressi della società nel suo insieme. E, se i media possono contribuire ai progressi della società, è anche vero che i progressi della società potrebbero aiutare alcuni media... A cosa mi riferisco? Vediamo: da qualche anno in Italia c'è un piccolo editore che si chiama Italy Comics, che come tanti piccoli editori di fumetti italiani cerca di ottimizzare la sua produzione con la distribuzione direttamente in fumetteria, nel suo caso puntando su produzioni americane abbastanza innovative, come i fumetti ispirati a A GAMES OF THRONES.
Fino a qualche anno fa questa strategia dava un minimo di garanzie anche ai piccoli editori come Italy Comics, ma con la crisi economica qualcosa è cambiato... Il direttore editoriale di Italy Comics, Paolo Accoliti Gil, in questi giorni si è espresso in maniera abbastanza chiara:

"Il numero 2 di A Game of Thrones è praticamente esaurito e i numeri da 3 a 6 procedono sulla stessa strada. La storia è sempre la stessa, le fumetterie si ritrovano con clienti con sempre minori disponibilità economiche e con sempre più titoli annunciati, quindi raramente ordinano oltre il prenotato. Così se i lettori non prenotano, le fumetterie non rischiano (nel nostro caso neanche avendo il reso) e gli editori si adeguano con le tirature, succede che poi invece i lettori si scopre che li volevano, le librerie li richiedono e l’editore non ne ha più."

E poi ha aggiunto:

“PRENOTATELI perché non ne stamperemo più degli ordini ricevuti. Ve lo chiediamo per piacere di superare la mentalità del “quando esce lo prendo” perché la situazione economica attuale non permette più (almeno a noi) di esporci ulteriormente per titoli che chiunque altro avrebbe semplicemente chiuso!”. 

La filosofia del "quando esce lo compro", che adesso sta iniziando a creare problemi ai piccoli editori di fumetti, in effetti è stata per decenni il principale motivo che ha impedito la diffusione dei fumetti a tematica gay nel nostro paese.  Nel senso che per decenni - quando ancora non era una questione di disponibilità economica - i lettori omosessuali hanno avuto seri problemi a "ordinare" in fumetteria prodotti che li qualificassero come gay, e in parte questo problema lo hanno ancora. Molto meglio aggirarsi con aria furtiva in una fumetteria di un'altra città o in qualche grande fiera, nella speranza di adocchiare qualche titolo gay che è stato precedentemente annunciato... Innescando da subito il meccanismo di cui sopra. E infatti adesso c'è RENBOOKS che ha scoperto l'acqua calda con la vendita online ed eventualmente la possibilità di mostrare un'anteprima online senza fare aspettare al pubblico la stampa del volume. E forse, in questo modo, si creerà un pubblico solido e i fumetti a tematica gay in Italia inizieranno ad essere pubblicati con maggiore regolarità...
Adesso sarà molto interessante verificare se anche Italy Comics si renderà conto che le cose possono essere gestite in maniera diversa rispetto al passato, visto che proprio Italy Comics - che è anche una fumetteria online - ha stretto un accordo per poter vendere le edizioni digitali dei fumetti distribuiti negli USA da DIAMOND, che è in assoluto il più grande distributore di fumetti americano.
Che significa questo? Che anche noi poveri italiani potremo leggere (ovviamente in inglese) ad un prezzo contenutissimo (visto che non ci sono spese di stampa, dogana e trasporto), molti fumetti a tematica gay o di interesse gay che nessuno da noi vuole pubblicare, come ad esempio quelli della Archie dedicati a Kevin Keller e tutto il catalogo della BLUE WATER... Se leggete questo BLOG sapete tutti di cosa sto parlando, vero?
Insomma, sembra proprio che pian piano il nuovo millennio stia toccando anche il nostro paese, anche se qualcuno vorrebbe ancora che questo non accadesse. Sia come sia se volete avere un'idea dell'offerta dei fumetti digitali messi a disposizione di DIAMONDS vi basta CLICCARE QUI, invece per un elenco completo dei fumetti diviso per editore CLICCATE QUI.
A quanto pare la globalizzazione porta anche dei vantaggi, dopotutto.
Di certo l'importante è stare sempre attenti alle novità e non rinchiudersi troppo nel proprio guscio, cosa che gli editori italiani di fumetti sono sempre stati BRAVISSIMI a fare.
Ciao e alla prossima.

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