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giovedì 23 agosto 2012

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come forse avrete notato, soprattutto se non avete l'aria condizionata, questa estate si sta rivelando particolarmente torrida, e siccome questo è un blog immerso nella realtà che ci circonda, la prima notizia di oggi riguarda il promo pubblicitario di un supereroe che si presenta con una tenuta abbastanza "estiva", se vogliamo... Infatti parliamo di Green Arrow, che nell'imminente serial televisivo a lui dedicato verrà interpretato da uno Stephen Amell in che - giustamente - non si fa problemi a mostrare i risultati del suo allenamento...
La cosa interessante, se vogliamo, è che questa immagine promozionale sta girando da tempo anche su blog e siti italiani, e generalmente viene presentata come un'immagine che vuole catturare il pubblico femminile... Il che può anche essere, ma come ho già detto in tempi non sospetti, il fatto che sia stato scelto proprio Stephen Amell per questo ruolo mi fa supporre che questa immagine voglia essere accattivante anche e soprattutto per il pubblico gay... Visto che l'attore si è fatto conoscere proprio grazie al suo ruolo di Adam nel serial gay dai risvolti porno soft DANTE'S COVE e  per il suo ruolo di insegnante di spinning nel serial gay QUEER AS FOLK... Tutte cose che, ovviamente, i siti italiani si guardano bene dal riportare. Forse, ma questa è una mia ipotesi, il fatto che questo attore fosse ampiamente noto nel mondo gay ha fatto in modo che sia stato preferito a Justin Hartley, che aveva già intepretato Green Arrow nel serial SMALVILLE (dedicato all'adolescenza di Superman).
Comunque, siccome questo è il BLOG che non vi fa mancare nulla, per par condicio qui di seguito potete vedere anche Justin Hartley un po' meno vestito del solito... Così potete fare un confronto per capire quale dei due si potrebbe meritare uno spazio sulle pareti della vostra cameretta...


Che dire? Probabilmente al giorno d'oggio un giovane attore non è "cool" se non è in grado di sfoggiare un bel fisico allenato... Sia come sia, passando dai fisici apollinei a quelli inverosimili, la seconda NEWS di oggi riguarda un nuovo attacco omofobo ai danni del povero Spongebob, la spugna marina che ha colonizzato gli schermi televisivi dal 1999 e che periodicamente finisce per suscitare il morboso interesse di qualche difensore del buon costume...
Già nel 2009 il personaggio aveva suscitato un botta e risposta  fra l'umorista francese Jérémy Michalak, che sosteneva che Spongebob era gay, e la casa di produzione, che si era affrettata a smentire ufficialmente questa ipotesi. A suo tempo ne parlai anche su questo BLOG, e allora dissi che la smentita della  Nickelodeon mi sembrava tanto messa lì per preservare l'immagine del personaggio a livello internazionale, visto che veniva distribuito anche in nazioni molto omofobe e intransigenti... Che avrebbero potuto boicottarlo con tutta una serie di sgradevoli ripercussioni economiche. Ovviamente non posso sapere se la Nickelodeon aveva davvero questo timore, ma ora posso dire che la mia ipotesi era verosimile... Visto che dal gennaio 2013 l'Ucraina ha deciso di vietare i cartoni di Spongebob, proprio perchè inciterebbero all'omosessualità!
A dirlo sarebbe la locale Commissione Nazionale sulla moralità (evidentemente in Ucraina sanno come spendere i soldi pubblici...), secondo cui il protagonista oltre ad avere un rapporto ambiguo con la stella marina Patrick, ha un'insegnante di scuola guida sottomarina chiamata Mrs. “Puff” (e "puff" è una parola usata per indicare con affetto i gay)...
Ora: io dubito vivamente che i bambini ucraini conoscano lo slang inglese così bene da cogliere dei messaggi subliminali nel termine "puff"... Che peraltro potrebbe farmi vedere in una luce del tutto nuova la scelta italiana di ribattezzare PUFFI gli gnometti blu ideati dal belga Peyo (ovviamente sono ironico, anche se - considerando come si presentano i puffi - direi che si tratta di un tipico caso di sincornismo junghiano). In ogni caso devo ammettere una cosa: anche se ufficialmente Spongebob non è gay, mentirei spudoratamente se dicessi che nel suo modo di porsi ci sono vari elementi che sono ANOMALI per i tradizionali modelli di educazione di genere (quelli, che per inciso, dovrebbero spingere i maschietti a diventare "veri uomini")...
Spongebob è fanciullesco, gentile, educato, sensibile, sempre pulito ed elegante e non si fa alcun problema a mostrare i propri sentimenti e il proprio affetto verso gli amici (di ambo i sessi)... Tutte cose che cozzano in maniera abbastanza forte col classico stereotipo del maschio eterosessuale rude e tutto d'un pezzo. Oltretutto la caratterizzazione di questo personaggio prevede due belle guanciotte e due occhioni languidi, muniti di lunghe ciglia... Tutte cose che, presumo, indispongono chi vuole conservare il potere tramite il mantenimento di un cultura molto tradizionalista. Quindi, tutto considerato, il comportamento dell'Ucraina può essere disapprovato, ma non è del tutto inspiegabile.
Oltretutto i bambini che oggi vedono Spongibob potrebbero davvero correre il rischio non tanto di diventare omosessuali (a meno che non lo siano già, ovviamente), quanto di diventare più tolleranti nei confronti degli omosessuali stessi, innescando così un pericolosissimo processo di modernizzazione... Che ovviamente la Commissione Nazionale sulla moralità non può permettere! Altrimenti fra qualche anno l'Ucaina potrebbe ritrovarsi piena di giovani sovversivi con idee troppo aperte e troppo in contrasto con la moralità tradizionale, la cui stabilità garantisce il potere a chi già lo detiene... E questo spiega perchè l'Ucraina ha deciso di vietare anche molti altri cartoni animati che arrivano dall'occidente e dal Giappone... Un vero peccato, ma se non altro questo prova che in un cartone animato - a volte - c'è molto di più di quello che sembra. E forse anche dietro ad un videogioco. Dico questo perchè, anche in tempo di crisi economica globale, i gaymers (gli appassionati gay di videogiochi) hanno dato una bella prova di sè. Mi riferisco all'iniziativa di promozione dal basso partita da alcuni appassionati di San Francisco, cha hanno messo in piedi un comitato promotore per la realizzazione della GaymerCon, una convention pensata su misura per gli appassionati gay di videogiochi...
La cosa davvero interessante è che grazie alla loro proposta e alla raccolta fondi sul sito kickstarter (sempre lui) sono riusciti a racimolare oltre 60.000 dollari in meno di un mese, riuscendo a superare ampiamente il loro obbiettivo iniziale. Evidentemente le oltre 1000 persone che hanno fatto una donazione sentivano la necessità di una manifestazione del genere e questa cosa, probabilmente, per i gay italiani è alquanto inconcepibile. Per una questione di formazione culturale e di "percezione" della condizione omosessuale.
Quindi, per farvi capire al meglio le loro motivazioni, qui di seguito vi traduco la presentazione del loro progetto su kickstarter e i motivi che li hanno spinti a pensare questa cosa:

" Il senso della comunità è importante. Noi crediamo che ci siano un gran numero di gay, lesbiche, transgender, Genderqueer, Bisessuali fra la gente là fuori, di ogni colore e credo, che alla fine della giornata si scoprono geek, e cioè appassionati di videogiochi, giochi da tavolo, tecnologia, fumetti e tante altre cose divertenti. E crediamo che che sia giunto il momento di offrire spazi per la creazione di una comunità per queste persone, e in particolare per i gaymers: uno spazio più tollerante e più sicuro in cui giocare liberamente."
 
"Gli stereotipi sui giocatori sono molti, ma il punto è che nella percezione generale i giocatori di solito sono ragazzi etero, bianchi, che smanettano furiosamente
in stanze buie. Non è la realtà. I giocatori sono di tutte le età, generi, razze e identità sessuali. Purtroppo pregiudizi e stereotipi tra i giocatori esistono e possono creare un ambiente ostile per le minoranze nelle comunità di gioco. Prova a partecipare abbastanza a lungo ad un qualsiasi gioco on-line e comincerai a sentire insulti omofobi, razziali, e misogini, lanciati senza pensarci due volte. I giocatori, nel loro complesso, hanno dovuto trovare spazio per se stessi in una società che, per lungo tempo, li ha trattati come estranei e squinternati. Sono cresciuti insieme e hanno creato una vera e propria comunità di persone, ma che non è sempre accolgiente, se non si rispetti certi schemi. I gaymers dovrebbero avere diritto allo stesso senso di comunità e di appartenenza. Quindi abbiamo intenzione di creare uno spazio dove tutti i giocatori e geek queer possono incontrarsi in un contetesto accogliente e sicuro.Questo spazio è GaymerCon."

Devo ammettere che detta così sembra tanto la promozione di una riserva indiana, ma leggendo fra le righe si capisce che il proposito di questa iniziativa non è quello di creare un ghetto, ma un punto di partenza per raccogliere i gaymers e creare anche per loro una comunità capace di agire per combattere le intolleranze e i pregiudizi. Insomma, il classico esempio di cosa totalmente avulsa dal concetto italiano di comunità gay, anche perchè la tipica mentalità gay italiana è sempre rimasta  indietro di qualche decennio rispetto agli USA. In ogni caso, visto che siamo in tema di giochi e di USA, chiudo il post di oggi segnalandovi che la Mattel, ancora una volta, vuole tentare la carta delle bambole gay friendly per collezionisti (qualche anno fa pensò persino ad uno Sugar Daddy Ken)... E infatti a breve sarà disponibile The Blonds Blond Diamond Barbie Doll (foto sotto), che di fatto sarà una vera e propria Barbie drag queen! 


 Costerà ben 125 $ ed è stata progettata dagli eccentrici stilisti newyorkesi David e Phillipe Blond (meglio noti come The Blonds, che vedete nella foto sotto), che - oltre ad essere rispettivamente gay e crossdresser - hanno contribuito da diversi anni ad arricchire il guardaroba di varie icone musicali gay, da Britney Spears a Katy Perry, e che da tempo coltivavano il sogno di poter firmare una loro Barbie...
Sogno che finalmente si è realizzato, con tutta una serie di inevitabili polemiche, persino sulla stampa cattolica italiana... Come se davvero questa Barbie da 125 $ fosse stata progettata per finire in mano a delle bambine di pochi anni...
Ah! I giornalisti italiani! Se non ci fossero non sapremmo mai quanto ne potremmo fare a meno!
Alla prossima!

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Bell'iniziativa! :D
Comunque.. che fine hanno fatto gli speciali sulle barbie?
Non ci credo che non avessero un gran riscontro di lettori, pure io, non avendo alcun feticcio per le bambole ed affini, ho trovato quegli articoli molto divertenti e interessanti :)

Stefano

Wally Rainbow ha detto...

Beh, in realtà erano dei speciali su Ken e non su Barbie, ed ero arrivato alal fine degli anni '80 :-) MI sarebbe piaciuto proseguire con gli anni '90 e 2000, ma quando ho sospeso l'appuntamento nessuno ha detto niente (o quasi), quindi ho pensato che non interessasse granchè. Qualcun altro vorrebbe che riprendessi a parlare di Ken e dei suoi risvolti gay???

Anonimo ha detto...

Io seguo da poco il tuo blog, arrivo sempre un po' tardi alle cose, ma ti faccio i complimenti e ringrazio per tutte le informazioni! Il fumetto a tematica LGBT può diventare una chimera ed è bello sapere di un blog così esaustivo. Cos'è questa storia di Ken e Barbie? Voglio saperne di più! :)

Anonimo ha detto...

Anche no... è una tale baggianata...

Wally Rainbow ha detto...

Anni fa su questo BLOG dedicavo gli aggiornamenti del sabato alla storia di Ken, commentando i vari modelli che sono usciti a partire dai primissimi negli anni '60... E ovviamente lo facevo in chiave gay. Ma mi sono fermato alla fine degli anni '80. rimarrebbero da esplorare almeno due decenni di follie :-)

Anonimo ha detto...

Io sono favorevole e... come faccio a recuperare le puntate precedenti?

Fabrizio MAZZOTTA ha detto...

Valeriano!!! Riprendi la storia di Ken! Seguivo con piacere l'evoluzione del bel pupazzo! ;) ...Io credevo che ti eri stancato tu!

La Cozza ha detto...

ti ho appena scoperto e TI ANO.