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lunedì 22 luglio 2013

BOXTROLLS E FAMIGLIE GAY

Ciao a tutti, come va?
Vi ho recentissimamente parlato di come a Hollywood il parere, e le reazioni, della comunità LGBT e dei loro sostenitori (che sono sempre di più) siano tenute in crescente considerazione. Anche perchè dalle parti di Hollywood, al di là di un certo inevitabile opportunismo, ci sono molte persone che effettivamente hanno sposato la causa dei diritti gay. Così non stupisce più di tanto che alcuni di loro manifestino apertamente la loro posizione già dai trailer dei loro film di imminente uscita. Questo, di per sè, è qualcosa di positivo, ma non proprio eccezionale. Tuttavia può diventare degno di nota se parliamo del trailer di un film di animazione che si rivolge ai più piccoli.
E forse qualcuno di voi avrà già capito che mi riferisco a BOXTROLLS...
Il film è in arrivo a settembre, ma ovviamente i trailer sono già in circolazione. Nel trailer in questione si parla di come i bambini possono avere famiglie (vittoriane) di vario tipo, comprese quelle composte da due padri o due madri... O magari dai trolls in scatola protagonisti del film...
Il trailer, da solo, lancia già un certo messaggio educativo, e a quanto pare chi sta dietro a questo progetto ci teneva in modo particolare a lanciarlo. Al che, vi chiederete, chi c'è dietro a Boxtrolls? Domanda legittima. Dietro a Boxtrolls c'è la Laika Film, diretta dal rampante trentanovenne Travis Knight (foto sotto), responsabile del cult dark Coraline e di quel ParaNorman che qualche tempo fa ha sorpreso un po' tutti con il suo finale inaspettatamente gay friendly (con tanto di coming out di uno dei giovani protagonisti).
A questo punto penso sia corretto specificare due cose: la prima è che Travis Knight è eterosessuale (ha da poco festeggiato la nascita del suo terzo figlio), e - seconda cosa - ha una genuina passione per l'animazione. Nel senso che, essendo il figlio del proprietario della Nike (che non è esattamente il calzaturificio dietro l'angolo) avrebbe potuto dedicarsi a tutt'altro o magari vivere di rendita per il resto dei suoi giorni, piuttosto che imbarcarsi nel rischiosissimo settore dei film di animazione (peraltro col sostegno di papà).
Comunque, a proposito della rappresentazione dell'omosessualità nei film da lui prodotti, all'Hollywood Report ha detto che:

"Non vogliamo essere attivisti a tutti i costi. Stiamo solo cercando di essere quello che siamo. Tutta l'arte e tutti gli artisti hanno un punto di vista, un modo di guardare il mondo. Vogliamo fare dei originali, che si facciano ricordare e che abbiano qualcosa di significativo da dire."

E poi ha aggiunto che:

"Ci saranno di sicuro persone che, semplicemente, non saranno d'accordo col nostro punto di vista, e le capiamo, ma di certo noi non indietreggieremo per paura delle conseguenze. Il genere di film che facciamo deve essere coerentecon i nostri valori e con il nostro modo di guardare il mondo. Questo, a volte, vuol dire che qualcuno si deve rassegnare."

Niente male per il figlio del boss della Nike. Da notare, comunque, che la Nike ha sempre supportato la causa gay, sponsorizzando anche delle manifestazioni importanti. Evidentemente sia Travis che il suo babbo Phil (che vedete qui sotto) la pensano allo stesso modo.
Davvero un peccato che degli imprenditori di questo livello, che siano anche così illuminati e schierati, in Italia ce li possiamo solo sognare.
Tra l'altro tutto il film Boxtrolls, ispirato ad un racconto di Alan Snow, mira proprio ad essere un'unica lunga riflessione sul senso della famiglia e su cosa rende una famiglia tale, quindi potrebbe essere un film dai risvolti decisamente interessanti.

Staremo a vedere.

Alla prossima.

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