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martedì 8 agosto 2017

OMOSESSUALI DI MEZZA ESTATE

Ciao a tutti, come va?

Prima di tutto una piccola informazione di servizio: Facebook ha disabilitato il mio account perché è stato usato per fare spamming selvaggio (ovviamente NON da me) e così se siete fra i miei contatti Facebook e sono misteriosamente diventato inaccessibile non è perché vi ho bloccato o cose del genere. Spero tanto che la cosa si risolva bene, e in fretta, e nel caso vi aggiornerò.

Detto ciò, anche se siamo in pieno agosto, gli spunti per animare i post di questo blog non mancano, e in particolare non mancano gli spunti per tornare a parlare di quello che succede nel fumetto italiano, e in particolare nel fumetto italiano che arriva in edicola in questi giorni roventi...

In realtà, tanto per cambiare, non si tratta di spunti particolarmente allegri, però a prescindere da tutto credo che sia abbastanza interessante notare che - da un punto di vista prettamente numerico - le tematiche LGBT negli ultimi anni sono diventate una specie di tormentone estivo per l'editoria a fumetti, e sono molto curioso di vedere se questa tendenza verrà confermata anche in futuro o se si tratta solo di semplici coincidenze.

Detto ciò i titoli che vado a segnalarvi oggi sono un po' difficili da commentare, nel senso che dimostrano quanto ancora può essere contraddittorio, e in un certo senso "difficile", il rapporto fra i fumetti italiani che puntano a una diffusione più ampia e le tematiche omosessuali...

Ad esempio: con un tempismo un tantino inquietante, visto che Giuseppe "Pino" Pelosi è morto il 20 luglio scorso, a fine luglio è arrivato in edicola il nuovo albo dedicato all'italianissimo e spietatissimo vampiro mercenario Pietro Battaglia... Che, essendo coinvolto in qualche modo in tutti i più grandi misteri insoluti della storia italiana, non poteva non avere a che fare anche con l'omicidio di Pier Paolo Pasolini.

Siccome la storia è un po' intricata e lo scopo di questo blog non è quello di recensire gli albi in quanto tali, quello che ci tenevo a sottolineare oggi era il fatto che in queso albo - cruento e cinico come da prassi - c'è modo di dedicare qualche pagina anche alle abitudini sessuali di Pier Paolo Pasolini. Così, finalmente, dopo tanti fumetti italiani dedicati a Pasolini in versione angelicata ne abbiamo uno che non gira attorno all'argomento...



Sul fatto che, per tanti motivi, Pier Paolo Pasolini frequentasse ragazzi di strada non ci piove. Sul fatto che potesse avere tendenze masochiste, vero o no che sia, non mi soffermo perchè è tutto sommato irrilevante. La cosa che mi ha lasciato un pochetto perplesso è che alla fine questo fumetto - che pure ha osato tanto - presenta una versione dell'omicidio molto simile a quella che - per diversi decenni - fece passare Pier Paolo Pasolini per un omosessuale vizioso che se l'era andata a cercare, e cioè la versione secondo cui Pino Pelosi (che vedete qui sotto in una foto dell'epoca) lo avrebbe ucciso per via delle sue avances troppo pesanti il giorno del loro primo incontro, dopo essersi fatto offrire la cena...

Il punto è che qualche anno fa, molto tempo dopo avere scontato la sua pena, Pino Pelosi ritrattò tutto e disse che era solo andato ad appartarsi con Pier Paolo Pasolini (come aveva già fatto molte altre volte, da diversi mesi). Secondo questa nuova versione i due erano stati seguiti (da parecchie persone, almeno sei) e lui - suo malgrado - assistetette all'omicidio per poi essere praticamente obbligato a costituirsi dichiarando il falso, per proteggere la sua famiglia e se stesso dagli assassini (e da chi, forse, quell'omicido lo aveva commissionato).

Alcune indagini sulla malavita locale, condotte per tutt'altro motivo, pare che avessero individuato in alcuni giovanissimi rapinatori seriali (CLICCATE QUI) alcuni dei misteriosi assassini,  ma quella pista non venne approfondita più di tanto, visto che il processo era già in corso e c'era già un reo confesso... Che oltretutto era molto conveniente incolpare per evitare indagini di altro tipo.

Tra l'altro pare che prima di vedere Pino Pelosi il regista avesse offerto la cena ad un misterioso ragazzo biondo, di cui però si sono perse subito le tracce, e questo è solo un esempio delle tante incongruenze che circondano i fatti di quella notte...

Nella versione a fumetti di cui stiamo parlando, invece, Pier Paolo Pasolini è attirato in una trappola da alcuni ragazzi di strada guidati proprio da Pino Pelosi (che ha conosciuto quella notte), che vogliono rapinarlo e poi perdono il controllo (anche se il colpo di grazia arriva da Pietro Battaglia, assoldato dai "poteri forti" per eliminare la sua scomoda presenza).




Ora: non spetta certo ad un fumetto il compito di riabilitare la memoria di Pier Paolo Pasolini, o magari quello di presentare sotto una nuova luce il mondo dei ragazzi di strada degli anni Settanta, però diciamo che questa mi è sembrata un'occasione mancata... I fatti si sarebbero potuti presentare in mille altri modi fantasiosi, senza omettere le abitudini sessuali della vittima o le sue frequentazioni di prostituti minorenni disagiati, però si è scelto di puntare ancora su un'interpretazione molto tradizionale dei fatti... E, forse, presentare - di nuovo - Pier Paolo Pasolini come una vittima delle sue libidini e di un ragazzino che ha incontrato per la prima volta  (e che, in questo caso, era anche la mente diabolica che lo aveva attirato in trappola) non è stata esattamente una scelta felice...

Non quando si fa ancora tanta fatica a superare il concetto di "torbido mondo omosessuale", con tutto il suo corollario di vizi e delitti, tanto caro alla stampa italiana...
 
Tantopiù che, altra coincidenza inquietante, proprio in queste settimane i giornali si sono imbattuti un nuovo truce delitto consumato nel "mondo omosessuale", questa volta dalle parti di Napoli... Con tanto di ritrovamento del cadavere della vittima fatto a pezzi (e anche in questo caso ci sono molte cose che non tornano e parecchie dichiarazioni false).

Morale della favola: il fumetto di Battaglia con Pier Paolo Pasolini, considerando che agli autori è stata data carta bianca, avrebbe potuto davvero presentare una versione aggiornata e meno scontata dei fatti, o magari approfondire l'omosessualità del regista in maniera originale... Però si è preferito puntare sull'effetto "exploitation", con tutto quel che ne consegue. Onestamente non so se è stata una scelta commerciale o stilistica, una svista o che altro, ma sfogliando questo albo - in certi punti - mi pareva di avere per le mani un tascabile "per adulti" degli anni Ottanta... Di quelli che si ispiravano ai fatti di cronaca per realizzare fumetti che puntavano sui loro lati più sordidi, stando bene attenti a gratificare l'ego del pubblico confermanto i suoi pregiudizi, in particolare su argomenti come l'omosessualità e via dicendo.

Diciamo, quindi, che questo fumetto ha preferito presentare un Pasolini un po' squallido, che viveva un'omosessualità compulsiva e ad alto rischio. Un po' come quello visto nel film "Pasolini" di Abel Ferrara (2014), piuttosto che come quello proposto da Federico Bruno in "Pasolini, la verità nascosta" (2012)... Un film che puntava l'attenzione su un'interpretazione dei fatti diversa e che - guardacaso - in Italia nessuno ha mai voluto distribuire... Il tutto mentre Pino Pelosi, negli ultimi anni, si stava dando parecchio da fare per dire che in realtà l'omicidio di Pier Paolo Pasolini non aveva niente a che fare col fatto che fosse omosessuale...

Quindi vedere circolare un fumetto che calca ancora la mano su certi aspetti della vicenda, dipingendo in un certo modo il "torbido mondo omosessuale" in cui si aggirava il regista, sembra tanto un fan service per gratificare un certo tipo di pubblico. Un genere di pubblico che da un fumetto su Pier Paolo Pasolini si aspetta esattamente certe situazioni e che si aspetta esattamente un Pino Pelosi dipinto in un certo modo... E sarebbe stato davvero interessante sapere cosa ne avrebbe pensato il diretto interessato, se non fosse venuto a mancare pochi giorni prima della distribuzione di questo fumetto.

Intendiamoci: parlando di fumetto italiano l'albo di Battaglia ora in edicola resta una delle cose più interessanti, coraggiose e originali che si possono acquistare in questi giorni, ma questo non è necessariamente un complimento in senso assoluto. Soprattutto considerando che siamo nel 2017 e che in media i fumetti italiani che parlano di omosessualità continuano a farlo in maniera abbastanza datata e contraddittoria...

E questo mi porta al secondo titolo di cui vorrei parlare brevemente oggi, e cioè il nuovo Dragonero Speciale (con una bella copertina di Jacopo Camagni, che una volta tanto è in grado di rendere al meglio il sex appeal del protagonista).

La questione, in questo caso, è particolarmente interessante... Visto che si parla di una Principessa dei regni meridionali che ha un legame molto importante con la sua guardia del corpo, che OVVIAMENTE non può che essere una virago molto mascolina: un legame che in qualche modo è legittimato dal fatto che sono "spose di scudo e spada".

Quindi nel mondo fantasy di Dragonero hanno fatto la loro prima timida comparsa dei riconoscimenti pubblici per le unioni omosessuali? Prima di gridare al miracolo è meglio proseguire la lettura. Infatti la principessa viene rapita mentre si dirige dal suo promesso sposo (?) e la sua amata guardia del corpo assieme al titolare della serie, Ian, si mette alla sua ricerca. Così si scopre che essere "spose di scudo e spada" non implica l'esclusiva, e che anzi è una forma di legame (o un patto di tutela a senso unico, fatto dal soldato nei confronti del nobile) che può essere portato avanti nella misura in cui non intralcia il matrimonio tradizionale del nobile e i suoi doveri (compreso quello di fare figli). La nostra guardia del corpo pare convinta che nessun matrimonio possa intaccare due "spose di spada e scudo", ma è evidente che in questo modo il loro rapporto è considerato una relazione secondaria rispetto a quella matrimoniale tradizionale...

E così, ancora una volta, se in un fumetto Bonelli si fa qualche passo avanti resta buona prassi farne un paio indietro, per non indisporre troppo un certo tipo di pubblico. E infatti, quando il gruppo dei soccorritori ha bisogno di procurarsi alcune cavalcature, la nostra prode guardia del corpo non ci pensa due volte è offre le sue prestazioni sessuali come forma di pagamento... E a quanto pare lo fa anche con un certo dvertimento... Perchè, come da tradizione, nel fumetto popolare italiano le lesbiche al 100% non esistono e non si fanno troppi problemi a dimostrarlo appena se ne presenta l'occasione... Possibilmente con l'esibizione delle loro virtù a favore di pubblico.




Piccola osservazione personale: se questo fosse stato un fumetto fantasy davvero moderno lei si sarebbe offerta, ma i focosi beduini avrebbero potuto dichiarare di preferire Ian (o magari il terzo membro del terzetto dei soccorritori, Etor), anche perchè non c'è scritto da nessuna parte che chi ha il coltello dalla parte del manico - in questi casi - debba essere sempre eterosessuale... Anche se ovviamente nel fumetto popolare italiano è una legge inviolabile...

Così come è una legge tendenzialmente inviolabile quella che prevede, in un modo o nell'altro, che chi è omosessuale debba essere un personaggio negativo o - se positivo - debba passare dei guai (sempre che il destino non si sia già accanito a sufficienza, ovviamente). E così la nostra bella Principessa si ribella allo stregone che l'ha rapita e vuole stuprarla, e dopo una collutazione (rigorosamente in topless) ha la meglio, ma viene colpita da un raggio di luce che la accieca e le deturpa il viso...

Spero vivamente che in futuro questa menomazione possa acquistare un qualche senso, perchè messa giù così sembra davvero il solito accanimento gratuito nei confronti del personaggio omosessuale di turno, che in quanto omosessuale non può sperare di farla franca dall'inizio alla fine - per giunta scambiando effusioni - senza pagare pegno... Tra l'altro non solo la bella Principessa viene deturpata, ma alla fine della storia inizia a presentarsi come una santa miracolata, o qualcosa del genere, e sarebbe molto interessante analizzare i sottointesi - più o meno volontari - di questo radicale cambiamento di look.

Le ultime pagine dell'albo lasciano intendere che la vicenda avrà un seguito, anche perchè il promesso sposo della principessa di vedrà arrivare un "articolo difettoso", e non è detto che la prenderà bene. Quindi diciamo che c'è ancora la speranza che  questa vicenda possa avere degli sviluppi interessanti e meno "vincolati" ad un certo modo di intendere le lesbiche nel fumetto popolare italiano.

Vedremo.

E vedremo se in futuro nelle storie di Dragonero appariranno anche degli SPOSI di scudo e spada, intesi come coppia di uomini, anche se al rigurardo nutro dei seri, serissimi, dubbi.

Il punto è che la storia che vi ho segnalato si presenta molto meglio rispetto a tante altre che hanno trattato certi temi negli ultimi anni, ma - come nel caso dell'altro fumetto di cui ho parlato oggi - ha un sapore retrò che inizia ad essere davvero fuori luogo. Certo tutto è relativo, e rispetto ad altri titoli della stessa casa editrice è molto "avanti", come si dice... Il problema, però, è che al giorno d'oggi essere autoreferenziali non aiuta, e non sarebbe male guardare più spesso alla situazione nel suo insieme.

Alla prossima.

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