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giovedì 31 maggio 2018

SOVRAPPOSIZIONI INCLUSIVE...

Ciao a tutti, come va?

Probabilmente tutti, chi più chi meno, sapete che cos'è la cultura leather.  Però, siccome non voglio correre rischi, ve lo riassumo brevemente (^__^).  Con la fine della Seconda Guerra Mondiale negli USA iniziarono ad andare di moda giacche e indumenti in cuoio dal taglio militare: un po' perchè era un ottimo modo per riciclare i fondi di magazzino dell'esercito e un po' perchè molti reduci avevano iniziato ad apprezzare questo genere di abbigliamento. Nel frattempo tanti dei reduci di cui sopra iniziarono a cercare un'identità diversa, nuove passioni e un nuovo senso della vita, non necessariamente in linea con le aspettative della bigottissima società di quel periodo. Ad esempio una vita a cavallo di una moto di grossa cilindrata. Così iniziarono a diffondersi i biker, che resero ancora più iconico l'abbigliamento in cuoio, grazie anche ad una serie di film come quelli interpretati da Marlon Brando.

A quel punto fu quasi inevitabile che l'abbigliamento leather diventasse un nuovo simbolo di virilità e fascino maschile, ma anche un vero e proprio feticcio sessuale. La cosa divenne particolarmente evidente nella comunità gay, alla ricerca di una nuova dimensione meno legata agli stereotipi di "femminilità mancata" che l'avevano sempre accompagnata. A quel punto iniziò a farsi notare l'illustratore Tom of Finland, che con i suoi disegni mise nero su bianco le nuove aspirazioni estetiche e sessuali del mondo gay, e di fatto divenne il vate di questa nuova tendenza... Che si sarebbe affermata sempre di più nei decenni successivi, contribuendo - e non poco - a svecchiare l'immagine dell'omosessualità e le aspirazioni della comunità gay.

Col tempo il leather divenne una vero e proprio ramo a parte della cultura gay, con i suoi riferimenti letterari, estetici, pornografici, artistici e via discorrendo.  E ovviamente con i suoi eventi, i suoi festival, le sue rassegne, ecc. Soprattutto negli USA e nell'Europa del Nord. Adesso, in realtà, il leather in quanto tale non va più di moda come un tempo (soprattutto se non è associato ad altri feticismi, come il BDSM), e questo è evidente soprattutto fra i giovani gay (che, come è ovvio che sia, hanno altri riferimenti culturali e altri modelli estetici), ma alimenta ancora un giro di appassionati molto numeroso. Uno degli eventi storici che, ad esempio, ha appena festeggiato la sua quarantesima edizione, è stato il concorso di Mr. International Leather, che come da tradizione si è tenuto a Chicago. Il vincitore di quest'anno, James Lee, lo vedete nelle foto sotto (il secondo da sinistra).

Ovviamente non è del vincitore di Mr. International Leather 2018 che voglio parlarvi oggi. Dovete sapere che questo concorso, a differenza di buona parte dei concorsi "di bellezza" che ci sono in giro è un vero e proprio evento culturale, con un ricco programma di conferenze, dibattiti, appuntamenti, stand commerciali, sfilate, proiezioni e via dicendo. E quest'anno il tutto è durato dal 24 al 28 maggio. Fra le varie iniziative e le varie proposte dedicate alle molteplici sottocategorie del mondo leather penso che sia interessante segnalarvi che, nel programma, è stato inserito per il secondo anno consecutivo il POW!, e cioè il ritrovo ufficiale per i feticisti dei supereroi e dell'immaginario pop... Che ovviamente si sono dati appuntamento indossando un abbigliamento appropriato... E adeguatamente reinterpretato...

Quindi, per farla breve, è da un paio d'anni che una delle manifestazioni più importanti per la comunità gay leather (CLICCATE QUI per avere maggiori informazioni e leggere tutto il programma) ha, in un certo senso, riconosciuto ufficialmente la comunità dei feticisti dei supereroi, che a giudicare da alcuni costumi (e da alcune interpetazioni) sono in buona parte dei reali appassionati di fumetto e immaginario pop...

Qui sotto vi faccio vedere qualche esempio, così se siete degli appassionati anche voi potete fare caso ad alcuni dettagli che non verrebbero mai scelti da dei semplici esibizionisti...










Quindi diciamo che negli USA, se sa una parte c'è il mondo degli eventi che ruota attorno all'immaginario pop che - da tempo - ha inserito ufficialmente certi temi nei propri programmi, è anche vero che nel mondo degli eventi "storici" della comunità gay americana si inizia a riconoscere ufficialmente gli appassionati di immaginario pop. E direi che questo è un segnale estremamente interessante, che probabilmente rappresenta solo l'inizio di un percorso che nel prossimo futuro potrebbe riservare ancora molte sorprese.

Anche perchè, adesso, quella parte di comunità LGBT appassionata di immaginario POP può fare da ponte per mettere in comunicazione due mondi che fino a pochi decenni fa sembravano destinati a non trovare mai un terreno comune. E il tutto va inquadrato, probabilmente, in un fenomeno di integrazione che sta avvenendo su una scala molto più ampia.

Da notare che in Italia, disgraziatamente, se le maggiori manifestazioni fumettistiche stentano anche solo ad usare la parola "gay" (figuriamoci poi ad organizzarsi per mettere al centro un certo tipo di tematica e un certo tipo di pubblico), è anche vero il mondo gay del nostro paese sembra ancora voler viaggiare su binari paralleli a quelli degli appassionati di immaginario pop, senza riuscire a creare un reale collegamento con loro...

Quando e se le cose cambieranno non so ancora dirvelo, ma sperare non costa nulla.

Alla prossima.

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