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giovedì 4 giugno 2009

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte! Come state??? A quanto pare in questi giorni sembra proprio che le mostre e le iniziative artistiche sbuchino come funghi... E sperando di offrirvi un servizio gradito continuo a segnalarvele man mano che mi capitano sott'occhio... Se questo week end le votazioni non vi coinvolgeranno più di tanto e vi trovate a New York (sempre ammesso che non siate a Zurigo per l'Europride), vi ricordo che dalle parti della grande mela il 6 giugno - oltre alla seconda edizione dell'OSO ORO - si terrà anche la nuova edizione del Museum of Comic and Cartoon Art Festival (per gli amici MOCCA) Art Festival. Si tratta di un vero e proprio Festival del fumetto indipendente e autoprodotto (www.moccany.org), che come ogni anno riserva i suoi spazi anche al fumetto GLBT.
Se però volete (o dovete) rimanere in Italia vi ricordo la mostra "Robert Mapplethorpe, la perfezione nella forma", che sarà aperta fino al 27 settembre. Fra le opere molti studi di nudo dal sapore omoerotico. La sede dell'esposizione è la Galleria dell’Accademia in Via Ricasoli, 58-60, a Firenze. Si tratta di ben 91 scatti di nudo (ma non solo), esposti a 20 anni esatti dalla morte del celebre fotografo (che fu una delle prime e più illustri vittime della prima epidemia di AIDS). Per chi non sapesse chi è Robert Mapplethorpe (anche perchè non è il genere di personaggio che si studia nella scuola dell'obbligo), vi basti sapere che è nato nel 1946 a New York ed è stato uno degli artisti simbolo del movimento di liberazione omosessuale. Come potete intuire dall'autoritratto qui sopra (su internet ho trovato solo questa versione censurata, ma vi garantisco che il manico della frusta è abbondantemente inserito laddove si intuisce...) le sue foto, che avevano spesso una matrice palesemente omoerotica, in più di un'occasione crearono scandali, sequestri, processi e quant'altro...Mettendo in discussione anche l'autorità del National Endowment for the Arts (ebbene sì, in america c'è un ente che sovvenziona gli artisti, e che finì nei guai proprio per aver sostenuto le mostre di Mapplethorpe). D'altra parte certi scatti sono obbiettivamente provocanti, non trovate? Alla fine - però - il buon senso prevalse sempre, e questo portò a uno sdoganamento progressivo e generale della fotografia omoerotica, ma non solo. Infatti pochi lo sanno, ma buona parte della fama di Tom of Finland è dovuta al fatto che Mapplethorpe era un suo ammiratore e collezionista... E questo portò anche allo sdoganamento dell'arte di Tom of Finland presso critici e galleristi, con tutta una serie di benefici per l'arte omoerotica in generale. Quando si dice che da cosa nasce cosa... Fra parentesi pochi mesi prima della sua morte Mapplethorpe fondò la Robert Mapplethorpe Foundation, un'organizzazione filantropica che da allora si batte per la promozione della fotografia a livello di arte a tutti gli effetti, e che - ovviamente - lotta contro tutte le forme di censura. Tanto di cappello. Per maggiori informazioni sulla mostra CLICCATE QUI.
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mercoledì 3 giugno 2009

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte. Qualcuno sostiene che talvolta vado a cercare il pelo nell'uovo, e magari è anche vero, però ci sono delle situazioni in cui non posso proprio fare a meno di esprimere la mia perplessità. Vediamo un po' se stavolta riesco ad esprimermi senza fare la figura di quello che se la prende per nulla... Ordunque: cominciamo dall'inizio, ovvero dal fatto che è dal 2001 che in Francia viene pubblicato il calendario dei rugbysti Dieux du Stade, che - puntando su foto artistiche (ma diciamo pure erotiche) di nudo maschile - è diventato un feticcio per i gay di tutto il mondo... Tant'è che l'idea del calendario coi rugbysti desnudi è stato palesemente scopiazzato persino dagli australiani (col calendario e i DVD Gods of Football... Alla faccia del plagio!). In ogni caso nel suddetto calendario finiscono regolarmente dei rugbysti italiani che giocano nelle squadre francesi, e sono talmente quotati da essersi meritati l'onore della copertina del calendario in più di un'occasione. Nel 2004 fu la volta di Mirco Bergamasco...
E nel 2009 è stata la volta di Sergio Parisse...
Non male considerando quanto sono campanilisti i francesi... Comunque, per la cronaca, la storica direttrice artistica (mentre i fotografi cambiano ogni anno) dei calendari è un'altra italiana, una certa Susanna Cucco, che una volta all'anno lascia Milano per ritrovarsi in mezzo a decine di marcantoni desnudi... Beata lei. Comunque fra tutti questi bronzi di Riace, il sopracitato Mirco Bergamasco spicca perchè spesso viene fotografato assieme al fratello e collega Mauro, giusto per solleticare qualche pruritino incestuoso nel pubblico...
Morale della favola... I rugbysti italiani sono diventati un vero e proprio feticcio estetico gay - al pari delle sculture greche - in tutto il mondo... Facendo versare fiumi di bava (e probabilmente anche di altro) a tutte le latitudini... Divenendo un simbolo di sottile lussuria e di come l'omoerotismo sia stato sdoganato... Grazie alla loro prestanza potrebbero essere motivo di orgoglio e vanto per l'Italia nel mondo e... E l'altro giorno ho scoperto che in Italia è così che vengono presentati nell'ultima campagna pubblicitaria dello sponsor della nazionale italiana di rugby... Vi prego di cliccare sull'immagine per vederla in tutto il suo circense splendore...
OK... Idea carina e simpatica... Però penso che questo dia esattamente la misura della percezione che c'è (o meglio che NON c'è) nel nostro paese della sensualità maschile... Non so se riesco a esprimere quello che voglio dire... Ma ho provato una sorta di disappunto. So che non dovrei e che obbiettivamente in questo volantino non c'è nulla di offensivo... Però spero che mi concederete che, per un gay che sà cosa rappresentano quei rugbysti, vederli messi in quel modo può risultare un po' frustrante e suona come una vaga presa per i fondelli. Possibile che in Italia sia questo il massimo a cui possono aspirare delle icone omoerotiche? O non sarà forse che, visto che i suddetti rugbysti si sono fatti una certa nomea anche da noi (vedi le ospitate dei fratelli Bergamasco nella nostra TV, dove qualche foto di quel calendario salta sempre fuori), c'era la deliberata volontà di privarli di qualsiasi possibile allusione di quel tipo? Chissà... Certo è che calendari di beneficenza belli e gay oriented come quello dei Dieux du Stade in Italia non si sono mai fatti e - vista l'aria che tira - non si faranno ancora per lungo tempo... Ironia della sorte sia i modelli che la direttrice artistica del suddetto calendario sono rigorosamente Made in Italy... Qualunque cosa voglia dire lascia un retrogusto amarognolo, non trovate?
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martedì 2 giugno 2009

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? Ultimamente sto scoprendo che fare tre aggiornamenti fissi a settimana su questo blog è davvero comodo, anche perchè mi permette di prepararli tutti nel week end e di inserire eventuali post imprevisti nei giorni che lascio vuoti, come ad esempio accade oggi. Infatti oggi fra poco un post è necessario per almeno due motivi. Il primo è per dirvi che che Robin Hoog ha superato i 5000 iscritti, un traguardino niente male tutto considerato. La seconda è che fra poco comincerà la Biennale di Venezia, che quest'anno - mi dicono - ospiterà anche qualcosa di Tom of Finland... In realtà non ho ben capito di cosa si tratta, ma quel che è certo è che nel padiglione dei paesi nordici (ti pareva!) verrà allestita una performance (avete presente le rappresentazioni interattive?) che tra l'altro dovrebbe - sempre se ho capito bene - ricostruire una specie di bordello gay in una villa con piscina (allestita per l'occasione), con tanto di escorts che si rilassano (???) e quadri originali di Tom of Finland appesi alle pareti... Questa dovrebbe essere un'anticipazione...

Se qualcuno ha intenzione di verificare di persona di cosa si tratta e poi vorrà riferire questo blog è a disposizione... La Biennale sarà aperta al pubblico da domenica 7 giugno a domenica 22 novembre 2009, ai Giardini (dove verrà allestito questo fantomatico padiglione nordico), all’Arsenale, e in vari luoghi di Venezia. Per maggiori informazioni sull'allestimento del padiglione nordico CLICCATE QUI. Che dire? Mentre in Italia l'arte a tema gay è ancora un tabù, a quanto pare nei paesi nordici è talmente scontata che se la portano alla Biennale di Venezia... Probabilmente i nostri TG non ne parleranno granchè, ma fortunatamente voi che passate su questo blog siete stati messi al corrente per tempo della cosa (^___^).
In ogni caso, visto che siamo in tema di paesi nordici, se questo mese avete in programma di fare un giro in Olanda vi segnalo una bella mostra a tematica gay che si tiene a Rotterdam...
La cosa carina è che completamente aggratis e può essere una buona occasione per conoscere l'arte gay olandese di oggi... Anche perchè l'arte olandese non si è fermata all'epoca dei maestri fiamminghi (^__^)... Che poi - rimanga fra me e voi - vorrei farvi notare come la suddetta mostra sfoggi un bel "Gay Art" sul volantino, termine che dalle nostre parti è ancora pressochè sconosciuto... Tant'è che quando due anni fa venne allestita la più grande mostra a tematica gay mai realizzata in Italia (che suscitò infinite polemiche e venne cacciata da Milano per poi arrivare a Firenze) non solo venne chiamata VADE RETRO (un nome una garanzia!), ma venne definita dal sottotitolo "arte e omosessualità"... Per la serie "usiamo un linguaggio al passo coi tempi". Meno male che esiste internet.
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lunedì 1 giugno 2009

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Ciao a tutti e a tutte, come state? Inizio il mese di giugno rimanendo in tema di fiere e di arte, visto che - perlomeno negli Stati Uniti - anche a giugno certi argomenti non cadono in prescrizione. Ne parlo perchè, fra le tante iniziative dedicate all'arte omoerotica (o più in generale a tema gay), spicca la rassegna OSO ORO, che si tiene a New York ed è giunta alla sua seconda edizione.
Come potete intuire dalla locandina si tratta di un vero e proprio Festival dell'arte bear di respiro internazionale, che ha un occhio di riguardo anche per le opere sudamericane, europee e persino giapponesi (ebbene sì! I bara manga stanno arrivando anche negli USA). Per chi non lo sapesse la cultura bear nasce da una costola della cultura gay, e ruota attorno a quegli omosessuali per cui l'uomo - anche gay - può e deve rispondere ad un'estetica e ad un modo di porsi che non sono quelli delle sfilate di moda, delle sopracciglia rifatte, delle lampade e delle cerette. Per inciso il bear si fa promotore di barbe, baffi e in generale del pelo corporeo. Per il bear l'età e il peso forma non costituiscono un chiodo fisso e, soprattutto, non è fissato con i capi firmati e tende ad avere un modo di fare molto più alla mano rispetto ai classici gay metrosexual e fashion victim. La comunità bear internazionale ha anche una sua bandiera (che probabilmente avete già visto), con l'impronta di un orso e con delle striscie orizzontali che rappresentano il colore dei vari tipi di... Aemh... Pelo.
Una cosa che non mi è mai stata molto chiara è come in Italia il messaggio bear sia stato leggermente modificato: infatti se in buona parte del mondo essere visibilmente obeso non è una caratteristica essenziale dell'identità bear, ma di quella chubby (altra sottocategoria gay), da noi bear e chubby si sovrappongono in maniera un po' troppo tassativa. E questo potrebbe limitare un po' le potenzialità della cultura bear nel nostro paese. Lo dico perchè, forse, un festival come OSO ORO da noi farebbe fatica a trovare sostegno e promozione, visto che propone un ideale bear (massiccio, ma non necessariamente obeso) che non combacia esattamente con quello italiano. Qualche orso D.O.C. in ascolto ha delle opionioni al riguardo?

Sia come sia questa edizione di OSO ORO si preannuncia perlomeno interessante: ci saranno modelli che poseranno dal vivo, opere originali in esposizione e vendita, un concorso di bellezza, bear manga direttamente dal Giappone e per finire una bella festa... Alla modica cifra di 5$ prima consumazione compresa... Non male, vero? Tuttavia ci tenevo a segnalare la cosa soprattutto perchè testimonia come nella cultura gay americana iniziano a farsi largo anche i bara manga (al punto da essere messi su entrambe le locandine di OSO ORO di quest'anno), e questo può essere un segnale positivo per il panorama fumettistico gay americano, che effettivamente da alcuni anni è abbastanza ripiegato su sè stesso... Staremo a vedere, e staremo a vedere se l'onda lunga di questi benefici arriverà anche da noi. Alla prossima.
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