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sabato 7 dicembre 2013

KEN STORY 1990

Ciao a tutti, come va?
Come promesso da oggi riprendo il filo della storia di Ken, laddove l'avevo interrotta anni fa (facendo entrare quegli storici post nella leggenda). Per chi non li avesse mai letti qui di seguito trovate i link:
KEN STORY 1 (anni '60)
KEN STORY 2 (anni '70)
KEN STORY 3 (anni '80 parte 1)
KEN STORY 4 (anni 80' parte 2)
E così anche i nuovi lettori possono rinfrescarsi la memoria in vista della caterva di cose che andrò a mostrarvi in questo e nei prossimi sabati, visto che dagli anni '90 in poi il signor Ken Carson è sbocciato come non è mai avvenuto prima, con una pletora di incarnazioni molto interessanti e arrivando al giorno d'oggi pià spumeggiante - e fashionista - che mai...
Bando alle ciancie, quindi, e ripartiamo dagli albori degli anni '90, che per Ken sono nati all'insegna della trasgressione (e della tinta biondo paglierino ereditata dagli anni '80)... Nel senso che il primo Ken del 1990 è stato un Ken a identità multipla: COSTUME BALL KEN, che si presentava in un elegante completo, ma aveva a disposizione anche un costume da pirata e uno da sultano indiano completo di mascherina sexy...
L'ideale per darsi alla pazza gioia di nascosto dallo sguardo vigile di Barbie (che evidentemente iniziava a risultare un po' opprimente) senza farsi riconoscere, ma senza rinunciare al suo sex appeal, insomma. E ovviamente era possibile mixare i vari capi d'abbigliamento: prego notare quanto stava bene con il turbante alla Wanda Osiris e col giacchino piratesco di payettes fucsia, che esaltava la sua naturale virilità...
Da notare che in quello stesso periodo anche l'omonimo amico di colore del nostro eroe si presentava con la stessa tenuta, presumibilmente con grande gioia del Ken ufficiale, che aveva così un compagno di marachelle degno di lui.
Sia come sia i primi anni '90 erano anni gggggiovani per i gggggiovani, e Ken sapeva divertirsi anche con un guardaroba meno ricercato, che magari poteva mettere in risalto la sua giovanile esuberanza di tipico ragazzo americano che entrava negli anni '90... Ovviamente con il suo stile sobrio... E così ecco arrivare ALL-AMERICAN KEN, con tanto di sponsorizzazione occulta di un noto marchio di scarpe sportive munite di lacci rosa fucsia, perchè negli anni '90 il dettaglio iniziava ad avere il suo peso...  E probabilmente anche la segnaletica stradale, a giudicare dalla sua felpa (che comunque ha una bella scollatura sexy)...
Da notare la scritta sulla scatola che incita a "divertirsi all'americana"... Il che - osservando con attenzione la posizione in cui tiene le mani - lascia spazio a molte interpretazioni. Ovviamente Ken non dimentica la sua passione per lo sci, anche se giustamente sta al passo coi tempi e SKY FUN KEN arriva con un bello snowboard in tinta con la sua tutina...
Da notare che al collo porta uno sky pass, che potrebbe anche essere colto come un messaggio subliminale per indicare al suo affezionato pubblico le sue preferenze sessuali. Sta di fatto che, fra tanto divertimento, negli anni '90 Ken deve anche affrontare momenti che richiedono un po' di compostezza, e infatti sempre nel 1990 arriva WEDDING DAY KEN!
Ma attenzione: non è Ken che si sposa (siamo seri!), bensì il suo storico amico Alan Sherwood (che frequenta Ken fin dal 1963, e che infine sposa l'amata Midge)... Molte ipotesi si potrebbero fare, ma qui taccio. Siccome so che siete appassionati di gossip mi limito a mostrarvi una bella foto di gruppo dal matrimonio sulla scatola della versione brasiliana... In cui però Alan sposa una certa Vicky e Ken si è tolto la tinta bionda e indossa un abito diverso! L'intreccio si infittisce...
Sia come sia Ken resta un gran festaiolo, nonchè un noto tipo da spiaggia, e non appena ha finito di adempiere al suo ruolo di amico di Alan torna a rilassarsi sulle spiaggie delle Hawaii in versione HAWAIIAN FUN KEN, e cioè sentendosi libero di avere un abbigliamento che esprime al meglio la sua più intima personalità...

D'altra la scatola dice che ha un divertente look da spiaggia, e se è questa la sua idea di divertimento possiamo capire tante cose. E forse riusciamo a capire anche meglio il tutto osservando attentamente il suo look in versione UNITED COLORS OF BENETTON KEN...
Prego notare i pantaloni aderenti, la giacca con fantasia etnica, il foulard rosa confetto al collo e il cappello a tesa larga in stile "signora della pubblicità anni '90 dei Ferrero Rocher"... Questo, però, è ben poca cosa rispetto a quello che si vedrà dal 1991 in poi, ma di questo vi parlerò la prossima volta...

venerdì 6 dicembre 2013

ABEMUS WONDER WOMAN

Ciao a tutti, come va?
Come forse avrete notato in questo BLOG non avevo ancora parlato del sequel di Superman che la Warner Bros sta mettendo in cantiere. Il fatto è che, pur apprezzando l'onesta intepretazione di Henry Cavill, mi sembra che tutta l'operazione messa in piedi dalla Warner non sia altro che un tentativo per cavalcare l'onda del grande successo cinematografico degli ultimi film "a puntate" prodotti dalla MARVEL, e siccome lo sta facendo in maniera abbastanza confusa e tuttosommato goffa volevo avere delle info sicure da condividere...
La goffaggine di tutta l'operazione, che evidentemente vuole sfruttare commercialmente i personaggi DC Comics (visto che la DC Comics da anni è stata acquisita dalla Warner Bros), è abbastanza evidente se si pensa che - per scimmiottare gli incroci narrativi che stanno portando al successo i filmoni della MARVEL - nel secondo capitolo delle avventure del nuovo Superman lo si vuole mettere in coppia con Batman... Il che, in effetti, poteva anche avere senso se si fosse presa in considerazione la recente trilogia cinematografica di Christopher Nolan con Christian Bale nel ruolo del cavaliere oscuro...
Invece per tutta una questione di impegni, budget, contratti e accordi, che è troppo complicato spiegare qui, si tratterà di un Batman che ripartirà da zero in occasione della sua partecipazione al film di Superman. E questo la dice lunga sull'incapacità della Warner di pianificare nel lungo periodo una strategia per i film a base di supereroi. Oltretutto nel ruolo di questo nuovo Batman ci sarà Ben Affleck, noto per la sua scarsa interpretazione nel film che a suo tempo venne dedicato al supereroe MARVEL Daredevil... E infatti gli appassionati di fumetti avevano anche promosso delle petizioni per rimuoverlo dal ruolo prima di dare modo alla Warner di doversi pentire amaramente della sua scelta, ma senza successo...
La cosa più inquietante, però, è che alla Warner - non paghi di accostare due personaggi decisamente complessi da gestire (e che NESSUNO aveva ancor amesso insieme sul grande schermo) - si sono messi in testa di strafare. Così, in questo mega filmone è prevista anche la partecipazione di Wonder Woman! Personalmente ho sempre amato molto questo personaggio e ammetto che mi fa piacere che dopo tanti tentativi andati a vuoto avrà la sua occasione sul grande schermo, ma sicuramente farla esordire in un film in condivisione con Superman e Batman non è esattamente un colpo di genio... Di buono c'è che per il ruolo è stata scelta l'attrice e modella israeliana Gal Gadot, la cui bellezza mediterranea è sicuramente adeguata al ruolo...


La questione, ora, è che per diversi anni (se non decenni) Wonder Woman è stato un personaggio che ha vissuto lontano dai riflettori e, se escludiamo il mondo gay e lesbico che l'ha adottata come icona, il suo mito presso il grande pubblico è tutto da ricostruire.
E da ricostruire per bene.
E qui si vede la differenza fra la Warner e la MARVEL. Nel senso che i MARVEL STUDIOS, di fatto, hanno un rapporto diretto con la casa editrice e stanno gestendo i suoi personaggi pianificando le cose come farebbe una casa editrice (che ovviamente sa come presentare i suoi supereroi - noti e meno noti - al pubblico), facendo film "di" supereroi, mentre la Warner mi dà tanto l'idea di voler fare film "con" supereroi. Nel senso che la MARVEL costruisce film attorno ai supereroi (e con successo), mentre la Warner li usa in funzione dei film che ha in mente.
Cosa che, in effetti, sta facendo anche la SONY con Spider-Man, per cui ha aveva acquistato i diritti dalla MARVEL in tempi non sospetti, mentre la Paramount sta sfruttando i diritti degli X-MEN in maniera già più assennata...
Non so se ho reso l'idea.
Pensare di fare esordire un personaggio potenzialmente esplosivo, e dalla storia complessa, come Wonder Woman in un film che di fatto è dedicato a Superman e Batman, quindi, è una scelta perlomeno discutibile, e non è detto che possa risultare vincente.
E non è nemmeno detto che non finisca per bruciare Wonder Woman per l'ennesima volta.
Oltretutto, se tanto mi dà tanto, non è neanche detto che alla Warner terranno in debita considerazione la personalità di Wonder Woman o il fatto che è diventata un'icona gay e lesbica, col risultato di sfruttare Gal Gadot solo per una questione decorativa.
E sarebbe un peccato.
Staremo a vedere.

mercoledì 4 dicembre 2013

DI MELA IN MELA

Ciao a tutti, come va?
Il 2013 sta entrando nella fase finale ed è tempo di bilanci. Bilanci, ad esempio, che riguardano le censure operate dalla Apple sui prodotti a fumetti venduti tramite i suoi canali. Come forse saprete, infatti, il mondo dei fumetti digitali è in continua espansione, e ovviamente gli editori ci si stanno fiondando in massa cercando di sfruttare al meglio questo mercato sono sempre di più. Tuttavia si stanno moltiplicando anche i casi in cui la Apple pone il veto, per via di contenuti non in linea con la sua politica "per tutti". Il sito di vendita di fumetti digitali Comixology, ad esempio, nel 2013 si è visto bloccare la vedita di ben 59 fumetti a causa dei suddetti contenuti, tra cui l'antologia di fumetti LGBT No Straight Lines (che io possiedo in versione cartacea e posso garantirvi non ha niente di pornografico).
Tra le altre vittime illustri una gran quantità di fumetti che in qualche modo parlano esplicitamente di sesso, anche se in definitiva ne fanno vedere molto poco. E la cosa interessante è che quando ci sono di mezzo delle serie di fumetti può anche capitare che alcuni volumi possano essere venduto e altri no, come nel caso di SEX CRIMINALS, opera di Matt Fraction e Chip Zdarsky, per la quale la Apple ha acconsentito alla vendita del numero 1, ma non del numero 2...
La cosa più ironica, però, è che gli stessi fumetti censurati dalle aplicazioni Apple possono essere acquistati dalla app di Comixology per Android, ed eventualmente convertite per essere visibili su iPhone.
Questa situazione surreale ha spinto l'editore di SEX CRIMINALS, la Image Comics, a prendere una posizione e a dire che:

“La Apple è libera di prendere qualsiasi decisione ritenga migliore per il proprio business, ma c’è un livello di inconsistenza in questa scelta che risulta difficile da comprendere per la comunità creativa. In particolare, c’è poca differenza tra i contenuti di Sex Criminals #1 (che è disponibile sull’AppStore iOS) e Sex Criminals #2 (che è stato respinto). Allo stesso modo, quando si confrontano gli standard di vendita per l’iBookstore con quelli dell’iOS Appstore, non ci sono molti punti in comune, e ciò fa si che decisione come questa possano risultare arbitrarie. Nessuna vera spiegazione è stata fornita in un modo o in un altro e siamo portati a scommettere su cosa abbia portato all’esclusione. È quasi come se la loro mancanza di una politica definita sia la loro politica”.

Vai a capire... Quel che è certo è che, di tanti fumetti censurati dalla Apple, buona parte hanno parole come SEX, XXX e simili nel titolo. L'elenco comprende tra gli altri Black Kiss II di Howard Chaykin, Sex di Joe Casey e Piotr Kowalski, XXXombies di Rick Remender e Keiron Dwyer, i numeri  1-13 di Angry Youth Comix di Johnny Ryan e libri 1-4 della sua Prison Pit, Folly: The Consequences of Indiscretion di Hans Rickheit, tutta la proposta di Fantagraphics Books; cinque yaoi manga (storie d'amore tra due maschi) da Digital Manga Publishing; Chester 5000 di Jess Fink, pubblicato dalla Top Shelf, The Boys: Herogasm di Garth Ennis, Omaha the Cat Dancer e The Story of O, pubblicati da NBM e via discorrendo
Titoli con richiami al sesso, quindi, ma anche titoli che hanno la reputazione di essere erotici, fumetti con copertine ammiccanti e via discorrendo.
In definitiva la sensazione è che  le censure della Apple siano più che altro finalizzate ad un discorso di immagine, presumibilmente per continuare a mantenere la parvenza di una ditta che prende le distanze da certe cose.
Il che potrebbe avere tanti significati, anche se personalmente sono portato a credere che sia tutta un'operazione di marketing finalizzata a tenersi buoni i mercati delle economie emergenti, che guardacaso sono costituiti da nazioni con mentalità abbastanza bigotte e retrograde in fatto di sesso e derivati, e che in fatto di censura se ne intendono.
Ovviamente tutto questo non rappresenta certo un passo avanti per la libertà di espressione, e men che meno un'opportunità per i fumetti LGBT, che magari potrebbero diffondersi più facilmente in contesti in cui abitualmente sono ignorati dagli editori tradizionali...
Tuttavia non si vive di solo iPhone e nel lungo andare non è detto che la Apple abbia da pentirsi di queste scelte.
Staremo a vedere.
Alla prossima.

lunedì 2 dicembre 2013

INDEFINIBILE

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che a volte mi trovo di fronte a delle cose che faccio davvero molta fatica ad inquadrare. In questo caso, ad esempio, mi sono trovato di fronte ad un videogame (che sarà scaricabile come app a partire da metà gennaio) di cui - giuro - faccio fatica a valutare le potenzialità.
Il gioco si chiama Ultimate Gay Fighter e le intenzioni dichiarate dei suoi creatori (che si fanno chiamare League of Oppresive Self Righteous Zealots) è quello di sbattere in faccia al pubblico i peggiori stereotipi legati all'omosessualità, per dimostrare quanto sono ridicoli...
In effetti, analizzando i 13 protagonisti che devono sfidarsi all'ultimo sangue in questo gioco, si ritrovano davvero i peggiori stereotipi legati al mondo gay di oggi... E in effetti gli ideatori di questo gioco sono degli omosessuali statunitensi che lo hanno realizzato con dei buoni propositi... In linea di princicpio. Tuttavia credo che i loro propositi sarebbero centrati solo nel caso che il suddetto gioco sia giocato da gay risolti e molto autoironici (forse troppo), che sanno perfettamente che quelli rappresentati sono degli stereotipi... Cioè, presumo, i tipici rappresentanti della comunità LGBT statunitense (e i loro omologhi di altre nazioni) che vivono in realtà metropolitane abbastanza avanzate e friendly. Il problema nasce dal fatto che questo tipo di gioco viene scaricato da chiunque e in tutto il mondo e forse è in grado di fare più danni che altro. A cosa mi riferisco? Date un'occhiata al trailer e poi sappiatemi dire...
Devo ammettere che se da una parte, negli anni, ho visto che la comunità LGBT statunitense ha prodotto cose eccelse, dall'altra ho notato che sa raggiungere picchi di cattivo gusto al di là di ogni immaginazione. Cattivo gusto che, in effetti, rasenta (e supera) l'offensivo con buona parte dei personaggi che si sfidano in questo gioco.
Infatti o come la sensazione che quando inizierà a diffondersi ci saranno delle reazioni molto forti... Il che, forse, era proprio lo scopo dei suoi creatori, ma quale sarà il risultato finale di tutta questa operazione? I gay nerd super integrati se la spasseranno, ma i ragazzini che vedranno un gioco in cui c'è un personaggio gay con un cappio al collo?
Chissà...
Intanto attendo i vostri commenti.
Alla prossima.