Ciao a tutti, come va?
La notizia di oggi, probabilmente, a noi italiani non cambierà granchè la vita, ma penso che sia comunque importante riportarla... Anche perchè ho la sensazione che non la riporterà nessun altro (tanto per cambiare ^__^)...
Detto in parole molto semplici: con il numero targato aprile 2016 (immagine sotto) cessa le pubblicazioni il mensile giapponese G-MEN, che dal 1995 rappresentava un importante punto di riferimento per i gay giapponesi appassionati di maschi virili e tendenzialmente maturi (anche se ultimamente aveva iniziato a spaziare un po' anche in altri generi).
Il motivo, ovviamente, è quello che vale in tutto il mondo: il calo delle vendite. Nella fattispecie, però, bisogna considerare che i magazine gay giapponesi sono costituiti per la maggior parte della loro abbondante foliazione (sono mallopponi che arrivano anche a 500 pagine) da servizi fotografici erotici, approfondimenti, annunci personali e pubblicità: tutte cose che, ormai, si sono concentrate su internet. Quindi non c'è stato un calo di interesse nei confronti dei manga che ospitava, e infatti l'editore ha annunciato che ha intenzione di continuare a pubblicarli, perlomeno in forma di app per smartphone o e-book... E attraverso le inevitabili raccolte cartacee in volumetti, ovviamente.
E, a proposito di manga, è bene ricordare che G-MEN è stato fondato proprio da Gengoroh Tagame (che ha realizzato le copertine dei primi sessantadue numeri) assieme all'attivista Hiroshi Hasegawa...
Le copertine dal numero 63 al numero 124 (quelle dal 2001 al 2006), invece, sono state realizzate dal bravissimo Jiraya (che, assieme a Gengoroh Tagame, aveva contribuito attivamente alla cura editoriale della pubblicazione in senso lato)...
E non bisogna dimenticare che questo magazine ha tenuto a battesimo una grande quantità di mangaka che hanno contribuito a delineare il genere BARA come noi lo conosciamo oggi: Go Fujimoto, TAMA, Noda Gaku, Kumada Poohsuke, Takeshi Matsu, Kazuhide Ichikawa (di cui vedete un disegno qui sotto) e altri ancora...
Kazuhide Ichikawa ha così commentato la chiusura di G-MEN:
"Ho disegnando i miei manga sulla rivista per... Penso almeno una ventina d'anni.
Ho un sacco di ricordi legati a G-MEN e grazie ad essa ho avuto modo di conoscere tante persone: non solo in Giappone, ma anche oltreoceano.
Credo che buona parte della mia carriera come artista di manga gay si atsat determinata da questa rivista e la casa editrice ha pubblicato tutte e sette le mie raccolte di fumetti. Wow."
Gengoroh Tagame, invece, sembra molto meno riconoscente:
"Sono stato uno dei fondatori della rivista, e una volta quella rivista era molto speciale per me. Però il nostro rapporto si è concluso nel 2006, quando sono stato tradito e sonos tato stato buttato fuori. Francamentenon ora non provo alcun affetto per l'editore e la rivista stessa (ad eccezione dei suoi collaboratori), per via dei brutti ricordi legati alla rottura che c'è stata. Quindi non posso dire "grazie" e non voglio augurare "buon lavoro" a G-MEN. Dico solo "saluti". É il mio secondo addio. Però voglio dire "grazie e buon lavoro!" a tutti gli tutti coloro che hanno collaborato con la rivista. Le mie preghiere sono per loro. Hanno rappresentato dei grandi passi avanti nella storia della cultura gay giapponese, e in particolare nell'arte gay. E io prego sinceramente per loro fortuna. Anche se la rivista è finita, l'editore è infido e l'editor è incompetente, le arti non muoiono mai."
Come dire che tutto il mondo è paese, insomma.
Ad ogni modo mi sembra evidente che, al di là dell'incompetenza di chi gestiva G-MEN, la sua chiusura sia un segnale dei tempi che cambiano. L'altro storico mensile di riferimento per i gay giapponesi, e cioè BADI (per gli amanti dei giovani atletici), al momento prosegue e non ha annunciato alcuna chiusura imminente...
E nemmeno SAMSON (il magazine per gli amanti dei daddy e dei chubby) tirerà i remi in barca, per il momento...
E considerando che entrambi continuano a garantire spazi fissi per i fumetti sicuramente è una cosa positiva per il settore dei manga BARA.
Staremo a vedere quello che succederà.
Sicuramente bisogna prendere atto del fatto che questi magazine hanno contribuito a creare un nuovo tipo di manga erotico, che prima non esisteva e adesso inizia ad essere conosciuto in tutto il mondo.
E non è una cosa da poco.
Certo spiace un po' constatare che, mentre in Giappone i manga BARA stanno entrando in una nuova fase, dalle nostri parti siano considerati ancora una novità molto audace e continuino ad arrivare col contagocce... Ma tant'è...
Alla prossima.
E
non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota
anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le
informazioni CLICCANDO QUI.
mercoledì 9 marzo 2016
lunedì 7 marzo 2016
PRESSAPOCHISMO...
Ciao a tutti, come va?
Il fatto che tutti i lunedì riesco a trovare uno spunto per mettere in luce alcune problematiche della situazione italiana inizia a spaventarmi, anche perchè ogni settimana sembra che il destino si diverta a mettermi di fronte a situazioni sempre più grottesche...
L'ultimo caso, ad esempio, non riguarda più nemmeno solo l'editoria a fumetti, ma il giornalismo in senso lato, e mi fa sorgere ulteriori dubbi su come funziona l'informazione nel nostro paese. Non che l'informazione italiana abbia una buona nomea, men che meno nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, ma in questo caso più che di libertà si tratta proprio di qualità.
I fatti sono questi: la cantante Madonna (esatto, proprio lei), per qualche motivo ha deciso di postare sul suo profilo Instagram l'immagine che vedete qui sotto, con la scritta "Allo stesso modo... Insegnami a pregare"...
In questa immagine i fans italiani, e poi quelli stranieri, hanno subito riconosciuto l'attrice Ornella Muti... E man mano che la voce si è sparsa la notizia è arrivata prima a sua figlia Naike Rivelli, che ha confermato, e poi alla stessa Ornella Muti... Che a sua volta ha voluto confermare ai suoi fans che quella era proprio lei... E ha aggiunto "chi altri potrebbe essere?"...
Ora: ogni volta che un personaggio italiano viene citato a livello internazionale, magari venendo riportato sull'Instagram di Madonna, i giornalisti danno ampio risalto alla cosa (anche perchè, diciamolo, capita sempre più raramente)... Per confermare che l'Italia e le sue icone godono ancora della considerazione di cui godevano una volta, e di conseguenza per gratificare l'autostima campanilistica del proprio pubblico (anche perchè ultimamente viene messa sotto le scarpe con una certa frequenza). Pertanto anche se Madonna offre un po' di visibilità a un sex symbol di trent'anni fa, il tipico giornalista italiano è praticamente OBBLIGATO a puntare i riflettori sull'accaduto... Anche a costo di prendere una cantonata pazzesca.
E infatti di questo episodio ne hanno parlato un po' tutti: TGCOM, ANSA, Panorama, Vanity Fair... Solo per citarne alcuni. Tutti identificando l'illustrazione come parte della locandina del film "Le Monache di Sant'Arcangelo", un film erotico del 1973... E poco importa se in quell'occasione Ornella Muti portava i capelli corti e stoppacciosi da suora novizia: nel film Ornella Muti aveva a che fare con i crocifissi, quindi questo non poteva che essere la fonte dell'illustrazione condivisa da Madonna...
Logico, no?
Evidentemente i preparatissimi (*SIGH*) giornalisti italiani volevano dare una patina di professionalità alla segnalazione, e dopo essersi resi conto che non avevano la minima idea di quale fosse la fonte dell'illustrazione postata da Madonna (e, anzi, senza neanche aver bene capito se era un disegno o una foto), se ne sono inventati una di sana pianta... Forse dando per scontato che, se loro non erano stati in grado di risalire alla fonte, non ci sarebbe riuscito nessun altro.
ERRORE!
Perchè, ad esempio, il sottoscritto aveva capito subito che l'immagine era ripresa da una delle copertine della serie a fumetti dedicata alla vampira SUKIA (che erano realizzate in stile fotografico dal bravo Emanuele Taglietti), molto popolare negli anni Settanta e Ottanta, il cui modello di riferimento per la protagonista era proprio Ornella Muti!
E la cosa, secondo i ben informati, ad Ornella Muti non andava affatto giù... Tant'è che si parla di varie azioni legali contro l'editore Renzo Barbieri, che però - a quanto pare - non compromisero la pubblicazione di una serie che andò avanti per 153 numeri (dal 1972 al 1986), continuando a fare in modo che Sukia fosse la sosia di Ornella Muti.
In realtà del fatto che si trattasse di una copertina di SUKIA se ne erano accorti subito (ovviamente) anche quelli dell'Emanuele Taglietti Fan Club... Che però non devono avere capito bene che la stampa aveva compiuto un vistoso errore di attribuzione... Così come non se ne è accorto nemmeno lo stesso Emanuele Taglietti, che in calce al post del suo Fan Club si è limitato ad intervenire per dire che era orgoglioso di essere stato citato da Madonna (CLICCATE QUI).
Ad ogni modo l'unico sito giornalistico che ha successivamente citato Emanuele Taglietti (dopo la segnalazione di un lettore) è stato quello de Il Fatto Quotidiano (che però NON ha tolto il riferimento a "Le Monache di Sant'Arcangelo").
Probabilmente Madonna ha preso un'immagine a caso di una ragazza minacciata da un crocifisso, e incidentalmente si trattava di una copertina di SUKIA, ma non è questo il punto.
La cosa inquietante è che, a quanto pare, i siti che si occupano di fumetti non vogliano proprio parlare dell'accaduto (perchè non sta bene parlare di tascabili erotici su un sito "per tutti"?), mentre i siti gay si limitano a riportare la versione della notizia che è circolata sulla stampa nazionale... Nonostante SUKIA sia considerato un fumetto cult per tutti gli appassionati di fumetti a tema gay. Infatti il co-protagonista della saga era il maggiordomo tuttofare della bella vampira, e cioè quel Gary di cui ho parlato più volte anche su questo blog (CLICCATE QUI ad esempio), visto che è stato il primo personaggio gay dichiarato e sessualmente liberato del fumetto italiano... Nonchè il primo attivista per i diritti gay mai presentato in una serie a fumetti del nostro paese.
E, tramite l'artista spagnolo Francesc Ruiz, Gary è persino arrivato all'ultima Biennale di Venezia (CLICCATE QUI)... Dopo che gli aveva dedicato anche una mostra londinese, con tanto di cosplay improvvisati che impersonavano le versioni moderne di Sukia e Gary (CLICCATE QUI)!
E un allestimento molto interessante in Spagna, con un'edicola "virtuale" occupata solo dalle pubblicazioni dedicate a questo personaggio (CLICCATE QUI)...
Però, siccome dalle nostre parti va ancora di moda dire le cose a caso e senza documentarsi (nonostante internet!), si è persa l'ennesima occasione per dare a Cesare quel che è di Cesare...
Anche perchè SUKIA venne pubblicato in diverse nazioni, dalla Francia al Messico, e dare risalto al fatto che Madonna ha citato un fumetto gay friendy italiano (piuttosto che l'attrice che ha compiuto azioni legali contro di esso) avrebbe avuto tutto un altro impatto... Non foss'altro perchè avrebbe fatto riscoprire un modo di intendere i fumetti - disnibito e coraggioso - che ormai, in Italia, è andato perduto... Anche se, paradossalmente, oggi potremmo averne più bisogno di prima.
Da notare che, proprio l'anno scorso, le belle illustrazioni in stile fotografico di Emanuele Taglietti sono state presentate in una monografia che è andata subito esaurita (immagine sotto)... E che, ovviamente, non è stata pubblicata in Italia, ma nel Regno Unito... Come dire che la tanto decantata meritocrazia che gli italiani trovano all'estero si applica anche agli artisti pop che risiedono ancora in Italia, e che in decenni di onorata carriera non sono mai stati valorizzati adeguatamente nel loro paese...
Finendo poi per risultare dei perfetti sconosciuti quando un loro disegno sbuca fuori sull'Instagram di Madonna...
Che altro aggiungere?
Magari dirò una banalità, ma se i giornalisti fanno questi errori su argomenti da poco viene davvero da chiedersi cosa succede quando provano ad occuparsi di questioni davvero serie e delicate...
Alla prossima.
E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.
Il fatto che tutti i lunedì riesco a trovare uno spunto per mettere in luce alcune problematiche della situazione italiana inizia a spaventarmi, anche perchè ogni settimana sembra che il destino si diverta a mettermi di fronte a situazioni sempre più grottesche...
L'ultimo caso, ad esempio, non riguarda più nemmeno solo l'editoria a fumetti, ma il giornalismo in senso lato, e mi fa sorgere ulteriori dubbi su come funziona l'informazione nel nostro paese. Non che l'informazione italiana abbia una buona nomea, men che meno nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa, ma in questo caso più che di libertà si tratta proprio di qualità.
I fatti sono questi: la cantante Madonna (esatto, proprio lei), per qualche motivo ha deciso di postare sul suo profilo Instagram l'immagine che vedete qui sotto, con la scritta "Allo stesso modo... Insegnami a pregare"...
In questa immagine i fans italiani, e poi quelli stranieri, hanno subito riconosciuto l'attrice Ornella Muti... E man mano che la voce si è sparsa la notizia è arrivata prima a sua figlia Naike Rivelli, che ha confermato, e poi alla stessa Ornella Muti... Che a sua volta ha voluto confermare ai suoi fans che quella era proprio lei... E ha aggiunto "chi altri potrebbe essere?"...
Ora: ogni volta che un personaggio italiano viene citato a livello internazionale, magari venendo riportato sull'Instagram di Madonna, i giornalisti danno ampio risalto alla cosa (anche perchè, diciamolo, capita sempre più raramente)... Per confermare che l'Italia e le sue icone godono ancora della considerazione di cui godevano una volta, e di conseguenza per gratificare l'autostima campanilistica del proprio pubblico (anche perchè ultimamente viene messa sotto le scarpe con una certa frequenza). Pertanto anche se Madonna offre un po' di visibilità a un sex symbol di trent'anni fa, il tipico giornalista italiano è praticamente OBBLIGATO a puntare i riflettori sull'accaduto... Anche a costo di prendere una cantonata pazzesca.
E infatti di questo episodio ne hanno parlato un po' tutti: TGCOM, ANSA, Panorama, Vanity Fair... Solo per citarne alcuni. Tutti identificando l'illustrazione come parte della locandina del film "Le Monache di Sant'Arcangelo", un film erotico del 1973... E poco importa se in quell'occasione Ornella Muti portava i capelli corti e stoppacciosi da suora novizia: nel film Ornella Muti aveva a che fare con i crocifissi, quindi questo non poteva che essere la fonte dell'illustrazione condivisa da Madonna...
Logico, no?
Evidentemente i preparatissimi (*SIGH*) giornalisti italiani volevano dare una patina di professionalità alla segnalazione, e dopo essersi resi conto che non avevano la minima idea di quale fosse la fonte dell'illustrazione postata da Madonna (e, anzi, senza neanche aver bene capito se era un disegno o una foto), se ne sono inventati una di sana pianta... Forse dando per scontato che, se loro non erano stati in grado di risalire alla fonte, non ci sarebbe riuscito nessun altro.
ERRORE!
Perchè, ad esempio, il sottoscritto aveva capito subito che l'immagine era ripresa da una delle copertine della serie a fumetti dedicata alla vampira SUKIA (che erano realizzate in stile fotografico dal bravo Emanuele Taglietti), molto popolare negli anni Settanta e Ottanta, il cui modello di riferimento per la protagonista era proprio Ornella Muti!
E la cosa, secondo i ben informati, ad Ornella Muti non andava affatto giù... Tant'è che si parla di varie azioni legali contro l'editore Renzo Barbieri, che però - a quanto pare - non compromisero la pubblicazione di una serie che andò avanti per 153 numeri (dal 1972 al 1986), continuando a fare in modo che Sukia fosse la sosia di Ornella Muti.
In realtà del fatto che si trattasse di una copertina di SUKIA se ne erano accorti subito (ovviamente) anche quelli dell'Emanuele Taglietti Fan Club... Che però non devono avere capito bene che la stampa aveva compiuto un vistoso errore di attribuzione... Così come non se ne è accorto nemmeno lo stesso Emanuele Taglietti, che in calce al post del suo Fan Club si è limitato ad intervenire per dire che era orgoglioso di essere stato citato da Madonna (CLICCATE QUI).
Ad ogni modo l'unico sito giornalistico che ha successivamente citato Emanuele Taglietti (dopo la segnalazione di un lettore) è stato quello de Il Fatto Quotidiano (che però NON ha tolto il riferimento a "Le Monache di Sant'Arcangelo").
Probabilmente Madonna ha preso un'immagine a caso di una ragazza minacciata da un crocifisso, e incidentalmente si trattava di una copertina di SUKIA, ma non è questo il punto.
La cosa inquietante è che, a quanto pare, i siti che si occupano di fumetti non vogliano proprio parlare dell'accaduto (perchè non sta bene parlare di tascabili erotici su un sito "per tutti"?), mentre i siti gay si limitano a riportare la versione della notizia che è circolata sulla stampa nazionale... Nonostante SUKIA sia considerato un fumetto cult per tutti gli appassionati di fumetti a tema gay. Infatti il co-protagonista della saga era il maggiordomo tuttofare della bella vampira, e cioè quel Gary di cui ho parlato più volte anche su questo blog (CLICCATE QUI ad esempio), visto che è stato il primo personaggio gay dichiarato e sessualmente liberato del fumetto italiano... Nonchè il primo attivista per i diritti gay mai presentato in una serie a fumetti del nostro paese.
E, tramite l'artista spagnolo Francesc Ruiz, Gary è persino arrivato all'ultima Biennale di Venezia (CLICCATE QUI)... Dopo che gli aveva dedicato anche una mostra londinese, con tanto di cosplay improvvisati che impersonavano le versioni moderne di Sukia e Gary (CLICCATE QUI)!
E un allestimento molto interessante in Spagna, con un'edicola "virtuale" occupata solo dalle pubblicazioni dedicate a questo personaggio (CLICCATE QUI)...
Però, siccome dalle nostre parti va ancora di moda dire le cose a caso e senza documentarsi (nonostante internet!), si è persa l'ennesima occasione per dare a Cesare quel che è di Cesare...
Anche perchè SUKIA venne pubblicato in diverse nazioni, dalla Francia al Messico, e dare risalto al fatto che Madonna ha citato un fumetto gay friendy italiano (piuttosto che l'attrice che ha compiuto azioni legali contro di esso) avrebbe avuto tutto un altro impatto... Non foss'altro perchè avrebbe fatto riscoprire un modo di intendere i fumetti - disnibito e coraggioso - che ormai, in Italia, è andato perduto... Anche se, paradossalmente, oggi potremmo averne più bisogno di prima.
Da notare che, proprio l'anno scorso, le belle illustrazioni in stile fotografico di Emanuele Taglietti sono state presentate in una monografia che è andata subito esaurita (immagine sotto)... E che, ovviamente, non è stata pubblicata in Italia, ma nel Regno Unito... Come dire che la tanto decantata meritocrazia che gli italiani trovano all'estero si applica anche agli artisti pop che risiedono ancora in Italia, e che in decenni di onorata carriera non sono mai stati valorizzati adeguatamente nel loro paese...
Finendo poi per risultare dei perfetti sconosciuti quando un loro disegno sbuca fuori sull'Instagram di Madonna...
Che altro aggiungere?
Magari dirò una banalità, ma se i giornalisti fanno questi errori su argomenti da poco viene davvero da chiedersi cosa succede quando provano ad occuparsi di questioni davvero serie e delicate...
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venerdì 4 marzo 2016
APERTURE STELLARI?
Ciao a tutti, come va?
Per capire al meglio il post di oggi è il caso di tornare indietro di qualche mese, quando ha debuttato il nuovo capitolo della saga cinematografica di STAR WARS...
In maniera quasi istantanea sono partite delle congetture rìiguardo ai possibili sottotesti omosessuali nell'amicizia fra due personaggi di sesso maschile: l'ex trooper Finn (John Boyega) e il ribelle Poe Dameron (Oscar Isaac)... In particolare osservando alcuni dettagli della loro comunicazione non verbale...
Fatto sta che, nel giro di pochissimo tempo, la suddetta coppia di amici ha finito per ispirare una gran quantità di fanart più o meno spinta, ma tendenzialmente molto romantiche...
Senza contare le inevitabili vagonate di racconti omoerotici (le cosiddette slash novel) realizzati soprattutto dal pubblico femminile (e per il pubblico femminile)... Tuttavia a gettare acqua sul fuoco ci aveva pensato John Boyega, riferendo al giornalista Chris Mandle che i sottotesti gay non erano nel copione, ma sono stati solo un'iniziativa di Oscar Isaac...
E la cosa sembrava finita lì.
Se non che, attorno a questa storia dei presunti sottotesti gay, l'interesse non è diminuito e ha portato a degli interessanti sviluppi.
Alla fine di febbraio la sede della casa di produzione del regista J. J. Abrams, la Bad Robot Productions, ha ospitato la premiazione dei premi Oscard Wilde, assegnati dall'associazione US-IRELAND ALLIANCE (che promuove i rapporti fra USA e Irlanda, ovviamente). In quell'occasione J. J. Abrams ha risposto direttamente all'associazione che gli ha chiesto se secondo lui ci sarebbero stati personaggi gay in STAR WARS, e ha detto:
"Ovvio! Quando in passato ho detto che STAR WARS è una saga "inclusiva" non intendevo certo escludere i personaggi omosessuali. Anzi, mi piacerebbe. Per me il bello di STAR WARS è nel ventaglio di possibilità che offre, e sarebbe gretto e meschino escludere la possibilità di un personaggio omosessuale."
Come si può leggere questa dichiarazione? Tecnicamente J. J. Abrams ha passato la regia del prossimo film al collega Rian Johnson, quindi forse ha lasciato intendere che qualcosa si ta muovendo al riguardo?
Quel che è certo è che Rian Johnson, sui suoi profili social, ha più volte condiviso le fanart gay di Finn e Poe, e anche questo potrebbe essere un segnale interessante... Anche perchè l'attore John Boyega riferisce che sta parlando con lui proprio a proposito della piega che potrebbe prendere la relazione del suo personaggio con quello interpretato da Oscar Isaac, che da parte sua - in una recente intervista nel talk show di Ellen DeGeneres - ha detto chiaro e tondo che:
"Stavo interpretando una relazione romantica. Nella mia mente era quello che dovevo interpretare".
In realtà sembrerebbe proprio che l'unico vero impedimento per una vera e propria apertura alle tematiche LGBT potrebbe essere rappresentato a alcuni mercati stranieri, come quello russo e quello cinese, che sono già molto selettivi in fatto di prodotti stranieri (la Cina può distribuirne per legge solo trentaquattro ogni anno) e sicuramente boicotterebbero qualsiasi film di STAR WARS con sequenze gay friendly...
Eppure, a quanto pare, il pubblico occidentale sembrerebbe molto ricettivo nei confronti di un approccio più inclusivo... Che comunque è stato ufficializzato già nei romanzi ufficiali (e speriamo che accada presto anche nei fumetti).
Cosa succedera a questo punto? Il prossimo film verrà concepito per essere realizzato in due versioni, omettendo le sequenze gay per i mercati omofobi?
Staremo a vedere...
E non dimenticare di partecipare alla votazione dei premi GLAD! Vota anche tu il fumetto italiano che ti ha deluso di più! Trovi tutte le informazioni CLICCANDO QUI.
Per capire al meglio il post di oggi è il caso di tornare indietro di qualche mese, quando ha debuttato il nuovo capitolo della saga cinematografica di STAR WARS...
In maniera quasi istantanea sono partite delle congetture rìiguardo ai possibili sottotesti omosessuali nell'amicizia fra due personaggi di sesso maschile: l'ex trooper Finn (John Boyega) e il ribelle Poe Dameron (Oscar Isaac)... In particolare osservando alcuni dettagli della loro comunicazione non verbale...
Senza contare le inevitabili vagonate di racconti omoerotici (le cosiddette slash novel) realizzati soprattutto dal pubblico femminile (e per il pubblico femminile)... Tuttavia a gettare acqua sul fuoco ci aveva pensato John Boyega, riferendo al giornalista Chris Mandle che i sottotesti gay non erano nel copione, ma sono stati solo un'iniziativa di Oscar Isaac...
E la cosa sembrava finita lì.
Se non che, attorno a questa storia dei presunti sottotesti gay, l'interesse non è diminuito e ha portato a degli interessanti sviluppi.
Alla fine di febbraio la sede della casa di produzione del regista J. J. Abrams, la Bad Robot Productions, ha ospitato la premiazione dei premi Oscard Wilde, assegnati dall'associazione US-IRELAND ALLIANCE (che promuove i rapporti fra USA e Irlanda, ovviamente). In quell'occasione J. J. Abrams ha risposto direttamente all'associazione che gli ha chiesto se secondo lui ci sarebbero stati personaggi gay in STAR WARS, e ha detto:
"Ovvio! Quando in passato ho detto che STAR WARS è una saga "inclusiva" non intendevo certo escludere i personaggi omosessuali. Anzi, mi piacerebbe. Per me il bello di STAR WARS è nel ventaglio di possibilità che offre, e sarebbe gretto e meschino escludere la possibilità di un personaggio omosessuale."
Come si può leggere questa dichiarazione? Tecnicamente J. J. Abrams ha passato la regia del prossimo film al collega Rian Johnson, quindi forse ha lasciato intendere che qualcosa si ta muovendo al riguardo?
Quel che è certo è che Rian Johnson, sui suoi profili social, ha più volte condiviso le fanart gay di Finn e Poe, e anche questo potrebbe essere un segnale interessante... Anche perchè l'attore John Boyega riferisce che sta parlando con lui proprio a proposito della piega che potrebbe prendere la relazione del suo personaggio con quello interpretato da Oscar Isaac, che da parte sua - in una recente intervista nel talk show di Ellen DeGeneres - ha detto chiaro e tondo che:
"Stavo interpretando una relazione romantica. Nella mia mente era quello che dovevo interpretare".
In realtà sembrerebbe proprio che l'unico vero impedimento per una vera e propria apertura alle tematiche LGBT potrebbe essere rappresentato a alcuni mercati stranieri, come quello russo e quello cinese, che sono già molto selettivi in fatto di prodotti stranieri (la Cina può distribuirne per legge solo trentaquattro ogni anno) e sicuramente boicotterebbero qualsiasi film di STAR WARS con sequenze gay friendly...
Eppure, a quanto pare, il pubblico occidentale sembrerebbe molto ricettivo nei confronti di un approccio più inclusivo... Che comunque è stato ufficializzato già nei romanzi ufficiali (e speriamo che accada presto anche nei fumetti).
Cosa succedera a questo punto? Il prossimo film verrà concepito per essere realizzato in due versioni, omettendo le sequenze gay per i mercati omofobi?
Staremo a vedere...
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mercoledì 2 marzo 2016
AGGIORNAMENTI VIDEOLUDICI...
Ciao a tutti, come va?
Come da prassi non voglio ingolfarvi con troppi post impegnativi uno in fila all'altro, così oggi mi limiterò ad aggìiornarvi su un paio di notizie che ho già trattato in passato.
Aggiornamento uno: nel videogioco LEGO Marvel's Avengers (di cui ho parlato QUI) la quota accertata di personaggi LGBT dichiarati è salita.
Infatti oltre alla coppia Hulkling /Wiccan...
E alle due reclute della Avengers Academy, Lightspeed e Striker...
Abbiamo Loki, che in New Avengers ha persino ammesso che nella sua cultura (quella degli dei asgardiani) non esistono gli orientamenti sessuali, ma solo gli atti, e che lui è considerato il nume tutelare sopecifico per alcuni di essi...
Valchiria, anche lei proveniente dal reame di Asgard, che proprio di recente ha confermato le asserzioni di Loki...
La supertelepate Moondragon (o Dragoluna, come venne presentata in Italia a suo tempo)...
Il guerriero alieno Protector, che ha ammesso che dalle parti della razza militaristica dei Kree (a cui lui appartiene) l'esplorazione sessuale è caldeggiata...
La nuova Miss America, che oltre ad essere latina è lesbica e figlia di una coppia lesbica...
E, per finire, ci sono persino Union Jack e il Distruttore, due supereroi che risalgono addirittura agli anni Quaranta, quando la MARVEL si chiamava ancora Timely, e che solo di recente si è scoperto che condividevano qualcosa di più che la semplice sete di giustizia...
E non è detto che con qualche successivo aggiornamento, e con tutti personaggi LGBT che ormai si aggirano nell'universo MARVEL, non ci possano essere altre sorprese...
Per ora prendiamo atto che, evidentemente, questo è un bel segnale di apertura e di inclusività, soprattutto considerando che si tratta di un videogioco per tutte le età.
Aggiornamento due: quando venne annunciato il videogioco STREET FIGHTER V vi avevo segnalato che sarebbe stata proposta una versione di Ryu con un look più muscle bear del solito... E avevo subodorato che avrebbe subito conquistato gli amanti dei bara manga e dei bara game (che COMUNQUE considerano i personaggi di STREET FIGHTER delle icone omoerotiche da decenni)...
Questa volta, però, ad accelerare il processo ci hanno pensando i videogiocatori smanettoni che si divertono a manipolare le impostazioni iniziali dei videogiochi, modificando la grafica e altro... Ed elaborando dei cosiddetti MOD (che sta per "modification")...
In questo caso, ad esempio, hanno fatto in modo che Ryu e gli altri personaggi maschili possano darsela di sana ragione ricorrendo ad una serie di pose e mossette sexy che nel videogioco utilizzano sono impostate esclusivamente per i personaggi femminili... Con tanto di scie arcobalenose e di una speciale mossa "combo" che potremmo definire "quadruplo gluteo stordente"... Il risultato potete vederlo qui sotto...
Che dire? Probabilmente trovate come questa contribuiranno a confermare lo status di icona gay della nuova versione barbuta di Ryu...
E comunque, per la cronaca, questo videogioco è in commercio da meno di un mese, ma internet pullula già di fanart erotiche ispirate a quello che - probabilmente - è il coronamento dei sogni proibiti di una buona fetta di amanti dell'estetica bara... Siccome penso che anche le fanart siano una forma d'arte qui sotto vi mostro qualche esempio di quelle che hanno già iniziato a circolare...
E sono pronto a scommettere che a breve sarà disponibile anche una discreta quantità di manga non ufficiali, tutti incentrati sulle qualità più nascoste del Ryu barbuto...
D'altra parte, almeno in questo caso, alla CAPCOM un po' se la sono cercata...
E in realtà non escluderei che fosse tutto calcolato...
Alla prssima.
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Come da prassi non voglio ingolfarvi con troppi post impegnativi uno in fila all'altro, così oggi mi limiterò ad aggìiornarvi su un paio di notizie che ho già trattato in passato.
Aggiornamento uno: nel videogioco LEGO Marvel's Avengers (di cui ho parlato QUI) la quota accertata di personaggi LGBT dichiarati è salita.
Infatti oltre alla coppia Hulkling /Wiccan...
E alle due reclute della Avengers Academy, Lightspeed e Striker...
Abbiamo Loki, che in New Avengers ha persino ammesso che nella sua cultura (quella degli dei asgardiani) non esistono gli orientamenti sessuali, ma solo gli atti, e che lui è considerato il nume tutelare sopecifico per alcuni di essi...
Valchiria, anche lei proveniente dal reame di Asgard, che proprio di recente ha confermato le asserzioni di Loki...
La supertelepate Moondragon (o Dragoluna, come venne presentata in Italia a suo tempo)...
Il guerriero alieno Protector, che ha ammesso che dalle parti della razza militaristica dei Kree (a cui lui appartiene) l'esplorazione sessuale è caldeggiata...
La nuova Miss America, che oltre ad essere latina è lesbica e figlia di una coppia lesbica...
E, per finire, ci sono persino Union Jack e il Distruttore, due supereroi che risalgono addirittura agli anni Quaranta, quando la MARVEL si chiamava ancora Timely, e che solo di recente si è scoperto che condividevano qualcosa di più che la semplice sete di giustizia...
E non è detto che con qualche successivo aggiornamento, e con tutti personaggi LGBT che ormai si aggirano nell'universo MARVEL, non ci possano essere altre sorprese...
Per ora prendiamo atto che, evidentemente, questo è un bel segnale di apertura e di inclusività, soprattutto considerando che si tratta di un videogioco per tutte le età.
Aggiornamento due: quando venne annunciato il videogioco STREET FIGHTER V vi avevo segnalato che sarebbe stata proposta una versione di Ryu con un look più muscle bear del solito... E avevo subodorato che avrebbe subito conquistato gli amanti dei bara manga e dei bara game (che COMUNQUE considerano i personaggi di STREET FIGHTER delle icone omoerotiche da decenni)...
Questa volta, però, ad accelerare il processo ci hanno pensando i videogiocatori smanettoni che si divertono a manipolare le impostazioni iniziali dei videogiochi, modificando la grafica e altro... Ed elaborando dei cosiddetti MOD (che sta per "modification")...
In questo caso, ad esempio, hanno fatto in modo che Ryu e gli altri personaggi maschili possano darsela di sana ragione ricorrendo ad una serie di pose e mossette sexy che nel videogioco utilizzano sono impostate esclusivamente per i personaggi femminili... Con tanto di scie arcobalenose e di una speciale mossa "combo" che potremmo definire "quadruplo gluteo stordente"... Il risultato potete vederlo qui sotto...
Che dire? Probabilmente trovate come questa contribuiranno a confermare lo status di icona gay della nuova versione barbuta di Ryu...
E comunque, per la cronaca, questo videogioco è in commercio da meno di un mese, ma internet pullula già di fanart erotiche ispirate a quello che - probabilmente - è il coronamento dei sogni proibiti di una buona fetta di amanti dell'estetica bara... Siccome penso che anche le fanart siano una forma d'arte qui sotto vi mostro qualche esempio di quelle che hanno già iniziato a circolare...
E sono pronto a scommettere che a breve sarà disponibile anche una discreta quantità di manga non ufficiali, tutti incentrati sulle qualità più nascoste del Ryu barbuto...
D'altra parte, almeno in questo caso, alla CAPCOM un po' se la sono cercata...
E in realtà non escluderei che fosse tutto calcolato...
Alla prssima.
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