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martedì 10 aprile 2018

RINNOVAMENTI???

Ciao a tutti, come va?

Non vorrei dire una banalità, ma se le cose vanno in un certo modo piuttosto che in un altro - solitamente - un motivo  c'è. Il punto è che se quel motivo non si riesce a individuare, o è troppo difficile da accettare, i problemi non si risolvono. Se poi ci si ostina a creare una realtà immaginaria, in cui i problemi sono altri e ci si può rivolgere a qualcuno che ha le competenze per risolverli, a patto che - ovviamente - confermi la suddetta realtà immaginaria "di comodo"... Ecco... Allora si rischia di imboccare davvero una strada senza uscita.

Ormai sono ANNI che i fumetti vendono sempre meno, e in particolare i fumetti prodotti in Italia. Soprattutto quelli che si rivolgono ai giovanissimi. E sono ANNI che il problema viene analizzato, dissezionato, scomposto e ricomposto da tantissime persone... Compreso il sottoscritto su questo BLOG. Ovviamente non tutti fanno le stesse analisi e giungono alle stesse conclusioni, e dovrebbe stare all'intuito e alle competenze di chi gestisce il settore cercare di capire dove sta la verità, e agire di conseguenza. Se non che sono ANNI che chi di dovere si ostina, evidentemente, a liquidare tutto quello che non gli va a genio come qualcosa che non vale la pena di prendere in considerazione... E piuttosto che rimettersi davvero in discussione preferisce ripercorrere le vecchie strade, o tentarne delle nuove appoggiandosi a chi ha le idee ancora più confuse.

Era da diverso tempo che sulla TV italiana non arrivavano campagne pubblicitarie inerenti a dei fumetti che NON si presentavano come allegati ai quotidiani, men che meno se si trattava di materiale inedito. Eppure in questi giorni la Mondadori Comics sta martellando con una certa assiduità, e presumo un discreto investimento economico, per promuovere la sua nuova collana "La Grande Letteratura a Fumetti". Il volume di esordio ò dedicato a "L'Isola del Tesoro". Si tratta di un adattemento uscito per la prima volta in Francia nel 2008, ma che finora non aveva avuto un'edizione italiana.

Niente di male a presentare (per l'ennesima volta) una collana a fumetti dedicata ai classici della letteratura. Tuttavia la massiccia campagna pubblicitaria che si è vista in questi giorni lascia intendere che la Mondadori Comics dia per scontato che questo investimento garantirà un ritorno sicuro, per via della grande popolarità dei titoli proposti (tra gli altri abbiamo anche l'Odissea e Robinson Crusoe). Lungi da me fare l'uccello del malaugurio... Ma nel 2018, in Italia, siamo davvero sicuri che questo sia un investimento sensato? E soprattutto: qual è il pubblico a cui si punta? I ragazzini di oggi o i loro genitori che sono ancora digitalmente analfabeti, e che non sanno che - ad esempio - L'Isola del Tesoro è un testo di pubblico dominio, e che su internet si può scaricare con estrema facilità (ad esempio CLICCANDO QUI)?

Certo una cosa è il romanzo scritto e un'altra è la riduzione a fumetti... Però in Italia, a differenza che in Francia, NON abbiamo avuto una continuità nei fumetti di avventura per regazzi... Men che meno per quello che riguarda i fumetti ispirati dai classici, e comunque con questa collana si parla di 37 uscite settimanali da 7,90 euro... Quindi, seriamente, a chi si rivolge questa collana a fumetti? E quanto rischia di far passare il messaggio che il fumetto è un linguaggio "vecchio" e poco adatto per veicolare temi di interesse per le nuove generazioni, o anche solo per venire incontro alle loro esigenze economiche?

In realtà anche questa operazione sembra studiata a tavolino da qualcuno che ragiona ancora come trenta o quaranta anni fa, e probabilmente i risultati si vedranno a breve...  Il tutto mentre la Francia produce tantissimi fumetti che EFFETTIVAMENTE sono pensati per i giovani, e che potrebbero DAVVERO promuovere un riavvicinamento dei ragazzi italiani di oggi al linguaggio del fumetto, anche presentando ambientazioni storiche con un taglio più moderno... Come ad esempio nel caso de "La Rosa Scarlatta", saga simil manga incentrata su una giovanissima spadaccina del dicottesimo secolo, che va per il quattordicesimo volume...

Ma in realtà di titoli molto intriganti che ne sarebbero davvero tantissimi, e per tutti i gusti...










Però, giustamente, siccome siamo in Italia la Mondadori Comics pensa di rilanciarsi in grande stile puntando su L'Isola del Tesoro... Che sicuramente, essendo un classico in un'edizione  di pregio, dà anche una patina di rispettabilità alla casa editrice, giusto? E magari verrà raccomandata anche dagli insegnanti, giusto? E se poi la collana non avrà l'esito sperato la colpa sarà dei giovani che non si interessano più ai fumetti, men che meno a quelli di qualità, ovviamente...

Certo, come no.

Comunque, se la Mondadori Comics può essere  - parzialmente - giustificata dal fatto che è una casa editrice relativamente giovane, e dal fatto che la sua attuale dirigenza si è insediata un paio di anni fa, quello che sta succedendo dalle parti di Topolino non può avere queste attenuanti.

In poche parole: anche se dati ufficiali non ne vengono diffusi da anni, è facile intuire che le vendite della testata abbiano continuato a calare, altrimenti non si spiegherebbe la necessità del restyling abbastanza radicale che partirà da questa settimana... E del rilancio su vari fronti, finora mai sfruttati...

La versione rinnovata di Topolino debutterà in edicola domani, ma i comunicati stampa che sono stati diffusi in questi giorni sono riusciti a dare un'idea abbastanza precisa di quello che ci aspetta... E di come, dalle parti di Topolino, non sappiano più che pesci pigliare per cercare di tornare sulla cresta dell'onda.

Dico questo perchè, al di là del fatto che ci sarà una storia a fumetti in più ogni settimana (e qualche redazionale in meno), è evidente che il settimanale vuole provarle davvero tutte per cercare di recuperare lettori. Perchè dico questo?

Perchè a partire dal numero 3255 il font utilizzato sarà ad "alta leggibilità" e cioè studiato per chi ha problemi di dislessia...

Perchè Topolino ha avviato un programma di collaborazione con la piattaforma scuola channel (che produce contenuti per le scuole primarie e secondarie italiane)...

Perchè ha puntato sulla paperinizzazione (e il coinvolgimento) di una campionessa paraolimpica e perchè tutte queste scelte sono state suggerite dopo un'indagine di marketing sui "mobile born", e cioè quelli che sono nati dal 2010 in poi...

Ora: siccome non voglio passare per quello che critica solo per il gusto di criticare, qui di seguito condivido (e commento), alcuni passaggi del roboante comunicato stampa (lo trovate QUI) che sta accompagnando il rilancio del settimanale.

1)  I “mobile born”e Topolino


Secondo una ricerca qualitativa condotta per Topolino da Tips Ricerche, per i mobile born, i bambini nati dopo il 2010, la lettura è solo uno dei tanti modi per passare il tempo e subisce la naturale concorrenza degli strumenti tecnologici dalle risorse inesauribili. Si tratta di bambini attratti dal valore dell’immagine e iperconnessi, immersi in un mondo ricco di attrattive e dominato dalla realtà mediata dalla tecnologia. Apprendono attraverso la lettura “per immagini”, surfano letteralmente sulla pagina dove il gancio per catturare la loro attenzione avviene grazie al prevalere del registro iconico.

Mai come oggi chi sa comunicare attraverso il fumetto può conquistare un ruolo fondamentale nel recupero della passione per la lettura, soprattutto quella di un giornale, concetto sempre più sfuggente per il target.

Il nuovo Topolino sfrutta questo “vantaggio” e propone pagine giornalistiche contaminate dai codici del fumetto, servizi e rubriche caratterizzati da immagini chiare e scontornate, dove il testo classico è accompagnato da balloon, didascalie e onomatopee tipiche delle storie.

Ma non basta: nelle pagine del giornale, infatti, i giovani lettori troveranno un mondo fantastico nel quale rifugiarsi ma anche gli ingredienti per soddisfare il loro sempre più accentuato bisogno di realtà e di protagonismo, grazie una comunicazione e una call-to-action che li mette al centro dell’attenzione e che trasforma il lettore, chiamato a vivere un’esperienza finalmente non filtrata da un video, in un vero “collaboratore” del giornale.

Tips Ricerche (CLICCATE QUI) è un Istituto di Ricerca specializzato nel target giovanile. La prima cosa che ho pensato, quando ho visto che Topolino ne ha avuto bisogno per arrivare a determinate conclusioni, è che evidentemente è da un po' che chi lo gestisce vive fuori dal mondo... O comunque è da un bel po' che non ha a che fare direttamente col suo target di riferimento. E la seconda cosa che ho pensato è che l'idea dei servizi giornalistici e dei redazionali che puntano sul "registro iconico" sembra copiata pari pari dalle ultime annate di Le Journal de Mickey, così come l'idea di rendere i lettori più interattivi. Il Topolino francese, però, storicamente ha un'impostazione e una funzione diversa rispetto al Topolino italiano... E anche il pubblico francese NON è quello italiano. Quindi davvero non saprei se questo approccio potrebbe essere vincente anche da noi. E comunque, per intenderci, Le Journal de Mickey è sperimentale per definizione... E basta vedere alcune delle ultime copertine per rendersene conto (soprattutto se le si confronta con la copertina del primo numero del "nuovo" Topolino italiano).



Ad ogni modo c'è da dire che, proprio recentemente, il settimanale si è "sdoppiato", infatti la pubblicazione storica è stata affiancata da una testata gemella che si rivolge nello specifico ai bambini dai 6 agli 8 anni... E che ovviamente si presenta in maniera leggermente diversa.
Comunque andiamo avanti...

2)  Il nuovo font EasyReading: “alta leggibilità” anche per i ragazzi dislessici

La sfida per il ritorno alla lettura coinvolgente passa anche da un nuovo font usato per gli articoli redazionali: EasyReading, nato e pensato per favorire la lettura dei ragazzi dislessici e facilitare quella di tutti i lettori. Si tratta di un font che presenta caratteri di più semplice decodifica, spaziature più ampie per un maggior respiro di lettura e lettere differenziate a livello formale. Grazie a questi espedienti, il lettore può impegnare nella comprensione del testo le energie risparmiate nella decifrazione delle lettere. Anche i testi dei baloon del fumetto hanno subito accorgimenti formali che seguono la filosofia di questo innovativo font.
EasyReader è stato anche scientificamente testato e ha ottenuto inoltre dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) parere positivo per le sue specifiche caratteristiche grafiche, utili ad agevolare la lettura a chi presenta problematiche di Dislessia.

Ora:  tanto rispetto e comprensione per i bambini dislessici, che comunque finora Topolino non aveva MAI considerato (forse perchè fino a poco tempo fa gli bastavano le vendite garantite dai lettori senza questo problema? Inquietante interrogativo...), però i caratteri ad alta leggibilità non possono compensare dei contenuti scarsi e poco accattivanti... Anche perchè sicuramente i bambini dislessici, ancora più dei loro coetanei non dislessici, hanno imparato ad usufruire di forme di intrattenimento alternative alla lettura. Magari sono io che parto un po' pessimista, ma questa più che una scelta altruistica mi sembra un tentativo disperato di entrare nelle grazie del pubblico dei dislessici (CLICCATE QUI per qualche percentuale) nella speranza di tamponare il calo di lettori degli ultimi anni... Quelli che però i romanzi per ragazzi comprati in libreria se li divorano comunque...

3) Topolino e Scuola Channel, quando il fumetto… fa scuola!

Tra le novità di rilievo del nuovo Topolino c’è “Il Fumetto che fa Scuola” un progetto educativo e didattico avviato dal giornale in collaborazione con Scuola Channel, la piattaforma innovativa che propone progetti e contenuti educativi digitali rivolta ai ragazzi delle scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. Grazie alle attività proposte sul portale www.scuolachannel.it il team di TopolinoLab con disegnatori e sceneggiatori, rivolgendosi agli insegnanti, entra nelle classi per promuovere il fumetto come linguaggio dalle molteplici potenzialità formative e come uno strumento pedagogico.

Acquisendo le basi della comunicazione a fumetti i ragazzi, guidati dagli educatori, sono stimolati a socializzare, collaborare e a offrire il loro personale punto di vista su tematiche importanti, come il bullismo, l’ecologia, la sostenibilità o l’arte, grazie al lavoro di gruppo e alla realizzazione di elaborati creativi.

Sono oltre 4.500 gli utenti uniciche a oggi hanno usufruito dei contenuti del progetto pubblicati sul sito Scuola Channel e oltre15mila utenti unici hanno visitato il sito dedicato al progetto.
Nel corso di questo anno scolastico è stato indetto un concorso-pilota dedicato alla “città ideale”, che ha visto vincitrici due classi pugliesi, di Foggia e Altamura, e una di Milano per la categoria scuola media: con i loro racconti i ragazzi hanno messo in luce la loro voglia di inclusione, di apertura al diverso, di multiculturalità, ma anche di ecosostenibilità.

In occasione dell’anno scolastico 18/19 sarà lanciato un nuovo concorso a premi che avrà per tema l’arte: ilpercorso sarà accompagnato da storie a fumetti e approfondimenti del settimanale."

Ecco... Questo è un punto interessante. Nel senso che se da una parte sperare di farsi pubblicità e recuperare lettori tramite la scuola e coinvolgendo gli insegnanti è un OTTIMO modo per rendere ANTIPATICA una testata a fumetti, dall'altra bisognerà vedere come finirà per rapportarsi Topolino con temi delicati come il bullismo e il "diverso"... Soprattutto considerando il profilo che ha mantenuto finora. Dopotutto parliamo di un settimanale che sul numero uscito il 7 marzo, invece di parlare della Giornata Internazionale della Donna ha usato il suo editoriale per fare pubblicità allo speciale incontro Zagor/Jovanotti (ne ho parlato QUI) pubblicato dalla Bonelli... Probabilimente su "suggerimento" delle alte sfere Panini, che ormai sono diventate il nume tutelare della Bonelli (e magari speravano di usare Jovanotti per dirottare su Zagor anche qualche lettore di Topolino... SIGH)...

Un settimanale che è arrivato ad utilizzare simili strategie di "marketting" riuscirà ad acquisire una dimensione pedagogica ed educativa credibile? Staremo a vedere... Sia come sia credo che la partecipazione di Beatrice Vio, su questo primo numero del "nuovo corso" di Topolino, debba essere valutata anche alla luce di questi obbiettivi... Beatrice Vio è una tiratrice di scherma paraolimpica, che a undici anni è stata costretta a diverse amputazioni per via di una brutta forma di meningite. Nonostante tutto ha continuato ad allenarsi in carrozzina e utilizzando varie protesi, arrivando a conquistare diverse medaglie d'oro nei Giochi Paraolimpici...

Tanto di cappello.

Sicuramente il fatto che sia stata scelta per comparire in questo primo numero del nuovo Topolino, con tanto di cicatrici e protesi, non deve essere stato un caso... Anche perchè la campionessa dovrebbe rispondere alle lettere del pubblico nei numeri successivi... E sembra tanto un manifesto delle buone intenzioni del "nuovo" Topolino. Anche se poi, a ben guardare, non si capisce bene quale messaggio vogliano lanciare le storie in cui compare "Bebe Pio"...

E alla fine per combattere i pregiudizi di un certo tipo, purtroppo, si utilizzano pregiudizi e stereotipi altrettanto pericolosi... Voglio dire: che messaggio vogliamo lanciare mettendo in risalto il fatto che una campionessa paraolimpica utilizza delle protesi con un tacco da 14 cm incorporato? Magari sono io che sono un po' prevenuto, però mi è sembrata una trovata molto poco pedagogica...

Al  netto del fatto che Beatrice Vio le utilizza anche nella vita...

A questo punto, lo ammetto, sono un po' preoccupato al pensiero di come potrebbero essere affrontati temi altrettanto delicati... Se non di più. Anche se qualcosa mi dice che, nonostante tutta questa voglia di rinnovamento, ci saranno una quantità di argomenti che SICURAMENTE non verranno affrontati tanto facilmente. Come ad esempio la questione delle coppie omosessuali e delle famiglie omogenitoriali. O magari la questione delle minoranze religiose, o di quelle etniche... Chissà...

Comunque, tornando a monte, e riallacciandomi in parte a quello di cui parlavo a proposito della Mondadori Comics, volevo condividere con voi anche quest'altro comunicato stampa, abbastanza autocelebrativo:

"Per il lancio è prevista una campagna con il claim ‘Ogni settimana Topolino ti sorprende!’, ideata da Tortuga Comunicazione (con creatività di Massimo Spatuzzi e Giulio Braga) per tv, radio, stampa e social.
Pianificata da Havas Media, la campagna sarà on air da oggi per due settimane sulle reti Rai Gulp, Super!, Nickelodeon, Boing, Cartoon Network, Teen Nick, Nick jr., Disney Channel e sul network Disney Digital. La campagna radio sarà invece on air da domenica 15 per una settimana sui network Radio 105 e RDS. La pianificazione stampa è prevista su Corriere della Sera, Repubblica, Gazzetta dello Sport e TV Sorrisi e Canzoni, mentre sul web saranno coinvolti Facebook, Twitter e Instagram e i canali YouTube Disney.
Emanuela Peja, senior marketing manager, commenta: “Attraverso questa campagna, insieme a Tortuga Comunicazione abbiamo voluto mettere in luce la versatilità di Topolino, la molteplicità dei contenuti e la sua capacità di interagire con i lettori e renderli   partecipi di questo mondo di magia, fantasia con le storie a fumetti, ma anche di attualità con le rubriche che li chiamano ad essere attori protagonisti nella vita di redazione. Torniamo on air dopo qualche tempo per confermare l’attualità di Topolino e la sua capacità di adattarsi alle generazioni che cambiano”.

La domanda è: chi ha progettato questa campagna pubblicitaria così massiccia (e, mi verrebbe da dire, disperata) lo sa quali cartoni animati vengono trasmessi OGGI dalla maggior parte dei canali tematici per ragazzi? Ha valutato l'ipotesi che, se un piccolo spettatore compra Topolino dopo averlo visto pubblicizzato accanto a determinate serie animate, può rimanerne terribilmente deluso e metterci una croce sopra per sempre? Dopotutto fra le storie pubblicate oggi da Topolino e le serie animate per ragazzi di ultima generazione, soprattutto se sono umoristiche, c'è un ABISSO... E i bambini non sono stupidi o insensibili a certi dettagli... Tutt'altro...

Eppure la direttrice Valentina De Poli afferma (CLICCATE QUI) che: "Due gli obiettivi di questo restyling: (ri)portare i giovanissimi lettori mobile born a sfogliare le pagine, a leggere, a immergersi nelle storie a fumetti e a interessarsi alle notizie e conquistare la complicità degli insegnanti che possono trovare nella comunicazione a fumetti un alleato prezioso per il lavoro di gruppo in classe".

Il che, fra le righe, sembra lasciare intendere che i lettori iniziano ad essere davvero pochi e che ormai bisogna iniziare a sperare negli insegnanti... Che volete che vi dica? Magari sono io che pecco di pessimismo, ma con questi presupposti e con questi obbiettivi la vedo un po' grigia.

Per dirla con eufemismo.

E il tutto mentre il mondo va avanti e mentre, giusto per dirne una, sempre più bambini hanno amici che appartengono ad altre etnie o religioni, o magari stanno crescendo con due mamme o due papà...

Ad ogni modo, non so perchè, ma da un settimanale in cui le protesi delle atlete paraolimpiche vengono disegnate con un tacco 14 non mi aspetterei molto a prescindere...

In compenso percepisco sempre più chiaramente una strana sensazione, come di catastrofe (fumettistica) incombente.

Alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html

venerdì 6 aprile 2018

MANIFESTAZIONI E SITUAZIONI

Ciao a tutti, come va?

Oggi vorrei riflettere assieme a voi a proposito di un insieme di situazioni un po' curiose. Proprio questo fine settimana si tiene la decima edizione del Festival del Gioco di Modena (CLICCATE QUI), un appuntamento decisamente sfizioso per tutti gli appassionati di giochi da tavolo, di strategia e via dicendo...

Durante la manifestazione i ragazzi del gruppo gioco del Cassero - LGBT Center di Bologna, altrimenti noto come La Gilda, saranno presenti in ben tre punti diversi. Animeranno partite presso lo stand della Raven Distribution e promuoveranno il gioco Cuore di Mostro 2 (un gioco che si presta particolarmente a sfrutttare situazioni che affrontano tematiche Queer e LGBT) presso lo stand Narrativa. Inoltre presenteranno il primo gioco a tema che hanno sviluppato, e cioè LOBBIES.

Riprendendo pari pari la descrizione: "LOBBIES è una sfida all'ultimo evento tra le quattro fazioni degli Attivisti, Edonisti, Queer e Upper Class del mondo LGBT.
Sfrutta le risorse a disposizione della tua fazione per controllare, grazie ai tuoi personaggi, i luoghi della città e organizza il prossimo nuovo grande evento!
Organizzando eventi estenderai la tua influenza sulla città e ti assicurerai la vittoria. Puoi anche approfittare degli eventi gestiti dai altri giocatori, intralciandoli esprimendo il tuo dissenso o salendo sul carro dei vincitori dando il tuo consenso... Ovviamente ricevendo qualcosa in cambio!"



A quanto pare si tratta di un gioco di strategia a base di carte, e a breve dovrebbe partire una raccolta fondi per produrlo in serie. A rendere tutto il progetto più sfizioso ci pensano anche i disegnatori che si spartiranno i disegni relativi alle carte delle varie fazioni. Per ora, infatti, si sa che Jacopo Camagni si occuperà della lobby Queer...

Mentre Flavia Biondi si occuperà degli Upper Class... Al momento non so ancora chi si occuperà delle altre categorie, ma se questi sono i presupposti direi che ci troveremo di fronte ad un progettino davvero interessante anche dal punto di vista grafico...

Ovviamente vi terrò aggiornati.

Ad ogni modo è bello vedere che, se pure in Italia non abbiamo ancora associazioni che promuovono i temi LGBT nell'immaginario pop in senso lato, c'è comunque una realtà come La Gilda di Bologna che si sta consolidando sempre di più, iniziando ad essere sempre più presente anche nelle manifestazioni di settore...

Comunque all'inizio parlavo di situazioni un po' curiose, e infatti non mi riferivo tanto al fatto che La Gilda si sta dando da fare a Modena, quanto al fatto che - paradossalmente - a Bologna non si riesce ancora a mettere insieme un qualche evento di più ampia portata legato ai giochi e all'immaginario pop, magari sfruttando le sinergie e le energie che sono già presenti sul territorio.

Faccio un esempio pratico. In autunno, a Bologna si tiene il Festival Bilbolbul, dedicato al mondo del fumetto a 360° e che si sviluppa coinvolgendo varie aree del centro cittadino. Diciamo che, ra differenza delle manifestazioni fumettistiche che vanno per la maggiore in Italia, si concentra su mostre, incontri e presentazioni di un certo livello e non è la solita fiera campionaria. Ultimamente questo Festival ha deciso di diventare qualcosa di più integrato e permanente, ad esempio sfruttando l'onda lunga della Fiera del libro per Ragazzi che si tiene a fine marzo e cercando di organizzare più eventi anche durante il resto dell'anno. E così ha pensato anche di collaborare con il Cassero - LGBT Center per organizzare, la prossima settimana, un incontro con Simon Hanselmann, un fumettista underground originario della Tasmania e trapiantato a Seattle... E assolutamente queer.

Anche le sue opere non sono propriamente convenzionali, e la sua serie più celebre parla di una strega tossicomane e depressa che si accompagna a due famigli (un gufo e un gatto nero), che condividono una relazione morbosa e autodistruttiva... Quindi l'incontro che si terrà Martedì 10 aprile, alle ore 18.30, sarà sicuramente una bella occasione per approfondire la conoscenza con un autore diverso dal solito (e che ha alle spalle una vita particolare quanto i suoi fumetti).


Presentare un autore come Simon Hanselmann al Cassero, quindi, ha un suo senso... Tuttavia quello che trovo curioso è che ci sia sempre bisogno che questo genere di proposte arrivi dall'esterno, perchè altrimenti le associazioni e gli spazi LGBT italiani non sarebbero assolutamente propensi a lanciarsi in una qualche iniziativa che metta al centro i fumetti o comunque l'immaginario pop. Nemmeno quando si tratta di realtà avviate e strutturate come il Cassero di Bologna. Forse in Italia si risente ancora di un insieme di pregiudizi culturali (e politici), che per decenni hanno allontanato fumetti e affini dal mondo LGBT? Non saprei dirlo...

Sicuramente in altre parti del mondo le cose vanno in maniera leggermente diversa. Prendiamo ad esempio la regione indipendente delle Asturie, in Spagna. Un milione di abitanti in tutto con un Festival del Cinema LGBTQ che quest'anno è arrivato alla terza edizione e che si terrà dal 15 al 21 Aprile (maggiori informazioni le trovate CLICCANDO QUI e QUI ).
Anche se si tratta di un Festival del Cinema gli organizzatori hanno pensato bene di parlare anche di fumetti, e così per l'edizione 2018 hanno deciso di presentare due mostre: una dedicata a Carla Berrocal e una dedicata a Ivàn Garcìa... Ed entrambe collocate nella stessa struttura che ospita il Festival, e cioè l'avvenieristico (e prestigiosissimo) Centro Niemeyer...


Se volete maggiori informazioni su Carla Berrocal potete consultare il suo sito (CLICCATE QUI).


Mentre vi ricordo che Ivàn Garcìa sta proseguendo da anni il suo progetto personale dedicato ai pirati spaziali della saga di Capitan Eclipse, che ovviamente è del tutto inedita in Italia (però il sito ufficiale lo trovate CLICCANDO QUI).

Quando è stata l'ultima volta che in un Festival italiano di cinema LGBT si è lasciato un po' di spazio ai fumetti? Ovviamente è una domanda retorica, visto che a quanto mi risulta non c'è mai stata nemmeno una prima volta...

Morale della favola: la sensazione è che in certi ambiti, anche se qualcosa si muove (come nel caso - molto circoscritto -  de La Gilda) e nonostante la disponibilità a collaborare con iniziative esterne, dalle nostre parti lo spirito d'iniziativa della comunità LGBT - e del mondo che ci gira attorno - sia ancora un po' scarso e che la situazione sia fondamentalmente uguale a dieci o venti anni fa...

Curioso.

Alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html

martedì 3 aprile 2018

PREMIO GLAD 2018

Ciao a tutti, come va?

Con un leggero ritardo, rispetto alle edizioni degli ultimi anni, sono felice (si fa per dire) di annunciare che questo BLOG lancia la nuova edizione del Premio GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati), che tramite i vostri voti assegna il premio al fumetto italiano che ha offerto la rappresentazione più penosa del mondo LGBT nell'anno precedente. Quindi i fumetti selezionati questa volta risalgono tutti al 2017, e devo ammettere che mi ero scordato delle perle che ci aveva offerto l'anno appena trascorso...

Se siete nuovi, comunque, vorrei precisare che i candidati al suddetto premio non vengono selezionati in base alla rappresentazione poco lusinghiera che hanno offerto del mondo LGBT... Nel senso che, ovviamente, uno sceneggiatore è liberissimo di presentare personaggi LGBT negativi e quant'altro, se lo ritiene funzionale alla trama che vuole portare avanti. Infatti fra i candidati del Premio GLAD non troverete NINE STONES, ad esempio, anche se i protagonisti sono giovani omosessuali a dir poco perversi. Quello che fa la differenza nei fumetti selezionati per essere votati nel Premio GLAD, per la precisione, è il fatto che strizzano l'occhio alla componente più o meno omofoba del pubblico italiano, puntando su stereotipi, accenti e situazioni che - tecnicamente - hanno soprattutto la funzione di ribadire e confermare tutta una serie di tranquillizzanti punti fermi nella mentalità - un po' limitata - di un certo tipo di pubblico...

Quali punti fermi? Ad esempio la convinzione che gli omosessuali che hanno una vita sessuale sono intrinsecamente malvagi e perversi, o hanno atteggiamenti predatori nei confronti degli eterosessuali, o ancora - nel caso delle lesbiche "femminili" - debbano avere la tendenza ad essere funzionali ad un certo tipo di fantasie maschili. O ancora che, quando si parla di personaggi omosessuali realmente esistiti (o esistenti), è sempre meglio glissare su certi elementi o comunque confermare certi pregiudizi che li hanno accompagnati in vita (anche se poi sono stati smentiti da inchieste e indagini varie). Ad ogni modo il campionario del 2017 è abbastanza variegato, quindi non indugio oltre e passo a segnalarvi i candidati  del premio GLAD 2018, così potrete rendervi conto meglio di quello a cui mi riferisco...

I candidati per il Premio GLAD 2018 sono:

1) TOPOLINO (Panini)


In realtà all'inizio volevo inserirlo solo per via del numero speciale in cui è comparso Andy Duckhol (ovvero Andy Warhol), e in cui si è lavorato per benino non solo per rimuovere ogni possibile accenno alla sua omosessualità (CLICCATE QUI per i dettagli), ma anche per rimuovere anche ogni possibile allusione ambigua... Al punto da trasformare la famosa banana che aveva studiato per una copertina discografica in una fetta d'anguria... Però poi, a ripensarci, penso che in questa classifica possa rientrare anche per il fatto che ha dedicato copertine, interviste e tavole interne a due cantanti gay dichiarati (tiziano Ferro e Mika) riuscendo a sorvolare completamente sul fatto che sono gay.


Certo, qualcuno può obbiettare che - dei vari personaggi reali trasformati in paperi e topi - non si specifica mai la sessualità a prescindere... Però è anche vero che in quei casi la loro eterosessualità è scontata, e comunque parlare di eterosessualità su Topolino non avrebbe alcun valore aggiunto, mentre parlare di omosessualità - e di lotta all'omofobia - sì... Se non nelle storie a fumetti, perlomeno nelle interviste ai suddetti artisti... E invece niente...

2) BATTAGLIA (Cosmo Editoriale)


Sul fatto che la Cosmo Editoriale abbia dimostrato un atteggiamento più aperto della media riguardo a un certo tipo di contenuti non ci piove. E infatti ha un po' stupito il fatto che, quando ha avuto l'occasione di affrontare una storia in cui si parlava di Pier Paolo Pasolini abbia finito per pescare a piene mani da tutto quell'immaginario fosco e sordido che aveva accompagnato il suo assassinio... E che con gli anni è stato in buona parte smantellato (per i dettagli CLICCATE QUI). Poteva essere una buona occasione per dare spazio alle nuove interpretazioni di quei fatti, alle dichiarazioni che sono emerse negli ultimi anni, alle voci che all'epoca non furiono ascoltate... E invece niente... Si è preferito presentare, per l'ennesima volta, Pier Paolo Pasolini come un individuo vittima delle sue perversioni sessuali...

3) MERCURIO LOI (Bonelli)


Nuova testata Bonelli, vecchio stile confermato. In tutti i sensi. Ambientare questa saga nella Roma di qualche secolo fa poteva offrire numerosi spunti interessanti per descrivere un mondo in cui l'Italia era considerata una specie di terra promessa per tutti gli omosessuali occidentali... E invece si è preferito puntare sulla solita lesbica mascolina e psicopatica, che si traveste da uomo per compiere i suoi delitti e che seduce popolane in crisi matrimoniale... Il tutto fin dal secondo numero (CLICCATE QUI per i dettagli).

4) DRAGONERO (Bonelli)


Il personaggio fantasy che è stato un po' una rivelazione nel panorama Bonelli, anche se adesso il fenomeno si sta ridimensionando,  con la moltiplicazione delle iniziative editoriali che lo riguardano è riuscito a moltiplicare anche le occasioni per candidarsi al Premio GLAD. Infatti se da una parte la serie regolare ha continuato abilmente a glissare su certi temi (anche se il fantasy moderno è un genere particolarmente gay friendly), o comunque a presentarli in maniera assolutamente marginale quando coinvolgevano la sorella del protagonista (che pure sarebbe dichiaratamente lesbica), dall'altra la serie Dragonero Adventures - dando per scontato che il pubblico giovane non può e non deve confrontarsi con certi temi - ha rimosso completamente qualsiasi allusione all'argomento... E in tutto questo c'è stato anche modo di presentare uno SPECIALE (CLICCATE QUI per i dettagli) a base di amori lesbici - per giunta "riconosciuti" in qualche forma - che si rassegnano ad essere vissuti all'ombra di matrimoni eterosessuali... E che comunque coinvolgono lesbiche che, alla bisogna, non si fanno problemi a "divertirsi" con i maschi di turno.

5) MORGAN LOST (Bonelli)

Nel tentativo di rilanciare una serie che sta andando peggio del previsto si sta lasciando maggior libertà creativa al suo ideatore... Che con il passaggio ad un diverso formato ha deciso di puntare anche su maggiori ammiccamenti lesbici, pensati però per gratificare un certo tipo di pubblico etero (CLICCATE QUI e QUI per i dettagli). Quindi via libera a languide lesbiche sexy che amoreggiano fra le lenzuola o  intente ad affrontare situazioni bondage e sadomaso... Con grande gioia, presumibilmente, dei nostalgici delle riviste erotiche degli anni Ottanta e Novanta... E forse solo di loro. Ennesima occasione persa... Soprattutto considerando che questo avrebbe dovuto essere un personaggio innovativo e sperimentale sotto diversi punti di vista.

In realtà nel 2017 ci sarebbe stata anche qualche altra perla da inserire nella rosa dei candidati, ma a parte il fatto che si trattava di produzioni Bonelli (e non mi sembrava il caso di infierire), credo che i cinque titoli che vi ho proposto siano comunque i più rappresentativi e più adeguati per essere votati.

Comunque qui sotto potete esprimere la vostra opinione con un voto entro il 17 maggio, la Giornata Mondiale per Lotta all'Omotransfobia...

Dopodichè vedremo un po' di trarre le somme, come ogni anno... Quindi partecipate numerosi e spargete la voce!
Alla prossima e fatemi sapere se avete delle opinioni a caldo!