Ciao a tutti, come va?
Come ogni anno, in questo periodo, gli amici dell'associazione GLAAD (che monitorizza la rappresentazione della comunità LGBT nei media americani) hanno annunciato le nominations per le varie categorie dei Glaad Awards (CLICCATE QUI per vedere i nominati in tutte le categorie)... E, come ogni anno, questo blog è ben felice di presentarvi quali saranno i cinque candidati nella sezione comics...
Hawkeye, di Matt Fraction, Annie Wu, Chris Eliopoulos, David Aja - Marvel Comics
Perchè adesso i vicini di casa dell'arciere più popolare dell'universo Marvel sono una simpatica coppia di gay di colore over 40...
Lumberjanes, di Noelle Stevenson, Grace Ellis, Brooke Allen - BOOM! Studios
Perchè in un mondo popolato da mostri, dei, profesie e chissà cos'altro un ruolo primario è rivestito dalla coppia formata da Molly e Mal...
Saga, di Brian K. Vaughan, Fiona Staples - Image Comics
Perchè anche in questo mondo fantascientifico le coppie gay possono avere un ruolo molto importante (come nel caso dei due reporter Upsher e Doff), e anche loro devono vedersela con problemi di omofobia...
Memetic, di James Tynion IV, Eryk Donovan - BOOM! Studios
Perchè in questo moderno horror il giovane protagonista Aaron trov anche il tempo di prendere coscienza della propria omosessualità...
Rat Queens, by Kurtis J. Wiebe, Roc Upchurch - Image Comics
Perchè in questo delizioso fantasy al femminile una delle eroine protagoniste è una simpaticicissima (e risolutissima) halfling lesbica di nome Betty...
Nell'attesa di scoprire chi vincerà qualche riflessione è d'obbligo. La prima è che per la prima volta, su cinque nominations, solo una riguarda la Marvel e nemmeno una la DC Comics (che - effettivamente - negli ultimi tempi ne ha combinate davvero troppe per poter competere in una premiazione di questo tipo). Inoltre Image e BOOM! Studio sono due editori di tutto rispetto (la Image in diverse occasioni è risultata il terzo editore di fumetti in america, dietro a MARVEl e DC), ma rientrando nella categoria degli "editori indipendenti", con la loro politica gay friendly stanno confermando che ormai la tematica LGBT coinvolge trasversalmente tutta l'editoria a fumetti statunitense... Al pari di tutte le altre.
Tra l'altro proprio l'Image Comics, nel 2013, fini per litigare addirittura con la Apple proprio per affermare il suo diritto alla rappresentazione delle tematiche LGBT, e la causa furono proprio alcune tavole del numero 12 di Saga, in cui si intravedevano rapporti omosessuali nella testa/schermo del personaggio che vedete qui sotto, e che portarono la Apple a negare alla Image la possibilità di vendere quel fumetto tramite le proprie applicazioni...
La Image Comics si rifiutò di proporre una versione censurata e il caso mediatico che ne seguì spinse la Apple a fare un passo indietro e a mettere in vendita Saga 12, con tante di scuse...
Segno evidente dei tempi che cambiano.
E, a proposito dei tempi che cambiano, può essere interessante notare che quest'anno la GLAAD ha deciso di dare un premio speciale alla BioWare per il videgame DRAGON AGE: INQUISITION (di cui ho parlato più volte su questo blog), dato che ha introdotto - finalmente - dei personaggi esclusivamente omosessuali. Nella fattispecie il già popolarissmo mago Dorian (di cui ho parlato più volte) e l'elfa Sera (che, in considerazione del fatto che le eroine fantasy lesbiche non sono proprio una novità, è passata un po' in secondo piano rispetto al suo collega).
Ovviamente, siccome i Glaad Awards sono tenuti in grande considerazione, la comunità LGBT americana (come ogni anno) ha avuto da ridire sulla scelta dei candidati nella categoria comics... Perchè ovviamente c'erano molti altri personaggi fra cui scegliere le cinque nominations, e ovviamente ciascuno di loro aveva dei buoni motivi per partecipare.
E questo, al di là di tutto, penso che possa dimostrare la differenza quasi abissale fra la situazione americana e quella italiana, dove - probabilmente - le uniche produzioni nostrane che potrebbero partecipare ad un ipotetica premiazione in stile Glaad finirebbero per provenire tutte dallo stesso editore (e cioè la Ren Books)... Perchè tutti gli altri editori che hanno toccato il tema gay nel 2014 lo hanno fatto in maniera davvero poco "Glaad", se capite che intendo.
Tra l'altro, piccolo dettaglio non irrilevante, l'editoria americana oltre ad essere sempre più gay friendly ha iniziato ad avere anche un approccio più "homoerotic friendly", nel senso che indugia sul sex appeal del corpo maschile in maniera sempre più disinvolta... Arrivando anche al nudo integrale, seppur censurandolo - spesso con una certa ironia - dove serve (come nel caso di Hawkeye qui sotto)...
E anche questo, per l'editoria italiana, sembra essere qualcosa di semplicemente inconcepibile.
Comunque ammetto che, vista la mole di fumetti poco gay friendly prodotta in Italia lo scorso anno, sarei tentato di istituire una nuova edizione del concorso tipo "VOTA IL FUMETTO MENO GAY FRIENDLY", che realizzai già una volta su questo blog, anni fa (i cinque candidati del 2009 li trovate CLICCANDO QUI)... All'epoca il più votato fu Jonathan Steele, ma è anche vero che facebook e i social non erano diffusi come lo sono ora, e sarei molto curioso di vedere cosa potrebbe succedere se lanciassi un simile concorso adesso...
Voi che ne pensate?
Alla prossima.
mercoledì 28 gennaio 2015
lunedì 26 gennaio 2015
ANDAMENTI A SORPRESA...
Ciao a tutti, come va?
Una volta tanto, vorrei dedicare un post proprio a questo blog.
In realtà lo spunto me l'ha dato uno scambio di commenti in calce al mio ultimo post su IL RAGAZZO INVISIBILE (per leggerli CLICCATE QUI).
Mentre rileggevo le mie risposte ho preso coscienza di una cosa, anzi di due, e cioè che anche questo è un blog indipendente ed è gestito da un appassionato (cioè me), che peraltro in passato ha provato ad opporsi - a sue spese - a quella logica di "immanicamento" a base di clientelismo e interessi incrociati che dalle nostre parti detta legge un po' a tutti i livelli (e infatti, adesso, certi meccanismi un pochino li riconosco a naso)...
E ho riflettuto sul fatto che quello che scrivo su questo blog è obbiettivamente scomodo, e sicuramente mi chiude molte porte, tant'è che non viene ripreso praticamente mai dai grandi siti che si occupano di fumetti (e che evidentemente sono molto più immanicati di me). In tanti anni credo lo abbia fatto solo FUMETTOLOGICA, e giusto perchè sul mio blog c'era un intervento di Gianfranco Manfredi.
Presumo che, in parte, questo sia dovuto al fatto che parlo anche di tematiche omoerotiche, e in Italia questo è molto compromettente e già da solo basta per essere condannati all'invisibilità. Tant'è che, giusto per fare un esempio, in quanto blog con tematiche adulte non posso rientrare nella classifica di blogbabel (CLICCATE QUI)... E presumo che blogbabel adotti questa politica perchè appartiene alla holding Banzai Media S.r.L che, essendo la seconda holding italiana in fatto di pubblicità e spazi internet, non vuole correre il rischio di compromettere la sua reputazione con i potenziali inserzionisti bigotti, che in Italia abbondano anche se spesso è solo una questione di facciata e di opportunismo...
E in effetti non sono solo loro a mettere dei filtri: anni fa, per esempio, proposi al sito fumetti.org di inserire un link per il mio blog, e mi risposero molto garbatamente che non era possibile per gli argomenti di cui trattavo e per le immagini che pubblicavo, visto che fumetti.org era frequentato anche di minori. Il che ha una sua logica, presumo, anche se in tutto questo c'è qualcosa che non mi torna... Perchè se i fumetti in Italia sono penalizzati proprio dal fatto che sono da sempre considerati "roba per bambini", ma poi chi si lamenta di questo pregiudizio finisce - in un certo senso - per assecondarlo, vuol dire che qualcosa non funziona.
Però mi rendo conto che per chi si occupa di fumetti - non avendo io a che fare con nessun editore prestigioso - sono un signor nessuno, e quindi è naturale che io sia ignorato da molti anche per questo motivo... Tuttavia - proprio mentre riflettevo sul fatto che, forse, con questo blog faccio una specie di lotta contro i mulini a vento e i muri di gomma - mi sono imbattuto nel portale di teads.tv.
Da quello che ho capito è una società di software aziendale per il digital branding (in soldoni si occupa di promozione via web) che ha sede in diverse città del mondo, ha un sacco di clienti importanti e monitorizza il traffico dei blog di interesse giornalistico (divisi per nazione) per realizzare vari tipi di classifiche (CLICCATE QUI SE VOLETE CURIOSARE).
Classifiche che segnalano la posizione di ciascun blog in relazione agli altri e quindi, più che offrire un semplice conteggio del traffico, coi loro grafici rappresentano proprio l'indice di gradimento di ogni singolo blog.
Qui sotto vedete l'andamento di questo blog nella classifica generale dal 2009 a oggi (più o meno ora si trova nella posizione 4200, ma a settembre era arrivato intorno alla posizione 3500)... Il che significa che dal 2009 a oggi ha scalato qualcosa come 20.000 posizioni in classifica (O__o)...
Io non sono un esperto, ma sembra che il gradimento sia cresciuto in maniera lenta ma costante, a parte alcuni guizzi inaspettati qua e là, e quindi potrei azzardare l'ipotesi che chi passa da queste parti tende a tornarci e/o a condividere almeno in parte il punto di vista che esprimo. Certo la mia non è una posizione in classifica paragonabile a quella dei blog sui fumetti più frequentati, però c'è da dire che questi blog, a differenza del mio, vengono spesso ripresi e segnalati, e questo incide molto... Tant'è che ho il sospetto che il guizzo del mio blog da agosto a settembre sia coinciso proprio con la mia (unica) segnalazione sul sito FUMETTOLOGICA (che da sola è bastata a farmi guadagnare 5000 posizioni!)...
E grazie a quella segnalazione presumo di avere raccolto alcune centinaia di followers che prima, probabilmente, nemmeno sapevano della mia esistenza.
A parziale riprova del mio ragionamento potrei anche azzardare l'ipotesi che il grafico del seguitissimo blog dello sceneggiatore Roberto Recchioni, che vedete qui sotto e che non è mai sceso sotto la posizione 800 della classifica generale, da qualche anno abbia un andamento sussultorio proprio perchè ha una relazione molto stretta con la pubblicità più o meno volontaria che gli viene fatta quando i suoi post vengono ripresi e commentati da altri blog, siti, social, ecc...
La cosa interessante, però, è che sul sito teads.tv c'è anche una classifica tematica dedicata ai blog che si occupano nello specifico di "fumetti e illustrazioni" (CLICCATE QUI). In questa classifica il mio blog però non rientra, perchè a quanto pare risulta multitematico (nella classifica dei blog multitematici si piazza poco prima della posizione numero 900), però - considerando le posizioni nella classifica generale - se il blog che state leggendo rientrasse nella classifica dedicata a "fumetti e illustrazioni" attualmente si piazzerebbe in centesima posizione!
Ora: mi rendo conto che una centesima posizione non è esattamente qualcosa di cui vantarsi, ma considerando che questo blog è pubblicizzato pochissimo (e forse è anche un po' boicottato), che non ha sostenitori occulti e che - soprattutto - si occupa prevalentemente di fumetti dal punto di vista LGBT, direi che questa centesima posizione è abbastanza interessante, soprattutto se si considera che negli anni pare proprio che il gradimento sia aumentato costantemente...
E l'andamento di questo blog, nel suo piccolo, mi porta a pensare che c'è un interesse crescente da parte pubblico di lingua italiana nei confronti delle tematiche LGBT nei fumetti (e non solo, visto che il primo blog di informazione LGBT generalista è presente nella classifica generale nella posizione 95!). Un interesse che, guardacaso, in questi anni sembra essere cresciuto in maniera inversamente proporzionale alle vendite dei fumetti italiani in edicola.
Mi spiego meglio: di certo queste vendite non sono diminuite SOLO per l'omissione, o la rappresentazione insoddisfacente, di certe tematiche, ma per come la vedo io la questione LGBT rientra in un più ampio discorso legato al modo con cui il fumetto italiano si approccia al proprio pubblico... Un modo che, evidentemente, non riesce più a centrare il bersaglio come succedeva una volta.
Per tutti i motivi che negli anni ho analizzato più volte proprio su questo blog.
Ovviamente non pretendo di avere la verità in mano, ma forse dei dati come questi (che sembrano relativamente attendibili, non foss'altro perchè vengono forniti da una multinazionale che con questi dati ci campa) possono offrire qualche ulteriore spunto di riflessione.
In ogni caso vorrei cogliere l'occasione per ringraziarvi tutti (e tutte) per il vostro crescente apprezzamento, che questa volta è stato statisticamente dimostrato (^__^).
Alla prossima.
Una volta tanto, vorrei dedicare un post proprio a questo blog.
In realtà lo spunto me l'ha dato uno scambio di commenti in calce al mio ultimo post su IL RAGAZZO INVISIBILE (per leggerli CLICCATE QUI).
Mentre rileggevo le mie risposte ho preso coscienza di una cosa, anzi di due, e cioè che anche questo è un blog indipendente ed è gestito da un appassionato (cioè me), che peraltro in passato ha provato ad opporsi - a sue spese - a quella logica di "immanicamento" a base di clientelismo e interessi incrociati che dalle nostre parti detta legge un po' a tutti i livelli (e infatti, adesso, certi meccanismi un pochino li riconosco a naso)...
E ho riflettuto sul fatto che quello che scrivo su questo blog è obbiettivamente scomodo, e sicuramente mi chiude molte porte, tant'è che non viene ripreso praticamente mai dai grandi siti che si occupano di fumetti (e che evidentemente sono molto più immanicati di me). In tanti anni credo lo abbia fatto solo FUMETTOLOGICA, e giusto perchè sul mio blog c'era un intervento di Gianfranco Manfredi.
Presumo che, in parte, questo sia dovuto al fatto che parlo anche di tematiche omoerotiche, e in Italia questo è molto compromettente e già da solo basta per essere condannati all'invisibilità. Tant'è che, giusto per fare un esempio, in quanto blog con tematiche adulte non posso rientrare nella classifica di blogbabel (CLICCATE QUI)... E presumo che blogbabel adotti questa politica perchè appartiene alla holding Banzai Media S.r.L che, essendo la seconda holding italiana in fatto di pubblicità e spazi internet, non vuole correre il rischio di compromettere la sua reputazione con i potenziali inserzionisti bigotti, che in Italia abbondano anche se spesso è solo una questione di facciata e di opportunismo...
E in effetti non sono solo loro a mettere dei filtri: anni fa, per esempio, proposi al sito fumetti.org di inserire un link per il mio blog, e mi risposero molto garbatamente che non era possibile per gli argomenti di cui trattavo e per le immagini che pubblicavo, visto che fumetti.org era frequentato anche di minori. Il che ha una sua logica, presumo, anche se in tutto questo c'è qualcosa che non mi torna... Perchè se i fumetti in Italia sono penalizzati proprio dal fatto che sono da sempre considerati "roba per bambini", ma poi chi si lamenta di questo pregiudizio finisce - in un certo senso - per assecondarlo, vuol dire che qualcosa non funziona.
Però mi rendo conto che per chi si occupa di fumetti - non avendo io a che fare con nessun editore prestigioso - sono un signor nessuno, e quindi è naturale che io sia ignorato da molti anche per questo motivo... Tuttavia - proprio mentre riflettevo sul fatto che, forse, con questo blog faccio una specie di lotta contro i mulini a vento e i muri di gomma - mi sono imbattuto nel portale di teads.tv.
Da quello che ho capito è una società di software aziendale per il digital branding (in soldoni si occupa di promozione via web) che ha sede in diverse città del mondo, ha un sacco di clienti importanti e monitorizza il traffico dei blog di interesse giornalistico (divisi per nazione) per realizzare vari tipi di classifiche (CLICCATE QUI SE VOLETE CURIOSARE).
Classifiche che segnalano la posizione di ciascun blog in relazione agli altri e quindi, più che offrire un semplice conteggio del traffico, coi loro grafici rappresentano proprio l'indice di gradimento di ogni singolo blog.
Qui sotto vedete l'andamento di questo blog nella classifica generale dal 2009 a oggi (più o meno ora si trova nella posizione 4200, ma a settembre era arrivato intorno alla posizione 3500)... Il che significa che dal 2009 a oggi ha scalato qualcosa come 20.000 posizioni in classifica (O__o)...
Io non sono un esperto, ma sembra che il gradimento sia cresciuto in maniera lenta ma costante, a parte alcuni guizzi inaspettati qua e là, e quindi potrei azzardare l'ipotesi che chi passa da queste parti tende a tornarci e/o a condividere almeno in parte il punto di vista che esprimo. Certo la mia non è una posizione in classifica paragonabile a quella dei blog sui fumetti più frequentati, però c'è da dire che questi blog, a differenza del mio, vengono spesso ripresi e segnalati, e questo incide molto... Tant'è che ho il sospetto che il guizzo del mio blog da agosto a settembre sia coinciso proprio con la mia (unica) segnalazione sul sito FUMETTOLOGICA (che da sola è bastata a farmi guadagnare 5000 posizioni!)...
E grazie a quella segnalazione presumo di avere raccolto alcune centinaia di followers che prima, probabilmente, nemmeno sapevano della mia esistenza.
A parziale riprova del mio ragionamento potrei anche azzardare l'ipotesi che il grafico del seguitissimo blog dello sceneggiatore Roberto Recchioni, che vedete qui sotto e che non è mai sceso sotto la posizione 800 della classifica generale, da qualche anno abbia un andamento sussultorio proprio perchè ha una relazione molto stretta con la pubblicità più o meno volontaria che gli viene fatta quando i suoi post vengono ripresi e commentati da altri blog, siti, social, ecc...
La cosa interessante, però, è che sul sito teads.tv c'è anche una classifica tematica dedicata ai blog che si occupano nello specifico di "fumetti e illustrazioni" (CLICCATE QUI). In questa classifica il mio blog però non rientra, perchè a quanto pare risulta multitematico (nella classifica dei blog multitematici si piazza poco prima della posizione numero 900), però - considerando le posizioni nella classifica generale - se il blog che state leggendo rientrasse nella classifica dedicata a "fumetti e illustrazioni" attualmente si piazzerebbe in centesima posizione!
Ora: mi rendo conto che una centesima posizione non è esattamente qualcosa di cui vantarsi, ma considerando che questo blog è pubblicizzato pochissimo (e forse è anche un po' boicottato), che non ha sostenitori occulti e che - soprattutto - si occupa prevalentemente di fumetti dal punto di vista LGBT, direi che questa centesima posizione è abbastanza interessante, soprattutto se si considera che negli anni pare proprio che il gradimento sia aumentato costantemente...
E l'andamento di questo blog, nel suo piccolo, mi porta a pensare che c'è un interesse crescente da parte pubblico di lingua italiana nei confronti delle tematiche LGBT nei fumetti (e non solo, visto che il primo blog di informazione LGBT generalista è presente nella classifica generale nella posizione 95!). Un interesse che, guardacaso, in questi anni sembra essere cresciuto in maniera inversamente proporzionale alle vendite dei fumetti italiani in edicola.
Mi spiego meglio: di certo queste vendite non sono diminuite SOLO per l'omissione, o la rappresentazione insoddisfacente, di certe tematiche, ma per come la vedo io la questione LGBT rientra in un più ampio discorso legato al modo con cui il fumetto italiano si approccia al proprio pubblico... Un modo che, evidentemente, non riesce più a centrare il bersaglio come succedeva una volta.
Per tutti i motivi che negli anni ho analizzato più volte proprio su questo blog.
Ovviamente non pretendo di avere la verità in mano, ma forse dei dati come questi (che sembrano relativamente attendibili, non foss'altro perchè vengono forniti da una multinazionale che con questi dati ci campa) possono offrire qualche ulteriore spunto di riflessione.
In ogni caso vorrei cogliere l'occasione per ringraziarvi tutti (e tutte) per il vostro crescente apprezzamento, che questa volta è stato statisticamente dimostrato (^__^).
Alla prossima.
venerdì 23 gennaio 2015
SALVAGENTI BISEX
Ciao a tutti, come va?
Purtroppo a volte ci si rende conto di avere fatto un errore solo dopo averne subito le conseguenze, e correre ai ripari non è sempre semplice.
Tuttavia si può sempre fare un tentativo e probabilmente è proprio quello che sta tentando di fare il produttore televisivo Daniel Cerone (foto sotto), responsabile del serial TV ispirato alla serie a fumetti HELLBLAZER, avente come protagonista il cacciatore di demoni John Contantine... E infatti CONSTANTINE è proprio il nome alla serie TV che ha debuttato alla fine dell'anno scorso sul canale NBC...
Purtroppo la serie non sta avendo i riscontri sperati, infatti è passata dai 4.300.000 spettatori del primo episodio ai 3.300.000 dell'ottavo, e nonostante il cambio di giorno e orario sembra stentare molto a risollevarsi, mettendo in forse la produzione di una seconda stagione.
Ne parlo qui perchè una delle peculiarità del personaggio di John Constantine, perlomeno nei suoi fumetti, è stata quella di emergere come bisessuale molto tempo prima che facesse tendenza, e infatti la scelta di non includere questo aspetto del suo personaggio nella serie televisiva pare che abbia deluso i suoi fans storici, e in particolare quelli gay, tant'è che la stampa gay americana ha dedicato molto spazio alla questione... Sottolineando che i produttori hanno perso un'occasione importante...
Sul momento, però, i produttori non hanno risposto e intanto gli spettatori calavano di puntata in puntata. Certo i motivi non saranno da ricercare solamente nel'omissione della bisessualità del protagonista, ma indubbiamente approfondire questo aspetto del personaggio avrebbe potuto creare un interesse supplementare, trame più originali e - soprattutto - avrebbe attirato molto pubblico occasionale... Di quello che magari non si sente attratto dall'ennesimo serial a base di cacciatori di demoni che si muovono ai confini del mondo dell'occulto... Che in effetti è diventato un sotto genere molto prolifico...
Ed è molto curioso che proprio Daniel Cerone non ci abbia pensato, visto che è stato anche il produttore di Charmed (da noi STREGHE), che ha intasato per anni gli schermi di tutto il mondo con un'ambientazione relativamente simile a quella proposta da CONSTANTINE (anche se quest'ultima spinge un po' di più sugli aspetti horror e sul taglio adulto)...
Forse, ma la mia è solo un'ipotesi, la produzione potrebbe aver pensato che presentare da subito il lato bisessuale di John Constantine sarebbe stato un po' troppo rischioso, visto che non c'erano precedenti di serie simili (e su cui si è investito tanto) con un protagonista che non fosse esclusivamente eterosessuale...
In ogni caso tira aria di maretta, e fino a poco tempo fa non era nemmeno sicuro che la NBC confermasse la produzione dei primi tredici episodi... Nel frattempo, però, Daniel Cerone ha moltiplicato i suoi appelli agli spettatori e ai fans del personaggio per cercare di spingere la serie verso ascolti più soddisfacenti, e siccome si è reso conto che potrebbe avere sbagliato ad omettere il lato bisex di Constantine ha iniziato a sbottonarsi di più al riguardo...
Agli inizi di gennaio, suo profilo Twitter, ha risposto ad un fan di CONSTANTINE, che gli chiedeva proprio quali erano le sue intenzioni riguardo alla rappresentazione della bisessualità del protagonista... Al che lui ha risposto che, siccome anche nel fumetto è stato un elemento che è stato introdotto gradualmente, la produzione ha intenzione di piazzare degli indizi su cui verrà fatta chiarezza successivamente...
E quando è stato incalzato ha aggiunto che avevano previsto di chiarire il tutto in uno dei tre episodi successivi ai primi tredici... Che però non vedranno la luce nella prima stagione, visto che a causa dei bassi ascolti verrà conclusa con il tredicesimo episodio e non con il sedicesimo... E ha aggiunto che, se mai questo chiarimento ci sarà, potrebbe avvenire nella seconda stagione... Sempre che una seconda stagione ci sia, ovviamente...
Ovviamente a questo punto è lecito chiedersi se le cose stanno davvero così o se, avendo scoperto troppo tardi quanto poteva essere importante la bisessualità di Constantine per il successo della serie, Daniel Cerone stia cercando si salvare il salvabile, provando ad attirare il pubblico che si è giocato finora...
Questo noi non lo sapremo mai, anche perchè nessuno può dire cosa c'era scritto davvero nei tre episodi che la NBC non finanzierà. Quel che è certo è che Daniel Cerone si è reso conto che effettivamente la bisessualità di John Constantine potrebbe essere un elemento in grado di risollevare, almeno in parte, le sorti della sua serie... Altrimenti non ne avrebbe di certo parlato in questo modo sul suo profilo Twitter.
Meglio tardi che mai... Certo è che, se la bisessualità di John Constantine fosse emersa prima, forse le cose sarebbero andate diversamente.
D'altra parte sbagliando si impara.
Alla prossima.
Purtroppo a volte ci si rende conto di avere fatto un errore solo dopo averne subito le conseguenze, e correre ai ripari non è sempre semplice.
Tuttavia si può sempre fare un tentativo e probabilmente è proprio quello che sta tentando di fare il produttore televisivo Daniel Cerone (foto sotto), responsabile del serial TV ispirato alla serie a fumetti HELLBLAZER, avente come protagonista il cacciatore di demoni John Contantine... E infatti CONSTANTINE è proprio il nome alla serie TV che ha debuttato alla fine dell'anno scorso sul canale NBC...
Purtroppo la serie non sta avendo i riscontri sperati, infatti è passata dai 4.300.000 spettatori del primo episodio ai 3.300.000 dell'ottavo, e nonostante il cambio di giorno e orario sembra stentare molto a risollevarsi, mettendo in forse la produzione di una seconda stagione.
Ne parlo qui perchè una delle peculiarità del personaggio di John Constantine, perlomeno nei suoi fumetti, è stata quella di emergere come bisessuale molto tempo prima che facesse tendenza, e infatti la scelta di non includere questo aspetto del suo personaggio nella serie televisiva pare che abbia deluso i suoi fans storici, e in particolare quelli gay, tant'è che la stampa gay americana ha dedicato molto spazio alla questione... Sottolineando che i produttori hanno perso un'occasione importante...
Sul momento, però, i produttori non hanno risposto e intanto gli spettatori calavano di puntata in puntata. Certo i motivi non saranno da ricercare solamente nel'omissione della bisessualità del protagonista, ma indubbiamente approfondire questo aspetto del personaggio avrebbe potuto creare un interesse supplementare, trame più originali e - soprattutto - avrebbe attirato molto pubblico occasionale... Di quello che magari non si sente attratto dall'ennesimo serial a base di cacciatori di demoni che si muovono ai confini del mondo dell'occulto... Che in effetti è diventato un sotto genere molto prolifico...
Ed è molto curioso che proprio Daniel Cerone non ci abbia pensato, visto che è stato anche il produttore di Charmed (da noi STREGHE), che ha intasato per anni gli schermi di tutto il mondo con un'ambientazione relativamente simile a quella proposta da CONSTANTINE (anche se quest'ultima spinge un po' di più sugli aspetti horror e sul taglio adulto)...
Forse, ma la mia è solo un'ipotesi, la produzione potrebbe aver pensato che presentare da subito il lato bisessuale di John Constantine sarebbe stato un po' troppo rischioso, visto che non c'erano precedenti di serie simili (e su cui si è investito tanto) con un protagonista che non fosse esclusivamente eterosessuale...
In ogni caso tira aria di maretta, e fino a poco tempo fa non era nemmeno sicuro che la NBC confermasse la produzione dei primi tredici episodi... Nel frattempo, però, Daniel Cerone ha moltiplicato i suoi appelli agli spettatori e ai fans del personaggio per cercare di spingere la serie verso ascolti più soddisfacenti, e siccome si è reso conto che potrebbe avere sbagliato ad omettere il lato bisex di Constantine ha iniziato a sbottonarsi di più al riguardo...
Agli inizi di gennaio, suo profilo Twitter, ha risposto ad un fan di CONSTANTINE, che gli chiedeva proprio quali erano le sue intenzioni riguardo alla rappresentazione della bisessualità del protagonista... Al che lui ha risposto che, siccome anche nel fumetto è stato un elemento che è stato introdotto gradualmente, la produzione ha intenzione di piazzare degli indizi su cui verrà fatta chiarezza successivamente...
E quando è stato incalzato ha aggiunto che avevano previsto di chiarire il tutto in uno dei tre episodi successivi ai primi tredici... Che però non vedranno la luce nella prima stagione, visto che a causa dei bassi ascolti verrà conclusa con il tredicesimo episodio e non con il sedicesimo... E ha aggiunto che, se mai questo chiarimento ci sarà, potrebbe avvenire nella seconda stagione... Sempre che una seconda stagione ci sia, ovviamente...
Ovviamente a questo punto è lecito chiedersi se le cose stanno davvero così o se, avendo scoperto troppo tardi quanto poteva essere importante la bisessualità di Constantine per il successo della serie, Daniel Cerone stia cercando si salvare il salvabile, provando ad attirare il pubblico che si è giocato finora...
Questo noi non lo sapremo mai, anche perchè nessuno può dire cosa c'era scritto davvero nei tre episodi che la NBC non finanzierà. Quel che è certo è che Daniel Cerone si è reso conto che effettivamente la bisessualità di John Constantine potrebbe essere un elemento in grado di risollevare, almeno in parte, le sorti della sua serie... Altrimenti non ne avrebbe di certo parlato in questo modo sul suo profilo Twitter.
Meglio tardi che mai... Certo è che, se la bisessualità di John Constantine fosse emersa prima, forse le cose sarebbero andate diversamente.
D'altra parte sbagliando si impara.
Alla prossima.
mercoledì 21 gennaio 2015
ADDIO HANDJOBS...
Ciao a tutti, come va?
Se seguite questo blog saprete che, nei limiti delle mie possibilità, cerco di offrire una panoramica aggiornata di tutto quello che succede attorno al mondo del fumetto LGBT, anche perchè non mi risulta che ci siano altri spazi in lingua italiana che fanno altrettanto.
Tuttavia, siccome il mondo è grande e le notizie vanno cercate, può capitare che finisca per scoprire qualche notizia interessante con un po' di ritardo, soprattutto se nel frattempo mi sono concentrato su altro.
E così solo di recente mi sono accorto che ha cessato le pubblicazioni la storica rivista HANDJOBS MAGAZINE, che - per chi non lo sapesse - era specializzata in fumetti, illustrazioni e racconti omoerotici incentrati sul feticismo DADDY/BOY, ovvero sui rapporti sessuali fra maschi con parecchi anni di differenza, comprensivi di varianti più o meno incestuose. Unico prerequisito necessario l'età legale dei protagonisti (anche perchè, in caso contrario, la rivista non sarebbe potuta andare avanti per tanto tempo).
Per chiarire meglio cosa è successo vi traduco qui di seguito il comunicato che si può leggere su quello che resta del sito della rivista, dopo che anche questo è stato chiuso lo scorso mese di novembre.
"Per quasi ventiquattro anni è stato un piacere offrirvi Handjobs ogni mese. Sfortunatamente quello di ottobre 2014 è stato l'ultimo numero che abbiamo pubblicato.
Noi abbiamo iniziato a pubblicare Handjobs nell'aprile del 1991. Avevamo stampato solo dodici copie, e quando le abbiamo proposte alla libreria A Different Light Bookstore di San Francisco avevamo le farfalle nello stomaco.
Con nostra grande sorpresa furono vendute subito e una settimana dopo la libreria ci chiamò per ordinarne delle altre.
Se seguite questo blog saprete che, nei limiti delle mie possibilità, cerco di offrire una panoramica aggiornata di tutto quello che succede attorno al mondo del fumetto LGBT, anche perchè non mi risulta che ci siano altri spazi in lingua italiana che fanno altrettanto.
Tuttavia, siccome il mondo è grande e le notizie vanno cercate, può capitare che finisca per scoprire qualche notizia interessante con un po' di ritardo, soprattutto se nel frattempo mi sono concentrato su altro.
E così solo di recente mi sono accorto che ha cessato le pubblicazioni la storica rivista HANDJOBS MAGAZINE, che - per chi non lo sapesse - era specializzata in fumetti, illustrazioni e racconti omoerotici incentrati sul feticismo DADDY/BOY, ovvero sui rapporti sessuali fra maschi con parecchi anni di differenza, comprensivi di varianti più o meno incestuose. Unico prerequisito necessario l'età legale dei protagonisti (anche perchè, in caso contrario, la rivista non sarebbe potuta andare avanti per tanto tempo).
Per chiarire meglio cosa è successo vi traduco qui di seguito il comunicato che si può leggere su quello che resta del sito della rivista, dopo che anche questo è stato chiuso lo scorso mese di novembre.
"Per quasi ventiquattro anni è stato un piacere offrirvi Handjobs ogni mese. Sfortunatamente quello di ottobre 2014 è stato l'ultimo numero che abbiamo pubblicato.
Noi abbiamo iniziato a pubblicare Handjobs nell'aprile del 1991. Avevamo stampato solo dodici copie, e quando le abbiamo proposte alla libreria A Different Light Bookstore di San Francisco avevamo le farfalle nello stomaco.
Con nostra grande sorpresa furono vendute subito e una settimana dopo la libreria ci chiamò per ordinarne delle altre.
Da allora ogni mese abbiamo pubblicato un nuovo numero di Handjobs (senza contare egli speciali, le raccolte e tutto il resto), e alla fine abbiamo realizzato 283 pubblicazioni in tutto.
Però, con le librerie gay che chiudevano una dopo l'altra, e con il numero degli abbonati in calo, non ci sono più lettori sufficienti per garantire l'uscita del nostro magazine.
Una volta speravamo di poter reggere andando avanti come rivista online. Alcuni anni fa sembrava una cosa promettente. Invece, con l'esplosione di internet, il web è diventato un posto dove solo poche persone sono disposte a pagare per leggere qualcosa.
Però, con le librerie gay che chiudevano una dopo l'altra, e con il numero degli abbonati in calo, non ci sono più lettori sufficienti per garantire l'uscita del nostro magazine.
Una volta speravamo di poter reggere andando avanti come rivista online. Alcuni anni fa sembrava una cosa promettente. Invece, con l'esplosione di internet, il web è diventato un posto dove solo poche persone sono disposte a pagare per leggere qualcosa.
Ogni volta che mettevamo online un nuovo numero di Handjobs sul nostro sito, qualche lettore lo copiava e lo condivideva con chiunque nel giro di poche ore.
Di conseguenza solo una minima parte di coloro che leggevano Handjobs ultimamente pagavano la loro copia, e senza entrate no non siamo più in grado di pagare gli artisti e le spese per mantenere il server del sito.
Noi abbiamo chiuso il nostro sito il primo novembre.
Per comprare le nostre pubblicazioni potete contattarci tramite orders@hjmag.com, se avete necessità di scaricare di nuovo delle pubblicazioni che avete già acquistato potete scrivere a dad@hjmag.com.
Siamo stati davvero onorati di servirvi in tutti questi anni. Ci sarebbe piaciuto contiuare a pubblicare ancora per molti anni, ma purtroppo non ci è più possibile.
Auguri a tutti voi, di tanta gioia e felicità."
Che dire?
Di conseguenza solo una minima parte di coloro che leggevano Handjobs ultimamente pagavano la loro copia, e senza entrate no non siamo più in grado di pagare gli artisti e le spese per mantenere il server del sito.
Noi abbiamo chiuso il nostro sito il primo novembre.
Per comprare le nostre pubblicazioni potete contattarci tramite orders@hjmag.com, se avete necessità di scaricare di nuovo delle pubblicazioni che avete già acquistato potete scrivere a dad@hjmag.com.
Siamo stati davvero onorati di servirvi in tutti questi anni. Ci sarebbe piaciuto contiuare a pubblicare ancora per molti anni, ma purtroppo non ci è più possibile.
Auguri a tutti voi, di tanta gioia e felicità."
Che dire?
Un simile commiato fa una certa tenerezza, però bisogna essere obbiettivi.
Se Handjobs Magazine era regolarmente piratato è anche perchè era diventato davvero molto costoso per gli standard a cui si era abituato il tipico fruitore di pornografia online. Tuttavia i suoi editori si erano fossilizzati su una politica tipica delle riviste erotiche degli anni '90, che peraltro venivano pubblicate in un periodo in cui non c'era una congiunzione economica così negativa come quella degli ultimi anni.
E i prezzi non erano alti solo per i nuovi numeri, ma anche per le raccolte e le ristampe, anche in versione digitale, senza contare che poteva capitare che gli editori di Handjobs pubblicassero speciali e raccolte con una o due storie nuove e una decina di storie già viste. Tutte scelte che nel lungo periodo hanno spinto i lettori, soprattutto quelli nuovi e più avvezzi a internet, a fruire di Handjobs Magazine tramite canali non ufficiali.
Così, paradossalmente, Handjobs Magazine non è mai stata così popolare e diffusa come quando è stata costretta a chiudere per mancanza di lettori paganti... E tutto questo mentre alcuni dei suoi autori sono diventati molto popolari anche al di fuori degli USA, come ad esempio il bravissimo Josman, che è stato pubblicato anche in francese dell'editore H&O...
Probabilmente, se siete appassionati di fumetti omoerotici, vi sarete imbattuti nella sua saga a puntate MY WILD AND RAUNCHY SON (oppure conoscete almeno una persona che sa di cosa parlo), ma se dovessi contare quelli di voi che hanno COMPRATO un suo fumetto i numeri sarebbero infinitamente più bassi, e forse diventerebbero ancora più bassi se calcolassimo quelli che hanno comprato un suo fumetto in versione digitale, magari proprio attraverso il sito di Handjobs Magazine.
D'altra parte è anche vero che, gusti a parte, non tutti gli autori di Handjobs Magazine erano bravi quanto lui, e forse molti lettori potenziali hanno ripiegato sulla pirateria proprio perchè non erano del tutto convinti che valesse la pena di spendere soldi per una rivista che, al 60-70% presentava materiale di cui si sarebbe anche potuto fare a meno...
Il che ci porta a una considerazione molto interessante, che si può applicare a tutte le forme di intrattenimento che in qualche modo hanno risentito del boom di internet, compresa la pornografia, e in particolare quella a fumetti. E cioè che oggi internet ha fatto in modo che i fruitori di prodotti di questo tipo - di fatto - non pagano più per avere in cambio un prodotto, ma per garantire la continuità e la qualità di un servizio.
Ovviamente a patto che le cifre richieste siano ragionevoli e competitive...
Cosa particolarmente importante nel caso di un fumetto pornografico gay acquistabile su internet, che sotto diversi punti di vista deve competere con la pornografia gay che si trova su internet a costo zero, o comunque a costi che in proporzione sono infinitamente più contenuti.
Ora cerco di spiegarmi meglio.
Se non ricordo male un numero di Handjobs Magazine costava più o meno dieci dollari, ed era composto da un'ottantina di pagine, più o meno equamente divise fra fumetti, racconti illustrati e annunci privati. Gli annunci su rivista ormai interessano a pochissime persone, mentre i racconti e i fumetti erano di qualità altalenante. Il costo mensile per un sito porno gay, invece, è intorno ai 20 dollari, ma se è online a da qualche anno ha un archivio di centinaia di video e foto... Senza contare le offerte speciali per chi si abbona in un'unica soluzione (abbonamenti gratuiti ad altri siti, diminuizione progressiva del costo mensile, premi fedeltà, ecc)...
Ora: se una persona ha un minimo di dimestichezza con internet NON ha alcuna necessità di ACQUISTARE nè Handjobs Magazine nè un mese di abbonamento su un qualsiasi sito porno gay, perchè ormai può piratare tutto quello che vuole. Il punto, però, è che chi utilizza internet SA che con i suoi soldi può garantire la continuità dei prodotti che apprezza.
Quindi - anche se in apparenza il meccanismo non è cambiato - in sostanza ora chi fa uso di internet (e cioè un numero crescente di persone) NON decide più cosa vuole ACQUISTARE perchè non ha alternative gratuite per impegnare il suo tempo libero, ma cosa ACQUISTARE per SOSTENERE con i suoi soldi chi produce materiale di suo gradimento, per dargli modo di produrne ancora...
E questo spiega perchè un numero crescente di siti porno offrono ore e ore di preview gratuite e centinaia di foto in HD... Perchè SANNO che non si rivolgono più a dei clienti nel senso classico del termine, ma a dei finanziatori...
Dei finanziatori che però hanno finanze limitate e devono fare delle scelte a fronte di un'offerta sconfinata.
Perchè, quindi, qualcuno avrebbe dovuto abbonarsi a Handjobs Magazine quando poteva abbonarsi a MEN.COM (sito che, peraltro, ultimamente ha puntato molto sulla tematica DADDY/BOY) con un abbonamento annuale che gli permette di sostenere un sito che mette online un video al giorno, spendendo meno di 9 € al mese?
E infatti, nonostante una concorrenza spietata, il sito MEN.COM gode di ottima salute, tant'è che continua a postare un video nuovo OGNI GIORNO e proprio di recente ha offerto pubblicamente al cantante Justin Bieber (foto sotto) la somma di due milioni di dollari per partecipare ad uno dei suoi video...
Certo qualcuno potrebbe pensare che si tratti solo di un'operazione di marketing, visto che comunque Justin Bieber non accetterebbe mai... Tuttavia non ci giurerei, anche perchè MEN.COM in passato è riuscita a mettere sotto contratto per sei mesi (e un minimo garantito 4 scene al mese, anche se poi sono state quasi il doppio) anche il notissimo porn performer etero Rocco Reed (all'anagrafe Joshua Luke Broome, che vedete nelle foto sotto), che prima di entrare in MEN.COM era considerato una specie di Rocco Siffredi americano, ma che alla fine su quel sito ha fatto davvero di tutto... Per una cifra che non è mai stata resa pubblica...
Tutto questo per dire che internet sta ponendo tutte le forme di intrattenimento, a partire dalla pornografia, davanti a una serie di scelte che impongono una professionalità e una lungimiranza che una volta non erano necessarie. In effetti internet sta riconfigurando il modo stesso di intendere il rapporto fra l'intrattenimento e chi ne fa uso: chi se ne rende conto può ancora trovare delle nuove strategie per sfruttare al meglio la situazione, mentre chi rimane ancorato al passato e alle sue formule è destinato a soccombere.
Se non altro questa situazione sta sviluppando una competizione e una concorrenza senza precedenti, che non può non tenere conto del fatto che - con tutta questa offerta a disposizione - il pubblico è diventato via via più esigente, accelerando una specie di "selezione naturale" che spinge chi vuole avere successo ad aumentare la qualità (e il rapporto qualità/prezzo) di ciò che offre.
In caso contrario il pubblico non lo sostiene più, investe i suoi soldi in altro e segna la sua fine.
Anche perchè, piccolo e non irrilevante dettaglio di cui nessuno sembra rendersi conto, con internet per la prima volta TUTTE le forme di intrattenimento sono state messe sullo stesso piano, visto che per la prima volta un unico supporto permette di accedere a fumetti, film, televisione, romanzi, quotidiani, videogames, musica, ecc... E oggi persino chi ama passare il tempo facendo shopping può farlo rimanendo davanti al PC... Senza contare tutte le forme di intrattenimento lanciate da internet (social network, chat, webchat, blog, ecc).
Quindi, per la prima volta nella storia, chi si cimenta con una forma di intrattenimento si mette in competizione con tutte le altre... E deve necessariamente pensare in modo diverso rispetto a una ventina di anni fa, quando tutti operavano a compartimenti stagni (o quasi).
Probabilmente Handjobs Magazine avrebbe avuto un margine di recupero se avesse cambiato strategia, ma non l'ha fatto ed è andata com'è andata.
Certo dispiace che si sia perso uno spazio che raccoglieva tanti fumettisti più o meno dotati, ma se non altro questa esperienza può servire di lezione per il futuro... O perlomeno per tutti quelli che vogliono guardare al futuro con obbiettività.
Alla prossima.
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