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giovedì 9 marzo 2017

AUSTRALIAN WONDER

Ciao a tutti, come va?

Forse anche voi saprete che la più importante parata dell'orgoglio gay che si tiene in Australia non avviene a giugno (anche perchè da quelle parti sarebbe pieno inverno), ma a febbraio... E infatti non a caso mi riferisco al Gay and Lesbian Mardi Gras di Sydney, che ormai si tiene dal 1981 e che è diventato uno degli eventi più popolari del territorio australiano, con un giro d'affari di diversi milioni di dollari. Adesso pare che si sia leggermente ridimensionato, ma rimane comunque qualcosa di molto sfarzoso e ben organizzato, soprattutto se paragonato alle parate che si tengono in altre nazioni e che hanno una dimensione molto più modesta (come ad esempio nel caso dell'Italia).
Una delle particolarità del Gay and Lesbian Mardi Gras di Sydney, comunque, è quella di prendere come riferimento le parate che si tengono nei paesi anglofoni (con le loro associazioni e le rappresentanze istituzionali) quanto le sfilate di Carnevale che si tengono nei paesi latini, come ad esempio quelle del Carnevale di Rio, tant'è che anche in questo caso dietro ad ogni carro spesso ci sono gruppi che si esibiscono in coreografie ben studiate e che sfoggiano tutti lo stesso costume, come nella migliore tradizione delle scuole di samba brasiliane... E il tutto è reso ancora più spettacolare dal fatto che, tenendosi la parata verso sera, c'è la possibilità di sfruttare anche giochi di luce ed effetti speciali vari.

Perchè oggi vi parlo qui del Gay and Lesbian Mardi Gras di Sydney?

Il fatto è che la scorsa settimana, fra la miriade di carri, associazioni, gruppi e trovate più o meno scenografiche, ci sono stati almeno tre gruppi che si sono ispirati a Wonder Woman! Il più imponente dei quali comprendeva oltre cento persone (fra uomini e donne) che sfoggiavano un costume ispirato all'ultima incarnazione cinematografica e fumettistica del personaggio, e non a caso... Infatti è da diversi anni che dalle parti di Sydney si è costituito il gruppo Glamazon All Stars, con lo scopo preciso di presentarsi ad ogni Mardi Gras reinterpretando Wonder Woman e i valori di unità, uguaglianza e amore universale di cui si è sempre fatta portatrice...

Quest'anno, però, l'organizzatore Ethan Carter e il suo gruppo di volontari (che hanno tagliato e cucito tutti i costumi su misura) direi che hanno voluto fare le cose particolarmente in grande... E per farvene un'idea potete guardare i video inseriti qui sotto... Il primo dal minuto 2:12:00...
E il secondo dal minuto 39:00

Quindi direi che, perlomeno in Australia, si possono ancora avanzare pochi dubbi sul fatto che Wonder Woman sia un'icona gay e un personaggio che ha finito per simboleggiare una serie di valori e di temi che vanno bel al di là del mondo del fumetto e del contesto patriottico in cui venen concepita inizialmente.

Con buona pace dell'ONU che ha finito per toglierle la carica di Ambasciatrice per la parità di genere dopo le proteste di alcuni gruppi femministi che, evidentemente, non erano molto informati dei fatti.

Comunque, Wonder Woman a parte, dando un'occhiata a tutta la parata del Mardi Gras australiano direi che gli spunti di riflessione e di confronto non mancano anche su altri fronti...

Alla prossima!

martedì 7 marzo 2017

IDEE VECCHIE E NUOVE...

Ciao a tutti, come va?

Ogni tanto, soprattutto mentre disegno, mi piace mettere sullo in sottofondo  i canali tematici per ragazzi. Perchè non sono troppo impegnativi da seguire e perchè mi piace tenermi aggiornato sulle serie animate (i telefilm per ragazzi non riesco proprio a seguirli), se così vogliamo dire... Non avendo sottoscritto abbonamenti ho accesso solo ai canali del digitale terrestre, e neanche a tutti per problemi di copertura del segnale, ma credo di riuscire comunque ad avere a disposizione un campionario abbastanza significativo. Proprio ieri, ad esempio, ho messo in sottofondo BOING mentre trasmetteva la serie Teen Titans Go! (che è arrivata alla terza stagione)...
Se siete appassionati di fumetti avrete intuito che si tratta dell'ultima incarnazione animata dei TEEN TITANS della DC Comics, o perlomeno dei membri più importanti di questo gruppo, e dalla grafica potete intuire anche che sono stati ringiovaniti per realizzare una serie che si rivolge prettamente ai bambini. Infatti si tratta di una serie umoristica, piena di gag e situazioni surreali nella migliore tradizione delle serie animate statunitensi di ultima generazione... Ed è proprio questo il punto: per non essere da meno rispetto alle serie animate della concorrenza Teen Titans Go! è politicamente scorretta, piena di umorismo sboccato e situazioni metatestuali, con una gran quantità personaggini cinici e alquanto incarogniti, che spesso scelgono come vittima designata il povero Robin... Che a quanto pare è il leader del gruppo solo nella sua testa...

Senza contare che questa serie mostra una certa disinvoltura anche con delle trovate che hanno più livelli di lettura e che possono risultare persino maliziose o addirittura gay friendly...


E considerando che questa serie è prodotta dalla DC Comics stessa, e che mette in campo alcuni dei suoi personaggi più popolari, è evidente che certe concessioni non vengono date a caso e rientrano in una strategia mirata che serve a garantire a Teen Titans Go! i riscontri di pubblico  necessari per andare avanti (la quarta stagione è già in produzione) e per restare competitiva con la concorrenza.

Anche perchè è evidente che il pubblico di riferimento, e cioè i bambini e i ragazzini di oggi, apprezza questo genere di prodotto, e fare finta di niente sarebbe controproducente.

Ed è altrettanto evidente che in Italia i gusti della stessa fascia di pubblico si stanno allineando sempre di più con quelli dei loro coetanei americani, visto che i canali tematici italiani strabordano di serie di questo tipo... Che sono solo apparentemente ingenue, e che dietro ad una grafica tondeggiande e innoqua possono celare un umorismo tutt'altro che perbenista e all'acqua di rose...

Il che, volendo, da un punto di vista pedagogico ha pure un certo senso... Visto che il giovane pubblico da un lato può farsi un'idea del fatto che il mondo non è abitato solo da gente per bene, e magari può imparare abituarsi a reagire a certe situazioni sgradevoli o che gli creano disagio con il filtro dell'ironia... E dall'altro può famigliarizzare con l'idea che, ad esempio, non c'è niente di strano a vedere due persone dello stesso sesso che si baciano (strategia, questa, che è stata adottata persino dalle serie Disney).

Ad ogni modo questo piccolo preambolo mi serviva per tornare a parlare di quello che, invece, sta succedendo in Italia con il progetto Bonelli Kids, di cui avevo parlato qualche settimana fa (CLICCATE QUI), quando era stato solo annunciato e facevo qualche ipotesi su quello che sarebbe potuto essere.

In effetti, ora che l'iniziativa è partita, buona parte delle mie ipotesi sono state confermate e in alcuni casi sono state confermate in una maniera persino più inquietante di quanto pensassi. Fondamentalmente, per ora, si tratta di un progetto legato unicamente a facebook e al sito della casa editrice, che pubblicherà tre strisce della serie ogni settimana. Una serie che coinvolge - guardacaso - le versioni "kids" dei personaggi della casa editrice che ultimamente vendono meno (o che magari hanno già sospeso le pubblicazioni)... A riprova del fatto che il progetto nasce principalmente come ultima spiaggia per rilanciare presso il pubblico più giovane dei personaggi che probabilmente non hanno più niente da perdere, e per cui una versione comica e "kids" non rischia di compromettere il loro "appeal" - o quel che ne resta - presso il pubblico adulto.
L'unica eccezione è rappresentata da Zagor e Cico, visto che la loro serie tiene ancora bene, ma credo che questo dipenda dal fatto che - anche solo per la presenza di Cico - la serie di Zagor ha già qualche risvolto comico e si prestava comunque a questo tipo di operazione (tantopiù che quando venne concepita negli anni Sessanta doveva proprio rivolgersi ad un pubblico molto giovane). Per il resto, anche se il progetto è partito da poco, la sensazione è che - nonostante una buona dose di pubblicità - sia destinato a non avere una grande fortuna... Anche solo per il fatto che le sue strisce (le potete leggere QUI) hanno il tipico umorismo che si ritrova sui gelati cucciolone... Non so se avete presente...
Con la differenza che quando uno compra il cucciolone può consolarsi col gelato, mentre coi Bonelli Kids la sensazione è quella di aver letto una battuta da cucciolone senza poi poter affondare i denti da nessuna parte... E non so davvero quanto senso possa avere una cosa del genere nel lungo periodo. Anche perchè è abbastanza evidente che questo è un esperimento che serve all'editore per testare il successo di un'iniziativa del genere presso il pubblico dei giovanissimi (la pagina facebook propone anche giochi e attività varie), per valutare se poi è il caso di dargli anche una vita cartacea o se è il caso di proporre altre iniziative simili...

Il problema è che, come temevo, questa iniziativa  non sembra elaborata per venire davvero incontro ai gusti dei ragazzini di oggi, che sono abituati a tutt'altro tipo di umorismo (soprattutto se associato ad una grafica di un certo tipo), a situazioni più complesse e a personaggi più sfaccettati (e molto più "cattivi")... E, anzi, la sensazione è che tutto questo progetto serva più che altro a "tranquillizzare" l'editore, che inizia ad avere paura di non essere in grado di accattivarsi le simpatie delle nuove generazioni, e che evidentemente sentiva l'esigenza di lanciare una proposta "kids"...

Però, purtroppo, pare proprio che chi c'è dietro non abbia davvero idea dei cartoni animati che guardano i bambini di oggi, o perlomeno che non sia in grado (o non abbia davvero voglia) di produrre qualcosa di simile... Al contrario di quanto ha fatto la DC Comics con Teen Titans Go!, appunto, che non ha caso ha anche una serie a fumetti dedicata...

Ad ogni modo il problema dei Bonelli Kids rispecchia una situazione generale che, ultimamente, continua a confermare un certo distacco fra l'editoria a fumetti italiana e il target di pubblico che vorrebbe raggiungere... Sempre la Bonelli ha annunciato una nuova proposta, inizialmente concepita come miniserie, che dovrebbe arrivare in un unico corposo volume: I Pionieri dell'Ignoto, scritta da Stefano Vietti (uno dei co-creatori di Dragonero)...

Tecnicamente dovrebbe essere una storia ambientata in una Londra vittoriana alternativa, con evidenti connotazioni steampunk... Il problema è che, già dalla copertina, si capisce che NON coglie (o non vuole cogliere) quelli che sono davvero i punti di forza dell'estetica steampunk, quelli che di recente lo hanno reso un piccolo fenomeno di costume (motivo per cui, presumo, in Bonelli hanno deciso di dargli spazio). Anche perchè la parola Steampunk è formata da "steam" e da "punk", e di punk in queste caratterizzazioni non si vede granchè (potrebbero comparire in una qualsiasi fumetto western e nessuno noterebbe la differenza)... E, se si confronta questa copertina con quelle di alcuni fumetti steampunk pubblicati recentemente negli USA, la differenza di approccio direi che è evidente (anche solo perchè, in questo caso, gli eventuali appassionati di stampunk possono identificare in maniera molto più immediata il contenuto del fumetto)...



Perchè, quindi, proporre un volume "steampunk", che addirittura nasceva per essere una miniserie, se fin dalla copertina non riesce a qualificarsi chiaramente come tale? Oltretutto lo "steampunk" non è solo un genere narrativo, ma - nel suo piccolo - è un movimento culturale che ha generato un vero e proprio mercato... Tant'è che dal 2005 ci sono dei marchi di moda che producono solo abiti e accessori "steampunk" per la sempre più numerosa comunità degli estimatori di questo particolare stile... E, per inciso, ci sono anche fotografi come Evan Butterfield (il suo sito lo travate QUI) che realizzano scatti e calendari sexy (e  non) dedicati ai maschi "steampunk"...

Anche perchè, a quanto pare, lo steampunk è uno stile che suscita un certo appeal presso la comunità gay (e più in generale presso chi ama la narrativa a tematica gay)... Tant'è che ci sono dozzine e dozzine di romanzi gay a tematica steampunk, ma qualcosa mi dice che di tutto questo aspetto dello steampunk non ci sarà alcuna traccia ne I Pionieri dell'Ignoto (che comunque dovrebbe uscire questo mese, quindi a breve sarà possibile verificare)... Con buona pace di chi, magari, sperava di trovarsi fra le mani un fumetto che sarebbe andato a pescare davvero in quelli che sono i punti di forza dello steampunk contemporaneo...

Morale della favola: forse qualcuno si sta accorgendo che è arrivato il momento di percorrere nuove strade, ma se continuerà a farlo utilizzando i mezzi che usava quando percorreva quelle vecchie probabilmente non è destinato ad andare molto lontano...

Staremo a vedere se col tempo le cose cambieranno.

Alla prossima.

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sabato 4 marzo 2017

LA PRIMA VOLTA...

Ciao a tutti, come va?

Probabilmente lo sapete già, ma dato che la notizia non è proprio da poco sono felice di parlarne anche io. A quanto pare Bill Condon, il regista dell'attesissimo live action tratto dal film di animazione Disney La Bella e la Bestia, ha annunciato ufficialmente che in questa nuova versione l'assistente del perfido Gaston, LeTont, sarà visibilmente/dichiaratamente gay e manifesterà la sua attrazione verso di lui in almeno una scena (anche se pare che anche il finale del film, in questo senso, dovrebbe riservare delle sorprese)...

Sia come sia è abbastanza evidente che questo passo avanti, per giunta in un film così importante, avrà sicuramente delle ripercussioni che varrà la pena di seguire, soprattutto considerando che - come il suo predecessore - è destinato al mercato internazionale (e quindi anche a quei paesi in cui anche solo accennare a certi argomenti sarebbe illegale). E d'altra parte qualche principio di boicottaggio c'è stato anche negli USA, dove alcuni cinema (a partire dall'Henagar Drive-In Theatre in Alabama) hanno già annunciato che NON proietteranno il suddetto film, per via delle loro convinzioni profondamente cristiane...
Ovviamente ognuno è libero di pensarla come vuole, però penso sia abbastanza evidente che di questo passo i film che verranno bannati da chi ha convinzioni come queste saranno sempre di più... Anche perchè di solito la Disney non fa le cose alla leggera, e soprattutto non le fa se non pensa che valga la pena farle... E di solito, quando la Disney rompe il ghiaccio, la concorrenza tende a seguirne le orme. E tra l'altro, giusto per non farci mancare nulla, l'attore che interpreta Gaston è Luke Evans, che ha fatto coming out addirittura nel 2002... Tant'è che non si fa tanti problemi nemmeno a farsi paparazzare mentre fa le vacanze a Mykonos con il suo ragazzo...

Quindi, visto che certi dettagli non sono poi secondari come sembrano, potrebbe anche venire il sospetto che la scelta di Luke Evans nel ruolo di Gaston non sia stata del tutto casuale. Nell'attesa di vedere quanto e come sarà visibile l'omosessualità di LeTont (interpretato da Josh Gad), e soprattutto nell'attesa di vedere quale sarà l'effettiva accoglienza del pubblico, bisogna prendere atto del fatto che anche la Disney sta prendendo una consapevolezza sempre maggiore dei tempi che cambiano... Nelle sue produzioni cinematografiche come in quelle televisive... Anche perchè ostinarsi a fare finta di niente, magari facendosi condizionare dai drive-in molto cristiani, sarebbe alquanto controproducente, dato che la società sta andando in tutt'altra direzione... In particolare per quel che riguarda le giovani generazioni.

E, a proposito di nuove generazioni, si avvicina il momento in cui debutterà anche la nuova serie televisiva di Duck Tales, che probabilmente riscriverà d'accapo - o quasi - tutta l'epopea dei paperi disn eyani per il pubblico di oggi... E siccome avrà un taglio molto moderno (amche perchè dovrà competere con le serie televisive degli ultimi anni) potrei essere tentato di pensare che persino da quelle parti potrebbero manifestarsi delle aperture inaspettate su certi temi e su certi tipi di personaggi... Segnando la definitiva cesura con i toni e il registro delle storie disneyane che compaiono nei fumetti prodotti in Italia...

E in effetti già dal trailer si intuisce che non mancherà di fare un po' di ironia sulla "particolarità" della famiglia formata da Qui,Quo, Qua e Paperino... Che comunque qui hanno già smesso di muoversi sulla loro storica (e poco credibile) 313, optando per un'auto molto più verosimile (e adeguata al loro status economico)...
Cosa succederà se questa sarà solo la punta dell'iceberg e se la nuova serie di Duck Tales sarà inserita in un contesto più realistico e disinibito su tutta una serie di questioni?  Staremo a vedere... Di sicuro se accadrà qualcosa del genere ne parlerò su questo blog.

Alla prossima.

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giovedì 2 marzo 2017

YABARA IN ARRIVO!

Ciao a tutti, come va?

Devo ammettere che, anche se è passato qualche anno, ancora non ho del tutto digerito il fatto che il massimo che il fumetto italiano ha prodotto mixando due temi potenzialmente interessanti come criminalità organizzata e omosessualità sia stato Lady Mafia (CLICCATE QUI)... Anche perchè il pur apprezzabilissimo Nine Stones di Sara Spano (CLICCATE QUI) utilizza dei registri che tendono più al metafisico e al gore che non alla rappresentazione credibile di determinate realtà. Poi, però, gironzolando nel mare magno delle produzioni fumettistiche a tematica LGBT (a livello globale) è anche bello vedere che c'è anche di molto meglio, e il mal di pancia si può anche attenuare. Oggi, ad esempio, vado a segnalarvi la raccolta fondi di kickstarter per un nuovo progetto portato avanti dalla mangaka Velvet Toucher, e ambientato proprio nel mondo della malavita: Eden'S Mercy (CLICCATE QUI PER LA PRESENTAZIONE SU KICKSTARTER)...

La storia parte quando un'attivista transessuale, Manny Morrison, viene ritrovata in un lago di sangue, ma fra polizia corrotta e politici saccenti il caso viene subito insabbiato, anche perchè evidentemente c'è dietro qualcosa di grosso... E questo spinge un giovane boss della malavita locale, Eden (amico della vittima), a mettere insieme una banda composta solo da giovani malavitosi gay che sono stufi di subire angherie a causa della loro condizione, per venire a capo della verità... Il tutto in un volume che dovrebbe avere 100-150 pagine (non è ancora stato ultimanto, e il tutto sarà determinato - presumo - da quanto si raggiungerà con Kickstarter). La somma da raggiungere non è proprio bassa, visto che si parla di 50.000 $, però è anche vero che Velvet Toucher ha già dimostrato di essere un'artista decisamente dotata... Qui sotto vedete i suoi ritratti di alcuni VIP occhialuti, ad esempio...


E in passato ha anche realizzato storie brevi che erano dei veri e propri spin-off dei film che le sono piaciuti di più, come ad esempio quelli degli X-Men...

E vari omaggi agli attori che l'hanno maggiormente colpita, come ad esempio i nani de LO HOBBIT senza il trucco da nano...

Sul web, comunque, è disponibile gratuitamente il suo web comic The Elduin and Donestan Chronicles (CLICCATE QUI per il sito ufficiale con tutte le tavole prodotte finora), dedicato a due prestanti cavalieri medioevali (un nobile e un soldato) che - fra tragedie, guerre e vendette varie - scoprono di provare una travolgente passione l'uno per l'altro... Che viene rappresentata senza alcun tipo di censura...

tra l'altro utilizzando una tecnica di colorazione a mezzatinta che fa tanto adult comics americani anni Settanta, e che sicuramente al giorno d'oggi è molto originale...



Al di là della bravura dell'artista, comunque, secondo me questo progetto è interessante per vari motivi. Il primo è che è uno dei primi che si qualifica esplicitamente come manga "yabara", ovvero come un nuovo genere ibrido che mixa le caratteristiche degli YAOI per ragazze e dei BARA per gay (non si finisce mai di imparare!). Il secondo è che la misteriosa Velvet Toucher è effettivamente giapponese, e collabora da diversi anni con l'editoria di settore nel suo paese, ma è anche un'illustratrice e traduttrice che vive da diversi anni a Los Angeles, e questo ha inevitabilmente influenzato il suo stile e il suo punto di vista... Portandola a fare dei manga che EFFETTIVAMENTE hanno un piglio molto occidentale e un taglio ibrido estremamente interessante.


Anche perchè è evidente che il suo modo di affrontare e gestire le tematiche gay, soprattutto nel progetto Eden's Mercy, ha molto più a che fare con le ambientazioni e le situazioni dei comics americani che non con i manga giapponesi (tant'è che in Eden's Mercy si parlerà anche di diritti civili e AIDS), e sicuramente - al netto del progetto in quanto tale - è un segnale estremamente interessante dei tempi che cambiano... Così come - se vogliamo - è un segnale interessante il fatto che fra i vari bonus per quanti sosterranno Eden's Mercy su Kickstarter ci saranno anche dei case per cellulari con le illustrazioni che vedete qui sotto...


E comunque, altro dettaglio non proprio irrilevante, il progetto verrà portato avanti in collaborazione con Juné manga (un marchio di Digital Manga), che adesso vorrebbe lanciare una vera e propria linea di fumetti "yabara" da affiancare ai suoi più classici BOYS LOVE (il catalogo Juné manga lo trovate QUI). Morale della favola: direi che la situazione è in costante evoluzione, e che le sorprese non mancano mai... Così come, per fortuna, non mancano mai gli artisti emergenti di talento nell'ambito dei tumetti a tematica gay, o più prettamente omoerotica... Anche se dalle nostre parti se ne parla sempre troppo poco.

E intanto il vocabolario degli appassionati di fumetti a tematica LGBT si arricchisce di un nuovo termine... Staremo a vedere come e quanto si diffonderà, e quanto successo potrà avere anche in un paese notoriamente refrattario alle novità come il nostro.

Alla prossima.

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