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mercoledì 15 aprile 2009

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e a tutte, come state?
Come forse avrete intuito a me piace esporre quello che penso, anche se talvolta rischio di essere poco diplomatico, soprattutto quando faccio dei confronti. Il confronto che mi viene da fare oggi, poi, potrebbe risultare particolarmente odioso, quindi preparatevi (^__^). Allora: se leggete fumetti, siete italiani e avete avuto a che fare con fumetti a tema gay sicuramente avrete perlomeno sentito nominare la Kappa Edizioni di Bologna. Infatti questo editore negli ultimi anni ha pubblicato vari shonen-ai (fumetti a tematica gay per ragazze), fumetti a tematica gay realizzati in proprio (FAG HAG, Matteo ed Enrico, In Italia sono tutti Maschi), fumetti umoristici (e non solo) di Ralf Konig (premiati anche a Lucca Comics), nonchè manga a tema lesbico e persino varie cose a tema trans (dai fumetti erotici di Baldazzini al primo manga dedicato a un transessuale da donna a uomo) e molte altre cose interessanti per il pubblico omosessuale. Insomma per anni è stato considerato una sorta di baluardo del fumetto a tema GLBT nel nostro paese. Se però ora andate sul sito Kappa Edizioni e andate nella sezione "prossime uscite" noterete che c'è in programma un solo titolo, che peraltro sarebbe dovuto uscire mesi e mesi fa. Cosa sta succedendo? Fondamentalmente un riassetto della casa editrice, ma forse qualcosa di più. I meglio informati sapranno che la Kappa Edizioni è nata quando alcuni appassionati di manga e fumetto indipendente (i Kappa Boys), forti dei successi ottenuti come consulenti editoriali di Granata Press e Star Comics, decidono di mettersi in proprio. Ora, a causa di tutta una serie di fattori (vedi crisi delle vendite e mancato raggiungimento di un pubblico realmente vasto) l'editore si è messo in pausa, anche perchè ha appena divorziato da Star Comics per tentare la sorte con una casa editrice nuova di zecca, che dovrebbe debuttare a breve e che nasce da una costola del noto distributore di giocattoli Giochi Preziosi. Per ora non ci è dato sapere se e quando Kappa Edizioni proporrà qualcosa di nuovo, e soprattutto non ci è dato sapere se si tratterà di prodotti a tematica GLBT. Nel frattempo, però, la mostra di tavole originali di Fag Hag, Matteo & Enrico e In Italia sono tutti maschi continua a girare per l'Italia, quindi la speranza che il discorso possa essere ripreso non è del tutto da escludere, anche se per ora azzardare previsioni è alquanto insensato. Ordunque: anche da queste poche righe avrete potuto intuire che per Kappa Edizioni il discorso "fumetti a tematica GLBT" è stato importante e rappresentativo, ma non essenziale, anche perchè lo stesso Massimiliano De Giovanni (anima delle inziative a tema e sceneggiatore di buona parte di esse, nonchè uno dei pochi editori di fumetti gay dichiarati d'Italia) ha sempre voluto precisare che proponeva fumetti a tema gay per tutti e non fumetti gay (a parte il caso di Ralf Konig, che riesce a realizzare fumetti gay che piacciono a tutti, ma si tratta di un caso a parte). La differenza fra fumetti a tema gay e fumetti gay è un discorso molto interessante, su cui vorrei dilungarmi in un'altra occasione. Quello che vorrei farvi notare ora è che, nel giro di una decina di anni, abbiamo assistito alla parabola dell'unico editore di fumetti italiano che faceva dei temi GLBT (seppure molto a singhiozzo) una delle caratteristiche della sua linea editoriale. Cosa succederà ora? Mi sono giunte voci ufficiose che vorrebbero un altro editore interessato a tradurre in italiano Ralf Konig, ma altro non so. Ora, però, volevo farvi conoscere una persona per cui i fumetti gay sono una questione di principio. Si tratta del piccolo editore che attualmente sta provando a proporre Ralf Konig nell'inflazionatissimo mercato statunitense e si chiama Jeff Krell.
Al di là del fatto che ha un'espressione buona e paciosa come nessuno mai, questo signore (che peraltro porta benissimo i suoi anni) è anche un autore di fumetti gay e ha portato avanti per ben 26 anni il suo fumetto Jayson, che dalla stampa gay è proseguito, dal 1990, su diversi quotidiani locali (percorso comune con diversi suoi colleghi e colleghe). Ha fondato una sua minuscola etichetta per raccogliere le striscie di Jayson e per iniziare a portare Ralf Konig negli Stati Uniti, la Ignite! Entertainment. Questo progetto editoriale è nato nel 1996 e anche se non ha mai macinato miliardi di dollari è stato portato avanti con rara costanza e una buona dose di determinazione, tant'è che nel 1998 ha anche investito i suoi primi guadagni per realizzare un piccolo musical ispirato a Jayson. Jayson non è un capolavoro di grafica e non ha mai avuto grandi pretese, proponendosi semplicemente di rappresentare una realtà omosessuale estremamente qualunque, eppure è riuscito a resistere per 25 anni... E probabilmente sopravviverà anche alla crisi economica che sta mettendo in ginocchio mezzo mondo.Domanda da un milione di euro: che differenza c'è fra Ignite! Entertainment e Kappa Edizioni? Ovviamente il contesto è diverso, però a mio modesto parere il punto nodale è un altro. Per Jeff Krell i fumetti gay sono una questione di principio, mentre per i Kappa Boys (senza voler togliere loro alcun merito, ci mancherebbe!) non lo sono mai stati. Certo da parte di quest'ultimi c'è stata l'intenzione di valorizzare certi temi e di rompere con certi tabù, ma - e qui parlo da lettore - non ho mai percepito una reale intenzione di portare avanti il discorso per principio. Capite cosa intendo? Forse il fatto che le loro vendite non hanno mai raggiunto cifre stratosferiche è dipeso anche da questo e dal fatto che, a conti fatti, non si sono mai voluti mettere in gioco fino in fondo (ad esempio pubblicando materiale gay esplicitamente erotico che non fosse mediato dall'ironia - vedi Konig - o dalla surreale estetica dei manga shonen-ai). Non so... Spesso leggendo anche i loro fumetti più "gay" ho sempre avuto come la sensazione di uscire dal ristorante quasi affamato, dopo aver mangiato dei piatti che non avevano il sapore che avrebbero dovuto avere... Non so se rendo l'idea.
Cosa succederà ora...? Buona domanda. Ai posteri l'ardua sentenza, da parte mia continuerò a portare avanti i miei progetti, in buona parte per principio (e con una buona dose di cocciutaggine ^__^).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Condivido appieno quello che dici, la Kappa ha cercato di costruire un pubblico di nicchia ma senza mai sposare davevro le esigenze dei vari gruppi di riferimento hanno. Così hanno pubblicato shonen-ai scegliendoli tra quelli che forse potevano essere più appetibili al pubblico degli sojo, (e non a quello degli yaoi!) ma presentandoli come fumetti gay, poi fumetti gay... ma fatti in modo che potessere essere mirati al pubblico etero. Un pasticcio!
In questo la Kappa assomiglia a quei ristoranti cinesi dove puoi ordinare anche la pizza, fanno un pò di tutto ma non è certo il posto di cui parli agli amici.

Anonimo ha detto...

Tutto vero, ma almeno i fumetti della Kappa hanno dato parecchia visibilità al fumetto gay, andare in fumetteria e vedere la coperetina di Pazzo di te accanto a quella degli altri fumetti è importante per tutti quelli che sicuramente cereti fumetti non li comprano ma almeno non possono fare finta che non ci siano. E quindi non possono fare finta non ci siano quelli che li leggono...