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sabato 13 giugno 2009

LA DOMANDA DI OGGI...

NOTA BENE: Questo post è stato rettificato quindi vi prego di rileggerlo per evitare malintesi.
Ciao a tutti e ciao a tutti, come state? Generalmente non parlo di fatti di attualità, e men che meno mi va di mettere il becco nell'attualità politica del nostro paese. Per due motivi: il primo è che penso che la politica del nostro paese è qualcosa di molto triste e sconfortante da commentare, il secondo è che non penso di avere le competenze per discuterne, e sinceramente - vista anche l'importanza dell'argomento - non mi va di parlarne a livello di chiacchiere da osteria... Anche perchè ho notato che la chiacchiera politica fine a sè stessa ha una controproducente funzione liberatoria che finisce per permettere alla politica reale di andare concretamente alla deriva. Forse pecco di immodestia, ma paradossalmente penso che abbia un valore sociale e politico maggiore aggiornare le notizie di questo blog e proseguire i miei fumetti online piuttosto che stare qui a dire la mia su certi argomenti. Tuttavia ci sono delle cose sulle quali non me la sento di tacere, soprattutto quando il mio intuito mi dice che possono preludere ad altro. Vediamo un po' da dove posso cominciare... Vediamo... La prima cosa che mi viene da dire è che una delle cose che ho imparato a scuola sulla storia moderna (anche se preferivo quella antica) è che quando arrivano le crisi economiche e il potere d'acquisto cala la gente cerca sempre dei capri espiatori, e regolarmente sono le correnti politiche che li offrono (e che magari si facilitano il compito manipolando l'informazione) a conquistare voti e a raggiungere il potere. Dopo la crisi economica del 1929 sapete tutti cosa accadde, e si dice che la crisi che stiamo passando sia la più grave dai tempi del 1929. Già questo basterebbe a far drizzare le antenne, ma nel nostro paese, che è in una fase di recessione dai primi anni 90, il fenomeno era già in atto da molto tempo, ed essendo molto più graduale ce ne siamo accorti molto relativamente. Ora però inizia a manifestarsi in maniera più palese (con tanto di dittatori militari che vengono accolti in pompa magna) e tra le altre cose è iniziato il percorso di una legge che, se verrà approvata, potrebbe segnare il punto di non ritorno. Due giorni fa, infatti, è stato approvato in Senato il disegno di legge 773 (meglio noto come "pacchetto sicurezza") e fra una settimana verrà votato alla Camera. In questa sede mi limiterò a parlarvi di un emendamento che ci riguarda tutti. Inizialmente si voleva far passare la cosiddetta legge D'Alia e forse vi giunge familiare perchè sulla colonna a destra di questo blog vi ho messo un link al riguardo. In pratica se un qualunque sito o blog qvesse ribattuto a una a una legge o avesse commentato negativamente il nostro sistema incitando a ribellarsi e a cambiare le cose, o anche solo avesse fatto qualcosa di minimamente illegale (come usare un insulto o postare un video preso di nascosto) i provider avrebbero dovuto bloccarlo. Non avrebbero dovuto bloccare la cosa illegale e/o il suo responsabile, ma tutto il sito che lo ospitava! Questo provvedimento poteva obbligare i provider italiani a oscurare un sito ovunque si trovasse, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, poteva disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta avrebbe dovuto avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comportava una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e, per l’ apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni. Qui di seguito potete sentire un'intervista al senatore che aveva proposto l'emendamento.

Dalla regia mi dicono che questo emendamento non è passato, ma in compenso ne è passato un'altro (che è stato fatto passare come la giusta via di mezzo fra la proposta e le istanze) dagli esiti potenzialmente altrettanto disastrosi: i gestori di siti informatici dovranno procedere entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato. Non dar corso alla richiesta da parte di blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e di chiunque sia definibile "gestore di sito informatico" avrà come conseguenza una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire. Si potrà richiedere a questo o a un altro blog, per ogni commento, per ogni video pubblicato su YouTube, per ogni fotografia, una rettifica. Più informazione pubblichi, più rettifiche puoi ricevere e dover pubblicare. Ci potrebbe essere il caso di chi invia un commento con un nickname e poi chieda lui stesso la rettifica. Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all'indomani dell'entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. Che poi - rimanga fra me e voi - chi mi dice che la richiesta di una rettifica sia sensata? Nel senso: se io dico che una persona NON è capace di fare qualcosa e questo mi chiede di rettificare e di dire che è capace di farlo, chi mi dice che ha ragione lui e non io? Al di là di tutto mi sembra che una legge di questo tipo (che sembra fatta apposta per inbavagliare internet e tutelare chi se ne sente minacciato) potrebbe avere ripercussioni devastanti. Non voglio sembrare pessimista e allarmista, ma anche se ora mi sento ancora relativamente tranquillo non posso fare a meno di chiedermi se questa sensazione di "relativa tranquillità" era quella che provavano i nostri nonni e bisnonni prima che tutto andasse a rotoli... Magari anche loro si dicevano che non sarebbe mai potuto succedere e che in fondo le cose non stavano andando così male... Voi cosa ne pensate?
IMPORTANTE: Se guardate in alto a destra troverete, proprio in cima e in bella vista, degli annunci pubblicitari. Cliccandoci sopra ogni volta che passate di qui potete contribuire al mantenimento di questo sito senza spendere nulla. GRAZIE.

12 commenti:

loran ha detto...

Si è proprio questo il pericolo maggiore, che le cose cambiano e uno se ne accorge troppo tardi, la maggior parte delle persone quando sente parlare di legge per la sicurezza pensa solo alla lotta alla criminalità, e non sà che nella legge sono ne contenute molte altre.
Veramente speriamo di non finire come in Cina.

Ulisse ha detto...

Dire che sono preoccupato è dire poco, non solo per questa legge ma anche da altri segnali, magari da piccole cose su cui uno ci passa sopra ma che se le mette tuttte insieme danno un quadro molto preoccupante.

Albireo ha detto...

io sono un po' combattuto, certo trovo giusto che se qualcuno su di un sito incita al razzismo o ad atti di violenza venga bloccato, ma è pur vero che sulla rete ci sono molte persone che non usano mezzi termini e si fanno scappare qualche parola di troppo e lì non mi sembra nulla di così grave... temo però che se oggi si cede su questo chissà domani dove andremo (diventeremo la nuova Birmania?)... insomma secondo me bisognerebbe cercare di vigilare e contrastare siti che incitano alla violenza ecc( creando una sorta di "comitato" che va a segnalare alla polizia siti la dove ci sono reati molto gravi ) senza però andare ad intaccare la libertà di muoversi sulla rete di ogni utente

july ha detto...

@albireo: fortunatamente le leggi contro l'incitamento alla violenza esistono già, ma si prevede che sia un tribunale a decidere in merito e non l'esecutivo.

Ad ogni modo se non ho capito male questo emendamento non esiste più per nostra fortuna. Invece nella legge cosidetta sulle intercettazioni sta passando una serie di provvedimenti restrittivi tra cui anche uno per il web.

Chiunque gestisca un sito o un blog dovrà infatti pubblicare le smentite arrivate su un qualsiasi argomento entro 2 giorni, la pena per chi non lo fa è dai 15 a 25 milioni di vecchie lire!!

In pratica se qualcuno viene a mettervi un commento (anonimo) offesivo verso chiunque sul vostro blog, e poi qualcuno vi invia una smentita e voi quel finesettimana siete al mare, beh vi rovinano.

Questo si aggiunge al fatto che se questa legge viene firmata da Napolitano i giornalisti non potranno più raccontare su cosa indaga un pm. Con il duplice effetto che se il tuo direttore di banca viene arrestato per frode ti tocca aspettare qualche anno per saperlo (giusto il tempo che i tuoi soldi spariscano), ma anche se sei innocente indagato da un pm incapace non hai neanche la possibilità di essere aiutato dalla stampa.

Insomma cari amici, il regime è vicino.

Phayart ha detto...

Purtroppo come al solito ci troviamo davanti al solito problema dell'ignoranza congenita di chi legifera riguardo l'oggetto del legiferare.
Siamo all'assurdo di creare nuovi organismi legislativi quando le funzioni che si vogliono assolvere sono già competenza di entità esistenti come la Polizia Postale, in pratica è come se per fermare un maniaco che perseguita la gente per telefono si chiudesse la centralina telefonica della zona da dove arrivano le telefonate, inutile oltre che fastidioso per gli altri utenti onesti.

Wally Rainbow ha detto...

Beh... Oltre che inutile e fastidioso io lo definirei pericoloso e potenzialmente devastante... Vi faccio un esempio: questo blog è ospitato da blogspot e se qualcuno su uno qualsiasi degli altri milioni di blog di blogspot (e probabilmente la cosa vale anche nei blog scritti in altre lingue) divesse dire qualcosa che per un qualsiasi motivo potrebbe essere rituenuta perseguibile (e questa definizione si può applicare a tantissime cose), tutto il provider blogspot verrebbe oscurato... Compreso questo blog... E lo stesso discorso di può applicare a facebook, youtube e praticamente a tutta la rete... Non so se vi rendete conto della gravità della cosa... Almeno in Cina hanno la decenza di verificare caso per caso... Sinceramente se passa una cosa del genere inizierò a pensare serimanete ad emigrare...

Phayart ha detto...

Organizziamo un charter in caso? :)

Anonimo ha detto...

L'emendamento D'Alia di cui si parla è stato ABROGATO il 28.04.2009 dalle Commissioni Giustizia e Affari Costituzionali della Camera (http://nicolozarotti.com/internet-resta-libero-abrogato-lemendamento-dalia/), come dimostra lo stesso sito del Senato, in cui è presente ancora come "proposta" (http://mobile.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=391198&idoggetto=413875).

Tra l'altro l'emendamento, proposto da un deputato UdC, è stato abrogato sotto pressione di Roberto Cassinelli, del PdL (dimostrazione della mia teoria secondo cui proprio tutti, anche solo per sbaglio, qualcosa di buono la fanno).

Non capisco perché ma la notizia falsa è girata in molti siti; penso si tratti di un pesce d'aprile ritardatario.

Wally Rainbow ha detto...

Chiedo scusa per la mia incompetenza, ora ho corretto il contenuto dell'emendamento che potrebbe essere approvato...

bodhisattva ha detto...

A me anche dopo la modifica sembra cmq una cosa ugualmente grave.

Wally Rainbow ha detto...

Pure a me..

giandrea ha detto...

Blogspot è un sito americano, i cui server risiedono su suolo americano, quindi le leggi italiane non possono in alcun modo influenzare i contentuti dei siti hostati su blogspot. La cosa è diversa per youtube e facebook che per ragioni tecniche (distanza e velocità di connessione) tengono le macchine che gestiscono i contenuti italiani su territorio italiano. Su blogspot siete coperti dal secondo emendamento e nessuna censura vi può rompere le scatole!