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lunedì 24 agosto 2009

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo segnalarvi che sulla ridente isola di Capri, a Villa Lysis in Via Lo Capo, è partita una bella mostra dedicata al fotografo Wilhelm von Gloeden e a suo cugino, il fotografo Wilhelm von Plüschow... La mostra durerà fino al 4 ottobre, quindi se passate da quelle parti ve la raccomando, anche perchè è gratis (e di questi tempi non è una brutta cosa).
Forse anche voi avete sentito nominare questi fotografi che operarono dalla fine dell'ottocento, visto che parliamo di alcuni notevoli precursori dell'omoerotismo fotografico moderno, ma anche di due prove lampanti di come più il tempo passa e più le cose - in sostanza - possono restare fondamentalmente uguali (nonostante le spinte contrarie e i cambiamenti della società). Wilhelm von Gloeden (che vedete nella foto sopra) era un barone tedesco che, per problemi di salute (la tubercolosi all'epoca non aveva molte cure), a ventidue anni (nel 1878) decise di trasferirsi nell'assolata Taormina, iniziando a dare sfogo alla sua passione per la fotografia. Fotografò numerosi paesaggi e ritratti, ma passò alla storia per il suo chiodo fisso: le foto di nudo maschile ispirate alla cultura classica. Premesso che io trovo che lui fosse un gran bel figliolo (immaginatelo senza il barbone che andava di moda all'epoca e senza il look da antico greco della foto qui sotto... Vero che ha un nonsochè di attraente?), penso che il suo caso sia davvero emblematico.
Oltretutto ho anche la sensazione che dovesse essere una persona simpatica e dotata di un certo senso dell'umorismo e di una certa intelligenza... Perlomeno a giudicare dal suo sguardo mentre posava per i suoi autoritratti in costume... Peccato che a quanto mi risulta lui non abbia mai posato desnudo per le sue foto...
In ogni caso non era del fascino di Wilhelm von Gloeden che volevo parlarvi... Ordunque...
Premessa numero uno: in buona parte dell'Europa del periodo la sodomia (e per estensione l'omosessualità) era illegale e non c'erano sconti per nessuno. Anzi, c'era un certo gusto sadico nell'usare poliziotti in incognito come "esche" per poter incastrare più sodomiti possibili, anche fra i nomi illustri.
Premessa numero due: dal ricco nord europa industrializzato gli omosessuali che se lo potevano permettere migravano a frotte verso le più povere zone mediterranee (tipo il Sud Italia), dove la mancanza di leggi anti sodomia poteva permettere loro una vita meno angosciante e a basso costo.
Premessa numero tre: chi viaggiava era spesso nobile, o perlomeno ben messo economicamente, e quando arrivava in posti come la Sicilia di due secoli fa era visto come un benefattore per l'economia locale. Questo non solo garantiva una libertà di movimento che gli omosessuali "qualunque" non potevano sognarsi, ma anche una certa disponibilità da parte dei ragazzi locali ad arrotondare lo stipendio con loro, come si direbbe oggi... In molti casi col benestare delle famiglie.
Inoltre, tramite le foto, i "modelli" avevano una specie di vetrina internazionale e non di rado capitava che dal Nord Europa arrivassero a Taormina dei turisti che - foto in mano - chiedessero a Wilhelm von Gloeden come ottenere degli incontri con questo o quel ragazzotto che aveva posato per lui... O magari come affittarlo per tutta la durata della loro permanenza, magari in qualità di "domestico". Questa specie di turismo sessuale (che attirò a Taormina personaggi come Oscar Wilde, il "re dei cannoni" Friedrich Alfred Krupp, Richard Strauss, e l'imperatore tedesco Guglielmo II) diventò così fiorente che alcuni negozi (gestiti da persone straniere, che quindi conoscevano bene le lingue dei potenziali "clienti") iniziarono a esporre direttamente le foto del barone in vetrina, facendo da centrali di smistamento...
Per la cronaca, più o meno la stessa cosa accadeva con Wilhelm von Plüschow, che qualche anno dopo scelse di fare base a Napoli e Roma, spingendosi un po' troppo in là coi suoi scatti e col suo giro di "clienti", finendo poi per essere incriminato (cosa che al cugino non accadde mai). Probabilmente a lui andò male perchè Napoli e Roma erano messe meno peggio della Sicilia, dove i benefici economici portati da Wilhelm von Gloeden facevano passare in secondo piano tutto il resto, nonostante la cosa fosse sotto gli occhi di tutti e nonostante gli appelli dei moralisti alle autorità, anche attraverso la stampa: i guai per lui iniziarono solo sotto al regime fascista (che distrusse buona parte dei suoi negativi).
Eppure, e questo è il punto dove vorrei arrivare, allora come oggi la libertà di avere uno stile di vita alternativo rimaneva legata a tutta una serie di condizioni che avevano poco a che fare con l'omosessualità in sè. Ed è una dinamica che a me pare tanto simile a quelle che vediamo oggi... Dove i gay ricchi, guardacaso, hanno molti meno problemi legati alla loro condizione gay di quelli poveri. Dove (a causa di un'inversione di prospettive) chi può se ne va dall'Italia verso paesi dove può vivere in maniera più compiuta la propria identità omosessuale e dove dai paesi ricchi tanti omosessuali vanno verso realtà più povere per potersi permettere turismo sessuale a basso prezzo. Dove chi vuole offrire le proprie prestazioni in modo professionale si fa pubblicità con internet (o magari lavorando nel cinema hard), sfruttando i mezzi tecnologici di oggi in maniera decisamente simile a quella con cui i ragazzotti di Taormina usavano le foto quasi due secoli fa. Certo i gusti sono cambiati, e gli efebi in stile Magna Grecia sono decisamente passati di moda (anche per via di una serie di implicazioni legali poco incoraggianti), però il succo non cambia.
Tuttavia c'è una piccola - sostanziale - differenza, visto che le foto di due secoli fa avevano anche delle pretese artistiche, così come i viaggi dei turisti dell'epoca avevano anche una buona dose di risvolti culturali (anche perchè quei turisti avevano un buon bagaglio culturale, cosa che all'epoca era ritenuta uno status symbol). La mia sensazione è che al giorno d'oggi la buona cultura e il livello di studio non siano più considerati un status symbol per la comunità gay, soprattutto per chi ha una condizione economica agiata, e che il culto dell'immagine fine a sè stessa abbia preso il loro posto.
Per una sorta di proprietà transitiva la cultura gay di alcuni secoli fa finiva per essere sinonimo di un buon livello di cultura generale, mentre adesso mi sembra tanto che si stia giocando al ribasso. Intendiamoci: non che i gay di oggi siano tutti ignoranti, ma in questo ambiente la cultura mi pare tanto che sia diventata qualcosa da non valorizzare troppo, come se avesse qualcosa di compromettente, anche se magari omosessuali intelligenti e colti ce ne sono ancora tanti...Forse la grande differenza fra i gay di oggi e gli omosessuali che andavano a Taormina sta proprio nel fatto che mentre questi ultimi andavano a sollazzarsi, ma pensavano anche ad altro, quelli di oggi sono un po' più prigionieri di una rete di possibilità finalizzate al divertimento usa e getta, fine a sè stesso... Forse non mi crederete, ma mentre faccio il volontario in discoteca mi capitano degli incontri con persone, anche molto giovani e ben messe, che - quasi come se dovessero confessarmi la loro fedina penale - mi confidano che sanno a memoria la Traviata o che il loro personaggio storico preferito è l'Imperatore Adriano... Forse sbaglio, ma in tutto ciò c'è qualcosa che non mi torna.
Inoltre, e qui concludo, se due secoli fa c'era una certa "cultura dell'omoerotismo", ora si tende a mettere sullo stesso piano l'erotismo di qualità, la pornografia di alto livello, il porno da due soldi e le peggio schifezze, perchè molto spesso manca quel minimo di formazione di base necessaria per distinguere un prodotto artistico dal ciarpame... Soprattutto in paesi sessualmente poco emancipati come il nostro. E anche questo non è stato un gran passo avanti. Forse riguardare le foto di Wilhelm von Gloeden cercando di coglierne il messaggio più profondo può essere un buon modo per iniziare a ragionarci sopra, voi che ne pensate? Oltretutto la collocazione della mostra a Capri, che fu una meta assai quotata per gli omosessuali europei di due secoli fa, mi sembra particolarmente pertinente... Non trovate?
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6 commenti:

Ulisse ha detto...

La cultura oggi non vive una buona stagione, non solo quella omosessuale ma anche quella più generale. In giro c'è una tale ignoranza che sembra di essere catapultati nel medioevo. Tanto per fare un esempio, la settimana scorsa ero a Parigi, sono andato al Louvre a vedere la Gioconda che io adoro e davanti alla quale starei ore ed ore in contemplazione, ebbene mentre ero lì un italiano dietro di me sentendo chiamare l'opera di Leonardo Gioconda esclama '... allora Monna Lisa è un'altra'. Questo è il livello medio dell'italiano, purtroppo.
In simili condizioni culturali è ovvio che anche la cultura gay ne risente e, chi ha un livello un pochino sopra la media si senta come un palombaro in una pozzanghera.

A proposito dell'imperatore Adriano uno dei miei libri preferiti è proprio 'Le memorie di Adriano' di Marguerite Yourcenar una delle più importanti scrittrici del '900 e, guarda caso, lesbica. Un altra opera di Marguerite che mi piace molto è il suo primo romanzo pubblicato agli inizi degli anni '30 'Alexis' che è in sostanza una lunga lettera che un marito scrive alla moglie spiegandogli che la lascia perchè omosessuale. E' un libro attualissimo (tolti ovviamente i cenni storici dell'epoca) e che dovrebbe assolutamente essere letto perchè sono pagine di altissima civiltà. Ora però mi sorge un dubbio ... quanti conoscono la Yourcenar? Oddio non è che sono un palombaro?

Anonimo ha detto...

Caro Ulisse e caro Wally...
Mi dispiace di dovervi dire che avete scoperto l'acqua calda: in Italia, la cultura sta andando a ramengo da diverso tempo e la cosa più terrificante è che i giovani sono convinti del contrario o pensano che l'istruzione e la cultura stessa siano degli optional. Ulisse, sono molto giovane e mi duole dirti che molti miei coetanei non conoscono Marguerite Yourcenar, ma in realtà non conoscono nemmeno Cecco Angiolieri, Boccaccio, Petrarca e di Dante ricordano solo l'alloro sulla testa. Sì, sei un palombaro, ma non in una pozzanghera, bensì in un'oceano di idiozia. Sappi, però, che se vedi una torcia subacquea, quello sono io e come noi ce ne sono ancora tanti e come noi si mangiano il fegato nel vedere questo disastro.
Continuiamo a nuotare insieme, visto che ancora possiamo, magari unendo l'ossigeno che ci resta.

PS: Tu, Wally, continua a farci da boa in mezzo a queste onde, ok?

Nicola ha detto...

Do re mi fa CIao!

Ho 22 anni, sono un libraio, conosco Yourcenar: triste conoscerla solo perchè lesbica o perchè tanto decantato l'amore tra Adriano e Antinoo.
Mi chiedo perchè domandarsi del livello della cultura omosessuale partendo da un post su Wilhelm von Plüschow, passando ad un commento alquanto disarmante sul "chi ha i soldi può andare all'estero per vivere meglio la propria omosessualità", quando si ha appena discusso del turismo a Taorminia, che altro non era che giro di prostituzione. Chi è povero? Che fa? Non può emigrare per fornicare in modo più facile?! Ma andiamo di matto? Sono OMOSESSUALE e Wally mi hai offeso "La mia sensazione è che al giorno d'oggi la buona cultura e il livello di studio non siano più considerati un status symbol per la comunità gay, soprattutto per chi ha una condizione economica agiata, e che il culto dell'immagine fine a sè stessa abbia preso il loro posto." Fammi capire cosa c'entra la cultura e la ricchezza con l'essere gay; il nesso qual è? Poi mi prendi come paragone un ragazzo incontrato in disco: che ti aspetti? Nelle discoteche chi vuoi trovarci?

Ulisse( nickname meno pretenzioso potevi trovarlo) ora vuoi dimostrare che sei colto elencandoci tutto quello che hai letto?! A questo si va incontro...così si uccide la cultura.

ANONIMO 2 ha detto...

Anonimo abbatti "un'oceano" e navigheremo meglio nella cultura anche senza boe!

Anonimo ha detto...

Mi è scappata l'apostrofo...

Wally Rainbow ha detto...

Ovviamente non volevo offendere nessuno. Molto in sintesi ecco cosa volevo dire: anche se sono passati 200 anni alcune dinamiche della realtà omosessuale abbozzate alla fine del 1800 sono rimaste fino ai giorni nostri. Non volevo dare giudizi di merito al riguardo e neanche celebrare "i bei tempi andati" o cose di questo genere. Non penso di avere detto nulla di scandaloso affermando che un omosessuale che ha una buon conto in banca riesce a superare diverse variabili che possono rendere difficoltosa la sua condizione (l' indipendenza da una famiglia intransigente, la possibilità di conoscere più persone,la facoltà di poter scegliere dove e come vivere, ecc). Detto questo per quel riguarda il discorso cultura quello che volevo dire è semplicemente questo: nell'800 gli omosessuali che potevano permettersi una "vita omosessuale" che andava al di là dei rapporti occasionali non erano certo contadini e operai, ma persone benestanti. Per TUTTE le persone benestanti dell'epoca (a prescindere dall'essere gay) la buona cultura era uno status symbol, e le famiglie spendevano fior fior di quattrini per i precettori dei loro figli... Dalla conoscenza della musica e delle arti, alla dimestichezza con la letteratura e le scienze, o ancora alla conoscenza della cultura classica. Per proprietà transitiva in quel periodo buona parte degli omosessuali che avevano una vita sociale omosessuale erano anche colti, e ne andavano fieri. Basti pensare che una volta anche i teatri erano considerati luoghi per fare buone conoscenze in questo senso. Questo significava anche salotti culturali e caffè letterari gay che offrivano un alternativa ai postriboli e alle sale da ballo clandestine. Quando questi omosessuali benestanti viaggiavano su è giù per l'Europa non lo facevano solo per sollazzarsi, ma anche per apprezzare le località ricche di storia (vi siete mai chiesti perchè andavano proprio in Sicilia e non - ad esempio - sulla riviera romagnola dell'epoca?). Inoltre dove passavano contribuivano a migliorare il le condizioni generali della zona in cui risiedevano per periodi più o meno lunghi, valorizzando monumenti e bellezze locali, e magari cercando di elevare - per quanto possibile - le persone che li circondavano. Quello che mi sembra di notare è che - soprattutto nel nostro paese - questo non succede più e lo stile di vita gay sia totalmente sbilanciato verso il divertimento fine a sè stesso e verso una sorta di scaramantica rimozione di tutto ciò che non ne fa parte. Anzi, mi sembra proprio che i luoghi di ritrovo gay di oggi siano fatti apposta per favorire la superficialità dei discorsi e delle situazioni. Una specie di gioco al ribasso che, in parte, è responsabile dello stato comatoso della nostra comunità GLBT (che, per come sono stanno le cose in questo paese, dovvrebbe essere in mobilitazione permanente). I motivi sono tanti e non starò ad elencarli qui, ma penso che questa situazione sia sotto gli occhi di tutti, no?