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lunedì 9 maggio 2016

IL GIALLO DEL NERO...

Ciao a tutti, come va?

Negli ultimi giorni c'è stata una notizia, in particolare, che ha colpito il mondo del fumetto italiano, e cioè l'annuncio della fine del rilancio di Kriminal (non sapete chi è? CLICCATE QUI) da parte di Mondadori Comics. Una fine che è arrivata prima dell'inizio effettivo, dato che di questo progetto - finora - si era visto giusto uno speciale numero 0 distribuito a Lucca Comics qualche anno fa, e di cui avevo parlato a suo tempo (CLICCATE QUI) esprimendo le mie perplessità sui toni eccessivamente "soft" che questa serie avrebbe potuto avere per essere considerata "presentabile" nelle edicole di oggi...

E in effetti quando si erano perse le sue tracce, nonostante gli inviti alla pazienza da parte dell'editore, avevo iniziato a sospettare che i contenuti della serie si fossero rivelati troppo trasgressivi, portando l'editore a valutare meglio i tempi e modi per proporre un progetto del genere... Eventualmente cercando dei compromessi con gli autori coinvolti (CLICCATE QUI), anche perchè - lo ammetto  - mi faceva molto strano che proprio la Mondadori Comics (vista la storia del suo marchio e l'orientamento politico delle sue dirigenze) diventasse la capofila del rilancio di un certo tipo di fumetto popolare... Quello che non guarda in faccia a bigotti e moralisti, per intenderci.

Tant'è che quando venne presentato ufficialmente si parlò di un fumetto:

"contemporaneo, scuro, livido, sporco, realistico: Kriminal non lascia spazio per i buoni sentimenti ma, allo stesso tempo, è avvincente e coinvolgente per una nuova generazione di lettori di fumetti, disillusa e disincantata dalle tante promesse mancate dei nostri tempi moderni" (CLICCATE QUI).

Ovviamente le mie erano solo ipotesi, ma a quanto pare dei problemi a portare avanti questo progetto ci sono stati davvero, visto che da un giorno all'altro la casa editrice ha emesso un comunicato stampa dove annuncia che la serie non si farà più perchè la sua realizzazione si è rivelata "molto complessa" (???)...

Forse sbaglio, ma un comunicato stampa che recita:  

«Cari appassionati lettori,
Siamo a darvi purtroppo un triste annuncio in merito alla nuova collana Kriminal. Non ci è possibile proseguire il progetto poiché la realizzazione della serie si è rivelata molto complessa.
Siamo spiacenti di non avervi potuto dare notizie e aggiornamenti in questi mesi, ma fino all’ultimo abbiamo sperato di poter pubblicare l’opera.
Ci scusiamo con quanti di voi ci hanno ripetutamente scritto chiedendoci novità, ma non ci era possibile fornirvi notizie fino a quando non avessimo preso una decisione definitiva sul progetto»
, mi ricorda tanto il comunicato fuffa con cui Topolino annunciò che non avrebbe più utilizzato la copertina dedicata ai fatti di Charlie Hebdo (ne ho parlato QUI)...

Nel senso che si sono usati tanti giri di parole per non dire fondamentalmente nulla, utilizzando un tono ambiguamente diplomatico condito da abbondanti scuse di circostanza, per coprire qualcosa che - fra le righe - si intuisce essere così imbarazzante da dover essere omesso.

Che cosa potrebbe essere?

Allora: un fatto certo è che la Mondadori Comics, fin dagli inizi, si è proposta come una casa editrice specializzata in ristampe di serie italiane e adattamento di fumetti stranieri (prevalentemente francofoni).

Anche se non si ricorda spesso c'è anche da dire che Mondadori Comics nasce in un periodo molto particolare per i conti del Gruppo Mondadori, che da tempo aveva avuto un calo di fatturato importante (CLICCATE QUI), e che forse voleva tentare nuove strade per tamponare le perdite e i conti in rosso. Forse qualcuno, magari dopo aver preso spunto dal mercato francese in cui Mondadori è presente dal 2006 (CLICCATE QUI), potrebbe aver fatto notare che il mercato dei cartonati alla francese e delle ristampe organiche di pregio, in Italia, era praticamente scomparso e poteva essere un settore che valeva la pena rilanciare (in edicola e nelle librerie di varia, anche in considerazione del fatto che il Gruppo Mondadori ha una sua catena di librerie)...

Se così fosse Mondadori Comics non sarebbe nata per essere una casa editrice di fumetti nel senso completo del termine (e per avere delle vere competenze in questo senso), e infatti non si è mai cimentata nella produzione di un progetto fumettistico partendo da zero... Non prima di questa ipotetica serie di Kriminal, se non altro... E per quel che ne sappiamo non aveva nemmeno una struttura in grado di portare avanti un'iniziativa del genere.


Infatti i primi promotori di questo progetto su  Kriminal non si trovavano all'interno della casa editrice: l'idea era partita da Daniele Brolli (che negli anni novanta aveva lanciato l'universo steampunk di CYBORG) e Riccardo Secchi (il figlio di Luciano Secchi, alias Max Bunker, creatore del personaggio insieme a Roberto Raviola, alias Magnus). Stando alla lunga intervista che potete leggere CLICCANDO QUI, erano stati loro a suggerire l'idea di una miniserie di dodici numeri a Mondadori Comics, che era sembrata entusiasta della proposta.

Proseguendo nella lettura dell'intervista, però, si scopre che Mondadori Comics NON aveva una redazione in grado di seguire il progetto, e quindi aveva chiesto ai due autori di curare anche tutta quella parte del lavoro (controllo scadenze, rapporti con gli autori, ecc) che NON rientrava nelle incombenze di uno sceneggiatore. Il tutto a titolo gratuito.

Riccardo Secchi (foto sotto) ammette che:

"I problemi sono nati sui modi e i tempi di produzione di un fumetto in quanto tale. Le posizioni erano inconciliabili e ci siamo tolti dal progetto, anche se è probabilmente più corretto dire che siamo stati costretti a toglierci."


Inoltre Daniele Brolli (foto sotto) sembra sbottonarsi ulteriormente quando afferma che:

"Malgrado la nostra disponibilità a fare di tutto per il rispetto delle scadenze dei disegnatori, senza assumercene la responsabilità dato che ovviamente questa può appartenere solo all’editore, c’è stato un irrigidimento del responsabile Mondadori."

Irrigidimento? Che genere di irrigidimento? E a che proposito?
Forse l'editore rimproverava agli sceneggiatori i ritardi dei disegnatori?
O era più una questione di contenuti?
All'editore non piaceva come il progetto era portato avanti?


Anche se, come da tradizione, non si scende mai troppo nei dettagli quando c'è da dire le cose come stanno, da queste poche parole possiamo intuire che c'era qualche tipo di conflitto...

Che genere di conflitto? Forse l'editore pretendeva anche di avere maggiore controllo sui contenuti del fumetto e gli ideatori non erano disposti a snaturare un personaggio come Kriminal e le loro idee al riguardo?

Chissà...

Quel che è certo è che a fine 2014 i due avevano già gettato la spugna, ma la Mondadori Comics no, e infatti ha trovato un nuovo gruppo di autori a cui affidare il progetto.

Si sa che alle sceneggiature ci sarebbero dovuti essere Onofrio Catacchio e Matteo Casali coordinati da Giuseppe “Cammo” Camuncoli, che sarebbe stato Art Director a capo di uno staff di giovani artisti di caratura internazionale. Infatti si parlava, oltre che di Camuncoli e Catacchio stessi, di Andrea Accardi, Werther Dell’Edera, Antonio Fuso, Stefano Simeone, Michele Bertilorenzi, Stefano Landini, Alberto Bugiù, Ennio Bufi, Simone Di Meo, Giorgio Pontrelli, Lelio Bonaccorso, Daniele Di Nicuolo, Davide Gianfelice, Matteo Cremona, Elena Casagrande e Gianluca Maconi.

Non proprio gli ultimi arrivati, diciamo... Inoltre si sapeva che la serie non avrebbe più avuto dodici numeri, come nella proposta priginale di Brolli e Secchi, ma ben diciotto albetti di 48 pagine a colori. Il tutto presentato in pompa magna a Lucca Comics & Games 2014.


E questo è un dato interessante: le ristampe omnibus di Kriminal di Mondadori Comics sono iniziate nel novembre 2013. Supponendo che prima di dare il via alla produzione di un sequel l'editore avesse voluto verificare l'andamento degli omnibus, come minimo ci sarebbero voluti alcuni mesi prima che fosse dato il via a Brolli e Secchi per iniziare a lavorarci sul serio, selezionando i disegnatori e tutto il resto. Quindi l'elaborazione effettiva del progetto dovrebbe essere iniziata nella prima metà del 2014. I primi annunci della serie in produzione sono arrivati a ottobre 2014, e si parlava già dei tre nuovi autori (in quel momento misteriosi) che ci stavano lavorando. Quindi viene da pensare che gli ideatori del progetto originale se ne fossero scappati poco prima che la serie venisse annunciata ufficialmente, e pertanto il sospetto è che il nuovo progetto fosse stato portato avanti perchè era stato raccolto in fretta e furia da alcuni degli autori coinvolti proprio da Brolli e Secchi, che hanno messo assieme - a tempo di record - una cordata di professionisti per non lasciar cadere tutto nel vuoto... Magari garantendo a Mondadori Comics la realizzazione di un prodotto fatto e finito, che non richiedesse ulteriore lavoro redazionale.

E per sottolineare il loro impegno avrebbero realizzato un numero zero speciale per Lucca Comics & Games 2014, per dare anche al pubblico l'impressione che ci fosse un solido progetto alle spalle (nonostante l'abbandono e le critiche da parte dei suoi ideatori originali), quando in realtà era ancora tutto da definire nei dettagli e da realizzare materialmente...

Anche perchè, per ovvi motivi, non si potevano riciclare le idee di Brolli e Secchi e quindi bisognava ripartire daccapo con la progettazione della storia, dell'impianto narrativo, delle sceneggiature, ecc. E questo probabilmente è il motivo principale dietro al silenzio di che ha seguito la presentazione lucchese, è che è stato interrotto giusto nella primavera successiva (al Salone del Libro di Torino) per annunciare che la serie sarebbe uscita settembre 2015, e a settembre 2015 per dire che c'erano stati dei ritardi... Con il seguente comunicato stampa:

"Cari amici lettori, siete in molti a chiedere novità circa la nuova serie dedicata a Kriminal e vi diamo risposta con un annuncio ufficiale.

Kriminal non uscirà nel mese di settembre, come avevamo annunciato la scorsa primavera.

L’impresa di una produzione a fumetti inedita sta impegnando molto tutti gli autori, gli artisti e il team dell’editore. Non vogliamo deludere le attese e ci teniamo a lanciare il miglior prodotto possibile, al momento giusto e con l’adeguato sostegno.

Perché tutto ciò possa realizzarsi, dobbiamo prenderci del tempo in più. Il lancio subisce perciò uno slittamento. Ci dispiace del ritardo, ma siamo certi di poter garantire una migliore produzione."

E questo, se non altro, sembrerebbe provare la teoria secondo cui a Lucca 2014 era stata annunciata una serie che in realtà era ancora tutta da preparare... E probabilmente anche da valutare dal punto di vista editoriale, prima di una pubblicazione effettiva. Si legge anche che la casa editrice non riteneva che settembre 2015 fosse il momento migliore per lanciare la serie, e che pensava che non avrebbe avuto il sostegno adeguato... Fra le righe voleva dirci che non era più tanto sicura che questa serie fosse una buona idea? Più avanti analizzerò alcune possibili spiegazioni per questo ipotetico cambio di rotta...

Sicuramente è un dato di fatto che, fra i nuovi curatori/disegnatori del progetto, molti avessero un mucchio di altri impegni da portare avanti parallelamente, anche con gli editori americani con cui collaboravano. Questo - inevitabilmente - deve avere influito sullo sviluppo del progetto e sui tempi di realizzazione dello stesso, che devono essersi dilatati sempre di più man mano che -ad esempio - MARVEL e DC COMICS commissionavano lavori a Giuseppe Camuncoli...

Ad ogni modo, cosa è successo poi?

Sicuramente si sa che il creatore di Kriminal, e cioè Luciano Secchi, non ha responsabilità nell'annullamento del progetto.

Sul suo profilo facebook precisa che l'unica condizione che aveva posto era quella di dare la propria approvazione al nuovo soggetto... Cosa che ha quanto pare aveva fatto...

E letta così sembra quasi che lui stesso abbia saputo della chiusura del progetto tramite il comunicato stampa ufficiale... Ad ogni modo - curiosamente - dalle pagine facebook degli autori coinvolti non trapela granchè... Anzi: c'è un silenzio abbastanza inquietante. Giusto Onofrio Catacchio ha commentato in maniera un po' ambigua, dicendo:

"Peccato. È stato un progetto che mi ha dato la possibilità di lavorare su un personaggio che ho sempre amato. Di scrivere e disegnare assieme a vecchi e nuovi amici con cui conto, e spero, di tornare a incrociare la strada. Fare fumetti non è facile. Ma neanche così tanto complicato."

E a quanto pare, almeno per ora, gli autori coinvolti non stanno rilasciando dichiarazioni nemmeno a siti e blog specializzati, nonostante la fine di questo progetto sia un argomento decisamente caldo. Forse sbaglierò, ma la sensazione è che nessuno dei diretti interessati voglia commentare per paura di fare la figura di quello che ha parlato troppo...

Anche perchè le responsabilità dell'annullamento di questo progetto possono ricadere solamente sull'editore, sugli autori o su entrambi... E visto che in questo caso nessuno ha accusato esplicitamente l'altro il sospetto è che si sia trattato di un concorso di colpa... Forse potrebbe parlare qualcun altro che sa qualcosa, ma a quanto pare si preferisce fare finta di niente. Anche perchè, presumo, gli editori che producono fumetti in Italia e pagano dei compensi accettabili sono davvero pochi, e di certo non vedrebbero di buon occhio una "gola profonda" nella loro redazione...

Oltretutto la Mondadori Comics fa ovviamente capo al Gruppo Mondadori, che ha da poco acquisito la Rizzoli... E di conseguenza la casa editrice Rizzoli-Lizard. Inoltre il Gruppo Mondadori è anche il proprietario del distributore Press-Di (CLICCATE QUI), che guardacaso è il distributore per le edicole di Bonelli e Panini (e quindi, in ultima analisi, è responsabile di come e dove viene distribuito il loro materiale, con tutte le conseguenze del caso)... Quindi diciamo pure che chi, eventualmente, dovesse litigare pubblicamente con la Mondadori e volesse proseguire la sua carriera nel mondo del fumetto in Italia, potrebbe anche innescare una reazione a catena che non gli sarebbe d'aiuto...

Ad ogni modo il fatto che Press-Di sia di proprietà di Mondadori ci fornisce un altro possibile indizio. Infatti se, per ipotesi, Mondadori Comics avesse voluto fare un'indagine di mercato sull'andamento dei fumetti italiani (e non) nelle edicole, forse avrebbe avuto molti meno problemi ad accedere ai dati di vendita di Bonelli e Panini (ma anche RW Lion e Shockdom, fra gli altri) rispetto a noi comuni mortali, anche solo in maniera informale e facendo le chiamate giuste...

E quindi avrebbe saputo che i fumetti Bonelli - che tradizionalmente sono quelli che in Italia si vendono meglio - non vanno più così bene, per dirla con un eufemismo (CLICCATE QUI), e che i fumetti pubblicati dagli altri editori fanno numeri di molto inferiori (a parte la Shockdom, che però è un caso a parte). Inoltre, distribuendo anche le Edizioni Mehnir, la Press-Di avrebbe potuto fornire i dati di vendita de IL MORTO, un tascabile noir che si ispira dichiaratamente a Kriminal e che viene distribuito in edicola dal 2010... Una pubblicazione che, pur contando su uno zoccolo duro di appassionati, sicuramente non prospetta dei numeri che giustificherebbero una miniserie a colori di diciotto numeri... E ne ha fatto interrompere la produzione...

É andata davvero così? Ovviamente non possiamo saperlo, tuttavia qualche sospetto è legittimo...

Sicuramente mentre produceva il nuovo Kriminal, la Mondadori Comics ha potuto monitorare con attenzione anche il mercato che non è controllato dal distributore Press-Di, e magari ha preso atto del fatto che il rilancio di Diabolik tramite un'iniziativa molto simile a quella prevista per Kriminal (e cioè una miniserie a colori) non ha portato ai risultati sperati... Tant'è che se n'è parlato pochissimo, e fondamentalmente ha lasciato quello che ha trovato.

Così, facendo due conti, la Mondadori Comics ha pensato che la miniserie di Kriminal sarebbe stata un fiasco in proporzione all'investimento necessario per realizzarla?

Ha pensato che la massiccia campagna pubblicitaria necessaria per lanciare questa iniziativa, e che peraltro era stata già annunciata, non avrebbe comunque portato al risultato sperato?

Chissà...

In tutta questa storia, però, c'è un'altro tassello che va valutato con attenzione. Si sa che Mondadori ha acquisito la Rizzoli nell'aprile del 2015, e a maggio di quell'anno è stato ufficializzato un reimpasto delle cariche, tant'è che chi aveva lanciato e curato Mondadori Comics, tale Luigi Belmonte (che probabilmente è stato anche quello che aveva accettato il progetto su Kriminal), da un momento all'altro è stato mandato a dirigere la collana degli Oscar Mondadori (CLICCATE QUI)... E guardacaso il blog della casa editrice non viene aggiornato dallo scorso dicembre (CLICCATE QUI), mentre negli ultimi mesi diverse collane sono state sospese, da MARVEL FACT FILES ad ALIX, passando per PRIMA... E in alcuni casi senza nemmeno darne notizia ufficiale.

Forse queste collane non vendevano tanto, ma magari sarebbe stato oportuno valutare attentamente un loro rilancio (o magari una campagna promozionale più mirata) prima di lasciare scontente intere fette di pubblico, minando così la credibilità della Mondadori Comics nel suo insieme... Sempre che il tutto non sia una conseguenza del fatto che, a seguito dell'acquisizione di Rizzoli e Rizzoli-Lizard, non si stia iniziando a ridurre l'offerta in vista di un possibile smantellamento dell'etichetta... Anche per alleggerire il carico di accuse a carico del Gruppo Mondadori...

Infatti dopo la fusione con Rizzoli, a gennaio, la Mondadori è finita nel mirino dell'antitrust... Anche per quel che riguarda il settore dei fumetti, visto che tecnicamente Mondadori Comics e Rizzoli Lizard dovrebbero essere concorrenti (CLICCATE QUI). Quindi alla Mondadori Comics hanno pensato di tirare i remi in barca, con Kriminal e non solo, anche per evitare ulteriori accuse? Hanno pensato che non avesse senso investire in una miniserie, in considerazione del fatto che stanno valutando l'idea di chiudere tutto?


O forse, per una questione di reputazione, hanno pensato che un fumetto "brutto, sporco e cattivo" come Kriminal avrebbe creato ulteriori polemiche attorno al Gruppo Mondadori in un momento molto delicato?

Ad ogni modo, per quello che ne sappiamo, può anche essere che la nuova dirigenza di Mondadori Comics, molto semplicemente, non fosse favorevole alla produzione di Kriminal come quella che l'aveva preceduta...

Chissà...

Alla fine, riassumendo, noi sappiamo per certo che:

  1. Luciano Secchi non ha responsabilità.
  2. Daniele Brolli e Riccardo Secchi idearono il progetto, ma scapparono non appena intuirono che l'editore non aveva le competenze giuste e faceva troppe pressioni.
  3. Una nuova squadra di autori è stata messa al lavoro su una miniserie di diciotto numeri per due anni.
  4. Il nuovo Kriminal sarebbe dovuto essere "contemporaneo, scuro, livido, sporco, realistico".
  5. La casa editrice ha cambiato dirigenza. 
  6. L'antitrust non vede di buon occhio il fatto che Mondadori Comics e Rizzoli-Lizard  appartengano entrambe al Gruppo Mondadori.
  7. L'editore ha ritenuto "troppo complesso" portare avanti il progetto e lo ha chiuso.

E in quel "troppo complesso" aleggia anche lo spettro della censura e della paura di compromettersi con tematiche troppo "trasgressive", con cui forse Mondadori Comics non pensava di doversi confrontare... Visto che, per i motivi di cui parlavo poco fa, ha annunciato in pompa magna la nuova serie di Kriminal PRIMA di poterla visionare per bene nei dettagli...

Ovviamente io non ho la minima idea di quali fossero i contenuti della serie, ma a giudicare dal famoso numero 0 e dal fatto che il nuovo Kriminal era stato annunciato come "contemporaneo, scuro, livido, sporco, realistico" presumo che, come minimo, fossero paragonabili a quelli del film "Lo chiamavano Jeeg Robot" che negli scorsi mesi ha fatto tanto parlare di sè...

Con la differenza che Kriminal avrebbe affrontato anche una serie di problematiche di più ampio respiro, come la corruzione, la libertà di stampa, la malavita internazionale, il traffico di esseri umani, le lobby di potere e altro... E se tanto mi da tanto, considerando che in "Lo chiamavano Jeeg Robot" c'é stato spazio anche per rappresentare una trans strozzina, cocainomane e un po' ninfomane, peraltro interpretata da una vera trans (la simpatica Juana Jimenez, di cui trovate un breve intervista QUI), su un fumetto di Kriminal ambientato nel 2016 non mi sarei aspettato di trovare nulla di meno...

Sempre ammesso che il suddetto fumetto volesse porsi in maniera credibile presso il pubblico del 2016, ovviamente... E infatti, mettendo assieme tutti i dati in nostro possesso, verrebbe anche da pensare che quando a Mondadori Comics hanno dato l'approvazione allo sviluppo della serie su Kriminal - praticamente a scatola chiusa - si aspettassero qualcosa che, nella più audace delle ipotesi, fosse in linea con i contenuti che si erano visti nella serie originale di Kriminal, che aveva recentemente ristampato...

Probabilmente non considerando che sono passati oltre quarant'anni, e che sicuramente il concetto di "trasgressione", così come quello di sesso e violenza, si è aggiornato... Anche per quel riguarda la rappresentazione di omosessualità e transessualità, ad esempio...

Quindi non è da escludere nemmeno che, se pure il progetto Kriminal è stato annullato per motivi indipendenti dai suoi contenuti, questi non abbiano comunque rappresentato un incentivo a portarlo avanti in qualche altra forma... Per dirla con un eufemismo...

E ammetto che, a questo punto, sarei davvero molto curioso di sapere come (e se) si era pianificato di toccare certi argomenti nella miniserie di Kriminal, che al momento nessuno pubblicherà...

Forse, se in futuro qualcun altro raccoglierà questa proposta, lo scopriremo... E magari ci faremo un'idea più precisa di come e perchè i contenuti della miniserie potrebbero aver spinto la casa editrice a non pubblicarla più...

Nel frattempo prendiamo atto che un'altra occasione per rinnovare il fumetto popolare italiano è andata persa, e che dietro a questa perdita potrebbe esserci molto più di quello che sembra...

In realtà, per dirla proprio tutta, essendoci di mezzo la Mondadori Comics a me avrebbe stupito di più se questa iniziativa fosse andata in porto senza problemi.

L'unica cosa davvero sicura in tutta questa vicenda, che poi è il motivo per cui l'ho segnalata su questo blog, è che il lancio di una nuova versione di Kriminal - "realistica e contemporanea", e peraltro scritta "all'americana" da autori che con gli USA ci lavorano sul serio - avrebbe potuto davvero scuotere un po' l'abbottonatissimo panorama del fumetto popolare italiano... Scrollandolo, forse, quel tanto che sarebbe bastato per spingerlo a rivedere le sue prudentissime posizioni su una quantità di temi "eticamente sensibili", come ad esempio l'omosessualità...

Cosa che, ovviamente, a questo punto non accadrà...

Ad ogni modo forse un giorno qualcuno parlerà... E sapremo la vera verità...

Alla prossima.

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venerdì 6 maggio 2016

SPUNTI ORIENTALI...

Ciao a tutti, come va?

Con l'arrivo di maggio si inizia a parlare di cose come la Giornata contro l'Omofobia e il Gay Pride, ma è bene ricordare che ci sono delle zone del mondo dove, anche per una questione meteorologica, si preferisce anticipare il tutto... Onde evitare di realizzare parate ed eventi di questo tipo a fine giugno, in un clima pressochè tropicale... Così, ad esempio, in Florida si è già tenuto il Miami Beach Pride, mentre il corteo del Tokyo Rainbow Pride si terrà il giorno 8 maggio.

Come forse saprete la situazione LGBT a Tokyo, e in Giappone in generale, è un po' particolare. Da una parte non si vive sotto il peso della cultura cattolica del peccato e il mondo gay ha a disposizione una quantita imbarazzante di locali (solo nel quartiere di Shinjuku ci sono 297 gay bar e 460 gay club), ma dall'altro - per una questione di forma mentale (che peraltro è stata pesantemente influenzata dall'apertura alle potenze occidentali) - c'è ancora molto da fare per arrivare ad un riconoscimento effettivo della dignità della condizione LGBT...

Anche perchè, come peraltro avviene in Italia, da quelle parti c'è ancora una certa tendenza a percepere l'omosessualità come qualcosa da vivere in un ambito strettamente privato e senza esporsi pubblicamente. Infatti, nonostante Tokyo sia una delle metropoli più popolate del pianeta (si parla di 13 milioni di abitanti), la parata del Tokyo Rainbow Pride si tiene giusto dal 1994... Che guardacaso è lo stesso anno in cui si è tenuto il primo Gay Pride in Italia.

Anche se c'è da dire che da noi l'evento ha avuto una certa continuità, mentre a Tokyo non si è organizzato tutti gli anni ed è solo dal 2011 che si è costituita un'associazione che porta avanti l'evento, con tanto di eventi collaterali.

Ed è proprio per via degli eventi collaterali (CLICCATE QUI per tutte le info) che parlo del Tokyo Rainbow Pride oggi.


Infatti sono cominciati già dal 22 aprile, e il 3 maggio - per la prima volta - uno di questi eventi è stato incentrato sul mondo dei manga. O meglio: sul mondo dei manga a tematica omosessuale che hanno iniziato a trovare posto nelle riviste non specializzate. Infatti l'incontro aveva il taglio di una miniconferenza di tre ore, divisa in una prima parte in cui veniva introdotto l'argomento dal sociologo Hitoshi Ishida e dall'adattatrice statunitense Erica Friedman (che porta avanti il blog di manga yuri in lingua inglese più completo di sempre, che trovate CLICCANDO QUI), e in una seconda parte in cui sono intervenuti due mangaka molto rappresentativi di questa nuova tendenza.

Nella fattispecie si parla di Gengoroh Tagame (che ormai è praticamente ovunque) e di Kiyo Nakamura (autrice di vari manga a tema lesbico, tra i quali uno che in italiano suonerebbe come "Posso avere due mamme?", e che racconta la vita quotidiana di due mamme con tre figli).


Per assistere all'evento c'era da pagare circa dodici euro, ma il biglietto garantiva anche una consumazione gratuita presso il bar adiacente allo spazio in cui è stato realizzato l'evento.

Pare proprio che sia la prima volta che il Tokyo Rainbow Pride organizza un evento specifico per parlare delle nuove tendenze del fumetto LGBT, e sicuramente questo è un buon segno, anche perchè lo scopo della manifestazione è quello di promuovere la questione omosessuale dandone un'immagine positiva... E se anche i prudentissimi organizzatori del Tokyo Rainbow Pride (che giustamente devono rendere conto delle loro azioni a sponsor come  Citroen e Johnson & Jonhson) iniziano a pensare che i manga di oggi possono servire allo scopo vuol dire che la percezione dei manga a tematica LGBT, anche in Giappone, si sta evolvendo in maniera positiva.

Tant'è che Gengoroh Tagame ha contribuito anche alla realizzazione di alcuni gadget esclusivi per la manifestazione di quest'anno...

E comunque (siccome a Tokyo non sono degli sprovveduti), anche se l'iniziativa non fa parte del Tokyo Rainbow Pride, qualcuno ha pensato bene di organizzare a cavallo della manifestazione (e cioè dal 16 aprile al 19 giugno) una bella mostra tutta dedicata a Sailor Moon, che cerca di coprire un po' tutti gli innumerevoli ambiti in cui questo personaggio ha trovato spazio... 



Proprio un caso? Secondo me no...

Detto ciò vorrei ricordare che fra i numerosi eventi che si tengono nei vari gay pride italiani non mi pare che i fumetti siano stati messi in conto da nessuna parte. E non è che questo sia esattamente un buon segno, nè per i gay pride italiani nè per il mondo del fumetto del nostro paese.

Qualcuno se la sente di farci un pensierino, visto che siamo ancora in tempo???

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mercoledì 4 maggio 2016

BISOGNA PUR PROVARE...

Ciao a tutti, come va?

Dopo il solito papiro del lunedì oggi voglio limitarmi a segnalare un progettino di crowdfounding a tematica gay che arriva, una volta tanto, dall'Italia... E che coinvolge una factory tutta femminile, composta da nomi più o meno noti nell'ambito dei BOYS LOVE italiani. Il progetto in questione è la pubblicazione cartacea, e in italiano, del fumetto Samsara, che si può già leggere gratuitamente sulla pagina facebook che trovate CLICCANDO QUI...

Il tutto viene presentato nei dettagli nella pagina di raccolta fondi preparata su kickstarter (che trovate CLICCANDO QUI), quindi per conoscere meglio questa storia d'amore omosessuale a base di reincarnazioni vi rimando ai link che vi ho dato e a quello su PATREON (CLICCATE QUI), che offre la possibilità di accedere anche ad ulteriore materiale non censurato e più esplicitamente erotico...

Al di là di tutto, e al netto dei gusti personali, mi sembra interessante il fatto che, una volta tanto, questa raccolta fondi stia partendo da una cifra davvero bassa... Nel senso che l'obbiettivo su kickstarter è quello di raggiungere 500 euro, e cioè la cifra necessaria per stampare una prima tiratura della raccolta cartacea... E considerando che, in effetti, in Italia il mercato delle autoproduzioni a tematica gay (BOYS LOVE e non) è praticamentente tutto da ricostruire (dopo alcuni passi falsi che ci sono stati in passato), mi sembra la strategia migliore... Anche solo per incentivare il pubblico ad utilizzare una forma di produzione e distribuzione che in Italia non è ancora particolarmente diffusa, ma che - alla luce degli ultimi sviluppi della situazione attuale - potrebbe diventare a breve l'unica percorribile...

Dopotutto le fumetterie ormai stanno diventando il ripiego ufficiale per i grandi editori che non riescono più a farsi largo nelle edicole, e quindi stanno diventando un terreno sempre più difficile per le piccole autoproduzioni... Senza contare che, per tutta una serie di dinamiche che non starò a spiegarvi oggi, generalmente i siti e gli spazi web ufficiali sono diventati qualcosa di molto diverso dalle vecchie fanzine cartacee, e NON offrono un'adeguata panoramica del mondo delle autoproduzioni, con tutto quel che ne consegue in fatto di visibilità.

Quindi, per evitare di stroncare sul nascere tante promettenti carriere, le produzioni finanziate dal basso potrebbero presto diventare l'unica alternativa per quanti non riescono ad essere prodotti e promossi dalle case editrici tradizionali... Magari sfruttando al meglio le potenzialità dei social, e offrendo un ventaglio di proposte legate allo stesso progetto tramite diverse piattaforme di crowfounding...

Sicuramente il panorama generale sta cambiando, ma dopo una fase di assestamento e di "apprendimento" tutte queste nuove prospettive potrebbero riaprire una serie di porte che ormai sembravano chiuse per sempre...

Staremo a vedere.

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lunedì 2 maggio 2016

SEGRETI...

Ciao a tutti, come va?

Forse vi farà piacere che anche questa settimana sono riuscito a trovare degli spunti interessanti per fare un breve focus sulla situazione italiana...

E una volta tanto lo spunto è arrivato dalle amiche di mia madre, grazie alle quali mi è capitato fra le mani l'ultimo numero del mensile dedicato ai fans della soap spagnola IL SEGRETO... Che a quanto pare continua ad avere un grande seguito anche in Italia... Anche perchè in Italia c'è tutto un pubblico, diciamo dai gusti semplici, che magari non si ritrova nelle fiction americane, ma a cui negli ultimi anni non è stato offerto alcun prodotto che avesse un intreccio decente e qualche risvolto pulp... E diciamo pure che questa soap ha colmato un vuoto...

Ne parlo qui perchè il numero di aprile de IL SEGRETO MAGAZINE, in copertina, annuncia che il mensile ha avuto un record di vendite di tre milioni di copie... E considerando che parliamo di un mensile che fondamentalmente offre approfondimenti su una singola soap opera e sugli attori che la interpretano (e di cui in Italia non si sapeva assolutamente nulla prima che la suddetta soap opera fosse trasmessa), direi che è un dato abbastanza interessante... E lo sarebbe anche se le copie vendute fossero la metà, visto che gli editori di fumetti sostengono che le edicole sono un circuito distributivo che non funziona più...

Anche perchè, nel caso de IL SEGRETO MAGAZINE, parliamo di un prodotto editoriale fondamentalmente superfluo (visto che questa soap opera ha degli approfondimenti anche nei rotocalchi televisivi), e che - per riuscire a riempire la sua dose mensile di pagine - ricorre anche ad un fotoromanzo realizzato (senza grandi slanci creativi, per dirla con un eufemismo) adattando le sequenze principali della storia...

Certo, dalle "foto dei lettori" pubblicate in ogni numero (come ad esempio quelle che vedete sotto), si evince che buona parte del pubblico si accontenta di poco, che per motivi anagrafici ha poca dimestichezza con il web e che probabilmente - perlomeno a livello di mensili di approfondimento sulla loro soap preferita - non ha mai avuto per le mani niente di meglio de IL SEGRETO MAGAZINE... Quindi diciamo pure che IL SEGRETO MAGAZINE fa un po' le veci di un sito internet per chi internet non lo usa, o non lo sa usare come si deve...

Perciò questi tre milioni di lettori, fondamentalmente, comprano IL SEGRETO MAGAZINE perchè gli piace IL SEGRETO, e perchè al suo interno trovano ciò che gli interessa e che probabilmente non hanno modo di trovare da altre parti. Quindi si può dire che IL SEGRETO MAGAZINE, nella sua imbarazzante pochezza, vende tre milioni di copie perchè offre ad uno specifico pubblico esattamente quello che cerca...

Sfruttando, ovviamente, la popolarità di una serie televisiva trasmessa giornalmente e adeguando la maggior parte dei suoi contenuti agli ultimi archi narrativi della serie, agli ultimi attori entrati nel cast, ecc. In parole povere vende tanto perchè si inserisce nella scia di una serie televisiva che piace tanto.

Parlo di tutto questo perchè, riflettendo su IL SEGRETO MAGAZINE, non ho potuto fare a meno di pensare che, per quanto modesto, è un ottimo esempio di prodotto editoriale crossmediale e in grado di sfruttare al meglio il rapporto con il pubblico di una produzione televisiva di successo... Un pubblico che, tra l'altro, è stato coltivato anche presentando tematiche relativamente "moderne", pur essendo IL SEGRETO ambientato in un paesino della campagna spagnola intorno al 1920.

Ad esempio: quando si scopre che l'insegnante di piano di una delle protagoniste non ricambia il suo amore perchè in realtà è omosessuale, il pretendente della ragazza organizza una missione punitiva nei suoi confronti... Alla fine è la sua allieva a salvarlo, fingendo di fare coppia con lui (dopodichè i due decidono di scappare insieme a Parigi)... Potete vedere la scena in lingua originale qui sotto...

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Quindi si può dire che, pur con tutti i suoi limiti, persino IL SEGRETO è una soap opera che non dimentica di rivolgersi al pubblico del 2016, e magari spera anche che l'eta media dei suoi protagonisti possa favorire l'avvicinamento di un pubblico non necessaramente composto da pensionate e casalinghe annoiate (anche se queste restano probabilmente la maggioranza)...

E infatti, anche a livello narrativo, IL SEGRETO utilizza una serie di strategie che hanno più a che fare con le fiction americane di ultima generazione che non con le soap opera e le telenovelas tradizionali... Basti pensare al fatto che mediamente muoiono una decina di personaggi ricorrenti in ogni stagione, fra incidenti, vendette, malattie e altro...

Insomma: se IL SEGRETO MAGAZINE ha tanti lettori, pur vivendo di luce riflessa, forse un motivo c'è... E più passa il tempo e più mi stupisco del fatto che formule di questo tipo non vengano applicate anche per rilanciare il settore del fumetto in Italia.

Mi spiego meglio.

Intanto nessuno ha mai pensato di intercettare le frange più giovani del pubblico che segue IL SEGRETO con un fumetto che in qualche modo ne riprendesse le atmosfere (ma lì forse, il problema sta anche nel fatto che in Italia NON abbiamo editori lungimiranti e sceneggiatori in grado di gestire fumetti di questo tipo)... Anche se non sarebbe male rinverdire la tradizione dei fumetti romantici che una volta, anche se nessuno se lo ricorda, in Italia vendevano benissimo... Perlomeno fino a quando la scena non gli è stata rubata dai fotoromanzi (ma questa è un'altra storia).



Tra l'altro, oggi che i fotoromanzi in Italia NON si producono più (la casa editrice LANCIO ha chiuso nel 2011, dopo la morte improvvisa del suo proprietario, e nessuno ne ha ereditato il vastissimo pubblico) ci sarebbe tutta una nicchia di mercato da riconquistare, ma ovviamente nessun editore italiano di fumetti ha mai valutato questa possibilità...

In secondo luogo la sensazione è che ormai ci sia una sorta di incomunicabilità fra chi produce fumetti e i prodotti multimediali che hanno più successo in questo periodo... Anche perchè altrimenti  non si spiegherebbe come sia possibile che tante case editrici italiane si ostinino a NON rielaborare sul serio gli elementi che hanno portato al successo serial TV, film, videogames e altro, limitandosi invece a prenderne spunto per poi "piegarli" alle esigenze della loro linea editoriale, anche se ormai è stato ampiamente dimostrato che questa strategia si sta rivelando più un limite che una risorsa...

Ovviamente non sto dicendo che il pubblico de IL SEGRETO MAGAZINE sia sovrapponibile a quello che, potenzialmente, potrebbe essere interessato alla lettura di una serie a fumetti, ma penso che alcune dinamiche che hanno portato al successo il primo si potrebbero applicare anche in ambito prettamente fumettistico...

Se, ad esempio, anche in Italia ha molto successo il serial di GAME OF THRONES perchè non si elabora un fumetto fantasy in grado di cogliere le caratteristiche che lo rendono così accattivante, invece di proporre un semplice fumetto "bonelliano con ambientazione fantasy" come DRAGONERO? Perchè invece di cogliere e rielaborare le metafore esistenziali di THE WALKING DEAD, si è proposto qualcosa di "bonelliano" e tutto sommato insipido come LUKAS? Perchè leggendo ORFANI si aveva la netta impressione di NON leggere un fumetto che si ispirava al meglio dei videogames di ultima generazione, quanto all'immaginario giovanile - legato agli Ottanta e Novanta - del suo autore?

E la cosa un po' preoccupante è che nel prossimo futuro sembra che la situazione non sia destinata a migliorare... Anzi... In occasione del Napoli ComiCon l'editore Star Comics, ad esempio, ha annunciato che affiderà proprio a Roberto Recchioni, l'ideatore di ORFANI, la prosecuzione del suo primo progetto Made in Italy dopo diverso tempo... Ovvero una collana dedicata alle versioni a fumetti dei grandi classici della letteratura!

Per la precisione i primi titoli saranno: L’ISOLA DEL TESORO di Robert Louis Stevenson, (di Michele Monteleone e Oscar), UNO STUDIO IN ROSSO di Arthur Conan Doyle (di Giulio Antonio Gualtieri e Federico Rossi Edrighi), CUORE DI TENEBRA di Joseph Conrad (di Giovanni Masi e Francesca Ciregia) e VENTIMILA LEGHE SOTTO I MARI di Jules Verne (di Mauro Uzzeo, Francesco Francini e Valerio Befani).

Il tutto sarà il seguito della collana inaugurata nel 2015, sempre a cura di Roberto Recchioni, e dedicata ai maestri dell'horror, che ha visto due titoli dedicati a Dracula, uno al mostro di Frankenstein, uno al Dr. Jekill e Mr. Hide e per finire uno dedicato al classico Le Montagne della Follia.

Ora: al netto dell'importanza dei classici della letteratura, e a prescindere dalla bravura degli artisti coinvolti, penso che il fatto che una delle poche case editrici che in passato hanno provato a fare concorrenza alla Bonelli nel mercato dei fumetti popolari italiani, peraltro con un certo successo, si sia ridotta a proporre versioni a fumetti di classici letterari nelle sole fumetterie (e al prezzo di 15 euro per 112 pagine in bianco e nero) sia abbastanza indicativo di un settore che sta iniziando pericolosamente a ripiegarsi su se stesso...

Tra l'altro anche i recenti (e pochi) tentativi di realizzare progetti più crossmediali, nella speranza di coinvolgere un pubblico più ampio, finora si sono sempre rivelati abbastanza confusi e contraddittori. Prendiamo ad esempio il serial di cortometraggi satirici THE EDITOR IS IN, realizzato da Bonelli e SKY ARTE, che è partito in questi giorni...

In Italia si sa che chi utilizza la televisione rappresenta circa il 96,7% (CLICCATE QUI) di una popolazione stimata in 60.5 milioni di abitanti circa. Di questi quelli che possono usufruire di SKY sono stimati in circa 12.5 milioni (CLICCATE QUI), quindi diciamo pure che chi punta su SKY (anche) nella speranza di promuovere un fumetto "popolare" deve mettere in conto che ha accesso ad 1/5 del suo pubblico potenziale. A questo aggiungiamo il fatto che SKY ARTE rappresenta un canale di nicchia nella nicchia di SKY, e che il tono di THE EDITOR IS IN è totalmente avulso da quello dei fumetti da cui trae spunto... Anzi: a quanto pare è più vicino ad alcuni serial satirici statunitensi degli anni Novanta, come Space Ghost Coast to Coast, che rilanciavano vecchi personaggi di Hanna-Barbera ormai dismessi (perlomeno all'epoca) in chiave umoristica, trasformandoli nella parodia di loro stessi...

Quindi, in effetti, non so quanto possa fare bene ai personaggi Bonelli (che in teoria non sono ancora stati dismessi) essere rappresentati in un uno show di questo tipo... Semmai questa produzione può tornare utile a SKY, che può attirare nuova utenza fra i lettori dei fumetti Bonelli, ma questo è un altro discorso... Ad ogni modo potete trovare la sinossi degli episodi CLICCANDO QUI.

E comunque, sempre in tema di operazioni crossmediali che non sembrano nascere sotto una buona stella, sempre al Napoli ComiCon la Bonelli ha annunciato il progetto dell'adattamento a fumetti dei romanzi dello scrittore Maurizio De Giovanni, che portano avanti le vicende del Commissario Ricciardi... Che è dotato di poteri paranormali (percepisce gli ultimi istanti dei defunti), e li usa per indagare sullo sfondo della Napoli degli anni Trenta del Novecento. Il suo autore finora gli ha dedicato undici romanzi, e il personaggio è stato già trasposto a fumetti da Cagliostro Press nel 2011 e da Star Comics nel 2015... Senza ottenere grandi riscontri di pubblico, per la verità...


Quindi il rinnovato interesse della Bonelli potrebbe spiegarsi giusto perchè, per questa serie di romanzi, è stata annunciata una fiction di prossima produzione per RAI FICTION... Quindi il progetto potrebbe rientrare nel tentativo di dare più spazio alla crossmedialità di cui sopra... Se non che - come da prassi - alla Bonelli hanno deciso di svilupparlo e gestirlo utilizzando le solite strategie "bonelliane"... Affidando, ad esempio, le sceneggiature di questa miniserie all'ematologo Claudio Falco (nato nel 1958), scrittore di Dampyr (serie che, vi ricordo, in due anni ha perso il 23% dei suoi lettori) e a Sergio Brancato (nato nel 1960), sociologo che in passato ha collaborato con la RAI (come Vice-Direzione Generale delle Nuove Tecnologie e come autore), ma che in fatto di fumetti ha all'attivo giusto una storia nell'antologia "Nero Napoletano"...

Infine alla versione Bonelli del Commissario Ricciardi parteciperà Paolo Terracciano (foto sotto), supervisore generale delle sceneggiature della soap partenopea UN POSTO AL SOLE, che non è più giovanissimo, ma che comunque con la sua presenza abbassa notevolmente l'età media degli sceneggiatori che seguiranno questo progetto... Anche se probabilmente non potrà fare miracoli per salvare una proposta che sembra già nascere con un taglio vetusto...

L'autore dei romanzi è nato nel 1958 (quindi va per i 60) e racconta di un trentenne che vive negli anni Trenta dello scorso secolo... Due sceneggiatori della serie (su tre) appartengono alla sua generazione, e anche ammesso che l'ipotetico serial TV cerchi di svecchiare le ambientazioni (si parla di Riccardo Scamarcio nel ruolo del protagonista) la miniserie a fumetti difficilmente si discosterà dalla media di quelle prodotte dalla casa editrice ultimamente... Inoltre il fatto che di mezzo ci sono due autori televisivi, ma NON di fumetti, non promette granchè bene...

Forse sbaglio, ma è molto improbabile che con queste premesse si riesca ad intercettare nuovo pubblico, anche se il proposito di questo progetto, che evidentemente è portato avanti in stretta collaborazione con la RAI, è soprattutto questo. D'altra parte se si crea un fumetto realizzato da over 50 e per un pubblico over 50 bisogna mettere in conto che molto diffilmente si potrà intercettare un pubblico di quell'età fra chi non è già un lettore di fumetti, mentre sarà quasi impossibile avvicinare nuovo pubblico fra i giovani lettori potenziali...

E qui si torna ancora al discorso che ho affrontato in diverse occasioni: se le case editrici sono gestite, amministrate e organizzate, da persone di una certà età che ragionano come persone di una certa età, quante possibilità hanno di raccogliere nuovo pubblico?

Se proprio si voleva fare qualcosa di crossomediale non avrebbe avuto più senso lanciare una miniserie a fumetti ispirata alla sit com ALEX & Co. prodotta da Disney Channel Italia, magari in tandem con Panini (anche perchè ormai Bonelli e Panini sono una grande famiglia allargata), e magari provando a lasciare fuori il più possibile la Disney Panini (che quando si occupa di prodotti per adolescenti fa solo pasticci)???

Tra l'altro, giusto per la cronaca, quelli di Disney Channel Italia (che non sono stupidi), mica hanno voluto affidarsi ai soliti autori televisivi italiani per realizzare una serie giovane e frizzante che avesse un taglio (e un successo) internazionale... E infatti, anche se i giovani interpreti sono tutti italiani, gli sceneggiatori (e le sceneggiatrici) sono per la maggior parte spagnoli (CLICCATE QUI)... E ovviamente hanno un'età media molto più bassa rispetto alla media degli sceneggiatori italiani (sia di quelli televisivi che di quelli di fumetti).

Sarà un caso?

Mhhh...

Proprio in questi giorni ha compiuto gli anni Marco M. Lupoi, il direttore editoriale della Panini (che saluto e a cui faccio gli auguri ^__^). La sua prima collaborazione come consulente editoriale e redazionale per una casa editrice fu nel 1985 per la Labor Comics, quando lui aveva vent'anni e si era fatto notare per le sue competenze nel mondo delle fanzine... E, anche se non penso ci sia bisogno di ricordarlo qui, il suo apporto poi si rivelò determinante per il rilancio dei fumetti MARVEL in Italia, soprattutto attraverso la Star Comics (e poi, ovviamente come direttore della Marvel Italia, e quindi con la Panini Comics).

Nei primissimi anni Novanta un gruppo di ventenni bolognesi, che aveva all'attivo giusto una fanzine autoprodotta, riuscì a portare i manga in Italia grazie al margine operativo che gli aveva concesso la Granata Press, e quando nel 1992 migrarono alla Star Comics - diventando i Kappa Boys - riuscirono nell'impensabile impresa di trasformare i manga in un fenomeno di costume anche in Italia.

E di esempi del genere, anche andando a ritroso, se ne trovano molti altri.

Eppure adesso quanti sono i ventenni che gli editori di fumetti italiani prendono in considerazione nel ruolo di consulenti editoriali? E soprattutto: quanti consulenti editoriali vengono presi in considerazione se non fanno già parte di un determinato ambito e/o di un determinato giro di conoscenze, che magari risale a dieci, venti o trenta anni fa???

Sicuramente ora le fanzine cartacee non esistono più, ma esistono siti, blog (coff... coff...), e molti altri spazi che possono attestare il livello di competenza e di preparazione di un potenziale collaboratore con delle idee interessanti... Eppure sembra che questa strada non sia più ritenuta praticabile. Forse perchè si teme che lasciare posto alle facce nuove possa mettere a rischio la posizione di chi nuovo non è più?

O forse perchè mediamente i siti di oggi - a differenza delle vecchie fanzine - dicono tutti le stesse cose, e perlopiù si limitano a segnalare news e a recensire in maniera tendenzialmente entusiastica chiunque?

Certo la contrazione del mercato non aiuta, ma penso sia evidente che da almeno una ventina d'anni a questa parte i nomi nuovi nelle redazioni, soprattutto nell'ambito del fumetto popolare (e non solo), sono diventati estremamente rari... E oggi i collaboratori sui vent'anni che hanno ruoli importanti sono praticamente inesistenti.

Che ci sia un legame col fatto che i fumetti italiani non stanno attraversando esattamente il loro periodo più felice, soprattutto a livello di ricambio generazionale?

Se negli anni Ottanta e Novanta, invece di dare spazio ai redattori ventenni, gli editori si fossero fossilizzati sui loro collaboratori storici, quelli degli anni Sessanta e Settanta ad esempio, adesso quale sarebbe lo scenario? E soprattutto: ci sarebbe ancora una scenario???

Chissà...

Quel che è certo è che i tre milioni di coppie vendute da IL SEGRETO MAGAZINE dimostrano che le edicole, volendo, sono un circuito distributivo che funziona ancora... Se ci sono dei motivi validi per farlo funzionare.

Ovvio che se l'offerta dei fumetti si appiattisce e/o non risulta più competitiva con quella messa a disposizione d altri canali (uno su tutti il web), le edicole finiranno per essere sempre meno frequentate dalle nuove generazioni, con buona pace di chi spera di rilanciare il fumetto italiano continuando a puntare su un esercito di sceneggiatori/redattori sulla sessantina e/o incapaci di interfacciarsi con i giovani di oggi.

Quegli stessi giovani che, magari, hanno delle idee molto più aperte rispetto agli editori su tutta una serie di argomenti... E che, forse, hanno già verificato che nelle soap opera che seguono le loro mamme e nonne si trattano argomenti che, nei fumetti italiani, non si possono nemmeno sfiorare....

Come ad esempio la maternità surrogata, progettata dal figlio di Brooke e dalla sua moglie transessuale nella serie BEAUTIFUL...

Una serie che, per inciso, anche in Italia continua ad essere trasmessa nel primo pomeriggio.
E ognuno tragga le conclusioni che crede.

Alla prossima.

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