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mercoledì 18 febbraio 2009

LA LETTERA DI OGGI

Ciao a tutti e a tutte, come state? Oggi volevo rispondere a una lettera che mi è arrivata oggi lasciandomi alquanto basito. La lettera è stata scritta da un anonimo lettore che mi scrive:

"Ciao Wally!!
Leggo da molto il tuo blog che ho scoperto dopo aver trovato per caso Rainbow
(fantastico!!! Aspetto ancora che riparta....) e ho letto parecchi dei tuoi articoli
di recensione di fumetti!!!
Ti faccio una domanda in quanto "esperto" di fumetti (in particolare a tematica
omosessuale...): mi è capitato di leggere fumetti di Josman e Julius, non mi hanno
entusiasmato ma la grafica è interessante, solo che ora i link dal sito Homni (lista
di fumetti a tematica omosessuale) sono bloccati dalla Polizia Postale come
pedopornografia.... Sono perplesso (e lievemente spaventato)!!! Avevo sempre pensato
che fossero fumetti legali e rappresentassero tutti personaggi maggiorenni!!!! Tu mi
sai dire qualcosa??? Scusa se ti disturbo ma apprezzerei davvero molto una
risposta... Grazie!!!"

Allora: per i non addetti ai lavori spieghiamo di cosa sta parlando il nostro amico. Homni è il titolo di un progetto (credo francese) di catalogazione di tutti i fumetti a tematica GLBT presenti in rete, divisi per categoria. Purtroppo non è stato più aggiornato da anni (tant'è che potete trovarci Rainbows, ma non Robin Hoog). Julius è il nome d'arte di un illustratore e fumettista operativo dai primi anni 90. Il suo stile non mi è mai piaciuto granchè, ma immagino che i gusti siano gusti. Per correttezza vi mostro un assaggio dei suoi lavori.




Il suddetto artista è specializzato nel genere muscle-bear (orsi muscolosi) e in quello daddy-son (padre/figlio, in cui i personaggi che consumano rapporti sessuali hanno una grande differenza d'età, eventualmente evidenziata da spiccate differenze fisiche, ma dove NON sono presenti minorenni).

Josman, invece, è il nome d'arte di un altro autore specializzato nel genere daddy-son, che però si è fatto conoscere nei primi anni del 2000 e che sfoggia uno stile ben più raffinato. I suoi fumetti spesso raccontano di relazioni incestuose, ma anche in questo caso nessuno dei protagonisti ha meno di 18 anni.
I fumetti di Josman sono pubblicati regolarmente in Francia e negli Stati Uniti, nonchè su vari siti internet, e NON sono considerati illegali nei suddetti paesi. Sono andato a controllare sul sito di HOMNI ed effettivamente quando si cerca di accedere ad alcuni link compare la seguente scritta:

"STOP !!

PAGINA INTERDETTA DAL CENTRO NAZIONALE PER IL CONTRASTO ALLA PEDOPORNOGRAFIA SULLA RETE INTERNET

Il tuo browser sta tentando di raggiungere un sito Internet contenente immagini e filmati pedopornografici.
La detenzione, la distribuzione, la produzione, la commercializzazione di tale materiale prevedono l'applicazione di gravi sanzioni in base alla legge penale italiana e sono perseguibili anche ad opera di forze di polizia estere.
Nessun dato relativo al tuo ip address od altra traccia utile ad identificarti verrà registrato.
L'inibizione dell'accesso a questo sito è prevista dalla legge n. 38/2006 ed è stata operata al fine di impedire la commissione e la documentazione di violenze sessuali a minori degli anni diciotto. Questo servizio di protezione della navigazione sulla rete Internet è predisposto grazie alla collaborazione tra il "Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia sulla rete Internet" e gli Internet Service Provider italiani."

Seguita dalla traduzione in inglese.

Ammetto che la mia prima reazione è stata di sorpresa, la seconda di sconforto e la terza di sgomento.
Per quel che può valere la mia opinione ecco cosa penso...
La lotta agli abusi sui minori è un dovere sacrosanto di ogni paese civile, e su questo nessuno ha niente da obbiettare, ma dovrebbe essere condotta in maniera competente, altrimenti si rischia di perdere di vista il vero problema finendo per andare a caccia di streghe. Ha senso filtrare dei link per dei fumetti (quindi per opere totalmente inventate) in cui peraltro ci sono personaggi dichiaratamente maggiorenni, ma che hanno la sola colpa di essere ritratti con fattezze più giovanili dei loro partner? OK! Stiamo parlando dell'unico paese occidentale che ha accusato un fumetto casto come DRAGONBALL di incitare all'abuso sui minori, che detiene il primato mondiale di censure sul cartone di SAILORMOON, e che ha censurato BROKEBACK MOUNTAIN, ma qui stiamo parlando di materiale erotico-pornografico, ovvero di materiale che per definizione si rivolge a un pubblico di adulti. In tutto ciò, lo ammetto, c'è qualcosa che mi turba. Anche perchè, dopo l'episodio di cui stiamo parlando qui, mi viene da pensare che chi si occupa di monitorare i siti internet non abbia la preparazione adeguata per distinguere un sito realmente sospetto da uno che non lo è, con tutto ciò che ne consegue. Tra l'altro non so se avete notato che nei TG italiani da un po' di tempo si inizia a parlare abbastanza male della libertà concessa da internet e dei danni che questa provoca nei giovani (che magari fanno delle vaccate per il gusto di farsi vedere su youtube). Qualcuno sostiene che certi discorsi servano a "giustificare" psicologicamente alla popolazione italiana una serie di leggi e vincoli che a breve - se avranno l'approvazione parlamentare (ed è molto probabile) - potrebbero ingabbiare il web in Italia con tutta una serie di filtri e cavilli legali. Motivazione ufficiale: proteggere i minori (anche se i soliti ben informati sostengono che sia tutta una manovra per impedire di parlare liberamente e senza filtri della reale situazione del nostro paese e per proteggere ulteriormente la nostra classe politica). Ora: io non sono nessuno per dire dove sia la verità, e probabilmente non potrò fare altro che aspettare per vedere quello che succederà, tuttavia in questa storia sono sinceramente preoccupato di una cosa. Mentre all'estero manovre di questo tipo sarebbero osteggiate da una gran quantità di associazioni per la libertà di espressione (gay e non), nel nostro paese tutto (o quasi) tace, nell'indifferenza generale. Mi spiace doverlo dire, ma la mia sensazione è che nel nostro paese siano tutti talmente abituati (e rassegnati) ad essere schiacciati da questo sistema da non avere la percezione del rischio insito in tutta questa indifferenza. Dove porterà tutto questo? Torneremo forse in una sorta di Medioevo dal sapore vittoriano??? Io spero di no, ma giusto per mettere le mani avanti qui di seguito vi posto un immagine realizzata da un'artista notoriamente bisessuale che fra poco potrebbe essere filtrata a causa della sua rappresentazione palesemente provocante di un minore... E' completamente nudo e non si sa dove stia mettendo la sua mano sinistra...
L'autore si chiama Michelangelo Merisi, ma il suo nome d'arte è Caravaggio, forse lo avete sentito nominare... Alla prossima.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo questo caso non è affatto una cosa tutta italiana: anche all'estero ci sono lamentele per l'attivazione di questi filtri, che inibiscono l'accesso un pò a casaccio (mentre ovviamente i veri siti pedopornografici se ne stanno ben nascosti)

Wally Rainbow ha detto...

Vero! Ma come dicevo prima all'estero qualcuno si lamenta... Da noi quando c'è di mezzo la sessualità nessuno si vuole esporre (figuriamoci quando c'è di mezzo l'omosessualità). Probabilmente perchè da noi viene concepita come una cosa intrinsecamente "sporca" e troppo imbarazzante per essere difesa da chicchessia. Che dite?

Luca ha detto...

Purtroppo sono d'accordo con te Wally, sul fatto che la pornografia omosessuale sia sentita come troppo sporca perchè qualcuno si alzi in piedi a difenderla. Non mi dilungo sulla relazione pederasta-pedofilo, che viene ancora percepita come ovvia (basti sentire il brano di Povia "Luca era Gay").
Però sul fatto che da noi possa passare senza problemi una legge o pacchetto di leggi che inibisca internet e i blog della loro funzione di libera informazione, non mi trovo affatto d'accordo.
Certo, da noi le organizzazioni che proteggono i diritti civili non sono nemmeno lontanamente potenti come negli USA, dove a sentirne i nomi le multinazionali tremano. Tuttavia sono certo che la proposta di una tale legge susciterebbe un minimo di attenzione, quello che basta per una mobilitazione. Poi chissà, al momento di tale legge non si deve ancora avere paura, ma tuttavia bisogna restare in guardia...
Con affetto,
Luca

Ulisse ha detto...

Non è questione di siti gay o non gay, è la libertà stessa che viene messa in gioco in nome della sicurezza. Prendete la cosiddetta legge D'Alia (che dovrebbe essere approvata) in cui si prevede la chiusura di siti che invochino a reati (o qualcosa di simile, il testo non l'ho sotto mano). In particolare, D'Alia in un'intervista punta il dito contro Youtube e Facebook. E' chiaro che su siti del genere ci può capitare di tutto e che è impossibile il controllo completo di ciò che pubblicano gli utenti; ad esempio, ma è solo un esempio badate bene, non c'è niente di reale, se dovessero pestare i piedi a qualcuno, a questo qualcuno basterebbe prezzolare uno che di informatica un po' ci mastichi per creare gruppi o video che inneggiano a Totò Riina o alle BR e voilà il gioco è fatto. Ora, dato che siamo tutti quanti figli di Andreotti che come disse a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca a me viene in mente che fu proprio un grosso gruppo televisivo che inizia per F e finisce per est a denunciare Youtube per violazione del copyright.
Mi fermo qui, non voglio trarre conclusioni che non esistono, ognuno di voi pensi ciò che vuole.

Wally Rainbow ha detto...

Per come la vedo io delle conclusioni si possono tirare eccome...