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mercoledì 17 marzo 2010

Conoscere insieme...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo segnalarvi che finalmente sono stati assegnati i premi GLAAD, che ogni anno vengono assegnati ai prodotti mediatici più rappresentativi della comunità omosessuale (perlomeno negli Stati Uniti). Quest'anno il premio GLAAD per la sezione fumetti è andato alla serie DETECTIVE COMICS, che durante l'assenza di Batman ha avuto come titolare la nuova Batwoman, che - per chi ancora non lo sapesse - è lesbica dichiarata.
In effetti la cosa non dovrebbe stupire nessuno, non solo per il fatto che il personaggio è dichiaratamente omosessuale dalla sua prima comparsa, quanto per il suo valore simbolico, che evidentemente gli esperti della GLAAD conoscono bene. Tuttavia, siccome non tutti sono esperti di fumetti, volevo cogliere l'occasione per ricapitolare i motivi che rendono tanto significativa la vittoria di Batwoman.
Partiamo dall'inizio, e più precisamente dal maggio 1939, quando sul numero 27 di DETECTIVE COMICS comparve per la prima volta il personaggio di Batman. Inizialmente si trattava di un personaggio molto cupo, che nonostante il costume era immerso in crime stories dai toni decisamente forti. Poichè l'editore voleva dargli un tono più vicino ai gusti dei giovanissimi, e poichè pensava che difficilmente si sarebbero potuti identificare in un personaggio di quel genere, un anno dopo snocciolò l'idea di un ragazzino che gli avrebbe fatto da spalla e che avrebbe reso più solare l'atmosfera delle storie: Robin.
L'idea si rivelo vincente (e venne scopiazzata dalla maggior parte dei supereroi di quel periodo), e per una dozzina d'anni il dinamico duo scorrazzò indisturbato di avventura in avventura, facendo diventare le atmosfere della serie sempre più ingenue e scanzonate. Forse, però, tutta questa ingenuità non teneva conto dei tempi che cambiavano. Intorno agli anni '50 la società americana stava diventando sempre più paranoica, e il fatto che i giovani figli del benessere e del consumismo iniziassero a reclamare una propria identità, ribellandosi all'autorità e alle consuetudini degli adulti, destava una certa preoccupazione. Ovviamente iniziò una "caccia alle streghe" anche per trovare i responsabili del disagio delle nuove generazioni (guai a fare un po' di autocritica!), e inevitabilmente si arrivò ai fumetti, uno dei passatempi più diffusi fra giovani e giovanissimi. La crociata vera e propria partì nel 1954, con la pubblicazione di un saggio dal titolo LA SEDUZIONE DEGLI INNOCENTI, scritto dallo psicologo Fredric Wertham.
Sembra incredibile che un libro con una copertina così anonima abbia potuto fare tanti danni, eppure divenne un best seller e riuscì a mobilitare folle inferocite e a far chiudere intere case editrici al culmine della popolarità, costringendo tante altre ad infantilizzare i propri contenuti. Per ogni problema giovanile (dalla droga alla delinquenza) Wertham trovava la causa scatenante in qualche fumetto, o in interi generi di fumetti, tant'è che il fumetto horror statunitense scomparve da un giorno all'altro. Conseguentemente venne anche creato il COMICS CODE AUTHORITY, l'organo censorio senza la cui autorizzazione preventiva a tutt'oggi non si può arrivare nella grande distribuzione americana.
Fortunatamente con gli anni il suddetto codice è diventato più permissivo, ma agli inizi sembrava prendere come riferimento proprio il libro di Wertham, che imputava ai fumetti anche la piaga dell'omosessualità, e di conseguenza anche il più vago accenno a questo tema fu proibito (perlomeno fino alla revisione del 1989 del COMICS CODE), e i fumetti che Wertham aveva citato dovettero correre ai ripari per non essere boicottati. Per dovere di cronaca vi traduco alcune perle sull'omosessualità estratte da LA SEDUZIONE DEGLI INNOCENTI:

"Nei fumetti le donne sono messe alla pari degli uomini, e i rapporti fra i due sessi hanno un ruolo secondario, venendo dopo le amicizie fra supereroi. Un tipico esempio ci è dato da Batman, che convive felicemente con un supereroe adolescente: cosa vuole comunicarci? La normale vocazione di un ragazzino deve essere di convivere con una ragazza e non con un macho muscoloso. Quali fantasie stimola nei lettori?"
"Nei fumetti di supereroi non ho mai visto scene di una normale e serena situazione familiare, in compenso ho visto una bellissima scena in cui Batman fa colazione con il suo "ragazzo" Robin, con tanto di latte, cereali e quotidiano sul tavolo."
"La maggior parte dei fumetti di supereroi rappresentano maschi con una muscolatura da culturisti, spesso mostrati a torso nudo, in abbigliamento succinto o addirittura senza niente addosso. I ragazzini che presentano un'omosessualità latente (ma spesso non troppo latente), ritagliano queste immagini, le collezionano e poi le usano per stimolarsi sessualmente."
"Ufficialmente Bruce Wayne/Batman è il ricco tutore legale di "Dick" Grayson / Robin (il nome "Dick" in originale era sottolinato, per evidenziare che in inglese ha lo stesso significato di "pene"). Vivono insieme in un'abitazione sontuosa, piena di fiori, e Bruce è spesso rappresentato in veste da camera. Quando i due si ritrovano vicino al caminetto spesso si confidano e si confortano a vicenda: non è forse questa la vita ideale per una coppia di omosessuali?"
"Robin è un aitante ragazzo efebico, e la sua uniforme lascia nude le gambe da atleta. Inoltre quando il giovane compie acrobazie e gli capita di allargare le gambe mostra sfacciatamente una discreta dotazione genitale."
"Nelle storie di Batman non ci sono figure femminili positive, l'atmosfera è estremamente omosessuale e misogina, e quando una donna è affascinante è regolarmente un'avversaria dell'eroe (basti pensare alla viziosa Cat Woman). In ogni caso, anche se una donna mirasse a sedurre Batman non avrebbe alcuna possibilità di "sconfiggere" Robin su questo terreno."
Siccome oggi il mio scopo non è di discutere le teorie di Wertham vi lascio liberi di analizzarle come meglio credete, ciò che mi premeva sottolineare è che alla DC COMICS, che allora come oggi è l'editore di Batman, sono dovuti correre ai ripari e nel 1956 hanno fatto debuttare la prima Batwoman, con il palese intento di abbattere il potenziale "omosessuale" della serie.
Tuttavia volevano fare le cose per bene, e così nel 1959 imbastirono una trama che avrebbe condotto Batman e Batwoman a fidanzarsi ufficialmente e a progettare persino le loro nozze, con tanto di Robin visibilmente sconvolto in copertina!
In realtà i lettori rimasero ancora più sconvolti di Robin, e a causa delle loro proteste il matrimonio - ovviamente - non si fece. A quel punto, però, rimaneva il problema della convivenza di Batman e Robin... E così, nel 1961, alla DC COMICS idearono la prima Batgirl (guardacaso nipote di Batwoman), per offrire una felice e appagante relazione etero anche a Robin...
Morale della favola: a partire dai primi annii '60, grazie a Batwoman e a Batgirl, le vicende di Batman e Robin divennero le vicende di una vera e propria bat famiglia, di cui facevano parte anche il commissario Gordon, il maggiordomo Alfred, il bat cane Asso, il folletto Bat-Mite e persino Mogo la bat scimmia (che per fortuna non è presente nel ritratto di famiglia qui sotto).
A dire la verità i lettori gradirono molto poco la piega che avevano preso le cose, e forse Batman sarebbe caduto nel dimenticatoio se non fosse arrivato il serial televisivo degli anni '60, che da una parte riprese una certa estetica gay friendly e dall'altra non considerò la bat famiglia, limitandosi a creare una sua versione di Batgirl (nipote del commissario Gordon), che nel 1969 arrivò anche nei fumetti mandando in pensione (letteralmente!) le bat femmine che l'avevano preceduta.
Fortunatamente col 1969 arrivarono anche i movimenti studenteschi, la rivoluzione sessuale e tutto il resto... Così anche i fumetti di supereroi entrarono in una fase più matura, trattando temi scottanti come la droga e le violenze in famiglia, e pian piano - pur ribadendo più volte l'orientamento eterosessuale di Batman e Robin - le maglie del COMICS CODE si allentarono (anche perchè intanto molti tabù erano stati superati grazie al circuito delle fumetterie, che non era controllato dal COMICS CODE) e fu possibile iniziare a mostrare scene come quella che segue senza troppi problemi...
In ogni caso nel 1985 l'universo della DC comics venne azzerato da una crisi multidimensionale ripartendo quasi daccapo, così di Batwoman (che alla fine degli anni '70 era stata uccisa) e della prima Batgirl non rimase nemmeno il ricordo. In compenso, anche se l'omosessualità non era più il tabù di un tempo, i supereroi omosessuali rimasero comunque un terreno minato fino al 1991 (quando Northstar della Marvel fece il vero primo coming out), ma anche oltre... Visto che a tutt'oggi sono ancora pochissimi, e comunque si è sempre trattato di personaggi abbastanza secondari e poco valorizzati... Ed è per questo che il caso della nuova Batwoman è tanto speciale.
Non solo si è dichiarata fin dalla sua prima comparsa nel 2006, ma è andata a sostituire Batman - assieme alle storie della sua ex ragazza, la supereroina Question - proprio sullo storico mensile dove il ruolo della prima Batwoman era stato quello di affermare la superiorità del modello eterosessuale. A questo punto direi che il premio GLAAD di quest'anno è stato particolarmente meritato, non trovate anche voi?
Un bat saluto e alla prossima.
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5 commenti:

Phayart ha detto...

Aggiungerei che nei numeri di Detective Comics in cui compare Batwoman c'è in appendice ("second feature" come lo chiamano) The Question (2), che guarda caso è Renee Montoya, ex-poliziotta di Gotham, ex-amante di Katy Kane e attuale detentrice dell'identità di The Question dopo la morte di Vic Sage in 52 e ovviamente lesbica dichiarata, in pratica col vecchio Comic Code l'annualità di Detective Comics non vrebbe mai visto la luce, per fortuna quel periodo è finito.

Luca ha detto...

Mi è piaciuto molto questo post vale! (e comunque effettivamente Batman in alcune scene era mooolto gay) Io sinceramente speravo vincessero Wiccan e Hulkling, visto già che l'altro anno ha vinto una lella. Ma vabbè, sono contento anche così ;)

spandex ha detto...

C'è una questione interessante sollevata dal censore, quella del pacco dei supereroi... che più si va avanti e più sembra rimpicciolirsi nonostante l'allentarsi della censura. Nei fumetti di una volta era molto più proporzionato. E poi ci sarebbe la questione delle gambe nude. E' vero che ormai anche le donne forse le sfoggiano meno, ma che ti devo dire, a me gli eroi in shorts paicevano molto di più. Tu che ne pensi?

Wally Rainbow ha detto...

Mhhh... L'analisi del costume e del pacco dei supereroi meriterebbe un post a parte... molto in sintesi penso che una volta gli shorts (i mutandoni sulla calzamaglia o sulle gambe nude) fossero un elemento che serviva proprio a "censurare" simbolicamente i genitali e il fatto che ultimamente siano spariti potrebbe essere una conseguenza del taglio più realistico che hanno aquisito i fumetti di supereroi... Sulla questione del pacco non so... A me è sempre sembrato che i maschi venissero disegnati piatti come tavole fra le gambe... E forse ultimamente qualche accenno di rigonfiamento è un po' più frequente... Ma magari sbaglio... Attendo pareri...

Gianluca ha detto...

valeriano non perderti hercules: fall of avengers 1 dove si lascia intendere che il prode ercole della marvel non solo sia bisessuale ma abbia anche impalmato l'aitante northstar!