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mercoledì 9 settembre 2009

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse è una mia impressione, ma da quando il mondo del cinema ha riscoperto i fumetti e la narrativa fantastica in generale noto una certa tendenza a valorizzare il corpo maschile. Sarà che i muscoli in bella vista sono da sempre una caratteristica imprescindibile dei fumetti di supereroi e di una discreta quantità di narrativa fantastica, ma credo che il fenomeno inizi ad assumere connotati sempre più rilevanti. Certo, il corpo maschile muscoloso trasmette tutta una serie di messaggi (forza, coraggio, agilità) che a livello più o meno inconscio si possono associare a campioni ed eroi, tuttavia non è da escludere che questa riscoperta della fisicità maschile, anche in una chiave un po' sensuale, sia da associare anche ad una maggiore accettazione dei suoi risvolti omoerotici. Certo, già negli anni 80 c'erano i film di Arnold Schwarzenegger e Sylvester Stallone, ma credo che ogni paragone con i film (e i sottotesti) di oggi sia improprio. Inoltre bisogna aggiungere che i produttori di Hollywood, che tanto sprovveduti non sono, sanno bene che una buona fetta dei cultori dell'immaginario pop degli ultimi anni (che sono riusciti persino a far rivalutare il termine nerd) sono in buona parte omosessuali, e sono ESSENZIALI per il successo commerciale di una pellicola e di tutto il merchandising ad essa associato.
Ad esempio: pensate davvero che sia una caso se, quando i produttori hanno dovuto scegliere il cast per il film tratto dal videogame Prince of Persia, abbiano dato il ruolo del protagonista proprio a Jake Gyllenhaal, diventato icona gay dopo la sua partecipazione a Brokeback Mountain? Io non penso... Tant'è che dalle prime foto che provengono dal set (il film uscirà nel 2010), c'è da supporre che il nostro amico Jake abbia girato parecchie scene con i pettorali in bella vista...
Mhhh... Non male per abbellire il vostro Harem, vero? Comunque, giusto per confermare questa tendenza, vi segnalo che è appena entrato ufficialmente in pre-produzione un film dedicato a John Carter di Marte, protagonista di una serie di romanzi scritti da Edgar Rice Burroughs, lo stesso creatore di Tarzan... Uno che di uomini svestiti, evidentemente, se ne intende, visto che - se possibile - Jonh Carter si aggira vestito ancor meno di Tarzan, su un pianeta Marte popolato da umanoidi ancor più svestiti di lui... Come potete intuire da questa bella copertina realizzata dal famoso illustratore Frank Frazetta...
Chi è stato chiamato a interpretare il ruolo di Jonh Carter, secondo voi? Forse un attore che - in qualche modo - ha attirato l'attenzione del pubblico gay di recente? Esatto. Infatti il ruolo dell'avventuriero marziano verrà affidato a Taylor Kitsch, il giovane attore canadese che ha fatto drizzare le antenne (aemh...) al pubblico gay con la sua intepretazione di Gambit nel recente film dedicato al mutante Wolverine (un'interpretazione così riuscita che già si vocifera di un film dedicato al solo Gambit)...
A quanto pare il ruolo che spetta al nostro amico Taylor richiederà un certo impegno, soprattutto in palestra nei mesi precedenti... Anche perchè pare che gli studios di Hollywood abbiano già elaborato un prototipo del suo costume di scena... Che dovrebbe essere qualcosa di molto simile a quello che vedere qui sotto...
Gnam! Gnam! Vero che è proprio un bel costume di scena? Certo è che un costume così bisogna saperlo portare, ma qualcosa mi dice che, se hanno scelto Taylor, non hanno valutato solo il suo bel visino e le sue doti recitative... E girando su internet non è difficile recuperare delle immagini in cui l'attore incaricato di interpretare Jonh Carter mostra degli attributi fisici più che dignitosi...
Un vero peccato dovere aspettare fino al 2012, vero? Tuttavia, scherzi a parte, c'è da dire che questa nuova tendenza alla valorizzazione del corpo maschile nel cinema ha tutta una serie di implicazioni culturali notevoli (oltre che gradevoli). Seppur con fini smaccatamente commerciali, sottolinea un processo di evoluzione dei costumi che non è affatto da disprezzare. Dalle nostre parti, ovviamente, questo processo non è sostenuto in modo particolare e, anche se l'argomento non può essere affrontato in poche righe, penso che sia sotto gli occhi di tutti che da noi la - sporadica - celebrazione del corpo maschile ha solo risvolti eterosessisti e sottilmente omofobi. D'altra parte viviamo in un paese in cui i media sono... Come dire... Portati a tenere una certa linea di condotta funzionale a tutta una serie di interessi che poco hanno a che fare con l'evoluzione dei costumi. A questo proposito vi segnalo che nei cinema d'essai è già cominciato a circolare un bel documentario che analizza questo fenomeno. Si chiama Videocracy ed è stato realizzato da Erik Gandini (un italiano trapiantato in Svezia)... Qui di seguito vi posto il trailer.


Ovviamente non viene pubblicizzato da nessuna parte... Ma penso che, se vi interessa capire meglio come mai dalle nostre parti le cose vanno come stanno andando, dovreste proprio cercare di vederlo...
Alla prossima.
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2 commenti:

francesco ha detto...

videocracy l ho visto ieri , e personalmente mi ha lasciato un pò perplesso e deluso.
in primis, sono fastidiosi molti vuoti di scena, dove non parla ne il narratore ne l inquadrato che se ne sta fermo. altre volte ci sono scene di poca importanza,senza narratore, che durano troppo. soprattutto alla fine.
in secundis, penso che alla fine videocracy non sia nemmeno questa gran cosa.anzi , mi viene da pensare che l unico motivo per cui sia stato censurato è perchè appare la faccia di berlusconi.persoalmente non credo che questo documentario leda più di tanto la sua persona, quanto più quella di Corona e di Lele mora,che se ne escono cn cose che sono fuori dal mondo.ovviamente.
ma dopotutto il video non parla di berlusconi, il video parla della tv che ha creato quest ultimo, parla del progetto che c era e che c è dietro i mass media e il gossip.perchè se doveva parlare proprio di berlusca, allora sarebbe durato ore ore e ore, una saga infinita più lunga del signore degli anelli.
insomma, il tema principale è trattato in modo esauriente.il metodo in cui è stato fatto il documentario poteva esser migliore.

Giacomo85 ha detto...

Certamente i protagonisti da te citati, meritano...
Bisognera' poi vedere come saranno accolti al cinema.
Io in internet ho letto un sacco di cattiverie su Jake Gyllenhaal, come protagonista di "Prince of Persia": troppi muscoli, troppo "bianco", troppo pelo e cacchiate varie...magari sara' un successone, ma se il buongiorno si vede dal mattino!