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lunedì 18 gennaio 2010

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo partire segnalandovi una notizia che arriva dal Giappone e che mi ha abbastanza colpito. Una delle Università private più prestigiose dell'arcipelago nipponico è la MEIJI UNIVERSITY di Tokyo, che è stata fondata addirittura nel 1881 (agli albori dell'apertura del Giappone all'Occidente). Questà Università, che si pone l'obbiettivo di diventare la più grande Università del mondo entro il 2014, ha deciso di ampliare la sua prestigiosissima biblioteca con un'ampia sezione dedicata a tutti i manga prodotti dal 1960 a oggi, che probabilmente verrà ampliata di anno in anno. Qui di seguito potete vedere una delle salette della suddetta biblioteca (che ovviamente è aperta al pubblico) e il progetto in 3D della struttura così come dovrebbe presentarsi a breve.

Non ci sono stati ancora comunicati ufficiali, ma considerando che questa iniziativa vuole coprire l'universo manga a 360 gradi è altamente probabile che presto o tardi in questa biblioteca ci saranno anche BOYS LOVE, BARA, YAOI, YURI e tutti quei manga che - in diverse forme - toccano tematiche LGBT... D'altra parte tantissimi manga molto popolari toccano comunque questi temi anche solo di sfuggita... E porre dei veti in questo senso vorrebbe dire escludere classici come Lady Oscar, Ranma 1/2, Sailor Moon e buona parte dei lavori del gruppo CLAMP... Cosa ovviamente IMPROPONIBILE per una biblioteca manga degna di questo nome...
Come se tutto ciò non bastasse il Partito Democratico giapponese ha deciso di investire la suddetta Università di un ruolo di primo piano nella progettazione di un verio e proprio Media Art Center di rilevanza internazionale, in cui i manga giocheranno un ruolo di primo piano. Notevole, vero? Ammetto che non ho resistito all'idea di immaginare una realtà parallela, in cui un'Università privata italiana tipo la Bocconi matura l'idea di creare una biblioteca del fumetto (compreso quello a tema LGBT), mentre il nostro Partito Democratico inizia a stanziare dei fondi per creare un Media Art Center a Roma, per valorizzare il fumetto prodotto in Italia... A dirlo così sembra un delirio febbrile, vero? Eppure in Giappone sta succedendo... Intendiamoci: il Giappone non è una nazione perfetta, ma sa valorizzare il suo patrimonio culturale (e quello altrui) come pochi. Certo bisogna dire che sa anche monetizzare il suddetto patrimonio (per i visitatori l'entrata della biblioteca manga della MEIJI UNIVERSITY costa 100 yen... Più o meno 80 centesimi di euro), ma credo che questo episodio possa dimostrare che la leggenda secondo cui i giapponesi sono sempre "più avanti di noi" abbia ancora qualche fondamento... Tantopiù che nel mondo dei baramanga continuano a debuttare nuovi autori (e persino autrici, che preferiscono lo stile BARA al classico BOYS LOVE), segno evidente che il genere ha un crescente successo... Le copertine seguenti, infatti, sono quelle delle prime raccolte dei manga di HIROMI MIYOSHI e 3K, uscite proprio in queste settimane...

Comunque, per stare in tema di manga a tema gay, vi volevo segnalare che negli Stati Uniti si festeggiano i primi dieci di BOYS LOVE e YAOI, e i primi sette dalla loro pubblicazione cartacea. Cosa voglio dire? A quanto pare nei primi anni del 2000, mentre da noi i manga omoerotici scritti da donne per donne debuttavano in pompa magna, con tanto di presentazioni in librerie, fumetterie, locali e circoli gay, negli Stati Uniti si preferiva puntare su una strategia più prudente... Ovvero la vendita delle versioni in inglese di questi manga sotto forma di pdf autorizzati aquistabili dal web... Principalmente per opera della COMICS ONE (operativa fra il 1999 e il 2005), che propose titoli come Lucky Star di Shimoi Kouhara e Horizon Line di Ikue Ishida. Per vedere i primi BOYS LOVE e YAOI stampati e distribuiti in modo tradizionale, però, bisognerà attendere la TOKYOPOP, che inizia la pubblicazione di FAKE di Sanami Matoh nel 2003...
Adesso, se cercate YAOI MANGA su amazon.com compaiono centinaia e centinaia di titoli, a riprova del fatto che questo genere, negli Stati Uniti, si è ormai affermato. La domanda è: perchè negli Stati Uniti, dove pure era partito in sordina, è un genere affermato, mentre da noi - dove partì in pompa magna - stenta ancora a ritagliarsi il suo spazio? Forse dipende dal fatto che rimane un prodotto di nicchia in entrambi i casi, con la differenza che una "nicchia" di mercato negli Stati Uniti (come in Giappone) conta decine (se non centinaia) di migliaia di persone, mentre da noi - per una questione prettamente anagrafica e linguistica - si arriva al migliaio scarso... Tuttavia non sono sicuro che le cause siano da cercare solo nella legge dei grandi numeri... Probabilmente è un discorso che si ricollega al discorso di valorizzazione del fumetto di cui parlavo all'inizio e alle strategie di marketing (appropriate!) per un tipo di prodotto che - volenti o nolenti - verte su un tabù come i rapporti omosessuali, e che per giunta non si rivolge nemmeno agli omosessuali, ma alle donne... Il tabù del sesso gay, pur presente anche in Giappone e Stati Uniti, in queste realtà è stato elaborato in maniera meno superficiale che da noi, con tutto quel che ne consegue - per quel che riguarda i fumetti - a livello di distribuzione, pubblicità e riscontri di pubblico. Probabilmente le cose stanno lentamente cambiando anche in Italia, ma la strada è ancora lunga e sicuramente i rigurgiti omofobi italiani non aiutano... Voi cosa ne pensate?
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4 commenti:

Anonimo ha detto...

tempo fa avevi presentato un autore di baramanga con cui stavi prendendo contatti per pubblicarlo, se ne è fatto qualcosa o possiamo metterci una croce sopra?

Wally Rainbow ha detto...

SOno ancora in contatto (tramite il mio intermediario che conosce il giapponese)... A quanto pare se la sta prendendo comoda e vuole togliere le tipiche censure giapponese dai suoi lavori per l'edizione italiana... Da quel che ho capito è per questo che ci sta mettendo tanto...

Luca ha detto...

Parliamo di Syunnpei Nakata, il mio artista preferito dopo Wally? Se riuscissi a concludere per te sarebbe un affarone Wally, altro che quella sola di Cantero ;)

Byakugan90 ha detto...

Io credo che per vedere opere del genere, vedute nelle edicole e fumetterie italiane, dovremo attendere ancora molti, moltissimi anni purtroppo...-.-'