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mercoledì 16 aprile 2008

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ieri sera mi ha chiamato il mio amico fumettista Andrea di Bologna (forse qualcuno ricorderà di aver visto il suo fumetto Godaruon quando Robin Hoog rientrava nel progetto Gayheroes), e abbiamo chiacchierato un po' della situazione del fumetto gay e dei fumettisti gay in Italia (è un argomento che anima spesso le nostre telefonate). Tra le altre cose ho realizzato che in questo paese spazi per parlare di questo argomento in modo professionale non ce ne sono e, siccome sono un idealista, da oggi credo che mi impegnerò per trasformare questo blog in un piccolo punto di riferimento anche in questo senso. Certo ci sono i miei articoli su Gay.It, ma troppo spesso sono vincolato a una certa superficialità, visto che è un sito per non addetti ai lavori. Oggi, per esempio, vorrei farvi riflettere sulle tante cose che si possono capire da una conferenza. Andiamo con ordine: è dalla fine degli anni 80 che negli Stati Uniti le maggiori rassegne fumettistiche dedicano almeno una conferenza/tavola rotonda (e talvolta una mostra) ai fumetti a tematica gay. La prossima sarà quella in programma il 20 Aprile al New York Comicon, si intitolerà Sticky Pages 2: Super-Queero Edition, sottotitolo: “Gays In Comics: Glorified, Gentrified, or Ghetto-Sized?” (che traducendo molto alla buona suonerebbe come "i gay nei fumetti: glorificati, accentratori o ghettizzati?"). I partecipanti saranno quasi tutti autori e autrici omosessuali (come da prassi in queste conferenze), dichiarati e alcuni con esperienze professionali importanti anche al di fuori dell'ambito gay. Tra gli altri Phil Jimenez (Amazing Spider-Man), Ariel Schrag (Awkward and Definition), Tim Fish (Cavalcade of Boys), Stephen Sadowski (Avengers/Invaders), Joan Hilty (editor DC Comics), Allan Neuwirth & Glenn Hanson (Chelsea Boys), Jose Villarrubia (Mirror of Love), Jennifer Camper (Juicy Mother 1 & 2, Dangerous Women), Abby Denson (Tough Love), Michael Fahy (Boy Trouble), e Robert Walker (Omen). Non preoccupatevi se buona parte degli autori e dei titoli non vi dicono nulla: in Italia non sono mai stati pubblicati. Il punto però è un altro. Nel nostro paese l'unica conferenza di questo tipo, a quanto mi risulta, si è tenuta nel 2002 a Roomics (ovviamente a Roma). Qualcuno aveva avuto il buon senso di invitare anche me, ma la cosa buffa è che in quell'occasione ero l'unico autore di fumetti gay e l'unico gay con qualche rapporto diretto col fumetto (a parte Massimiliano De Giovanni di Kappa Edizioni, ma più che altro lui era lì in veste di editore), su una decina di partecipanti alla suddetta conferenza! Tra l'altro sono stato fatto parlare per ultimo e i tempi erano così stretti che ho potuto dire tre cose in croce. Non è fantastico? Una conferenza sul fumetto gay dove l'unico fumettista gay che disegnava fumetti gay non ha avuto il tempo di dire la sua. Se cliccate sul titolo di questo post potete leggere una recensione abbastanza pertinente dell'evento (nonchè vedere una foto che mi mostra così com'ero sei anni fa...Accidenti! Come vola il tempo!). Fatto sta che dopo quell'esperienza non ci sono state altre occasioni per parlare pubblicamente di cose come "omosessualità e fumetti", anche se nel frattempo gli autori di fumetti gay nel nostro paese sono aumentati e non poco, e oggi ci sarebbero i numeri per fare una conferenza sul modello di quelle statunitensi. Non so perchè, ma in tutto ciò c'è qualcosa di molto irritante, anche perchè mette in luce per l'ennesima volta quanto il nostro paese e la nostra comunità GLBT siano rimasti indietro anche dal punto di vista culturale. In ogni caso qui vi posto la locandina dell'evento newyorkese del prossimo 20 aprile, se siete in zona e ci andate fatemi sapere qualcosa :-)

7 commenti:

Ulisse ha detto...

Scusa perchè non ti metti d'accordo con gli altri fumettisti gay e non organizzate una conferenza?
Da qualche parte si deve pur cominciare ed organizare una conferenzina fai da te non costa nemmeno troppo, per la pubblicità c'è il web, sono sicuro che molti dei tuoi/vostri lettori sarebbero lieti di pubblicizzarvi sui loro siti/blog.
Ci verranno quattro gatti? Non fa niente intanto però quei quattro gatti parleranno con altri gatti e la prossima volta invece di quattro saranno otto. Se poi invece avrete successo potrete essere voi stessi a proporre una conferenza simile in occasione di qualche evento.
E' solo un'idea, io la butto là, poi valutatela voi.

Awakening Art ha detto...

Mi sembra un'ottima idea, io parteciperei molto volentieri! ^_^

Wally Rainbow ha detto...

In effetti una conferenza fatta in questi termini si potrebbe anche fare...Ma a che pro? Mi spiego meglio: se si fa una cosa tra di noi, magari al di fuori delle rassegne fumettistiche finiremmo per dirci le cosa che sappiamo già, senza cambiare nulla, col rischio di perderci in strazianti lamenti. Diverso sarebbe ci fosse un po' di fermento culturale attorno a questo fenomeno o magari una vera nicchia di mercato a cui rivolgerci. A quanto mi risulta io sono l'unico che produce queste cose in Italia con una certa continuità (e viste le mie pause più o meno forzate è tutto dire), e questo non vuol dire aver creato una nicchia da cui far partire un discorso di rivalutazione del fumetto gay. D'altra parte è anche vero che magari proprio da qusta tavola rotonda si potrebbe ripartire...Ma chi la dovrebbe organizzare? E dove?

V. ha detto...

E' anche vero che viviamo in un paese che non considera i fumetti come una vera e propria forma d'arte degna di attenzione, ma semplicemente come un "fenomeno di costume". I fumettisti italiani in genere fanno fatica a "tirare a campare" con storie ****normali**** se sono al di fuori delle 2 o 3 grosse case editrici, quindi capisco (anche se non condivido) che alcuni fumettisti preferiscano non autoghettizzarsi nella produzione gay.
Certo una conferenza potrebbe aiutare (?) ma dici che riusciresti a raccogliere intorno a te abbastanza autori?... Io ne dubito!

Wally Rainbow ha detto...

Vediamo...Ipotizzando che tutti gli invitati siano disposti a intervenire, che si circoscriva tutto ai soli fumettisti/fumetti gay (quindi niente shonen-ai o autori che si sono cimentati con temi gay pur non essendo tali, come Luca Enoch) ci potremmo essere io, Roy Klang, Mauro Padovani, Jacopo Camagni e Marco Felicioni, Massimiliano de Giovanni e Andrea Accardi, Massimo Basili, Andrea Madalena, e i rimanenti tre illustratori italiani che hanno partecipato all'antologia Stripper edita da Gmunder. Volendo si potrebbe tentare di recuperare anche i (pochi) disegnatori che nel tempo aavevano collaborato con Babilonia (come Giuseppe Fadda), e in questa lista non ho contato le autrici lesbiche (che si contano sulle dita di una mano, ma ci sono anche loro). Qualcosa ne verrebbe fuori, anche se sarebbe impegnativa da organizzare.

V. ha detto...

>Ipotizzando che tutti gli invitati siano disposti a intervenire

Era proprio questo il punto! :D

Anonimo ha detto...

Di fumettisti gay ce ne sono, magari molti non sono dichiarati. Ti segnalo i fumetti gay-bear di Perdido Bear di Palermo, penso il primo a fare fumetti di genere ursino in Italia. Io sono Mauro Padovani.
Fare un qualcosa tutti assieme non sarebbe una brutta idea....