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martedì 22 aprile 2008

PARLIAMO DI GAY ART

Ammetto di non essere un grande esperto di pornografia eterosessuale, e penso che tutto considerato sia comprensibile. Se però dovessi cercare delle differenze fra la pornografia etero e la pornografia gay direi che ai primi posti ci sarebbe il fatto che la pornografia gay (quella vera) punta molto sulla ricerca estetica e su una tecnica (dalla regia alla fotografia) mediamente più raffinata di quella dei porno etero. L'anno scorso avevo pubblicato su Gay.It un articolo in cui definivo la pornografia gay italiana decisamente più squallida di quella di altre nazioni, riflettendo almeno in parte la percezione bassa e morbosa di "sesso gay" che è ancora molto diffusa anche presso la nostra stessa comunità gay. Quell'intervento non è piaciuto a chi produce la suddetta pornografia gay italiana, che dopo una serie di minacciose e-mail ha fatto pressione sul sito per farmi ritoccare il pezzo (che potete vedere cliccando sul titolo di questo post). Fatto sta che la mia opinione al riguardo non cambia, e non cambia per diversi motivi, il primo dei quali è il fatto che chi dirige porno gay di qualità all'estero ha alle spalle una certa formazione artistica e tecnica di base, che si riflette anche nei sui prodotti. Molti registi hanno alle spalle una lunga gavetta nel mondo della fotografia erotica (George Duroy alias BELAMI e J.D.Cadinot, per esempio, ma anche Robert Russel in arte Kristen Bjorn), ci sono stati anche dei casi cui i registi di successo provenivano da altri contesti e hanno "imparato il mestiere" collaborando con registi affermati (come L.D. Paciotti, in arte Chi Chi LaRue, che è stato per anni l'uomo ombra del regista William Higgins della Catalina Video), ma si tratta comunque di casi isolati. Resta il fatto che registi di porno gay non si diventa imbracciando una telecamera e trovando dei ragazzi più o meno belli disposti a farsi riprendere mentre fanno sesso. A riprova di questo stato di cose vale la pena citare il caso di Jim French, in arte Rip Colt, fondatore dei Colt Studios nel 1967. Pochi lo sanno, ma i suddetti Studios non sono nati per fare video, ma per vendere le stampe delle foto e dei disegni del suo fondatore. Eh, già! Perchè Rip Colt (che è nato nel 1932, ma è ancora assai arzillo), prima di essere un regista, non è stato solo un fotografo, ma anche un eccellente illustratore erotico. Ultimamente si è deciso a rivalutare questo aspetto della sua creatività, e prossimamente per i membri del sito ufficiale della COLT sarà possibile visionare buona parte delle sue illustrazioni. Per darvi un'idea dell'eccellenza del suo lavoro qui di seguito posto alcuni esempi con tanto di dettagli. Chissà, forse anch'io un giorno potrei diventare un regista di porno gay quotato :-)







2 commenti:

loran ha detto...

Molto belli questi disegni, penso che l'arte omoerotica sia più interessante dei film anche perchè lascia più spazio all'immaginazione.
Poi c'è da fare la solita considerazione del come mai in America e nel resto dell'Europa chi fa "gay art" riesce a vivere di questo e in Italia no, ma forse dipenderà anche dall'intraprendenza personale e dalla fortuna, io ad esempio faccio disegni erotico gay ma finora non ho mai proposto i miei lavori ad un editore e francamente in italia non mi viene in mente nessuno.

http://gt2.pics00.free.fr/Lorenzo_Ridolfi/

Wally Rainbow ha detto...

Beh...In Italia c'è un problema di fondo: non c'è un vero mercato edioriale gay, men che meno erotico.
Senza mercato non c'è modo di farsi conoscere o di iniziare una carriera. La domanda è: perchè non c'è mercato?
Le risposte sono tante e molto articolate, ma forse tutto sta nel fatto che i gay italiani sono mediamente più complessati di quelli stranieri, mentre la società è mediamente più omofoba e diffidente su certi argomenti. Queste due spinte vanno nella stessa direzione e quello che ci rimette sono i prodotti culturali qualificabili come "gay", ivi compresi fumetti e illustrazioni a tema, per cui nemmeno esistono spazi.