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martedì 13 maggio 2008

SIGH...SIGH...SIGH...

Sono sempre più allucinato...Stamattina ho chiamato l'assistenza tecnica del mio adsl per sapere se c'erano novità e per sapere perchè nessuno si era più fatto vivo...E mi sono sentito dire che non avevo risposto alla loro ultima chiamata effettuata domenica pomeriggio! Domenica pomeriggio? Ma non mi avevano detto di restare connesso nei giorni lavorativi??? Roba da matti!Inizio davvero a fare fumo dalle orecchie...Comunque colgo quei 10 minuti di connessione attiva che mi sono concessi per postare qualcosa su questo blog. Lo stilista Giorgio Armani (che fra l'altro è originario delle mie parti) ha organizzato a New York una mostra molto interessante...Cosa c'entra Giorgio Armani con questo blog? La mostra in questione si chiama "Superheroes: Fashion and Fantasy" e vede la presenza di circa 60 diversi modelli creati dalle più prestigiose firme della moda, in quella che viene descritta come la rappresentazione di un nuovo punto di vista della figura del supereroe, in cui i superpoteri e i costumi sono visti come una sorta di metafora della moda stessa, capaci di diversificarsi proprio come i vari stili del fashion. La mostra, apertasi il 7 maggio, durerà sino al 1 settembre 2008. Riflessione numero 1: a New York gli stilisti famosi non si pongono problemi ad essere associati a prodotti come i fumetti. Riflessione numero 2: negli Stati Uniti il supereroe è un'icona culturale molto forte e rappresentativa. E qui arrivano le amare constatazioni...Da noi i fumetti sono ancora visti come una cosa poco seria dalla quale prendere le distanze a prescindere dai suoi indubbi risvolti culturali, e da noi non ci sono icone culturali forti come i supereroi...Anzi, gli stessi supereroi non sono considerati un' icona culturale dalla maggior parte degli italiani. Da noi le icone culturali sono i calciatori e le veline, e a quelli tutti si ispirano (a proposito: avete sentito che presto verrà commercializzato un reggiseno imbottito per le bambine di sette anni???). In realtà ci sono anche gli uomini di chiesa, che vengono proposti e riproposti in tutte le salse e, in alcune zone del nostro paese, i mafiosi, ma diciamo che al momento non li vorrei considerare. Perchè questo lungo preambolo? Per raccontarvi come il sottoscritto si è dovuto scontrare con questa realtà. Io avevo creato un supereroe gay dichiarato: Capitan Gel. Il primo supereroe gay dichiarato d'Italia del nuovo millennio. Era comparso prima sotto forma di striscia sul free-magazine G&L (che però veniva distribuito solo in Toscana), e poi sulla rivista Babilonia (dove ero partito raccontando le traversie della sua identità segreta Billy Bono). In entrambi i casi il trattamento riservatogli è stato abbastanza infelice: su G&L doveva riempire i buchi lasciati dagli sponsor pubblicitari e su Babilonia è stato sospeso dopo due mesi dall'aquisizione dei suoi superpoteri, perchè stonava con il rinnovo dei contenuti della rivista, che ora erano più fashion. Capito? A New York Armani dedica una mostra ai supereroi, mentre per Babilonia non erano abbastanza fashion. Che dire? Forse negli Stati Uniti Capitan Gel avrebbe incontrato un altro destino...E forse sono stato somaro io a non proporlo direttamente laggiù, dove effettivamente i supereroi sono un'icona culturale anche per i gay...Che anzi gli dedicano feste a tema nelle discoteche (o clubs, come li chiamano laggiù), associazioni di fans e persino pratiche sessuali a base di colorati costumi in lycra. La cosa un po' deprimente è che effettivamente l'idea di un supereroe gay dichiarato in Italia, se fosse stata meglio gestita da chi di dovere, avrebbe attirato l'attenzione dei media e la curiosità dei lettori, con una buona dose di benefici per tutti. Comunque non è stato fatto niente di simile e Capitan Gel è sparito senza colpo ferire. Siccome voglio farmi del male ora vi sottoporrò il caso di qualcuno che non è stato somaro come me. C'è un fumettista gay portoghese di nome Hvh (di cui tornerò a parlare in dettaglio prossimamente), che ha elaborato un'idea abbastanza simile alla mia...Anche se io mi sono dovuto adattare all'idea di non far vedere cose sessualmente esplicite, visto che in Italia anche le riviste gay rispecchiano la nostra fantastica mentalità del "si fa ma non si dice", o meglio del "si fa e ogni tanto se ne può parlare, ma non si fa vedere nemmeno disegnato". Fatto sta che, siccome Hvh è evidentemente molto più saggio di me, ha presentato il progetto direttamente negli USA, e il mensile gay FRESHMAGAZINE lo ha accolto a braccia aperte...Così da un annetto a questa parte i lettori del suddetto mensile possono gustarsi le avventure di Link, giovane supereroe gay in carriera. Siccome anche questo sarà uno dei tanti fumetti che SICURAMENTE in Italia NON verranno pubblicati in tempi brevi vi posto qui di seguito alcune tavole. L'umorismo grottesco e pacchiano è tipico dei fumetti underground americani, quindi non pensate che si tratti necessariamente di volgarità gratuita.

Che dire? Paese che vai icona che trovi...Il problema è che effettivamente nel nostro paese le icone culturali scarseggiano. Se poi questa è una causa o un sintomo della nostra attuale situazione non sta a me dirlo.

5 commenti:

V. ha detto...

Ma la domanda vera è, perchè Armani organizza una mostra del genere a New York e non in Italia?
O son stati gli americani a chiedergliela?!?...
E soprattutto, cosa aspetti a proporti a case editrici americane? ;)

V. ha detto...

Dimenticavo... tu che ne sai, mi spieghi come mai, nelle immagini che hai scelto di linkare, lo stile tra la prima tavola e le altre due è così diverso? Evoluzione dell'autore?
Preferisco *decisamente* lo stile della prima, le altre sono un pò *Archie*, no?...

Wally Rainbow ha detto...

La prima era un provino :-)

Ulisse ha detto...

Prova a proporre Capitan Gel ad una rivista americana, magari ti va bene.

V. ha detto...

Su su... si dii da fare e contatti qualche casa editrice ammericona! Ka*ching!