SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

venerdì 6 settembre 2019

DICHIARAZIONI E SITUAZIONI

Ciao a tutti, come va?

Avevo annunciato che questo blog sarebbe stato rilanciato, e nelle ultime settimane non è stato così: a quanto pare - per scaramanzia - sarebbe sempre meglio non fare certi tipi di annunci. Perchè poi, perlomeno nel mio caso, sembra che si inneschino dei meccanismi che vanificano le mie buone intenzioni. Detto questo sono ancora qui, e anche il blog. Quindi, se tutto va bene, questa potrebbe essere la volta buona....

Da che parte possiamo ricominciare? In realtà alcuni spunti interessanti, di recente, sono arrivati dal mondo del cinema. Anche perchè si tratta di spunti che poi sono stati elaborati e riportati dai media italiani mettendo in evidenza alcuni limiti abbastanza vistosi del nostro apparato culturale e del suo sistema informativo. Non che ci sia niente di nuovo, ma di tanto in tanto certe conferme possono aiutare a capire meglio come vanno le cose. Ad esempio: il 28 agosto il magazine Vulture ha pubblicato una lunga intervista al regista gay dichiarato Joel Schumacher (foto sotto). Negli ultimi giorni questa intervista è stata citata numerose volte, ma in pochi hanno riportato il link diretto alla versione completa, che voi potete trovare CLICCANDO QUI.

In questa intervista il regista, classe 1939, si è raccontato senza troppe remore, e dopo aver ammesso di avere avuto una vita sessuale decisamente frizzante (anche perchè ai suoi tempi, secondo lui, gli omosessuali non potevano fare dei veri progetti di vita, e si dedicavano solo al sesso), ha parlato della sua esperienza con Batman. Infatti, per quanti se lo fossero scordato, nel 1995 venne chiamato a dirigere il terzo film della saga cinematografica inaugurata da Tim Burton, e cioè Batman Forever, e poi venne anche confermato per dirigere il suo sequel Batman e Robin nel 1997.

Probabilmente il regista non era un grande esperto di fumetti, e il suo riferimento principale per i due film sembrava più che altro la serie televisiva degli anni Sessanta, così alla fine mise assieme due giocattoloni molto commerciali e senza particolari virtuosismi, e con un cast non propriamente azzeccato. Tant'è che le critiche negative furono tante e tali da portare al blocco delle produzioni cinematografiche di Batman fino al 2005. Ad ogni modo, nell'intervista di cui stiamo parlando, il giornalista ha chiesto al regista cosa pensava del fatto che i suoi film di Batman fossero stati accusati di essere troppo "gay", e del fatto che Batman e Robin sono considerati da sempre una "coppia gay".

Il regista, molto salomonicamente, ha affermato che certe critiche al film forse non ci sarebbero state se lui non fosse stato gay, e che comunque la leggenda di Batman e Robin coppia gay è nata a seguito delle accuse portate avanti negli anni Cinquanta, ed è stata alimentata dal bisogno della comunità gay di avere dei personaggi in cui identificarsi. Personaggi che, per lungo tempo, sono mancati, spingendo la suddetta comunità ad adottarne alcuni che in realtà non nascevano con quello scopo. Io aggiungerei che, ai tempi, erano parecchi i fumetti che lanciavano involontariamente dei sottotesti di un certo tipo, anche se al giorno d'oggi nessuno li cità più... Anche perchè Batman è ancora sulla breccia, mentre degli altri non si ricorda quasi nessuni, e quindi viene spontaneo andare ad analizzare sempre e solo le ambiguita che di tanto in tanto spiccavano nelle sue storie...




Che poi Batman e Robin siano diventati particolarmente iconici da questo punto di vista, e che qualcuno abbia iniziato a giocare molto su questa presunta ambiguità, direi che è sotto gli occhi di tutti. Però penso che sia altrettanto evidente come Joel Schumacher abbia espresso la sua opinione in maniera onesta, anche perchè nell'intervista racconta senza problemi di quando, ancora minorenne, aveva rapporti sessuali consenzienti con degli adulti, e si scaglia anche contro i bigotti che vedono molestie e abusi anche laddove non ci sono. Quindi, se avesse voluto dire che Batman e Robin erano omosessuali, probabilmente non avrebbe avuto problemi. Molto semplicemente è stato onesto, non ha voluto essere superficiale e ha inquadrato la situazione per quello che è. Anche se poi è stato molto prudente quando gli hanno chiesto se le voci sull'omosessualità di alcuni attori che ha diretto erano vere oppure no...

Tuttavia la cosa interessante è che, nei giorni successivi, anche in Italia è stato dato ampio risalto alla notizia enfatizzando il fatto che Joel Schumacher, di fatto, metteva una pietra tombale sul ruolo iconico di Batman e Robin (cosa che non ha fatto), sferrando un colpo mortale all'orgoglio della comunità gay. E ovviamente i giornali vicini ad una certa area politica, come ad esempio Libero, hanno evidenziato molto la cosa. Però anche buona parte dei media più generalisti hanno lanciato lo stesso tipo di messaggio, seppur con toni meno trionfalistici...

La cosa più interessante che emerge dalla lettura di questi articoli, comunque, al di là della superficialità e della faziosità che spesso caratterizza certi contenuti, è che si omette quello che è il dato di fatto più rilevante. E cioè che adesso la comunità gay non ha più bisogno di proiettare le sue aspettative in supereroi che non sono dichiaratamente omosessuali... Perchè da qualche anno a questa parte ce ne sono diversi che sono effettivamente gay o lesbiche (e persino trans), e che sono arrivati al grande pubblico anche tramite numerose produzioni televisive (anche animate). Alla MARVEL/DISNEY, tra le altre cose, stanno già lavorando alla serie TV dedicata alla nuova Miss America: una supereroina lesbica e latina, nata in una famiglia composta da due mamme. E la serie dovrebbe essere ospitata dal canale Disney+, alla faccia di chi pensa che questi temi non siano adatti ad un pubblico giovane.

Non ci vuole un genio per capire che alla MARVEL stanno pensando a qualcosa che possa fare concorrenza all'imminente serie TV di Batwoman, la più iconica supereroina lesbica della DC Comics... E questo la dice lunga su quella che è la situazione REALE, a discapito di chi "gioisce" per le dichiarazioni di Joel Schumacher su Batman e Robin (che comunque lasciano quello che trovano, visto che si parla di un regista che si è limitato a dirigere due film con questi personaggi più di vent'anni fa). Magari, se il punto focale di questi articoli era l'omosessulità dei supereroi, sarebbe stato interessante chiedere un'opinione anche della regista Chloé Zhao (classe 1982, che vedete sotto), che la MARVEL ha ingaggiato per dirigere il film THE ETERNALS.

Infatti in questo film è stata confermata la presenza, per la prima volta in un film di supereroi, di protagonisti dichiaratamente omosessuali. Ovviamente non si sa ancora in che termini la questione verrà affrontata, ma considerando che per aggiornare il franchise si è ritenuto opportuno modificare anche il genere, l'etnia e il presunto orientamento di alcuni personaggi dei fumetti originali (e di questo sicuramente tornerò a parlare), probabilmente sarà una produzione da tenere d'occhio.

Tuttavia, com'era prevededibile, negli  "approfondimenti" legati alle dichiarazioni di Joel Schumacher su Batman e Robin non è stata dedicata neanche una postilla a proposito della situazione ATTUALE, limitandosi a citarlo a proposito di due film che ha girato nel 1995 e nel 1997. Penso che sia abbastanza indicativo sotto molti punti di vista. Soprattutto se l'intezione era quella di filtrare il messaggio per "rassicurare" un certo tipo di pubblico.

Così come è stata abbastanza indicativa la polemica nata attorno ad alcune dichiarazioni dell'attore Toni Servillo, che ha presentato al Festival di Venezia il primo film diretto dal fumettista Igor Tuveri (in arte Igort) e tratto dal suo romanzo grafico 5 É IL NUMERO PERFETTO. Durante un'intervista al sito di Repubblica assieme a Valeria Golino (che si è ben guardata dal ricordare che la sua esperienza con i "cinecomics" è iniziata con IL RAGAZZO INVISIBILE), Toni Servillo ha voluto precisare che questo film è tratto da una graphic novel e non da un fumetto, e che quindi da una parte ci sono fumetti di basso livello (e tanto per cambiare, ha citato Topolino e Paperino) da cui il cinema farebbe meglio a stare alla larga, e dall'altra ci sono graphic novel. L'intervista potete ascoltarla CLICCANDO QUI.

Ancora non possiamo sapere se l'esperienza di Igort in Italia avrà lo stesso successo di quella che ha avuto Frank Miller negli USA, però a quanto pare le dichiarazioni di Toni Servillo hanno indisposto parecchi appassionati italiani di fumetti, che ovviamente l'hanno presa sul personale. Il punto, però, è che al netto dei pareri soggettivi e della qualità del singolo prodotto, Toni Servillo probabilmnte ha toccato dei nervi scoperti. Nel senso che, obbiettivamente, con gli anni le scelte degli editori italiani in fatto di fumetti "popolari" (quelli pensati per un vasto pubblico, e che pertanto devono scendere a molti compromessi) e quelle di chi si è concentrato sui fumetti d'autore (che lasciano maggiore libertà creativa, e rivolgendosi a un pubblico più selezionato hanno meno vincoli) si sono differenziate in maniera sempre più evidente. Portando alla situazione attuale, e al fatto che c'è chi pensa che i "fumetti" siano una cosa e le "graphic novel" un'altra. Tant'è che in edicola, attualmente, non c'è niente di paragonabile a Corto Maltese, o ad ad altre produzioni di un certo tipo, che erano ben presenti in edicola fino agli anni Ottanta.

Però le cose non vanno così dappertutto.

Negli USA, ad esempio, la situazione è molto più sfumata. Tant'è che il già citato Frank Miller propose il suo noir SIN CITY in una confezione mainstream, e poi ne trasse i due film cult che hanno apprezzato anche quelli che non hanno mai letto il fumetto originale (e lo stesso è accaduto con 300). Questo, con i fumetti di Igort, non avviene.

E se volessimo fare un paragone relativo al momento attuale, direi che sarebbe molto interessante sottolineare che nello speciale che la MARVEL ha realizzato per celebrare i suoi primi 80 anni c'è stato spazio anche per una storia in cui Tempesta degli X-Men salva una bambina che sta attraversando il Mediterraneo, in modo che poi possa arrivare sana e salva a Riace...

Attualmente quante sono le possibilità che un fumetto italiano "popolare" possa toccare anche solo lontamente il tema degli sbarchi nel Mediterraneo, che pure dalle nostri parti continua ad essere uno degli argomenti più caldi degli ultimi anni? Sono cose che fanno riflettere. In compenso, la scorsa settimana, Topolino non ha potuto fare a meno di puntare di nuovo su una copertina dedicata alla promozione calcistica...

Sperando che non sia l'inizio di una nuova fase di totale sottomissione alle logiche commerciali dettate dalla promozione degli album di figurine Panini dei calciatori (che tanti danni hanno già provocato al settimanale), non ho potuto fare a meno di notare che, per una singolare coincidenza, la stessa settimana anche Le Journal de Mickey ha dedicato la copertina ai nipoti di Paperino... Che però erano alle prese con degli yo-yo... E anche questo mi ha fatto riflettere, visto che i campionati di calcio partono in Francia come in Italia, e anche in Francia il calcio è uno sport molto amato...

Comunque, tornando a bomba, anche se alla MARVEL ultimamente si è adottata una politica perlomeno AMBIGUA quando qualcuno prova a criticare l'attuale Governo statunitense (proprio nello speciale di cui sopra è stato eliminato un intervento del pluripremiato autore Art Spiegelman, perchè paragonava il Presidente Trump al Teschio Rosso), per via degli ingombranti legami dell'azionista di maggioranza della MARVEL con il Presidente Trump (legami di cui in questo BLOG parlo da anni, anche evidenziandone i risvolti più imbarazzanti, e se non ci credete CLICCATE QUI), la situazione non è paragonabile a quella italiana. Perchè nonostante tutto la MARVEL, così come la DC e le altre case editrici che negli USA sono considerate mainstream, per vie traverse non mancano mai di prendere spunto da temi scottanti ed eticamente sensibili... Col risultato che, pur essendo i fumetti MARVEL (e DC) meno liberi di esporsi rispetto a qualche anno fa, restano comunque anni luce avanti rispetto ai corrispettivi italiani... E comunque, se da una parte MARVEL e DC risultano più vincolate, dall'altra con il loro atteggiamento stanno favorendo l'emancipazione della concorrenza, che sta iniziando ad osare cose che fino a qualche anno fa nessuno avrebbe mai ritenuto possibili... E di questo, sicuramente, tornerò a parlare in futuro... Non foss'altro per la quantità di peni maschili e di sesso gay ESPLICITO che sta iniziando a comparire nei fumetti della IMAGE (prego notare la tavola qui sotto)... E badate che parliamo di fumetti fantasy che NON sono prettamente erotici...

Mentre gli autori che vengono scartati  da MARVEL e DC all'ultimo momento per i loro contenuti, ritenuti troppo "forti", trovano comunque delle sponde altrove... Come nel caso della serie SECOND COMING, che parla della partnership fra il supereroe Sun-Man e Gesù Cristo. Rinnegata dalla DC Comics dopo che era già stata annunciata sotto l'etichetta Vertigo, è stata poi pubblicata dalla giovane Ahoy Comics...

Quanti fumetti italiani mainstream (e non solo) oserebbero tanto? In edicola, magari? Quindi, in conclusione, anche se teoricamente Toni Servillo non ha ragione (e infatti ha ritrattato, e per sapere come potete CLICCARE QUI), bisogna prendere atto che in un certo senso ha saputo inquadrare la situazione molto meglio di tanti sedicenti esperti. Nella misura in cui dice che dalle nostre parti, ora come ora, c'è un fumetto - quello delle graphic novel - che prova ad affrancarsi dagli stereotipi e dai pregiudizi che hanno accompagnato il linguaggio del fumetto nel nostro Paese, mentre ce n'è un altro che fa ancora mota fatica ad emanciparsi. Anche perchè, aggiungo io, continua a puntare sul suo pubblico storico, che ha imparato ad "amarlo" anche per via di quegli stereotipi e quei pregiudizi, che erano un po' il riflesso dello scenario culturale e sociale in cui sono cresciute le vecchie generazioni. Il problema è che, anno dopo anno, il pubblico storico rischia sempre più di diventare l'unico pubblico disponibile in Italia... Con tutta una serie di conseguenze a catena che è facile immaginare...

E anche verificare.

Alla prossima!

Nessun commento: