Ciao a tutti, come va?
Proprio oggi si chiude l'ennesima edizione del Festival di Sanremo che, per chi non lo sapesse, è considerato tradizionalmente il più prestigioso festival della canzone italiana. Siccome io in questo BLOG ho una rubrica dedicata ai cantanti gay dichiarati che in Italia non si fila nessuno, mi sembrava doveroso agganciarmi a Sanremo per fare una piccola riflessione sulla situazione dei cantanti gay dichiarati nel nostro paese... A Sanremo 2013, ad esempio, c'era qualche cantante gay DICHIARATO? No. Di gay si è parlato tanto, di noti cantanti gay NON dichiarati ce n'erano diversi e c'è stato persino un giovane cantante che ha portato una canzone d'amore a tema gay che raccontava dell'esperienza "avvenuta ad una persona a lui molto vicina"... Ma nessun artista che sfidasse direttamente il terribile tabù dell'omosessualità. E in questo scenario surreale gli unici gay dichiarati che sono comparsi sul palco sono stati una coppia che si è espressa attraverso dei cartelli e il compagno di un cantante gay famosissimo, che però è morto l'anno scorso e che in vita ha scelto di vivere sempre la sua omosessualità nell'ombra. Oltretutto la coppia di cui sopra, che pure si doveva sposare a San Valentino, non ha avuto il permesso di baciarsi, come aveva fatto nel video di youtube che è stato riproposto in versione ridotta sul palco.
Meglio di niente, certo, e sempre meglio di quando si presentavano cantanti che inneggiavano ai gay che potevano diventare eterosessuali, però qualcosa non torna... Anche perchè la sensazione è che i cantanti gay italiani, pur di andare sul palco a Sanremo e diventare un po' più famosi, non si fanno problemi a nascondere e reprimere la propria omosessualità... Finendo per lanciare un messaggio che non è poi tanto positivo, diciamo. Così, siccome questo è un BLOG alternativo, oggi volevo presentarvi un giovane cantautore gay dichiaratissimo, che proprio non ne vuole sapere di compromessi: Jeb Havens...
Lui è di San Francisco, e la sua carriera è iniziata nel circuito dei piano bar e dei locali di musica dal vivo, e in particolare nei locali gay che offrono questo tipo di intrattenimento. In effetti lui ha iniziato a scrivere musica da quando aveva 10 anni, e la passione col tempo si rinforzata al punto da spingerlo a tentare la fortuna investendo i suoi risparmi in un impianto di registrazione personale, magari un po' modesto, ma che gli consentisse di produrre la sua musica senza dover render conto a nessuno delle proprie scelte.
E infatti da qualche anno i suoi brani melodici autoprodotti, e la sua bella voce, si stanno facendo conoscere anche al di fuori del circuito dei locali gay, grazie soprattutto a youtube, dove da qualche anno è presenza fissa e su cui propone i video dei brani che registra nella sua sala di incisione personale... Ricavata nel guardaroba del suo appartamentino! Chi l'ha detto che per diventare famosi e seguire la propria passione bisogna per forza scendere a compromessi? Questo cantante ha un rapporto talmente trasparente con la sua omosessualità che, ad esempio, fino a qualche tempo fa ha avuto anche una bella relazione sentimentale con il noto gay porn performer Conner Habib...
In ogni caso, per dimostravi che il talento di un cantante non si misura dalle sue presenze su questo o quel palcoscenico, oggi vi presento una delle sue belle canzoni d'amore direttamente dal suo guardaroba, giusto per dimostrare che non sono i lustrini, i fotografi e le orchestre che decidono se una canzone d'amore può arrivare al cuore oppure no...
Non so cosa ne pensate voi, ma vi suggerisco di ascoltarla chiudendo gli occhi, e di fare altrettanto con le canzoni di Sanremo di quest'anno...
Poi sappiatemi dire...
Alla prossima.
sabato 16 febbraio 2013
venerdì 15 febbraio 2013
UN MONDO CHE (IN ITALIA) NON C'É...
Ciao a tutti, come va?
Anche oggi mi tocca segnalare qualcosa che arriva dagli USA, ma d'altra parte se i nostri amici americani sono tanto attivi sul fronte delle notizie gay non è penso proprio di dovermi sentire in colpa... Anzi, l'episodio che vado a segnalarvi oggi direi che è un ottimo esempio di come certe cose potrebbero andare, a prescindere dal fatto che sia avvenuto negli USA. Partiamo dall'inizio: di George Takei, alias il signor Sulu di Star Trek, ultimamente mi sono trovato a parlare spesso...
Infatti, nel suo caso, il coming out gli ha dato una popolarità che forse non aveva mai avuto nemmeno in gioventù. Nell'ultimo periodo, in particolare, con l'emergere di una cultura giovanile che ha trasformato l'immaginario fantastico in una fucina di icone di vario genere, il fatto che lui fosse anche gay dichiarato lo ha reso una musa ispiratrice per molti fumetti che volevano creare una figura di gay credibile, o che magari cercassero un gay famoso e realmente esistente da inserire nelle loro storie... Così abbiamo avuto il suo sosia quasi omonimo in Dick Tracy e la sua trasposizione a fumetti in Kevin Keller...
E ovviamente questo ha comportato che iniziasse anche a girare fiere e fumetterie per firmare i fumetti in cui compare... Magari in compagnia di Dan Parent, che oltre ad avere avuto la bella idea di creare Kevin Keller ha deciso di farlo interagire con George Takei, che per Kevin è sempre stato un idolo e un riferimento importante...
Perchè riparlo ancora una volta di Goerge Takei? Perchè a volte può capitare che la realtà vada a braccetto con l'immaginazione, e che magari nella TV americana ci sia un modo di parlare di omosessualità completamente diverso da quello a cui siamo abituati... Anche perchè è anche il modo di vivere l'omosessualità ad essere diverso... E, siccome penso che il confronto sia importante, tutto questo mi serviva per introdurvi il caso di Jacob Rudolph, il tipico ragazzotto americano che sogna di diventare un attore, e che quando ha ritirato un premio teatrale nel suo liceo ha colto l'occasione per fare coming out davanti a tutta la sua scuola e per dichiarare che George Takei per lui è un mito, anche per il modo con cui non ha voluto nascondersi, mettendosi in gioco in prima persona per i diritti gay...
Il suddetto video, che inizialmente doveva rivolgersi solo ai suoi amici e conoscenti, ha finito per attirare quasi 2 milioni di persone, anche e soprattutto perchè la reazione entusiasta e solidale degli altri studenti era una bella prova di come i tempi stanno cambiando. La cosa interessante, però, è che anche a causa del grande successo di questo video, Jacob è stato invitato a parlare della sua esperienza in TV e gli autori della trasmissione gli hanno fatto la carrambata di portargli in studio proprio George Takei... E qui di seguito potete vedere la sua reazione...
Forse tutto questo non entrerà nella storia della televisione, però secondo me è interessante notare l'approccio a tutta la questione, e il fatto che tutto ruota attorno ad un attore gay dichiarato che è diventato famoso grazie ad una serie di fantascienza degli anni '60, che evidentemente resta un cult anche per le nuove generazioni. E non ho potuto fare a meno di pensare che vedere tutto questo nel nostro paese sarebbe più fantascientifico di un'intera stagione di Star Trek. Poniamo anche che uno studente riceva un premio per il corso di teatro che porta avanti al liceo, e poniamo anche che arrivi a fare coming out durante la premiazione davanti a tutta la scuola passandola liscia, quale potrebbe essere l'attore di riferimento che potrebbe citare??? Credo sia da questi piccoli dettagli che si può capire meglio che, se la cultura è un concetto che cambia da nazione a nazione, è anche vero che anche il concetto di cultura gay non è da meno...
Forse se ci fosse più consapevolezza al riguardo sarebbe anche più facile lavorare per cambiare in meglio le cose... Voi che ne pensate?
Anche oggi mi tocca segnalare qualcosa che arriva dagli USA, ma d'altra parte se i nostri amici americani sono tanto attivi sul fronte delle notizie gay non è penso proprio di dovermi sentire in colpa... Anzi, l'episodio che vado a segnalarvi oggi direi che è un ottimo esempio di come certe cose potrebbero andare, a prescindere dal fatto che sia avvenuto negli USA. Partiamo dall'inizio: di George Takei, alias il signor Sulu di Star Trek, ultimamente mi sono trovato a parlare spesso...
Infatti, nel suo caso, il coming out gli ha dato una popolarità che forse non aveva mai avuto nemmeno in gioventù. Nell'ultimo periodo, in particolare, con l'emergere di una cultura giovanile che ha trasformato l'immaginario fantastico in una fucina di icone di vario genere, il fatto che lui fosse anche gay dichiarato lo ha reso una musa ispiratrice per molti fumetti che volevano creare una figura di gay credibile, o che magari cercassero un gay famoso e realmente esistente da inserire nelle loro storie... Così abbiamo avuto il suo sosia quasi omonimo in Dick Tracy e la sua trasposizione a fumetti in Kevin Keller...
E ovviamente questo ha comportato che iniziasse anche a girare fiere e fumetterie per firmare i fumetti in cui compare... Magari in compagnia di Dan Parent, che oltre ad avere avuto la bella idea di creare Kevin Keller ha deciso di farlo interagire con George Takei, che per Kevin è sempre stato un idolo e un riferimento importante...
Perchè riparlo ancora una volta di Goerge Takei? Perchè a volte può capitare che la realtà vada a braccetto con l'immaginazione, e che magari nella TV americana ci sia un modo di parlare di omosessualità completamente diverso da quello a cui siamo abituati... Anche perchè è anche il modo di vivere l'omosessualità ad essere diverso... E, siccome penso che il confronto sia importante, tutto questo mi serviva per introdurvi il caso di Jacob Rudolph, il tipico ragazzotto americano che sogna di diventare un attore, e che quando ha ritirato un premio teatrale nel suo liceo ha colto l'occasione per fare coming out davanti a tutta la sua scuola e per dichiarare che George Takei per lui è un mito, anche per il modo con cui non ha voluto nascondersi, mettendosi in gioco in prima persona per i diritti gay...
Il suddetto video, che inizialmente doveva rivolgersi solo ai suoi amici e conoscenti, ha finito per attirare quasi 2 milioni di persone, anche e soprattutto perchè la reazione entusiasta e solidale degli altri studenti era una bella prova di come i tempi stanno cambiando. La cosa interessante, però, è che anche a causa del grande successo di questo video, Jacob è stato invitato a parlare della sua esperienza in TV e gli autori della trasmissione gli hanno fatto la carrambata di portargli in studio proprio George Takei... E qui di seguito potete vedere la sua reazione...
Forse tutto questo non entrerà nella storia della televisione, però secondo me è interessante notare l'approccio a tutta la questione, e il fatto che tutto ruota attorno ad un attore gay dichiarato che è diventato famoso grazie ad una serie di fantascienza degli anni '60, che evidentemente resta un cult anche per le nuove generazioni. E non ho potuto fare a meno di pensare che vedere tutto questo nel nostro paese sarebbe più fantascientifico di un'intera stagione di Star Trek. Poniamo anche che uno studente riceva un premio per il corso di teatro che porta avanti al liceo, e poniamo anche che arrivi a fare coming out durante la premiazione davanti a tutta la scuola passandola liscia, quale potrebbe essere l'attore di riferimento che potrebbe citare??? Credo sia da questi piccoli dettagli che si può capire meglio che, se la cultura è un concetto che cambia da nazione a nazione, è anche vero che anche il concetto di cultura gay non è da meno...
Forse se ci fosse più consapevolezza al riguardo sarebbe anche più facile lavorare per cambiare in meglio le cose... Voi che ne pensate?
mercoledì 13 febbraio 2013
BENVENUTI NEL REGNO DI OZ!
Ciao a tutti, come va?
Come forse avrete notato in questo BLOG mi diverto anche a segnalare quei film che sembrano fatti apposta per dimostrare che il pubblico gay viene tenuto in crescente considerazione da parte delle grandi case di produzione hollywoodiane. Ovviamente i soliti disfattisti cercano in mille modi di minimizzare il fenomeno, ma il film che vi vado a segnalare oggi sembra particolarmente indicato per confermare la teoria secondo cui la cultura gay non è affatto ignorata dalle nuove produzioni. Infatti sto parlando di un film Disney che uscirà presto sul grande schermo: Oz the Great and Powerful, e cioè il prequel non ufficiale de Il Mago di Oz...
Anche su queste pagine ho scritto in più occasioni del come e del perchè Il Mago di Oz sia diventato un cult per la comunità gay americana, ma forse vale la pena di rinfrescarvi la memoria. Quando venne prodotto il primo film in technicolor dedicato al racconto scritto da L.F. Baum nel 1900 la comunità gay se la vedeva proprio male, e in effetti la sua rappresentatività nel mondo del cinema era pressochè nulla. Però il film del 1939 con Judy Garland nel ruolo di Dorothy, con la scusa del contesto fiabesco, presentò vari personaggi che avevano caratteristiche tipicamente omosessuali (perlomeno secondo la mentalità del periodo), e che avevano un ruolo positivo...
Oltretutto, in un'epoca in cui gli eroi maschili del cinema erano tutti rudi e maneschi, i protagonisti del Mago di Oz risolvevano i loro guai con l'intelligenza, il garbo e la gentilezza: una vera rivoluzione! Il film ebbe un tale impatto che da allora in poi i gay, fra di loro, iniziarono a chiamarsi "amici di Dorothy" e "Oz" divenne sinonimo di luogo in cui gli omosessuali vivevano sereni. Judy Galrand, dal canto suo, divenne un'icona gay e la leggenda narra che le rivoluzioni che diedero il via al movimento gay partirono anche in seguito al nervosismo causato dalla sua dipartita, avvenuta nel 1969... Ma questa è un'altra storia. Quello che mi interessa sottolineare è che, probabilmente, la Disney ha considerato tutto questo, altrimenti davvero non si spiegherebbe perchè - fra tanti attori disponibili - per il ruolo del protagonista abbia scelto proprio un'icona gay come James Franco...
E badate che non parliamo di un attore sexy che ha avuto qualche ruolo in film cult per la comunità gay (come MILK), ma di un personaggio che pur rimarcando la sua eterosessualità non ha mai mancato di dimostrare la sua vicinanza alla causa gay, sottolineando orgogliosamente il suo stato di icona in più occasioni... E divertendosi anche a giocare col suo lato femminile...
Da notare che in quest'ultimo periodo si era parlato di lui anche perchè aveva prodotto un documentario dedicato al mondo della pornografia BDSM, con tanto di abbondanti parentesi esplicite gay, e questo non ha comunque rappresentato un problema per la Disney... Che anzi ha già dato il nulla osta per la realizzazione di una serie di bambole ispirate al film, tra le quali spicca proprio quella dedicata a James Franco nei panni di Oscar Diggs, e cioè il futuro mago di Oz...
Come cambiano i tempi, vero? In ogni caso il film verrà ditribuito a partire dal prossimo 7 marzo, e quindi potremo verificare presto se ci saranno altri sottotesti gay... Nel frattempo vi lascio con il trailer, che sembra promettere veramente bene...
Alla prossima!
Come forse avrete notato in questo BLOG mi diverto anche a segnalare quei film che sembrano fatti apposta per dimostrare che il pubblico gay viene tenuto in crescente considerazione da parte delle grandi case di produzione hollywoodiane. Ovviamente i soliti disfattisti cercano in mille modi di minimizzare il fenomeno, ma il film che vi vado a segnalare oggi sembra particolarmente indicato per confermare la teoria secondo cui la cultura gay non è affatto ignorata dalle nuove produzioni. Infatti sto parlando di un film Disney che uscirà presto sul grande schermo: Oz the Great and Powerful, e cioè il prequel non ufficiale de Il Mago di Oz...
Anche su queste pagine ho scritto in più occasioni del come e del perchè Il Mago di Oz sia diventato un cult per la comunità gay americana, ma forse vale la pena di rinfrescarvi la memoria. Quando venne prodotto il primo film in technicolor dedicato al racconto scritto da L.F. Baum nel 1900 la comunità gay se la vedeva proprio male, e in effetti la sua rappresentatività nel mondo del cinema era pressochè nulla. Però il film del 1939 con Judy Garland nel ruolo di Dorothy, con la scusa del contesto fiabesco, presentò vari personaggi che avevano caratteristiche tipicamente omosessuali (perlomeno secondo la mentalità del periodo), e che avevano un ruolo positivo...
Oltretutto, in un'epoca in cui gli eroi maschili del cinema erano tutti rudi e maneschi, i protagonisti del Mago di Oz risolvevano i loro guai con l'intelligenza, il garbo e la gentilezza: una vera rivoluzione! Il film ebbe un tale impatto che da allora in poi i gay, fra di loro, iniziarono a chiamarsi "amici di Dorothy" e "Oz" divenne sinonimo di luogo in cui gli omosessuali vivevano sereni. Judy Galrand, dal canto suo, divenne un'icona gay e la leggenda narra che le rivoluzioni che diedero il via al movimento gay partirono anche in seguito al nervosismo causato dalla sua dipartita, avvenuta nel 1969... Ma questa è un'altra storia. Quello che mi interessa sottolineare è che, probabilmente, la Disney ha considerato tutto questo, altrimenti davvero non si spiegherebbe perchè - fra tanti attori disponibili - per il ruolo del protagonista abbia scelto proprio un'icona gay come James Franco...
E badate che non parliamo di un attore sexy che ha avuto qualche ruolo in film cult per la comunità gay (come MILK), ma di un personaggio che pur rimarcando la sua eterosessualità non ha mai mancato di dimostrare la sua vicinanza alla causa gay, sottolineando orgogliosamente il suo stato di icona in più occasioni... E divertendosi anche a giocare col suo lato femminile...
Da notare che in quest'ultimo periodo si era parlato di lui anche perchè aveva prodotto un documentario dedicato al mondo della pornografia BDSM, con tanto di abbondanti parentesi esplicite gay, e questo non ha comunque rappresentato un problema per la Disney... Che anzi ha già dato il nulla osta per la realizzazione di una serie di bambole ispirate al film, tra le quali spicca proprio quella dedicata a James Franco nei panni di Oscar Diggs, e cioè il futuro mago di Oz...
Come cambiano i tempi, vero? In ogni caso il film verrà ditribuito a partire dal prossimo 7 marzo, e quindi potremo verificare presto se ci saranno altri sottotesti gay... Nel frattempo vi lascio con il trailer, che sembra promettere veramente bene...
Alla prossima!
lunedì 11 febbraio 2013
SCELTE CRITICABILI?
Ciao a tutti, come va?
Nonostante le bufere di neve, e i capi religiosi che danno le dimissioni, questo BLOG proverà comunque a segnalarvi notizie meno scontate, e che magari possono offrirvi qualche spunto di riflessione supplementare. Ad esempio: personalmente ho trovato molto interessante la reazione che ha suscitato l'assunzione, da parte della casa editrice DC Comics, dello scrittore Orson Scott Card (foto sotto), perlomeno negli USA.
La DC ha pensato bene di metterlo alla prova su alcune storie di Superman di prossima uscita, e questo ha provocato una piccola insurrezione da parte di buona parte dei sostenitori della DC Comics, e in particolare da parte di quelli omosessuali. Perchè, vi chiederete voi? Il problema nasce dal fatto che il signor Card è un mormone molto noto per la sua posizione intransigente nei confronti dell'omosessualità e dei diritti omosessuali, tanto che dal 2009 fa parte del tavolo dirigenziale della National Organization for Marriage, un gruppo che si batte per impedire che i diritti per gli omosessuali si facciano strada negli USA.
A onor del vero gruppi come il suo non stanno avendo molto successo ultimamente, ma è anche vero che se persone come lui che si permettono di scrivere - in una rivista dedicata alla comunità mormone - che "il grande segreto dell'omosessualità è che si va diffondendo grazie a stupri e abusi, molestie e perverse seduzioni, e che tanti omosessuali non chiedono di meglio che uscirne fuori", non fanno che buttare benzina sul fuoco dei pregiudizi... Con tutta una serie di effetti sgradevoli. In effetti qualcuno sospetta che la scelta della DC Comics sia stata motivata fondamentalmente dal fatto che questo scrittore vedrà presto trasposta sul grande schermo la sua storia fantascientifica Ender's Game, che peraltro gli fece vincere diversi premi letterari dal 1985 in poi... E la cosa curiosa è che quando la MARVEL decise di trasformarla in una miniserie a fumetti, nel 2008, fu al centro di aspre critiche proprio per aver dato spazio ad un autore apertamente omofobo...
Omofobo della peggior specie, visto che in alcuni suoi racconti ha anche associato l'omosessualità alla pedofilia, dichiarando che per lui i cittadini omosessuali non hanno diritto di essere considerati al pari degli altri. E infatti la paura dei lettori DC è che mettendo le mani su Superman possa finire per toccare l'argomento dando spazio alla sua personale visione della questione. Intendiamoci: tutti, soprattutto negli USA, hanno diritto ad essere liberi di esprimere le proprie opinioni, ma è anche vero che screditare una minoranza basandosi su pregiudizi più o meno religiosi è qualcosa che il mondo del fumetto non tollera più da diverso tempo... Soprattutto se si considera che la minoranza di cui stiamo parlando, e cioè quella omosessuale, ultimamente sta vivendo una specie di età dell'oro per quel che riguarda la sua quota di rappresentanza nel fumetto popolare americano...
La cosa davvero interessante, però, è che nel caso di Orson Scott Card per scatenare una mezza sommossa, o perlomeno una forte presa di posizione della comunità gay, è bastato il semplice annuncio della sua prossima partecipazione alle avventure di Superman... A riprova del fatto che la comunità LGBT americana è molto attenta anche a questi dettagli e non transige quando si mette a rischio la sua onorabilità e la sua legittimità. Non ci è ancora dato di sapere se i timori riguardo a Orson Scott Card siono fondati oppure no, ma SICURAMENTE il mondo degli appassionati americani di comics - e in particolare la sua componente omosessuale - ha dato una bella prova di coscienza civica... E sarà interessante notare cosa succederà se lo sceneggiatore in questione si lascerà prendere troppo la mano.
Sia come sia bisogna notare che quando in Italia i fumetti popolari indugiano in trame che rasentano l'omofobia la tendenza generale è di stare zitti e chinare la testa...
Forse è arrivato il momento di iniziare a sensibilizzare un po' di coscienze anche da noi.
Alla prossima.
Nonostante le bufere di neve, e i capi religiosi che danno le dimissioni, questo BLOG proverà comunque a segnalarvi notizie meno scontate, e che magari possono offrirvi qualche spunto di riflessione supplementare. Ad esempio: personalmente ho trovato molto interessante la reazione che ha suscitato l'assunzione, da parte della casa editrice DC Comics, dello scrittore Orson Scott Card (foto sotto), perlomeno negli USA.
La DC ha pensato bene di metterlo alla prova su alcune storie di Superman di prossima uscita, e questo ha provocato una piccola insurrezione da parte di buona parte dei sostenitori della DC Comics, e in particolare da parte di quelli omosessuali. Perchè, vi chiederete voi? Il problema nasce dal fatto che il signor Card è un mormone molto noto per la sua posizione intransigente nei confronti dell'omosessualità e dei diritti omosessuali, tanto che dal 2009 fa parte del tavolo dirigenziale della National Organization for Marriage, un gruppo che si batte per impedire che i diritti per gli omosessuali si facciano strada negli USA.
A onor del vero gruppi come il suo non stanno avendo molto successo ultimamente, ma è anche vero che se persone come lui che si permettono di scrivere - in una rivista dedicata alla comunità mormone - che "il grande segreto dell'omosessualità è che si va diffondendo grazie a stupri e abusi, molestie e perverse seduzioni, e che tanti omosessuali non chiedono di meglio che uscirne fuori", non fanno che buttare benzina sul fuoco dei pregiudizi... Con tutta una serie di effetti sgradevoli. In effetti qualcuno sospetta che la scelta della DC Comics sia stata motivata fondamentalmente dal fatto che questo scrittore vedrà presto trasposta sul grande schermo la sua storia fantascientifica Ender's Game, che peraltro gli fece vincere diversi premi letterari dal 1985 in poi... E la cosa curiosa è che quando la MARVEL decise di trasformarla in una miniserie a fumetti, nel 2008, fu al centro di aspre critiche proprio per aver dato spazio ad un autore apertamente omofobo...
Omofobo della peggior specie, visto che in alcuni suoi racconti ha anche associato l'omosessualità alla pedofilia, dichiarando che per lui i cittadini omosessuali non hanno diritto di essere considerati al pari degli altri. E infatti la paura dei lettori DC è che mettendo le mani su Superman possa finire per toccare l'argomento dando spazio alla sua personale visione della questione. Intendiamoci: tutti, soprattutto negli USA, hanno diritto ad essere liberi di esprimere le proprie opinioni, ma è anche vero che screditare una minoranza basandosi su pregiudizi più o meno religiosi è qualcosa che il mondo del fumetto non tollera più da diverso tempo... Soprattutto se si considera che la minoranza di cui stiamo parlando, e cioè quella omosessuale, ultimamente sta vivendo una specie di età dell'oro per quel che riguarda la sua quota di rappresentanza nel fumetto popolare americano...
La cosa davvero interessante, però, è che nel caso di Orson Scott Card per scatenare una mezza sommossa, o perlomeno una forte presa di posizione della comunità gay, è bastato il semplice annuncio della sua prossima partecipazione alle avventure di Superman... A riprova del fatto che la comunità LGBT americana è molto attenta anche a questi dettagli e non transige quando si mette a rischio la sua onorabilità e la sua legittimità. Non ci è ancora dato di sapere se i timori riguardo a Orson Scott Card siono fondati oppure no, ma SICURAMENTE il mondo degli appassionati americani di comics - e in particolare la sua componente omosessuale - ha dato una bella prova di coscienza civica... E sarà interessante notare cosa succederà se lo sceneggiatore in questione si lascerà prendere troppo la mano.
Sia come sia bisogna notare che quando in Italia i fumetti popolari indugiano in trame che rasentano l'omofobia la tendenza generale è di stare zitti e chinare la testa...
Forse è arrivato il momento di iniziare a sensibilizzare un po' di coscienze anche da noi.
Alla prossima.
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